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giovedì 28 maggio 2020

RECENSIONE: SANDRA PETRIGNANI - LA CORSARA. RITRATTO DI NATALIA GINZBURG


Sinossi:
Dalla nascita palermitana alla formazione torinese, fino al definitivo trasferimento a Roma, Sandra Petrignani ripercorre la vita di una grande protagonista del panorama culturale italiano. Ne segue le tracce visitando le case che abitò, da quella siciliana di nascita alla torinese di via Pallamaglio - la casa di Lessico famigliare - all'appartamento dell'esilio a quello romano in Campo Marzio, di fronte alle finestre di Italo Calvino. Incontra diversi testimoni, in alcuni casi ormai centenari, della sua avventura umana, letteraria, politica, e ne rilegge sistematicamente l'opera fin dai primi esercizi infantili.
 Un lavoro di studio e ricerca che restituisce una scrittrice complessa e per certi aspetti sconosciuta, cristallizzata com'è sempre stata nelle pagine autobiografiche, ma reticenti, dei suoi libri più famosi. Accanto a Natalia - così la chiamavano tutti, semplicemente per nome - si muovono prestigiosi intellettuali che furono suoi amici e compagni di lavoro: Calvino appunto, Giulio Einaudi e Cesare Pavese, Elsa Morante e Alberto Moravia, Adriano Olivetti e Cesare Garboli, Carlo Levi e Lalla Romano e tanti altri.
 Perché la Ginzburg non è solo l'autrice di un libro-mito o la voce - corsara quanto quella di Pasolini - di tanti appassionati articoli che facevano opinione e suscitavano furibonde polemiche.
 Narratrice, saggista, commediografa, infine parlamentare, Natalia è una "costellazione" e la sua vicenda s'intreccia alla storia del nostro paese (dalla grande Torino antifascista dove quasi per caso, in un sottotetto, nacque la casa editrice Einaudi, fino al progressivo sgretolarsi dei valori resistenziali e della sinistra).
 Un destino romanzesco e appassionante il suo: unica donna in un universo maschile a condividere un potere editoriale e culturale che in Italia escludeva completamente la parte femminile.
 E donna vulnerabile, e innamorata di uomini problematici. A cominciare dai due mariti: l'eroe e cofondatore della Einaudi, Leone Ginzburg, che sacrificò la vita per la patria, lasciandola vedova con tre figli in una Roma ancora invasa dai tedeschi, e l'affascinante, spiritoso anglista e melomane Gabriele Baldini che la traghettò verso una brillante mondanità: uomini fuori dall'ordinario ai quali ha dedicato nei suoi libri indimenticabili ritratti.

Commento:
La biografia, o meglio, il ritratto che Sandra Petrignani fa della scrittrice Natalia Ginzburg è veramente accurato, interessante e stimola il lettore a molti approfondimenti letterari futuri. Leggendo La corsara, emerge la figura di una donna volitiva, eppure malinconica, testarda, eppure dolce, legata alla famiglia, agli amici, ma con una certa idea forte e ben radicata su come dovesse andare il mondo. Natalia Levi nacque a Palermo nel 1916 da Giuseppe Levi e Livia Tanzi; nella città siciliana restò pochissimo, per trasferirsi poi a Torino dove visse per molti anni. Qui conobbe il primo marito, Leone Ginzburg, qui cominciò a scrivere giovanissima, qui si formò come donna e come scrittrice, a strettissimo contatto con la casa editrice Einaudi di cui per moltissimo tempo fu non solo autrice di punta, ma anche preziosa consulente. A quest'ambito si devono le sue amicizie più forti: quella con Cesare Pavese, con Cesare Garboli, con Elsa Morante, con Adriano Olivetti e con molti, molti altri attori noti e meno noti della scena letteraria, politica, economica e sociale dagli anni Trenta agli anni Ottanta. Natalia fu poi a Roma, col secondo marito Gabriele Baldini e lì continuò la sua vita e la sua opera. Fu una donna intransigente con se stessa e con gli altri, scrisse instancabilmente, tradusse con passione, lesse e suggerì molti libri altrui, si occupò della famiglia e dei figli in particolare, sedette in Parlamento tra le fila degli indipendenti di Sinistra, provenendo dal Partito Comunista di cui però non possedette mai la tessera.
Tenace, testarda, taciturna e selettiva, Natalia Ginzburg ebbe un ruolo importantissimo nella letteratura italiana del Novecento ed influenzò, con i suoi scritti e il suo lavoro, tutto ciò che le seguì e le seguirà. In La corsara, Sandra Petrignani racconta tutto questo e molto altro ancora, lo fa con partecipazione e competenza, ricercando, documentandosi, visitando luoghi, parlando con persone che conobbero Natalia, la sua famiglia, i luoghi in cui lei visse. Ma in questo libro non c'è, per forza di cose, solo la Ginzburg: molto si può conoscere anche sui suoi amici, collaboratori e persino "antagonisti", in particolare, per rimanere tra gli scrittori, emergono interessanti le figure di Pavese e della Morante. Una biografia, questa, sicuramente molto bella e curata, tuttavia non proprio di facile lettura: si ha, in qualche tratto, un'impressione di ridondanza che disorienta temporalmente; si ha come l'impressione, di tanto in tanto,  di perdere la linea del tempo, di non orientarsi nella vita della Ginzburg, di sviare lo sguardo dalla sua collocazione spaziotemporale perdendosi tra le tante informazioni, scene, opere, persone. Forse qualche pagina in meno sarebbe stata utile a snellire alcune parti. Nel complesso, comunque, una lettura di valore.

