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lunedì 21 maggio 2018

RECENSIONE: ALESSANDRO NOSEDA - TRILOGIA DI LUCA MARIANI


Sinossi:

Luca Mariani è un uomo con due anime. Sincero e appassionato servitore dello stato e godereccio amante del bel vivere al tempo stesso, Luca, anzi, il capitano

Mariani, della Guardia di Finanza, combatte le sue battaglie rialzandosi, ogni volta più forte, dopo ogni caduta affrontando con carattere le sfide che

la vita gli riserva concedendosi, tra una pericolosa indagine e l'altra, piaceri quali una corsa in moto, una cena gustosa o una nottata galante con una

bella donna.

 

Commento:

Quando lo incontriamo per la prima volta, a Milano, Luca Mariani ha da poco passato i trent’anni, è tenente della Guardia di Finanza ed è reduce da un’esperienza traumatica vissuta durante un’indagine durata mesi. Quando lo lasceremo, alla fine dell’ultimo dei tre racconti contenuti in questo libro, sarà trascorso qualche anno e Luca non sarà più lo stesso. Avrà vissuto a Napoli – dove avrà lasciato un pezzo di cuore e tanti sogni, avrà conosciuto una friulana bellissima e in gamba che vorrebbe tanto sposare, sarà diventato capitano della G.D.F. ed avrà portato a termine tante indagini importanti. Indagini che avranno sottoposto lui e i suoi cari a rischi non indifferenti. Indagini che avranno portato Luca in giro per l’Italia ed anche oltre confine per inseguire i responsabili di crimini che nel nostro Bel Paese sono ancora terribilmente diffusi e radicati. Droga, mafia, corruzione, reati bancari, reati informatici, sversamento di rifiuti tossici pericolosi. Sono solo alcuni dei crimini di cui, con tenacia e perseveranza, si occupa Luca e sono solo alcune delle piaghe che ancora, dolorosamente, affliggono la nostra Italia da Nord a Sud. Un’Italia che c’è tutta in questo libro, in tutta la sua unicità e nelle sue profonde differenze e contraddizioni. Un’Italia ferita, ma bellissima che non si può non amare. E così viaggiamo anche noi sulla Imola di Luca fra i sapori, i profumi, i dialetti, i paesaggi mozzafiato, passando dal pragmatismo di Milano al calore di Napoli all’eleganza di Trieste.

E tra una pastiera, un risotto ed un sorso di rosé, conosciamo un uomo capace di sentimenti forti e passioni profonde, attaccato al proprio lavoro, perseverante ed assennato, ma anche romantico e nostalgico, amante della buona cucina, delle belle donne, fedele e legato agli amici. Conosciamo Luca e ci affezioniamo a lui, a Paco, Anna, Andrea, Giulia, attraverso tre indagini di diversa intensità, ma tutte vissute e sofferte; la tensione è sempre presente, ma è ben controllata e dosata tanto che, anche quando cala per lasciare spazio alla sensualità e al romanticismo, non ci si annoia comunque e si segue con piacere l’evolversi della vita privata e sentimentale di Mariani.

Una lettura estremamente scorrevole e molto coinvolgente, con un finale che, a dire il vero, non mi aspettavo; tre storie estremamente attuali e realistiche nelle quali ritroviamo i problemi più profondi e veri del nostro Paese, con un protagonista che trova la sua forza nella sua profonda umanità. Una piccola curiosità in appendice: una cosa, in particolare mi ha colpito durante la lettura, ossia l’estrema facilità e celerità dei viaggi. Luca percorre distanze considerevoli in un tempo che sembrerebbe brevissimo. Questo a prima vista potrebbe sembrare una forzatura o un elemento inverosimile; tuttavia, a ben guardare, contribuisce a dimostrare come l’Italia sia una ed uniforme, nel bene e nel male, per il crimine e per la sua bellezza, annientando le proverbiali differenze tra Nord e Sud. Libro, in definitiva, assolutamente consigliato.

 

 

Opera recensita: “La trilogia di Luca Mariani” di Alessandro Noseda

Editore: La Ponga

Genere: giallo – raccolta di racconti

Ambientazione: Italia

Prezzo: 16,45 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5.

 

venerdì 27 aprile 2018

RECENSIONE: ROBERTA DE FALCO - NESSUNO E' INNOCENTE. IL PRIMO CASO DEL COMMISSARIO BENUSSI.


