simposio lettori copertina

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martedì 14 settembre 2021

RECENSIONE: JO NESBO - GELOSIA

Sinossi:

    Ossessione, desiderio, smania di vendetta. Jo Nesbø racconta il preciso istante in cui la passione prende il sopravvento. Storie di uomini feroci, di amanti privi di scrupoli, di destini implacabili. Nell'atmosfera ossessiva e perturbante del maestro del crime scandinavo.

«Il mio angelo nero della morte, la chiamavo. Scherzando dicevo che sarebbe stata la causa della mia morte violenta, che uno dei suoi ammiratori fanatici avrebbe provveduto a togliermi di mezzo. Ma nel mio intimo temevo di piú che un giorno si sarebbe innamorata di uno di quei corteggiatori importuni. Come ho appena detto, sono un uomo mediamente geloso.»

Ossessione, desiderio, smania di vendetta. Jo Nesbø racconta il preciso istante in cui la passione prende il sopravvento. Due fratelli gemelli coinvolti in un triangolo amoroso e un detective, specializzato in casi criminali che hanno la gelosia come movente, chiamato a sbrogliare la questione. Il profondo e improvviso legame tra due passeggeri su un volo per Londra che potrebbe essere l'inizio di una relazione o di qualcosa di molto piú sinistro. Uno scrittore di successo che si ritrova vittima dell'ossessione altrui e riesce a cavarsela grazie al suo talento nel raccontare. Una donna che approfitta della pandemia per vendicarsi di un crimine subito e, insieme, della vita. Storie di uomini feroci, di amanti privi di scrupoli, di destini implacabili. Nell'atmosfera ossessiva e perturbante del maestro del crime scandinavo.

 

Commento:

Per una quarta di copertina così appetitosa, da un autore noto e di cotanta esperienza, mi aspettavo che Gelosia – l'ultima opera di Jo Nesbo - fosse una raccolta di racconti intrigante, stimolante, che invogliasse alla lettura. Invece… invece le mie alte aspettative sono rimaste deluse. Sette racconti di ambientazioni e lunghezze diverse, che hanno in comune un tradimento, un'umiliazione, un cieco senso di rivalsa o meglio, di vendetta fine a se stessa. Gelosia becera, distruttiva, attuata con perversa soddisfazione e, nella maggior parte dei casi senz'alcuna lucidità… Non ho trovato nessuna tensione narrativa, nulla che inducesse a girare le pagine più in fretta, nessuna verve nel raccontare… nulla che suscitasse più di una tenue, distratta curiosità. Gelosia, dell'arcinoto giallista norvegese Jo Nesbo manca di originalità, di spina dorsale, di inventiva, di brivido, di tutto ciò che farebbe di un libro che si presume volesse essere giallo un buon libro giallo. E dispiace perché le occasioni di trovare racconti gialli che non sappiano di già letto cominciano a scarseggiare e se vengono a mancare anche gli autori-certezza, beh, la situazione non si prospetta rosea. Delusa, non mi sento di consigliare questo libro se non per mero passatempo fra una lettura e l'altra… spiacente.

 

Opera recensita: "Gelosia" di Jo Nesbo

Editore: Einaudi, 2021

Genere: raccolta di racconti

Pagine: 264

Prezzo: 17,50 €

Consigliato: no

Voto personale: 5.

 

sabato 26 dicembre 2020

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - VERITà IMPERFETTE

Sinossi:

La scienza investigativa a volte non basta. Anche al più esperto dei detective è capitato quel caso in cui ogni certezza si sgretola, le ipotesi si dissolvono. Per fortuna, però, ci sono uomini come il cacciatore di ricompense Colter Shaw, che arriva quando gli eventi stanno per precipitare, in missioni che parrebbero disperate, se non impossibili, e risolve. Lui non segue le regole, ma ha un prezioso decalogo ereditato dal padre che comprende la valutazione delle probabilità, i calcoli basati sulle percentuali e un largo uso delle tecniche di sopravvivenza. Questa volta lo vediamo in azione a Chicago, sulle tracce di una pittrice svanita nel nulla dopo un weekend lontano dal marito, e poi in Kansas, al fianco della polizia, a contrattare con un folle per la vita di un ostaggio. Due sfide insospettabilmente complesse per la mente inquieta di Colter, che dovrà ricorrere a tutte le sue risorse per setacciare il terreno d’indagine alla ricerca di una conclusione. Tra frammenti di verità imperfette, dove nulla è come appare.

 

Commento:

Quelli contenuti in Verità imperfette sono due racconti, brevi e tutto sommato gradevoli, con protagonista Colter Shaw, il cacciatore di ricompense, il nuovo (si fa per dire) personaggio creato da Deaver. Si sarà forse intuito, dal sarcasmo delle righe precedenti, che non amo particolarmente Colter Shaw e la serie a lui dedicata… questi racconti confermano la mia idea, sebbene – trattandosi di opere brevi – le incongruenze e le voragini che costellano i primi due romanzi della serie non si notano. Si tratta in definitiva di due lavori per Colter, uno a Chicago a ritrovare una moglie artista scomparsa nel nulla, l'altro nel Kansas, nell'America centrale, alla ricerca di una ragazzina scappata da casa. Mentre cerca quest'ultima fuggitiva, Shaw si imbatte in un altro caso per cui darà una mano alla polizia del luogo… ma lo farà a modo suo.

