simposio lettori copertina

simposio lettori copertina
Visualizzazione post con etichetta Yasunari Kawabata. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Yasunari Kawabata. Mostra tutti i post

mercoledì 11 dicembre 2019

RECENSIONE: YASUNARI KAWABATA - IMMAGINI DI CRISTALLO


Sinossi:
I cinque racconti di Immagini di cristallo, scritti intorno agli anni Trenta, rivelano già con il loro stile deciso e sensuale, il singolare universo narrativo di Kawabata. Vi dominano indimenticabili figure femminili di cui il grande scrittore ci racconta con una sensibilità estranea alla cultura occidentale, offrendoci varie situazioni pervase di un erotismo talvolta sottile e diffuso, talvolta cupo e violento.

Commento:
Nei cinque racconti contenuti in questa raccolta, originariamente scritti e pubblicati negli anni Trenta, Kawabata affronta ancora una volta un tema a lui caro: la bellezza femminile. Lo fa, qui come in altre opere, con una tensione erotica onnipresente, che varia di intensità e modalità ad ogni racconto, ma che è sempre viva e palpabile. Si intuisce chiaramente la linea che Kawabata voleva dare all'argomento: tutti i racconti possono essere "stagionalizzati", quasi a voler segnare un percorso di esplorazione spirituale – contemplazione quasi – della donna nella sua bellezza variabile, ma presente a tutte le età, in tutte le stagioni della vita.
Personalmente non posso dire di aver apprezzato tutti i racconti allo stesso modo, ma questo è soggettivo, dipende dalla sensibilità e dal gusto di ognuno. Resta il fatto che Immagini di cristallo è indubbiamente un'opera poco conosciuta, ma di grande valore letterario.

Opera recensita: "Immagini di cristallo" di Yasunari Kawabata
Editore: Einaudi, 2007 (prima ed. originale 1991)
Genere: raccolta di racconti, narrativa giapponese
Ambientazione: Giappone
Pagine: 128
Prezzo: 8,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


mercoledì 2 ottobre 2019

RECENSIONE: YASUNARI KAWABATA - KOTO


Sinossi:
Yasunari Kawabata nelle sue opere ha profondamente indagato il tema della solitudine. Anche in questo romanzo, il destino delle due sorelle Chieko e Naeko è diviso senza rimedio. Kieko, abbandonata dai genitori, viene adottata da un ricco mercante di Kyoto, mentre Naeko, dopo la morte del padre, lavora nei boschi come operaia. Le due ragazze s'incontrano, si sentono attratte l'una verso l'altra, sognano di vivere insieme, ma la diversità d'educazione e di stato sociale, il probabile matrimonio che attende Chieko rendono impossibile questo sogno di riunione fraterna, di solidarietà e di affetto. L'analisi sottile e delicatissima dei sentimenti, suggeriti più che espressi, il gusto raffinato della natura e del paesaggio intesi come opera d'arte, lo sfondo suggestivo di Kyoto, la città dei santuari, danno a questo libro - pur così moderno - il fascino prezioso, della tradizione artistica e letteraria giapponese.

