simposio lettori copertina

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domenica 15 gennaio 2023

RECENSIONE: PAOLA BARBATO - LA PIEGA DEL TEMPO

Sinossi:

Gaia e Mattia sono migliori amici da sempre. Amici, non fidanzati, anche se ora che sono in terza media nessuno ci crede e le cantilene "Che cariiiiiiniii" e "I fidanzatiiiiiiniii" sono all'ordine del giorno. Così, quando durante un esperimento nell'aula di scienze i due scompaiono per ventiquattro ore, tutti pensano a una fuga d'amore. Ma Gaia e Mattia giurano che non si sono mai allontanati dall'aula e sono decisi a scoprire cosa è successo davvero. Indagando, si convincono di aver saltato una "piega del tempo", un ponte che unisce due momenti diversi sulla linea temporale: se lo si attraversa, ci si ritrova esattamente nel punto da cui si è partiti, ma in un momento diverso. Passato, presente e futuro si moltiplicano con altrettante realtà alternative, e presto Gaia e Mattia si troveranno soli, prigionieri di esistenze lontane e angoscianti. E toccherà a loro tentare di ritrovarsi e ricomporre la realtà dove tutto è cominciato... Età di lettura: da 10 anni.

 

Commento:

Come al solito lo stile di Paola Barbato sa affascinarmi e catturarmi, anche quando non scrive thriller. Tutto sommato, però, un mistero c'è anche qui e, sebbene la soluzione sia fantascientifica e si tratti di un libro per ragazzi, l'ho trovato accattivante ed istruttivo, oltre che molto ben scritto. È la storia di due ragazzini di tredici anni che da sempre vengono presi in giro dai compagni (e pure dai prof.) per la loro amicizia: tutti vedono in loro una coppia, scorgono la malizia dove non c'è e questo li imbarazza al punto che decidono di separarsi per far cessare i parlottii, almeno quando sono in pubblico. Tutto sembra andar bene, finché un esperimento di scienze non li obbliga a stare insieme nella stessa stanza, da soli, a scuola, di pomeriggio… Quel che succede dovrete scoprirlo da voi. Io posso dirvi solo che ha a che fare con un vulcano, un orologio digitale e un video di Youtube. Un libro breve, ma appassionante sia per i ragazzi, che per chi ragazzo non lo è più. Consigliato!

 

Opera recensita: "La piega del tempo" di Paola Barbato

Editore: Piemme, 2022

Genere: fantascienza, narrativa per ragazzi

Pagine: 136

Prezzo: 15,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

  

Recensione: Claudia Piñeiro - Elena lo sa

 

Sinossi:

Libro finalista dell’International Booker Prize 2022. In una trama noir molto riuscita, Claudia Piñeiro descrive con rara maestria e partecipe vicinanza la quotidianità di una malata di Parkinson tra i mille dettagli di ostacoli da superare, difficoltà imposte dalla mancata “obbedienza” delle gambe e dei piedi per muoversi, dando spessore al personaggio stoico di Elena che non si arrende mai.

Dopo che Rita viene trovata morta nel campanile della chiesa che frequentava, le indagini ufficiali sull’incidente vengono rapidamente chiuse. Sua madre, ammalata di Parkinson, è l’unica persona ancora determinata a trovare il colpevole. Raccontando un difficile viaggio attraverso le periferie della città, un vecchio debito di gratitudine e una conversazione rivelatrice, Elena lo sa svela i segreti dei suoi personaggi e le sfaccettature nascoste dell’autoritarismo e dell’ipocrisia nella nostra società.

