simposio lettori copertina

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mercoledì 5 gennaio 2022

RECENSIONE: ANDRé ACIMAN - MARIANA

 

Sinossi:

        «Al buio non facevamo nulla di male. Al buio non sapevamo neppure chi fossimo. Tu mi parlavi, io ti parlavo, ma chissà cosa ci dicevamo, non aveva importanza, eravamo come sonnambuli, incolpevoli per quello che avevamo fatto nella più profonda oscurità della notte.»

Mariana, l'io narrante di questo romanzo, è una giovane della provincia americana appena arrivata in Italia per trascorrere alcuni mesi di studio all'accademia d'arte. La prima sera, al ricevimento di benvenuto, incontra Itamar. Fa il pittore, è bello e carismatico, ed è un seduttore impenitente. Sebbene consapevole che una relazione con un uomo del genere è destinata a finire male, Mariana non può fare a meno di innamorarsene. Immediatamente e perdutamente. Quando lui comincia a trattarla in modo ambiguo, sparendo e riapparendo all'improvviso, Mariana è disarmata. Per reazione a questo scostante atteggiamento, si cela dietro un'apparenza fredda e distaccata, fino a quando un incontro casuale con lui in pubblico la farà vacillare... André Aciman, cantore odierno dell'attrazione, si è ispirato a Lettere di una monaca portoghese, il libro-scandalo pubblicato sotto pseudonimo che per il realismo e l'audacia nel raccontare la passione amorosa, alla fine del XVII secolo segnò una vera svolta letteraria. Ci consegna così, riportandola all'oggi, la storia di un amore totale, un acuto romanzo psicologico contrassegnato da un eros spietato, inesorabile, che inganna e ferisce, ma a cui è impossibile resistere.

 

Commento:

Cosa dire su questo breve romanzo di André Aciman? Che è ambientato in Italia, ma potrebbe essere ambientato ovunque nel mondo, tanto poco conta l'ambientazione in queste pagine; che è scritto in prima persona, o meglio, nella forma di una lettera che Mariana, l'io narrante, scrive più a se stessa che al suo amante, per riordinare idee e reazioni e cristallizzare, se non affrontare, quello che è accaduto con Itamar. Che dire ancora? Che richiama, nell'idea di fondo, nell'ispirazione e nel nome della protagonista, un libro che fece scalpore secoli fa; ha un'ottima quarta di copertina, che invoglia alla lettura, ma che il romanzo in sé non mi ha suscitato alcuna emozione se non un crescente disagio dato dalla sensazione di non comprendere, man mano che scorrevano le pagine, dove volesse condurci l'autore, quale fosse il suo messaggio, quale il fine di questa missiva tanto accorata e delirante quanto inutile, in primis per la scrivente. Mi dispiace, ma non mi sento di consigliarlo, giacché non solo ritengo di non averne capito la ratio, ma penso che ci sia poco da capire in fin dei conti… non ho trovato particolari degni di nota nel registro linguistico o nella narrazione, non mi ha colpito per la trama o l'originalità di qualche dettaglio… non lo consiglio perché non trovo motivi per farlo.

 

Opera recensita: "Mariana" di André Aciman

Editore: Guanda, 2021

Traduttore: Valeria Bastia

Genere: narrativa straniera

Ambientazione: Italia

Pagine: 128

Prezzo: 14,00 €

Consigliato: no

Voto personale: 5.

 

lunedì 1 marzo 2021

RECENSIONE: ANDRé ACIMAN - L'ULTIMA ESTATE

Sinossi:

Sud Italia, un'estate sulla Costiera amalfitana. A causa di un guasto alla loro imbarcazione, un gruppo di giovani americani si ritrova a soggiornare in un hotel frequentato da attempati turisti poco inclini al divertimento. Lì conoscono Raúl, personaggio riservato e imperscrutabile, sempre seduto in disparte con il suo taccuino. Finché un giorno si avvicina al loro tavolo: accortosi che Mark soffre visibilmente a una spalla, gli posa una mano sul punto dolorante, alleviandone il fastidio. Non contento, procede rivelando dettagli personali, anzi intimi, su tutti i presenti, informazioni che nessuno avrebbe mai potuto conoscere... Per vincere la diffidenza dei giovani, spiazzati dalle sue scomode verità, decanta loro le meraviglie della zona: una zona che frequenta d'estate fin da quando era bambino, piena di risonanze legate al mondo della mitologia, come i Lugentes Campi, i campi del pianto, dove gli amanti infelici errano ricordando le loro pene d'amore. L'unica del gruppo che non sembra lasciarsi ammaliare dal suo fascino e dalla sua retorica è Margot, che Raúl inizialmente aveva chiamato con quello che secondo lui doveva essere il suo vero nome di battesimo, Maria. Ma con il passare delle ore e dei giorni, dopo un pranzo condiviso e lunghe camminate sulla spiaggia, Margot comincia a fidarsi di lui, ad aprirsi... E Raúl la condurrà in un viaggio indietro nel tempo, verso un passato che li lega molto da vicino. Prenderà corpo una storia d'amore e di mistero, nel segno di quella delicata profondità nel raccontare i sentimenti che è un marchio inconfondibile di André Aciman.