Commento:
Gli autori giapponesi, sembra lapalissiano, non sono tutti uguali. Vi sono autori più occidentalizzati, cmoderni, come Muracami o Banana Yoshimoto; poi vi sono autori più tradizionali, legati ad un modello di letteratura caratteristico, come Mishima o Tanizaki; poi ci sono autori unici, appartenenti ad una categoria a parte, come Kawabata. Yasunari Kawabata racchiude in sé due caratteristiche – due anime – che lo rendono inimitabile: è elegante e radicale. Elegante per la levità della scrittura, per la raffinatezza delle immagini e suggestioni che crea con le parole, per la capacità di rendere sapientemente leggere e profonde le sue storie; radicale perché non vuole catturare consensi, non scrive per piacere agli altri, non vuole farsi capire, non svende la sua cultura e la tipicità delle sue tradizioni in favore della comprensibilità dei suoi scritti a chi è estraneo al suo mondo. Va preso così, se si vuole capire di più si deve fare lo sforzo di approfondire, leggere ancora, andare oltre la parola scritta ed addentrarsi nel suo mondo. Tutto questo rende la sua prosa sublime. E proprio questo è l'aggettivo che attribuirei a Koto: sublime. È sublime perché concentra in poche pagine l'essenza di una cultura e l'unicità del suo autore. Non vale la pena di soffermarsi troppo sulla trama, giacché lo stesso Kawabata ha voluto riservarle un posto secondario: le protagoniste della storia infatti non sono – come si potrebbe pensare – le gemelle separate Kieko e Naeko, la protagonista vera è la natura. Una natura lussureggiante, umorale, personificata quasi nella sua presenza costante; una natura che influenza gli uomini e le donne di Kyoto nella loro vita, umori, decisioni. C'è, in Koto, una compenetrazione tra uomo e natura che raggiunge livelli probabilmente mai letti: non c'è prevalenza dell'una sull'altro, ma equilibrio sottile, forte, persistente. I ciliegi, i cedri, i monti, il nevischio, le stagioni, sono per i personaggi parte rilevante della loro vita e delle loro giornate.
Koto è un breve romanzo che consiglierei a tutti coloro che vogliano conoscere di più Kawabata e la cultura giapponese, ma soprattutto che anelino perdersi in una dimensione parallela di calma, pace e leggerezza.


Opera recensita: "Koto" di Yasunari Kawabata
Editore: Rizzoli, prima ed. 1962
Genere: narrativa giapponese
Pagine: 155
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


venerdì 16 novembre 2018

RECENSIONE: YASUNARI KAWABATA - MILLE GRU


Sinossi:
"I personaggi di Kawabata, evanescenti e inquieti ma mai tragici, lontani da una vitalità eroica (al contrario di quelli di Mishima, ad esempio) o drammatica, sono piuttosto "dilettanti del vivere" calati nella dicotomia fra il perseguimento di un ideale estetico di purezza e torbide pulsioni: ne deriva un erotismo vissuto come impossibilità di unione fra sé e l'oggetto del desiderio, che è tale proprio perché irraggiungibile. In questo dissidio fra l'individuo e la proiezione del suo desiderio sta l'eleganza: perché l'amore non è un sentimento, è un ideale estetico. I "dilettanti del vivere" di Kawabata si muovono in una dimensione temporale sospesa, segnata dai ricordi, in un alternarsi continuo di passato e presente (da qui la frequente scelta di personaggi colti negli anni di una maturità carica di memoria), di vita e di morte. Inseguono nel presente le tracce del passato e dei morti, nel tentativo di rivivere il tempo perduto, e dare così nuovo spessore alla realtà." ((dallo scritto di Cristiana Ceci).

