simposio lettori copertina

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Visualizzazione post con etichetta Cristina Cassar Scalia. Mostra tutti i post
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sabato 22 maggio 2021

RECENSIONE: CRISTINA CASSAR SCALIA - FILINONA DI FINE ESTATE

        Sinossi:

Va bene che siamo in Sicilia, ma è anche l'inizio di ottobre, la bella stagione dovrebbe essere terminata, invece l'estate ha un colpo di coda e c'è un caldo che manco ad agosto. Cosí, dopo pranzo, qualcuno fa ancora il riposino all'aperto. Il filinona, lo chiamano. E può pure essere pericoloso…
Giambattista Tommasello, di anni quarantuno, imprenditore dell'agroalimentare, viene trovato morto su una sdraio in un agrumeto di sua proprietà; un magnifico podere che digrada fino al mare. All'apparenza sembrerebbe arresto cardiaco, senonché l'autopsia rivela nel cadavere tracce di aconitina, un potente alcaloide: l'uomo è stato avvelenato.
L'indagine comincia spedita e i sospetti si concentrano subito, con forza, su un rivale in affari di Tommasello. Però il vicequestore Vanina Guarrasi, della mobile di Catania, non è affatto convinta che le cose siano tanto semplici, e come lei non lo è il suo formidabile «consulente», il commissario in pensione Biagio Patanè. Forse, in questo omicidio, i soldi non c'entrano.

 

Commento:

E no, decisamente i soldi non c'entrano nell'omicidio di Titta Tomasello: i soldi non sono l'unico movente per uccidere. Ci sono torti che gelano il sangue più di qualunque questione di soldi, ferite che avvelenano l'anima più di qualunque rivendicazione monetaria.

Filinona di fine estate è un raccontino godibile, leggibile in meno di un'ora, perfetto per chi, come me, di avventure di Vanina Guarrasi ne vorrebne vorrebbe leggere una a settimana. Chi ha già letto la serie lo troverà un gradevole intermezzo fra i romanzi più corposi. Promosso.

 

Opera recensita: "Filinona di fine estate" di Cristina Cassar Scalia

Editore: Einaudi, 2020

Genere: racconto giallo

Ambientazione: Sicilia

Pagine: 55

Prezzo: 2,99 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

      

lunedì 17 maggio 2021

RECENSIONE: CRISTINA CASSAR SCALIA - L'UOMO DEL PORTO (VANINA GUARRASI 04)

Sinossi:

Catania. Nella grotta di un fiume sotterraneo usata come saletta da un locale molto noto viene ritrovato il cadavere di un uomo: lo hanno accoltellato. Una brutta faccenda su cui dovrà fare luce il vicequestore Vanina Guarrasi che, come se non bastasse, da qualche settimana è pure sotto scorta.

Vincenzo La Barbera, professore di filosofia presso il liceo classico, era un tipo solitario, che usava come casa una vecchia barca a vela ormeggiata nel porto ed era amatissimo dagli studenti. Niente debiti, né legami con la malavita. Eppure qualcuno lo ha ucciso, lasciando il suo corpo nel letto dell’Amenano, un corso d’acqua che secoli fa un’eruzione dell’Etna ha ricoperto di lava e che ora scorre sotto il centro storico della città. Vanina Guarrasi – la cui esistenza si è complicata, casomai ce ne fosse bisogno, per via di una minaccia di morte giunta dalla mafia palermitana – prende in mano l’indagine. Di indizi, nemmeno l’ombra. Il mistero è assai complesso, e forse ha le sue radici nel passato ribelle della vittima. Per risolverlo, però, Vanina potrà contare ancora una volta sull’aiuto dell’impareggiabile commissario in pensione Biagio Patanè.

 

Commento:

Maggio… maggio è un bel mese per tutti i lettori perché sono tante le novità editoriali che ci giungono fra le mani. Per me, da qualche anno, maggio è sinonimo di un appuntamento letterario che attendo con aspettative e trepidazione: quello con il vicequestore Vanina Guarrasi. Mi sono ormai affezionata a questa sbirra palermitana che lavora nella stupenda Catania – una città che da tanto mi attira inspiegabilmente – e che adoro per i suoi modi spicci, un po' scostanti, ma anche per la tenacia, l'impulsività, la convivialità mai esagerata o ostentata che sa generare, il profondo senso di umanità che promana da lei, da chi la circonda e persino dall'ambientazione così suggestiva e peculiare. In questa quarta indagine la ritroviamo alle prese con l'omicidio di un professore di filosofia, irreprensibile e impegnato nel sociale, uno che davvero non dava motivo di essere inviso a nessuno… eppure è stato ucciso. Ma, per quanto sia interessante ed intricata l'indagine, quel che più ci inchioda alle pagine è la vicenda personale di Vanina che – come immaginerà chi ha letto il giallo precedente, La salita dei saponari – è sotto scorta. E chi la conosce lo sa che per Vanina una situazione del genere, con limitazioni, regole, controllo è a dir poco insostenibile. Parlavo prima di senso di umanità… bene, quello che si genera attorno a Vanina in quest'episodio, con doni inaspettati, carinerie commoventi e gesti di grande empatia non si può chiamare in altro modo se non… umanità, famiglia, casa. E sarà che a me piacciono le storie in cui si respira quest'aria di famiglia anche dove famiglia non c'è, dove oltre all'indagine c'è un lato umano che non va mai a soverchiare la trama gialla ma che anzi con essa si compenetra… sarà per Vanina, sarà per Catania, per il cibo, la Sicilia, tutti i personaggi, la scrittura così sobria, discreta eppure profonda e accogliente… sarà come sarà, ma Vanina è diventata una dei miei personaggi preferiti degli ultimi anni… l'aspetto ad ogni uscita e non mi stancherei mai di leggerla, mi piacerebbe conoscerla tanto che quasi rimpiango che non esista davvero. Questo quarto libro lo consiglio a chi abbia già letto i precedenti… questa è una di quelle serie in cui è meglio non fare i furbetti e balzare già all'ultimo libro senza aver letto gli altri… non ve lo consiglio, non l'apprezzereste. Una serie, questa, che va gustata come un buon vino accompagna una ricca cena: portata dopo portata, senza abbuffarsi né scolarsi la bottiglia… lentamente, così dura più a lungo.

 

Opera recensita: "L'uomo del porto" di Cristina Cassar Scalia

Editore: Einaudi, 2021

Genere: giallo, seriale

Ambientazione: Catania, Sicilia

pPagine: 328

Prezzo: 18,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 9.

          

mercoledì 26 agosto 2020

RECENSIONE: CRISTINA CASSAR SCALIA, GIANCARLO DE CATALDO, MAURIZIO DE GIOVANNI - TRE PASSI PER UN DELITTO


Sinossi:
Una giovane bellissima, che lavora nel mondo dell'arte, viene uccisa nel proprio appartamento a Roma. Tre personaggi coinvolti per ragioni diverse nell'omicidio forniscono la loro interpretazione dei fatti. Chi nasconde la verità. Chi la manipola. Chi sembra non curarsene. Il commissario Davide Brandi è un poliziotto molto abile, e molto ambizioso. È lui che conduce le indagini. A dargli la parola è Giancarlo De Cataldo. Marco Valerio Guerra è l'amante della vittima. Un uomo d'affari ricchissimo, potente, odiato. A dargli la parola è Maurizio De Giovanni. Anna Carla Santucci è la moglie di Guerra. Scoprire il tradimento del marito non l'ha stupita affatto. A darle la parola è Cristina Cassar Scalia. Le loro versioni non concordano. Ma tutte rappresentano un piccolo passo per arrivare alla soluzione del caso.

Commento:
Giada è bella, giovane, colta; Giada è determinata, spregiudicata, provocante; Giada è le due anime di un sorriso: solare e sorridente, implacabile e spietato. Giada ama il bello ed ottiene sempre ciò che vuole; Giada non la puoi dominare, controllare, costringere: se sta con te è perché lo vuole, se ti lascia è perché ha trovato di meglio. Giada non fa sconti, deve raggiungere i suoi obiettivi, deve emergere dal degrado a qualunque costo. Giada è morta, colpita da un pezzo d'arte che amava, Giada qualcuno l'ha uccisa e c'è un problema: sembra fin troppo facile capire chi. Il suo punto di vista è l'unico che manca in questa triade di voci così diverse, ma coordinate ed assortite, eppure lei è la più presente di tutti, pervade ogni pagina di questa storia torbida tanto da saturare l'aria con la sua irruenza ingombrante. Il commissario Brandi, che coordina le indagini per la sua morte, ne è irretito; Marco Valerio Guerra, il suo amante, ne è ossessionato; persino Anna Carla, colei che meno di tutti dovrebbe preoccuparsene, patisce lo spostamento d'aria della sua presenza. Ma chi l'ha uccisa, davvero, Giada? La razionalità suggerirebbe una pista ben chiara, ma la verità sta negli anfratti della mente, nel regno delle sensazioni, là dove governa l'istinto, dove la ragione non c'entra più. Tre scrittori bravissimi, tre penne riconoscibilissime, danno voce a tre personaggi diversi eppure perfettamente incastrati fra loro… e l'incastro perfetto è dato proprio da quella nota stonata, da quel dettaglio che spariglia le carte spezzando l'incantesimo e riportando tutto alla realtà. Una realtà di sacrifici, rinunce, compromessi, controllo, equilibrio, scalate ardue per raggiungere posti da cui discendere sarebbe fatale. Tre passi per un delitto è un giallo raffinato ed atipico, un libro diverso che ci invita a guardare oltre, là dove l'occhio per natura non si soffermerebbe. Vale la pena di leggerlo? Certo che sì.

