simposio lettori copertina

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Visualizzazione post con etichetta S. S. Van Dine. Mostra tutti i post
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mercoledì 21 agosto 2019

RECENSIONE: S. S. VAN DINE - L'ULTIMA AVVENTURA DI PHILO VANCE


Sinossi:
Quando il procuratore distrettuale Markham invita Philo Vance a trascorrere con lui un periodo di vacanza nella splendida tenuta del vecchio Carrington Rexon, Vance sospetta subito che quello sia un invito interessato: forse il vecchio Rexon si trova in una situazione difficile, e desidera avere presso di sé un buon investigatore. Vance non s'inganna: come Markham sa bene, la splendida collezione di smeraldi di Rexon è in grave pericolo... Naturalmente Vance accetta l'invito, e presto si trova a dover risolvere uno dei casi più intricati della sua lunga carriera. È questo l'ultimo romanzo scritto da Van Dine, ed è considerato uno dei più impeccabili.

Commento:
Come apprendo dall'antefatto presente nella mia edizione, la stesura di ogni opera di Van Dine si componeva di tre fasi: una prima fase in cui si delineava lo schema base completo di personaggi; una seconda in cui si delineava la trama completa con dialoghi e descrizioni accennate; una terza che completava lo scritto riempiendolo con tutto ciò che siamo abituati a trovare in un giallo di Van Dine.
Questo romanzo, l'ultimo della fortunata serie di Philo Vance, purtroppo manca dell'ultima fase che la morte dell'autore ha purtroppo reso impossibile da aggiungere. Perché dico questo? Perché, purtroppo, sebbene il romanzo sia completo nella trama, l'assenza di questo lavoro di limatura e approfondimento si sente e pesa. La vicenda riguarda il pericolo di furto di una splendida collezione di smeraldi di proprietà di un anziano e ricco possidente. Molte cose, in verità, differenziano questo romanzo dagli altri: in primis l'ambientazione – Vance non è a New York, ma è invitato presso il proprietario degli smeraldi, amico del procuratore Marcham -, inoltre mancano il sergente Heat, lo stesso Marcham, il dottor Doremus e tutti gli altri agenti della polizia di New York, tutti personaggi costanti e attivi in tutta la serie; inoltre, proprio per effetto delle mancanze di cui sopra, dialoghi e descrizioni sono troppo diretti, stringati, manca appunto quella limatura che avrebbe conferito al romanzo la classica raffinatezza di Van Dine. In definitiva, mio malgrado, dovrò dare una valutazione tiepida poiché quest'ultima indagine di Philo Vance non mi ha soddisfatto.


Opera recensita: "L'ultima avventura di Philo Vance" di S. S. Van Dine
Editore: Newton Compton
Genere: giallo classico
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 100
Prezzo: 7,90 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 7.


venerdì 16 agosto 2019

RECENSIONE: S S. VAN DINE - IL CASO GRACIE ALLEN


Sinossi:
Quando Benny Poiana, condannato a vent'anni di reclusione, evade dal carcere, si teme una vendetta nei confronti del procuratore distrettuale John F.X. Markham, responsabile del suo arresto. La sera successiva viene invece trovato ucciso Philip Allen, un lavapiatti del caffè Domdaniel. Cosa si nasconde dietro la sua misteriosa e crudele morte? Toccherà al brillante investigatore Philo Vance utilizzare al meglio l'aiuto fornito dall'ingenua Gracie Allen, sorella di Philip, e mettere insieme i pezzi del complicato mosaico.

