simposio lettori copertina

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Visualizzazione post con etichetta Lolita Lobosco. Mostra tutti i post
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lunedì 11 gennaio 2021

RECENSIONE: GABRIELLA GENISI - I QUATTRO CANTONI (LOLITA LOBOSCO 08)

Sinossi:

Bari, inizio di dicembre, mancano pochi giorni a San Nicola. Mentre la commissaria Lolita Lobosco e il suo nuovo amore Giancarlo Caruso si godono la notte in una casetta di pescatori a Polignano, nella vicina Torre a Mare un uomo viene ammazzato nella sua villetta; sul corposaranno trovate tracce di orrende sevizie. La sera dopo, una Mercedes scura cerca di sfuggire a un posto di blocco e si schianta contro un muro: due uomini di etnia rom, padre e figlio, muoiono sul colpo. Quando si scopre che il dna di uno dei due era anche sulla scena del crimine, il caso sembra chiuso, ma l'origine etnica dei presunti assassini non fa che soffiare sul fuoco di un clima di odio e razzismo strisciante. Solo Lolita – che continua a dividere le sue passioni tra relazioni complicate, cucina del Sud e dedizione alla giustizia – non è convinta dell’esito delle indagini: alcuni dettagli non quadrano proprio. Tanto più che inspiegabili delitti, nelle settimane seguenti, cominciano a insanguinare la città. Un filo sembra legare queste morti misteriose, e la bella commissaria cercherà cercherà di dipanarlo a rischio della sua carriera, e della sua stessa vita. In una Puglia fascinosa e crepuscolare, va in scena una     nuova avventura della spavalda poliziotta barese, che la consacra come originale protagonista della commedia noir all'italiana.

 

Commento:

Mi è piaciuto davvero tanto, quest'ultimo (per ora) romanzo della serie con Lolita Lobosco: è quello che mi è piaciuto di più, quello che più mi ha coinvolta. Ed effettivamente i requisiti per essere un ottimo romanzo li ha tutti: personaggi ben caratterizzati, una serie consolidata, una città insospettatamente enigmatica in cui il rosso del Natale alle porte si mescola con quello del sangue… e poi il cibo, le tribolazioni, il mistero. E di mistero qui ce n'è davvero tanto: questa serie, già bella ab initio, è cresciuta ad ogni capitolo ed è diventata sempre più nera, cosa che, personalmente, non posso che apprezzare. I quattro cantoni è la più noir delle indagini della sceriffa in Louboutin, quella in cui lei stessa rischia di più, quella che la riappacifica con la squadra, con l'amore e forse con se stessa. Consigliato, come tutta la serie.

 

 

Opera recensita: "I quattro cantoni" di Gabriella Genisi

Editore: Sonzogno, 2020

Genere: giallo, seriale

Ambientazione: Bari

Pagine: 270

Prezzo: 15,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 9.

  

venerdì 18 dicembre 2020

RECENSIONE: GABRIELLA GENISI - DOPO TANTA NEBBIA (LOLITA LOBOSCO 07)

Sinossi:

Lolita Lobosco è stata promossa questore e deve trasferirsi a Padova. Ma gli inizi non sono facili: l’ambiente si rivela più intollerante del previsto, la nebbia confonde i pensieri e mortifica i capelli, l’orizzonte d’acqua di Bari è troppo lontano per curare la solitudine. Anche il lavoro stenta a decollare, e poi, con i nuovi colleghi, proprio non riesce a legare. Solo grazie all’aiuto e ai consigli di Giancarlo Caruso, affascinante vicequestore di origini siciliane, le cose migliorano, mentre un caso di bullismo – la scomparsa, nell’omertà generale, di un ragazzo da uno dei licei più in vista della città del Santo –mette a dura prova il talento investigativo di Lolì. Dopo tanto freddo, intorno e nell’anima, la commissaria più bella del Mediterraneo riesce finalmente a farsi richiamare nella sua amata Puglia, dove pure l’attende un mistero da risolvere: una sensuale arpista è stata massacrata in un appartamento. I sospetti sono tanti, ma c’è uno strano testimone... Alle due estremità della penisola, tra panzerotti e pettole di Natale, la passionale poliziotta barese torna a ricercare la verità, sui luoghi di delitti efferati e nel fondo stropicciato del proprio cuore.