 

Commento:

Elena è una donna fiaccata nel corpo da una malattia invalidante, il Parkinson, che la impedisce nei movimenti, nelle normali operazioni quotidiane, le ruba persino i pensieri. Eppure Elena vuole vivere. Lo ripete varie volte, a più persone, in queste pagine; l'aveva detto anche a sua figlia, Rita, quando hanno ricevuto insieme la diagnosi. E vive ancora, Elena, anche ora che Rita è morta. E vive ancora, Elena, con l'unico obiettivo di scoprire chi l'ha uccisa. Perché Elena lo sa, lo sa che Rita è stata uccisa. Perciò, ormai allo stremo, compie un ultimo viaggio per lei titanico ma in realtà di appena qualche chilometro, per cercare chi crede possa aiutarla, per affidare una missione a una persona. Perché, fosse anche l'ultima cosa che fa, ma lei troverà chi le ha portato via la figlia, l'ultimo affetto che le era rimasto, quella figlia che la rimbrottava spesso, ma che era lì, era sempre stata lì, con lei. Con sguardo critico, disilluso, amareggiato, persino sarcastico, Claudia Piñeiro riesce a tratteggiare, in appena 160 pagine, il quadro di una società ottusa e perbenista, che maschera l'indifferenza e l'egoismo dietro a buone maniere e una fede ipocrita, che è incapace di ascoltare davvero il dolore altrui. Sono tre le donne che si alternano in questa storia e tutte e tre sono sia vittime che aguzzine, in una catena di dolore che genera altro dolore, di incomprensione che genera distacco, di freddezza emotiva che genera chiusura. E, come c'era da aspettarsi, prima o poi un anello si rompe e qualcuno cede. "Elena lo sa" è un giallo che non sembra un giallo, un libro che sfrutta l'archetipo del giallo, con una morte, un'indagine, la ricerca di un colpevole, per processare la nostra società con le sue storture e i suoi paradossi: una madre che sopravvive ad una figlia, la gente intorno che le dice – quasi le ordina – di rassegnarsi, una madre che cerca l'assassino della figlia, una madre che madre non voleva esserlo ed un'altra che non lo sarà mai… In "Elena lo sa" la Piñeiro condensa tutto questo in pagine dense di una prosa asciutta, nervosa, concisa ed efficace. Un libro da leggere… per riflettere sull'essere madre, figlia, membro di una società.

 

Opera recensita: "Elena lo sa" di Claudia Piñeiro

Editore: Feltrinelli, 2023 (ed. originale 2007)

Traduzione: Pino Cacucci

Genere: giallo

Ambientazione: Argentina

Pagine: 160

Prezzo: 17,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5.

 

sabato 14 gennaio 2023

RECENSIONE: DOMENICO DARA - MALINVERNO

Sinossi:

Ci sono paesi in cui i libri sono nell'aria, le parole dei romanzi e delle poesie appartengono a tutti e i nomi dei nuovi nati suggeriscono sogni e promesse. Timpamara è un paese così, almeno da quando, tanti anni fa, vi si è installata la più antica cartiera calabrese, a cui si è aggiunto poco dopo il maceratoio. E di Timpamara Astolfo Malinverno è il bibliotecario: oltre ai normali impegni del suo ruolo, di tanto in tanto passa dal macero, al ritmo della sua zoppia, per recuperare i libri che possono tornare in circolazione. Finché un giorno il messo comunale gli annuncia che gli è stato affidato un nuovo, ulteriore impiego: alla mattina sarà guardiano del cimitero e al pomeriggio starà alla biblioteca. Ad Astolfo, che oltre a essere un appassionato lettore possiede una vivida immaginazione, bastano pochi giorni al cimitero per essere catturato dalla foto di una donna posta su una lapide. Non c'è altro; nessun nome e cognome, nessuna data di nascita e morte. Col tempo Astolfo è colto da un quasi innamoramento e si trova a inseguire il filo del mistero racchiuso in quel volto muto. Attorno a lui si muovono i lettori della biblioteca, gli abitanti di Timpamara e i visitatori del cimitero, estinti e in carne e ossa, con le loro storie comiche, tenere, struggenti – dal "resuscitato" alla ragazza rimasta vedova alla vigilia delle nozze, che tinge l'abito nuziale di nero e chiede ad Astolfo di unire lei e il trapassato in matrimonio.

