simposio lettori copertina

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martedì 7 marzo 2023

RECENSIONE: MONICA MCINERNEY - LE MADRINE

Sinossi:

Le madrine di Eliza conoscono tutti i segreti di famiglia: per quanto tempo ancora potranno tenerli per sé? Figlia unica dell’amatissima ma inaffidabile Jeannie, madre giovane e irregolare, Eliza Miller ha sempre potuto contare sul sostegno delle sue affezionate madrine, Olivia e Maxie. Riguardo al padre Eliza non ha mai saputo nulla: Jeannie le ha promesso che le avrebbe rivelato la verità il giorno del suo diciottesimo compleanno. Poco prima della fatidica data, però, è scomparsa all’improvviso, cambiando ogni cosa. Molti anni più tardi, Eliza, ormai trentenne, è una donna solitaria, introversa e dedita soprattutto al lavoro. Quando nell’arco della stessa giornata viene licenziata e sfrattata di casa, decide di accettare l’invito di Olivia a raggiungerla a Edimburgo per fare una sorpresa a Maxie che sta per sposarsi. Questo viaggio sarà per Eliza l’occasione per uscire dal guscio ovattato nel quale si è rinchiusa, ma soprattutto per indagare sull’identità di suo padre. Per scoprire chi è quest’uomo misterioso, però, dovrà capire chi era davvero sua madre: le madrine hanno custodito per anni i segreti di Jeannie, ma ora è tempo che la verità venga a galla.

 

Commento:

Eliza Olivia Maxine Miller, o semplicemente Eliza, è una giovane donna con la testa sulle spalle, un buon lavoro, una vita solitaria ma gradevole. E, sebbene a nessuno di noi sarebbe mai sembrata tale, gradevole è stata per lei anche l'infanzia, anzi persino gioiosa, a tratti, grazie ai tanti luoghi in cui ha vissuto e alle mille storie fantastiche e sempre nuove che le raccontava sua madre Jeannie. Solo certe storie, però, ad Eliza non piacevano: quelle su suo padre… ad un certo punto ha capito che la madre ne inventava sempre di diverse, non ha mai conosciuto la sua identità, ma sua madre aveva promesso di raccontarle tutto di lui quando avesse compiuto 18 anni. Ma al diciottesimo compleanno di Eliza, sua madre non c'era più e con lei non c'era più nessun racconto sul padre. Eliza però non era sola, non lo è mai stata, perché sin da quando era piccola sua madre le ha messo affianco due madrine, Olivia e Maxie, due donne molto diverse ma con in comune il grande affetto per quella ragazzina giudiziosa e intelligente. E anche oggi che è adulta, Eliza ha affianco le sue madrine: così quando la sua capa la licenzia e viene sfrattata, non si perde d'animo ed accetta – pur a malincuore per la paura di volare – l'offerta di raggiungerle in Scozia. Che sia questa l'occasione che aspetta da anni per saperne di più su suo padre? Il problema del fare domande, però, si sa, è che si trovano spesso più risposte di quel che si desidererebbe… "Le madrine" è un romanzo particolare, una storia di donne, di amicizia, di difficoltà e situazioni al limite. Una lettura intensa, interessante e coinvolgente con un bel lieto fine, cosa che non fa mai male. Consigliato.

 

 

Opera recensita: "Le madrine" di Monica McInerney

Editore: Fazi, 2023

Traduzione: Sabina Terziani

Genere: narrativa straniera

Ambientazione: Australia, Scozia, Irlanda

Pagine: 368

Prezzo: 18,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

  

RECENSIONE: RACHEL LINDEN - ALLA FINE DI UNA CARAMELLA AL LIMONE

Sinossi:

