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giovedì 18 febbraio 2021

RECENSIONE: MARISA RANIERI PANETTA - MESSALINA E LA ROMA IMPERIALE DEI SUOI TEMPI

    Sinossi:

Aveva solo ventitré anni, Valeria Messalina, quando morì pugnalata dai sicari imperiali. Per sette anni era stata la donna più invidiata e ammirata di Roma: da quando suo marito, il cinquantenne Claudio, era succeduto a Caligola sul trono imperiale. In quel periodo, a detta delle principali fonti letterarie, si era macchiata di così tanti crimini e perversioni che il suo nome divenne nei secoli sinonimo di scelleratezza: Messalina era stata più lasciva di Cleopatra, più dissoluta di Poppea, più intrigante di Agrippina. Ma queste accuse corrispondono alla verità? O forse la damnatio memoriae a cui la condannò il Senato rese più facile attribuirle delitti che non aveva commesso? In un vivido affresco della vita di corte nella Roma del primo secolo dopo Cristo, questo libro analizza da ogni punto di vista le audaci trasgressioni dell'imperatrice, ripercorrendo le sue vicende attraverso le pagine degli storici antichi, mettendole a confronto e rilevando dove sono contraddittorie o ambigue. Si delinea così un ritratto di Messalina senza pregiudizi, che raccoglie le poche tracce rimaste di lei, scavando nei retroscena della Storia, in un saggio appassionante che si legge come un romanzo.    

 

Commento:

"Un saggio che si legge come un romanzo": è proprio calzante, questa definizione di Messalina e la Roma imperiale dei suoi tempi. Un saggio, sì, ma non uno sterile elenco di date, fatti, fonti, bensì una biografia ragionata di una donna tanto bella quanto chiaccherata, criticata e condannata dal suo tempo e dalla storia. Una biografia contestualizzata, rigorosa nel riportare le fonti storiografiche e gli usi del tempo, ma anche il racconto lucido, appassionante e ricco di interrogativi sulla vita, le azioni, i sentimenti di Valeria Messalina, imperatrice, madre, moglie, ma soprattutto giovane donna. Un libro intenso ed interessante che ci aiuta a scoprire qualcosa in più su questa donna così particolare, sul periodo in cui visse, sulle motivazioni che portarono alla sua Damnatio memoriae, ed a restituire un ritratto di lei non esente da colpe o macchie, ma certamente più tollerante e realistico. Una bella lettura.

 

Opera recensita: "Messalina e la Roma imperiale dei suoi tempi" di Marisa Ranieri Panetta

    Editore: Salani, 2016

Genere: saggio

Ambientazione: Roma

Pagine: 238

Prezzo: 15,90 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5.

                  

domenica 12 gennaio 2020

RECENSIONE: GORE VIDAL - GIULIANO


Sinossi:
Pubblicato per la prima volta nel 1964, Giuliano è uno dei romanzi di maggiore successo di Gore Vidal. La fortuna ininterrotta che i lettori gli hanno tributato dalla sua uscita e gli apprezzamenti favorevoli della critica letteraria lo fanno annoverare tra le opere di narrativa più importanti della letteratura americana del Novecento. Il romanzo racconta la vita privata e politica di Giuliano, l’imperatore romano del quarto secolo, nipote di Costantino, che durante i brevi anni del suo regno tentò di soffocare la diffusione del cristianesimo e di restaurare il culto degli dèi, passando per questo motivo alla storia con l’appellativo di “Apostata”. Morirà assassinato nel 363, tre anni dopo essere diventato imperatore, avendo completamente fallito la realizzazione del suo progetto. Il racconto di Vidal comincia diciassette anni dopo la morte di Giuliano e prende le mosse dalla corrispondenza tra due potenti e influenti uomini politici del tempo. Senza scrupoli, portati a privilegiare gli intrighi della politica e del potere, non esitano a farcire le loro lettere di osservazioni malevole, pettegolezzi e maliziose digressioni che interpolano al diario scritto dall’imperatore, destinato a essere la sua autobiografia. Nelle pagine di Giuliano troviamo così l’affascinante rappresentazione di un conflitto politico e religioso in cui già si profila il declino dell’Impero Romano; ma troviamo, soprattutto, il sentimento di un’epoca, raffigurato con maestria e con l’inconfondibile stile di Gore Vidal. Nella lotta senza speranza contro il cristianesimo ormai trionfante, nel tentativo – che egli stesso sa essere destinato a fallire – di restaurare una religione che lo spirito del tempo non sente più sua, si nasconde il tormento di un’anima spaventata e smarrita di fronte al futuro. Un sentimento che appartiene a ogni epoca e che fa della tragica parabola dell’imperatore romano una storia attuale anche ai giorni nostri.

