simposio lettori copertina

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venerdì 12 giugno 2020

RECENSIONE: JOHN R. R. TOLKIEN - LO HOBBIT


Sinossi:
Gli hobbit sono (o erano) gente piccola, alta all'incirca la metà di noi, e più bassa dei barbuti nani. Gli hobbit non hanno barba. In loro c'è poco o niente di magico, a parte quella magia di tipo comune e quotidiano che li aiuta a sparire silenziosi e rapidi quando persone ingombranti e stupide come me e voi gli capitano intorno, con un rumore da elefante che essi sono in grado di sentire a un miglio di distanza. Pubblicato per la prima volta nel 1937, «Lo Hobbit» è per i lettori di tutto il mondo il primo capitolo del «Signore degli Anelli», uno dei massimi cicli narrativi del XX secolo. Protagonisti della vicenda sono, per l'appunto, gli hobbit, piccoli esseri «dolci come il miele e resistenti come le radici di alberi secolari», che vivono con semplicità e saggezza in un idillico scenario di campagna: la Contea. La placida esistenza degli hobbit viene turbata quando il mago Gandalf e tredici nani si presentano alla porta dell'ignaro Bilbo Baggins e lo trascinano in una pericolosa avventura. Lo scopo è la riconquista di un leggendario tesoro, custodito da Smaug, un grande e temibile drago. Bilbo, riluttante, si imbarca nell'impresa, inconsapevole che lungo il cammino s'imbatterà in una strana creatura di nome Gollum.

Commento:
Chi mi legge da un po' ormai lo saprà, dico sempre di non amare il fantasy ed in effetti non mi attira particolarmente. Però, salvo rari casi, le poche volte che mi ci sono avvicinata sono rimasta soddisfatta di ciò che ho letto e devo dire che questa non fa eccezione. Lo Hobbit è un romanzo gradevolissimo che introduce la saga del Signore degli anelli. In apertura facciamo subito la conoscenza di Bilbo Baggins, uno hobbit piccolo, ma molto intelligente ed ingegnoso. Bilbo, con la mansione di scassinatore, viene coinvolto dallo stregone bianco Gandalf in un'avventura tanto strampalata quanto pericolosa: recuperare un tesoro custodito da un feroce drago in cima ad una montagna. Il tesoro apparteneva ai nani e più precisamente al nonno dell'attuale re dei nani che è pronto a riappropriarsi di ciò che gli spetta in compagnia di altri dodici esemplari della specie. Riluttante a lasciarsi coinvolgere e soprattutto ad allontanarsi dalla sua confortevolissima caverna, Bilbo intraprende tuttavia questo viaggio che, insieme ai nani, lo condurrà attraverso terre selvagge e a contatto con creature tra le più strane e diverse, alcune buone come le aquile, altre tremende come i ragni, gli orchi e i lupi. La strada fino al tesoro sarà lunga e impervia e non è detto che, una volta raggiunto, i guai siano finiti.
Un bel libro avventuroso e accattivante, scritto con prosa semplice che induce a proseguire la lettura. Una lettura consigliata e, per quanto mi riguarda, un altro pregiudizio sfatato.

Opera recensita: "Lo Hobbit" di John R. R. Tolkien
Editore: Bompiani, prima ed. 1937
Genere: fantasy
Pagine: 410
Prezzo: 11,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


mercoledì 16 ottobre 2019

RECENSIONE: STEPHEN KING - L'ULTIMO CAVALIERE (LA TORRE NERA 01)


Sinossi:
L'ultimo cavaliere è il primo romanzo della serie «La Torre Nera», che ha impegnato il genio creativo di Stephen King per oltre trent'anni: una saga fantastica, ambientata in un mondo di sinistre atmosfere e macabre minacce, che appare come lo specchio oscuro di quello reale. Scritto in età giovanile e completamente rivisto dall'autore prima della pubblicazione dei capitoli conclusivi del ciclo, questo romanzo mostra un nuovo, appassionante aspetto dello straordinario talento creativo di Stephen King. Qui, in uno sconfinato paesaggio apocalittico, l'eterno, epico scontro fra il Bene e il Male s'incarna in uno dei più evocativi personaggi concepiti dall'autore: il pistolero Roland di Gilead, l'ultimo cavaliere di un mondo «che è andato avanti», leggendaria figura di eroe solitario sulle tracce di un enigmatico uomo in nero, verso una misteriosa Torre al centro dell'universo.

