simposio lettori copertina

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Visualizzazione post con etichetta Tiziano Terzani. Mostra tutti i post
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martedì 28 maggio 2019

RECENSIONE: TIZIANO TERZANI - LETTERE CONTRO LA GUERRA


Sinossi:
Il volume raccoglie una serie di lettere inedite e alcune comparse sul "Corriere della Sera". Con queste corrispondenze - da Kabul, Peshawar, Quetta, ma anche da Orsigna, Firenze, Delhi e dal suo rifugio sull'Himalaya - Tiziano Terzani comincia un pellegrinaggio di pace tra Oriente e Occidente. Secondo l'autore infatti "non basta comprendere il dramma del mondo musulmano nel suo confronto con la modernità, il ruolo dell'Islam come ideologia antiglobalizzazione, la necessità da parte dell'Occidente di evitare una guerra di religione", bisogna soprattutto capire, convincersi, credere che l'unica via d'uscita possibile dall'odio, dalla discriminazione, dal dolore è la non-violenza.

Commento:
Lettere contro la guerra. Un titolo che mi attirava da un po', specialmente perché scritto da un autore che stimo e con cui spesso concordo. E' diventato per me imprescindibile leggere questo libro dopo la lettura di La rabbia e l'orgoglio di Oriana Fallaci… i più attenti ne ricorderanno la recensione. Lì scrivevo, fra le altre cose, che di solito diffido dalle verità assolute e che non mi piacciono le generalizzazioni. Ecco, qui, nel libro di Terzani, non ci sono verità assolute, non ci sono neppure riflessioni personali spacciate per verità assolute, non ci sono neppure giudizi né incitamenti all'"armiamoci e partite!". Ci sono invece, com'è consuetudine per questo grande conoscitore del mondo, riflessioni personali trasportate come tali e come tali consegnate al lettore per invitarlo a riflettere. C'è, soprattutto, la volontà di conoscere e capire l'altro, intenderne le ragioni, andare al di là dei fatti fino alla radice delle cose. C'è, in queste lettere scritte subito dopo l'11 settembre, una riflessione su cosa possa aver portato i musulmani ad attaccare l'America e, attenzione, Terzani non li giustifica, non li assolve per nulla, ma si pone con l'atteggiamento che gli è tipico e che lo ha condotto per decenni al cospetto di poveri e potenti: l'ascolto, il dialogo, la comprensione, il discernimento, la piena libertà di pensiero e giudizio. E quest'atteggiamento non può che essere dettato dalla volontà di convivere con chi la pensa diversamente, che è poi, in estrema sintesi, un profondo desiderio di pace e pacificazione. Ecco perché Terzani, in questa come in ogni altra sua opera, ci ricorda che non esiste una guerra che possa porre fine alle altre guerre, che non c'è una guerra giusta e che non c'è mai un vincitore e un vinto, che i torti sono sempre difficili da individuare e le ragioni mai davvero definitive. E ci ricorda, una volta di più, che a noi spetta decidere quale atteggiamento usare verso il nostro futuro: a noi spetta decidere se porci in contrasto con l'altro o se volerlo conoscere con spirito di parità. Un altro libro importante, da tenere a monito per i momenti in cui l'ira sembra debordare ed accecarci. L'odio non genera altro che odio… ricordiamocelo sempre.

Opera recensita: "Lettere contro la guerra" di Tiziano Terzani
Editore: Longanesi, prima ed. 2002
Genere: raccolta di lettere
Ambientazione: Europa-Asia
Pagine: 196
Prezzo: 13,60 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