Secondo una leggenda che si tramanda di generazione in generazione, esistono delle speciali caramelle al limone che possono guidarci sul sentiero giusto, mostrandoci le strade che abbiamo scelto di non percorrere. Lolly, trentatré anni, si sente persa e insoddisfatta. Per questo la saggia zia Gert le appoggia sul palmo della mano tre caramelle a forma di spicchio cosparse di zucchero, insieme a poche, semplici istruzioni: scartarle prima di andare a letto, sorbirle lentamente fino alla fine e appoggiare la testa sul cuscino. Un po' scettica ma anche curiosa, Lolly segue le indicazioni. Così, all'improvviso, si trova catapultata in un ristorante tutto suo sulla costa inglese. La notte successiva, invece, incontra la madre come se non fosse mai scomparsa, e quella dopo ancora ha una famiglia con il suo primo amore. Ogni volta fa sogni così vividi da sembrare più un'alternativa possibile che il prodotto della sua immaginazione. Ma questi scenari durano il tempo di una caramella e a tutti manca qualcosa, perché ogni scelta comporta una rinuncia. Forse, però, la zia non voleva farle vivere un sogno. Forse, il suo era un invito a osservare il presente con occhi diversi. Perché le nostre scelte passate possono sembrare un po' aspre, come le caramelle al limone, ma il retrogusto è dolce se troviamo dentro di noi la forza per cambiare il futuro. Una storia di scelte, dove il passato è lo specchio per costruire un futuro più felice. Perché i sogni possono diventare reali e durare più di una caramella. Basta essere capaci di non indugiare nei ricordi e avere il coraggio di riprendere in mano la propria vita.

 

Commento:

"Come sarebbe stata la mia vita se avessi scelto quella strada?", "E se quella volta avessi fatto questo piuttosto che quello?"… Ce lo siamo chiesto tutti, no? E non una volta sola. E se ci fosse il modo di saperlo? Se si potesse vivere un giorno, un giorno solo, nelle versioni della nostra vita che non abbiamo scelto? Lolly Blanchard, giovane donna di quasi 33 anni, sopraffatta dalle responsabilità e insoddisfatta della vita che ha ora, ha scoperto che il modo c'è: una speciale caramellina al limone che le ha dato sua zia Gert. Basta seguire le istruzioni e ci si ritrova catapultati in un'altra versione della propria vita. E Lolly ci prova davvero, e qualcosa di bello succede, ma scopre anche che ogni scelta porta con sé delle rinunce. Non sarà facile per lei, come non lo è per nessuno di noi, cambiare il modo di pensare, ma servirà a cambiare la propria vita. "Alla fine di una caramella al limone" è un libro Feel Good, uno di quei libri che servono a far stare meglio le persone, a farle riflettere su come sfruttare le potenzialità del loro presente per crearsi il futuro che desiderano, o quantomeno un futuro un po' migliore di quel che le aspetterebbe altrimenti. E questo libro, in fondo, riesce nell'intento regalandoci anche una storia romantica che sa di famiglia, di amicizia e di torta meringata al limone. Una lettura gradevole che, per chi vorrà coglierli, darà anche spunti su cui riflettere.

 

Opera recensita: "Alla fine di una caramella al limone" di Rachel Linden

Editore: Garzanti, 2023

Traduzione: Alessandra Casella

Genere: narrativa straniera

Ambientazione: Stati Uniti

Pagine: 384

Prezzo: 18,60 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

  

RECENSIONE: CRISTINA CASSAR SCALIA - IL RE DEL GELATO

     

Sinossi:

Arrivata da poco a Catania, Vanina sta facendo conoscenza con la città quando le piomba addosso un caso delicato, di quelli che richiederebbero anche un po’ di tatto. Non proprio la sua dote principale.

Prima qualche pillola dentro vaschette di gelato, poi un omicidio. Questo è solo l’inizio di un mistero parecchio strano che il vicequestore aggiunto Giovanna Guarrasi, detta Vanina, palermitana tornata in Sicilia dopo un periodo alla questura di Milano, è chiamata a risolvere. Per fortuna attorno a sé ha una squadra di gente in gamba, collaboratori preziosi che nonostante il suo carattere spigoloso hanno imparato subito ad apprezzarla. A fare il resto ci pensano l’istinto e il metodo investigativo che segue da sempre: scavare nel passato delle vittime.