Commento:
Da tempo rimando la lettura della saga de La torre nera perché, sinceramente, non sapevo cosa aspettarmi. Ora che ho deciso di cominciarla posso dire che davvero non si sa cosa aspettarsi anche mentre si legge: è una scrittura così strana, spiazzante, inconsueta che si fa davvero fatica a riconoscervi Stephen King… almeno sulle prime. Sì, sulle prime, perché poi lo si trova King, nei dettagli, in certe costruzioni della frase, nella folle genialità che lo contraddistingue, ma soprattutto nel tema chiave della vicenda: l'epico scontro tra bene e male che qui sembra spinto alla sua espressione massima.
Leggere L'ultimo cavaliere è stato come entrare in un'altra dimensione spazio-temporale, futura, avulsa da ciò che conosciamo, con personaggi che sembrano usciti dalle storie medievali ma che invece si muovono in un futuro molto lontano. È un'esperienza strana, ma piacevole e per chi resiste senza scoraggiarsi c'è il finale che spiega, chiarisce, apre ai successivi volumi ed invoglia a continuare. Io, ovviamente, continuerò! Ultima nota tecnica: la votazione che darò non è altissima, ma solo perché si tratta di un primo volume e non è stato facile adattarsi.


Opera recensita: "L'ultimo cavaliere" (La torre nera 01) di Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1982
Genere: Fantasy, seriale
Ambientazione: futuro, non definita nello spazio, probabilmente deserto americano
Pagine: 223
Prezzo: 13,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 7,5.


domenica 24 febbraio 2019

RECENSIONE: ENZO CASAMENTO - ACUBA: TRAPPOLA DA UN ALTRO MONDO


Sinossi:
Un mix sorprendente di azione, avventura, mistero, thriller. Una narrazione fantasy che crea un mondo coerente e credibile allo scopo di stimolare riflessioni
su temi fondamentali dell’esistenza. Luca Contero, un brillante scienziato in grave difficoltà, decide di farla finita. L’incontro con la giovane ed enigmatica
Eva lo pone di fronte alla drammatica scelta di cambiare completamente vita, ma c’è un prezzo da pagare per questa scelta. La coppia deve risolvere un
caso assolutamente impossibile; migliaia di investigatori altamente specializzati e in possesso delle risorse più avanzate, non sono riusciti in mesi di
indagini a scovare il minimo indizio. Dietro gli inspiegabili avvenimenti si cela una mente raffinata e malvagia, estremamente potente, che ha predisposto
una trappola micidiale. L’intera umanità è in pericolo, Luca lotta disperatamente ma non sa cosa lo attende. Da mesi ai primi posti nelle classifiche Amazon.
Un bestseller che si distingue per la profondità dei contenuti.

Commento:
Per anni ho provato pregiudizi verso tutto ciò che era fantasy, distopico o anche semplicemente fantascientifico. Da qualche tempo, oltre a rendermi conto dell'assurdità di queste mie barriere mentali, ho cominciato ad apprezzare questo genere letterario perché, se ben scritto, permette di approcciarsi in modo intelligente, graduale e soprattutto personale con molte delle controversie che oggi affliggono la nostra società. "Acuba: trappola da un altro mondo" è proprio l'esempio di ciò che intendo: è un ottimo romanzo, a cavallo fra thriller, distopia, fantascienza, fantasy, affronta tematiche spinose quali, tra le altre, la fede, la religione, la presenza di forze sovrannaturali, ma più in generale l'accettazione di realtà diverse da quella che conosciamo e lo fa in modo oculato e credibile. Per quanto il mondo creato sia complesso e quasi folle a doverlo immaginare, la storia ha una sua logica, pone interrogativi profondi e soprattutto mostra che non vi è un unico modo di vedere le cose, che il mondo non è necessariamente diviso fra bene o male, che tra bianco e nero possono esserci molte tonalità intermedie, che ad ogni scelta corrispondono sempre delle conseguenze e che ogni guadagno presuppone un prezzo o una rinuncia, che giudicare secondo parametri predeterminati non sempre è la soluzione più giusta o, quantomeno, non l'unica via possibile.
Un libro, questo, che mi sento di consigliare perché fa riflettere e consente di andare oltre la storia, già di per sé appassionante.

