simposio lettori copertina

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sabato 8 agosto 2020

RECENSIONE: WILLIAM SOMERSET MAUGHAM - RACCONTI DEI MARI DEL SUD


Sinossi:
Scritti tra il 1920 e il 1932, i sei racconti di questa raccolta ci
mostrano W. Somerset Maugham all'apice della carriera, quando aveva
ormai acquisito una raffinata maestria nell'artigianato del racconto
classico (quello che lui stesso definiva il racconto "con un inizio,
una metà, e una fine") e aveva trovato, com'erano stati l'India per
Kipling e il mare per Conrad, lo scenario d'elezione per le storie
che si portava dentro: la Malesia e la Polinesia. Un angolo di mondo
che negli anni precedenti aveva percorso senza sosta, trascorrendo la
maggior parte del tempo lontano dall'Europa e incontrando quella
bizzarra popolazione di Europei in esilio - funzionari, ufficiali,
commercianti e rispettive signore - che gli doveva fornire, per sua
candida ammissione, lo spunto diretto per i personaggi.
  I racconti qui presentati compongono un piccolo studio illustrato
del cinismo e della tolleranza. La filosofia di Maugham è
compiutamente descritta da George Moon (la cui assonanza col nome
dell'autore non è casuale), uno dei protagonisti di L'angolo più
remoto della terra: "Se accettare la natura umana per quello che è,
sorridendo quando è incomprensibile e soffrendo senza prendersela
troppo quando si rivela meschina significa essere cinici, allora
ritengo di essere tale". L'occhio di Maugham è spietato e insieme
indulgente quando analizza con appassionato furore le rovinose cadute
e gli assurdi eroismi dei rigidi sudditi britannici che si muovono
nei suoi racconti. Il loro ambiguo senso dell'onore e il loro
ipocrita puritanesimo devono per lo più fare i conti con lo
scatenarsi di passioni incontrollate, che la natura lussureggiante e
il clima oppressivo sembrano favorire, se non addirittura generare. E
ogni volta dimenticano l'unica cosa che potrebbe salvarli: accettare
la propria debolezza.

Commento:
Ho scelto di riportare il risguardo di copertina della mia edizione, invece che quello dell'ultima sempre Einaudi, perché mi sembra più completo e, soprattutto, fa capire in modo chiaro quale sia lo spirito dei racconti contenuti in questa raccolta e il pensiero di Somerset Maugham. Se viene considerato cinico chi accetta la realtà per quel che è, senza artifici, eroismi smisurati o falsi moralismi, allora è preferibile essere cinici piuttosto che infelici vittime di un puritanesimo artefatto e francamente squallido. Il tema portante di tutti i racconti è la forza delle scelte, il modo in cui i nostri comportamenti condizionano la vita nostra e di chi amiamo. In un'epoca in cui essere moralmente ineccepibili e comportarsi secondo le convenzioni costituiva la cifra di un gentiluomo o di una gentildonna, Maugham svela con pungente ironia e non troppo velata disillusione le falsità, i paradossi e l'ipocrisia di certe condotte. I protagonisti sono sudditi della Corona inglese, rappresentanti di Sua Maestà nelle colonie della Malesia, Polinesia e delle isole circostanti. È in queste terre esotiche e ammaliatrici che si svolgono i racconti, quasi che si creasse una tensione intollerabile tra il tranquillo rifugio delle convenzioni e del bonton e le mille tentazioni e fascinazioni di quei luoghi. Il risultato è una raccolta di storie che, in un climax ascendente a tratti intollerabile, mettono vergognosamente a nudo certi aspetti dell'animo umano. Una lettura interessante e piacevole che invita a riflettere.

Opera recensita: "Racconti dei mari del Sud" di William Somerset Maugham
Editore: Einaudi,
Genere: raccolta di racconti
Ambientazione: mari del Sud, Malesia, Polinesia, isole circostanti
Pagine: 252
Prezzo: 17,56 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


