simposio lettori copertina

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giovedì 3 dicembre 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - LA STREGA

    Sinossi:

Marie Wall, celebrata star di Hollywood, è tornata a Fjällbacka per le riprese di un film su Ingrid Bergman di cui è la protagonista, e in paese non si parla d'altro. Trent'anni prima, quando era ancora una ragazzina, Marie e la sua amica del cuore erano state accusate di aver ucciso la piccola Stella, una bambina di appena quattro anni, la cui morte aveva profondamente scosso l'intera comunità. Quando alle porte di Fjällbacka, dove ora riecheggiano i suoni dell'estate, un'altra bambina scompare misteriosamente nelle stesse circostanze, il ricordo di quei drammatici eventi riaffiora con forza. Può davvero essere una coincidenza? Per capire se esiste un collegamento tra passato e presente, Patrik Hedström e la sua squadra devono disseppellire verità taciute per lunghi anni. Ed Erica, che al caso Stella lavora già da un po', ha intenzione di fare di tutto per aiutare la polizia, mettendo a disposizione la sua principale abilità: quella di scavare a fondo nei vecchi casi di omicidio, cercando di scoprire che cos'è realmente accaduto e, soprattutto, perché. Intanto, intorno a loro cresce la paura, paura dell'ignoto e del diverso, che esaspera il clima di sospetto e alimenta un odio che arde come fuoco. In una rinnovata caccia alle streghe, quella stessa terra che secoli prima era stata illuminata da innumerevoli roghi, innalzati in nome di una folle lotta contro il demonio, minaccia di bruciare ancora, e di perdersi in un'immensa oscurità.

 

Commento:

La strega è un giallo moderno, crudo, toccante, con frequenti incursioni nel passato – com'è d'uso per Camilla Lackberg – e in questo caso tra il 1671 e il 1672. È in quegli anni che si fece più intensa e cruenta la caccia alle streghe che riguardò, come tutta Europa, anche la Svezia e in particolare la zona di Fjallbacka. La parte moderna della storia non ha direttamente a che fare con le streghe, ma a sua volta si snoda fra gli anni ottanta e i giorni nostri e porta con sé il suo bel carico di problemi. Se l'omicidio di una bambina – anzi due – non fosse abbastanza, in questo libro la Lackberg affronta temi caldi come l'immigrazione, il disagio giovanile, i sensi di colpa, le stragi e l'uso indiscriminato delle armi. Come sempre, l'autrice rivela una grande attenzione verso le problematiche e le evoluzioni della società e una grande sensibilità nell'affrontarne le paure e le contraddizioni. Qualche pagina e qualche ridondanza in meno avrebbero probabilmente giovato alla leggibilità del romanzo, ma La strega rimane comunque un'ottima opera capace di travalicare il genere letterario e di porre all'attenzione anche dei più reticenti problemi e contraddizioni presenti in Svezia come in tutto il mondo occidentale. A giudicare dal finale e dal fatto che non sono stati pubblicati volumi successivi a questo negli ultimi tre anni, sembrerebbe quasi che la Lackberg volesse chiudere qui la serie di Erica Falk e Patrik Edstrom… beh, sarebbe un peccato. Sarebbe bello se, dopo o contemporaneamente alla serie di Faye Adelheim, tornassero in libreria le storie di Erica, Patrik, Martin, Anna e tutti gli altri.

 

Opera recensita: "La strega" di Camilla Lackberg

Editore: Marsilio, 2017

Genere: giallo, seriale

Ambientazione: Svezia

Pagine: 688

Prezzo: 18,90 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

  

mercoledì 7 ottobre 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - IL DOMATORE DI LEONI

Sinossi:

L'inverno è particolarmente gelido, e le vie di Fjällbacka sono quasi deserte: i ristoranti affollati, il porto brulicante di barche e i turisti a passeggio sono solo un ricordo. Mentre l'intero paesino che guarda al Mare del Nord sembra in letargo, una ragazza vaga confusa nel bosco carico di neve. È ferita, procede incespicando a piedi scalzi, gli occhi simili a due buchi neri in un viso bianchissimo. La sua fuga ha fine quando, raggiunta la strada, un'auto la investe, uccidendola. All'arrivo di Patrik Hedström e della sua squadra di investigatori, la giovane vittima è già stata identificata. Di lei si erano perse le tracce da quattro mesi. Ma il suo corpo porta i segni di un'inimmaginabile violenza che nessun incidente può spiegare, e il pensiero di Patrik corre subito alle altre adolescenti, così simili tra loro, misteriosamente scomparse negli ultimi due anni. Potrebbe davvero esserci un collegamento? Intanto, Erica Falck è alle prese con un nuovo libro. Sta facendo ricerche su un'oscura tragedia famigliare che ha portato alla morte di un uomo, una vecchia storia che, iniziata con il festoso arrivo di un circo, con il passare del tempo si è trasformata sempre più in una macabra leggenda senza risposte. Tra le due indagini potrebbe esistere un punto di contatto, un segreto custodito per amore che negli anni ha generato e sostenuto una spirale di odio incomprensibile: mai come questa volta Erica e Patrik dovranno scavare negli abissi del male più impenetrabile, diabolicamente protetto da un'apparente normalità.

 

Commento:

Un'altra storia interessante nata dalla prolifica penna di Camilla Lackberg, un altro giallo ambientato nella cittadina di Fjallbacka, nel sud della Svezia, affacciata sul Mare del Nord; un altro giallo con Patrik Edstrom ed Erica Falk. Il domatore di leoni è un altro giallo in cui la Lackberg affronta la tematica della parità di genere e lo fa a modo suo, dimostrandone ancora una volta una latitanza se non inesistenza. Cinque ragazze scomparse, una ritrovata in fin di vita con lesioni terribili. Fin dove arriva la perversione, l'odio, la malvagità? Con questo libro non potremo che chiedercelo. Purtroppo, anche se la storia e buona e scritta in modo competente, con prosa sicura, il problema che riscontro in molti dei gialli di quest'autrice è la ripetitività del plot, che porta le storie ad appiattirsi, a risultare quasi prevedibili e un po' tutte simili. Però sono gialli che si fanno leggere e che suscitano curiosità, perciò continuo a consigliarli e soprattutto a leggerli.

 

Opera recensita: "Il domatore di leoni" di Camilla Lackberg

Editore: Marsilio, 2016

Genere: giallo, seriale

Ambientazione: Svezia

Pagine: 464

Prezzo: 12,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

      

domenica 4 ottobre 2020

RECENSIONE: LUCA CROVI - STORIA DEL GIALLO ITALIANO

Sinossi:

Il fatto che la crime fiction in Italia non abbia mai subito cali di popolarità o di consenso si può considerare una prova del suo legame indissolubile col modo di raccontare e di raccontarsi nel Belpaese. Luca Crovi ne rilegge la storia da un punto di vista inedito, utilizzandola come sensore delle aspirazioni e delle paure, dei sogni e dei peggiori incubi di un'intera nazione. Il risultato è una brillante cartografia dell'inferno del Novecento e del primo ventennio del Duemila, dalla Milano di Augusto De Angelis e Giorgio Scerbanenco, alla Roma di Giancarlo De Cataldo, dal boom degli anni Sessanta al grande successo di Andrea Camilleri, dai noir di Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto, Antonio Manzini e Maurizio de Giovanni ai legal thriller di Gianrico Carofiglio, fino ai gialli con humour di Marco Malvaldi e Francesco Recami, passando per i thriller di Giorgio Faletti e Donato Carrisi. Costruendo un percorso avvincente attraverso successi editoriali e repêchage di autori, più o meno noti, che hanno lasciato un segno nel panorama italiano e internazionale, Crovi mette in rilievo differenze e analogie fra trame e personaggi, ambientazioni e schemi narrativi del giallo, il «frutto rosso sangue della nostra epoca». Davanti a un universo narrativo che parla dei lettori e ai lettori, terrorizza e affascina nello stesso tempo perché sembra esorcizzare, con il rigore razionale di un'indagine brillante e intuitiva, la paura dell'ignoto, non si può fare a meno di chiedersi: è forse un caso che in tempi di feroce incertezza, come quelli che stiamo vivendo, il giallo sia ancora il genere più amato dagli italiani?

