Torna la rubrica della "Segnalazione" che riguarda i libri che non abbiamo ancora letto, ma che ci sembrano interessanti.
Quest'oggi segnaliamo "Acuba, trappola da un altro mondo" di Enzo Casamento.
Sinossi:
Un mix sorprendente di azione, avventura, mistero, thriller.
Una narrazione fantasy che crea un mondo coerente e credibile allo scopo di
stimolare riflessioni
su temi fondamentali dell’esistenza. Luca Contero, un
brillante scienziato in grave difficoltà, decide di farla finita. L’incontro
con la giovane ed enigmatica
Eva lo pone di fronte alla drammatica scelta di cambiare
completamente vita, ma c’è un prezzo da pagare per questa scelta. La coppia
deve risolvere un
caso assolutamente impossibile; migliaia di investigatori
altamente specializzati e in possesso delle risorse più avanzate, non sono
riusciti in mesi di
indagini a scovare il minimo indizio. Dietro gli
inspiegabili avvenimenti si cela una mente raffinata e malvagia, estremamente
potente, che ha predisposto
una trappola micidiale. L’intera umanità è in pericolo, Luca
lotta disperatamente ma non sa cosa lo attende. Da mesi ai primi posti nelle
classifiche Amazon.
Un bestseller che si distingue per la profondità dei
contenuti.
Più info:
Estratto:
Non
chiedetemi perché tra poco uscirò di casa per gettarmi sotto un treno.
Proverei imbarazzo nell’abbozzare una risposta.
Sto molto male, ma ho sempre sostenuto che vale la pena di vivere sino
all’ultimo, vedere sorgere il sole, godere di una passeggiata, apprezzare i
progressi continui della scienza. Inoltre ho una figlia e quattro nipoti, devo
compiere un ulteriore sforzo per reprimere il senso di colpa nei loro
confronti. È da ieri sera che provo a chiamare Isabella per sentirne un’ultima
volta la voce, ma come beffa del destino non riesco a contattarla.
Da giovane, in una fantasia spontanea, immaginavo che avrei preferito morire in
mare, d’estate. Scendendo dolcemente negli abissi, avrei scoperto attorno a me
un mondo sconosciuto.
Invece, in una piovosa giornata invernale di una città lontana dalla costa,
verrò spiaccicato dall’acciaio, tranciato a pezzi dalle rotaie. Non ho preso la
morfina stamattina, voglio sentire il dolore accompagnarmi verso la morte,
aiutarmi a non cambiare idea, a non esitare.
L’idea di non aspettare la penosa fine si è fatta strada un paio di settimane
fa, spinta dalla crescente depressione. Ho dovuto iniettarmi dosi di morfina
sempre maggiori per controllare il dolore provocato dalle metastasi. L’oncologo
ha pronosticato due mesi di vita, sofferenza inutile che non riesco più a
tollerare.
So che è sbagliato, ma tra mezz’ora tutto sarà finito. Per sempre.
Ieri sera ho mandato giù una valanga di psicofarmaci, tra ansiolitici e
sonniferi, perché non riuscivo ad acquietarmi. Stamattina, dopo una tormentata
lotta con me stesso, ho deciso.
Non so perché proprio sotto un treno, tra la gente, in maniera brutale, con il
corpo maciullato. Potrei semplicemente ingoiare una tonnellata di sonnifero,
passando dal sonno alla morte senza nemmeno accorgermi, comodamente disteso nel
letto.
Non chiedetemi, non so rispondere.
Indugio a osservare le lacrime di pioggia che scorrono sul vetro.
Per un attimo mi piace pensare che siano per me. Sono solo in quest’ultimo
disperato viaggio verso il nulla eterno. Solo. Attraverserò un deserto
d’indifferenza per raggiungere la mia ultima stazione, e prendere il treno che
mi porterà lontano.
Tolgo un foglio dalla stampante, scrivo con una biro “Perdonatemi, soffrivo
troppo”, e lo lascio sul tavolo del soggiorno accanto alla cartella clinica.
Prendo la foto dei miei genitori e li guardo, ricordando i momenti felici. Li
bacio e li stringo al cuore. Ciao papà, ciao mamma.
Un ultimo sguardo allo specchio, come per dare l’addio a me stesso. Sotto gli
occhiali l’espressione è spenta, sul viso scavato e sofferente la barba di
molti giorni è quasi tutta bianca. “Ciao Luca” mi dico mentalmente.
Indosso il giubbotto e, dopo un’occhiata di commiato, tiro dietro di me la
porta di casa. Mi sento svuotato, privo di ogni energia, tuttavia decido
ugualmente di non prendere l’ascensore. Andando incontro alla morte, voglio
sentire più che posso la terra sotto i piedi.
L’aria fredda e umida di pioggia mi sferza il viso. Qua e là osservo i residui
della nevicata sporchi di fango. Salgo mesto in auto e mi dirigo verso la
stazione. C’è poco traffico, oggi è anche domenica. Un giorno di festa. Abbozzo
un sorriso amaro quando trovo parcheggio proprio accanto allo sbocco del
sottopassaggio, dal lato opposto all’ingresso principale della stazione.
Opera recensita: “Acuba: trappola da un altro mondo” di Enzo
Casamento
Editore:
Create Space Independent platform, 2016
Collana:
Acuba
Genere: Fantasy
Pagine: 318
Prezzo: 10,99 €.