martedì 28 gennaio 2020

RECENSIONE: LJUDMILA PETRUSEVSKAJA-C'ERA UNA VOLTA UNA DONNA CHE CERCò DI UCCIDERE LA FIGLIA DELLA VICINA


Sinossi:
Tra crudo realismo e senso del fantastico una raccolta di storie che reinventa la tradizione di Gogol' e Poe e racconta la Russia contemporanea come se fosse un atroce, fiabesco scherzo del destino.
Una città messa in ginocchio da una violenta epidemia; un colonnello visitato in sogno dalla moglie defunta che gli intima di non sollevarle il velo dal viso; una donna pedinata da un tale che sostiene di essere suo marito. Apparizioni, interventi sovrannaturali, incubi e scherzi del destino. Dai Canti degli slavi orientali, le Allegorie, i Requiem e le Fiabe prorompe una galleria di personaggi sulfurei e vibranti. Tratteggiati col piglio inimitabile dell’enfant terrible della letteratura russa.
Commento:
Sono approdata a questo libro per una pura casualità. Non sapevo davvero cosa aspettarmi, non avevo mai sentito nominare l'autrice… ed è stata davvero una piacevole scoperta. In questa raccolta di racconti Ljudmila Petrusevskaja, una delle maggiori scrittrici russe viventi, ci offre una panoramica di situazioni in divenire, in bilico tra gotico e fiabesco, tra fantasticheria, allucinazione e realtà, con le quali scandaglia senza giudizi né pregiudizi la natura umana e la società di oggi. Lo fa in modo particolare, con la franchezza e insieme l'enigmaticità dei migliori scrittori russi: ci racconta molto, ma lo fa esponendo fatti nudi e crudi, concatenati in evoluzioni imprevedibili e finisce per non dirci, in realtà, nulla di prescritto: tocca a noi interpretare, giungere alle conclusioni, sempre ammesso che ci siano.
Racconti brevi, situazioni intime e grottesche, brividi e risvolti sociologici, con un'abbondante dose di spregiudicatezza narrativa degna di un visionario. La sua è una prosa dinamica, ironica, acuta, tutta da interpretare. Non so perché, ma credo che un'ipotetica conversazione con una donna come la Petrusevskaja sarebbe decisamente illuminante. Non potendo parlarci, però, è stato piacevolissimo leggerla… ovviamente la consiglio a chi cerchi una lettura non scontata e non convenzionale, magari da spezzettare e rimaneggiare nel pensiero.


Opera recensita: "C'era una volta una donna che cercò di uccidere la figlia della vicina" di Ljudmila Petrusevskaja
Editore: Einaudi, 2016
Genere: raccolta di racconti
Ambientazione: Russia
Pagine: 200
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


venerdì 12 luglio 2019

RECENSIONE: STEPHEN KING - 4 DOPO MEZZANOTTE


Sinossi:
Passata la mezzanotte qualcosa succede al tempo: si piega, si allunga, si assottiglia, torna indietro o si spezza... e talvolta la realtà subisce le stesse distorsioni. E che cosa mai accade all'osservatore sbigottito quando la finestra che separa le realtà dall'irrealtà s'infrange e le schegge di vetro schizzano ovunque tutt'intorno? Seguendo il ritmico, inesorabile ticchettio dell'orologio, King presenta quattro incubi.

Commento:
Ognitanto decido di superare il mio pregiudizio verso le raccolte di racconti… e quando lo faccio con King è sempre una buona scelta. In 4 dopo mezzanotte Stephen King ci conduce, con passo esperto, in un viaggio nel tempo e lo fa, come sempre, a modo suo. Ci sono, in questi quattro racconti, molti dei temi cari al Re: i viaggi temporali, la scrittura, la lotta tra bene e male, la famiglia, gli animali e le loro "mutazioni". Tra i tanti richiami a vecchi e nuovi romanzi c'è, al di sopra di tutto, il concetto che ad ogni azione corrisponde sempre una conseguenza, una reazione, a volte prevedibile, a volte no… ma a prescindere dalla previsione, chi compie un'azione deve sempre prendersene la responsabilità, anche quando da essa dipende la vita propria o di altri: non ci si può tirare indietro. In questa raccolta coabitano racconti molto diversi, ma con due cose in comune: sono tutte storie dell'orrore, qualcuna più, qualcuna meno, ed hanno tutti a che fare con il tempo. Il mio preferito è I langolieri, sebbene anche Il poliziotto della biblioteca abbia il suo perché.
In realtà, vista la lunghezza e la completezza, più che racconti questi sono veri e propri romanzi, ma se apprezzate le raccolte, questa potrebbe essere un'ottima scelta. Libro molto bello, ho apprezzato molto sia la prefazione, sia le note ai singoli racconti in cui King ci parla un po' di sé e di come sono nate le storie che andremo a leggere. Consigliato.

Opera recensita: "4 dopo mezzanotte" di Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. originale 1990
Genere: raccolta di racconti, horror/fantascienza
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 848
Prezzo: 12,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


giovedì 4 aprile 2019

RECENSIONE: UMBERTO PIERSANTI - ANIME PERSE


Sinossi:
Enrico ha tagliato la gola a un pescatore per un commento fuori luogo; Mario ha sparato al vicino perché gli rubava la terra. Claudia doveva porre fine alle sofferenze di Lucia; Luisa aveva tutte le ragioni per brindare con la madre, alla morte del padre. Un tempo si chiamavano manicomi criminali, ora sono centri di recupero: ci arrivano persone che non hanno ucciso per interesse o per calcolo, ma in preda alla follia. Da dove vengono, cos'è scattato nella loro testa, e cosa pensano ora, come vivono, al riparo dal mondo? Con delicatezza e immaginazione poetica, senza facili morali e senza mai giudicare, Umberto Piersanti ha condensato in queste pagine le loro storie.

