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lunedì 16 settembre 2019

RECENSIONE: SANDOR MARAI - LE BRACI


Sinossi:
Dopo quarantun anni due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l’altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null’altro contava, per loro. Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare. Tutto converge verso un «duello senza spade» – e ben più crudele. Tra loro, nell’ombra, il fantasma di una donna. E il lettore sente la tensione salire, riga dopo riga, fino all’insostenibile.

Commento:
Due uomini, un Generale ed un Ufficiale della Guardia, ma prima ancora due amici, due fratelli, due compagni di vita. Tra di loro quarantuno anni di lontananza e tanti conti in sospeso… in primis uno che riguarda una donna.
Amore, tradimento, intrigo, amicizia. Di questo parla, in estrema sintesi, Le braci. E Marai ci mette tutta la maestria di cui è capace nel descrivere i sentimenti, per far immedesimare chi legge al punto da ritrovarsi in quella stessa stanza, ad ascoltare il monologo del padrone di casa, il sussurro dell'ospite che si accomiata, a fissare rapito le braci che rischiarano appena una notte particolarmente buia.
E' carico di suggestioni, Le braci, di pathos, di sentimenti, di curiosa attesa… per questo e per altri mille motivi è considerato un capolavoro della letteratura europea del Novecento.
Però non mi ha preso. Lo so, è incredibile e di certo è colpa mia, credo di non averlo letto al momento giusto… però è così, gli ho preferito di gran lunga La donna giusta, altro bellissimo libro di Marai che, a differenza di questo, mi avvinse da subito.
A voi, però, lo consiglio perché, al netto delle mie impressioni personali, è un'opera che merita ed alcuni passi, specie dopo la metà del libro, sarebbero da copiare ed incorniciare.

Opera recensita: "Le braci" di Sandor Marai
Editore: Adelphi, prima ed. originale 1949
Genere: letteratura europea
Ambientazione: Austria, Ungheria
Pagine: 125
Prezzo: 11,00 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 7.


sabato 12 maggio 2018

RECENSIONE: SANDOR MARAI - LA DONNA GIUSTA


Sinossi:

Un pomeriggio, in una elegante pasticceria di Budapest, una donna racconta a un'altra donna come un giorno, avendo trovato nel portafogli di suo marito un pezzetto di nastro viola, abbia capito che nella vita di lui c'era stata, e forse c'era ancora, una passione segreta e bruciante, e come da quel momento abbia cercato, invano, di riconquistarlo. Una notte, in un caffè della stessa città, bevendo vino e fumando una sigaretta dopo l'altra, l'uomo che è stato suo marito racconta a un altro uomo come abbia aspettato per anni una donna che era diventata per lui una ragione di vita e insieme "un veleno mortale", e come, dopo aver lasciato per lei la prima moglie, l'abbia sposata - e poi inesorabilmente perduta. All'alba, in un alberghetto di Roma, sfogliando un album di fotografie, questa stessa donna racconta al suo amante (un batterista ungherese) come lei, la serva venuta dalla campagna, sia riuscita a sposare un uomo ricco, e come nella passione possa esserci ferocia, risentimento, vendetta. Molti anni dopo, nel bar di New York dove lavora, sarà proprio il batterista a raccontare a un esule del suo stesso paese l'epilogo di tutta la storia. Al pari delle "Braci" e di "Divorzio a Buda", questo romanzo appartiene al periodo più felice e incandescente dell'opera di Márai, quegli anni Quaranta in cui lo scrittore sembra aver voluto fissare in perfetti cristalli alcuni intrecci di passioni e menzogne, di tradimenti e crudeltà, di rivolte e dedizioni che hanno la capacità di parlare a ogni lettore.

 

Commento:

In questo libro si racconta una storia. Direte voi:”Che c’è di strano in questo?”. Apparentemente nulla. Solo che questa è una storia raccontata in modo assolutamente particolare, fatta di tante storie, persone, momenti, luoghi, sentimenti intrecciati.

Il punto di centrale da cui prende le mosse il racconto è costituito dal solito trittico: lui, lei, l’altra. Ungheria, periodo a cavallo tra il primo e il secondo dopoguerra. Un uomo ricco, insoddisfatto e roso dal senso di colpa lascia la prima moglie per sposare una sua antica e mai sopita fiamma: Judit, la giovane serva di casa dei suoi genitori. Dopo aver rinunciato a tutto per lei, però,  se ne separerà inesorabilmente. La storia ci viene raccontata in tre momenti e secondo tre punti di vista diversi, prima dalla prima moglie, poi dal marito ed infine dalla stessa Judit. Ciascuno dei narratori, a sua volta, racconta tutto ad un’altra persona, un’amica, un amico, un amante, un esule. E’ così che questa storia giunge fino a noi, toccando in modo originale e profondo temi importanti: guerra, amore, passione, menzogna, senso di colpa, lotta di classe, nobiltà, borghesia e proletariato. Una lettura interessante sotto più punti di vista, che richiede del tempo per essere assorbita e che necessita delle giuste pause. Libro che mi è piaciuto molto - il primo che leggo di Marai - e che consiglio caldamente.

 

 

 

Opera recensita: “La donna giusta” di Sandor Marai

Editore: Adelphi, 2004

Genere: romanzo

Ambientazione: Ungheria

Pagine: 444

Prezzo: 19,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.