Due racconti gradevoli, ripeto, ma non propriamente il top per questo autore dalla fantasia inesauribile.

 

Opera recensita: "Verità imperfette" di Jeffery Deaver

Editore: Rizzoli, 2020

Genere: raccolta di racconti, seriale    

Ambientazione: Stati Uniti

Pagine: 128

Prezzo: 15,00 €

Consigliato: sì/no

Voto personale: 7,5.

          

martedì 15 settembre 2020

RECENSIONE: DON WINSLOW - BROKEN


Sinossi:
Don Winslow, maestro del crime internazionale, ci regala sei storie che parlano di corruzione e vendetta, perdita e tradimento, colpa e redenzione.
Broken. Eva McNabb è una centralinista della polizia. Rispondendo a una chiamata scopre che un agente è stato ucciso da una gang di spacciatori di droga. È il suo stesso figlio, Danny. E allora è lei a fare una telefonata. All'altro figlio, Jimmy. Vendica tuo fratello. Uccidili tutti.
Rapina sulla 101. Una serie di furti di gioielli sulla Highway 101 è rimasta irrisolta per anni, perché il ladro si attiene scrupolosamente a un ferreo codice di comportamento. La polizia attribuisce i crimini al cartello colombiano. Ma l'istinto del detective Lou Lubesnick gli dice che è il lavoro di un solo uomo. E per stanarlo lui è disposto a infrangere ogni regola.
Lo zoo di San Diego. Chris Shea deve risolvere uno strano caso, uno scimpanzé fuggitivo armato di pistola. Solo se ci riuscirà, la sua reputazione sarà salva. E forse avrà anche conquistato una ragazza.
Sunset. Quando Terry Maddux, leggenda del surf e criminale incallito, non si presenta all'udienza fissata dal giudice e fa perdere le proprie tracce, il re dei garanti per le cauzioni di San Diego, Duke Kasmajian, decide che per catturare un surfista ci vuole un altro asso del surf. E ingaggia l'investigatore privato Boone Daniels...
Paradise. Ben, Chon e O, migliori amici e coltivatori di marijuana, sono in vacanza alle Hawaii, ma non per questo dimenticano gli affari. Vorrebbero estendere il loro giro anche alle isole, ma la mala locale non vede di buon occhio l'intrusione. E di colpo il paradiso si trasforma in un campo di battaglia...
L'ultima cavalcata. Calvin Strickland è un agente di frontiera che ogni giorno pattuglia il confine tra Messico e Stati Uniti. Per lui i migranti che tentano di oltrepassare il confine sono solo una massa di senza nome che deve essere respinta. Finché non vede una ragazzina rinchiusa in una gabbia… E questo cambia tutto.
Sei storie crude e sconvolgenti, adrenaliniche ma al tempo stesso capaci di spezzare il cuore, che con il loro mix di umanità, umorismo e azione tratteggiano un mondo di ladri inafferrabili e spregevoli truffatori, poliziotti che lottano contro la vita dentro e fuori dal lavoro, detective privati, spacciatori, cacciatori di taglie e fuggitivi... anime perdute che guidano a fari spenti nella notte sull'autostrada del crimine. Con il suo stile inimitabile, Don Winslow, maestro del crime internazionale, ci regala sei storie che parlano di corruzione e vendetta, perdita e tradimento, colpa e redenzione, destinate a diventare dei classici.

Commento:
Ok, per descrivere questo libro userò solo due parole, semplici ed efficaci: Don… Winslow! Don Winslow è un autore di quelli seri, di quelli che osservano, si documentano, poi parlano, anzi scrivono, e quando scrivono non ce n'è per nessuno. Che tu sia il capo della polizia, un trafficante di droga, un criminale incallito o il presidente degli Stati Uniti, non potrai mai sentirti al riparo dall'analisi precisa, dettagliata, ironica quando non sarcastica di Don Winslow. Se hai sbagliato, se hai preso una decisione ingiusta, lui lo scriverà, ma altresì, se la legge non coincide con la giustizia lui lo metterà in risalto e parteggerà sempre per la giustizia, anche quando per ottenerla è necessaria un po' di violenza. Winslow sa mettere in evidenza i fallimenti, quelli del singolo, di una categoria, di un gruppo o dell'intero sistema. Se per farti campagna elettorale tu affermi che i migranti che passano illegalmente il confine con gli Stati Uniti devono essere arrestati e poi respinti, la gente ti vota. Però devi stare attento a non tracimare: se conseguentemente a questa politica separi i genitori dai figli e metti tutti in gabbie distinte e viene fuori che una madre non può materialmente cercare sua figlia e ci sono falle nel tuo tanto decantato piano, beh, ci sarà sempre un Winslow, con la sua penna esperta, affilata ed evocativa, pronto a farlo notare ai tuoi elettori. Se per difendere il tuo territorio tu esageri e uccidi le speranze e il futuro di una famiglia, beh, aspettati che Winslow ti metta di fronte avversari preparati e pronti a tutto pur di fartela pagare. E al contempo, se sei una madre che ha visto uccidere suo figlio poliziotto, sappi che nessuno ostacolerà la tua vendetta; se sei un agente un po' sfigato, ma coraggioso e retto, patirai un po', ma poi riuscirai a salvarti la carriera, la reputazione e otterrai anche un bonus di felicità… e via di seguito. Winslow racconta, con naturalezza, mixando bene tensione, pathos e umorismo, l'America di oggi e quella di ieri, la società in cui viviamo con tutte le sue falle, i suoi paradossi, la tolleranza alla violenza, i fallimenti e le piccole grandi vittorie. Ritroviamo personaggi, atmosfere, temi a lui cari: l'immigrazione, la violenza, la droga… Leggere Winslow vuol dire tuffarsi in un mondo in cui tutto, davvero tutto, può accadere. Vi piacerà, lo so, anche se non amate il thriller, il crime, la violenza, le sparatorie e il sangue… perché Winslow sa appassionare, sa coinvolgere, esaltare, elettrizzare. E a voi che avete già letto qualcosa di suo dico… leggete Broken, ritroverete personaggi che già conoscete e ne incontrerete di nuovi cui non sarà difficile affezionarsi. Io non amo le raccolte di racconti, è risaputo, leggo solo quelle di autori che già conosco… e questa è una di quelle che valgono la pena. I racconti sono tutti belli, ma secondo me Broken, Lo zoo di Sandiego e L'ultima cavalcata hanno una marcia in più.