 

Commento:

Nel settimo romanzo della serie, la nostra commissaria – ormai promossa questora – si ritrova ben due casi fra capo e collo e per di più in due città diverse. Come sa bene chi ha letto Mare nero, il romanzo precedente a questo, Lolita è stata promossa questore a Padova, ma non è facile, per una barese D.O.C. che ama il sole, il mare, il calore, abituarsi alla nebbia e all'intolleranza. Lolita ha nostalgia della sua città, degli odori, dei sapori, dell'affetto; non ha legato con i sottoposti, non si trova bene nell'appartamento troppo grande che le è stato destinato; non ha nessuno con cui confidarsi. Provvidenziale e risolutivo sarà il consiglio del vicequestore Caruso, un siculo affascinante e perspicace che alla nostra Lolì sembra tenerci parecchio. Sul piano lavorativo, il caso con cui Lolita si deve confrontare è tutt'altro che facile e la soluzione non sarà indolore. Un ragazzo è scomparso e, tranne suo nonno, nessuno sembra occuparsene: è scomparso mesi prima, in orario scolastico, ma gli inquirenti non hanno seguito il protocollo e la questione è caduta nel dimenticatoio. Il nonno del ragazzo, però, non si rassegna e interpella direttamente la questora che, ovviamente, si prende a cuore la questione, tantopiù che sulla sorte del ragazzo ha da subito un brutto presentimento. Le circostanze – e una determinazione ferrea – la riportano poi a Bari dove dovrà affrontare la scomparsa di una musicista dalla doppia vita. È durante quest'indagine che Lolita fa un incontro che, c'è da scommetterci, avrà risvolti positivi anche nei prossimi romanzi. E Caruso? Anche lui di certo lo ritroveremo, visto che di mollare Lolita proprio non se ne parla.

Un altro episodio della briosa, ma al contempo impegnata, serie di Lolita Lobosco che fra leggerezza e ironia affronta come sempre temi importanti: il bullismo, i giovani, la droga, il senso di colpa, le scelte sbagliate… e anche l'amore, la cucina, la femminilità. Un'altra storia accattivante fra giallo e rosa che mi conduce dritta verso l'ultimo – per ora – capitolo della serie, I quattro cantoni, che leggerò a brevissimo.

 

Opera recensita: "Dopo tanta nebbia" di Gabriella Genisi

Editore: Sonzogno, 2017

Genere: giallo, seriale

Ambientazione: Padova-Bari

Pagine: 208

Prezzo: 14,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

      

mercoledì 11 novembre 2020

RECENSIONE: GABRIELLA GENISI - MARE NERO (LOLITA LOBOSCO 06)

Sinossi:

In una giornata di metà settembre, nei pressi di Bari, il mare restituisce i corpi di due giovani, da poco fidanzati. Insieme ad altri amici, approfittando del clima invitante, erano usciti per una gita in barca e per delle immersioni subacquee nei pressi di un relitto, ma l’allegra escursione si è trasformata in tragedia. Sembra il tipico incidente, dovuto all’imprudenza o alla fatalità. Eppure qualche indizio non quadra e, quando arrivano i risultati dell’autopsia, tutto un altro scenario prende forma. Qualcuno ha voluto uccidere. Ma perché? Toccherà al commissario Lolita Lobosco, animata, come sempre, da un’inesausta passione per la giustizia (oltre che per la buona cucina e i tacchi a spillo), indagare su questo caso. La ricerca della verità si rivelerà particolarmente difficile, tanto più che le acque dell’Adriatico nascondono misteri che in troppi hanno interesse a non far venire a galla. E, come se non bastasse, perfino il questore, attento a non pestare i piedi ai potenti di turno, metterà i bastoni tra le ruote. Ma la bella Lolita, grazie all’aiuto dei suoi fidi collaboratori Esposito e Forte, del sorprendente medico legale Franco Introna e, perché no, di un imprevisto nuovo amore, riuscirà a         mettere insieme i pezzi di un inquietante rompicapo. Senza esitare a tuffarsi, letteralmente, nelle gelide profondità del suo mare.