 

Commento:

Ecco, lo sapevo. Lo sapevo ancora prima di aprirlo, che in Storia del giallo italiano avrei trovato un altro must! Sapevo che, da appassionata di letteratura thrilling che sa di avere ancora molte lacune, avrei imparato molto da questa lettura, ma non mi aspettavo che mi avrebbe coinvolta, tramortita, quasi sopraffatta con tante informazioni e soprattutto tantissimi stimoli ad approfondire, tanti spunti per nuove letture, incontri con nuovi personaggi, vecchi autori, altri modi di raccontare il giallo e quindi la società. Di sicuro con Crovi condivido il mio modo di intendere il giallo, il thriller, il noir: forme meravigliosamente efficaci e coinvolgenti di raccontare la società, di leggere ed interpretare il mondo in cui viviamo e i comportamenti di chi ci circonda, nonché di esorcizzare la paura di ciò che non conosciamo, ma che potrebbe accadere. In Storia del giallo italiano ho trovato autori che non conoscevo, personaggi che mi hanno già conquistata prima ancora di entrare nel loro mondo, ma anche storie che in questi anni mi hanno formata come lettrice e come persona, contribuendo ad accrescere il mio amore per questo genere letterario ed altresì la conoscenza di questo Paese che, con tutte le sue differenze, fallacie e difficoltà, tutti noi amiamo. L'"investigazione" di Crovi nel giallo italiano parte da lontano, dalla metà dell'Ottocento, ed organicamente, attraverso vari livelli e piani narrativi si snoda per un secolo e mezzo sino ad arrivare a noi, al 2020, in quella che più che una variegata e variopinta sfilata di nomi e scene, è una caleidoscopica rimpatriata della grande famiglia del giallo in tutte le sue nuances, dai nonni – De Angelis, Mastriani, Matilde Serao – ai genitori – Scerbanenco, Camilleri, Faletti, Laura Grimaldi – ai figli, nipoti e pronipoti – Genisi, Basso, Venezia, De Marco, Pulixi, Tuti e chi più ne ha e più ne metta. E come in ogni rimpatriata che si rispetti, ciascuno porta qualcosa di sé, le sue idee, il suo lavoro, i suoi manicaretti, la sua terra, il suo modo di essere e di intendere il mondo. Un perfetto mix di storie, voci, luoghi, colori per raccontare l'Italia in tutte le sue sfaccettature. So già che riaprirò spesso questo saggio - pure impegnativo e complesso, bisogna ammetterlo – alla ricerca di quello spunto, di quella storia che ancora mi manca e che fa al caso mio. A voi lo consiglio, sia che siate appassionati del giallo, sia che amiate i saggi e le pubblicazioni un po' meno leggere.

 

Opera recensita: "Storia del giallo italiano" di Luca Crovi

Editore: Marsilio, 2020

Genere: saggio

Ambientazione: Italia

Pagine: 512

Prezzo: 19,00 €

Consigliato: sì

    Voto personale: 9.

      

domenica 6 settembre 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - TEMPESTA DI NEVE E PROFUMO DI MANDORLE


Sinossi:
Manca poco meno di una settimana a Natale. Adagiata contro le rocce grigie, con le sue casette di legno ammantate di neve, Fjallbacka regala uno spettacolo particolarmente suggestivo, un paesino fiabesco affacciato sul mare di ghiaccio. Martin Molin, collega di Patrik Hedstrom alla stazione di polizia di Tanumshede, ha raggiunto la fidanzata Lisette sulla vicina isola di Valo per una festa di famiglia. Mentre il vento infuria, durante la cena il vecchio patriarca dall'immensa fortuna muore improvvisamente. Nell'aria si avverte un vago aroma di mandorle amare, e a Martin Molin non resta che cercare di far luce su quella morte misteriosa. Intanto, la violenta tempesta che agita le acque gelide dell'arcipelago non accenna a placarsi, e ogni contatto con la terraferma è interrotto. Sulle orme di Agatha Christie, in occasione dei suoi primi dieci anni di carriera, Camilla Läckberg ha dato vita a una serie di racconti che, tema a lei caro, indagano le complesse dinamiche familiari, combinando scene d'intimità domestica all'inquietudine di oscuri segreti del passato.

Commento:
Tempesta di neve e profumo di mandorle è una raccolta di cinque racconti in cui sono racchiuse tutte le tematiche care a Camilla Lackberg. In Sognando Elisabeth si affronta il tema dell'incomprensione e del sospetto nelle relazioni di coppia; Il caffè delle vedove invece affronta il tema della violenza sulle donne e di metodi inconsueti ma efficaci per contrastarla, strizzando l'occhio, nemmeno troppo velatamente, alla ben più audace serie di Faye Adelheim; Una giornata infernale, il meno giallo di tutti, parla di bullismo e qui, tra l'altro, incontriamo Patrik Edstrom alla fine della sua relazione con l'ex moglie, prima di conoscere Erica; Una morte elegante e soprattutto Tempesta di neve e profumo di mandorle, il più corposo di tutti, affrontano il tema dei legami familiari. In tutti si trovano tratti distintivi della Lackberg, dal paesaggio marittimo e dal meteo avverso al cibo, costante rassicurante delle sue storie, fino all'arcipelago di Fjallbacka, alle citazioni letterarie e cinematografiche, ai finali agrodolci e a quell'ironia sottile che contraddistingue la penna elegante e concreta di quest'autrice moderna e profondamente calata nella realtà che descrive. Una buona sintesi della sua produzione, con qualche nota gradevole, come ad esempio il ruolo da protagonista di Martin Molin nell'ultimo racconto. Consigliato, sebbene non sia il meglio che la Lackberg può offrire.

Opera recensita: "Tempesta di neve e profumo di mandorle" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, 2015
Genere: giallo, raccolta di racconti
Ambientazione: Svezia
Pagine: 159
Prezzo: 8,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


martedì 4 agosto 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - IL SEGRETO DEGLI ANGELI


Sinossi:
Decisa a cominciare una nuova vita, Ebba fa ritorno a Valö, la splendida isola della sua infanzia affacciata sulle casette bianche e le rocce scoscese di Fjällbacka, nell'idillio dell'arcipelago svedese. Vuole rimettere a posto la colonia che le appartiene e che non ha più rivisto dal giorno in cui, una vigilia di Pasqua di molti anni prima, la sua famiglia scomparve nel nulla, lasciando dietro di sé solo una tavola apparecchiata a festa e una bambina di un anno che vagava smarrita. Nessuno li rivide più; nessuno fu mai in grado di stabilire cosa fosse realmente accaduto. Un mistero che da sempre stuzzica la curiosità di Erica Falck, ora entusiasta all'idea di poter riprendere in mano la sua personale indagine su quell'oscura storia. Sembra però che per Ebba non ci sia pace. Qualcuno vuole allontanarla, disposto a qualsiasi cosa per proteggere il segreto dell'isola. Dopo un incendio scoppiato nella notte, le minacce si fanno sempre più incalzanti: Ebba ha già perso tutto, eppure c'è ancora qualcuno che desidera la sua morte. A Erica e Patrik non resta che unire le forze per trovare le ragioni di un rancore che gli anni non hanno placato, cominciando da un debole indizio: vecchie tracce di sangue che i lavori di restauro hanno portato alla luce nella colonia di Valö. Una sorta di filo rosso che si snoda a ritroso, conducendo a un passato lontano quando, all'inizio del secolo scorso, Fjällbacka conobbe una misteriosa «fabbricante di angeli».

Commento:
Ottavo libro della serie I delitti di Fjallbacka, Il segreto degli angeli è un buon giallo che, come molti di questa serie, strizza l'occhio al noir: sono sempre più presenti le implicazioni socio-politiche nelle complesse trame architettate da Camilla Lackberg. In quest'ennesima storia ambientata nell'arcipelago di Fjallbacka, una storia di colpe e pesanti eredità familiari si intreccia a vicende politiche, segreti e dolorosi episodi recenti, in un mix complicato, ma tutto sommato piacevole. In questo più che in altri romanzi della serie ho avuto l'impressione di perdermi nel caos di trame e sottotrame, anche considerando quelle familiari e private dei poliziotti e di Erica Falk e Patrik Edstrom, ma come sempre la quadra si trova e tutte le tessere vanno al loro posto. Un buon giallo, sebbene forse non il migliore della serie.