Opera recensita: "Acuba, trappola da un altro mondo" di Enzo Casamento
Editore: Created space indipendent platform, 2016
Genere: fantascienza
Ambientazione: Stati Uniti-Brescia
Pagine: 307
Prezzo: 10,99 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.


domenica 14 ottobre 2018

RECENSIONE: STEPHEN KING - GLI OCCHI DEL DRAGO


Sinossi:
Dalla straordinaria penna del "re del brivido", una storia fantasy di eroi, principi e stregoni, una favola suadente destinata a conquistare i lettori di ogni età. Nel regno di Delain, il vecchio re Roland vive i suoi ultimi giorni con la certezza di lasciare il trono nelle fidate mani di Peter, il figlio primogenito, bello, valoroso e leale. Ma il malvagio Flagg, mago di corte, da secoli aspetta di prendere il potere e, morto misteriosamente Roland, imprigiona Peter con l'orrenda accusa di aver avvelenato il padre...

Commento:
Piccola, importante premessa: non essendo io un'esperta né un'amante del genere Fantasy, questo giudizio sarà assolutamente personale e parziale, quindi prendetelo per quel che vale.
Pubblicato nel 1984, "Gli occhi del drago" è uno dei pochi romanzi fantasy scritti da King. E' la storia di re Roland e dei suoi due figli, Peter e Thomas, così diversi tra loro eppure così importanti per le sorti del regno di Delain. C'è infatti un mago, Flagg, che si aggira nel palazzo in veste di consigliere del re, ma col reale obiettivo di distruggere il regno. Solo l'intelligenza, l'astuzia, la perseveranza, la collaborazione e l'amore di verità potranno salvare il regno e il suo popolo.
"Gli occhi del drago" è una favola, niente di più e niente di meno: ha una trama tutto sommato prevedibile, è basata su elementi triti e ritriti (battaglia tra bene e male, poteri occulti che cercano di modificare l'andamento della storia a proprio vantaggio, ma che poi vengono vinti dal coraggio e dall'intelligenza; amicizie più forti di tutto)… c'è tutto questo in questa storia. Ma c'è anche altro: c'è, a mio parere, l'abilità di rendere appassionante e gradevolissima una storia che non avrebbe nulla di speciale, abilità che solo i grandi scrittori hanno e King, credo io, è uno di loro. E' riuscito a condurre in porto egregiamente un libro che non è del suo solito genere, l'ha fatto con onestà perché questa storia non pretende di essere un capolavoro, e in più ha lasciato ben visibile la sua impronta: chi abbia letto altro di quest'autore troverà di certo elementi caratteristici di King che si trovano in quasi tutti i suoi libri.
Perciò mi sento di consigliare la lettura di questo fantasy sia a chi non ama il genere, sia a chi non ama King: tranquilli, non è horror, però appassiona!


Opera recensita: "Gli occhi del drago" di Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1984
Genere: fantasy
Ambientazione: Regno di Delain (immaginaria)
Pagine: 448 (ed. 2014)
Prezzo: 9,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


lunedì 25 giugno 2018

RECENSIONE: STEPHEN KING - ROSE MADDER


Sinossi:

Rose fugge. Fugge da quattordici anni di soprusi, da un marito violento e da una vita che non promette più nulla. Ricominciare da capo è l'unica via d'uscita.

Una città sconosciuta, una nuova occupazione e un nuovo compagno: finalmente tutto sembra girare per il verso giusto. La donna si imbatte anche in uno

strano dipinto. Una crosta senza valore, o molto, molto di più? Il legame tra il quadro e Rose si fa sempre più stretto, quasi morboso, e quando il suo

sadico marito si farà rivedere non troverà più la debole e indifesa mogliettina di un tempo, ma qualcuno o qualcosa che stenterà a riconoscere.