Opera recensita: "Broken" di Don Winslow
Editore: Harper Collins, 2020
Genere: raccolta di racconti, thriller
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 544
Prezzo: 20,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9,5.


domenica 6 settembre 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - TEMPESTA DI NEVE E PROFUMO DI MANDORLE


Sinossi:
Manca poco meno di una settimana a Natale. Adagiata contro le rocce grigie, con le sue casette di legno ammantate di neve, Fjallbacka regala uno spettacolo particolarmente suggestivo, un paesino fiabesco affacciato sul mare di ghiaccio. Martin Molin, collega di Patrik Hedstrom alla stazione di polizia di Tanumshede, ha raggiunto la fidanzata Lisette sulla vicina isola di Valo per una festa di famiglia. Mentre il vento infuria, durante la cena il vecchio patriarca dall'immensa fortuna muore improvvisamente. Nell'aria si avverte un vago aroma di mandorle amare, e a Martin Molin non resta che cercare di far luce su quella morte misteriosa. Intanto, la violenta tempesta che agita le acque gelide dell'arcipelago non accenna a placarsi, e ogni contatto con la terraferma è interrotto. Sulle orme di Agatha Christie, in occasione dei suoi primi dieci anni di carriera, Camilla Läckberg ha dato vita a una serie di racconti che, tema a lei caro, indagano le complesse dinamiche familiari, combinando scene d'intimità domestica all'inquietudine di oscuri segreti del passato.

Commento:
Tempesta di neve e profumo di mandorle è una raccolta di cinque racconti in cui sono racchiuse tutte le tematiche care a Camilla Lackberg. In Sognando Elisabeth si affronta il tema dell'incomprensione e del sospetto nelle relazioni di coppia; Il caffè delle vedove invece affronta il tema della violenza sulle donne e di metodi inconsueti ma efficaci per contrastarla, strizzando l'occhio, nemmeno troppo velatamente, alla ben più audace serie di Faye Adelheim; Una giornata infernale, il meno giallo di tutti, parla di bullismo e qui, tra l'altro, incontriamo Patrik Edstrom alla fine della sua relazione con l'ex moglie, prima di conoscere Erica; Una morte elegante e soprattutto Tempesta di neve e profumo di mandorle, il più corposo di tutti, affrontano il tema dei legami familiari. In tutti si trovano tratti distintivi della Lackberg, dal paesaggio marittimo e dal meteo avverso al cibo, costante rassicurante delle sue storie, fino all'arcipelago di Fjallbacka, alle citazioni letterarie e cinematografiche, ai finali agrodolci e a quell'ironia sottile che contraddistingue la penna elegante e concreta di quest'autrice moderna e profondamente calata nella realtà che descrive. Una buona sintesi della sua produzione, con qualche nota gradevole, come ad esempio il ruolo da protagonista di Martin Molin nell'ultimo racconto. Consigliato, sebbene non sia il meglio che la Lackberg può offrire.

Opera recensita: "Tempesta di neve e profumo di mandorle" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, 2015
Genere: giallo, raccolta di racconti
Ambientazione: Svezia
Pagine: 159
Prezzo: 8,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


domenica 16 agosto 2020

RECENSIONE: MANUEL RIVAS - LA LINGUA DELLE FARFALLE


Sinossi:
Quelle di Rivas sono storie sbalzate in un mondo perduto tra le nuvole. Eppure contengono un brivido di concretezza, affondano dolcemente spietate nei sentimenti, nelle incomprensioni e negli stupori, mischiando ossessioni ultramoderne e atavici dolori. Rivas è soprattutto autore di racconti e qui sono riuniti i migliori delle tre raccolte più conosciute, sotto il titolo di un testo che ha ispirato nel 1999 il film di José Luis Cuerda La lingua delle farfalle, vicenda imperniata sul rapporto tra uno scolaro e un anziano maestro rurale, tra le contraddizioni della Spagna allo scoppio della Guerra civile.