Opera recensita: "Il segreto degli angeli" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, 2015
Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Svezia
Pagine: 480
Prezzo: 12,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


lunedì 20 luglio 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - IL GUARDIANO DEL FARO


Sinossi:
In una notte d’inizio estate, un’auto percorre a gran velocità la strada che collega Stoccolma alla costa occidentale. La donna al volante ha le mani sporche di sangue. Insieme al fi glio, Annie sta fuggendo verso Gråskär, nell’arcipelago di Fjällbacka. Quell’isola scabra, con il faro bianco e la vecchia casa del guardiano dove crescono le malvarose, appartiene alla sua famiglia, ed è l’unico posto in cui lei si sente al sicuro, lontano da tutto. La leggenda popolare vuole che lì si aggirino gli spiriti dei morti, ma questo non la turba, anzi, in quel luogo così solitario, dove il suo sguardo può spaziare solo su scogli e mare salato, ad Annie piace pensare che i fantasmi siano rimasti per farle compagnia. Intanto, a Fjällbacka, Erica Falck è totalmente assorbita dai suoi gemelli di pochi mesi, tanto più che Patrik, da poco rientrato in servizio, è alle prese con un’indagine piuttosto spinosa: il dirigente del settore fi nanze del comune è stato ucciso nel suo appartamento con un colpo di pistola alla nuca. Il movente dell’omicidio sfugge e la vittima, che poco prima di morire aveva fatto visita ad Annie all’isola degli spettri, sembra essere stato un uomo dai mille segreti. Sfi dando un muro di silenzi, la polizia di Tanum scava nel suo passato e trova un collegamento con un’associazione di sostegno a donne maltrattate. Una pista che permetterà a Patrik, sostenuto dal calore di una famiglia solida e sempre più numerosa, di portare alla luce i mondi calpestati di persone a cui la parola casa desta soltanto il ricordo di cicatrici, deboli ombre che solo nell’amore per un fi glio possono trovare la forza per continuare la loro fuga dal dolore che annienta ogni emozione, da caos e distruzione.

Commento:
Dovevo riappacificarmi con quest'autrice dopo la débagle del secondo romanzo della serie con Faye Adelheim, quindi sono tornata al porto sicuro e accogliente della serie di Erica e Patrik.
Dopo il drammatico finale del romanzo precedente, ritroviamo tutti i personaggi che tanto abbiamo a cuore, ormai, in questa serie, tutti alle prese con gli strascichi legati all'aver chiesto troppo a se stessi. Mentre Patrik si riprende dal malore che l'aveva colpito, Erica cerca di godersi i suoi gemelli, non senza sensi di colpa per quanto accaduto alla sorella Anna che sta vivendo un altro momento difficile. In questo trantràn familiare si inserisce un'indagine che, come sempre, non coinvolge solo Patrik, ma tutta la famiglia. Mats Sverin, giovane e solitario dirigente finanziario del Comune di Fjallbacka di recente tornato in città da Goteborg, è stato trovato morto nel suo appartamento, ucciso da un colpo di pistola nella nuca. Trovare l'assassino si rivela oltremodo complesso, giacché dell'uomo si sa veramente pochissimo: i suoi pochi effetti personali, così come le sue frequentazioni, rivelano quel tanto che basta per farsi un'immagine abbastanza buona di lui, ma chi può dirlo? Sono tanti gli elementi sconosciuti della vita di Mats. Si sa, però, che conosceva Annie, la giovane donna recentemente tornata sull'isola di Graskar – a due passi da Fjallbacka – con il figlioletto di cinque anni. Nel silenzio dell'isola, la donna si sta chiedendo perché Matte, con cui era legatissima in passato e con cui, dopo la sua visita recente, sembrava aver ritrovato la perduta intimità,  se ne sia andato in piena notte senza neppure salutarla. Tante le domande, i dubbi, i punti interrogativi. Di che natura era, realmente, il motivo che aveva riportato Mats a Fjallbacka? Che attività lo legava all'associazione che si occupa di donne maltrattate per cui lavorava? Troppe ombre che, come al solito, toccherà a Patrik e ai suoi colleghi dissipare… con qualche ostacolo dall'interno e qualche buon aiuto dall'esterno.
Un giallo ben costruito, lento ed equilibrato come al solito, ma più interessante e piacevole dei precedenti della serie. Una lettura interessante e godibile, nonostante gli argomenti trattati non suggeriscano certo leggerezza. Ad ogni modo, un buon modo per ridare corpo ad una serie che stava rischiando di appiattirsi su se stessa.


Opera recensita: "Il guardiano del faro" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, 2014
Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Svezia
Pagine: 446
Prezzo: 18,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


giovedì 16 luglio 2020

RECENSIONE: GABRIELLA GENISI - UVA NOIR (LOLITA LOBOSCO 03)


Sinossi:
In una Bari sonnolenta e distratta, dove i tanti scandali scuotono il perbenismo della città, un bambino scompare, e qualche giorno dopo viene ritrovato senza vita nel giardino della villa di famiglia. Le indagini di polizia si rivelano subito piuttosto complesse. Tra i sospettati c'è la mamma del bimbo, donna molto bella e inquieta, meglio conosciuta con il soprannome di Uva 'gnura, Uva nera. Separata dal marito, un farmacista assai noto e rispettato, la donna risulta essere invischiata in affari loschi e frequentazioni malavitose. Ma il caso si ingarbuglia terribilmente, un vero rompicapo per Lolita Lobosco, Commissario in servizio alla Questura di Bari, sezione Omicidi. Finalmente innamorata, per giunta, Lolì si divide tra le investigazioni, i pericoli del mestiere e la variopinta vita privata, fatta di cenette al lume di candela, manicaretti afrodisiaci, amicizie non sempre innocenti e maldicenze a tutto spiano. Un nuovo giallo per la scaltra ed esuberante Lolì.

Commento:
I delitti in cui sono coinvolti bambini fanno sempre impressione, suscitano sgomento, repulsione, incredulità, paura. Nessuno vorrebbe mai averci a che fare, tantomeno un commissario di Pubblica sicurezza, neanche se è forte e preparato ad affrontare qualunque cosa come Lolita Lobosco. Eppure, Lolita lo sa, è uno dei rischi del mestiere: siccome l'abiezione umana non ha limiti e tu ci devi lavorare ogni giorno, prima o poi ti capita di dover scoprire chi ha ucciso un bambino. Al di là della teoria, però, non si è mai preparati a certe situazioni, non si è mai pronti a un dolore così forte come quello che segue al ritrovamento di un bambino ucciso e chiuso in uno scatolone nel giardino della sua stessa casa. Perciò non si può fare molto per nascondere l'irritazione verso chi, pur mostrandosi afflitto, ha commesso delle leggerezze evidenti in questa storia. Lorena, Uva 'Gnura, la madre del piccolo Morris, per esempio, che ora se ne sta sdraiata in lacrime, eppure ammicca, consapevolmente provocante, perché non ha denunciato subito la scomparsa del bambino che mancava da casa da due giorni? Perché non ha smosso mari e monti per ritrovarlo? E il padre, quest'uomo ricco, debole, sudaticcio, perché non è qui a piangere suo figlio? In vacanza, irrintracciabile. Al suo posto, in questa famiglia sfasciata e allargata, troppe persone interessate e poco trasparenti… come i fratelli Labranca, amici speciali, intimi della madre che, però, non sembra trarre sollievo dalla loro presenza. Cos'è successo davvero a quel bambino? Quale conto ha inconsapevolmente pagato con la vita? A questo pensa Lolita, mentre cammina per i viali della Bari bene; questo è il pensiero di fondo che l'attanaglia per tutta la durata dell'indagine, mentre intanto deve affrontare questioni personali, diverse, decisamente più leggere, ma non meno indecifrabili. Per esempio, qual è l'algoritmo che vede in lei l'uomo di cui sembra che si stia innamorando? Qual è la variabile che risolve la funzione? E poi ci sono quelle scritte… quelle scritte sempre più grandi e sempre più rosse che compaiono davanti all'ingresso della Questura… quelle maldicenze che la feriscono, la addolorano profondamente? Perché Lolita sembra così, impulsiva, passionale, istintiva, ma in fondo è riflessiva e soprattutto sensibile. Non fa male a nessuno, lei.
Ed è tra questi pensieri e un chicco d'uva nera addentato di straforo che settembre si fa strada prendendo il posto dell'estate, e tra uno screzio con un'amica e una cena con un incontro inaspettato, sempre con l'appoggio di amici saggi e sinceri, che pian piano tutte le questioni si chiariscono, si accomodano, si risolvono. Anche quell'omicidio così inspiegabile, purtroppo, troverà una spiegazione, per quanto assurda, inaccettabile, dolorosa. E, col cuore più contento, pure Lolì potrà affrontare un nuovo anno di vita, più cresciuta, consapevole, esuberante, testarda, tosta e dolce che mai.

Opera recensita: "Uva noir" di Gabriella Genisi
Editore: Sonzogno 2012-Marsilio 2020Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Bari
Pagine: 185
Prezzo: 21,20 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5
Colonna sonora sperimentata: Vinicio Capossela.

martedì 19 maggio 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - LA SIRENA


Sinossi:
Un mazzo di gigli bianchi e una busta con un biglietto. L'ennesimo. Impegnato nel lancio del suo romanzo d'esordio, Christian Thydell riconosce sul cartoncino bianco che gli viene recapitato prima di una presentazione la stessa calligrafia elaborata che da oltre un anno lo perseguita, e finisce per crollare. A Erica Falck, sua preziosa consulente nella stesura del libro, confessa di ricevere da tempo oscure lettere anonime. Uno sconosciuto lo minaccia di morte, e il pericolo si fa sempre più vicino. Quando dal ghiaccio lungo la costa viene ripescato il corpo di un vecchio amico di Christian misteriosamente scomparso tre mesi prima, l'ispettore Patrik Hedström si convince che tra i due episodi ci sia una relazione e comincia a indagare. Intanto Erica, in faticosa attesa di due gemelli, decide di seguire una pista tutta sua. Chi meglio di lei conosce la psicologia di uno scrittore? Sa bene che, quando si scrive, si finisce sempre per infilare nella trama anche qualcosa della propria vita. Il presente di Fjällbacka torna a intrecciarsi a drammi che hanno la loro origine in tempi lontani, una fumosa e tormentata concatenazione di cause ed effetti che si trascina negli anni, a conferma che i segreti non si lasciano mai seppellire per sempre e che il passato, inesorabilmente, finisce coll'agguantarti.