 

Commento:

Impaurita, disperata, annichilita. E’ questa la donna che, di punto in bianco, una mattina decide di fuggire di casa, di scappare da Norman, il marito poliziotto che da quattordici anni la sopraffà con violenza e sadismo inauditi. La donna che Norman, qualche mese dopo, si troverà a fronteggiare, però, è completamente diversa. Cosa le dà la forza di combattere? Una ritrovata fiducia in se stessa, un gruppo di amiche che l’hanno accolta ed aiutata, un uomo che per la prima volta le dona affetto senza riserve… e un quadro, un misterioso quadro che ha cambiato il corso della sua vita e che le fa vivere un’esperienza assolutamente fuori dall’ordinario.

Tra horror e Fantasy, Stephen King ci racconta una storia tragicamente reale eppure avulsa dalla normalità: com’è suo solito, King è maestro nell’inserire elementi di disturbo, deviazioni, nella quotidianità. In questo caso, però, è andato oltre: oltre alla follia ed alla pericolosità di Norman che già di per sé sarebbe sufficientemente disturbante ed inquietante, King ha inserito una forte deriva fantasy alla storia che si può apprezzare e non apprezzare ma che comunque risulta tollerabile ai fini narrativi.

Personalmente ho trovato memorabile la parte realistica di questa storia – con tutti i riferimenti alla violenza sulle donne – e meno gradevole la parte fantasy, ma questo – lo ripeto – fa parte dei gusti personali. Pur con quest’unica pecca che lo rende poco realistico specie nel finale, si tratta comunque di un buon libro che consiglio perché affronta tematiche importanti a livello sociale.

 

Opera recensita: “Rose Madder” di Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1995

Genere: horror, fantasy

Ambientazione: Stati Uniti

Pagine: 510

Prezzo: 11,90 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

 

sabato 24 febbraio 2018

SEGNALAZIONE: ENZO CASAMENTO - ACUBA, TRAPPOLA DA UN ALTRO MONDO

Torna la rubrica della "Segnalazione" che riguarda i libri che non abbiamo ancora letto, ma che ci sembrano interessanti.
Quest'oggi segnaliamo "Acuba, trappola da un altro mondo" di Enzo Casamento.


Sinossi:

Un mix sorprendente di azione, avventura, mistero, thriller. Una narrazione fantasy che crea un mondo coerente e credibile allo scopo di stimolare riflessioni

su temi fondamentali dell’esistenza. Luca Contero, un brillante scienziato in grave difficoltà, decide di farla finita. L’incontro con la giovane ed enigmatica

Eva lo pone di fronte alla drammatica scelta di cambiare completamente vita, ma c’è un prezzo da pagare per questa scelta. La coppia deve risolvere un

caso assolutamente impossibile; migliaia di investigatori altamente specializzati e in possesso delle risorse più avanzate, non sono riusciti in mesi di

indagini a scovare il minimo indizio. Dietro gli inspiegabili avvenimenti si cela una mente raffinata e malvagia, estremamente potente, che ha predisposto

una trappola micidiale. L’intera umanità è in pericolo, Luca lotta disperatamente ma non sa cosa lo attende. Da mesi ai primi posti nelle classifiche Amazon.

Un bestseller che si distingue per la profondità dei contenuti.

 

Più info:

Il libro è acquistabile su Amazon al link: ACUBA: Trappola da un altro mondo

 

Estratto:

Non chiedetemi perché tra poco uscirò di casa per gettarmi sotto un treno.
Proverei imbarazzo nell’abbozzare una risposta.
Sto molto male, ma ho sempre sostenuto che vale la pena di vivere sino all’ultimo, vedere sorgere il sole, godere di una passeggiata, apprezzare i progressi continui della scienza. Inoltre ho una figlia e quattro nipoti, devo compiere un ulteriore sforzo per reprimere il senso di colpa nei loro confronti. È da ieri sera che provo a chiamare Isabella per sentirne un’ultima volta la voce, ma come beffa del destino non riesco a contattarla.
Da giovane, in una fantasia spontanea, immaginavo che avrei preferito morire in mare, d’estate. Scendendo dolcemente negli abissi, avrei scoperto attorno a me un mondo sconosciuto.
Invece, in una piovosa giornata invernale di una città lontana dalla costa, verrò spiaccicato dall’acciaio, tranciato a pezzi dalle rotaie. Non ho preso la morfina stamattina, voglio sentire il dolore accompagnarmi verso la morte, aiutarmi a non cambiare idea, a non esitare.
L’idea di non aspettare la penosa fine si è fatta strada un paio di settimane fa, spinta dalla crescente depressione. Ho dovuto iniettarmi dosi di morfina sempre maggiori per controllare il dolore provocato dalle metastasi. L’oncologo ha pronosticato due mesi di vita, sofferenza inutile che non riesco più a tollerare.
So che è sbagliato, ma tra mezz’ora tutto sarà finito. Per sempre.
Ieri sera ho mandato giù una valanga di psicofarmaci, tra ansiolitici e sonniferi, perché non riuscivo ad acquietarmi. Stamattina, dopo una tormentata lotta con me stesso, ho deciso.
Non so perché proprio sotto un treno, tra la gente, in maniera brutale, con il corpo maciullato. Potrei semplicemente ingoiare una tonnellata di sonnifero, passando dal sonno alla morte senza nemmeno accorgermi, comodamente disteso nel letto.
Non chiedetemi, non so rispondere.
Indugio a osservare le lacrime di pioggia che scorrono sul vetro.
Per un attimo mi piace pensare che siano per me. Sono solo in quest’ultimo disperato viaggio verso il nulla eterno. Solo. Attraverserò un deserto d’indifferenza per raggiungere la mia ultima stazione, e prendere il treno che mi porterà lontano.
Tolgo un foglio dalla stampante, scrivo con una biro “Perdonatemi, soffrivo troppo”, e lo lascio sul tavolo del soggiorno accanto alla cartella clinica.
Prendo la foto dei miei genitori e li guardo, ricordando i momenti felici. Li bacio e li stringo al cuore. Ciao papà, ciao mamma.
Un ultimo sguardo allo specchio, come per dare l’addio a me stesso. Sotto gli occhiali l’espressione è spenta, sul viso scavato e sofferente la barba di molti giorni è quasi tutta bianca. “Ciao Luca” mi dico mentalmente.
Indosso il giubbotto e, dopo un’occhiata di commiato, tiro dietro di me la porta di casa. Mi sento svuotato, privo di ogni energia, tuttavia decido ugualmente di non prendere l’ascensore. Andando incontro alla morte, voglio sentire più che posso la terra sotto i piedi.
L’aria fredda e umida di pioggia mi sferza il viso. Qua e là osservo i residui della nevicata sporchi di fango. Salgo mesto in auto e mi dirigo verso la stazione. C’è poco traffico, oggi è anche domenica. Un giorno di festa. Abbozzo un sorriso amaro quando trovo parcheggio proprio accanto allo sbocco del sottopassaggio, dal lato opposto all’ingresso principale della stazione.

 

Opera recensita: “Acuba: trappola da un altro mondo” di Enzo Casamento

Editore: Create Space Independent platform, 2016

Collana: Acuba

Genere: Fantasy

Pagine: 318

Prezzo: 10,99 €.

 

martedì 13 febbraio 2018

RECENSIONE: NEIL GAIMAN - STARDUST


Sinossi:

In una fredda sera di ottobre una stella cadente attraversa il cielo e il giovane Tristan, per conquistare la bellissima Victoria, promette di andarla

a prendere. Dovrà così oltrepassare il varco proibito nel muro di pietra a est del villaggio e avventurarsi nel bosco dove ogni nove anni si raccoglie

un incredibile mercato di oggetti magici. È solo in quell'occasione che agli umani è concesso inoltrarsi nel mondo di Faerie. Tristan non sa di essere

stato concepito proprio lì da una bellissima fata dagli occhi viola e da un giovane umano e non sa neppure che i malvagi figli del Signore degli Alti Dirupi

sono anche loro a caccia della stella...