 

Commento:

Avete presente quel senso di inquieta attesa che ci coglie quando aspettiamo l'uscita del nuovo libro di una serie che ci appassiona? Avete presente quel senso di speranza misto a rassegnazione? Quante volte vi siete detti: "Ma anche un raccontino spezza-fame, un assaggino mi andrebbe bene…" e poi, nei rari casi in cui siete stati accontentati, siete stati contenti ma la fame vi è tornata più forte di prima? A me è successo… e mi è successo anche stavolta, con Il re del gelato, il nuovo libro di Cristina Cassar Scalia con protagonista Vanina Guarrasi. Ora, questo libro non è brevissimo come un racconto, ma è comunque un romanzo breve, peraltro molto carino ed in linea col resto della serie, ma a me la fame di Vanina è tornata dirompente come dopo tre giorni di digiuno! Nell'attesa di provare a saziarmi con una nuova storia, vi consiglio questa e, se ancora non le avete lette, tutte quelle che compongono questa serie gialla, leggera ma non troppo, bella e non banale. Il re del gelato poi è un prequel, quindi va bene sia per chi ha letto la serie, che per chi ancora (?) non conosce Vanina. Beh? Che aspettate?

 

Opera recensita: "Il re del gelato" di Cristina Cassar Scalia

Editore: Einaudi, 2023

Genere: giallo, seriale

Ambientazione: Catania, Sicilia

Pagine: 144

Prezzo: 16,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

 

domenica 26 febbraio 2023

RECENSIONE: CRISTINA DELLA BIANCA - I MIEI AMORI DI-VERSI, IN VERSI

Sinossi:

L'Autrice, con grande sensibilità si sofferma di volta in volta sull'essenza, l'ontologia e l'entità dell'amore declinandolo nelle sue molteplici e diversificate forme.
Ed ecco dunque l'amore sensuale, quello nostalgico, quello sperato e agognato, quello ricordato, quello sognato, quello immaginato, infine quello vissuto, ma sempre inesorabilmente e maledettamente sfuggente.
La sua poesia è a tratti crepuscolare, a volte pervasa da sottile, delicato e disperato romanticismo, in cui il sentimento è ora amore assoluto, condiviso, pieno, appagato, ora assenza, mancanza, desiderio straziante di ricongiungersi all'altro da sé per fondersi in un’unica entità.

 

Commento:

Conosco Cristina Della Bianca da tempo, sebbene solo virtualmente. Ho avvertito sin da subito, distintamente, la corrente di affinità che mi lega a lei e, grazie ai social, ho avuto modo di apprezzare spesso la sua sensibilità umana, artistica e in special modo poetica. Perciò la notizia della pubblicazione di questa sua prima silloge mi ha resa immensamente lieta, sia perché conoscevo il valore e la bellezza del suo poetare, sia per la realizzazione personale che comporta pubblicare un proprio libro, specie con versi così a lungo custoditi e meditati. Ma quando ho cominciato a leggerlo non mi aspettavo tanto da questo libro… una raccolta di componimenti di una bellezza, una profondità, un ardore che va ben oltre le mie pur alte aspettative. Volevo cominciare con una poesia soltanto, centellinando la lettura per gustarla meglio, ma mi sono ritrovata qui, ad immaginare notti d'estate, fruscii di pelle e calici di poesia, a fine serata e a libro concluso, senza la voglia di chiuderlo definitivamente, questo volume, sazia com'ero di spezie e di sabbia, di onde e di note proibite, ebbra di baci di vento e brividi di luna. La poesia di Cristina profuma di fragole e focaccia, è dolce ed esigente, è musica dei sensi, immaginifica e potente. Cristina sa cantare l'amore in tutte le sue mille sfumature: lieve come un raffinato ricamo dell'anima, giocoso come danza di bimbi, sontuoso e carnale come un'orchidea. Ogni componimento è un fiore diverso, da cogliere con delicatezza e curiosità, di cui saggiare la consistenza soffice e sofisticata, di cui annusare l'aroma inebriante, di cui ammirare i colori cangianti senza, tuttavia, conoscerlo mai del tutto. Già, perché ognuno di questi scritti ci sommerge con un profluvio di immagini ed un turbinio di sollecitazioni sensoriali, per poi lasciarci lì, storditi, a contemplare il mistero sottile della sua malia. Perché in fondo, ognuna di queste poesie incarna l'amore… ci sorprende, ci meraviglia, ci inchioda e ci travolge… ma chi può dire di conoscerlo davvero, l'amore? Al ritmo avvolgente di un tango appassionato, veniamo trasportati in un mondo di sogno, dove le convenzioni sociali non esistono e anche noi diveniamo parte dei giochi di mare tra le pieghe di un'alba, mentre irrompe travolgente la melodia dei corpi che si trovano nell'accordo perfetto tra lenzuola candide e profumate. E qui dove il sentimento si fa vivida presenza, si sentono tutti, i richiami a Prévert, Saffo, Emily Dickinson, ma sono solo suggestioni che rimangono sullo sfondo, soverchiati da una poesia originale, seduttrice, intima, personale, intensa, passionale, dolce, lieve ed estremamente sensuale.