Commento:
Dove si annida la follia? Da dove vengono quei gesti, quelle azioni, quei comportamenti che senza colpoferire giudicheremmo "orribili", "abietti", "innaturali"? Beh, vengono da vari posti, tutti lontani e poco esplorati… vengono dagli abusi continui e dolorosi, vengono dalle offese, dal disagio, dall'impotenza, dai desideri repressi, dalla voglia di giustizia, una giustizia che non si trova nelle aule dei tribunali, ma che è atavica e implacabile perché viene da dentro. E' da questo "dentro" così oscuro e intricato che nascono il dolore, la ribellione, la rabbia; è da lì che sgorgano quegli istinti che noi normali, noi superiori giudichiamo e condanniamo inesorabili. Ma che cos'è, poi, la normalità? Non sarà forse la scusa che accampa chi non ha il coraggio di assecondarli quegli istinti? Noi, così pronti a storcere il naso, a bacchettare, a riempirci la bocca con "non si fa", "è malato", "curatelo", "è matto", "stia lontano da me", "è pericoloso", siamo così sicuri che con questa realtà non entreremo mai in contatto? Sono queste alcune delle domande che vengono naturali alla fine di questa lettura. E dopo aver letto queste storie, vere per quanto rese meno crude dalla delicatezza poetica e dall'immaginazione dell'autore, sarà decisamente più difficile ergersi a giudici della perdizione altrui. Si può rendere, in qualche modo, accettabile, plausibile, suggestiva, persino bella la miseria umana? Sì, si può, è possibile: basta estraniarsi da sé, liberarsi da tutti i preconcetti, i valori che crediamo cardini della nostra vita, e mettersi in ascolto. Basta ascoltare le parole, captare i pensieri, allineare la mente, osservare con gli occhi di coloro che hanno ucciso, ferito, sgozzato. E allora sì che si percepirà la vita, anche quand'è spezzata, stracciata, scorticata, sarà ancora vita. Ed ecco che si comprenderà la voglia di evasione, di libertà, d'amore, di casa… ed ecco che, dopo le sbarre, l'umiliazione, l'offesa, quel luogo accogliente da cui si vede il cielo e il mare lontano lontano, quella casa con l'orto e i cavoli e l'insalata e le rose e le siepi di bosso e ligustro, non sarà più un ospedale, ma un approdo di pace e tranquillità. Un libro non semplice, ma necessario, perché il pregiudizio si sconfigge solo se si affronta… e solo attraverso il contatto col dolore altrui si può restare, sempre e comunque, persone.

Opera recensita: "Anime perse" di Umberto Piersanti
Editore: Marcos y Marcos, 2018
Genere: raccolta di racconti
Ambientazione: Alto Montefeltro, Marche, Italia
Pagine: 188
Prezzo: 18,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


martedì 8 gennaio 2019

RECENSIONE: STEFANO LAZZARI - L'UOMO CHE AMAVA LE DONNE E ALTRI RACCONTI


Sinossi:
In questa raccolta di racconti si mescolano storie noir, avventure, distopie, biografie romanzate, e altri generi. Vi aspettano incursioni nelle esistenze di un detective, una neurobiologa, l’operatore di un call center, un ballerino, un aspirante pittore e un chitarrista. Subito dopo conoscerete un nostromo e tre momenti che gli hanno cambiato la vita. Chiudono la raccolta un nuovo incontro, la lettera di un amante, e la storia di una donna straordinariamente coraggiosa. A legare questi racconti è l’essere umano, con i suoi sogni, le sue pulsioni, le sue contraddizioni.