 

Commento:

Alle soglie dei quarant'anni, Lolita Lobosco è una commissaria affermata e ben voluta nonostante la fama di "tosta" che si porta dietro. Ha un buon lavoro, molti amici, è elegante, amante della cucina… si direbbe che non le manca niente, invece no. Le manca l'amore. Mentre si cruccia con questi pensieri la sera prima del suo compleanno, con la voglia di festeggiare ridotta al lumicino, una chiamata la fa precipitare al porto di Bari. Il corpo di una giovane sub è riemerso privo di vita dopo un'immersione, il suo ragazzo è ancora in acqua, disperso. Poco dopo sarà ritrovato anche lui, morto. Quello che sembra un drammatico, inspiegabile incidente che scuote l'intera città si rivela presto qualcos'altro, qualcosa di diverso. Non è difficile per una poliziotta esperta come Lolita trovare il colpevole, tuttavia ci sono ancora cose da sistemare, non basta la condanna. Lolita ha un conto in sospeso con Marinella, la giovane studentessa di biologia marina morta insieme al suo futuro marito nel mare che entrambi amavano: Lolita ha fatto un giuramento, il primo della sua vita, e costi quel che costi lo manterrà, vedrà chiaro in una faccenda torbida che stava molto a cuore alla ragazza. Una faccenda che ha a che fare col mare e con tutti noi.

Una Lolita diversa quella di questo romanzo, più cresciuta, meno irruenta, più fragile, ma sempre tenace e temeraria come poche. Una saga che, per quanto mi riguarda va in crescendo… e poi, il mare è sempre il mare e chi lo tocca deve pagare e pagare caro. E su questo io e Lolita concordiamo.

 

Opera recensita: "Mare nero" di Gabriella Genisi

Editore: Sonzogno, 2016

Genere: giallo, seriale

Ambientazione: Bari

Pagine: 200

Prezzo: 14,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5

  

mercoledì 16 settembre 2020

RECENSIONE: GABRIELLA GENISI - SPAGHETTI ALL'ASSASSINA (LOLITA LOBOSCO 05)

Sinossi:

Per cucinare gli spaghetti all'assassina, il piatto più famoso di Bari, ci vuole la padella in ferro nero che si trova solo nella città vecchia. Ed è proprio lì che sorge il ristorante di Colino Stramaglia, inventore della famosa ricetta. Una mattina di primavera, all'apertura del locale, il grande chef viene trovato morto ammazzato in maniera talmente efferata da far sospettare un torbido movente passionale. Quale grave sgarbo avrebbe commesso l'illustre personaggio per meritare una fine così orrenda? E quanti misteri si celano dietro al mondo sempre più competitivo dell'alta cucina? Fra le persone informate sui fatti, un affascinante cuoco algerino, una spogliarellista brasiliana e un capocameriere con un'aria da becchino uscito da un film western. A indagare è il commissario Lolita Lobosco, che stavolta trova imbrattate di sangue le sue due attività preferite: l'amore e la cucina. Sullo sfondo di una città sempre più pulp, una nuova intricata indagine, con fosche tinte da noir mediterraneo, metterà a dura prova l'abilità e l'istinto della caparbia investigatrice barese.

 

Commento:

Spaghetti all'assassina, il quinto capitolo della serie con Lolita Lobosco, è un giallo tendente al noir, ed in particolare al noir mediterraneo. Sensualità. Esotismo, amore e soprattutto cucina sono gli ingredienti di una buona ricetta dal gusto piccante, ben bilanciato e non troppo dolciastro… è un piacere ritrovare Lolita, le sue manie, i suoi problemi e quel nonsoché che la rende irresistibile e unica. Dall'alto delle sue Louboutin percorre a passi decisi la strada della giustizia, prendendo di tanto in tanto qualche abbaglio, ma usando sempre l'intelligenza, l'intuito e il cuore. Sono queste le sue carte vincenti, nel lavoro come nella vita. Stavolta la vittima è un famoso chef donnaiolo che aveva inventato proprio l'Assassina… ucciso, peraltro, in un modo inconsueto ma altamente allusivo: l'incaprettamento. Non sarà facile per Lolita districarsi tra gli indizi che non arrivano e le insidie della vita privata che, peraltro, è abbastanza – sin troppo – discussa lì alla omicidi. Un giallo con risvolti noir che ridà forza alla serie impedendole di appiattirsi su se stessa. Ho apprezzato particolarmente una sorta di ridimensionamento della vena rosa: pur apprezzando molto le vicende sentimentali di Lolita, in qualche caso, nei libri precedenti, mi aveva vagamente disturbato che la trama sentimentale invadesse e talvolta rubasse la scena al giallo, Bene, in Spaghetti all'assassina ciò non accade. È un libro che consiglio, che mi è piaciuto e che mi riporta decuplicata la voglia di continuare a leggere di Lolita. Perciò… à bientot!

 

Opera recensita: "Spaghetti all'assassina" di Gabriella Genisi

Editore: Sonzogno, 2015

Genere: Giallo, seriale

Ambientazione: Bari

Pagine: 192

Prezzo: 12,00 €

        Consigliato: sì

Voto personale: 8,5.

  

sabato 8 agosto 2020

RECENSIONE: GABRIELLA GENISI - GIOCO PERICOLOSO (LOLITA LOBOSCO 04


Sinossi:
Una nuova indagine del commissario Lolita Lobosco. Durante la partita decisiva per la qualificazione in serie A del Bari, al san Nicola muore un giocatore. Una morte naturale, si direbbe, però con qualche mistero di troppo. Pochi mesi dopo, infatti, il commissario Lolita, indagando su quello che a tutti è sembrato un incidente, si imbatte in un intrigo internazionale destinato a colpire le fondamenta del calcio italiano. Un losco mix di sport e malavita che rischia di sconvolgere anche la vita di Lolì.

Commento:
In una Bari dalla vitalità smorzata dalla crisi economica, poche cose restano alla gente per sperare, far festa ed esultare. E quando una delle più sacre, il calcio e più specificamente la biancorossa Bari calcio, viene insozzata dal torbido, allora anche l'aria natalizia è funesta e sottotono. Funesto, sottoterra e nero come l'uva è pure il morale della commissaria Lolì, alla quale non c'è che dire, l'amore non sorride proprio. Le cose con Giovannisuo – il bel sostituto procuratore Panebianco, per intenderci – non vanno bene per niente e la solitudine si sa, si fa sentire specie sotto le feste e specie per una che non è fatta per stare sola. E tuttavia, ben presto Lolì dovrà sforzarsi di distogliere i pensieri foschi dall'amoresuo e concentrarsi sul lavoro: c'è un'indagine complessa ad attenderla, un'indagine a cui è arrivata lei, col suo fiuto sbirresco che le cose che non vanno gliele fa intuire da lontano. Quando il capitano del Bari Domenico Scatucci muore in campo durante il decisivo derby Bari-Lecce, tutti sono sgomenti, ma nessuno può ancora immaginare cosa salterà fuori diversi mesi dopo, in seguito alla morte di uno che col calcio sembrava non c'entrare nulla, Vittorio Lamuraglia, un vecchio amico di Lolita che peraltro ci aveva parlato giusto prima che venisse investito da un camion. Ciò che viene fuori è, a tutti gli effetti, un intrigo internazionale, anzi mondiale, che scuote il calcio, i giocatori, i tifosi, dalla Lega Pro ai Mondiali. E tutto passa per Bari, per i quartieri degradati e per quelli della Bari bene, per la malavita e l'élite… gente losca e figure insospettabili, tutti uniti nella venerazione del dio denaro. Fra incontri piacevoli tra colleghe, turbamenti amorosi, vino e piatti succulenti, il commissario Lolì conclude un'altra indagine che, stavolta, la mette seriamente – sebbene inconsapevolmente – in pericolo. Ma lei va dritta sulla sua strada, sulle sue Loboutin tacco 12 e a noi piace così, impavida, che prende la vita di petto, con gioie, dolori e rogne.
Gioco pericoloso, il quarto capitolo di questa bella serie, è un giallo-rosa godibile, che forse mi è piaciuto un filo meno dei precedenti, ma semplicemente perché non riesco a farmi piacere Giovannimio e il suo modo così incolore di vivere l'amore. Detto questo, ancora un giallo esuberante, leggero ma non troppo, piacevole da leggere. Lolita e Gabriella Genisi non deludono mai.

