simposio lettori copertina

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giovedì 15 febbraio 2018

RECENSIONE: DONNA WOOLFOLK CROSS - LA PAPESSA


Sinossi:

Giovanna nasce nell'anno del Signore 814, in un'epoca in cui le donne sono considerate empie, inferiori e indegne di essere istruite. Lei ha invece un forte desiderio di sapere, che cerca di soddisfare di nascosto con l'aiuto del maestro Esculapio. Divisa tra l'amore impossibile per un uomo e quello altrettanto impossibile per i libri, Giovanna sceglierà questa seconda via. Donna coraggiosa che cerca a tutti i costi di superare i limiti che il suo tempo le impone, è costretta a fuggire. Assume l'identità di suo fratello Giovanni, morto durante un'incursione vichinga, e si nasconde per dodici anni in un monastero benedettino, finalmente libera di leggere, studiare e capire i segreti delle arti e della scienza. Guadagnandosi grazie a questo inganno e alla devozione la fama di un grande e saggio erudito, e avanzando a grandi, incredibili passi nella gerarchia religiosa, Giovanna giungerà a Roma e infine diverrà papa, rinunciando in quel momento e per sempre al suo amore ritrovato, Gerardo. La papessa verrà poi, suo malgrado smascherata pubblicamente e tragicamente durante la solenne processione di Pasqua. I suoi successori faranno di tutto per cancellarla dai registri pontifici e la storia la dimenticherà. In bilico tra verità e leggenda, Giovanna resta tra i personaggi più controversi e affascinanti di tutti i tempi.

 

Commento:

Direi che la quarta di copertina sintetizza già bene le incredibili vicende di questa giovane, coraggiosissima donna con la passione per la conoscenza che affronta tutto e tutti pur di non soccombere all’ignoranza che la sua condizione le impone. Siamo in pieno Medioevo e le donne vengono considerate alla stregua di suppellettili, indegne di avere un’opinione su qualsiasi cosa, troppo umorali ed instabili per comprendere alcunché. Per una donna saper scrivere o leggere era considerato contro natura, figuriamoci accedere ad un’istruzione superiore, classica, o a parlare in pubblico. Ma Giovanna, con la sua intelligenza curiosa ed analitica, riesce nello studio meglio di molti uomini, anche meglio del fratello Giovanni. Quando questi muore in un improvviso attacco normanno, Giovanna deve salvarsi la vita e, se possibile, migliorarla, perciò assume la sua identità e sotto il nome di Giovanni Anglico prosegue il suo mirabolante viaggio fino al Soglio Pontificio.

C’è un uomo, però, un valoroso conte che turba il cuore e la serenità di Giovanna. Quando ormai lo credeva perduto la vita le dona un’altra possibilità, ma per lei è possibile solo una forma d’amore: quella terrena o quella divina, perciò dovrà scegliere, a costo di perdere tutto, anche la vita.

Un romanzo bellissimo, intenso e coinvolgente, che dosa sapientemente storia e finzione narrativa. Una lettura consigliata chi ama i romanzi storici, ma anche le belle storie sentimentali. Ottimo davvero!

 

Opera recensita: “La papessa” di Donna Woolfolk Cross

Editore: Newton Compton, 2010

Genere: romanzo storico

Ambientazione: impero Carolingio, 814-855

Pagine: 480

Prezzo: 5,90 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5

 

giovedì 7 dicembre 2017

RECENSIONE: UMBERTO ECO - IL NOME DELLA ROSA


Sinossi:

Ultima settimana del novembre 1327. Il novizio Adso da Melk accompagna in un'abbazia dell'alta Italia frate Guglielmo da Baskerville, incaricato di una

sottile e imprecisa missione diplomatica. Ex inquisitore, amico di Guglielmo di Occam e di Marsilio da Padova, frate Guglielmo si trova a dover dipanare

una serie di misteriosi delitti (sette in sette giorni, perpetrati nel chiuso della cinta abbaziale) che insanguinano una biblioteca labirintica e inaccessibile.

Per risolvere il caso, Guglielmo dovrà decifrare indizi di ogni genere, dal comportamento dei santi a quello degli eretici, dalle scritture negromantiche

al linguaggio delle erbe, da manoscritti in lingue ignote alle mosse diplomatiche degli uomini di potere. La soluzione arriverà, forse troppo tardi, in

termini di giorni, forse troppo presto, in termini di secoli.

 

Commento:

Ormai vegliardo, il monaco Adso da Melk affida ad un manoscritto le sue memorie riguardanti una strana storia accaduta nell’ultima settimana di novembre del 1327. Allora novizio, Adso accompagnava il suo maestro, Guglielmo da Baskerville, presso un’abbazia dell’Italia centrosettentrionale, dove doveva tenersi un importante incontro tra le legazioni pontificie e quelle facenti capo all’imperatore; i delegati dovevano discutere di un argomento assai controverso e spinoso: l’eresia. Ma appena arrivato, Guglielmo, che ha giusta fama di uomo saggio e dotto, nonché di ex inquisitore, viene messo a parte di un delitto accaduto nell’abbazia e proprio l’Abbate gli chiede di venirne a capo. I delitti però continuano e la trama si infittisce. Tutto sembra ruotare intorno all’anima stessa dell’abbazia, la biblioteca: si tratta della più grande biblioteca della cristianità, un sancta sanctorum del sapere i cui tesori e soprattutto i cui segreti vanno custoditi gelosamente e difesi con ogni artificio possibile. Tra labirinti, visioni, versi apocalittici e verità molto più terrene, la storia si dipana in un susseguirsi di scoperte che mettono in luce il grado di corruzione, marciume, empietà in cui versa l’Abbazia e l’intera Chiesa.