Opera recensita: "Tre passi per un delitto" di Cristina Cassar Scalia, Giancarlo De Cataldo e Maurizio De Giovanni
Editore: Einaudi, 2020
Genere: giallo
Ambientazione: Roma
Pagine: 200
Prezzo: 17,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


venerdì 19 giugno 2020

RECENSIONE: CRISTINA CASSAR SCALIA - LA SALITA DEI SAPONARI


Sinossi:
Solo un caso molto complesso può distogliere, anche se per poco, il vicequestore Vanina Guarrasi dalla caccia ai propri fantasmi e riportarla in azione. Anzi, qualcosa di piú di un caso: un intrigo internazionale all'ombra dell'Etna. Esteban Torres, cubano-americano con cittadinanza italiana e residenza in Svizzera, viene trovato morto nel parcheggio dell'aeroporto di Catania; qualcuno gli ha sparato al cuore. L'uomo ha un passato oscuro, e girano voci che avesse amicizie pericolose, interessi in attività poco pulite. Eppure le indagini sono completamente arenate: nessun indizio che riesca a sbloccarle. Questo finché a Taormina, dentro un pozzo nel giardino di un albergo, si scopre il cadavere di Roberta Geraci, detta «Bubi». Torres e Bubi si conoscevano. Molto bene. Con l'aiuto della sua squadra e dell'immancabile Biagio Patanè, commissario in pensione che non ha perso il fiuto, Vanina riporterà alla luce segreti che hanno origine in luoghi lontani. Ma non potrà dimenticare gli incubi che la seguono fin da quando viveva a Palermo. Questioni irrisolte che, ancora una volta, minacciano di metterla in pericolo.

Commento:
Sta arrivando l'estate e, da un po' di anni a questa parte, quando arriva questo momento dell'anno sono particolarmente contenta: tra le nuove uscite editoriali, infatti, ce n'è una che mi fa sempre piacere ritrovare. È il vicequestore aggiunto Vanina Guarrasi, palermitana d'istanza a Catania, con un ottimo gusto in fatto di cinema, di musica e di cibo e un ottimo fiuto per le indagini. Con i suoi modi diretti e l'arguzia di chi ne ha viste tante e si aspetta di tutto, Vanina affronta un altro caso, stavolta con complicate diramazioni internazionali: ad essere stato ucciso è, infatti, Esteban Torres, un cittadino americano di origini cubane e residente in Svizzera, con molti traffici poco chiari in giro per il globo. Un punto di questo mappamondo ideale è proprio Catania, nel cui aeroporto l'uomo è, suo malgrado, partito per l'ultimo viaggio… una morte strana, avvenuta con un proiettile della sua pistola che tuttavia è scomparsa; inoltre molti sono i punti oscuri attorno a Torres. Il ritrovamento a Taormina del cadavere di Roberta Geraci, intima amica del Torres, non chiarisce il mistero, anzi, se possibile, contribuisce a renderlo ancora più intricato. Personaggi dubbi, strani traffici, tatuaggi ed occhi verdi fanno da cornice a un piccolo grande dramma esistenziale, quello di Vanina Guarrasi, divisa tra Catania e Palermo, tra il lavoro e il suo Paolo, l'uomo che ama e da cui è riamata, ma dal quale vuole stare lontana per proteggere entrambi. Ma tra volontà e riuscita, se c'è di mezzo l'amore, la distanza è abissale… ma d'altro canto sono in tanti, stavolta, a non essere sereni: neanche Spanò, il fido braccio destro di Vanina, è molto in forma in questo periodo… gli unici che sembrano sempre al top sono, nientemeno, Bettina e Biagio Patanè, due figure pittoresche, ma essenziali per Vanina e per questa storia. Senza di loro, e senza Alfio, Sebastiano, Nino, Adriano, Giulia, Manfredi e tutti gli altri, Vanina non mangerebbe niente di degno e probabilmente non riuscirebbe ad affrontare le ombre e i fantasmi che da sempre l'assillano e che sembrano addensarsi come nubi minacciose sulla sua vita.
Un altro bellissimo capitolo di una serie che mi ha conquistata perché sobria, discreta, limpida, a suo modo elegante. Cristina Cassar Scalia, con la sua prosa così sicura e mirata, riesce a trovare sempre il giusto equilibrio tra leggerezza e profondità, tra finzione letteraria e vita comune. E dato il finale bomba, poi, spero proprio che la prossima estate – e quindi la prossima storia di Vanina – arrivi presto.