 

Commento:

Esiste una porta che separa il villaggio di Wall e il mondo degli umani dal paese di Faerie popolato da fate, streghe ed altre strane creature magiche. Nessuno può varcare quella porta e passare da un mondo ad un altro, tranne che nel giorno del mercato di Wall, una volta ogni nove anni. Ma il giovane Tristan ha promesso alla sua amata di prenderle la stella caduta che hanno visto insieme e per farlo dovrà andare a Faerie ed affrontare l’ignoto. Dopo una serie di peripezie ed incontri a dir poco singolari, Tristan riesce a condurre la stella a Wall, ma al suo ritorno le cose sono cambiate…

Non sono un’esperta né un’estimatrice del genere Fantasy, tuttavia credo che questo sia un buon libro, certamente ben scritto sebbene un po’ prevedibile. A me non ha entusiasmato, ma io, come ho già detto, non amo il fantasy, però credo che chi è abituato a leggere questo genere lo apprezzerà certamente. Perciò lo consiglio a chi è appassionato di fantasy.

 

Opera recensita: “Stardust” di Neil Gaiman

Editore: Mondadori, prima ed. 1999

Genere: Fantasy

Ambientazione: Inghilterra-paese di Faerie

Pagine: 245

Prezzo: 10,50 €

Consigliato: sì/no

Voto personale: 6.

 

sabato 23 dicembre 2017

RECENSIONE: CHARLES DICKENS - CANTO DI NATALE (A CHRISTMAS CAROL)


Sinossi:

Ebenezer Scrooge, arido e spilorcio finanziere londinese, odia il Natale. Lo considera - anzi - tempo perso, e un ostacolo al proprio arricchimento. Ma

la notte della Vigilia, dopo una giornata passata alla scrivania senza nulla concedere all'atmosfera festosa che lo circonda, riceve la visita di tre spiriti:

quello del Natale passato, quello del Natale presente e quello del Natale futuro. Nel corso di un fantastico viaggio che farà rivivere a Scrooge tutte

le tappe della propria vita e intravedere un ben misero futuro, gli spiriti riusciranno ad aprire i suoi occhi a sentimenti di generosità e amore. Il Canto

di Natale non è però solo una favola a lieto fine. È anche uno degli esempi meglio riusciti di critica sociale di Dickens, oltre che una delle più famose

e commoventi storie sul Natale.

 

Commento:

Beh, ci sarebbe tanto da dire su questo libro, ma credo che la cosa migliore sia lasciare che siano le pagine a parlare: questo non è un libro da recensire, analizzare, scandagliare. E’ un libro da leggere e rileggere a tutte le età, perché ha la capacità di condensare tanti insegnamenti in poche pagine e, soprattutto, perché è il miglior augurio che ci si possa fare per vivere il Natale e l’intero anno animati dai migliori sentimenti.

La storia è arcinota: Ebenezer Scrooge, avaro sia di denaro che di sentimenti, odia il Natale e scaccia chiunque gli faccia perdere tempo con cose legate a questa festa. Una fredda notte della vigilia, però, riceve la visita del suo vecchio amico e socio Marley, morto da sette anni, che dopo averlo ben rimproverato gli offre una possibilità di redimersi: Scrooge riceverà la visita di altri tre spiriti, quello del Natale passato, quello del Natale presente e quello del Natale futuro. Questa visita sarà davvero traumatica per Scrooge, poiché lo metterà di fronte a ciò che è stato, a ciò che è oggi e a ciò che sarà di lui se non cambia atteggiamento. Inutile dire che non ci sarà, dopo quella notte, un uomo che onori il Natale più degnamente di lui!

Una lettura imprescindibile, consigliata davvero a tutti… per entrare davvero nello spirito del Natale.

 

Opera recensita: “Canto di Natale” di Charles Dickens

Editore: Bur-Garzanti-Paoline e altri, prima ed. 1843

Genere: classico-fantasy-fiaba

Ambientazione: Londra

Pagine: 100 (Ed. Garzanti 2012)

Prezzo: 4,90 €

Consigliato: assolutamente sì.