Opera recensita: "Gioco pericoloso" di Gabriella Genisi
Editore: Sonzogno, 2014
Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Bari
Pagine: 191
Prezzo: 12,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


giovedì 16 luglio 2020

RECENSIONE: GABRIELLA GENISI - UVA NOIR (LOLITA LOBOSCO 03)


Sinossi:
In una Bari sonnolenta e distratta, dove i tanti scandali scuotono il perbenismo della città, un bambino scompare, e qualche giorno dopo viene ritrovato senza vita nel giardino della villa di famiglia. Le indagini di polizia si rivelano subito piuttosto complesse. Tra i sospettati c'è la mamma del bimbo, donna molto bella e inquieta, meglio conosciuta con il soprannome di Uva 'gnura, Uva nera. Separata dal marito, un farmacista assai noto e rispettato, la donna risulta essere invischiata in affari loschi e frequentazioni malavitose. Ma il caso si ingarbuglia terribilmente, un vero rompicapo per Lolita Lobosco, Commissario in servizio alla Questura di Bari, sezione Omicidi. Finalmente innamorata, per giunta, Lolì si divide tra le investigazioni, i pericoli del mestiere e la variopinta vita privata, fatta di cenette al lume di candela, manicaretti afrodisiaci, amicizie non sempre innocenti e maldicenze a tutto spiano. Un nuovo giallo per la scaltra ed esuberante Lolì.

Commento:
I delitti in cui sono coinvolti bambini fanno sempre impressione, suscitano sgomento, repulsione, incredulità, paura. Nessuno vorrebbe mai averci a che fare, tantomeno un commissario di Pubblica sicurezza, neanche se è forte e preparato ad affrontare qualunque cosa come Lolita Lobosco. Eppure, Lolita lo sa, è uno dei rischi del mestiere: siccome l'abiezione umana non ha limiti e tu ci devi lavorare ogni giorno, prima o poi ti capita di dover scoprire chi ha ucciso un bambino. Al di là della teoria, però, non si è mai preparati a certe situazioni, non si è mai pronti a un dolore così forte come quello che segue al ritrovamento di un bambino ucciso e chiuso in uno scatolone nel giardino della sua stessa casa. Perciò non si può fare molto per nascondere l'irritazione verso chi, pur mostrandosi afflitto, ha commesso delle leggerezze evidenti in questa storia. Lorena, Uva 'Gnura, la madre del piccolo Morris, per esempio, che ora se ne sta sdraiata in lacrime, eppure ammicca, consapevolmente provocante, perché non ha denunciato subito la scomparsa del bambino che mancava da casa da due giorni? Perché non ha smosso mari e monti per ritrovarlo? E il padre, quest'uomo ricco, debole, sudaticcio, perché non è qui a piangere suo figlio? In vacanza, irrintracciabile. Al suo posto, in questa famiglia sfasciata e allargata, troppe persone interessate e poco trasparenti… come i fratelli Labranca, amici speciali, intimi della madre che, però, non sembra trarre sollievo dalla loro presenza. Cos'è successo davvero a quel bambino? Quale conto ha inconsapevolmente pagato con la vita? A questo pensa Lolita, mentre cammina per i viali della Bari bene; questo è il pensiero di fondo che l'attanaglia per tutta la durata dell'indagine, mentre intanto deve affrontare questioni personali, diverse, decisamente più leggere, ma non meno indecifrabili. Per esempio, qual è l'algoritmo che vede in lei l'uomo di cui sembra che si stia innamorando? Qual è la variabile che risolve la funzione? E poi ci sono quelle scritte… quelle scritte sempre più grandi e sempre più rosse che compaiono davanti all'ingresso della Questura… quelle maldicenze che la feriscono, la addolorano profondamente? Perché Lolita sembra così, impulsiva, passionale, istintiva, ma in fondo è riflessiva e soprattutto sensibile. Non fa male a nessuno, lei.
Ed è tra questi pensieri e un chicco d'uva nera addentato di straforo che settembre si fa strada prendendo il posto dell'estate, e tra uno screzio con un'amica e una cena con un incontro inaspettato, sempre con l'appoggio di amici saggi e sinceri, che pian piano tutte le questioni si chiariscono, si accomodano, si risolvono. Anche quell'omicidio così inspiegabile, purtroppo, troverà una spiegazione, per quanto assurda, inaccettabile, dolorosa. E, col cuore più contento, pure Lolì potrà affrontare un nuovo anno di vita, più cresciuta, consapevole, esuberante, testarda, tosta e dolce che mai.