 

Commento:

C'è poco da dire… in certi libri c'è qualcosa di magico. Sarà per il modo speciale in cui sono scritti, per la sensibilità particolare con cui sfiorano certi temi, per la potenza che talvolta sprigionano certe alchimie di parole particolarmente azzeccate… è soggettivo e difficile da razionalizzare, figuriamoci da spiegare, ma è così, certi libri diffondono magia, la magia delle storie, delle parole, delle persone. Di storie, parole e persone parla, infatti, Malinverno, il meraviglioso romanzo di Domenico Dara, ambientato a Timpamara, un paesino della Calabria in cui tutto, per caso o per destino, ruota attorno ai libri. Anche la vita del protagonista, Astolfo Malinverno, ruota attorno ai libri, a cominciare dal suo nome per finire al suo impiego principale: primo e unico bibliotecario di Timpamara. La sua routine solitaria fatta di pagine, storie, prestiti e consigli di lettura viene sconvolta un bel giorno che pareva uguale agli altri, quando gli viene comunicato che, oltre a quello di bibliotecario, dovrà svolgere temporaneamente anche il lavoro di "camposantaro", guardiano e padrone di casa del cimitero. Da custode di libri, dunque, Malinverno diventerà anche custode di anime e le persone che incontrerà, le storie con cui verrà in contatto, gli cambieranno l'esistenza in modo irreversibile. Pagina dopo pagina assistiamo con lui a questi cambiamenti, partecipi della malinconia che come una bruma in un mattino che si preannuncia assolato pervade tutto il romanzo. Malinverno è un uomo solo che solo non si sente, uno che non rinuncia a cercare la giusta collocazione delle cose, che è venuto a patti con la sua vita e, pur non avendolo mai davvero sperato, potrebbe vivere una storia indimenticabile. Tuttavia, per quanto ci si provi, il destino d'un uomo non si può cambiare come il finale di un libro… però si può sempre sperare… O no? Per quanto mi riguarda, non posso non consigliare questo romanzo: ci ho trovato echi del realismo magico tipico della letteratura latinoamericana, personaggi credibili se ed in quanto calati nel contesto "paese" di riferimento, una scrittura ricercata, talvolta piacevolmente desueta, capace di collocare la storia al di là del tempo e dello spazio. Per me "Malinverno" è esattamente come dovrebbe essere un romanzo che parla di libri e di anime, biblioteche e cimiteri, amore, morte e vita. In tanti lo hanno accostato a "Cambiare l'acqua ai fiori", altro romanzo che apprezzai moltissimo: comprendo il paragone, ma lo metabolizzo solo ex post. Mentre leggevo, Malinverno non mi ha mai fatto pensare al romanzo della Perrin, sintomo che – come credo – le due storie sono profondamente diverse. Mi sono piaciute entrambe, ma non mi spingerei a dire che chi non ha apprezzato quel romanzo non apprezzerà neanche questo… ribadisco, sono storie molto molto diverse.

 

Opera recensita: "Malinverno" di Domenico Dara

Editore: Feltrinelli, 2020

Genere: narrativa italiana

Ambientazione: Timpamara, piccolo paese della Calabria

Pagine: 336

Prezzo: 18,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 9.

  

mercoledì 11 gennaio 2023

RECENSIONE: EVA GARCIA SAENZ DE URTURI - IL SILENZIO DELLA CITTA' BIANCA

Sinossi:

Tasio Ortiz de Zárate sta per lasciare la prigione per il suo primo permesso. E Tasio non è uno qualunque: brillante archeologo, protagonista della scena culturale e pop con le sue trasmissioni televisive che hanno conquistato il pubblico vent'anni fa, il professore è finito in galera per omicidio. Tasio Ortiz de Zárate è stato condannato come serial killer. È accusato di aver ucciso seguendo una logica macabra, lungo un percorso ideale nella tranquilla città di Vitoria. Una città che ora si ritrova immersa nel terrore di tanto tempo fa. Perché alla libertà di Tasio corrisponde una nuova ondata di crimini. La prima coppia viene ritrovata nella Cattedrale Vecchia, due ragazzi di vent'anni nudi in una posa di sconvolgente tenerezza. Mentre le indagini sono solo all'inizio, i corpi di due venticinquenni compaiono nella Casa del Cordone, in pieno centro e durante la festa di San Giacomo. E il giovane ispettore Unai López de Ayala inizia la caccia. Per lui non si tratta soltanto di fermare la scia di morte, ma di vincere la sfida contro la mente criminale che lo ha coinvolto personalmente. E di dimostrare al suo capo, l'affascinante Alba, che seguire le regole non è sempre la migliore strategia.

