simposio lettori copertina

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giovedì 23 maggio 2019

RECENSIONE: HARUKI MURAKAMI - KAFKA SULLA SPIAGGIA


Sinossi:
Un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, e un vecchio con l'ingenuità e il candore di un bambino, si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti allo stesso luogo, Takamatsu, nel Sud del Giappone. Il ragazzo, che ha scelto come pseudonimo Kafka, è in fuga dal padre, uno scultore geniale e satanico, e dalla sua profezia, che riecheggia quella di Edipo. Il vecchio, Nakata, fugge invece dalla scena di un delitto sconvolgente nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà. Abbandonata la sua vita tranquilla e fantastica, fatta di piccole abitudini quotidiane e rallegrata da animate conversazioni con i gatti, dei quali parla e capisce la lingua, parte per il Sud. Nel corso del viaggio, Nakata scopre di essere chiamato a svolgere un compito, anche a prezzo della propria vita. Seguendo percorsi paralleli, che non tarderanno a sovrapporsi, il vecchio e il ragazzo avanzano nella nebbia dell'incomprensibile schivando numerosi ostacoli, ognuno proteso verso un obiettivo che ignora ma che rappresenterà il compimento del proprio destino. Diversi personaggi affiancano i due protagonisti: Hoshino, un giovane camionista di irresistibile simpatia; l'affascinante signora Saeki, ferma nel ricordo di un passato lontano; Òshima, l'androgino custode di una biblioteca; una splendida prostituta che fa sesso citando Hegel; e poi i gatti, che sovente rubano la scena agli umani. E infine Kafka. "Uno spirito solitario che vaga lungo la riva dell'assurdo".

Commento:
Hurrah! Ce l'ho fatta, 10 punti in più per me! Sono riuscita a portare a termine, con soddisfazione, questa lettura cominciata un paio d'anni fa e poi interrotta. E dire che stavo per lasciar perdere anche stavolta e la causa sarebbe stata la stessa del primo tentativo: una sopraggiunta, insopprimibile noia. Però, nonostante l'abbiocco, avvertivo che in questo libro c'era qualcosa di bello, che sarebbe valsa la pena di continuare… così mi sono fatta forza ed eccomi qui… ed è stato più piacevole del previsto!
Kafka sulla spiaggia non è un libro consueto: la vicenda raccontata è assolutamente assurda e particolare, come d'altronde accade in quasi tutti i libri di narrativa giapponese. Parallelamente si sviluppano due storie, quella di Tamura Kafka – un quindicenne che scappa da casa e si ritrova nella cittadina di Takamatzu dove incontra Sakura, Oshima e la signora Saeki – e quella del vecchio Nakata – un uomo con disturbi mentali dovuti ad un misterioso incidente avvenuto durante la guerra. Due storie destinate a sovrapporsi inesorabilmente, legate a doppio filo come sono. Un viaggio, per entrambi, costellato di incontri fortuiti e fortunati: Nakata incontra tante persone che lo aiuteranno nel suo peregrinare e trova un amico sincero nel giovane camionista Hoshino; Kafka incontra il signor Oshima che lo aiuterà fraternamente nella fuga e nel difficile periodo che seguirà, e la signora Saeki con la quale nascerà un rapporto decisamente sui generis. Un libro in cui vita e morte si fondono, si corteggiano e si respingono; spazio, tempo, dimensionalità sono concetti labili e relativi; sogno, realtà, concretezza, astrattismo si mescolano in una storia da non comprendere, ma da gustare come viene, così come ce la racconta Murakami. E a forza di star dietro a gatti, pietre e strane apparizioni, si arriverà a fine lettura con un senso di nostalgia per coloro che ci hanno accompagnato fino alla fine del racconto. Non so se questo sia il migliore dei romanzi di Murakami: non è quello che mi è piaciuto di più, però è un libro denso di concetti filosofici e di insegnamenti di vita, perciò merita davvero di essere letto, anche più volte per gustarne al meglio il fondo. Consigliato… nonostante la falsa partenza.

Opera recensita: "Kafka sulla spiaggia" di Haruki Murakami
Editore: Einaudi, prima ed. originale 2002
Genere: narrativa giapponese
Ambientazione: Giappone
Pagine: 518
Prezzo: 15,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 7,5.


venerdì 12 aprile 2019

RECENSIONE: HARUKI MURAKAMI - LA RAGAZZA DELLO SPUTNIK


Sinossi:
La storia ce la racconta un giovane senza nome, prima studente, poi maestro elementare. È innamorato di una sua coetanea, Sumire, una una ragazza con il mito di Kerouac e della generazione beat. Sumire però non lo ricambia: lo accetta come amico e confidente, ma niente sesso. Lei è invece innamorata di un'altra donna: Myu, una bellissima imprenditrice quarantenne di origine coreana. Solo che anche Myu, pur attratta da Sumire, non vuole concretizzare in amore il loro sentimento. Non vuole o non può: c'è qualcosa di misterioso nel suo passato che le impedisce di amare, che la separa dal mondo. E così i destini dei tre protagonisti si inseguono senza mai congiungersi, vagano nello spazio e nel tempo come un satellite alla deriva.