Credo che il modo più bello per gustare questo libro sia leggerlo due volte: una prima volta di filato, dall'inizio alla fine, per immergersi totalmente in questo campo fiorito; una seconda a piccoli sorsi, come se ogni poesia fosse quel quadretto di cioccolato che ci concediamo la sera, per prendere fiato dalla quotidianità inaridente, per portare un soffio caldo di sogno, una promessa di segreto piacere nella nostra giornata. Ma, in qualunque modo vogliate, il mio consiglio di cuore è… leggetelo. Regalatelo e regalatevelo… In un deserto di parole spacciate per poesia, Cristina, tessendo con dita di seta un'impalpabile, ipnotica  tela d'amore, ci regala un'oasi di bellezza a cui dissetarci.

 

Opera recensita: "I miei amori di-versi, in… versi" di Cristina Della Bianca

Editore: Virginio Cremona editore

Genere: raccolta di poesie

Pagine: 99

Prezzo: 12,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 10 pieno.

  

RECENSIONE: HICA HARADA - COME PETALI NEL VENTO

Sinossi:

Giappone. È la sera di Capodanno e Miho e Maho, ancora bambine, ricevono dalla nonna Kotoko una prima paghetta tutta per loro, accompagnata da queste parole: «Il modo in cui spenderete i soldi può decidere la vostra vita». Le due sorelle sono troppo piccole per capire, e si comportano in modo opposto: Miho li spende subito per qualcosa di futile; Maho invece compra un borsellino per custodire quelli che guadagnerà in futuro. A vent'anni di distanza, Miho ripensa a quell'episodio quando scopre che il fidanzato vorrebbe che lei smettesse di lavorare dopo il matrimonio. Non avendo mai messo nulla da parte, ciò vorrebbe dire perdere la propria autonomia. Solo ora capisce il vero significato delle parole della nonna: l'indipendenza economica è la cosa che conta di più per una donna. Maho lo sa bene: nel corso degli anni è riuscita a risparmiare molto più della sorella. Il suo segreto è semplice, non ha mai smesso di compilare il taccuino che, nella sua famiglia, si tramanda di donna in donna. Un taccuino speciale su cui segnare tutte le spese. Maho non ha dimenticato l'insegnamento di Kotoko e ha così assicurato una libertà possibile a sé e a sua figlia. Un futuro possibile. Perché siamo come petali in un fiume e il corso dell'acqua incontra mille ostacoli, si districa in mille anse, ma se non perdiamo di vista un ramo a cui aggrapparci nessuna cascata riuscirà a sopraffarci. È quello che Miho capirà facendo proprio l'insegnamento delle sue antenate. Da un'autrice pluripremiata la storia di tre generazioni di donne che si confrontano con tradizioni antiche e moderne. Tutte alla ricerca della propria strada, della propria indipendenza e della capacità di decidere del proprio destino.