E’ fondamentalmente questo il quadro che ci viene da quest’opera che è tante cose insieme: è denuncia della corruzione, è lode al sapere universale ed universalmente accessibile, è critica verso una Chiesa troppo attenta alle apparenze ed alle rigide regole piuttosto che alle persone, ai loro sentimenti ed ai loro bisogni.

Tutto questo in un libro impegnativo, pieno, traboccante di sapienza, la cui lettura non è immediata. Ma l’iniziale difficoltà data dal registro alto e dalla presenza di frasi latine e riferimenti filosofici, religiosi e culturali, viene ben presto superata dalla bellezza dell’opera. Un capolavoro intramontabile della letteratura italiana, un libro che dovrebbe essere nella libreria di ogni lettore. Consigliatissimo.

 

Opera recensita: “Il nome della rosa” di Umberto Eco

Editore: Bompiani, prima ed. 1980

Genere: giallo storico, gotico,

Ambientazione: Italia centrosettentrionale, novembre 1327

Pagine: 618 (ed. 2014)

Prezzo: 14,00 € (ed. 2014)

Consigliato: sì.

 

venerdì 31 marzo 2017

RECENSIONE: STEFANO CAPRARO - RICHIAMI D'AMORE


nossi:

Nell’intricato bosco di olivi tra il nord delle Puglie e le alture della Lucania, in un medioevo popolato da lupi famelici, sordidi briganti e magiche architetture, oscuri personaggi si aggirano bussando alle porte delle masserie per cercare riparo nei duri mesi invernali. Non tutti però sono disposti a dare loro ospitalità, a causa del loro aspetto raccapricciante. Ad una di queste creature, la madre itinerante, è indissolubilmente legato il destino dei due protagonisti, Nicola e Ofelia i quali, sebbene ignari dell’altrui esistenza, cominciano a sognarsi a vicenda nell’imminenza di un viaggio che entrambi si accingono ad intraprendere: Nicola per seguire il gregge nella prima transumanza della vita, Ofelia a seguito della spedizione del padre, mercante di stoffe, convocato dagli araldi della principessa, la quale vuole scegliere personalmente le stoffe per le sue nozze. Il viaggio di entrambi sarà carico di avventure e di pericoli ma sarà ancora una volta la madre itinerante a fornire la soluzione svelando il segreto che incombe sul passato delle famiglie dei protagonisti e permettendo all’amore di trionfare su ogni avversità.

 

Commento:

Immaginate di fare un salto indietro nel tempo di… diciamo… cinque o seicento anni. Immaginate di trovarvi in una terra che oggi corrisponde al confine tra Puglia e Basilicata, una terra che tanto dà e tanto toglie ai suoi abitanti, fra altipiani, montagne, stupendi castelli e là, sullo sfondo, il mare. Ecco, è qui che è ambientato “Richiami d’amore”, il secondo romanzo di Stefano Capraro.

Ovviamente ad un’ambientazione così particolare corrisponde un romanzo altrettanto singolare, una novella, una storia d’altri tempi, eppure con quel qualcosa che fa pensare all’oggi e che rende tutto più completo e godibile.

I protagonisti sono Nicola, figlio del mezzadro Don Vittorio ed accompagnato dal fedele cane Argo e da Trifone, suo fedele servo ed amico, ed Ofelia, la giovane e bella figlia di Manfredi, stimato mercante di stoffe. Nicola ed Ofelia non si conoscono fisicamente, ma da qualche tempo fanno strani sogni che li turbano, visioni premonitrici che li attirano l’uno verso l’altra, in una promessa di eterno, vero amore. Così quando Nicola, in viaggio per la transumanza, avvista il castello che intravede nei suoi sogni, capisce che la sua amata è lì e deve assolutamente raggiungerla. Ofelia nel frattempo è in viaggio con il padre, diretta proprio a quel castello, in risposta al richiamo della principessa che vuole acquistare le stoffe per le sue nozze. Lei non lo sa ancora, ma il richiamo a cui risponde è ben più profondo ed antico, è quello di una profezia fatta tanti anni prima da una vecchia, la madre errante: è una profezia dettata dalla riconoscenza, destinata a generare legami forti, duraturi e preziosi come un monile dalla forma ottagonale.

Un romanzo che si fa leggere, con una trama affascinante e per nulla banale. Stefano Capraro conferma, anche in questo romanzo, la sua proprietà di linguaggio, adattando benissimo il registro linguistico ai personaggi: ora aulico, adatto a conversazioni estremamente formali, ora colloquiale e con espressioni dialettali per le conversazioni tra Nicola e Trifone e con il loro cane. Quest’abilità non è affatto scontata, visto che la storia è ambientata nel Medioevo e che è quindi necessario adattare anche il linguaggio a quell’epoca.

Lo stile, poi,  è a suo modo semplice e ricco, con descrizioni particolareggiate ed evocative, ma mai prolisse. Importanti sono anche i riferimenti al territorio, alla transumanza, alla proverbiale ospitalità della gente del Sud, al “pane caldo e alle messe domenicali”, alle credenze popolari che sanno mescolare credulità e magia.

Una lettura piacevole, dunque, per lasciarsi affascinare ed anche un po’ per sognare. Lo consiglio caldamente.

 

Opera recensita: “richiami d’amore” di Stefano Capraro

Editore: Giulio Perrone editore, 2017

Genere: novella

Ambientazione: Puglia-Lucania

Pagine: 126

Prezzo: 13,00 €

Consigliato: sì.