Commento:
Molti anni fa, quand'ero ancora al liceo, vidi un film in spagnolo che mi commosse profondamente e si impresse per sempre nella mia memoria. Quel film bellissimo, che consiglio a tutti, era La lengua de las mariposas di José Luis Cuerda con Fernando Fernàn Gomez. Quando, poche settimane fa, ho scoperto dell'esistenza di un libro dal titolo omonimo, La lingua delle farfalle, ho subito compreso che doveva esserci un nesso, e infatti è così: La lingua delle farfalle è il primo racconto di questa raccolta ed effettivamente ha ispirato il film di Cuerda. Il problema è, però, che si tratta di un solo racconto, immerso in tutti gli altri… che sono, da questo e fra loro, molto diversi. Tutti hanno a che fare con i sentimenti e le passioni umane che vengono qui affrontate con diversi gradi di tetragine, dalla tenerezza del racconto che dà il titolo alla raccolta, alla cupezza forse eccessiva di altre storie. Ciò Di alcuni racconti, quelli che poi ho effettivamente apprezzato, conservavo un ricordo vago, come se li avessi già letti in un tempo passato, ma altri mi hanno sorpresa e non in positivo: non che siano brutti, intendiamoci, ma ho trovato che i racconti fossero troppo diversi tra loro, in un climax ascendente di cupezza e surrealismo che, in definitiva, li separava l'uno dall'altro e non contribuiva a creare un unicum narrativo. Probabilmente ciò si deve alla scelta di compattare il meglio di tre precedenti raccolte di Rivas che probabilmente non si è rivelata propriamente felice, almeno a mio gusto. Perciò non mi sento di consigliare né di sconsigliare questa specifica raccolta: credo sia un gusto troppo soggettivo, troppo legato alla percezione e allo stato d'animo con cui ci si avvicina ai racconti. Resta il fatto che i primi, secondo me, sono bellissimi.

Opera recensita: "La lingua delle farfalle" di Manuel Rivas
Editore: Feltrinelli, 2005
Genere: raccolta di racconti
Ambientazione: Galizia
Pagine: 142
Prezzo: 10,00 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 6,5.


sabato 15 agosto 2020

RECENSIONE: LEONARDO SCIASCIA - IL MARE COLORE DEL VINO


Sinossi:
È un libro di racconti scritti fra il 1959 e il 1972. Così Sciascia stesso: "... mi pare di avere messo assieme una specie di sommario della mia attività fino ad ora e da cui vien fuori... che in questi anni ho continuato per la mia strada, senza guardare né a destra né a sinistra (e cioè guardando a destra e a sinistra), senza incertezze, senza dubbi, senza crisi (e cioè con molte incertezze, con molti dubbi, con profonde crisi); e che tra il primo e l'ultimo di questi racconti si stabilisce come una circolarità". Una circolarità che non ha per nulla intaccato, e anzi esalta, la felicità e l'efficacia delle storie qui riunite come in un breve compendio delle molte voci narrative di Sciascia.

Commento:
Questa raccolta di racconti scritti da Sciascia tra il 59 e il 72 ha come trait d'union l'ambientazione, ossia la Sicilia e le sue varie anime e declinazioni. Mantenendo come denominatore comune l'isola, infatti, sono molti e vari i temi di cui si può parlare e Sciascia, da gran conoscitore della Sicilia, delle sue bellezze e nemesi, nonché dell'animo umano, ce ne offre qui un nutrito assaggio. Ci si ritrova quindi a parlare della morte di un Cardinale per mano di un furbastro considerato lo scemo del villaggio, dell'etimologia della parola Mafia e di una sua applicazione pratica, di qualcosa che mafia non è ma per essa viene spacciato, di una storia di infedeltà pubblicata sul giornale che getta scompiglio fra i notabili d'un paesino, della rimozione di una statua di Stalin paragonata a quella di una santa inesistente, scusa questa, per affrontare il credo religioso e quello politico. E fra queste e altre miserie dell'animo umano svetta la sincera e impenitente voce d'un bambino che, dal finestrino di un treno, osa affermare che il mare, in Sicilia, ha il colore del vino. Ed è proprio così: basta poco per perdonare agli uomini le loro bassezze, in fondo, basta girare lo sguardo e lasciarsi ammaliare da quella distesa cangiante che ubriaca e stordisce.
Una lettura molto gradevole ed interessante in cui immergersi in questi giorni di calura agostana, sia per la verve intrinsecamente ironica della scrittura di Sciascia, sia per la varietà dei temi trattati, sia per la brevità dei racconti che ne favorisce la lettura quando la concentrazione si mantiene per poco. E da ultimo una constatazione personale: sono arrivata a leggere Sciascia molto tardi, ma pian piano sto scoprendo un autore di cui apprezzo molte cose. Non posso che esserne lieta.