 

mercoledì 15 febbraio 2017

RECENSIONE: STEPHEN KING - IT


Sinossi:

In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura

informe e mostruosa: It. E quando, molti anni dopo, It ricompare a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano la

famiglia e il proprio lavoro per tornare a combatterlo. E l'incubo ricomincia. Un viaggio illuminante lungo l'oscuro corridoio che conduce dagli sconcertanti

misteri dell'infanzia a quelli della maturità.

 

 

E’ sempre difficile recensire un libro complesso ed articolato e lo è ancor di più quando gode della (meritatissima) fama di capolavoro. E’ così anche per “It”, quello che da molti è considerato il capolavoro di Stephen King.

E’ il 1985 e siamo a Derry, nel Maine. Un gruppo di persone, residenti in varie parti degli Stati Uniti, viene, suo malgrado, distolto dalla sua vita normale per tornare nella città natale, Derry per l’appunto, ad onorare un’antica promessa. Ci sono vite da salvare, c’è un nemico da sconfiggere, un nemico subdolo che si nasconde ed ama assumere le forme più diverse. Chi è? Cos’è? E’ lui, esso, la cosa… IT! Può essere sconfitto? Se sì, chi può farlo? E come? Tanti interrogativi che necessitano una risposta da cercare nel passato, fra i ricordi sopiti… ma bisogna agire alla svelta perché… It è tornato!

Lo so, non vi ho detto molto, ma ho cercato di spoilerare il meno possibile perché questo è un libro da scoprire pagina dopo pagina, è un libro che ti entra in testa e, una volta cominciato, non lo lasceresti più. E’ una storia che ha a che fare con le paure, con il buio che abbiamo dentro, con la forza della mente e con il potere dell’amicizia. Ma “It” non è solo questo: è anche l’emblema di una società gretta e fondata sull’apparenza, che non vuole vedere, che si gira dall’altra parte davanti a ciò che è strano ed incomprensibile, una società che preferisce sonnecchiare invece di affrontare i suoi problemi, che preferisce non parlare di ciò di cui ha paura. E così la paura cresce, si annida negli anfratti più bui, avvolge tutto come una coltre di nuvole. Nell’indifferenza generale, però, qualcuno vede, osserva, pensa, si oppone alla paura. E chi può farlo se non un gruppo di bambini?

King ci ha abituati a descrizioni minuziose, a lunghi flash-back nel passato, a frasi ad effetto buttate lì in un ambiente apparentemente calmo. Il suo stile di scrittura, a ben guardare, rispecchia quello che raccontano i suoi libri: una cittadina come tante in cui succede qualcosa di straordinario, un gruppo di persone normali (nessun super eroe o mostro d’intelligenza) che affronta l’anormale. Questo è ciò che accade, elevato alla massima potenza, anche in questo libro: King non ha paura delle pagine, ne scrive quasi 1300 per regalarci un gioiello dell’architettura narrativa, con personaggi caratterizzati nei minimi dettagli, con più storie nella storia strutturate con maestria, abilità, tecnica sopraffina. Ecco perché ritengo che la fama di “capolavoro” sia ampiamente meritata. E’ un’opera monumentale che non si può non conoscere. Lo consiglio? Beh, King in questo libro ci parla delle paure e ci insegna come sconfiggerle. E se lui non ha avuto paura di scrivere 1300 pagine, perché noi dovremmo aver paura di leggerle? Fidatevi, vale la pena!

Solo un’ultima raccomandazione: se non avete mai letto nulla di King, forse non è il caso di cominciare da questo libro… necessita di una conoscenza dello stile dell’autore e di una maturità di lettura che consenta di cogliere gli innumerevoli indizi disseminati in ogni pagina… perciò magari prima leggete altro, poi però tornate: It vi aspetta!

 

Opera recensita: “It” di Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1986

Genere: horror, fantasy, noir,

Ambientazione: Stati Uniti

Pagine: 1248

Prezzo: 12,90 €

Consigliato: sì.