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sabato 15 agosto 2020

RECENSIONE: LEONARDO SCIASCIA - IL MARE COLORE DEL VINO


Sinossi:
È un libro di racconti scritti fra il 1959 e il 1972. Così Sciascia stesso: "... mi pare di avere messo assieme una specie di sommario della mia attività fino ad ora e da cui vien fuori... che in questi anni ho continuato per la mia strada, senza guardare né a destra né a sinistra (e cioè guardando a destra e a sinistra), senza incertezze, senza dubbi, senza crisi (e cioè con molte incertezze, con molti dubbi, con profonde crisi); e che tra il primo e l'ultimo di questi racconti si stabilisce come una circolarità". Una circolarità che non ha per nulla intaccato, e anzi esalta, la felicità e l'efficacia delle storie qui riunite come in un breve compendio delle molte voci narrative di Sciascia.

Commento:
Questa raccolta di racconti scritti da Sciascia tra il 59 e il 72 ha come trait d'union l'ambientazione, ossia la Sicilia e le sue varie anime e declinazioni. Mantenendo come denominatore comune l'isola, infatti, sono molti e vari i temi di cui si può parlare e Sciascia, da gran conoscitore della Sicilia, delle sue bellezze e nemesi, nonché dell'animo umano, ce ne offre qui un nutrito assaggio. Ci si ritrova quindi a parlare della morte di un Cardinale per mano di un furbastro considerato lo scemo del villaggio, dell'etimologia della parola Mafia e di una sua applicazione pratica, di qualcosa che mafia non è ma per essa viene spacciato, di una storia di infedeltà pubblicata sul giornale che getta scompiglio fra i notabili d'un paesino, della rimozione di una statua di Stalin paragonata a quella di una santa inesistente, scusa questa, per affrontare il credo religioso e quello politico. E fra queste e altre miserie dell'animo umano svetta la sincera e impenitente voce d'un bambino che, dal finestrino di un treno, osa affermare che il mare, in Sicilia, ha il colore del vino. Ed è proprio così: basta poco per perdonare agli uomini le loro bassezze, in fondo, basta girare lo sguardo e lasciarsi ammaliare da quella distesa cangiante che ubriaca e stordisce.
Una lettura molto gradevole ed interessante in cui immergersi in questi giorni di calura agostana, sia per la verve intrinsecamente ironica della scrittura di Sciascia, sia per la varietà dei temi trattati, sia per la brevità dei racconti che ne favorisce la lettura quando la concentrazione si mantiene per poco. E da ultimo una constatazione personale: sono arrivata a leggere Sciascia molto tardi, ma pian piano sto scoprendo un autore di cui apprezzo molte cose. Non posso che esserne lieta.

Opera recensita: "Il mare colore del vino" di Leonardo Sciascia
Editore: Adelphi, prima ed. 1973
Genere: raccolta di racconti
Ambientazione: Sicilia
Pagine: 148
Prezzo: 10,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


mercoledì 12 giugno 2019

RECENSIONE: LEONARDO SCIASCIA - UNA STORIA SEMPLICE


Sinossi:
"Una storia semplice" è una storia complicatissima, un giallo siciliano, con sfondo di mafia e droga. Eppure mai - ed è un vero tour de force - l'autore si trova costretto a nominare sia l'una sia l'altra parola. Tutto comincia con una telefonata alla polizia, con un messaggio troncato, con un apparente suicidio. E subito, come se assistessimo alla crescita accelerata di un fiore, la storia si espande, si dilata, si aggroviglia, senza lasciarci neppure l'opportunità di riflettere. Davanti alla proliferazione dei fatti, non solo noi lettori ma anche l'unico personaggio che nel romanzo ricerca la verità, un brigadiere, siamo chiamati a far agire nel tempo minimo i nostri riflessi - un tempo che può ridursi, come in una memorabile scena del romanzo, a una frazione di secondo. È forse questo l'estremo azzardo concesso a chi vuole "ancora una volta scandagliare scrupolosamente le possibilità che forse ancora restano alla giustizia".

Commento:
C'è qualcosa, nella prosa degli autori siciliani – specialmente di gialli – che mi attrae in modo particolare; è qualcosa che riguarda lo stile, il modo tutto particolare di giocare, sottointendere, creare virtuosismi con le parole che mi strega e mi affascina immancabilmente. Ed anche questa volta, la mia prima con Sciascia, sono rimasta affascinata da questa maestria/malia.
Una storia semplice di Leonardo Sciascia è un libricino di sessantasei pagine che ritengo imprescindibile per chi ama il genere poliziesco, ma comunque imperdibile per chiunque. E', nella sua brevità, un libro sublime e geniale: l'autore riesce a parlare di tante cose senza mai nominarle; non solo mafia e droga come dice giustamente la sinossi, ma anche corruzione, collusione, delinquenza, ingiustizia, paradosso. La storia è semplice, sì, ma le implicazioni sono innumerevoli: un uomo, un diplomatico in pensione, telefona alla polizia alla vigilia di un giorno festivo per chiedere che qualcuno vada a casa sua perché ha da far vedere una cosa. Il brigadiere che risponde alla chiamata gli assicura che appena possibile qualcuno si recherà da lui. L'indomani lo zelante brigadiere si reca con due agenti a casa dell'uomo….. e lo trova morto. Nonostante le apparenze, il brigadiere capisce subito che non si tratta di suicidio, ma mai potrebbe sospettare le reali dinamiche della vicenda. Non sospetterà, infatti, fino al momento decisivo in cui la verità gli si rivelerà davanti con tutta la sua potenza e brutalità, costringendolo ad agire. Ed anche chi non voleva credergli, crederà.
Sublime, dicevo, questo libricino, soprattutto per lo stile superbo, per la virtù e l'arguzia dell'autore che trasforma quello che poteva essere un esercizio di bravura in qualcosa di impeccabile. Da leggere, assolutamente.

Opera recensita: "Una storia semplice" di Leonardo Sciascia
Editore: Adelphi, 1989
Genere: giallo, romanzo breve
Ambientazione: Sicilia
Pagine: 66
Prezzo: 9,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 10.