mercoledì 2 gennaio 2019

RECENSIONE: TIZIANO TERZANI - LA FINE è IL MIO INIZIO


Sinossi:
Tiziano Terzani, sapendo di essere arrivato alla fine del suo percorso, parla al figlio Folco di cos’è stata la sua vita e di cos’è la vita: «Se hai capito qualcosa la vuoi lasciare lì in un pacchetto», dice. Così, all’Orsigna, sotto un albero a due passi dalla gompa, la sua casetta in stile tibetano, in uno stato d’animo meraviglioso, racconta di tutta una vita trascorsa a viaggiare per il mondo alla ricerca della verità. E cercando il senso delle tante cose che ha fatto e delle tante persone che è stato, delinea un affresco delle grandi passioni del proprio tempo. Ai giovani in particolare ricorda l’importanza della fantasia, della curiosità per il diverso e il coraggio di una vita libera, vera, in cui riconoscersi. La sua proverbiale risata e la tonalità inimitabile della sua voce, che qui si è cercato di restituire intatte, lasciano trasparire la serenità di chi non lotta più, felice di un’esistenza fortunata, ricca di avventura e amore. Questo libro è un testo unico che racchiude tutti i suoi libri precedenti, ma anche li precede e li supera. «Se mi chiedi alla fine cosa lascio, lascio un libro che forse potrà aiutare qualcuno a vedere il mondo in modo migliore, a godere di più della propria vita, a vederla in un contesto più grande, come quello che io sento così forte.»

Commento:
A sessantasei anni, sapendo che sta per arrivare il momento di "lasciare il corpo", Tiziano Terzani vuole parlare, vuole raccontare al figlio ciò che questi non sa della vita del padre. Questa lunga chiaccherata durata tre mesi è l'occasione per i due di dialogare su temi importantissimi quali, per citarne solo alcuni, la morte, la necessità di essere "altro", di non accontentarsi di una visione parziale del mondo, di non basarsi solo su ciò che ci viene detto ma di "andare a vedere"… e poi si parla di giornalismo, dell'importanza di fare un buon lavoro che sia quello che sentiamo di voler fare, non quello a cui ci costringono le circostanze. E' un libro densissimo questo, come e più di tutti gli altri scritti da Terzani: è il suo lascito alla famiglia e al mondo, forte, intimo, diretto; è la storia di una persona normale che ha avuto il coraggio di essere libero da tutto, anche da se stesso.
Una lettura che mi sento di consigliare a chi non è digiuno della scrittura di Terzani: non credo che si possa affrontare questo libro se non si conosce almeno in parte chi è stato quest'uomo, cosa ha scritto e come la pensava. E', però, un libro da leggere perché non parla solo della vita di Tiziano: parla anche – e soprattutto - della nostra.

Opera recensita: "La fine è il mio inizio" di Tiziano Terzani
Editore: Longanesi, 2006
Genere: autobiografia
Ambientazione: Orsigna-Mondo
Pagine: 480
Prezzo: 22,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.


giovedì 28 giugno 2018

RECENSIONE: TIZIANO TERZANI - UN'IDEA DI DESTINO


Sinossi:

"Cosa fa della vita che abbiamo un'avventura felice?" si chiede Tiziano Terzani in questa opera, che racconta con la consueta potenza riflessiva l'esistenza

di un uomo che non ha mai smesso di dialogare con il mondo e con la coscienza di ciascuno di noi. In un continuo e appassionato procedere dalla Storia

alla storia personale, viene finalmente alla luce in questi diari il Terzani uomo, padre, marito. Scopriamo così che l'espulsione dalla Cina per "crimini

controrivoluzionari", l'esperienza deludente della società giapponese, i viaggi in Thailandia, URSS, Indocina, Asia centrale, India, Pakistan non furono

soltanto all'origine delle grandi opere che tutti ricordiamo. Furono anche anni fatti di dubbi, di nostalgie, di una perseverante ricerca della gioia,

anni in cui dovette talvolta domare "la belva oscura" della depressione. E proprio attraverso questo continuo interrogarsi, Terzani maturava una nuova

consapevolezza di sé, affidata a pagine più intime, meditazioni, lettere alla moglie e ai figli, appunti, tutti accuratamente raccolti e ordinati dall'autore

stesso, fino al suo ultimo commovente scritto: il discorso letto in occasione del matrimonio della figlia Saskia, intriso di nostalgia per la bambina che

non c'è più e di amore per la vita, quella vita che inesorabilmente cambia e ci trasforma.

 

Commento:

Questo libro, il terzo che leggo di Terzani, lo colloca di diritto fra i miei autori preferiti. Questo non perché “Un’idea di destino” sia un libro trascendentale - anzi, mi è piaciuto meno di altri – ma perché mi ha permesso di avvicinarmi al Terzani uomo, con pregi e difetti, dubbi, esaltazioni, manie e preoccupazioni di un uomo.