Opera recensita: "Il mare colore del vino" di Leonardo Sciascia
Editore: Adelphi, prima ed. 1973
Genere: raccolta di racconti
Ambientazione: Sicilia
Pagine: 148
Prezzo: 10,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


mercoledì 24 giugno 2020

RECENSIONE: ANNA MARIA ORTESE - IL MARE NON BAGNA NAPOLI


Sinossi:
Il romanzo, nato dall'incontro della scrittrice con una Napoli uscita in pezzi dalla guerra, è in realtà la cronaca di uno spaesamento. La città infatti diventa uno schermo sul quale l'autrice proietta ciò che lei stessa definisce la propria nevrosi: una nevrosi metafisica, una impossibilità di accettare il reale, un orrore del tempo che ogni cosa corrode. Tutto il libro è un grido contro questo orrore, da cui lo sguardo vorrebbe potersi distogliere e non può. Questa edizione è accompagnata da due testi scritti dall'autrice, ripensando questo libro edito la prima volta nel 1953.

Commento:
Il mare non bagna Napoli è una raccolta di racconti intrisa di realismo, in cui con occhio disilluso, esperto e disincantato, Anna Maria Ortese descrive la sua città. Lo fa spogliandola da quel manto di magia e folclore che da sempre la contraddistingue, così da regalarcene un ritratto vero, senza fronzoli, in cui Napoli appare in tutta la sua dimessa, desolante bellezza. Bellezza, sì, perché nonostante la povertà, la grettezza, l'indigenza, questa città rimane sempre meravigliosa per la sua capacità di sperare anche laddove sembra sacrilego sperare; di arrabattarsi ed ingegnarsi anche laddove non ci sarebbe proprio niente per cui ingegnarsi. Questi racconti così veri e a tratti drammatici, costituiscono un puzzle che ci rende l'immagine di una città che ha toccato il fondo e che, per quanto disillusa, potrà solo rialzarsi.
Dal canto mio, non so spiegare perché quest'opera – che pure consiglio – non mi abbia del tutto soddisfatta: è molto ben scritta, l'autrice raggiunge a pieno lo scopo che si era prefissa ideando questa raccolta, però non riesco ad affermare con convinzione che Il mare non bagna Napoli mi sia piaciuto… è un'opera da leggere se ci si vuole fare un quadro sull'Italia del secondo Dopoguerra, offre uno spaccato realistico sulla situazione dei poveri in quegli anni, ma non riesco a trovare altro da dire per consigliare questo libro che ho letto con piacere, ma che non mi ha convinto sino in fondo. A me non ha appassionato, però se non l'avete ancora fatto, voi leggetelo: vale sempre e comunque la pena di leggere un'opera di vera letteratura.

Opera recensita: "Il mare non bagna Napoli" di Anna Maria Ortese
Editore: Adelphi, prima ed. 1953
Genere: raccolta di racconti
Ambientazione: Napoli, secondo Dopoguerra
Pagine: 176
Prezzo: 17,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 7.


mercoledì 20 maggio 2020

RECENSIONE: AA. VV. ANDRà TUTTO BENE


Sinossi:
Oggi la paura ha un nuovo nome: Covid-19. Per sconfiggerlo l’unica strada è rimanere a casa. Tra le quattro mura che ci hanno sempre protetto e che ora, però, sono diventate confini invalicabili. Sono diventate quasi un nemico. E invece, giorno dopo giorno, chi da sempre lavora con le parole ha scoperto che le stanze, le finestre, anche gli angoli più remoti di casa sono ali verso il mondo. Ognuno di loro ha così scelto il modo per dare vita a questa magia.
Dalle loro case, ventisei scrittori tra i più importanti del panorama italiano hanno dato un senso a questi giorni scegliendo di fronteggiare l’emergenza anche con le armi della letteratura. Per portare la loro quotidianità ai lettori che li amano. E hanno deciso di farlo insieme alla casa editrice Garzanti, devolvendo tutto il ricavato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
C’è chi ha voluto parlare delle sue giornate, delle routine consolidate, delle novità che strappano un sorriso. Delle lacrime che non si riescono a fermare, ma anche della forza della natura che scioglie il nodo in gola. Di convivenze forzate, come di distanze dalle persone care che sembrano insormontabili. C’è chi racconta di vicini sconosciuti che non lo sono più e del lavoro che cambia nei suoi strumenti ma non nella sua sostanza. Alcuni ammettono l’errore di aver pensato che non poteva essere tutto vero o danno voce agli animali che, invece, sono felici che sia tutto vero. Altri affidano le riflessioni su questi strani giorni alla voce dei personaggi amatissimi che hanno creato. Tutti sono sicuri che usciremo più consapevoli di quello che è davvero importante e che ci incontreremo, ci abbracceremo e passeggeremo presto tutti insieme. Sono sicuri che la solidarietà sarà il valore che porteremo con noi senza poterne più fare a meno.
Tutti loro sono convinti che le parole, i libri, le storie, uniscono. Creano vincoli invisibili che spezzano ogni barriera. Mentre leggiamo non siamo mai soli. E siamo forti. E tutto appare come sarà. Perché andrà tutto bene.

