simposio lettori copertina

simposio lettori copertina
Visualizzazione post con etichetta Jane Austen. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Jane Austen. Mostra tutti i post

giovedì 14 novembre 2019

RECENSIONE: VICTORIA SHORR - L'ORA DEL DESTINO


Sinossi:
Nel 1802, all'età di ventisei anni, Jane Austen è povera e senza marito. Non ha una casa, ma ha già in mente i suoi futuri, splendidi romanzi. Proprio in questo momento difficile, Jane riceve un'offerta di matrimonio molto vantaggiosa da parte di un uomo ricco, verso il quale però non nutre alcun sentimento. Può scegliere la sicurezza economica, con le regole immutabili della buona società. Oppure può scegliere d'essere libera. Quando la sedicenne Mary Godwin inizia il suo straordinario viaggio d'amore e di formazione attraverso l'Europa, il suo compagno è già una stella del firmamento letterario. Si chiama Percy Bysshe Shelley e anima, insieme con gli amici Lord George Byron e John Keats, il suo tempo. Mary e Percy con la loro esistenza libera e scandalosa sfidano le convenzioni sociali. E anticipano il futuro di molte generazioni ispirate da ardenti ideali libertari. Per un lungo, interminabile anno, in catene nel buio di una cella, Giovanna d'Arco coltiva con ardente fermezza la sua fede. "Abbi coraggio, figlia di Dio, sarai salvata" le ripetono le voci di Santa Caterina e Santa Margherita, che l'accompagnano fin dall'infanzia. Per un anno, ogni giorno, Giovanna si trova di fronte alla più difficile tra le scelte. L'ora del suo destino coincide con l'abiura. O con la morte sul rogo. In questo libro Victoria Shorr dipinge il ritratto intimo e profondamente umano di tre giovani donne alle prese con il proprio destino. Jane, Mary e Giovanna sono state ragazze ribelli e sono oggi, nel vibrante racconto di Shorr, tre donne eccezionali che hanno saputo piegare la loro esistenza verso il mito.

Commento:
Jane, Mary, Giovanna. Tre donne, due vissute nell'Ottocento, una nel Quattrocento. Tre giovani che, ciascuna a suo modo, si sono distinte; tre anime forti, tra loro diverse per vissuto, condizione, contesto, ma accomunate da tante cose, più di quante se ne notino in apparenza. Cosa le unisce? Qual è il filo rosso che le lega? Il coraggio di disobbedire, di ribellarsi alla vita che altri avevano tracciato per loro, la capacità di fare una scelta difficile, non convenzionale, di differenziarsi, di seguire un sogno, una passione, un'ispirazione, una missione e di portare avanti quella scelta fino alle estreme conseguenze. Tre giovani donne giudicate severamente, col metro implacabile del pregiudizio e dell'ottusità, vittime del fatto che nessuno abbia dato loro una chance, una seconda possibilità, condannate apriori solo per aver avuto l'ardire di scegliere. Pecore nere, anticonformiste, mal viste, rinnegate… ma poi il tempo ha dato loro ragione: tutte e tre sono poi diventate – a loro modo – eroine, icone di coraggio, innovazione, ardimento, sacrificio, lotta. Jane che rinuncia alla sicurezza del matrimonio per aggrapparsi con tutta se stessa alla sua scrittura e che, grazie a questa scelta, ci regala la descrizione di un mondo che conosce bene corredata dalla sua inconfondibile, pungente ironia e dal senso di giustizia che le viene dall'esperienza di vita; Mary, vittima della passione per un uomo geniale, affascinante e incostante, che ha pagato un prezzo carissimo per la sua scelta; Giovanna, la più eroica di tutte, quella che ha seguito la fede e l'amore per il suo Paese ed è stata ripagata con la morte peggiore, quella sul rogo.
L'ora del destino, in cui sono raccolte le storie di queste tre donne vittoriose, è un libro bellissimo perché unisce i fatti e il cuore: con un mirabile lavoro di documentazione, studio, ricerca, Victoria Shorr modula la storia, aggiunge la passione e ripaga tardivamente queste donne dell'ingiustizia che hanno subito in vita regalandoci un romanzo accorato e di valore che è un piacere leggere. La storia che ho preferito tra le tre è stata senza dubbio quella di Giovanna D'arco in cui – secondo me – la Shorr si è superata, ma so anche che, dopo questo libro, rileggerò Jane Austen con occhi diversi.
Davvero un'ottima lettura.