Opera recensita: "Uva noir" di Gabriella Genisi
Editore: Sonzogno 2012-Marsilio 2020Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Bari
Pagine: 185
Prezzo: 21,20 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5
Colonna sonora sperimentata: Vinicio Capossela.

martedì 19 maggio 2020

RECENSIONE: GABRIELLA GENISI - GIALLO CILIEGIA (LOLITA LOBOSCO 02)


Sinossi:
Bari, 2010. È la vigilia di una torrida estate e pochi eventi italiani, tranne i vicini Mondiali di calcio, sembrano scuotere il ritmo levantino della città. Il sole è già alto quando due abitanti della Barivecchia si presentano in questura, con l'aria di essere uscite per la prima volta da quelle antiche mura. Lolita Lobosco, finiti i rituali del mattino - le spremute d'arancia e la vista del mare - arriva sul posto di lavoro come sempre di buon umore. Se non fosse per quelle due presenze inquietanti, venute apposta per lei, Lolita sarebbe già a sbrigare la montagna di pratiche che si sono accumulate sulla scrivania. Sabino Lavermicocca, bel pescatore con il vizio delle fujtine amorose, è scomparso nel nulla. Indagando nel mondo sotterraneo e omertoso annidato nel cuore di pietra della medina barese, Lolita si imbatterà in una serie di inquietanti personaggi che la condurranno fino in Montenegro. Affiancata dall'insostituibile Tonino Esposito e dal sedicente sciupafemmine Antonio Forte, la commissaria Lobosco si troverà così invischiata in una pericolosa rete di criminali e sfruttatori.

Commento:
Più sensuale, desiderabile e desiderata che mai, torna Lolita Lobosco, la commissaria barese amante della buona cucina, ghiotta di arance e, visto che siamo a inizio estate, anche di ciliegie.
Lolita si aggira solitaria nel dedalo di strade di Bari vecchia quando si rende conto di essere seguita: una figuretta vestita di nero le punta gli occhi alla schiena e scompare quando lei si gira. La rivede, insieme alla figlia e ad una nipotina, in questura ed è sicura che cerchi lei. La donna, però, non si fa avanti, così è Lolita a prendere l'iniziativa. Va a cercarla e scopre l'arcano: un dolore l'affligge, Sabino, il figlio minore, è scomparso. Pare affare di donne, pare la seconda fuitina amorosa, ma sarà solo questo? Dov'è, veramente, Sabino, quel bel ragazzo con la passione del calcio come Cassano? Tra chat e facebook, crostate e vino rosso, una puntata al mare e una serata a deux, Lolita deve scoprire che fine ha fatto quel ragazzo la cui scomparsa assume contorni sempre più foschi. Un altro bel giallo abbondantemente condito da questioni sentimentali, in una Bari bella e calda come la nostra commissaria. Secondo capitolo che non delude.