Commento:
Beh, lo dirò così, con una frase banale, ma quantomai appropriata: questo libro mi è piaciuto molto. Il che non era scontato, visto che non amo particolarmente le raccolte di racconti; tuttavia questa mi ha catturata sin dalle prime pagine. Sarà stato lo stile fluido, il linguaggio variegato ed evocativo, l'intrico di suoni, colori, ambientazioni, immagini capaci di creare suggestioni. Sarà stata la varietà delle storie, alcune avventurose, altre oniriche, altre ancora nostalgiche… o forse saranno stati i temi, a volte attuali (la difficoltà delle relazioni, il lavoro che non c'è), altre vintage ma hevergreen (la guerra, i ricordi, la difficoltà di sopravvivere, gli anni Sessanta e Settanta), altre non reali ma verosimili (furti che riescono, distopie fin troppo, drammaticamente, realistiche). O saranno state le scelte di fronte alle quali si sono spesso trovati i protagonisti, non sempre condivisibili, ma spesso l'unica possibilità realmente percorribile. Sta di fatto che, come ho detto all'inizio, questo libro mi è piaciuto molto, forse proprio perché parla di noi, di uomini e donne a volte reali e a volte inventati, ma sempre realistici o che magari avremmo voluto esistessero sul serio, vittime, carnefici, sognatori, amanti, gente che lotta ogni giorno con se stessa e con il mondo… un po' come, in effetti, facciamo tutti, ognuno a suo modo. Il racconto preferito? Difficile dirlo, perché non c'è stato un racconto che non mi sia piaciuto. Però il racconto che in assoluto mi ha toccato di più è stato "Il processo", uno dei "racconti dal mare", ambientato in un paese che riconosco, con il suo amore per il mare, l'arte della pesca e del sopravvivere arrangiandosi anche in tempi difficili, con i racconti di guerra e i ricordi tante volte ascoltati, con i padri taciturni che trovano sempre una soluzione, con gli amici di una vita, le notti insonni piene di problemi da condividere, il pane fresco e la Peroni ghiacciata presa al bar di Speranzina. Sono racconti che lasciano qualcosa, questi, che in qualche caso emozionano pure, come nella lettera che ciascuna donna forse vorrebbe ricevere – anche senza biglietti per Cipro – o come nel caso della storia di Pilar che fa rabbia e al contempo scalda il cuore perché dà forza. Quindi sì, se non si fosse capito, ve lo consiglio questo libro: leggetelo tutto d'un fiato come ho fatto io, oppure leggetelo ognitanto… male non vi farà, bene quasi certamente sì.


Opera recensita: "L'uomo che amava le donne e altri racconti" di Stefano Lazzari
Editore: Amazon, 2018
Genere: raccolta di racconti
Ambientazione: mondo
Pagine: 203
Prezzo: 8,99 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.


martedì 22 maggio 2018

RECENSIONE: FEDERICO PACE - CONTROVENTO. STORIE E VIAGGI CHE CAMBIANO LA VITA


Sinossi:

Viaggiare non vuol dire soltanto attraversare il cuore segreto dei continenti. Viaggiare è anche l'uscita dall'infanzia, l'inizio di un'amicizia, la rottura

di un legame che credevamo non potesse finire mai. Perché è quando si va altrove che le cose importanti cominciano ad accadere, quando la vita ci mette

alla prova e ci svela una parte di noi che prima non conoscevamo. Dai colori dell'India ai segreti del Monte Athos. Dalla sterminata cordigliera dell'America

Latina agli ipnotici silenzi della Siberia. Dalle dolci sinuosità della Moldava fino al Pacifico e oltre. Dalle antiche vie che costeggiano il mare alle

strade che uniscono le grandi città. Il viaggio in auto di Oscar Niemeyer lungo oltre mille e duecento chilometri da Rio de Janeiro fino a Brasilia per

dare vita a una città mai esistita prima. Il cammino a piedi di Vincent Van Gogh tra il Belgio e la Francia nell'inverno in cui finì per capire cosa gli

serviva davvero per diventare pittore. La soglia inattesa con cui è costretta a misurarsi Frida Kahlo. La fuga di Joni Mitchell dalle battaglie meschine

della fine di un amore. La corsa insonne di Keith Jarrett verso Colonia. Controvento racconta le storie di chi, attraversando un ponte, mettendosi su una

strada, salendo su un autobus o un treno, ha trovato in un giorno, in un istante, il modo di cambiare e trasformarsi. I viaggi hanno segnato la vita di

molti e di molti altri la segneranno nel tempo che verrà: perché l'altro e l'altrove hanno sempre in serbo qualcosa che non abbiamo ancora conosciuto,

che lenirà il nostro dolore e ci schiuderà il passaggio verso la strada poco battuta.

 

Commento:

I due pensieri che mi hanno accompagnata costantemente nella lettura di questo libro, sin dalla prima pagina, sono stati “Ma che bello!” e “Quant’è scritto bene!”. Sembrerà banale, ma questo è davvero un libro Bello, nel senso più profondo del termine: è costituito da tanti racconti di viaggio, ognuno vissuto realmente dal personaggio che ne è protagonista. In realtà, però, il vero protagonista, l’assoluto padrone della scena qui è il viaggio, in tutte le sue forme, declinazioni e significati: viaggio fisico, mentale, emotivo, temporale, interiore. Chi viaggia ha la mente aperta alla conoscenza, che sia di un luogo, di un popolo, di un’epoca, di una forma d’arte, di se stessi. Si viaggia per conoscere e conoscersi, fuggire e sfuggirsi, dimenticare e ricordare. E così visitiamo l’Argentina, la Siberia, Parigi, il Sertao brasiliano, l’India, il Messico insieme a Gauguin, Borges, Frida Kahlo, Cortazar, David Bowye… un passo dopo l’altro, affrontiamo le curve del tempo.