Commento:
Non saprei spiegare perché, forse perché è il penultimo libro della serie, ma quest'indagine di Philo Vance mi è sembrata molto, ma molto sottotono rispetto alle altre dieci. In ogni caso è quella che meno ha suscitato il mio entusiasmo.
Di fronte a un caso confuso e non trattato con il rigore e la meticolosità che contraddistingue Van Dine, ho trovato troppo poche deduzioni, troppo sentimentalismo, troppo spazio lasciato ad altri protagonisti rispetto alla figura di Vance che di solito con il suo acume domina tutti… in più ci ho visto un po' troppa voglia di concludere e arrivare in fretta al finale. Avrei gradito che si fosse discostato meno dal plot standard, in definitiva… Cos'è accaduto? Beh, il cadavere di un uomo viene ritrovato in un noto caffè di New York. E' Philip Allen, lavapiatti del locale nonché fratello della giovane e ingenua Gracie, ragazza conosciuta fortuitamente dal nostro Vance poco tempo prima. Il giovane sembra essere stato ucciso in circostanze e con modalità assai strane, perciò Vance e il sergente Heath vogliono vederci chiaro. Per farlo si serviranno proprio dell'aiuto di Gracie che, inspiegabilmente, è entrata nelle grazie di Vance. In un modo un po' frettoloso e, concedetemelo, anche alquanto nebuloso si arriva ad un finale dominato da vendette, amori perduti e giochi di potere. Se non si fosse ancora capito, non lo considero il migliore di Van Dine.


Opera recensita: "Il caso Gracie Allen" di S. S. Van Dine
Editore: vari
Genere: giallo classico
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 192
Prezzo: 10,00 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 6,5.


mercoledì 31 luglio 2019

RECENSIONE: S. S. VAN DINE - SEQUESTRO DI PERSONA


Sinossi:
Sequestro di persona è un altro caso atroce e ingegnoso allo stesso tempo, con cui è alle prese il detective Philo Vance. La decima avventura di S.S. Van Dine suscita però inaspettatamente qualche perplessità sia nella critica che nel pubblico. In effetti il romanzo rappresenta una svolta nella produzione dell'autore: meno deduzioni, più azione. Lo stile però rimane inconfondibile e lo studio psicologico che vi sta dietro rende imperdibile anche questa avventura.

Commento:
Sarà che ho sempre amato l'azione nei polizieschi – cosa che solitamente mi fa preferire i thriller ai gialli -, ma questo decimo libro con protagonista Philo Vance è, a parer mio, uno dei migliori della serie.
Sembra che un giovane uomo sia stato sequestrato a fini di riscatto; tra l'ansia della moglie, l'inquietudine del fratello maggiore, la solerzia del consulente legale di famiglia e l'aperta ostilità di suocera e cognato del malcapitato, Philo Vance si ritrova ad indagare per dissipare le tante ombre di quello che solo in apparenza è un comune sequestro. Ben presto e inaspettatamente, infatti, il caso si complica giungendo al punto che il flemmatico Vance – che di solito preferisce arrivare alla soluzione tramite deduzioni psicologiche – deciderà di intervenire fattivamente esponendosi in prima persona.
La quarta di copertina ci informa che questa storia ha ricevuto giudizi non unanimi da pubblico e critica… comprensibile, se si pensa che solitamente i lettori più affezionati a quest'autore si aspettano un puro giallo deduttivo; io invece, l'ho trovato molto avvincente. Come ci dimostra Vance, d'altra parte, tutto dipende dal punto di vista, dalla capacità di guardare oltre. Consigliato, ma non come primo romanzo: ci sono numerosi riferimenti (non insormontabili, comunque) a casi precedentemente risolti da Vance.

Opera recensita: "Sequestro di persona" di S. S. Van Dine
Editore: vari, prima ed. 1936
Genere: giallo classico
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 221
Prezzo: 10,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.


lunedì 29 luglio 2019

RECENSIONE: S. S. VAN DINE - IL MISTERO DI CASA GARDEN


Sinossi:
Nono dei romanzi polizieschi di S.S. Van Dine, "Mistero in casa Garden" si distacca completamente dal classico giallo, inserendo degli elementi innovativi. Lo stile utilizzato sembra contraddire le regole del Credo dello scrittore. E il finale è tra i più emozionanti e coinvolgenti tra quelli dei libri dello scrittore. Floyd, figlio di un famoso chimico, si riunisce con i suoi amici nell'attico di New York per ascoltare i risultati delle corse dei cavalli. Il detective Philo Vance riceve un messaggio anonimo con un invito a partecipare alla riunione il giorno in cui il cugino di Floyd, Swift, ha scommesso su un cavallo. Quel cavallo perde e lui si suicida, o almeno così sembra, perché ci sono tutti gli elementi che fanno credere il contrario facendo sospettare che ci siano molti lati oscuri che devono essere svelati. Eventi tragici, spazi che si comprimono e tempi che si dilatano, sono questi gli elementi che rendono il giallo un caso unico nel suo genere.