Commento:
Sesto romanzo della serie di Erica Falk e Patrik Edstrom, La sirena più che un giallo sembra quasi un noir. Nel volume precedente, avevamo già incontrato di sfuggita Christian Thydell, il bibliotecario di Fjallbacka in procinto di pubblicare il suo primo libro, ma di certo non potevamo immaginare i segreti e i traumi che si portava dentro. Segreti e traumi che erompono prepotentemente sulla scena trascinando Fjallbacka e alcuni suoi abitanti nel delirio più nero. Alcune inquietanti lettere anonime vengono recapitate ad alcuni amici di Christian, uno dei quali viene ritrovato morto dopo che era scomparso da tre mesi. La causa del terrore va cercata lontano, nell'infanzia e nell'adolescenza dei protagonisti, perché per quanto a fondo lo seppelliamo, il passato rimane con noi e qualche volta irrompe nel presente. Un altro giallo di Camilla Lackberg che apre diversi scenari possibili per il futuro: soprattutto nella parte finale ci interroghiamo sulla salute di Patrik che per tutto il libro è apparso stanco e sempre più affaticato e messo alla prova. L'ultima scena con cui il romanzo si chiude, poi, getta un'ombra nefasta su Erica e la sorella. Vedremo, anzi leggeremo nel prossimo volume della serie.


Opera recensita: "La sirena" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, 2014
Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Svezia
Pagine: 446
Prezzo: 18,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


domenica 26 aprile 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - IL BAMBINO SEGRETO


Sinossi:
L'estate sta per finire a Fjällbacka, la cittadina sulla costa occidentale della Svezia lentamente si svuota della folla di turisti, e per Erica è arrivato il momento di affrontare una scoperta inquietante: nella soffitta di casa, in un baule dove la madre Elsy conservava i suoi oggetti più cari, ha trovato alcuni diari e una medaglia dell'epoca nazista avvolta in una camicina da neonato macchiata di sangue. Pur spaventata dal rischio di rivelazioni che forse sarebbe meglio continuare a ignorare, decide finalmente di interpellare uno storico esperto della seconda guerra mondiale, da cui ottiene però solo risposte molto vaghe. Due giorni dopo, il vecchio professore viene assassinato. Mentre Patrik cerca maldestramente di conciliare il suo congedo di paternità con il desiderio di partecipare alle indagini, Erica s'immerge nelle pagine del diario di Elsy e nel drammatico passato di cui raccontano, cercando di capire chi è ancora disposto a tutto pur di mantenere il segreto su eventi tanto lontani.

Commento:
Qualcosa si muove in questa serie interessante, ma i cui libri finora sembravano uguali a se stessi. Finalmente c'è qualche apprezzabile novità: in primis la scena alla stazione di polizia non è monopolizzata dallo stacanovista Patrik, relegato ad un ruolo di secondo piano perché in congedo parentale; Erica si riappropria della scena familiare, lavorativa e rimette finalmente in moto le sue abilità da detective, tanto più che il caso di cui si occupa la polizia ha attinenza diretta con scoperte sconcertanti che va facendo sulla vita e sulla giovinezza di sua madre. Alla stazione, poi, conosciamo Paula, una intelligente poliziotta che introduce, oltre ad un elemento di novità che riequilibra i rapporti nel gruppo, occasioni per trattare argomenti importanti come l'omosessualità, la maternità di due donne e l'immigrazione. Grazie a lei – anche se indirettamente – anche l'immagine del commissario Melberg viene riabilitata. Grande importanza ha, in questo libro, il tema del nazismo, della seconda guerra mondiale, delle organizzazioni neonaziste in Svezia e del fatto che attecchiscono sui giovani in modo preoccupante. Un mix interessante, insomma, che fornisce più di un motivo per proseguire nella lettura della serie e dà nuova linfa a qualcosa che rischiava di attorcigliarsi su se stesso.

Opera recensita: "Il bambino segreto" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, 2013
Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Svezia
Pagine: 526
Prezzo: 19,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


martedì 31 marzo 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - L'UCCELLO DEL MALAUGURIO


Sinossi:
Fjällbacka sta per lasciarsi alle spalle un altro dei suoi lunghi inverni silenziosi, e nella Giunta cittadina c'è chi è ansioso di attirare l'attenzione sul piccolo centro della costa. Quale occasione migliore di un reality show, con telecamere piazzate dovunque a riprendere luoghi e persone che entreranno nelle case di decine di migliaia di telespettatori? La proposta è approvata, i riflettori puntati, ma l'arrivo del cast crea non poco scompiglio, tanto più che il produttore, consapevole che gli scandali aumentano l'audience, si diverte ad alimentare le tensioni tra i concorrenti. Ma il trambusto mediatico rischia di assorbire anche le risorse della polizia, e il vicecommissario Patrik Hedström, già distratto dai preparativi per il suo matrimonio con Erica, è in affanno: le indagini su una donna morta in circostanze sospette vanno a rilento. Cercando faticosamente di mettere insieme i pezzi di un caso dai mille colpi di scena, tra minacce, segreti e sterili menzogne, Patrik trova un diario e vecchi ritagli di giornale che potrebbero contenere indizi preziosi. E anche un collegamento con un caso molto simile avvenuto solo qualche anno prima. Non gli resta che insistere, per arrivare ad aprire una breccia nel muro di silenzio che la piccola comunità di Fjällbacka erge a difesa della propria immagine, che vuole conservare irreprensibile.

Commento:
Quarto caso della serie dei Delitti di Fjallbacka, con protagonisti Erica Falk e Patrik Edstrom, questa volta presi dai preparativi del matrimonio. Nuove dinamiche familiari prendono forma nell'antica proprietà delle sorelle Falk, mentre in città la situazione è alquanto effervescente, dapprima per l'arrivo dei partecipanti ad un osceno reality show, in seguito per i guai da questi creati, nonché per due omicidi atroci e apparentemente scollegati. Toccherà a Patrik e alla squadra del commissariato di Tanum Shede, non senza difficoltà, venire a capo di un intrigo che si fa di ora in ora più inestricabile.
Che dire…? Di sicuro dal punto di vista familiare e della relazione tra Erica e Patrik la serie procede bene, anche grazie al recupero della sfortunata Anna e delle nuove prospettive che si aprono. Anche l'indagine, anzi le indagini, risultano interessanti ed è sempre da apprezzare l'impegno notevole che la Lackberg profonde per toccare ogni volta temi importanti… però, c'è un però… man mano che procedo con la lettura della serie, non posso non notare che il plot finisce sempre per ripetersi… il tutto risulta sempre un po' troppo uguale a se stesso… non saprei spiegarlo meglio, è una sensazione che però mi porto dietro durante la lettura. Stavolta, poi, avevo addirittura intuito il colpevole molto tempo prima della fine… insomma… Proseguirò comunque nella lettura della serie che ad ogni modo è piacevole ed ovviamente ve ne darò conto.

Opera recensita: "L'uccello del malaugurio" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, 2012
Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Svezia
Pagine: 462
Prezzo: 18,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 7,5.


mercoledì 19 febbraio 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - LO SCALPELLINO


Sinossi:
Al largo di Fjällbacka, nella nassa di un pescatore a caccia di aragoste rimane impigliato il corpo senza vita di una bambina. Nei suoi polmoni ci sono tracce d'acqua dolce e sapone: qualcuno l'ha annegata in una vasca da bagno prima di gettarla in mare. Mentre Erica, mamma da poche settimane, è completamente assorbita da una neonata che tutto le offre fuorché le "gioie deliranti della maternità" che si aspettava, Patrik guida le indagini. Ma chi può aver voluto la morte della piccola Sara? Il paese è alla ricerca di un capro espiatorio, la gente bisbiglia, i conflitti nutriti negli anni si fanno più aspri: dentro le case dalle facciate perfette affiorano drammi famigliari che il tempo non ha saputo placare. Al terzo romanzo della sua serie pubblicata in trentadue paesi, Camilla Làckberg, con occhio attento agli esseri umani e alla loro psicologia, intreccia le colpe del passato agli effetti devastanti sul presente, tracciando il ritratto lacerante di una psiche femminile sfrenata, affascinante, e mostruosa.