Un thriller ipnotico dalla trama sorprendente che ha conquistato il pubblico spagnolo: in classifica per 44 settimane, ha venduto oltre 200.000 copie ed è stato definito il romanzo rivelazione del 2016.

 

Commento:

"Il silenzio della città bianca" è il primo volume di una trilogia thriller molto, molto interessante, che unisce in sé adrenalina e cultura popolare, investigazione e saggezza, passionalità e religiosità. E davanti a questo mix, per giunta ambientato in Spagna (uno dei Paesi che adoro di più), come avrei potuto io non andare in visibilio? La storia è complessa e si sviluppa su più piani temporali tra loro legati: man mano che nel presente vengono commessi degli omicidi, a vari livelli del passato qualcosa si srotola e si mostra ai nostri occhi, ma non – o non sempre – a quelli di chi indaga. A proposito, chi indaga? La storia ci viene raccontata – almeno per quanto concerne il presente – dall'ispettore Unai Lopez de Ayala, specializzato in profiling, che segue il caso insieme alla sua collega ed amica Estibaliz Ruiz de Gauna. I due si conoscono da sempre e si capiscono, segnati come sono dalle traversie del loro passato accidentato. Rispondono del loro operato ad un nuovo arrivo nella squadra, la vicecommissaria Alba Diaz de Salvatierra, affascinante e sfuggente. Loro e i personaggi che li circondano sembrano essere pezzi di un meccanismo ben oliato, manovrato da qualcuno che sa ciò che fa ed ha un piano preciso che li ingloba loro malgrado. Un thriller intriso di tradizioni, culti, storie, questo di Eva Garcia Saenz de Urturi, ambientato in una terra in cui le credenze popolari, i riti pagani e quelli cristiani hanno un'importanza capitale ancora oggi. Il pensiero corre, ovviamente, alla mia amata Trilogia del Baztan: con le dovute differenze, questo libro me la ricorda molto, e sono certa che sarà così anche per i successivi che leggerò presto.

 

Opera recensita: "Il silenzio della città bianca" di Eva García Sáenz de Urturi

Editore: Sperling & Kupfer, 2018

Traduzione: Paola Olivieri

Genere: thriller, seriale

Ambientazione: Vitoria (Paesi Baschi, Spagna)

Pagine: 456

Prezzo: 19,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

  

lunedì 9 gennaio 2023

RECENSIONE: STEPHEN KING - FAIRY TALE

Sinossi:

Charlie Reade è un diciassettenne come tanti, discreto a scuola, ottimo nel baseball e nel football. Ma si porta dentro un peso troppo grande per la sua età. Sua madre è morta in un incidente stradale quando lui aveva sette anni e suo padre, per il dolore, ha ceduto all'alcol. Da allora, Charlie ha dovuto imparare a badare a entrambi. Un giorno, si imbatte in un vecchio – Howard Bowditch – che vive recluso con il suo cane Radar in una grande casa in cima a una collina, nota nel vicinato come «la Casa di Psycho». C'è un capanno nel cortile sul retro, sempre chiuso a chiave, da cui provengono strani rumori. Charlie soccorre Howard dopo un infortunio, conquistandosi la sua fiducia, e si prende cura di Radar, che diventa il suo migliore amico. Finché, in punto di morte, il signor Bowditch lascia a Charlie una cassetta dove ha registrato una storia incredibile, un segreto che ha tenuto nascosto tutta la vita: dentro il capanno sul retro si cela la porta d'accesso a un altro mondo. Una realtà parallela dove Bene e Male combattono una battaglia da cui dipendono le sorti del nostro stesso mondo. Una lotta epica che finirà per vedere coinvolti Charlie e Radar, loro malgrado, nel ruolo di eroi. Dal genio di Stephen King, una nuova avventura straordinaria e agghiacciante, una corsa a perdifiato nel territorio sconfinato della sua immaginazione.