Opera recensita: "La salita dei saponari" di Cristina Cassar Scalia
Editore: Einaudi, 2020
Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Catania, Sicilia
Pagine: 312
Prezzo: 18,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


sabato 28 luglio 2018

RECENSIONE: CRISTINA CASSAR SCALIA - SABBIA NERA


Sinossi:
Dalla Sicilia arriva una nuova serie di gialli. Ma stavolta la protagonista è una donna.
Testarda, scontrosa, tormentata dalla morte del padre e dalla fine di una relazione difficile; appassionata di vecchi film e amante della buona tavola: il vicequestore Vanina Guarrasi è semplicemente formidabile.
"Di scenari raccapriccianti, nella sua carriera, il vicequestore Giovanna Guarrasi ne aveva visti assai: uomini incaprettati e bruciati vivi, cadaveri cementati dentro un pilastro, gente sparata, accoltellata, strangolata e via dicendo. Ma l'immagine che le apparve quella sera si poteva descrivere solo con un termine, da lei vilipeso e definito "da romanzo gotico". Macabra. Abbandonato di sghimbescio sul pavimento di un montavivande di un metro e mezzo per un metro e mezzo, giaceva il corpo mummificato di una donna. Il capo, con ancora i resti di un foulard di seta, era piegato a novanta gradi su un cappotto di pelliccia che copriva un tailleur dal colore indistinguibile; appese al collo, tre collane di lunghezza diversa. Sparsi attorno al cadavere, una borsetta, un beauty case di quelli rigidi che si usavano una volta, una bottiglietta di colonia senza tappo e una scatola metallica che aveva tutte le sembianze di una cassetta di sicurezza."
Mentre Catania è avvolta da una pioggia di ceneri dell’Etna, nell’ala abbandonata di una villa signorile alle pendici del vulcano viene ritrovato un corpo di donna ormai mummificato dal tempo. Del caso è incaricato il vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina, trentanovenne palermitana trasferita alla Mobile di Catania. La casa è pressoché abbandonata dal 1959, solo Alfio Burrano, nipote del vecchio proprietario, ne occupa saltuariamente qualche stanza. Risalire all’identità del cadavere è complicato, e per riuscirci a Vanina servirà l’aiuto del commissario in pensione Biagio Patanè. I ricordi del vecchio poliziotto la costringeranno a indagare nel passato, conducendola al luogo dove l’intera vicenda ha avuto inizio: un rinomato bordello degli anni Cinquanta conosciuto come «il Valentino». Districandosi tra le ragnatele del tempo, il vicequestore svelerà una storia di avidità e risentimento che tutti credevano ormai sepolta per sempre, e che invece trascinerà con sé una striscia di sangue fino ai giorni nostri.

Commento:
Giovanna Guarrasi sembra attrarre a sé due cose: ciò che è vintage e ciò che è complicato. Vintage è il caso che le piomba tra capo e collo una sera d'estate e che terrà impegnati lei e la sua squadra per molto tempo; vintage è il prezioso ed insperato aiuto fornito dal commissario in pensione Biagio Patanè; complicato è tutto il resto, dalle ramificazioni che si dipanano da quel rompicapo ai risvolti inattesi di una relazione importante che la vicequestore ha interrotto dolorosamente. Ma la vita di Vanina è sempre stata complicata, sin da quando, a quattordici anni, ha assistito a un dramma che nessun figlio dovrebbe mai provare.
Il primo di una nuova serie di gialli ambientati nella Sicilia di oggi, sospesa tra modernità e passato, intriso di quella "sicilianità" che è dialetto, buona tavola, sapori e profumi voluttuosi, paesaggi mozzafiato, sabbia nera vulcanica che ammanta tutto e rende l'aria soffocante.
Un giallo che ho apprezzato perché ben scritto, scorrevole, con personaggi ben caratterizzati che restano in mente e con i quali si simpatizza subito… ma l'ho apprezzato soprattutto perché è onesto: una storia che non brilla per originalità, in un panorama letterario saturo di commissari ed inquirenti che tentano di distinguersi senza riuscirci, ma che non si spaccia per un caso editoriale. E forse per questo, perché è arrivata sommessamente, Vanina Guarrasi potrebbe diventare una presenza stabile nella mia libreria… vedremo come si evolverà. Per adesso, buona la prima.

Opera recensita: "Sabbia nera" di Cristina Cassar Scalia
Editore: Einaudi, 2018
Genere: giallo
Ambientazione: Catania, Sicilia
Pagine: 392
Prezzo: 19,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.