Opera recensita: "Giallo ciliegia" di Gabriella Genisi
Editore: Sonzogno, 2011
Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Bari, estate 2010
Pagine: 221
Prezzo: 16,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


giovedì 2 aprile 2020

RECENSIONE: GABRIELLA GENISI - LA CIRCONFERENZA DELLE ARANCE (LOLITA LOBOSCO 01)


Sinossi:
UN COMMISSARIO DI POLIZIA COSÌ A BARI NON SE L'ERANO MAI NEMMENO IMMAGINATO:
LOLITA LOBOSCO, DETTA LOLÌ, 36 ANNI, OCCHI SEMPRE ACCESI, LUNGHI CAPELLI CORVINI E UNA QUINTA DI REGGISENO CHE NEGLI UOMINI EVOCA LA PIENEZZA DEI FRUTTI MEDITERRANEI
Se avesse paura delle maldicenze di colleghi e notabili, non avrebbe certo scelto di fare il poliziotto. E invece ha deciso di seguire con spavalderia la propria vocazione: combattere le prepotenze, riportare l'ordine nella vita degli altri, farsi rispettare dai maschi senza rinunciare a nessuna delle vanità del proprio sesso. Perché mai dovrebbe rinunciare alla cura della bellezza e della cucina, doti di una vera donna del sud? Ma in quella vigilia natalizia anche per lei le cose si fanno terribilmente complicate. E sì che tutto era cominciato alla grande: da anni non si ricordava un dicembre così caldo, se n'era andata in questura scoperchiando il tetto della sua Bianchina con un CD di Roberto Murolo a tutto volume. Al commissariato, però, l'attende una sorpresa. C'è un arrestato, le dicono, uno stimato professionista, con il golfino di cachemire e le mani tanto curate, accusato di violenza sessuale. Ordinaria amministrazione. Almeno finché Lolì non incrocia lo sguardo dell'incriminato. Quell'uomo lei lo conosce bene. E subito capisce che, oltre a far trionfare la giustizia, questa volta dovrà anche difendere se stessa.

Commento:
La circonferenza delle arance è il primo degli otto (per ora) romanzi con protagonista la commissaria barese Lolita Lobosco, trentasei anni, avvenente, cuoca sopraffina, amica leale ma intransigente, profondamente donna nel privato, ma quando indossa la divisa è una commissaria puntigliosa e non fa sconti. Schietta, diretta, profumata di arance e vaniglia, bella e verace come le vere donne del Sud, la commissaria Lolita Lobosco è irresistibile. Sin dalle prime battute, dalle prime pagine di questo primo libro che la vede da poco in servizio nella sua Bari, il suo caratterino appare subito chiaro: con Lolita non si scherza, amici sì, ma al momento giusto. Si fa come dice lei, sempre e comunque. Anche quand'è in difficoltà, Lolita non si piega, risolve a modo suo, anche a costo di fare qualche concessione al protocollo, di aggirare le regole se il fine è la giustizia. In questo somiglia molto ad un altro commissario amico suo, uno che ha conosciuto quand'era ispettrice in Sicilia, un certo Montalbano con cui – manco a dirlo - presenta varie gradevoli affinità.
In questo primo caso, alla sua scrivania compare tal Stefano Benedetto Morelli, avvenente dentista nonché ex ex ex fidanzato di Lolita dei tempi del liceo. Il tale è accusato di violenza sessuale dalla sua assistente alla poltrona, ma ascoltando le varie testimonianze, col cuore pesante per dover lasciare il suo ex amore in carcere a Natale, Lolita capisce che la situazione è ben più intricata e ben più marcia di quanto poteva apparire all'inizio. E dunque, toccherà a lei, tra una crostata e un flirt non voluto, venire a capo della vicenda. Intelligente, acuta, dinamica, appassionata, Lolita Lobosco – con tutto il contorno di amiche, famiglia, colleghi e chissà… - è davvero un personaggio inedito, irriverente e imperdibile. La circonferenza delle arance è un giallo non impegnativo, ma non banale, un'ottima lettura d'evasione per sorridere, riflettere e perché no, emozionarsi. La ritroverò presto, Lolita, di sicuro.

Opera recensita: La circonferenza delle arance di Gabriella Genisi
Editore: prima ed. Sonzogno 2010, poi Marsilio-Universale economica Feltrinelli, 2020
Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Bari
Pagine: 218 (Ed. Sonzogno 2010), 190 (ed. economica 2020)
Prezzo: 15,00 € (Ed. Sonzogno 2010) 8,50 (Ed. economica 2020)
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.
Colonna sonora sperimentata: Vinicio Capossela.