 

Commento:

Ho aspettato un bel po' prima di decidermi a leggere quest'ultima fatica di King. Ho aspettato perché, visti gli ultimi flop (o meglio, dato che le mie ultime letture kinghiane non mi erano piaciute troppo), avevo il timore di leggere qualcos'altro che non avrei apprezzato, allontanandomi ancora da uno dei miei scrittori preferiti. Ebbene, per fortuna ho deciso di provarci! Questo viaggio fra due mondi mi è piaciuto, anzi, mi ha entusiasmato! Charlie è un ragazzo sveglio, più adulto della sua età, assennato senza essere un noioso secchione, a modo senza essere un damerino privo di personalità. L'avventura fantastica che si è ritrovato a vivere è ovviamente incredibile, ma – come al solito – King ce la racconta come se potesse accadere a chiunque di noi, un bel giorno di ottobre, mentre gironzoliamo per un giardino non nostro ed entriamo in un misterioso capanno da cui provengono strani rumori. Ma la vera star del romanzo è indubbiamente lei, Radar, un cane così intelligente, reattivo, intuitivo, sveglio e fedele che se me la ritrovassi davanti forse, forse non ne avrei paura (sì, ho paura dei cani). L'esperienza di Charlie nell'altro mondo è avvincente e probabilmente il fatto che a raccontarcela sia un Charlie ormai adulto con toni da adulto gioca decisamente a favore di King nell'ambito della plausibilità/credibilità. Mi ha convinto questo fantasy? Beh, sì, direi di sì, visto che l'ho divorato! Ve lo consiglio, anche se non doveste mai aver letto niente del re… ci sono molti spunti interessanti anche su numerosi altri autori. Interessante, davvero interessante lettura, oltre che appassionante.

 

Opera recensita: "Fairy tale" di Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer, 2022

Traduzione: Luca Briasco

Genere: Fantasy

Pagine: 677

Prezzo: 21,90 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5.

  

mercoledì 4 gennaio 2023

RECENSIONE: EDWARD MORGAN FORSTER - CAMERA CON VISTA

Sinossi:

Lucy Honeychurch e George Emerson sono i due protagonisti del romanzo di Edward Morgan Forster. Intorno alla loro contrastata vicenda sentimentale l'autore affronta uno dei suoi temi preferiti: quello del cuore non sviluppato e della lacerazione tra perbenismo ed emotività. E' l'anima stessa dell'Inghilterra, un'anima nordica, gotica, puritana, contrapposta allo spirito mediterraneo, gioioso, pagano e rinascimentale che i due protagonisti non a caso respirano proprio a Firenze, dove è ambientata la prima parte del libro.

 

Commento:

"Camera con vista" è uno di quei romanzi che mi fanno desiderare come non mai di avere – o di trovare – le parole giuste per esprimere le sensazioni che mi ha lasciato la lettura. Comincio col dire che non mi è dispiaciuto. Non mi spingo oltre nell'apprezzamento perché di Forster ho letto anche Passaggio in India e quello sì che mi era piaciuto molto… Camera con vista non è, a parer mio, allo stesso livello, probabilmente perché qui si avverte forte l'anacronismo delle considerazioni morali. In poche parole - e concedetemi il francesismo - questo libro puzza un po' di naftalina, come quei vestiti belli ma lasciati troppo tempo in fondo all'armadio, e credo che l'autore lo sapesse benissimo. Mi spiego meglio: entrambi i romanzi che ho letto di quest'autore sono fortemente incastonati nel tempo in cui sono scritti, ma mentre in Passaggio in India non si avverte mai la tentazione di fare un raffronto con l'oggi, qui le considerazioni morali e le nette e continue prese di posizione dei personaggi mettono costantemente in risalto il fatto che questo romanzo sia stato scritto ai primi del Novecento e che, probabilmente, l'autore volesse sottolineare quanto un certo perbenismo di facciata, un tal rigore costruito, fosse obsoleto e superato già allora, in favore di un vivere più libero, sincero e appassionato. Così come accadeva in Passaggio in India, anche Camera con vista è basato su diverse contrapposizioni: l'Inghilterra viene qui contrapposta all'Italia, gli inglesi all'estero vengono distinti prima tra turisti e stanziali e poi contrapposti – per temperamento – agli italiani… Da qui si generano poi paragoni sul piano morale che infarciscono la trama e sono così forti e spiccate da cambiarne gli sviluppi. C'è poi, in entrambi i romanzi, un punto di rottura – che si trova più o meno ad un terzo della storia -, un evento in grado di rompere gli equilibri, di ingenerare un cambiamento radicale nella vita dei protagonisti, una frattura nel pensiero rispetto al "prima". Tutti elementi che caratterizzano l'opera di Forster e la rendono vagamente prevedibile, ma rassicurante. A questo punto sono curiosa di approfondire quest'autore e di leggere altre sue opere: al di là delle caratteristiche stilistiche, vorrei comprendere meglio il suo pensiero che, da quel che ho letto, mi pare interessante.