Commento:
Andrà tutto bene è un po' il mantra che ci siamo ripetuti negli scorsi due mesi (anche qualcosa in più per la verità), ma non è solo questo: è il titolo che Garzanti ha voluto dare ad un'opera letteraria solidale, un ebook che presto diventerà anche libro cartaceo, che comprende ventisei racconti di altrettanti scrittori italiani e stranieri. Il libro, i cui proventi andranno interamente all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, raccoglie racconti, diari, lettere con cui gli autori raccontano la quarantena loro o dei loro personaggi più noti e amati, trasmettendo messaggi di sostegno, positività, cose imparate, cose riscoperte, episodi di vita quotidiana, paure, debolezze, vittorie. Questo, oltre ad essere un gesto di estrema umanità, ce li rende anche più vicini, ce li fa sembrare più umani, non solo personaggi leggendari quasi come quelli che troviamo nelle loro pagine. Perché? Perché leggendo scopriamo di aver vissuto molte delle cose che raccontano, di aver fatto alcune delle loro riflessioni, di condividere timori e speranze.
Un bel libro, una bella iniziativa che non si può non consigliare. E probabilmente, tra qualche anno, quando saremo pronti a farlo, sarà utile e istruttivo riaprire queste pagine, sfogliare le storie e ripercorrere questi giorni bui, per non tornare a ripetere errori e leggerezze.

Opera recensita: "Andrà tutto bene" di Autori vari
Editore: Garzanti, 2020
Genere: raccolta di racconti
Pagine: 352
Prezzo ebook: 9,99 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


lunedì 16 dicembre 2019

RECENSIONE: STEPHEN KING, BEV VINCENT - ODIO VOLARE


Sinossi:
Curata da Stephen King insieme a Bev Vincent, suo amico e collaboratore da sempre, Odio volare è una raccolta di racconti horror che hanno un particolare filo conduttore: sono tutti ambientati ad alta quota, a bordo di un aereo. Ed essendo horror, naturalmente raccontano tutto quello che di orribile può succedere quando sei sospeso in aria a diecimila metri di altezza, chiuso in una scatola di metallo (e il riferimento non è per niente casuale) che sfreccia a più di 800 chilometri l'ora, insieme a decine di sconosciuti che potrebbero fare qualunque cosa. King, che sicuramente non ama viaggiare in aereo, ha fornito il suo personale contributo al volume aggiungendovi un'introduzione, le note a ogni storia e soprattutto un racconto originale L'esperto di turbolenze. Inoltre ha reclutato Joe Hill che ha scritto Siete liberi, altra storia ad hoc completamente inedita. Il resto del libro contiene un mix di storie nuove e già pubblicate di autori famosi e meno noti, tra cui Sir Arthur Conan Doyle, Richard Matheson, Ambrose Bierce, Dan Simmons, Ray Bradbury, e altri ancora.
King ha raccontato così le origini del libro: Allora, eravamo seduti a cena prima della proiezione de La Torre Nera a Bangor, e sapevamo che molte persone sarebbero arrivate in aereo per partecipare all'evento. Io ho confessato che odio volare e la conversazione si è concentrata su storie di aerei, alcune spaventose altre divertenti. Ho notato che non era mai stata pubblicata una raccolta di racconti horror sul volo, anche se me ne erano venuti in mente diversi sul tema. Qualcuno avrebbe dovuto farla. Bev Vincent, che è un incredibile pozzo di scienza, ha accettato di curarla con me e ora eccola qui. Bev e io pensiamo che sia una lettura ideale da aereo, specialmente durante gli atterraggi turbolenti.

Commento:
Odio volare è un'originale raccolta di racconti dell'orrore, curata da Stephen King e Bev Vincent, che raccoglie al suo interno storie edite ed inedite di grandi maestri come Conan Doyle, Ray Bradbury, Matheson, ma anche di autori meno noti e nuove promesse. Il risultato è una lettura godibilissima, ideale per i viaggi – lunghi o brevi che siano – in volo. Chi di noi, infatti, sapendo di dover prendere un aereo, non ha immaginato una disgrazia, un imprevisto, una semplice turbolenza, un viaggio movimentato per qualche motivo? Beh, qui c'è un nutrito campionario di possibilità con cui baloccarsi e, magari, esorcizzare l'inquietudine o la paura del volo. Poi, è chiaro, ciascuno preferirà un certo tipo di storie piuttosto che altre – io per esempio ho preferito quelle più realistiche e che non comprendevano creature soprannaturali – ma la scelta è piuttosto ampia.
In ogni caso, è una lettura che vi consiglio, sia che abbiate o non abbiate paura di volare.

Opera recensita: "Odio volare" di Stephen King e Bev Vincent
Editore: Sperling & Kupfer, 2019
Genere: horror, raccolta di racconti
Ambientazione: i cieli del mondo
Pagine: 352
Prezzo: 17,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


mercoledì 11 dicembre 2019

RECENSIONE: YASUNARI KAWABATA - IMMAGINI DI CRISTALLO


Sinossi:
I cinque racconti di Immagini di cristallo, scritti intorno agli anni Trenta, rivelano già con il loro stile deciso e sensuale, il singolare universo narrativo di Kawabata. Vi dominano indimenticabili figure femminili di cui il grande scrittore ci racconta con una sensibilità estranea alla cultura occidentale, offrendoci varie situazioni pervase di un erotismo talvolta sottile e diffuso, talvolta cupo e violento.

