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venerdì 17 settembre 2021

RECENSIONE: LUCY DILLON - IL TEMPO DELLE NUOVE POSSIBILITà

    Sinossi:

Dall'autrice del Rifugio dei cuori solitari e di Piccoli passi di felicità una storia sull'importanza di guardare sempre avanti e di cercare nuove occasioni di crescita senza mai dimenticare da dove veniamo e ciò che siamo stati: molto spesso è proprio il passato a indicarci quale strada imboccare.

Un atelier da rilanciare. Un compagno di avventure furbo e affettuoso. Una nuova vita da scoprire passo dopo passo.

Se c'è una cosa che Lorna ha imparato dall'amica Betty è che il coraggio è un abito da indossare con disinvoltura, anche quando tremiamo dalla paura. La stessa che ora la trattiene dall'aprire la porta della galleria d'arte che ha acquistato per realizzare il sogno di fare l'artista a Longhampton, dove è nata e cresciuta. Per fortuna non è sola ad affrontare questa nuova avventura. Accanto a lei c'è un amico dalle lunghe orecchie morbide e dal musetto curioso: è Rudy, il bassotto che Betty le ha affidato e che, al pari della sua precedente padrona, non sembra temere l'incertezza che accompagna i grandi cambiamenti. Con i suoi occhioni neri, invita Lorna a non perdersi d'animo e a scorgere le mille possibilità che un ritorno alle origini può riservarle. Se è vero che Longhampton è il luogo dove il suo cuore si è spezzato per la prima volta e uno scomodo segreto ha messo radici, è altrettanto vero che è l'unico posto in cui si è sentita davvero a casa. L'unico in cui ha conosciuto il calore di una famiglia unita e ha provato il sapore dolce del vero amore. Per questo, come le ricorda ogni giorno Rudy scodinzolandole attorno e non perdendola mai di vista, è giusto che Lorna abbia scelto di tornare dove tutto è cominciato. Le basta varcare la soglia dell'atelier e lasciare che tutto vada come deve andare. Perché solo qui, rivisitando il passato e trovando la forza di sciogliere i nodi irrisolti, Lorna riuscirà a far entrare di nuovo la luce nella propria vita e a dare spazio alla promessa di una felicità in grado di durare per sempre.

 

Commento:

Il tempo delle nuove possibilità è un romanzo gradevole, scorrevole, non troppo impegnato né troppo sdolcinato che parla di quanto il coraggio di buttarsi, di provare possa diventare energia positiva e motore di buone idee condivise. Un buon romanzo inglese dal sapore tutto autunnale, pieno di cani, arte, colori e tazze di thè, con protagoniste normali, con pregi e difetti, in grado di unirsi, di fare rete per cambiare le cose e, soprattutto, per cambiare se stesse e il corso che ha preso la loro vita. Lorna, Tiffany, Joyce e tutte le altre, cani compresi, tengono buona compagnia e mettono di buon umore senza troppe smancerie. Un romanzo "Feel good", "Self help", "Uplit" o comunque vogliate chiamare questo nuovo filone narrativo che mette al centro il benessere delle persone attraverso le storie… da leggere nei prossimi mesi, nei lunghi pomeriggi d'autunno o d'inverno con un plaid, un bollitore sempre acceso e possibilmente il tepore e la compagnia di un pelosetto.

 

Opera recensita: "Il tempo delle nuove possibilità" di Lucy Dillon

Editore: Garzanti, 2021

Genere: narrativa straniera

Ambientazione: Inghilterra

Pagine: 420

Prezzo: 19,80 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

  

giovedì 21 luglio 2016

RECENSIONE: STEPHEN KING - CUJO


Sinossi:

A Castle Rock, una sonnolenta cittadina del Maine, la vita scorre sui soliti binari. Cujo, il docile San Bernardo del meccanico, scorrazza libero per la campagna, finché una notte il suo padroncino, aprendo la porta del ripostiglio, non vede emergere dalle tenebre due occhi infuocati. Chi è la creatura diabolica che da quel momento comincia a seminare ovunque terrore e desolazione? È forse Cujo che, diventato idrofobo, si è trasformato nell'incarnazione stessa del male?

 

Non senza imbarazzo, confesso che questo è il primo libro di King che leggo. Finora i suoi romanzi hanno sempre suscitato in me una certa diffidenza reverenziale mista ad un poco celato terrore… era come se fossi consapevole del fatto che leggerli non sarebbe stata proprio una passeggiata. E infatti non mi sbagliavo: questo primo romanzo, Cujo, non ha smentito i miei timori iniziali, ma ciò che mi ha piacevolmente colpita è stato il fatto che questo terrore mi sia piaciuto. Mi sono piaciuti gli autentici brividi che l’orribile storia di Donna e Tad mi ha fatto provare.

Chi sono Donna e Tad? E chi è Cujo? Eh, avete ragione, forse è meglio partire dall’inizio.

Una notte di giugno del 1980 il quattrenne Tad Trenton viene svegliato dall’impellente stimolo di fare pipì e, una volta a letto, vede due occhi fiammeggianti emergere dal suo armadio, nel buio della sua stanza. Il mostro rivela a Tad di essere l’incarnazione di Frank Dodd, il poliziotto che pochi anni prima aveva scosso la tranquilla cittadina uccidendo diverse persone. I genitori, Donna e Vic, prontamente accorsi alle sue urla di terrore, non vedono nessun mostro e non gli credono, ma ben presto cominciano ad accadere strane cose in casa. Poco tempo dopo questa strana storia Vic, il padre di Tad, parte per un viaggio di lavoro molto importante e lascia Donna e Tad da soli. La Pinto di Donna ha qualche problema così la donna la porta all’officina di Joe Camber, un burbero meccanico che vive fuori città. E’ così che Donna e Tad incontreranno Cujo, il grande Sanbernardo di cento chili da tutti descritto come un cane docilissimo, ma che, per effetto della rabbia, si trasformerà in un mostro crudele e spietato che ucciderà quattro persone. Cujo è da cinque anni con Brett, il figlio del meccanico, ma appare chiaro tra le righe che nella sua vita precedente era proprio Frank Dodd, morto a Castle Rock esattamente cinque anni prima. L’estenuante duello di nervi che Donna Trenton ingaggia con la bestia è tanto straziante quanto coinvolgente: non si può fare a meno di stare incollati alle quasi quattrocento pagine di questo romanzo provando un misto di sensazioni: orrore, paura, angoscia crescente, partecipazione per il dolore di Vic e per l’ansia di Donna, affetto e tenerezza per il piccolo Tad, comprensione per Charity, la moglie di Joe Camber e un costante, crescente brivido che gela il corpo ad ogni assalto del cane-mostro, nonostante la torrida estate descritta da King. La canicola estiva è un elemento importante nell’evolversi di tutta la storia: è quel dettaglio che fa da collante, accomunando e spiegando tutte le situazioni, le scelte, a dirittura i pensieri. Il tutto è condito da una scrittura magistrale, una suspense sapientemente dosata, con momenti di autentico panico alternati a pagine di calma piatta, ricordi, considerazioni che non fanno altro che accrescere la curiosità. Lettura assolutamente consigliata a chi non abbia paura di affrontare i mostri che attaccano dall’esterno ma soprattutto quelli che si annidano dentro di noi, nelle nostre paure ed insicurezze.

  

 

Opera recensita: “Cujo” di Stephen King

Editore: Sperling Paperback 1992

Genere: horror, fantasy

Ambientazione: Castle Rock (Maine, Stati Uniti) 1980

Pagine: 376

Consigliato: sì.