Sinossi:

Chi era davvero Ursula Cohen, la signora dagli occhi di ghiaccio? E soprattutto: perché tutti la volevano morta? Ci sono molte cose che Ettore Benussi,

commissario quasi in pensione della squadra mobile di Trieste, proprio non sopporta: i tipi che chiudono le telefonate con "ciaociaociao" ripetuto all'infinito;

gli edifici anni Sessanta che rovinano l'urbanistica triestina; quella gran rompiscatole di sua figlia; la propria ingombrante pancia (motivo per cui ha

appena cominciato, speranzoso, la dieta Dukan). E poi non tollera i casi complicati, e nemmeno quei due ragazzotti che lavorano con lui, gli idealisti

e fin troppo zelanti ispettori Valerio Gargiulo, detto Napoli, ed Elettra Morin. È per questo che Benussi preferirebbe ritirarsi e scrivere, tra un sorso

di grappa e l'altro, le vicende di un commissario che assomiglia a Montalbano. E invece no: sempre nuove gatte da pelare. Come il caso che tanto appassiona

i suoi due sottoposti: la morte della vecchia Ursula Cohen, trovata senza vita nelle acque triestine. Per Benussi è chiaro, la signora è scivolata e annegata.

Ma che ci faceva una novantenne a passeggio sulle Rive, in una notte di bora? E come mai - gli insinua il dubbio quella precisina dell'ispettrice Morin

- chiunque la conoscesse ne ricorda solo l'infinita cattiveria, e sembra avere ottimi motivi per rallegrarsi della sua morte? Tutti tranne l'amica di una

vita Renate Stein: la sola a sapere dell'orrendo segreto che Ursula Cohen si portava dentro...

 

Commento:

Durante una corsetta mattutina, il giovane Romeo Rocco nota un biancore nelle acque del Molo Audace: dapprima pensa a una busta o a un sacco, ma poi si rende conto che si tratta di lunghi capelli bianchi. Nelle acque del suo mare, della sua bella Trieste, c’è un corpo disteso a faccia in giù. E’ il cadavere dell’ultranovantenne Ursula Cohen, inspiegabilmente morta la sera prima. Il commissario Ettore Benussi, con la sua atavica pigrizia e la sua consueta fretta di chiudere i casi per evitare rogne, propenderebbe per il suicidio, ma varie cose non quadrano. Glielo fa notare, come sempre, la brava ed introversa ispettrice Morin e il suo collega Valerio le dà man forte. Così ben presto si scopre che, fra intrighi e intrecci, fra passione e avidità, sono in molti ad avere dei motivi di rancore nei confronti della vecchia e irascibile Ursula. Ma cosa si nasconde dietro i modi a dir poco burberi della defunta? In una Trieste elegante e fiera dal passato presente ed ingombrante, si sviluppa questo giallo dalle tinte tenui, che per certi versi ricorda le trame e gli approcci di Camilleri. Anche qui, infatti, troviamo quella vena spassosa ed ironica - che non è mai sciatteria o superficialità – che però dietro l’angolo cela un risvolto importante per la sua connotazione storica e sociale: in questo caso il risvolto in questione ci riporta all’Olocausto, ancora tanto presente nella storia e nei ricordi di Trieste.

Venendo ad aspetti poco più tecnici, se dovessi collocare questo libro nel vasto mondo della narrativa poliziesca contemporanea, direi che è nel mezzo: non è un thriller duro e tecnico e non è neppure un giallo ironico e scanzonato; non fa salire mai l’adrenalina né fa morir dal ridere. Personalmente non ho fraternizzato con nessuno dei personaggi, il commissario Benussi non mi piace, non mi riesce simpatico neanche un po’… nel complesso il libro non mi è dispiaciuto, ma nemmeno mi ha convinta fino infondo. Lo consiglio a chi vuole leggere un giallo d’evasione, tranquillo ma non banale, con risvolti storici d’interesse, ma senza aspettarsi grandi brividi o grandi emozioni. Personalmente, fra un po’ di tempo, credo che darò un’altra possibilità a questa saga.

 

 

Opera recensita: “Nessuno è innocente. Il primo caso del commissario Benussi” di Roberta De Falco

Editore: Sperling & Kupfer, 2013

Genere: giallo

Ambientazione: Trieste

Pagine: 302

Prezzo: 16,90 €

Consigliato: sì/no

Voto personale: 7.