Commento:
Davanti ad un obiettivo le persone si comportano sostanzialmente in due modi: ci sono quelle che si accontentano di guardarlo da lontano sognando il miraggio e compiangendosi per non poterlo raggiungere finendo per restare ferme, arenate al punto di partenza, bloccate dal loro stesso vittimismo; poi ci sono quelle che fanno letteralmente di tutto per ottenere ciò che vogliono e tendono a diventare sempre più ambiziose ed insaziabili. È questo il fulcro da cui guardare a Lo scalpellino, il terzo romanzo di Camilla Lackberg per la serie con protagonisti Erica e Patrik: c'è chi si accontenta e subisce, poi c'è chi non si accontenta ed agisce. Posso aggiungere poco altro sulla trama rispetto a quanto già contenuto nel risvolto di copertina, però posso dirvi che continuo a trovare disturbante l'eccessiva lentezza dei romanzi della Lackberg: non l'avevo notato particolarmente nel primo, La principessa di ghiaccio, mentre ne Il predicatore già avevo sottolineato questa caratteristica. Di base non ho problemi con i gialli, per natura più lenti dei thriller, a patto però che i tempi dilatati siano riempiti con qualcosa di innovativo o comunque davvero interessante… troppo spesso qui questo non succede: pagine e pagine in cui l'autrice si dilunga in descrizioni che francamente avrei ridotto. Un'altra pecca di questo romanzo, almeno in una fase iniziale, sono stati i troppi personaggi introdotti in uno spazio (di pagine) breve e frammentato. Per un po' mi sono ritrovata spaesata e mi è risultato non facile seguire la narrazione.
Tuttavia la trama è interessante, come anche le dinamiche familiari e i salti temporali dagli anni Venti agli anni Cinquanta che a piccoli passi aiutano a chiarire la dinamica della storia. Il colpevole è facilmente intuibile, tuttavia i ragionamenti e la conduzione dell'indagine in generale merita di essere seguita. Consigliato, anche se non il migliore letto finora.

Opera recensita: "Lo scalpellino" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, 2011
Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Fjallbacka, Svezia
Pagine: 572
Prezzo: 19,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 7,5.


giovedì 9 gennaio 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - IL PREDICATORE (I DELITTI DI FJALLBACKA VOL. 2)


Sinossi:
Da più di vent'anni una dolorosa faida lacera la famiglia Hult: Ephraim, il predicatore che infiammava le folle promettendo guarigione e salvezza, ha lasciato ai suoi discendenti un'eredità molto controversa. Il peso del sospetto continua a gravare su un ramo del clan, coinvolto suo malgrado nella sparizione di due ragazze risalente a molti anni prima. Una vicenda che nel delizioso paesino di Fjallbacka, sulla costa occidentale della Svezia invasa dai turisti per la bella stagione, torna a essere sulla bocca di tutti dopo l'omicidio di una giovane donna, quando in una splendida gola naturale, sotto quel corpo martoriato, la polizia scopre anche i resti di due scheletri. La calda estate di Erica Falck e Patrik Hedstròm, che presto avranno un bambino, viene cosi sconvolta da un'indagine che, in un'angosciosa lotta contro il tempo, cerca di sviscerare i meccanismi della seduzione del potere, sfidando la malevolenza di una piccola comunità di provincia carica di segreti. In questo secondo episodio della serie di Erica Falck, Camilla Lackberg si conferma maestra nel tessere gli intrighi di una società chiusa, dove l'apparenza conta sopra ogni cosa e scoprire cosa accade realmente nella vita degli altri si rivela un'impresa alquanto complessa.

Commento:
Ve lo immaginereste voi che in Svezia possa fare caldo? Ebbene, è questa la prima cosa che ci colpisce sin dalle prime pagine di Il predicatore di Camilla Lackberg: in questo secondo episodio della serie di Erica Falck e Patrik Hedstrom ambientata a Fjallbacka, imperversa un luglio opprimente e un caldo spossante. Spossante è anche, per Erica, l'invasione di parenti che le affollano la casa a ondate in cerca di vacanze gratis; spossante è per lei anche l'apatia di non poter fare nulla con un pancione ingombrante e un bimbo in arrivo. Spossante e lacerante è, per il suo compagno Patrik, l'indagine che lo strappa alle ferie e lo costringe a ore ed ore di lavoro e a non pochi foschi pensieri: una ragazza è stata ritrovata morta con fratture multiple alle ossa e tagli sul corpo; accanto a lei due scheletri di donne risalenti a decenni prima; un'altra ragazza, ad indagine in corso, scompare. Dietro a tutto quest'orrore inconsueto per un paesino turistico come Fjallbacka, c'è indubbiamente un legame con la controversa famiglia Hult… ma qual è questo legame? Si limita al passato o si estende pericolosamente anche all'oggi? E nel frattempo, dov'è la ragazza scomparsa?
Un'asfissiante e disarmante corsa contro il tempo tra colleghi poco collaborativi, strani guaritori ed insondabili segreti di famiglia è quella che impegna Patrik Hedstrom in questo giallo con cui Camilla Lackberg consolida e imprime una direzione a questa fortunata serie. C'è Erica – che ufficialmente resta la protagonista -, ma c'è soprattutto tanto Patrik che, contrariamente a quanto avremmo immaginato leggendo La principessa di ghiaccio, è ben lungi dall'essere relegato in un ruolo marginale. Una serie ben avviata, dunque, che continuerò a leggere senza dubbio durante questo lungo 2020.

Opera recensita: "Il predicatore" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, ed. originale 2004, ed. italiana 2010
Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Fjallbacka, Svezia
Pagine: 462
Prezzo: 19,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


giovedì 5 settembre 2019

RECENSIONE: DAVID LAGERCRANTZ - LA RAGAZZA CHE DOVEVA MORIRE (MILLENNIUM #6)


Sinossi:
isbeth Salander è scomparsa. Ha svuotato e venduto il suo appartamento in Fiskargatan, a Stoccolma, e nessuno sa dove si nasconda. Neppure dal suo computer arrivano segnali di vita, e ora Mikael Blomkvist, alle prese con una deludente inchiesta sul crollo delle borse destinata al prossimo numero di Millennium, ha bisogno del suo aiuto. Sta cercando di risalire all’identità di un senzatetto trovato morto in un parco, a Tantolunden, con in tasca il suo numero di telefono. Per quale ragione quel barbone alcolizzato che non compare in alcun registro ufficiale voleva mettersi in contatto con lui? E perché farneticava ossessivamente di Johannes Forsell, il discusso ministro della Difesa, al centro di una feroce campagna mediatica? Lisbeth, però, ha ben altro per la testa: la ragazza che odia gli uomini che odiano le donne è sulle tracce di Camilla, la sorella gemella con cui vuole regolare i conti una volta per tutte. Ma mentre cerca di chiamare a raccolta il desiderio di vendetta che l’anima da sempre, il passato torna a mettersi in mezzo, con il suo seguito di violenza e distruzione.
Nell’ultimo, folgorante capitolo della saga Millennium, in una caccia dove le parti continuano a invertirsi e, tra sorprendenti scoperte genetiche e misteriose fabbriche di troll, un filo di fuoco unisce le vette dell’Everest agli abissi della rete criminale russa, l’indomita hacker con il drago tatuato sulla schiena intende mettere finalmente a tacere quelle ombre, e bruciare il male alla radice.


Commento:
Mettere la parola fine, in qualunque modo, una volta per tutte. E' questo che vuole ora Lisbeth Salander: ha fatto perdere le sue tracce perché deve concentrarsi su una missione, trovare ed uccidere Camilla, sua sorella. Ma anche Camilla, animata dallo stesso obiettivo, è pronta ad accoglierla. Qualcosa, però, rimanda lo scontro e Lisbeth, sempre più braccata, decide di mettere le sue competenze di hacker al servizio del suo amico Mikael Blomkvist, giornalista d'inchiesta della rivista Millennium, impegnato in una strana vicenda che coinvolge il ministro della difesa svedese – vittima di una campagna d'odio e disinformazione – e un mendicante morto con in tasca il suo numero di telefono. Inaspettatamente, però, i suoi interessi e quelli di Blomkvist sembrano convergere prendendo una piega pericolosa e definitiva. Lo scontro – familiare, di intelligenza, di rabbia – sarà devastante, ma inevitabile e Lisbeth scoprirà, ancora una volta, qualcosa di sé che non sa, una caratteristica positiva che lei non vede, ma pochi altri – Blomkvist in testa – sì.
L'ultimo, avvincente volume della saga Millennium, cominciata da Stieg Larsson ed egregiamente proseguita da David Lagerkrantz, chiude i tanti conti in sospeso con l'appassionante storia di questa ragazza dal carattere a dir poco difficile, dai modi bruschi e dalla vita complicata. Si possono avere perplessità sul finale, ma, per quanto non lo volessimo, era necessario chiudere la serie: proseguire ancora le avrebbe fatto perdere di epicità. Quel che è certo è che Lisbeth, Mikael e tutti gli altri occuperanno un posto d'onore nella nostra memoria e nel nostro immaginario per molto, molto tempo.