Commento:
Sarà che non mi hanno mai interessato le corse dei cavalli o gli ippodromi, sarà che l'indagine si discosta leggermente dalle consuete procedure a cui ci ha abituato, ma questo è, senza dubbio, quello che mi è piaciuto meno tra i casi di Vance che ho letto finora. Sin da subito, infatti, l'ho trovato diverso, più confusionario e frettoloso degli altri. Un gruppo di amici – o presunti tali – sta seguendo le corse di cavalli dalla casa di Floyd Garden, uno di loro; improvvisamente si sente uno sparo e tutti pensano immediatamente che Swift si sia suicidato. Il morto è, in effetti, il giovane Swift, ma non si è suicidato, come tutti sembrano credere. Sebbene abbia già compreso il possibile assassino – e anche al lettore più attento qualche sospetto sarà venuto – Vance non può, non deve rivelarlo consentendogli di reagire e fuggire. Occorre mettersi al posto dell'assassino, agire come farebbe lui, usare la sua stessa astuzia se non un pizzico di più. A costo di ferire altre persone, Vance deve mostrarsi sospettoso e distante con tutti fino all'atto finale, quello in cui la tragedia si scopre e si definisce.
Pur essendo un buon giallo, questo nono libro delle indagini di Philo Vance mi è risultato meno coinvolgente, atipico, freddo; non ho provato quel senso di "casa" che si prova con gli autori che si conoscono, Van Dine compreso… è mancata, secondo me, la metodicità della parte iniziale. Un libro comunque da consigliare… però prima leggete altro di Van Dine: non è un autore facile e questo libro, se letto per primo, potrebbe sviare o annoiare – specie se non si conoscono i suoi metodi (anche se non lo credo). Leggete il giallo classico, non c'è solo la Christie, ci sono tanti autori anche poco conosciuti, ma interessanti… Van Dine è uno di questi.

Opera recensita: "Il mistero di casa Garden" di S. S. Van Dine
Editore: Barbera, prima ed. 1935
Genere: giallo classico
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 197
Prezzo: 10,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 7,5.


sabato 29 giugno 2019

RECENSIONE: S. S. VAN DINE - SIGNORI, IL GIOCO è FATTO/IL MISTERO DEL CASINò


Sinossi:
Una misteriosa lettera anonima sollecita Philo Vance a recarsi, in una determinata sera al Casinò, per assistere a un drammatico evento. E quando Vance arriva al Casinò, un uomo viene ucciso. È l'inizio della vicenda che vede Vance alle prese con uno spietato assassino, che sembra intenzionato a sopprimere, uno dopo l'altro, tutti i membri della famiglia Liewellyn. L'indagine, più estrosa e geniale che mai, metterà però alla fine allo scoperto il responsabile della catena di delitti...

