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domenica 21 giugno 2020

RECENSIONE: MARCO MALVALDI - IL BORGHESE PELLEGRINO


Sinossi:
Anno 1900. Serata a casa di Pellegrino Artusi, tra gli invitati Paolo Mantegazza, suo caro amico, professore di Fisiologia (e anche antropologo e scrittore) e Arturo Gazzolo, proprietario di una industria conserviera nel Casentino. Nel corso della cena si parla delle nuove tecniche di conservazione dei cibi, dal ghiaccio secco per i gelati al sottovuoto per le carni; Gazzolo vorrebbe avere il parere di Artusi su una nuova linea innovativa di manzo in gelatina che ha sviluppato proprio con le nuove metodologie e che è intenzionato a lanciare soprattutto nei mercati esteri, grazie alle nuove frontiere del commercio con l'Impero Ottomano. La carne, che prontamente il Gazzolo ha fatto recapitare all'Artusi per la prova d'assaggio, non risponde però alle aspettative: è troppo speziata, il sapore è ferroso e l'Artusi conta di riferirne al Gazzolo che l'ha invitato da lì a poco nella sua casa alle porte di Firenze insieme ad altri ospiti, fra cui politici, banchieri e l'immancabile Mantegazza. La cena scorre tranquilla e piacevole tra cibo e conversazioni, poi tutti si ritirano nelle loro stanze. Al mattino a colazione ci si accorge che qualcuno manca all'appello; uno degli ospiti viene rinvenuto morto nella propria stanza dove si era chiuso a chiave, un attacco cardiaco forse, ma il professor Mantegazza è dubbioso e si rifiuta di redigere il certificato... Marco Malvaldi ha costruito un perfetto «enigma della camera chiusa» con un protagonista d'eccezione, Pellegrino Artusi, prima in veste di sospettato, poi determinante per la soluzione dell'affaire. Gli anni della belle époque, gli intrecci tra politica e finanza che legavano l'Italia all'Impero Ottomano, il borghese Pellegrino, con la sua passione rivoluzionaria per la cucina, la familiarità con la chimica, il sentimento di unità nazionale che lo animava: gli ingredienti per un giallo colto, divertente e istruttivo.

Commento:
Il borghese Pellegrino è il secondo romanzo che Marco Malvaldi dedica al gastronomo Pellegrino Artusi: nel 2011 con Odore di chiuso ne aveva onorato i cento anni dalla morte, ora con questo secondo lavoro celebra i duecento anni dalla nascita. Si tratta di un bel giallo ambientato in un castello toscano nel 1900, in un periodo in cui l'Italia era in piena ascesa commerciale e imprenditoriale, specie con le aperture verso l'estero. E proprio gli accordi commerciali con l'estero -e precisamente con l'Impero Ottomano – sono ciò che spingerà un nutrito gruppo di convenuti a riunirsi al castello di Campoventoso, ospiti di Secondo Gazzolo, proprietario di una fiorente industria conserviera che sta per lanciare in Turchia una nuova ricetta di carne in scatola. Alla tavola del Gazzolo c'è un personaggio che molti anelano di conoscere: il delegato commerciale italiano Everardo d'Ancona, accompagnato da un suo subalterno turco, il signor Alijan. Alla predetta tavola sono, peraltro, seduti il professor Paolo Mantegazza e il nostro Pellegrino Artusi. Tutto procede tranquillo, i convitati conversano e si confrontano anche animatamente, finché tutti si ritirano. La mattina dopo, però, un ospite manca all'appello e sembra proprio che sia morto nella sua stanza chiusa dall'interno. Com'è possibile? Le indagini saranno curate da Saverio Maria Artistico, delegato di polizia che chi abbia letto Odore di chiuso non potrà non ricordare. L'intelligente e scrupoloso ispettore, tra un interrogatorio e un consulto al sapor di Brandy con l'Artusi, riesce a scovare la macchinazione posta in essere dall'assassino, dopo, però, non poche tribolazioni. Il borghese Pellegrino è un buon giallo, ironico e gradevole, sebbene sia forse troppo lento per i miei gusti. L'ho trovato una lettura istruttiva e divertente che consiglio.