Opera recensita: "La ragazza che doveva morire" (Millennium #6) di David Lagerkrantz
Editore: Marsilio, 2019
Genere: thriller
Ambientazione: Svezia-Nepal
Pagine: 409
Prezzo: 19,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.


mercoledì 15 maggio 2019

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - LA GABBIA DORATA


Sinossi:
Faye sembra avere tutto. Un marito perfetto, una figlia adorabile e un lussuoso appartamento nel quartiere più elegante di Stoccolma. Ma, al di là della superficie scintillante, è una donna tormentata dai ricordi legati al suo oscuro passato a Fjällbacka, una donna che sempre più si sente prigioniera di una gabbia dorata. Un tempo era forte e ambiziosa. Poi è arrivato Jack, il marito, e lei ha rinunciato alla sua vita. Jack non è un uomo fedele, però, e quando Faye lo scopre, il suo mondo va in pezzi. Non le resta più niente, è distrutta. Fino al momento in cui decide di passare al contrattacco e di vendicarsi in modo raffinato e crudele... Faye non è certo la prima donna al mondo a essere stata umiliata dal marito, trattata come una stupida e costretta a lasciare il posto a una più giovane e piacente. Ma per lei è arrivato il momento di dire basta: «Unite siamo forti, non ci rassegneremo mai più al silenzio».

Commento:
A prima vista, questo libro potrebbe sembrare scontato, la classica storia al femminile di donne che si ribellano e trovano se stesse. Beh, in linea di massima è di questo che si parla, ma, fidatevi, c'è di più. Faye è tutto tranne che una donna convenzionale e Camilla Lackberg è riuscita a tirar fuori una protagonista credibile nel suo tormento. Sì, tormento, perché al di là della vita agiata, del bel mondo, della patina di madre giovane e solo un po'  appesantita, Faye rivela da subito qualcos'altro, qualcosa di oscuro, che sin dal suo approdo a Stoccolma per l'università, lei farà di tutto per celare… ma che riguarda il suo passato a Fjallbacka, la sua famiglia e le tenebre che, ognittanto, tornano ad avvolgerla. Le scoprirà presto anche Jack, suo marito, colui per il quale lei ha rinunciato alla propria indipendenza, realizzazione, femminilità, dignità… colui che ora vorrebbe gettarla via come un calzino bucato per un'altra più giovane… lo scoprirà, Jack, cosa succede quando la rabbia covata per anni erompe con forza distruttiva… specialmente se, oltre che bella, una donna è molto intelligente ed in grado di coinvolgere altre donne.
La gabbia dorata è un libro molto piacevole, nonostante sia un noir con tratti di grande crudezza; è scritto molto bene: Camilla Lackberg ha saputo imprimere alla vicenda ed ai personaggi un grado di realismo che, sebbene molte cose siano portate all'estremo, rende la storia credibile e per questo ancora più toccante. E' un libro che consiglio alle donne perché, anche se non ai livelli di Faye, è capitato a tutte di vivere situazioni – anche piccole o occasionali - di pressione, sfruttamento, violenza fisica o psichica, e di non riuscire ad uscirne. Ma lo consiglio anche agli uomini… può essere un ottimo modo per osservare i rapporti con l'altro sesso in modo differente e forse porsi in modo più obiettivo verso il proprio vissuto personale.


Opera recensita: "La gabbia dorata" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, 2019
Genere: noir
Ambientazione: Svezia
Pagine: 410
Prezzo: 19,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


mercoledì 12 dicembre 2018

RECENSIONE: ROBERTO COSTANTINI - DA MOLTO LONTANO


Sinossi:
1990, le calde notti magiche del mondiale in Italia, il figlio di un ricco imprenditore e una ragazza povera: sembra l'inizio di un sogno, ma i due giovani spariscono nel nulla. Michele Balistreri indaga svogliatamente, stretto tra affaristi e malavitosi, donne troppo determinate o troppo emancipate, un magistrato nordista e un collaboratore meridionale che litigano su tutto, pure sulle colpe dei napoletani nell'eliminazione degli azzurri da parte di Maradona. Poi tutto precipita e alla fine un uomo viene arrestato. Ma è davvero lui il colpevole? 2018. Un macabro ritrovamento riapre il caso mentre l'unico condannato, uscito di galera, va in cerca di verità e vendetta. Balistreri è in pensione e non ricorda, o non vuole ricordare. L'indagine è condotta dal suo ex vice Corvu e dalla giornalista Linda Nardi. Si scatena una lotta all'ultimo sangue tra uomini molto potenti e donne molto forti.

Commento:
Sesto volume della saga che ha per protagonista il commissario Michele Balistreri. Chi ha letto i precedenti romanzi sa che Balistreri non è né un poliziotto né un uomo comune: ha un passato tutt'altro che immacolato, i rapporti familiari sono stati e sono a dir poco controversi, ha sempre avuto un carattere difficile, pieno di rabbia, irruenza, inquietudine. E come scrive Roberto Costantini, Balistreri è forse l'uomo meno condivisibile del mondo, il più solo e per questo mai solo: accanto a sé ha una schiera di amici – Graziano Corvu, Giulia Piccolo, il fratello Alberto  – una compagna e una figlia entrate tardi nella sua vita, ma diventate insostituibili. In questo libro lo ritroviamo diverso, certamente invecchiato, in pensione anticipata, ma ancora profondamente stimato ed estremamente utile alla polizia: un complicato caso solo in apparenza risolto riaffiora dopo 28 anni e Balistreri deve sforzarsi di ricordare fatti ed impressioni perse nel tempo. Ma i ricordi proprio non vogliono ritornare… è come se la sua mente ne rifiutasse alcuni… e mentre l'indagine torna alla ribalta scuotendo il sistema, Balistreri dovrà riprendere le armi e condurre la sua personale battaglia tra coscienza e memoria. A differenza del passato, al suo fianco ora ha due preziose alleate in più. Quanto al libro in sé, anche qui ritroviamo tutte le caratteristiche tipiche della saga che ci hanno fatto appassionare alle vicende raccontate ed apprezzare tanto questo commissario così sui generis: ci sono i salti temporali, ci sono le indagini mai banali, gli intrighi di potere messi in luce e scardinati, ma in questi romanzi c'è anche – sempre – una profonda e sottile riflessione su alcuni aspetti della nostra società. In quest'ultimo caso, ad esempio, attraverso le vicende dei personaggi possiamo soffermarci sulla violenza domestica, sulla considerazione della donna in un mondo ancora profondamente al maschile nonostante gli anni, sulla criminalità organizzata, sull'arrivismo di alcuni personaggi chiave della politica e della magistratura che pur di fare carriera non si fanno scrupoli a manipolare, insabbiare, alterare indagini a scapito della verità, della giustizia e di altre vite.
Quelli di Roberto Costantini sono libri densissimi di storie, particolari, intrighi e non si allontanano mai troppo da una plausibile realtà… e forse è per questo che ci piacciono tanto: non sono storie vere, ma verosimili.

Opera recensita: "Da molto lontano" di Roberto Costantini
Editore: Marsilio, 2018
Genere: giallo
Ambientazione: Roma, 1990-2018
Pagine: 597
Prezzo: 19,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.


giovedì 15 novembre 2018

RECENSIONE: ELISA SPRINGER - IL SILENZIO DEI VIVI


Sinossi:
Elisa Springer aveva ventisei anni quando venne arrestata a Milano, dove era stata mandata dalla famiglia per cercare rifugio contro la persecuzione nazista, quindi fu deportata a Auschwitz il 2 agosto 1944. Salvata dalla camera a gas dal gesto generoso di un Kapò, Elisa sperimenta l'orrore del più grande campo di sterminio. Eppure conserva il desiderio di vivere e una serie di fortunate coincidenze le consentiranno di tornare prima nella sua Vienna natale e poi in Italia. Da questo momento la sua storia cade nel silenzio assoluto, la sua vita si normalizza nasce un figlio e proprio la maternità è il segno della riscossa. È per lui che Elisa ritrova le parole che sembravano perdute per raccontare il suo dramma.