A rendere speciale il nostro viaggio letterario c’è la prosa di Pace che stordisce e conquista: una scrittura ricca, elegante, evocativa che dona ad ogni tappa quel tocco di poesia in più che fa la differenza.

Un libro da leggere piano piano, da gustare a piccole dosi, per godersi, appunto, il viaggio.

 

Opera recensita: “Controvento. Storie e viaggi che cambiano la vita” di Federico Pace

Editore: Einaudi, 2017

Genere: racconti di viaggio

Ambientazione: Mondo

Pagine: 172

Prezzo: 14,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 9.

 

lunedì 21 maggio 2018

RECENSIONE: ALESSANDRO NOSEDA - TRILOGIA DI LUCA MARIANI


Sinossi:

Luca Mariani è un uomo con due anime. Sincero e appassionato servitore dello stato e godereccio amante del bel vivere al tempo stesso, Luca, anzi, il capitano

Mariani, della Guardia di Finanza, combatte le sue battaglie rialzandosi, ogni volta più forte, dopo ogni caduta affrontando con carattere le sfide che

la vita gli riserva concedendosi, tra una pericolosa indagine e l'altra, piaceri quali una corsa in moto, una cena gustosa o una nottata galante con una

bella donna.

 

Commento:

Quando lo incontriamo per la prima volta, a Milano, Luca Mariani ha da poco passato i trent’anni, è tenente della Guardia di Finanza ed è reduce da un’esperienza traumatica vissuta durante un’indagine durata mesi. Quando lo lasceremo, alla fine dell’ultimo dei tre racconti contenuti in questo libro, sarà trascorso qualche anno e Luca non sarà più lo stesso. Avrà vissuto a Napoli – dove avrà lasciato un pezzo di cuore e tanti sogni, avrà conosciuto una friulana bellissima e in gamba che vorrebbe tanto sposare, sarà diventato capitano della G.D.F. ed avrà portato a termine tante indagini importanti. Indagini che avranno sottoposto lui e i suoi cari a rischi non indifferenti. Indagini che avranno portato Luca in giro per l’Italia ed anche oltre confine per inseguire i responsabili di crimini che nel nostro Bel Paese sono ancora terribilmente diffusi e radicati. Droga, mafia, corruzione, reati bancari, reati informatici, sversamento di rifiuti tossici pericolosi. Sono solo alcuni dei crimini di cui, con tenacia e perseveranza, si occupa Luca e sono solo alcune delle piaghe che ancora, dolorosamente, affliggono la nostra Italia da Nord a Sud. Un’Italia che c’è tutta in questo libro, in tutta la sua unicità e nelle sue profonde differenze e contraddizioni. Un’Italia ferita, ma bellissima che non si può non amare. E così viaggiamo anche noi sulla Imola di Luca fra i sapori, i profumi, i dialetti, i paesaggi mozzafiato, passando dal pragmatismo di Milano al calore di Napoli all’eleganza di Trieste.

E tra una pastiera, un risotto ed un sorso di rosé, conosciamo un uomo capace di sentimenti forti e passioni profonde, attaccato al proprio lavoro, perseverante ed assennato, ma anche romantico e nostalgico, amante della buona cucina, delle belle donne, fedele e legato agli amici. Conosciamo Luca e ci affezioniamo a lui, a Paco, Anna, Andrea, Giulia, attraverso tre indagini di diversa intensità, ma tutte vissute e sofferte; la tensione è sempre presente, ma è ben controllata e dosata tanto che, anche quando cala per lasciare spazio alla sensualità e al romanticismo, non ci si annoia comunque e si segue con piacere l’evolversi della vita privata e sentimentale di Mariani.

Una lettura estremamente scorrevole e molto coinvolgente, con un finale che, a dire il vero, non mi aspettavo; tre storie estremamente attuali e realistiche nelle quali ritroviamo i problemi più profondi e veri del nostro Paese, con un protagonista che trova la sua forza nella sua profonda umanità. Una piccola curiosità in appendice: una cosa, in particolare mi ha colpito durante la lettura, ossia l’estrema facilità e celerità dei viaggi. Luca percorre distanze considerevoli in un tempo che sembrerebbe brevissimo. Questo a prima vista potrebbe sembrare una forzatura o un elemento inverosimile; tuttavia, a ben guardare, contribuisce a dimostrare come l’Italia sia una ed uniforme, nel bene e nel male, per il crimine e per la sua bellezza, annientando le proverbiali differenze tra Nord e Sud. Libro, in definitiva, assolutamente consigliato.