Commento:
Non è facile riassumere in poche righe la frastagliata trama di questo pur breve libro, così come non è facile scandagliarne in profondità tutti gli aspetti. La difficoltà, probabilmente, mi viene proprio dalla peculiarità della scrittura di Kawabata, così profondamente orientale e così intrisa di quella cultura così lontana dalla nostra che io, mio malgrado, conosco poco e so interpretare ancora meno. In sintesi, Kikuji, un giovane celibe e rimasto orfano, viene invitato da Chikako – donna al servizio del padre nonché sua amante per breve tempo – ad una cerimonia del thè. In realtà la donna ha in mente di combinare il matrimonio tra Kikuji e la giovane e quantomai eterea signorina Inamura dalla quale, peraltro, Kikuji rimane piacevolmente colpito. Alla cerimonia, però, partecipano inattese anche la signora Ota – anche lei stata amante del padre di Kikuji – e sua figlia Fumiko. La signora Ota aspetta Kikuji all'uscita dal padiglione del thè per parlargli del padre. Tra i due sboccia una passione improvvisa e impetuosa. Da qui si origina il resto della storia in un susseguirsi di vicende che coinvolgono in vario modo tutti questi personaggi. Ciò che più colpisce in questo libro è la dicotomia degli opposti: vi è, infatti, un continuo alternarsi ed intrecciarsi di vita e morte, passione e dolore, purezza e sensualità, sincerità ed inganno, verità pura e semplice e sottinteso torbido. Il libro è, inoltre, pervaso di una sensualità conturbante tipica di quell'erotismo artefatto e mascherato, probabilmente retaggio della cultura giapponese che porta le persone a non mostrare mai i propri sentimenti, che nell'impossibilità di concretizzarsi rimane nell'aria e si tramuta in elegante seduzione. Seduzione che qui passa dalle persone agli oggetti, in particolare al vasellame usato per la cerimonia del thè, rito che si carica qui di una sacralità piena di promesse. Gli oggetti, i vasi, le coppe, i luoghi, i fiori diventano metafora dell'espressione dei sentimenti e perfino dell'anima e del carattere di chi li ha posseduti e utilizzati. Così, una coppa viene adoperata e regalata per commemorare un defunto e può, a sua volta, divenire foriera di vita o di morte.
Consiglio questo libro così particolare eppure affascinante a chi apprezza la letteratura giapponese ed è pronto ad immergersi in una cultura così misteriosa, accattivante, ma lontana dalla nostra.


Opera recensita: "Mille gru" di Yasunari Kawabata
Editore: SE, prima ed. 1952
Genere: letteratura giapponese
Ambientazione: Giappone
Pagine: 136
Prezzo: 18,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 7


martedì 10 ottobre 2017

RECENSIONE: YASUNARI KAWABATA - LA CASA DELLE BELLE ADDORMENTATE


Sinossi:

Un raffinato racconto erotico che dischiude le porte a una delicata rapsodia di sensazioni e ricordi, un viaggio tra i più misteriosi recessi della psiche

evocati con accenti rarefatti e luminosi.

 

Commento:

Una misteriosa casa isolata e segreta all’interno della quale anziani clienti “di cui si può stare tranquilli” possono giacere al fianco di giovani belle addormentate. E’ questo il luogo in cui, spinto dalla curiosità, si reca il sessantasettenne Eguchi. Ad attenderlo una tazza di eccellente thè verde preparato da una tenutaria fredda ed efficiente, una stanza con tende di velluto cremisi, due pastiglie di sonnifero e una giovane vergine profondamente addormentata che, qualunque cosa accada, non si sveglierà.

Nel silenzio di quel luogo disabitato eppure vivo, giacendo nel limbo tra sonno e veglia, tra vita e morte, ascoltando il rumore delle onde ed un respiro sconosciuto e amico, Eguchi riflette sulla sua vita, ricorda amori passati, ma al contempo cerca di analizzare il perché di quel luogo di piacere “diverso”: cosa spinge i vecchi clienti a recarvisi? Perché delle giovani e belle ragazze accettano di rischiare la vita sottoponendosi al sonno indotto e alle attenzioni di sconosciuti?

E’ questo il luogo in cui gli uomini che non possono più soddisfare le voglie del corpo possono abbandonarsi ai ricordi ed alle percezioni sensoriali di una vita intera, godendo del privilegio di contemplare un corpo giovane che dorme, quindi non può giudicare il decadimento della carne. Tra queste pagine, scritte con eleganza e levità, troviamo un erotismo raffinato che non scade mai nella volgarità. “La casa delle belle addormentate” è un romanzo controverso, un racconto delicato e sconvolgente, lieve e malinconico, fiabesco e disincantato… un libro da leggere senza pregiudizi, ma con la mente aperta ad un viaggio in una parte oscura della psiche umana.

 

Opera recensita: “La casa delle belle addormentate” di Yasunari Kawabata

Editore: Mondadori, prima ed. originale 1961, prima ed. italiana 1972

Genere: romanzo erotico-letteratura giapponese

Ambientazione: Giappone

Pagine: 168

Prezzo: 9,50 €

Consigliato: sì.