 

Commento:

Questo è, davvero, un libro strano. È piacevole da leggere, è diverso da qualsiasi cosa abbia mai letto perché è, in pratica, un mix tra un romanzo e una guida al risparmio… insomma, è qualcosa di indefinibile che, però, mi è piaciuto. O meglio, mi è piaciucchiato, passatemi il termine. Le quattro donne protagoniste non conquistano del tutto, però incuriosiscono e le loro vicende invogliano a continuare la lettura. Però non ho capito se, in definitiva, l'intento fosse raccontare delle storie anche belle e piene di spunti oppure fornire ai lettori ragguagli sulla necessità di risparmiare per il futuro, sui pericoli del non farlo e sui modi per farlo al meglio. Credo, però, che la ratio (e passatemi, ancora una volta, il termine giuridichese), fosse fare una riflessione sulla società giapponese – che non è poi così diversa da quella occidentale – e sulla sua evoluzione nel tempo, nonché sulle derive che in un futuro ipotetico e incerto potrebbe prendere. Una riflessione condotta in modo ben strano, bisogna dirlo, però piacevole e a tratti persino utile. Ah, altra cosa che non mi spiego è il titolo… se a tutto il resto posso arrivare con la forza della ragione e dell'immaginazione, al nesso di questo titolo con la storia, francamente no.

 

Opera recensita: "Come petali nel vento" di Hica Harada

Editore: Garzanti, 2023

Traduzione: Daniela Guarino

Genere: narrativa straniera

Ambientazione: Giappone

Pagine: 240

Prezzo: 16,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 7.

  

martedì 21 febbraio 2023

RECENSIONE: LUIS LANDERO - PIOGGIA SOTTILE

Sinossi:

A Madrid vive una famiglia come tante: una madre vedova ormai anziana, tre figli adulti. La madre fra poco compirà ottant’anni e, per l’occasione, l’unico figlio maschio vuole organizzare un pranzo che riunisca tutti. Ma le sorelle non ci stanno: ha forse dimenticato che non si parlano più da mesi? In effetti, a ben guardare la situazione è tutt’altro che idilliaca. Nel tempo, malumori e risentimenti di ogni sorta hanno logorato i rapporti, in un groviglio di accuse reciproche che sembra inestricabile: la gelosia fra le due figlie, il loro comune rancore verso il fratello, ma anche verso la madre, colpevole di aver sempre preferito lui. All’annuncio di questo pranzo imminente, i problemi tornano a galla e ognuna delle donne di famiglia cerca un’alleata in Aurora, l’irreprensibile nuora e cognata che suo malgrado è diventata la confidente di tutti ed è costretta a trascorrere le giornate al telefono ascoltando le loro lamentele. Cosa che comincia a pesarle più di quanto potesse immaginare… Si può parlare di tutto con i propri cari? Nessun racconto è innocente, tantomeno lo è quello che ci raccontiamo sulla nostra famiglia.

 

Commento:

Qualche volta ci capita di incontrare sulla nostra strada libri che ci conquistano dalla prima parola e non ci mollano più fino al momento di girare l'ultima pagina. Non sappiamo neppure noi perché, che cos'abbiano di così trascendentale, visto che apparentemente sono libri normalissimi, eppure qualcosa c'è… sarà l'alchimia delle parole, sarà che in quel momento specifico siamo sensibili proprio a quella determinata voce… eppure succede. È raro, ma capita e a me è successo con questo Pioggia sottile di Luis Landero. È il classico libro che mi ha chiamata: l'ho pescato nel mucchio, senza conoscere l'autore, senz'aver nemmeno letto la trama, e mi sono ritrovata tra le mani un gioiellino. "Pioggia sottile" parla di noi tutti, di famiglie disastrate, di storie incredibili dalle mille versioni, della vita di ognuno di noi e di come ce la raccontiamo. Gabriel, Sonia, Andrea, Oracio, Roberto, la madre… solo sei personaggi per raccontare un mondo di sofferenza indicibile nascosto dietro vite normali. A questi bisogna però aggiungerne uno, Aurora, la vera outsider della storia, colei da cui ti aspetti una reazione, un qualcosa, un'esplosione… colei che è troppo, troppo altruista ed empatica per essere vera, colei che ammiri e disprezzi perché forse vorresti essere come lei… e stai lì ad aspettare che la bomba deflagri, e intanto pensi a te stessa, alla tua vita e ai mille modi con cui te la racconti… e pensi a tutte le storie che hai sentito, interiorizzato, digerito, ai rapporti umani e a quanto sono labili, a quanto sono altalenanti le amicizie, gli umori, le persone… e intanto la storia scorre inesorabile fino ad un finale inaspettato e surreale. Un libro così non si legge tutti i giorni… ma quando capita, non si scorda più.

 

Opera recensita: "Pioggia sottile" di Luis Landero

Editore: Fazi, 2023

Traduzione: Giulia Zavagna

Genere: narrativa straniera

Ambientazione: Spagna

Pagine: 240

Prezzo: 18,50 €

Consigliato: sì

Voto personale: 9.

  

RECENSIONE: JORN LIER HORST - CORPI DIMENTICATI

Sinossi:

Larvik, cento chilometri a sud di Oslo. È un gelido dicembre quando Viggo Hansen, sessantun anni, viene trovato nel salotto del proprio appartamento, a quattro mesi dalla morte. Il caso è archiviato come un decesso per cause naturali, ma l’ispettore William Wisting non ne è convinto, così come sua figlia Line, cronista di nera per il giornale locale. Col pretesto di scrivere un reportage, la giovane giornalista comincerà a scavare nel passato dell’uomo, per anni suo vicino di casa, disvelando una vita vissuta nel silenzio e nell’emarginazione sociale. Nel frattempo, a Wisting viene assegnato un nuovo caso: il ritrovamento nel profondo della foresta ghiacciata di un altro corpo mummificato, quello del professore americano Bob Crabb, arrivato l’estate precedente per un incarico internazionale. Tra presagi e minacce, padre e figlia seguiranno il filo rosso che lega i due cadaveri, fino a trovarsi sulle tracce di un serial killer ricercato dalle agenzie di mezzo mondo, un insospettabile nascosto sotto mentite spoglie nella tranquilla cittadina norvegese.

 

Commento:

"Corpi dimenticati" è un thriller nordico che fa parte di una serie di molti volumi; in italiano ne è stato pubblicato solo un altro, "Bassa stagione", ma quando mi sono imbattuta in Corpi dimenticati non lo conoscevo assolutamente, né conoscevo l'ispettore William Wisting e sua figlia Line. Eppure… eppure tra queste pagine mi sono sin da subito sentita a casa. Nel freddo del nevoso dicembre norvegese mi sono sentita accolta e piacevolmente cullata dal tepore di una buona, sana, rassicurante storia del brivido. E sì, lo so anch'io che una storia fatta di morti, serial killer, indagini e misteri sepolti non c'è niente di buono, sano o rassicurante… ma forse la magia della scrittura è proprio questa: quando è buona lo senti. Ed io non ho neppure sentito il rimpianto di tutte le storie precedenti con Wisting e Line… semplicemente, mi sono goduta questa, sorseggiandomela con calma, la stessa calma minuziosa che si prende l'autore per raccontarcela, facendo salire sapientemente la tensione, gettando lì ombre più dense nel buio della sera… Davvero un buon thriller, letto con gusto e con piacere.

 

 

Opera recensita: "Corpi dimenticati" di Jørn Lier Horst

Editore: Rizzoli, 2023

Traduzione: Eva Valvo

Genere: thriller, seriale

Ambientazione: Norvegia

Pagine: 396

Prezzo: 20,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.