 

 

Opera recensita: “La trilogia di Luca Mariani” di Alessandro Noseda

Editore: La Ponga

Genere: giallo – raccolta di racconti

Ambientazione: Italia

Prezzo: 16,45 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5.

 

domenica 20 maggio 2018

RECENSIONE: ELIZABETH STROUT - OLIVE KITTERIDGE


Sinossi:

Premio Pulitzer 2009, Premio Bancarella 2010 e Premio Mondello 2012. In un angolo del continente nordamericano c'è Crosby, nel Maine: un luogo senza importanza

che tuttavia, grazie alla sottile lama dello sguardo della Strout, diviene lo specchio di un mondo più ampio. Perché in questo piccolo villaggio affacciato

sull'Oceano Atlantico c'è una donna che regge i fili delle storie, e delle vite, di tutti i suoi concittadini. È Olive Kitteridge, un'insegnante in pensione

che, con implacabile intelligenza critica, osserva i segni del tempo moltipllcarsi intorno a lei, tanto che poco o nulla le sfugge dell'animo di chi le

sta accanto: un vecchio studente che ha smarrito il desiderio di vivere; Christopher, il figlio, tirannizzato dalla sua sensibilità spietata; un marito,

Henry, che nella sua stessa fedeltà al matrimonio scopre una benedizione, e una croce. E ancora, le due sorelle Julie e Winnie: la prima, abbandonata sull'altare

ma non rassegnata a una vita di rinuncia, sul punto di fuggire ricorderà le parole illuminanti della sua ex insegnante: "Non abbiate paura della vostra

fame. Se ne avrete paura, sarete soltanto degli sciocchi qualsiasi". Con dolore, e con disarmante onestà, in Olive Kitteridge si accampano i vari accenti

e declinazioni della condizione umana - e i conflitti necessari per fronteggiarli entrambi. E il fragile, sottile miracolo di un'alta pagina di storia

della letteratura, regalataci da una delle protagoniste della narrativa americana contemporanea, vincitrice, grazie a questo "romanzo in racconti", del

Premio Pulitzer 2009.

 

Commento:

Non so se effettivamente questo libro meritasse il premio Pulitzer… non è il classico libro che definirei “da premio”, è tutt’altro che roboante o eclatante… ciò che so per certo è, però, che questo libro trasmette tranquillità. La tranquillità della provincia americana che un po’ somiglia alla provincia europea, dove ci si conosce tutti e se si sa osservare si può capire ciò che accade nella mente e nella vita di chi ci passa accanto. E’ ciò che fa da sempre Olive Kitteridge, ormai vecchia e se possibile ancor più burbera del solito: Olive è un’insegnante di matematica in pensione, ma non immaginatevi una vecchina smagrita, saggia e piegata sotto il peso dell’età. Olive è alta, imponente, burbera ed irriverente; non ha mai chiesto scusa a nessuno in vita sua, non si fa problemi a dire ciò che pensa e a vivere come vuole. In tutti i racconti in cui è diviso questo romanzo Olive ha un ruolo, spesso da protagonista, ma a volte anche solo come ombra, presenza, ricordo che si affaccia nelle vite altrui. Olive conosce tutti a Crosby, sulla costa del Maine, ma pochi – o forse nessuno – possono dire di conoscere lei. Chi sa cosa passa nella mente di una vecchia signora che non rinuncia ai suoi dieci chilometri di passeggiata mattutina? Lo sanno gli altri, chi la critica, chi la giudica, il figlio, la nuora… lo sanno della paura che le attanaglia l’esistenza? La conoscono la sua fragilità? E lei, Olive, è disposta a riconoscere di avere ancora dei bisogni e una gran voglia di vita?

Un libro che, come dicevo, trasmette tranquillità, oltre ad una certa sottile malinconia. Una lettura gradevole che pone l’accento su una fase della vita, la vecchiaia, di cui si parla poco e per stereotipi: chi l’ha detto che essere vecchi vuol dire essere saggi, non avere più alcun appetito per la vita, agire sempre per il meglio? Un libro delicato e molto ben scritto che consiglio a tutti, giovani e meno giovani.

 

 

Opera recensita: “Olive Kitteridge” di Elizabeth Strouth

Editore: Fazzi, 2009

Genere: raccolta di racconti

Ambientazione: Maine, Stati Uniti

Pagine: 383

Prezzo: 18,50 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

 

lunedì 8 gennaio 2018

RECENSIONE: GIANLUCA MOROZZI E FIAMMA SCHARF - RACCONTI PER PICCOLE IENE


Sinossi:

Le masse conoscono Manuel Agnelli da poco tempo, grazie a un noto programma televisivo. Per migliaia di amanti della musica, però, Manuel Agnelli è il

leader degli Afterhours, un gruppo che ha segnato la storia del rock italiano. C’è chi li ha conosciuti nel ’97 con il capolavoro Hai paura del buio?,

chi più tardi con Quello che non c’è o Ballate per piccole iene, e c’è chi li seguiva addirittura dai primi album in inglese.