Commento:
Nei cinque racconti contenuti in questa raccolta, originariamente scritti e pubblicati negli anni Trenta, Kawabata affronta ancora una volta un tema a lui caro: la bellezza femminile. Lo fa, qui come in altre opere, con una tensione erotica onnipresente, che varia di intensità e modalità ad ogni racconto, ma che è sempre viva e palpabile. Si intuisce chiaramente la linea che Kawabata voleva dare all'argomento: tutti i racconti possono essere "stagionalizzati", quasi a voler segnare un percorso di esplorazione spirituale – contemplazione quasi – della donna nella sua bellezza variabile, ma presente a tutte le età, in tutte le stagioni della vita.
Personalmente non posso dire di aver apprezzato tutti i racconti allo stesso modo, ma questo è soggettivo, dipende dalla sensibilità e dal gusto di ognuno. Resta il fatto che Immagini di cristallo è indubbiamente un'opera poco conosciuta, ma di grande valore letterario.

Opera recensita: "Immagini di cristallo" di Yasunari Kawabata
Editore: Einaudi, 2007 (prima ed. originale 1991)
Genere: raccolta di racconti, narrativa giapponese
Ambientazione: Giappone
Pagine: 128
Prezzo: 8,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


venerdì 29 novembre 2019

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - MENTI PERICOLOSE. DODICI STORIE PER NON DORMIRE


Sinossi:
«Deaveriana» è l’aggettivo che meglio descrive questa raccolta dello scrittore americano, dove troviamo Lincoln Rhyme, Kathryn Dance, John Pellam e altri in una veste inedita in Italia. In Menti pericolose i killer, i terroristi, gli psicopatici, i criminali nella loro più variegata accezione prendono forma e corpo, tutti insieme, non come notizia strillata del quotidiano, ma come realtà vicina a ciascuno di noi. Nella paura e nell’angoscia che ci attanagliano, però, l’intelligenza di alcune donne e uomini saprà come farsi largo, usando ogni mezzo lecito della scienza investigativa per assicurare alla giustizia i malvagi. In un mondo dove il caso non esiste, nessuno sfugge alle meticolose trame della scrittura di Deaver. E i personaggi, buoni o cattivi che siano, da maschere di un palcoscenico della fantasia, abiteranno i nostri sogni, perché non saranno più «loro» i protagonisti, ma «noi».

Commento:
Come si suol dire, non tutte le ciambelle riescono col buco… è strano, visto che si tratta del mio scrittore preferito, ma questa raccolta di racconti brevi di Jeffery Deaver non mi ha entusiasmato… anzi, direi che ad un certo punto mi ha persino annoiato. L'idea di fondo era buona, ma la realizzazione meno: gli assassini, i "cattivi" di questa storia sono persone comuni, di quelle che capita di incontrare per strada, menti perverse, disturbate, avide, che uccidono per i motivi più disparati, ma comunque vicini alla quotidianità. Se, tuttavia, l'intento era mettere in luce perversioni od omicidi che fanno poca notizia, il risultato è stato un Deaver sottotono rispetto al solito, almeno per quanto mi riguarda.
Non posso neppure giustificare questa sensazione con il fatto di aver letto tantissimi suoi libri, perché bene o male, il buon Jeffery riesce sempre a stupirmi… qui, su dodici racconti, il colpo di scena, l'inatteso l'ho riscontrato troppo poco spesso per i canoni di Deaver. Mi dispiace… non è una raccolta da bocciare, ma, caro Jeffery, hai fatto di meglio: pur non amando in generale le raccolte di racconti, ho preferito di gran lunga Spirali.


Opera recensita: "Menti pericolose. Dodici storie per non dormire" di Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli, 2016
Genere: raccolta di racconti
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 571
Prezzo: 20,00 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 7.


sabato 16 novembre 2019

RECENSIONE: MARCELLO D'ORTA - IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO


Sinossi:
Colorati, vitalissimi, spesso sgrammaticati e scoppiettanti di humour involontario i temi fatti dai bambini della scuola elementare di Arzano e raccolti dal maestro D'Orta sono ormai diventati un caso letterario e sociologico. Una cronaca che rappresenta meglio di tanti trattati la realtà sconcertante del nostro paese.

Commento:
Stamattina avevo voglia di sorridere, quindi ho scelto la mia lettura a colpo sicuro. Avevo già letto Io speriamo che me la cavo e ricordavo alcune immagini tratte dai temi anche a distanza di anni. Rileggerlo è stato di nuovo un piacere: sebbene facciano - aappunto - sorridere, alcuni temi sono davvero profondi e sorprendenti. Penso che proseguirò con gli altri due volumi, Dio ci ha creato gratis e Romeo e Giulietta si fidanzarono dal basso, che non ho ancora mai letto.