 

Commento:

Che Aciman abbia una predisposizione naturale a raccontare i sentimenti con franchezza e senza giri di parole è cosa nota ai suoi lettori. Chi ha amato Chiamami col tuo nome e Cercami, però, non dovrà aspettarsi da questo suo ultimo libro qualcosa di perfettamente uguale ai romanzi precedenti: c'è, qui, una componente in più che sa di realismo magico e, se non proprio di fantasy, di fantastico certamente. La trama apparentemente sembra semplice e lineare, per quanto alcuni personaggi appaiano bizzarri sin da subito: un gruppo di turisti americani piomba in un noto hotel della costiera amalfitana e ne sovverte le abituali calma e sobrietà. Un uomo sulla sessantina, seduto ad un tavolo appartato, li osserva a lungo, quasi li studia, prima di tentare un approccio. Ben presto l'uomo rivela di possedere qualità e doni particolari, riesce a guarire le persone con un tocco, mostra di sapere cose che nessuno sa… ma soprattutto riesce a muoversi nel tempo, fra i vari Io che, inquieti, ci circondano e tentano di imporsi nella nostra vita attuale: si parla di altre personalità in cui abbiamo vissuto, di luoghi che ci sembra di aver visitato senza però esserci mai stati prima in questa vita… non c'è nulla di davvero soprannaturale in questa storia, anzi Aciman fa leva sugli errori, sulle rinunce che infliggiamo a noi stessi credendo di poter archiviare il dolore, di poter rinchiudere il destino in un cassetto. Niente di più falso e Aciman e il suo Raul, il protagonista di questa storia, ci raccontano.

Un libro gradevole, brevissimo, che si legge in qualche ora. Non c'è bisogno di credere a tutte le teorie che Raul ci espone, ma di sicuro si possono passare ore liete con un buon libro che sa coinvolgere.

 

Opera recensita: "L'ultima estate" di André Aciman

Editore: Guanda, 2021

Genere: narrativa straniera

Ambientazione: Costiera amalfitana

Pagine: 160

Prezzo: 16,00 €

Consigliato: sì

    Voto personale: 8.

  

venerdì 6 aprile 2018

RECENSIONE: ANDRé ACIMAN - CHIAMAMI COL TUO NOME


Sinossi:

"Chiamami col tuo nome" è il racconto dell'attrazione improvvisa e travolgente che sboccia tra due ragazzi, il diciassettenne Elio, figlio di un professore

universitario, in vacanza con la famiglia nella loro villa in Riviera e un giovane ospite, invitato per l'estate, il ventiquattrenne Oliver, che sta lavorando

alla sua tesi postdottorato. Quell'estate della metà degli anni Ottanta viene rievocata, a distanza di vent'anni, dal più giovane dei protagonisti. Sconvolti

e totalmente impreparati di fronte allo scoppiare di questa passione, i due inizialmente tentano di simulare indifferenza, ma con l'avanzare dei giorni

vengono travolti da un'inesorabile corrente di ossessione e paura, seduzione e desiderio, il vero protagonista del romanzo: "Il desiderio che è in noi,

e non è necessariamente riferito all'altro. Piuttosto l'altro rappresenta la promessa di un avvicinamento alla soddisfazione di questo bramare...". Quello

che Elio e Oliver proveranno in quei giorni estivi e sospesi in Riviera e durante un'afosa notte romana sarà qualcosa che loro stessi sanno non si ripeterà

mai più: un'intimità totale, assoluta, un'esperienza che li segnerà per tutta la vita.

 

Commento:

A distanza di vent’anni Elio ricorda l’estate che gli cambiò la vita. No, non è un’esagerazione, perché quello che provò a diciassette anni per il ventiquattrenne Oliver, giunto a casa sua per sei settimane, non lo dimenticherà più. Quando comincia un amore? Esiste un momento esatto in cui scocca la scintilla e comincia l’attrazione? Elio non lo sa, non sa dire quando sia cominciato, ma il desiderio che lo spinge verso Oliver, duro, fisico, irruento come i suoi anni, non si può ignorare né, per quanto ci si provi, negare. Lui ed Oliver provano ad evitarsi, a mostrare indifferenza, a soffocare la passione in altri corpi, ma nulla, la voglia reciproca di perdersi nell’altro è troppo forte. Un amore intenso come la gioventù, abbagliante come un’assolata mattina d’estate, fugace come il tempo che i due ragazzi hanno a disposizione, eppure duraturo e indimenticabile. E a distanza di vent’anni i due, che ormai sono uomini fatti, ancora se la ricordano quell’estate, quei luoghi dello spirito, i momenti rubati, gli affetti condivisi, e quella voglia di giocare ancora dicendosi “chiamami col tuo nome”. Questo è un romanzo d’amore, queste sono pagine traboccanti di passione, desiderio, scoperta di sé, del proprio corpo e della propria sessualità. E, nonostante all’inizio il linguaggio estremamente diretto possa disturbare, ben presto ci si lascia assorbire dall’incedere della storia, dalla bellezza delle descrizioni, dalla moltitudine dei sentimenti e dalla loro forza dirompente. E sì, ci si può emozionare anche vivendo sulla carta un amore altrui. Lettura consigliata.

 

Opera recensita: “Chiamami col tuo nome” di André Aciman

Editore: Guanda, 2008

Genere: narrativa contemporanea

Ambientazione: Riviera ligure-anni Ottanta

Pagine: 271

Prezzo: 15,50 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5.