Opera recensita: "Il borghese Pellegrino" di Marco Malvaldi
Editore: Sellerio, 2020
Genere: giallo
Ambientazione: Toscana, 1900
Pagine: 272
Prezzo: 14,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


martedì 2 giugno 2020

RECENSIONE: MARCO MALVALDI - ODORE DI CHIUSO


Sinossi:
In un castello della Maremma toscana vicino alla Bolgheri di Giosue Carducci, arriva un venerdì di giugno del 1895 l’ingombrante e baffuto Pellegrino Artusi. Lo precede la fama del suo celebre La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, il brioso e colto manuale di cucina, primo del genere, con cui ha inventato la tradizione gastronomica italiana. Ma quella di gran cuoco è una notorietà che non gli giova del tutto al castello, dove dimora la famiglia del barone Romualdo Bonaiuti, gruppo tenacemente dedito al nulla. La formano i due figli maschi, Gaddo, dilettante poeta che spera sempre di incontrare Carducci, e Lapo, cacciatore di servette e contadine; la figlia Cecilia, di talento ma piegata a occupazioni donnesche; la vecchia baronessa Speranza che vigila su tutto dalla sua sedia a rotelle; la dama di compagnia che vorrebbe solo essere invisibile, e le due cugine zitelle. In più, la numerosa servitù, su cui spiccano la geniale cuoca, il maggiordomo Teodoro, e l’altera e procace cameriera Agatina. Contemporaneamente al cuoco letterato è giunto al castello il signor Ciceri, un fotografo: cosa sia venuto a fare al castello non è ben chiaro, come in verità anche l’Artusi. In questo umano e un po’ sospetto entourage, piomba gelido il delitto. Teodoro è trovato avvelenato e poco dopo una schioppettata ferisce gravemente il barone Romualdo. I sospetti seguono la strada più semplice, verso la povera Agatina. Sarà Pellegrino Artusi, grazie alla sua saggezza e alle sue originali letture, a dare al delegato di polizia le dritte per ritrovare la pista giusta.
In Odore di chiuso Malvaldi ha lasciato al momento l’improvvisata squadra investigativa dei vecchietti del BarLume per potersi dedicare a un vero giallo classico, basato su interrogatori, intuizioni e conclusioni deduttive. Ha scelto l’epoca di un’Italia da poco unificata e ancora impastoiata nei particolarismi nobiliari con riferimenti storico letterari che occhieggiano ironicamente all’oggi. Ma senza abbandonare la sottigliezza umana che gli permette di disegnare ogni personaggio con insolente umorismo, offrendo gallerie di caratteri e situazioni comiche capaci di divertire tanto quanto l’ingegnosità dell’intreccio.

Commento:
Può un giallo essere classico eppure moderno, ambientato a fine Ottocento ma scritto da un autore di oggi, sfoggiare fini deduzioni e parlare degnamente anche di cucina? Ma soprattutto può, un giallo classico, essere divertente, acuto e leggero? Sì, incredibile ma vero, un giallo può racchiudere in sé tutte queste caratteristiche apparentemente in contrasto tra loro. Lo dimostra Odore di chiuso di Marco Malvaldi, un gradevolissimo giallo pubblicato da Sellerio nel 2011, ma ambientato in una tenuta della Maremma toscana nel 1895, con tanto di nobili in declino, servitori, carrozze e cavalli e chi più ne ha più ne metta. Ospite d'eccezione, in questo giallo classico con punte di modernità, è Pellegrino Artusi, il gran cuoco autore di La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, uno dei primi e più illustri manuali di cucina conosciuto ancora oggi. Artusi è ospite, insieme ad un altro gentiluomo, della casa del Barone di Roccapendente e quando arriva sul posto è ben contento di godersi un finesettimana di tranquillità e buona cucina… auspicio, il suo, destinato a rimanere deluso. Un morto e un tentato omicidio movimenteranno non poco i giorni della sua permanenza, ma grazie all'arguzia sua e del delegato di polizia e alla collaborazione di un prolisso ma competente medico e di una signorina con un futuro radioso nella medicina, l'arcano è risolto, il colpevole trovato e la bassezza delle miserie umane ancora una volta è svelata.
Odore di chiuso è un'ottima lettura d'evasione che consiglio a chi abbia voglia di un giallo intelligente e spassoso. Nel frattempo attendo, a questo punto con alte aspettative, l'uscita de Il borghese Pellegrino, secondo volume che Malvaldi dedica all'Artusi. Uscita prevista per il 18 giugno, sempre per Sellerio.

Opera recensita: "Odore di chiuso" di Marco Malvaldi
Editore: Sellerio, 2011
Genere: giallo
Ambientazione: Toscana, 1895
Pagine: 208
Prezzo: 13,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.