Questa è un’antologia di scrittori che attingono alla loro passione e ne traggono racconti ironici, dove la musica degli Afterhours fa da sottofondo discreto,

o racconti intensi, in cui gli After sono un riferimento costante, compagni di strada e di percorsi.

Racconti di vita, di morte, di passaggi, di dolori, di concerti. Racconti in cui il linguaggio si fonde con quello dei brani più belli per diventare sperimentazione

e parola nuova.

Manuel e la sua presenza, Manuel e le sue parole, Manuel che incarna l’ideale di un uomo sfuggente eppure sempre presente. Manuel nel passato, Manuel nel

cuore e negli occhi di tutti.

Quattordici dichiarazioni d’amore all’universo Afterhours, curate da due fan storici come Gianluca Morozzi e Fiammetta Scharf.

 

Commento:

Beh… che dire? Neanch’io so dire cosa mi aspettassi di preciso da questo libro. Forse, da fan degli Afterhours, mi sarei aspettata qualche aneddoto in più su di loro, qualcosa che gli autori di questi racconti avessero vissuto e raccontassero in prima persona, senza nascondersi dietro espedienti narrativi più o meno credibili.

Invece no, i racconti contenuti in questa raccolta riguardano gli Afterhours e Manuel Agnelli da un punto di vista più emotivo e personale del vissuto dei fan e spesso, comunque, si tratta di storie di fantasia infarcite di citazioni dei testi del gruppo. Per carità, alcune storie sono molto carine, alcune sono angoscianti al limite del grottesco, altre fanno sorridere… però non saprei, forse mi sarei aspettata una presenza più reale del gruppo. Per questo motivo non darò più di un 6,5 a questa lettura che consiglio con cautela, più come lettura spartiacque o passatempo che come approfondimento su uno dei gruppi musicali più importanti e sottovalutati della storia musicale italiana dell’ultimo trentennio. Per capirci, belle le citazioni dei testi, ma se li conoscete già rimane poco altro. Mi dispiace.

 

Opera recensita: “Racconti per piccole iene” di Gianluca Morozzi e Fiamma Scharf

Editore: Giraldi, 2017

Genere: raccolta di racconti

Ambientazione: varie città d’Italia

Pagine: 190

Prezzo: 12,00 €

Consigliato: sì/no

Voto: 6,5.

 

domenica 25 giugno 2017

RECENSIONE: FRANCESCA CAVALLO, ELENA FAVILLI - STORIE DELLA BUONANOTTE PER BAMBINE RIBELLI


Sinossi:

100 esempi di forza e coraggio al femminile, per tutte le donne, grandi e piccole, che puntano sempre in alto. 100 donne straordinarie che hanno cambiato

il mondo, 100 favole per sognare in grande!

«C’era una volta una bambina che sognava il principe azzurro. No! C’era una volta una bambina che sognava di volare, un’altra che amava le macchine, una

che voleva diventare campionessa mondiale di tennis, un’altra che scoprì la metamorfosi delle farfalle!» - Giorgia Furlan, Left

Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi.

C’era una volta una bambina che amava le macchine e amava volare; c’era una volta una bambina che scoprì la metamorfosi delle farfalle... Da Serena Williams

a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kalo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e illustrate

da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo.

 

Commento:

Elogiato, criticato, comunque molto chiacchierato, questo libro è stato il caso editoriale dei mesi scorsi. Ho deciso di leggerlo spinta dalla curiosità e dalla convinzione che anche i libri per bambini (o per bambine) possano insegnare qualcosa agli adulti.

In effetti è così: non si tratta di un libro sensazionale o così innovativo da essere straordinario, ma è un’iniezione di fiducia in sé stesse regalata alle bambine da otto anni, alle ragazze di 29 come me e, perché no, anche alle ragazze di sessanta ed oltre.

Si tratta, in sintesi, della raccolta di cento storie di donne che hanno lottato per realizzare i loro sogni, per farcela nonostante le difficoltà. Sono scrittrici, scienziate, artiste, ballerine, musiciste, atlete, donne impegnate in politica o nella lotta per i diritti civili, donne che ci insegnano o ci ricordano che “se si può fare, puoi farcela” e che “tutto è possibile”. Non è facile realizzare i propri sogni, ma tutti possono riuscirci. Per farlo, però, bisogna lavorare tanto, impegnarsi, lottare, a dirittura rischiare tutto.