 

Opera recensita: "Camera con vista" di Edward Morgan Forster

Editore: Mondadori, prima ed. 1908

Traduzione: Marisa Caramella

Genere: letteratura inglese, classici

Ambientazione: Italia-Inghilterra

Pagine: 266

Prezzo: 9,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 7.

  

lunedì 2 gennaio 2023

RECENSIONE: NICOLAS BARREAU - MILLE LUCI SULLA SENNA

Sinossi:

Quando, in una grigia giornata autunnale, Joséphine Beauregard esce dal suo monolocale sul canal Saint-Martin, a Parigi, trova due lettere nella casella della posta. Una è dell'editore con cui collabora come traduttrice e l'altra di un notaio sconosciuto. E così, in pochi minuti, Joséphine scopre di aver perso il lavoro, ma anche di aver ereditato una casa, per quanto atipica e un po' fatiscente: l'amato zio Albert le ha lasciato la sua vecchia houseboat, ormeggiata lungo il quai accanto al pont de la Concorde. Per sbarcare il lunario, Joséphine decide a malincuore di vendere la barca, nonostante i ricordi di una gita spensierata lungo la Senna con l'eccentrico zio, da sempre il suo preferito in una famiglia fin troppo convenzionale e severa. Ma la sorpresa è grande quando, una volta a bordo, si trova di fronte un uomo che sostiene di essere il legittimo inquilino della Princesse de la Loire e che non ha nessuna intenzione di lasciarla. È l'inizio di una brillante commedia degli equivoci in cui, tra ripetuti boicottaggi dei programmi di Joséphine, succederà di tutto. E a complicare le cose, la temuta réunion natalizia dei Beauregard si avvicina...

 

Commento:

Beh, devo dire che, letterariamente, per me l'anno comincia bene! Questo sia perché ho letto un libro gradevole, sia perché Barreau è  uno di quegli autori che mi si presentavano davanti da tempo ma che non avevo mai letto… ed ho scoperto che mi piace! "Mille luci sulla Senna" è un romanzo senza pretese, uno di quelli che si ricordano per il tempo di una lettura, ma che quel tempo ce lo fanno trascorrere bene. Leggero ma non troppo, non proprio originale ma affatto brutto, non un capolavoro ma piacevolissimo, per me è stato un bel modo di cominciare l'anno in leggerezza. La protagonista, Josephine, tutto sommato mi piace perché, sebbene tenda a buttarsi un po' troppo giù ed a giudicare le persone con un po' troppa facilità, ha il coraggio di difendere le proprie scelte contro tutto e tutti, di farsi valere e tenere il punto quando è necessario, e di fare un passo indietro e riconoscere di essersi sbagliata quand'è il caso. "Mille luci sulla Senna" è una bella storia che tiene buona compagnia per un pomeriggio e ci fa sognare regalandoci un Natale a Parigi. Quanto a me, non amo i romanzi rosa, ne leggo pochi, ma quando ne vorrò uno ora so che potrò guardare a Barreau con buone aspettative.

 

Opera recensita: "Mille luci sulla Senna" di Nicolas Barreau

Editore: Feltrinelli, 2022

Traduzione: Monica Pesetti

Genere: narrativa rosa

Ambientazione: Parigi

Pagine: 224

Prezzo: 17,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.