Commento:
A24020. E' questo il numero che per molti anni Elisa Springer ha cercato di nascondere all'indifferenza, alla derisione, al negazionismo degli altri. E' il numero, marchiato a fuoco sulla sua pelle, che testimonia la sua appartenenza ad un popolo, gli ebrei, ad un credo religioso, che l'ha portata – tra il 1944 e il 1945 – a vivere l'esperienza devastante dei lager dai quali, un anno dopo, denutrita, ammalata, ma viva, è riuscita ad uscire… e vivere è stato, per tutto il tempo e davanti ad ogni genere di soprusi, crudeltà, disumanità, il suo unico obiettivo, la cosa più importante.
A squarciare il velo di silenzio sul dramma di una vita sarà, cinquant'anni dopo i fatti, proprio la curiosità dell'uomo che Elisa mai avrebbe sperato di conoscere: suo figlio. E proprio ai figli, ai ragazzi, Elisa Springer dedica questo libro: con loro si apre e si chiude il suo racconto in una speranza che è quasi certezza, quella che ciò che è accaduto, grazie a loro che ne portano l'eredità, non sarà dimenticato, nonostante ancora oggi vi sia chi nega la sofferenza, la morte, la devastazione dell'Olocausto.
Elisa Springer ci racconta la sua storia con i toni sobri, ma decisi di chi ha visto la morte in faccia, di chi ha visto morire cari e sconosciuti e non vuole la pietà di nessuno, ma non ammette l'oblio. Con scrittura elegante, ordinata, sobria e implacabile questa donna – al tempo della scrittura quasi ottuagenaria – ci mette davanti alla realtà con lucidità, senza orpelli o sentimentalismi: non ne ha bisogno, ciò che racconta fa il resto.
Per me questo libro, indirettamente, ha un valore personale inestimabile perché, quando frequentavo la scuola elementare, ebbi modo di incontrare, ascoltare, parlare personalmente con Elisa Springer. Conservo ancora vivido in mente il ricordo di quell'incontro che mi cambiò letteralmente la vita: fu proprio in occasione della presentazione di questo libro che ebbi il mio primo contatto – che ricevetti la mia prima lezione di vita – su ciò che fu l'Olocausto. Ricordo ancora la voce, la forza, la carica di questa donna; da lì è nato l'impegno e il coinvolgimento personale su questa particolare vicenda storica che da allora è sempre vivo in me. Non avevo ancora mai avuto la possibilità – o la forza – di leggere il libro: ora l'ho fatto ed ho rivissuto sulla pelle l'emozione di quell'incontro; ho rifatto i conti con una parte di me che, inspiegabilmente, si sente chiamata in causa ogni volta che si parla di quest'argomento. Inutile dire che consiglio questa lettura breve, ma intensissima, che rimarrà una delle più importanti della mia vita.

Opera recensita: "Il silenzio dei vivi" di Elisa Springer
Editore: Marsilio, 1997
Genere: narrativa italiana/autobiografia
Ambientazione: Austria-Germania-Italia-Polonia-Cecoslovacchia
Pagine: 124
Prezzo: 12,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 10


domenica 22 luglio 2018

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - LA PRINCIPESSA DI GHIACCIO


Sinossi:
Erica Falck è tornata nella casa dei genitori a Fjällbacka, incantevole località turistica sulla costa occidentale della Svezia che, come sempre d'inverno, sembra immersa nella quiete più assoluta. Ma il ritrovamento del corpo di Alexandra, l'amica d'infanzia, in una vasca di ghiaccio riapre una misteriosa vicenda che aveva profondamente turbato il piccolo paese dell'arcipelago molti anni prima. Erica è convinta che non si tratti di suicidio, e in coppia con il poliziotto Patrik Hedström cerca di scoprire cosa si nasconde dietro la morte di una persona che credeva di conoscere. A trentacinque anni, con la sensazione di non sapere bene cosa volere nella vita ma stimolata da un nuovo amore, approfitta del suo status di scrittrice per smascherare menzogne e segreti di una comunità dove l'apparenza conta più di ogni cosa.

Commento:
Ho riletto questo giallo a distanza di anni – e di molti libri del genere all'attivo – con l'intenzione di continuare la fortunata saga e, in generale, confermo l'impressione positiva che ebbi alla fine della prima lettura.
Si tratta del primo libro di Camilla Lackberg, quello che ha dato l'avvio alla serie ambientata nel piccolo paesino di Fjalbacka, sulla costa sud-occidentale della Svezia, e che vede come protagonista la giovane scrittrice Erica Falck.Al di là delle caratteristiche specifiche del libro, dell'ambientazione fredda e innevata e della trama e di altre amenità facilmente intuibili dalla quarta di copertina, cerchiamo di inquadrare meglio la collocazione della Lackberg nel panorama poliziesco contemporaneo.
C'è una categoria di gialli – e non di thriller, attenzione, perché mai come in questo caso la precisazione fa la differenza – che io definirei gialli soft: sono quei libri che di base sono dei polizieschi, ma nei quali gli autori (o più spesso le autrici) infilano anche una storia in rosa che va a costituire una diramazione parallela della trama. Ora, a me personalmente questo tipo di storie non dispiace, sia perché non disdegno le implicazioni quotidiane o sentimentali dei personaggi, specie se dovrò incontrarli per molti libri, sia perché il lato romantico va a sostituire in parte la mancanza di adrenalina e di tensione narrativa che spesso si trova nei gialli e che altrimenti mi farebbe rimpiangere i thriller. In un giallo dell'Ottocento o dei primi del Novecento tutto questo sarebbe ampiamente compensato da ricche elucubrazioni psicologiche, ma, visto che oggi sembrano passate di moda, accontentiamoci del rosa.
Detto questo, e considerate queste premesse, mi sembra che la Lackberg il suo lavoro lo sappia fare bene. Certo, in questo primo libro si notano ancora delle imperfezioni e una scrittura un po' acerba – il tutto in molti casi avrebbe potuto essere reso in modo più sottile – ma le basi ci sono, la trama regge, la caratterizzazione dei personaggi è buona, soprattutto in vista della futura serie. Perciò, se viene preso per quello che è – ossia un giallo contemporaneo soft – questo è sicuramente un buon libro d'evasione.
Con questi presupposti non posso che consigliarlo. A me, personalmente, è piaciuto e credo che continuerò la serie, non fosse altro che per vedere com'è maturata la Lackberg: non avrebbe mai potuto avere tanto successo per tanto tempo seguendo sempre la stessa scia senza migliorarsi.

Opera recensita: "La principessa di ghiaccio" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, ed. originale 2002, ed. italiana 2010
Genere: giallo
Ambientazione: Svezia
Pagine: 458
Prezzo: 18,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


domenica 27 maggio 2018

RECENSIONE: RAGNAR JONASSON - L'ANGELO DI NEVE


Sinossi:

Siglufjörður, cittadina di pescatori nel punto più a nord dell'Islanda, accessibile dal resto del paese solo attraverso un vecchio tunnel, è soffocata

dalla morsa dell'inverno. La temperatura è ben al di sotto dello zero, il vento scuote le tegole, e la neve che cade incessante da giorni la fa sembrare

un luogo incantato dove tutto può succedere. Finché qualcosa di inaspettato succede davvero. Una giovane donna viene ritrovata in un giardino priva di

sensi, in una pozza di sangue. Un vecchio scrittore muore nel teatro locale in seguito a una caduta. Ari Þór, ex studente di teologia diventato poliziotto

quasi per caso, si immerge nell'indagine malvolentieri, stretto tra la nostalgia della fidanzata rimasta a Reykjavík e la diffidenza di una comunità che

fa fatica ad accoglierlo. In un clima di tensione claustrofobico, dovrà imparare a farsi largo tra l'attenzione morbosa della stampa e i segreti dei residenti,

a convivere con le bufere sferzanti e a trovare la strada della verità in un buio senza fine.

 

Commento:

In una cittadina della costa settentrionale islandese dove tutti sanno tutto e si conoscono, un anziano scrittore, personalità conosciuta e non proprio amata da tutti, viene ritrovato morto nel teatro di cui è direttore. Il capo della polizia è portato a minimizzare e parla d’incidente, ma quando, poco tempo dopo, una giovane donna viene ritrovata in una pozza di sangue nella neve è evidente che qualcosa di strano sta accadendo. Ari Tor, giovane poliziotto appena arrivato in città l’ha capito da subito e non può fare a meno di indagare. Pian piano vengono a galla segreti vecchi e nuovi degli abitanti della piccola città, restii a parlare con i forestieri e propensi a coprirsi minimizzando e dimenticando le stranezze. A complicare le indagini rendendo il posto ancor più claustrofobico, c’è la neve, tanta neve, che da abbraccio familiare si trasformerà in minaccia incombente.

Un giallo appassionante e davvero ben scritto, non cruento ma comunque inquietante e con un’ambientazione fantastica, tra il fiabesco e l’allarmante. Davvero lineare la prosa di Jonasson che senza colpi di scena eccessivi o complicati intrecci sviluppa una storia credibile e sobria, ottimo inizio di una serie che sembra interessante. Lettura certamente consigliata.