Commento:
"… L'onesto dubbio, a volte sottostimato ma quantomai efficace, offre alla nostra mente la possibilità di esercitarsi in piena libertà". Ho voluto trascrivere questa frase tratta dall'ottavo volume della serie su Philo Vance, perché la ritengo emblematica. Essa descrive non solo il libro in questione, ma costituisce il fondamento del modo di ragionare e di risolvere i casi usato da Vance, nonché dell'intero filone del genere giallo deduttivo. Senza la mente sgombra da preconcetti, senza la dovuta predisposizione a considerare ogni elemento, a lasciarsi guidare da rigorose deduzioni logiche, Vance non riuscirebbe mai a venire a capo delle situazioni sempre più intricate e diabolicamente escogitate con cui viene in contatto. Non bastano i fatti, non basta collegare meccanicamente azioni e parole… bisogna andare più in là, pensare oltre. E davvero in questa storia S.S. Van Dine ci regala una prova impareggiabile di questi principi: era davvero difficile capire chi avesse architettato la serie di delitti che coinvolge la famiglia Liewellyn, tanto più che il veleno utilizzato è invisibile e irrintracciabile nel corpo… come uscirne? Beh, il finale di questo libro è davvero qualcosa di… esplosivo!
Un giallo che parte in sordina, che rispetto ad altri ha qualche elemento di differenza nel plot, ma che poi si rivela veramente magistrale e degno di considerazione. Consigliato, come tutte le indagini di questo esteta apparentemente svagato e saccente, ma che in realtà non smette di sorprendere.

Opera recensita: "Signori, il gioco è fatto" (Il mistero del Kasinò) di S. S. Van Dine
Editore: vari, prima ed. originale 1934
Genere: giallo classico
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 203 /ed. Barbera 2012)
Prezzo: 10,00
Consigliato: sì
Voto personale: 9.



domenica 12 maggio 2019

RECENSIONE: S. S. VAN DINE - IL CASO DEL TERRIER SCOZZESE/LA TRAGEDIA IN CASA COE


Sinossi (da Wikipedia):
La tragedia in casa Coe, pubblicato in Italia anche con il titolo Il caso del terrier scozzese (titolo originale The Kennel Murder Case)  è un romanzo poliziesco del 1933 di S.S. Van Dine, il sesto della serie dove ad indagare troviamo Philo Vance, investigatore dilettante dai poliedrici interessi.
In una mattina di ottobre il procuratore distrettuale Markham si presenta in casa del suo amico Philo Vance con la notizia che il famoso collezionista di ceramiche cinesi Archer Coe si è suicidato, dopo essersi chiuso a chiave nella sua camera da letto. Markham, sapendo che Vance conosceva Coe, ha pensato di chiedergli assistenza nell'indagine. Apparentemente non dovrebbero esserci dubbi sul suicidio, ma Vance intuisce immediatamente che la faccenda è più complicata di quanto appaia a prima vista. Coe stringe in pugno una rivoltella e ha un proiettile nel cranio, ma il colpo è stato sparato quando l'uomo era morto da ore. Il medico legale accerta infine che Coe è stato pugnalato alla schiena. I frammenti di un prezioso vaso cinese macchiati di sangue puntano verso un'altra scena del delitto, la biblioteca a piano terra. Ma se l'omicidio è avvenuto in quella stanza, come ha fatto l'assassino a portare il cadavere al piano di sopra e poi a chiudere e sprangare la porta dall'esterno? La chiave per la soluzione del mistero sarà infine un terrier scozzese  ferito, ritrovato in casa, che condurrà Vance alla scoperta del colpevole, non prima che la scia di sangue si allunghi, con un altro omicidio e un tentato omicidio.

Commento:
Beh, non c'è molto da dire: chi conosce Van Dine e soprattutto Philo Vance saprà già a cosa va incontro, un protagonista elegante, saccente, di un'antipatia istintiva (che al sesto libro a me è divenuta più che tollerabile), ma incredibilmente sagace, colto e intelligente nonché incredibilmente portato per la soluzione psicologica di casi complicati. Questo non fa affatto eccezione: il classico delitto della camera chiusa in cui è davvero arduo stabilire colpevole, movente e dinamiche del delitto. Proprio in queste ultime il nostro Vance è maestro e qui non perde occasione per dimostrarlo. Consigliato, insieme agli altri della serie.

Opera recensita: "La tragedia in casa Coe" o "Il caso del terrier scozzese" di S. S. Van Dine
Editore: Crescere, ed. originale 1933
Genere: giallo classico
Ambientazione: New York
Pagine: 248
Prezzo: 4,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.