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venerdì 21 settembre 2018

RECENSIONE: DOMINIQUE LAPIERRE & JAVIER MORO - MEZZANOTTE E CINQUE A BHOPAL


Sinossi:
Alla fine degli anni '50, mentre migliaia di contadini indiani vengono cacciati dalle loro terre da nugoli di insetti assassini, tre entomologi newyorkesi inventano un insetticida miracoloso. La Union Carbide, la multinazionale che lo produce, decide di impiantare una grande fabbrica nel cuore dell'India, nella splendida Bhopal. I lavori hanno inizio negli anni '60 e terminano nel 1980, quando la fabbrica gioiello viene finalmente inaugurata. Ma il sogno ha vita breve: il 2 dicembre 1984 la fabbrica esplode causando la morte di migliaia di persone e compromettendo gravemente la salute di molte altre, a causa delle emissioni di gas nocivi.

Commento:
In un libro che è metà romanzo e metà inchiesta giornalistica, Dominique Lapierre e Javier Moro raccontano, con partecipazione e lucidità, la tragedia immane che il 2 dicembre 1984 travolse la città di Bhopal, in India, provocando miliaia di morti soprattutto nei quartieri più poveri.
Il racconto, com'è consuetudine per Lapierre, parte dalla situazione delle famiglie dei contadini costretti a fuggire dalle campagne e a cercare nuova vita e lavoro in città. Così conosciamo i Nadar, l'Oriabasti con tutti i suoi abitanti, suor Felicity… ma conosciamo anche tutti i protagonisti di quello che avrebbe dovuto essere il miracolo che avrebbe liberato i contadini indiani dagli insetti che rovinavano raccolti e terre: la fabbrica di pesticidi succursale dell'americana Union Carbide. Viviamo passo dopo passo la nascita di questa fabbrica il cui motto principale era "security first", conosciamo chi la dirige, chi l'ha pensata, chi ci lavora, chi ci morirà.
Un racconto straziante, soprattutto nella seconda parte, che fa riflettere e lascia amareggiati. Veniamo qui a conoscenza di un'altra sfaccettatura delle mille contraddizioni e spaccature tipiche dell'India: qui la differenza non coinvolge ricchi e poveri, ma poveri e americani…
Un libro importante, ben scritto e ben documentato. Non è il capolavoro che ho trovato in "La città della gioia", ma è una testimonianza validissima di una tragedia poco conosciuta, scritta da chi conosce ed ama l'India. Ovviamente lo consiglio.

Opera recensita: "Mezzanotte e cinque a Bhopal" di Dominique Lapierre e Javier Moro
Editore: Mondadori, prima ed. 2001
Genere: romanzo-inchiesta
Ambientazione: Bhopal, India
Pagine: 380
Prezzo: 10,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.

giovedì 26 luglio 2018

RECENSIONE: DOMINIQUE LAPIERRE - LA CITTà DELLA GIOIA


Sinossi:
Deluso e amareggiato sotto il profilo professionale, un giovane medico statunitense lascia il suo paese e va in India, alla ricerca di qualcosa che gli restituisca il senso dell'esistenza, intraprendendo un lungo viaggio dalla ricca America alle bidonville di Calcutta. La realtà che lo aspetta è però sconvolgente, un vero e proprio inferno di miseria e degradazione, nel quale gli uomini cercano di sopravvivere tra topi e scarafaggi, nella più assoluta mancanza di mezzi. Ma proprio qui, nelle allucinanti colonie di lebbrosi della "Città della gioia", in mezzo a inondazioni, fame e malattie, il protagonista riuscirà a ritrovare la forza di riscattarsi. Un romanzo sconvolgente, una straordinaria lezione di coraggio.

Commento:
A fronte di un ottima traduzione, devo constatare che la quarta di copertina di questo libro non rende per niente l'idea del contenuto. D'altra parte, però, è davvero difficile spiegare cosa sia questo libro… è difficile anche dire qualcosa di sensato per descriverlo senza risultare banali e scontati.
Dunque, l'unica cosa che mi sento di fare è di consigliarne la lettura a tutti: Lapierre racconta una storia vera, reale e per questo non facile. Ma lo fa con un tale trasporto, una tale naturalezza e semplicità che non si può non amare questo libro.
Quella che troviamo in queste pagine è  l'India più autentica, quella dell'estrema povertà e dell'estrema forza d'animo di un popolo indistruttibile, incredibilmente attaccato alla vita, in grado di far festa con niente, dal nulla,  per i motivi più vari. Una marea umana in una città disumana, Calcutta, che accoglie tutti a prescindere dalla razza, dalla casta, dalla religione. Un grande marasma di gente fatto di microcosmi ed equilibri difficili da comprendere, ma facili da amare. Così, nella città miraggio, crogiolo di credenze e innamorata di Dio, si congiungono le storie di un ex contadino bengalese che si ritrova a fare l'"uomo-cavallo", di un giovane rampollo americano che per le viuzze della città della gioia impara cosa vuol dire davvero fare il medico, e di un sacerdote francese che più di ogni cosa vuole unirsi ai poveri più poveri per contemplare davvero il volto di Dio.
Libro meraviglioso, scritto divinamente, che mentre scorre via fa venire ancora più voglia di girare le pagine… stupenda, meravigliosa testimonianza di coraggio e speranza.



Opera recensita: "La città della gioia" di Dominique Lapierre
Editore: Mondadori, prima ed. 1985
Genere: narrativa internazionale
Ambientazione: India
Pagine: 494
Prezzo: 18,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 10.