 

Opera recensita: “L’angelo di neve” di Ragnar Jonasson

Editore: Marsilio, 2017

Genere: giallo

Ambientazione: Islanda

Pagine: 286

Prezzo: 18,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5

 

martedì 13 febbraio 2018

RECENSIONE: ROBERTO COSTANTINI - BALLANDO NEL BUIO


Sinossi:

1974. Sono gli anni di piombo, e Mike “Africa” Balistreri è un ventiquattrenne idealista e pieno di rabbia. Studia all’università e si mantiene insegnando

karate in una palestra frequentata dall’estrema destra romana. Insieme a Ringo, Benvenuti e Boccino milita in Ordine nuovo, fino allo scioglimento per

decreto dell’organizzazione. Crollano allora molte convinzioni di Africa: poter cambiare il mondo facendo a botte coi rossi e la polizia, distinguere nettamente

i traditori dai traditi, capire quale tra le due ragazze che frequenta è quella giusta. Sarà una P38 a dividere definitivamente i loro destini. 1986. Nel

giorno in cui la mano de Dios di Maradona affossa gli inglesi ai mondiali, la mano della P38 abbatte Ringo, il vecchio compagno di militanza che ha fatto

carriera nella Dc. Michele Balistreri, ora commissario della Omicidi, viene chiamato a indagare, nonostante il suo coinvolgimento personale nel caso. Una

lunga scia di sangue lo riporterà sul ciglio di quell’abisso del 1974. I nemici che deve affrontare sono tanti, e il peggiore è Africa, quel ragazzino

che il Balistreri adulto ha sepolto sotto un cumulo di alcol, tabacco, donne e cinismo. Ma quando l’odio e l’amore si risvegliano e le due ragazze di allora

– quella giusta e quella sbagliata – si riaffacciano nella sua vita, non può più voltarsi e fuggire. Per individuare l’assassino dovrà guardare in faccia

Africa e il suo passato e mettere in discussione molte delle sue certezze.

 

Commento:

Nel quinto volume con protagonista Michele Balistreri, Roberto Costantini approfondisce una fase controversa della vita del nostro commissario tutt’altro che perfetto, il periodo della militanza in Ordine Nuovo, il periodo delle botte con i rossi e delle scorribande che portarono Balistreri a un passo dal perdersi definitivamente.

Ma Balistreri non era soddisfatto neanche allora, non gli interessava colpire nel mucchio, lui voleva colpire – e colpire duro – chi lo meritava, al contrario dei suoi soci Boccino, Benvenuti, Dracula e Ringo. E quando dodici anni dopo proprio Ringo viene ucciso quella fase della sua vita si riapre portando con sé tutto ciò che era rimasto irrisolto e conducendo Balistreri alla resa dei conti, questa volta, però, in veste di commissario, dall’altra parte della barricata.

Ancora una volta, come accadeva già nei precedenti libri, le vicende di Balistreri ci insegnano che non basta accantonare i problemi, perché questi torneranno sempre ad inquietarci: bisogna risolverli e capire tutto ciò che c’è da capire, distinguendo tra amici e nemici. E Balistreri ci insegna anche che il primo nemico da affrontare, quello più duro ed inarrestabile, è dentro di noi.

Leggermente meno avvincente e più confuso dei precedenti, questo libro è comunque un crescendo di adrenalina: più ingarbugliati si fanno gli intrighi, più grande è il rischio, più cresce la tensione e poi lo sappiamo, con Balistreri il colpo di scena – o di testa – è dietro l’angolo. E così abbiamo un altro pezzo del puzzle degli anni neri di Balistreri, un altro tassello nella vita del commissario anti-eroe che tanto ci piace. Un altro bel thriller ambientato nella Roma della politica, degli affari loschi, dei giochi di potere e delle vendette piccole e grandi. Lettura consigliata, non prima, però, di aver letto i precedenti quattro volumi, utili per capire bene il personaggio e il vissuto complesso di Balistreri.

 

Opera recensita: “Ballando nel buio” di Roberto Costantini

Editore: Marsilio, 2017

Genere: thriller

Ambientazione: Roma, 1974-1986

Pagine: 480

Prezzo: 19,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

 

martedì 5 dicembre 2017

RECENSIONE: ROBERTO COSTANTINI - LA MOGLIE PERFETTA


Sinossi:

Nel maggio del 2001, a Roma, due coppie, il professore italoamericano Victor Bonocore e la moglie Nicole Steele, il pubblico ministero Bianca Benigni e

il marito Nanni. Due matrimoni come tanti, a volte felici, a volte meno. Tra loro una ventenne pericolosa, Scarlett, sorella di Nicole. Intorno, la terra

di mezzo del Sordomuto e del Puncicone, gli appalti pubblici, il gioco d'azzardo, l'usura, e la morte atroce di una ragazza, Donatella. Sembra essere l'ennesimo

atto di violenza patito da una donna per mano di un uomo violento, l'assassino viene scoperto e giustizia è fatta. O forse no? Quando viene ucciso Victor

Bonocore, Michele Balistreri dirige la terza sezione della squadra Mobile e indaga insieme al pm Bianca Benigni. La miscela è esplosiva, le modalità di

conduzione dell'indagine contro le sorelle Steele sono fuori dai confini della legge e l'esito è disastroso. L'arresto di Scarlett e Nicole incrina le

relazioni tra Italia e Stati Uniti. Tutto finisce male. Nel 2011 una rivelazione inattesa spinge Balistreri a riaprire quel caso rimasto senza colpevoli.

Ma se non è tardi per la giustizia, forse lo è per l'amore e per la vita. O forse no.

 

Commento:

“La moglie perfetta” è il quarto giallo nato dalla penna di Roberto Costantini. Anche questo libro, come i tre precedenti, ha come protagonista il commissario Michele (o Mike) Balistreri, ma la sua figura, così preponderante nei primi tre gialli, qui risulta in secondo piano, quasi in tono minore. Al centro della scena, infatti, ci sono altre persone e, soprattutto, altre tematiche: se finora, nella “Trilogia del male”, il racconto si era concentrato sulle vicende storiche tra Italia e Libia, sugli intrighi di Vaticano, politica, economia e mafia – il tutto magistralmente intrecciato con le vicende personali di Balistreri – qui questi temi restano sullo sfondo, per lasciare spazio all’amore, alla coppia, ai delicati equilibri tra passione e rinuncia, tra dovere e piacere.

Per affrontare questo tema spinoso, Costantini affida la narrazione a vari personaggi: accanto a Balistreri, che conduceva la narrazione nei precedenti romanzi, qui parlano anche Nanni Annibaldi, lo psicologo esperto di terapia di coppia, e sua moglie Bianca Benigni, vero perno del romanzo, pubblico ministero integerrimo e moglie perfetta che, a contatto con Balistreri dovrà rivedere il proprio concetto di ferrea applicazione delle regole. Così, sullo sfondo delle lotte di potere nella “terra di mezzo” che hanno riempito le cronache degli ultimi anni e che hanno ispirato libri, film e serie Tv, si inserisce una storia torbida fatta di tradimenti, mezze verità, vite che si sgretolano e coups de téatre. A districare questa complicata matassa, a distanza di anni, c’è sempre lui, l’antieroe Michele Balistreri che ci dimostrerà che la realtà è sempre un po’ più complicata di come appare.

Con questo libro Costantini ha evidentemente voluto discostarsi dalla “Trilogia del male”, senza abbandonare il suo Balistreri, ma tracciando per lui una via nuova, intrigante ma insidiosa. Le differenze tra questo libro e i precedenti sono, perciò, sostanziali: abbiamo già parlato delle tematiche e dell’introduzione della narrazione corale; inoltre lo stacco temporale è sempre presente, ma il “presente” in questo caso ha una funzione più ridotta, solo chiarificatrice e risolutiva, non un vero, nuovo filone di indagine. Infine lo stesso Balistreri sembra voler mettere la testa a posto: nella sua vita, infatti, c’è una consapevolezza nuova, una ragione per non voler morire, per continuare a vivere, che per sessant’anni della sua vita non c’era. “La moglie perfetta” è quindi lo spartiacque verso una nuova vita di Balistreri che, tuttavia, speriamo di ritrovare agguerrito ed anticonformista anche nei prossimi libri. Lettura consigliata, da affrontare successivamente alla “Trilogia del male”: i libri non sono e non possono essere letti come romanzi a sé.

 

Opera recensita: “La moglie perfetta” di Roberto Costantini

Editore: Marsilio, 2016

Genere: giallo

Ambientazione: Roma, 2001-2011

Pagine: 447

Prezzo: 19,00 €

Consigliato: sì.