Si tratta, in pratica, di una serie di diari scritti da Tiziano dal 1981 al 2003. Appunti di vita curati personalmente da lui, che raccontano passo passo le sue emozioni, i pensieri fugaci e quelli ricorrenti, le antipatie e le simpatie per i popoli, i Paesi e gli uomini che incontra nei suoi infiniti viaggi. Un materiale inesauribile che, dopo la sua morte, è stato selezionato e riordinato in un diario intimo del Terzani uomo, un racconto reale e vero e per questo prezioso. Grazie a questo libro andiamo oltre gli scritti di viaggio, le testimonianze, i racconti, le prese di posizione e le manifestazioni di pensiero e conosciamo un giornalista, sì, uno scrittore sì, ma anche un marito, un padre, un uomo che affronta depressione, malattia, voglia di farla finita, paura di non avere abbastanza tempo, voglia di stare solo e bisogno di immergersi sempre, ancora una volta in più, nel mondo e nelle cose per capire, descrivere e raccontare fino all’ultimo giorno.

Adoro quest’uomo, il suo modo di affrontare la vita e, talvolta, di chiudersi ad essa. Ecco perché non posso non consigliare questo libro. Tuttavia è necessaria una precisazione: non ritengo conveniente approcciarsi a Terzani per la prima volta con questo libro. Si tratta di diari, da leggere solo se già si conosce la scrittura e il pensiero dell’autore. “Un’idea di destino” è, però, ottimo per chi, come me, voglia consolidare la conoscenza e portarla ad un livello più profondo. Libro non facile, ma davvero un’ottima lettura!

 

 

Opera recensita: “Un’idea di destino. Diari di una vita straordinaria” di Tiziano Terzani

Editore: Longanesi, 2014

Genere: diari

Ambientazione: mondo

Pagine: 484

Prezzo: 19,90 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5.

 

mercoledì 21 febbraio 2018

RECENSIONE: TIZIANO TERZANI - BUONANOTTE, SIGNOR LENIN


Sinossi:

Nell'agosto 1991 Terzani si trova lungo il corso del fiume Amur, in Siberia, quando apprende la notizia del golpe anti-Gorbacev, che ha appena avuto luogo

a Mosca. Decide di intraprendere subito il lungo viaggio che lo condurrà in due mesi, attraverso la Siberia, l'Asia centrale e il Caucaso, fino alla capitale.

Un'esperienza eccezionale, fissata negli appunti, nelle riflessioni e nelle fotografie che compongono questo libro: una testimonianza in presa diretta

di un evento epocale, una galleria di individui e popoli diversi, un panorama di città leggendarie, di luoghi sconosciuti, di vestigia del passato e di

prepotenti segnali del nuovo che avanza. Un viaggio, e un libro, che ci ha consegnato l'istantanea del tramonto definitivo dell'impero sovietico.

 

Commento:

Qualunque cosa io possa dire sui libri di Terzani non farebbe che sminuirne l’impatto, non renderebbe l’idea. I suoi libri parlano di viaggi mai solo fisici, mai con un unico fine: quando si legge un libro di Terzani bisogna affidarsi nelle sue mani sapienti e lasciarsi condurre in un viaggio spirituale, sensoriale, fatto di suggestioni, di idee, di riflessioni. Terzani era un profondo conoscitore del mondo, della natura umana e delle dinamiche relazionali, ma la sua non era una conoscenza teorica o letteraria, era fatta di esperienze dirette, date dall’aver vissuto in tanti posti, aver conosciuto tante culture.

In questo specifico libro Terzani ci racconta il suo viaggio attraverso l’Unione Sovietica in declino, alla luce del Golpe dell’agosto 1991, nel quale tenta di capire cosa accadrà alle repubbliche che la componevano, cosa ne è stato del comunismo e del mito di Lenin, quale futuro si prospetta per questi popoli apparentemente liberati ma in realtà quasi alla deriva. Una scrittura semplice, fatta di impressioni, priva di virtuosismi letterari o finzioni narrative; un racconto di viaggio che emoziona e suggestiona. Io l’ho letteralmente divorato e avrei voluto che non finisse mai. Cosa dire ancora se non… buona lettura?

 

Opera recensita: “Buonanotte, Signor Lenin” di Tiziano Terzani

Editore: Longanesi, prima ed. 1992

Genere: reportage, narrativa italiana

Ambientazione: Ex Unione Sovietica-Asia Centrale

Pagine: 432

Prezzo: 18,60 €

Consigliato: sì

Voto personale: 9