Commento:
Ho appena terminato la lettura di questo corposo volume di Gore Vidal, un autore che non conoscevo, e in me albergano sensazioni diverse, confuse, contrastanti. Comincio col dirvi che si tratta di un romanzo storico non facile da leggere, non perché l'argomento sia complesso, ma perché richiede un'attenzione pressoché costante e una buona dose di volontà ed interesse per il periodo storico trattato, ossia la fase dell'Impero romano successiva a Costantino e precedente a Graziano e Teodosio (tardo Impero, quindi). Aggiungiamo che l'imperatore di cui si narra qui la vita è – a torto - uno dei meno conosciuti e studiati… ma perché dico "a torto"? Perché Giuliano l'Apostata, stando a quanto ci dice qui Vidal che si è ampiamente documentato, fu un uomo interessante sia per le vicissitudini che ne condizionarono la vita e il pensiero, sia per l'apporto filosofico alla discussione religiosa che portò ai suoi tempi. Andiamo con ordine: fin da quando Giuliano era bambino, l'Imperatore regnante, Costanzo, uccise suo padre e rinviò ad un secondo momento la morte sua e di suo fratello Gallo. Capite bene che per tutta la prima parte della sua vita, per parecchi anni, Giuliano aveva sulla testa la spada di Damocle della sentenza di Costanzo, che, essendo peraltro suo famigliare, lo controllava da vicino e determinava l'andamento della sua vita quotidiana. Per questo Giuliano dovette abbracciare la fede cristiana, salvo poi discostarsene appena possibile per rivolgersi al culto dei "Veri dèi", dapprima segretamente, poi sempre più apertamente. Fu questo suo sconfessare la fede cristiana a valergli la nomea di Apostata, nonché non poche rimostranze da parte dei galilei, senza contare l'impossibilità di professare la propria fede pubblicamente per molto tempo. Quando poi, insospettatamente per lui, divenne imperatore furono proprio le diatribe religiose l'unico motivo di ostilità e fonte di complotti e tentativi di attentare alla sua vita. Per il resto Giuliano fu studioso di filosofia, ma anche valente ed assennato generale; fu un uomo mite e un Augusto clemente, giusto e deciso; cercò di cambiare molti usi dissennati della Corte e ridurre sprechi e favoritismi; non ebbe mai tentennamenti nelle sue idee, né paura di essere diverso, di tirar dritto per la sua strada, secondo la sua morale irreprensibile. Sono questi alcuni dei tratti che lo rendono così interessante e che fanno del libro di Gore Vidal un'opera pregevole ed assolutamente da consigliare. Se poi aggiungiamo che si tratta di un libro tutto sommato scorrevole (tolte le difficoltà che evidenziavo all'inizio) e che la scrittura è di valore, ironica, elegante, acuta, direi che Giuliano è davvero un buon libro. Per quanto mi riguarda, purtroppo, non è scattata l'intesa che mi porterà a leggere altro di Vidal – almeno per il momento – però ciò non toglie che abbia apprezzato molto i tantissimi stimoli che questa lettura mi ha dato per approfondimenti futuri: importante è, infatti, la discussione sulle origini del cristianesimo e le tante visioni e interpretazioni fornite da Giuliano-Vidal sulla sua dottrina. Insomma, consigliatissimo!

Opera recensita: "Giuliano" di Gore Vidal
Editore: Fazi, prima ed. originale 1964
Genere: romanzo storico
Ambientazione: Impero Romano
Pagine: 586 (Ed. Fazi 2017)
Prezzo: 19,50 € (ed. Fazi 2017)
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


giovedì 12 gennaio 2017

RECENSIONE: MARGUERITE YOURCENAR - MEMORIE DI ADRIANO


Sinossi:

Giudicando la propria vita di uomo e l'opera politica, Adriano non ignora che Roma finirà un giorno per tramontare; e tuttavia il suo senso dell'umano,

eredità che gli proviene dai Greci, lo sprona a pensare e servire sino alla fine. "Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo" afferma, personaggio

che porta su di sé i problemi degli uomini di ogni tempo, alla ricerca di un accordo tra la felicità e il metodo, fra l'intelligenza e la volontà. I "Taccuini

di appunti" dell'autrice (annotazioni di studio, lampi di autobiografia, ricordi, vicissitudini della scrittura) perfezionano la conoscenza di un'opera

che fu pensata, composta, smarrita, corretta per quasi un trentennio.

 

Roma, II secolo D.C. L’anziano e malato imperatore Adriano scrive una lunga lettera indirizzata al giovane Marco Aurelio, suo amico e successivamente nipote adottivo. Nell’epistola sono contenute le sue memorie: Adriano racconta la sua vita, i suoi anni felici da studente in Grecia, la morte di Traiano e la sua salita al potere, le guerre, la malattia. Ma questo documento, in realtà, contiene molto di più: qui dentro c’è il pensiero di un uomo, le sue idee, i suoi interrogativi, ciò che di volta in volta ha condizionato le sue azioni e le sue scelte! Non c’è qui una semplice, asettica ricostruzione storica del periodo in cui Adriano era imperatore, c’è invece il ritratto di un uomo saggio, oculato, a volte umile e a volte egoista, amante della cultura, dei libri, attento alle esigenze degli altri, responsabile della bellezza del mondo.

E’ questa l’immagine che Marguerite Yourcenar ci consegna, dopo trent’anni di ricerche, perfezionamenti, rimaneggiamenti: una fictio letteraria perfettamente riuscita che ci fa scordare di essere di fronte ad un’opera moderna e ci fa credere di avere davanti le sudate carte scritte dall’imperatore in persona. E sono tanti i temi su cui la Yourcenar, per bocca di Adriano, riflette e noi con loro: il piacere, la morte, l’amore, la guerra… questo libro è più di un romanzo, più di una biografia, è un pozzo da cui attingere per fermarsi a riflettere su idee tanto antiche ma sempre profondamente attuali.

Ho letto commenti entusiastici su “memorie di Adriano”… io userò molta cautela: è un bel libro, ma non è per niente facile da leggere. Credo che meriti di essere letto da tutti, ma per essere veramente compreso necessita di una o più riletture. Sono tanti i contenuti da assimilare, le digressioni su cui soffermarsi, le idee anche abbastanza forti su cui rimuginare… è un libro da leggere e rileggere a piccole dosi per apprezzarne a pieno la maestosità.

Al di là della difficoltà, comunque, è davvero il caso di leggerlo!

 

Opera recensita: “memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar

Editore: Einaudi, prima ed. 1951

Genere: romanzo storico

Ambientazione: Impero Romano

Pagine: 350

Prezzo: 12,50 €

Consigliato: sì.