Opera recensita: "La corsara" di Sandra Petrignani
Editore: Neri Pozza, 2018
Genere: biografia
Pagine: 459
Prezzo: 18,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 7,5.


mercoledì 16 maggio 2018

RECENSIONE: NATALIA GINZBURG - LESSICO FAMIGLIARE


Sinossi:

Premio Strega 1963. "Lessico famigliare" è il libro di Natalia Ginzburg che ha avuto maggiori e più duraturi riflessi nella critica e nei lettori. La chiave

di questo straordinario romanzo è delineata già nel titolo. Famigliare, perché racconta la storia di una famiglia ebraica e antifascista, i Levi, a Torino

tra gli anni Trenta e i Cinquanta del Novecento. E Lessico perché le strade della memoria passano attraverso il ricordo di frasi, modi di dire, espressioni

gergali. Scrive la Ginzburg: "Noi siamo cinque fratelli. Abitiamo in città diverse, alcuni di noi stanno all'estero: e non ci scriviamo spesso. Quando

c'incontriamo, possiamo essere, l'uno con l'altro, indifferenti, o distratti. Ma basta, fra noi, una parola. Basta una parola, una frase, una di quelle

frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia. Ci basta dire 'Non siamo venuti a Bergamo per fare campagna' o 'De cosa

spussa l'acido cloridrico', per ritrovare a un tratto i nostri antichi rapporti, e la nostra infanzia e giovinezza, legata indissolubilmente a quelle frasi,

a quelle parole". In appendice la Cronistoria di "Lessico famigliare" a cura di Domenico Scarpa e uno scritto di Cesare Garboli. Introduzione di Cesare

Sagre.

 

Commento:

Opinioni discordanti per questo “Lessico famigliare” molto famigliare: c’è chi lo definisce senza riserve “un capolavoro assoluto”, chi lo trova non particolarmente profondo ma comunque molto bello, chi lo trova deludente. Io, mio malgrado, devo inserirmi in quest’ultima categoria.

Questo libro non mi è piaciuto, non ne ho capito l’intenzione, non ci ho trovato né coinvolgimento né un messaggio, mi aspettavo di più: sapevo che non si trattava di un vero e proprio romanzo, ma piuttosto di una raccolta di ricordi; tuttavia mi sarei aspettata, da parte dell’autrice che questi ricordi li ha vissuti, più emozione o partecipazione. Natalia Ginsburg, invece, racconta fatti, misfatti, manie ed esperienze vissute da persone che, nonostante siano presenti in tutto il libro, non arriviamo mai veramente a conoscere. E’ come se arrivassimo in una stanza dove una vecchia signora sta raccontando della sua famiglia e del periodo che va dal primo al secondo dopoguerra, ma vi arrivassimo a racconto già iniziato. E purtroppo le tante espressioni gergali non bastano, a parer mio, a creare quell’intimità e quella conpartecipazione che sarebbero necessarie ad entrare nelle vicende e ad appassionarsi al racconto. Mi sento quasi in colpa nel non consigliarlo, ma purtroppo questo libro non mi ha lasciato nulla: ho concluso la lettura così, in modo troppo liscio, senza sobbalzi né coinvolgimenti di sorta. Mi dispiace, ma purtroppo per me è un no.

 

 

Opera recensita: “Lessico famigliare” di Natalia Ginzburg

Editore: Einaudi, prima ed. 1963

Genere: autobiografia

Ambientazione: Torino-Italia

Pagine: 278 (ed. 2010)

Prezzo: 12,00 €

Consigliato: no

Voto personale: 6.