Opera recensita: "L'ora del destino" di Victoria Shorr
Editore: SEM-Società editrice Milanese, 2019
Genere: narrativa straniera
Pagine: 285
Prezzo: 18,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.


lunedì 7 novembre 2016

RECENSIONE: JANE AUSTEN - MANSFIELD PARK


Sinossi:

"MANSFIELD PARK", UNO DEI ROMANZI PIÙ NOTI E DISCUSSI DI JANE AUSTEN, NARRA LA STORIA DI FANNY PRICE. ADOTTATA, ANCORA BAMBINA, DAGLI ZII SIR THOMAS E LADY BERTRAM, FANNY VIENE ACCOLTA E ALLEVATA NELLA LORO LUSSUOSA PROPRIETÀ DI MANSFIELD PARK. QUI CRESCE, PARENTE POVERA IN UN AMBIENTE D'ÉLITE, E MISURA TUTTA LA DISTANZA FRA IL PROPRIO MODELLO EDUCATIVO - FONDATO SUL SENSO DEL DOVERE, L'ABNEGAZIONE, LA VIRTÙ - E QUELLO, IN PARTICOLARE, DELLA SPREGIUDICATA MARY CRAWFORD. ALLA FINE LA PROTAGONISTA SPOSERÀ IL CUGINO EDMUND, FIGLIO DI SIR THOMAS, E CON LUI SI STABILIRÀ DEFINITIVAMENTE A MANSFIELD PARK. AL DI LÀ DELL'APPARENTE TRIONFO DELLA MORALE TRADIZIONALE, LA NARRAZIONE CONTIENE UN'IMPLICITA E CORROSIVA CRITICA DELLA CULTURA DOMINANTE DEL PRIMO OTTOCENTO: FANNY - SUGGERISCE L'AUTRICE - REALIZZA, INFATTI, L'ASCESA SOCIALE AL PREZZO DELLA NEGAZIONE DELLA PROPRIA LIBERTÀ E SPONTANEITÀ.

 

Quando si apre un romanzo di Jane Austen si sa bene cosa aspettarsi: ci si tuffa nell’ambientazione di campagna e case gentilizie dell’Inghilterra del primo Ottocento, intrisa di moralità, regole di condotta e convenzioni sociali radicatissime. Questo romanzo non fa eccezione e, a parer mio, esprime più di altri la critica di Jane Austen verso i costumi della società del suo tempo, contrapponendo ideali di svagatezza, egoismo e faciloneria a principi morali basati sul rispetto, la lealtà e la bontà d’animo.

Protagonista indiscussa di quest’opera è la giovane Fanny Price: per un atto di gentilezza verso i suola madre della ragazza, ridotta in povertà, le sue sorelle che hanno ottenuto matrimoni migliori, decidono di ospitare presso la casa di Mansfield la piccola Fanny che, all’età di nove anni e mezzo, si ritrova catapultata dalla sua modesta casa ad una nobile dimora di campagna in cui l’eleganza, gli ossequi e le buone maniere la fanno da padrone. Di indole timida, gentile, modesta ed altruista, la ragazza non riuscirà mai a liberarsi dal senso di inferiorità e profonda gratitudine che la lega alla famiglia ospitante. Così, quando riceve un’inaspettata e, per la verità, insperata proposta di matrimonio da parte di un giovane gentiluomo non può fare a meno che rifiutarla, spinta dall’incredulità, dalla vergogna e dal sospetto di essere ingannata, oltre che dai suoi fermissimi principi morali. Questo, però, scatena reazioni contrastanti in famiglia provocando nella ragazza ulteriori turbamenti: non può rivelare la ragione del suo rifiuto perché essa metterebbe in cattiva luce altre persone, ma, motivo ancor più importante, non può ammettere neanche a se stessa che il suo cuore è già impegnato. Ma, come nei migliori romanzi, dopo tante peripezie l’amore vince sempre ed anche per Fanny arriverà la tanto ambita serenità.

Questo libro mi è piaciuto. Confesso che la cosa non è scontata quando si tratta dei romanzi di Jane Austen: non ho amato “Emma”, mentre ho molto apprezzato “persuasione”, quindi nel cominciare questa lettura non sapevo cos’aspettarmi. Tuttavia sono bastate poche pagine per entrare nella vicenda di Fanny, della famiglia Bertram e dei Crawford ed appassionarsi alle vicissitudini di tutti i personaggi.

In modo particolare, poi, non si può non adorare la giovane, dolcissima Fanny! Una ragazza amabile per la quale non si può non parteggiare sin da subito. Le ingiustizie, le umiliazioni, l’abnegazione, le accuse ed i rimproveri ingiustificati la rendono il personaggio più amabile del libro. Una menzione particolare va poi fatta per Edmund, il giovane cugino che diventerà un ecclesiastico, ed a MR Thomas, il gentiluomo capofamiglia che, dopo una vita passata ostentando durezza ed autorità, si accorge di quanti errori ha compiuto nell’educazione delle figlie e di quanto male il suo comportamento repressivo ha provocato loro.

Davvero un bel classico, dunque, la cui trama è appassionante, sebbene lo stile sia spesso prolisso e ridondante, soprattutto per via delle lunghe conversazioni tra i protagonisti, riportate fedelmente, che servono all’autrice proprio ad esprimere adeguatamente quella critica all’educazione, alle convenzioni, alla morale della società inglese cui si accennava.

Ad ogni modo, “Mansfield park” si può considerare una piacevole lettura invernale, utile per rilassarsi e riflettere.

 

Opera recensita: “Mansfield Park” di Jane Austen

Editore: Bur, biblioteca universale Rizzoli, 2010 (prima ed. 1814)

Genere: letteratura inglese

Ambientazione: Inghilterra, primo Ottocento

Pagine: 620

Consigliato: sì.