Commento:
Sumire, Myu e il narratore amico di Sumire. Tutto ruota intorno alle vite e ai sentimenti di questi tre personaggi: amore, desiderio, mistero e sogno si intrecciano in modo inestricabile e profondissimo in questo meraviglioso romanzo di Murakami. La ventiduenne Sumire, schietta, un po' sventata e amante della scrittura, incontra per caso l'affascinante ed enigmatica Myu, una donna sposata che, pur non volendo, attira gli altri con il suo magnetismo innato. Tra le due si instaura da subito un legame speciale che per Sumire è senza dubbio amore totalizzante, mentre per Myu è qualcosa di diverso, ugualmente forte, ma più sfuggente e complesso. A raccontarci questa storia e le sue inattese evoluzioni è l'unico amico di Sumire, irrimediabilmente innamorato di lei, che ad un certo punto sarà costretto ad entrare nella spirale magnetica di Myu e, contestualmente, si affaccerà alla porta di un mondo parallelo, inafferrabile e misterioso. Come in tutti i romanzi orientali, anche questo è ammantato da un'aura di ineluttabilità e misticismo che affascina ed ammalia; tutto, com'è consuetudine per gli autori giapponesi, è accettato con naturalezza e vissuto con la strutturata consapevolezza che tutto può accadere, che questo non è l'unico mondo possibile, che si possa andare in luoghi non fisici dai quali forse, qualche volta, si può anche tornare, ma che c'è anche la possibilità di essere perduti per sempre, come lo Sputnik.
La ragazza dello Sputnik è un romanzo bellissimo, speciale, con alcuni brani di pura poesia. Credo sia il meglio che ho letto finora di Murakami: racchiude in sé una maturità, una sobrietà, una sensualità – oserei dire – che consente al lettore di avvicinarsi fiducioso al suo mondo e di accettarne compromessi e condizioni, anche quando sono lontane dalla sua cultura. Lo consiglio caldamente.


Opera recensita: "La ragazza dello Sputnik" di Haruki Murakami
Editore: Einaudi, prima ed. 1999
Genere: narrativa giapponese
Ambientazione: Giappone-isola greca
Pagine: 216
Prezzo: 12,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


lunedì 26 marzo 2018

RECENSIONE: HARUKI MURAKAMI - DANCE DANCE DANCE


Sinossi:

È un giorno di marzo, al Dolphin Hotel di Sapporo, a.d. 1983. Alla radio suonano gli Human League. E poi Fleetwood Mac, Abba, Bee Gees ecc. Uno strano

mondo, questo, dove tutto - o quasi - si può comprare. C'è un giornalista free lance che ha perso molte cose nella vita e ogni volta una parte di sé. Cammina

controvento senza perdere lo slancio: forse, per mantenere la rotta, non gli interessa che lasciarsi andare alla deriva. C'è una ragazzina di tredici anni

seduta da sola in bar. Ci sono una receptionist troppo nervosa, un attore dal fascino irresistibile, un poeta con un braccio solo; e un salotto a Honolulu

dove sei scheletri guardano la TV. Esiste un collegamento fra queste cose, un senso anche per chi ha perso l'orientamento, basta continuare a danzare.

 

Commento:

Come al solito Murakami ci conduce, con i suoi libri, in un mondo sospeso fra sogno e realtà. In questo caso, però, la sospensione non è solo immaginata o percepita dal lettore: è vissuta dallo stesso protagonista sulla sua pelle. In seguito ad una serie di strani sogni l’uomo, un giornalista freelance di trentaquattro anni, si reca all’albergo del delfino a Sapporo, pensando di trovarvi ancora il vecchioe cadente hotel dov’era stato una volta con una donna, e trovando invece un nuovissimo hotel di lusso. Dai corridoi di quest’hotel parte la sua ricerca dei legami che ha interrotto, dei nodi lasciati in sospeso e dei nuovi rapporti che il destino gli mette davanti, tutti inspiegabilmente collegati. Un viaggio, questo, attraverso due dimensioni, un gioco ad armi impari con la morte, una continua perdita di sé ed uno strenuo attaccamento alla vita.

Questo è un libro sulla perdita, sui legami, sulla necessità di ognuno di noi di continuare a danzare, a vivere, qualunque cosa accada, senza fermarsi “fino a lasciare tutti a bocca aperta”. Scritto con la solita apparente levità degli autori giapponesi, questo è un libro profondo che ci induce a riflettere sulla nostra vita e sulle nostre scelte e, inevitabilmente, sui cambiamenti necessari per continuare a stare a galla, per mantenere il contatto con la realtà. Lettura consigliata.

 

Opera recensita: “Dance dance dance” di Haruki Murakami

Editore: Einaudi, prima ed. 1988

Genere: narrativa giapponese

Ambientazione: Giappone-Hawaii

Pagine: 500

Prezzo: 13,50 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5.