Opera recensita: "Io speriamo che me la cavo" di Marcello D'orta
Editore: Mondadori, prima ed. 1990
Genere: raccolta di racconti
Ambientazione: provincia di Napoli
Pagine: 154
Prezzo: 11,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


venerdì 8 novembre 2019

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - PROMESSE


Sinossi:
Due gioielli perfetti dalla penna di un maestro del thriller, questi racconti trascinano il lettore in un entusiasmante giro sulle montagne russe, tra colpi di scena e geniali svolte narrative.
Come per il principio di Locard, secondo cui in ogni crimine si verifica un trasferimento di prove, per Lincoln Rhyme e Amelia Sachs sembra valere la legge per cui ovunque si trovino li aspetta un enigma che mette alla prova il loro talento da detective. La coppia ha scelto Bellagio, sul lago di Como, per sposarsi, insieme a un gruppo scelto di ami¬ci, ma la luna di miele si trasforma immediatamente in una investigazione privata con un finale sorprendente. Allo stesso modo in Florida, dove Rhyme ha appena finito un ciclo di lezioni di tecniche forensi, i due vengono coinvolti nel caso di un aereo inabissato nell’Oceano Atlantico per cause tutte da chiarire. Incidente tecnico o attentato? E cosa può inventarsi un criminologo se le eventuali prove giacciono, irraggiungibili, nella Fossa di Porto Rico, a otto chilometri di profondità? E una tempesta di quelle che si vedono solo in Florida ha spazzato via dalla pista di decollo ogni traccia? Due gioielli perfetti dalla penna di un maestro del thriller, questi racconti trascinano il lettore in un entusiasmante giro sulle montagne russe, tra colpi di scena e geniali svolte narrative. Nella misura breve Jeffery Deaver porta al virtuosismo la sua abilità di costruzione di trame e personaggi, con cui ha conquistato il cuore di milioni di lettori.

Commento:
Due "gioiellini", come dice la quarta di copertina, in cui Deaver ci dà un assaggio – semmai ce ne fosse bisogno – della sagacia e dell'arguzia di Lincoln Rhyme, il suo personaggio più famoso e longevo. Nel primo racconto Rhyme e Sachs si sono appena sposati a Bellagio, in provincia di Como, quando una donna – un'altra americana – chiede loro aiuto perché è preoccupata da alcuni comportamenti insoliti del marito… Nel secondo racconto, invece, siamo in Florida, in un hangar dal quale è partito un aereo privato che poi è esploso. Toccherà a Rhyme capire chi ha piazzato l'ordigno a bordo… senza analizzare l'aereo che si trova a otto chilometri di profondità nell'Atlantico, quindi… senza prove. Promesse non è il libro migliore di Deaver, questo è ovvio, ma per me è stato un ottimo modo di passare un pomeriggio in compagnia dei personaggi della mia saga preferita.

Opera recensita: "Promesse" di Jeffery Deaver
Editore: Solferino, 2019
Genere: raccolta di racconti
Ambientazione: Italia-Stati Uniti
Pagine: 119
Prezzo: 12,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


venerdì 12 luglio 2019

RECENSIONE: STEPHEN KING - 4 DOPO MEZZANOTTE


Sinossi:
Passata la mezzanotte qualcosa succede al tempo: si piega, si allunga, si assottiglia, torna indietro o si spezza... e talvolta la realtà subisce le stesse distorsioni. E che cosa mai accade all'osservatore sbigottito quando la finestra che separa le realtà dall'irrealtà s'infrange e le schegge di vetro schizzano ovunque tutt'intorno? Seguendo il ritmico, inesorabile ticchettio dell'orologio, King presenta quattro incubi.

Commento:
Ognitanto decido di superare il mio pregiudizio verso le raccolte di racconti… e quando lo faccio con King è sempre una buona scelta. In 4 dopo mezzanotte Stephen King ci conduce, con passo esperto, in un viaggio nel tempo e lo fa, come sempre, a modo suo. Ci sono, in questi quattro racconti, molti dei temi cari al Re: i viaggi temporali, la scrittura, la lotta tra bene e male, la famiglia, gli animali e le loro "mutazioni". Tra i tanti richiami a vecchi e nuovi romanzi c'è, al di sopra di tutto, il concetto che ad ogni azione corrisponde sempre una conseguenza, una reazione, a volte prevedibile, a volte no… ma a prescindere dalla previsione, chi compie un'azione deve sempre prendersene la responsabilità, anche quando da essa dipende la vita propria o di altri: non ci si può tirare indietro. In questa raccolta coabitano racconti molto diversi, ma con due cose in comune: sono tutte storie dell'orrore, qualcuna più, qualcuna meno, ed hanno tutti a che fare con il tempo. Il mio preferito è I langolieri, sebbene anche Il poliziotto della biblioteca abbia il suo perché.
In realtà, vista la lunghezza e la completezza, più che racconti questi sono veri e propri romanzi, ma se apprezzate le raccolte, questa potrebbe essere un'ottima scelta. Libro molto bello, ho apprezzato molto sia la prefazione, sia le note ai singoli racconti in cui King ci parla un po' di sé e di come sono nate le storie che andremo a leggere. Consigliato.

Opera recensita: "4 dopo mezzanotte" di Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. originale 1990
Genere: raccolta di racconti, horror/fantascienza
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 848
Prezzo: 12,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.