Essendo rivolte prevalentemente a bambini e bambine, le storie sono scritte con un linguaggio comprensibile a tutti e sono davvero molto brevi, il tempo di una buonanotte, appunto. In più il libro è corredato da illustrazioni realizzate da sessanta illustratrici di tutto il mondo. Ovvio che lo consiglio e a chi lo ha accusato di essere un libro sessista perché dichiaratamente rivolto alle bambine, dico che non è vero: questo libro è rivolto anche ai bambini, ai ragazzi ed ai ragazzi adulti, perché imparino e ricordino sempre che le donne vanno rispettate perché sono pari agli uomini in tutti i campi. Una lettura non impegnativa, ma utile all’autostima ed a recuperare una dose di coraggio ed entusiasmo.

 

Opera recensita: “Storie della buonanotte per bambine ribelli” di Francesca Cavallo ed Elena Favilli

Editore: Mondadori, 2017

Genere: racconti per bambini

Ambientazione: Mondo

Pagine: 224 (illustrato a colori)

Prezzo: 19,00 €

Consigliato: sì.

 

lunedì 9 gennaio 2017

RECENSIONE: STEPHEN KING - STAGIONI DIVERSE


Sinossi:

Un quartetto di racconti in bilico tra l'orrore e l'avventura, l'incubo e la fantasia. Il riscatto di un uomo condannato ingiustamente per omicidio. Il

morboso rapporto tra un adolescente e un ex nazista. Quattro ragazzini alla ricerca del cadavere di un coetaneo. Una donna che partorisce in circostanze

surreali. Quattro storie da brivido, agghiaccianti e paradossali, che hanno per protagonisti mostri moderni.

 

Comincio col dire che non sono molto d’accordo con la quarta di copertina: le storie raccolte in questo libro non hanno affatto a che fare con mostri, né antichi né moderni. Al contrario, raccontano vite di persone comuni, loro malgrado intrappolate nella società in cui vivono. Solo l’ultima storia, “il metodo di respirazione" può essere definita macabra o, se preferite, horror. Detto questo, analizziamo il libro: è composto da quattro racconti, uno per ogni stagione: in primavera incontriamo Andy Dufresne e il penitenziario di Shaushank, ed abbiamo a che fare con una storia di amicizia, ingiustizie e genialità.

In estate, invece, conosciamo un ex nazista rifugiatosi in America sotto falsa identità e un ragazzo americano con un particolare interesse per la barbarie commessa a danno dei prigionieri dei campi di concentramento. Questa, invece, è una storia di follia allucinante: il caro Todd, intelligentissimo e orgoglio dei genitori, non smetterà di stupirci neanche per un attimo.

Sul finire dell’estate e con l’arrivo dell’autunno, invece, incontriamo Gordon, Chris, Vern e Teddy, quattro ragazzi che faranno una gita molto particolare, alla ricerca di un loro coetaneo morto sui binari e non ancora ritrovato. La storia di Gordon e dei suoi amici, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, è trattata con estrema oculatezza e delicatezza: i loro problemi familiari sono quelli di tante famiglie delle periferie moderne.

In inverno, invece, conosceremo la tenace ed orgogliosa Miss Stansfield, che affronta la sua condizione di donna nubile ed incinta negli anni 30 con sorprendente dignità ed arguzia.

Sono fondalmente questi i racconti contenuti in questa raccolta, racconti dai quali sono stati ricavati film stupendi (si pensi a “le ali della libertà” ispirato alla prima storia); racconti in grado di emozionare ed inquietare, ma comunque sempre di far riflettere, in perfetto stile di King.

Di solito non leggo le raccolte di racconti: mi piacciono le storie che iniziano e finiscono. In questo caso, però, dopo aver visto il film “le ali della libertà” mi era rimasta la curiosità di leggere ciò che lo aveva ispirato. Così, appena ne ho avuto l’occasione, ho cominciato a leggere “stagioni diverse” e, lo confesso, avevo pensato di fermarmi al primo – secondo racconto. Ma poi le storie erano così geniali ed appassionanti che non ce l’ho fatta a smettere! Se dovessi dare un voto, non darei il massimo solo perché l’ultima storia mi è piaciuta meno delle altre, ma stiamo comunque parlando di King!

Una lettura, quindi,  che vi consiglio assolutamente: bellissimi i primi tre racconti!

 

Opera recensita: “stagioni diverse” di Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1982-prima ed. italiana 1987

Genere: raccolta di racconti

Ambientazione: Stati Uniti

Pagine: 588

Prezzo: 11,90 €

Consigliato: sì.

Consigli correlati: il film “le ali della libertà” tratto dal primo racconto.