simposio lettori copertina

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mercoledì 20 ottobre 2021

RECENSIONE: GABRIEL BERGMOSER - PREDE

    Sinossi:

Quattro sconosciuti, un'isolata stazione di servizio nel cuore dell'Australia, un unico terribile incubo a occhi aperti. Un romanzo che dà corpo ai mostri che vivono in mezzo a noi.

Non c'è un posto dove correre, né uno in cui nascondersi.

Frank è il proprietario di una stazione di servizio su un'autostrada poco frequentata nell'Australia rurale. Allie, sua nipote, viene mandata a stare con lui per l'estate per piegarne il comportamento ribelle, ma i due non parlano molto. Simon è un ragazzo sognatore e idealista, schiavo del fascino dell'esplorazione on the road e alla disperata ricerca di qualcosa. Maggie è la giovane donna che unirà i loro destini, qualcuno il cui viaggio personale porterà su tutti loro un terrore inimmaginabile.

 

Commento:

Si può nuocere ad altri, procurare dolore, uccidere per il semplice gusto di farlo, per mero divertissement? Sembra incredibile, eppure sì, è possibile e purtroppo, in certi contesti, accade. Il giovane e pluripremiato autore australiano Gabriel Bergmoser porta in un libro l'orrore che l'uomo può scatenare verso l'altro uomo in modo assolutamente immotivato, salvo che per l'unica ragione del suo divertimento turbato, negato, ostacolato. Quando un equilibrio consolidato, ma fragile, si spezza l'unica alternativa possibile è il caos, l'apocalisse, l'inferno. E in quella stazione di benzina nel nulla di un'Australia selvaggia, quello che accadrà è proprio questo: l'inferno in terra. Non lo immaginava Frank, il vecchio e burbero proprietario, quando quella mattina ha preparato la colazione per la nipote e l'ha lasciata sola in casa per andare ad aprire la stazione; non lo sospettava minimamente Allie, la nipote di Frank, quando l'ha raggiunto in tarda mattinata per pura noia e fame; non se l'aspettava di certo la giovane coppia fermatasi a fare rifornimento e mangiare qualcosa… non lo sapevano neppure Simon e Magge, quando le loro strade si sono incrociate dentro un pub. Eppure è accaduto e bisogna farci i conti. "Prede" è un romanzo duro, durissimo, grottesco, splatter, per stomaci forti. Per leggerlo c'è bisogno di lasciar andare la ragione e stare a vedere quel che succede alla prossima pagina, senza aspettarsi nulla, ma essendo pronti a tutto, perché quando la ragione lascia il campo alla follia, allora sì che può succedere davvero di tutto. Non piacerà a tutti, questo libro, alcuni lo troveranno esagerato, altri ripugnante, altri – come me – inverosimile, ma affascinante. Perché davanti all'orrore possiamo provare le sensazioni più diverse, ma difficilmente riusciremo a distogliere lo sguardo, perché l'orrore è parte delle nostre paure più profonde, è parte di noi.

 

Opera recensita: "Prede" di Gabriel Bergmoser

Editore: Sperling & Kupfer, 2021

Traduttore: Chiara Brovelli

Genere: horror, thriller

Ambientazione: Australia

Pagine: 288

Prezzo: 17,90 €

Consigliato: sì

Voto personale: 7,5.

  

venerdì 30 aprile 2021

RECENSIONE: LUCA WARD - IL TALENTO DI ESSERE NESSUNO

Sinossi:

Ha dato la voce a Russell Crowe nel Gladiatore, a Samuel L. Jackson in Pulp Fiction, a Pierce Brosnam in James Bond, e anche a Hugh Grant nel Diario di Bridget Jones. E questo solo per citare alcuni nomi. Luca Ward è senza dubbio il più celebre doppiatore italiano, ma è anche molto di più. È un attore di straordinario talento che ha calcato palcoscenici leggendari e che è diventato un volto noto del piccolo schermo per aver preso parte a fiction di successo come Centovetrine ed Elisa di Rivombrosa. Il pubblico lo ama e lo segue con grandissimo interesse sui social, dove raccoglie più di un milione di fan grazie alla sua ironia e alla sua genuinità. Ma la verità è che di lui si sa molto poco. L’adolescenza difficile, gli amori appassionati e il legame indissolubile con il mare: per la prima volta, Luca Ward si mette a nudo. Un libro sorprendente che racconta, attraverso aneddoti e ricordi, tutta la verità sul mondo del cinema e del doppiaggio, e che non risparmia il lato più intimo e privato di Luca Ward. Una storia che diverte e commuove in tutti i modi possibili.

 

Commento:

Cosa – o chi – c'è dietro una delle voci più belle, appassionate, di sicuro più conosciute del doppiaggio italiano? C'è una persona, talvolta tendiamo a dimenticarlo. Una persona con una sua vita lontano dal microfono, con una famiglia, un passato, un presente e un futuro. È di questo lato più personale, intimo e vero che ci parla Luca Ward nella sua autobiografia Il talento di essere nessuno. Parte da lontano, Luca, dal passato remoto, ma sempre presente nei suoi geni marinari, del nonno William. Prosegue con il rapporto con i genitori, quello intenso e interrottosi troppo presto con il padre, Aleardo Ward, attore anche lui, morto prematuramente, e quello burrascoso con la madre Maresa. L'infanzia, l'adolescenza difficile ad Ostia, lo sradicamento, i primi lavoretti saltuari, l'ingresso nel mondo del doppiaggio e del cinema, fino all'oggi, alla famiglia, al futuro negli occhi dei figli… Un libro che parla di sacrifici e passioni, di una vita vissuta pienamente, di ricordi e soddisfazioni. Un libro diretto, schietto, che ci fa conoscere di più l'uomo che sta dietro la voce. Ed è bello notare che le emozioni che vibrano attraverso le sue corde vocali nascono da dentro, da un cuore sensibile, una mente acuta e aperta e da un pizzico di follia che porta ad osare e seguire le sensazioni. Un bel libro, davvero, che ho letto con piacere ed interesse e che, quindi, vi consiglio.

 

Opera recensita: "Il talento di essere nessuno" di Luca Ward

Editore: Sperling & Kupfer, 2021

Genere: autobiografia

Pagine: 245

Prezzo: 17,90 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5.

                              

sabato 17 aprile 2021

RECENSIONE: STEPHEN KING - LATER

        Sinossi:

Jamie Conklin ha proprio l'aria di un bambino del tutto normale, ma ci sono due cose che lo rendono invece molto speciale: è figlio di una madre single, Tia, che di mestiere fa l'agente letterario, e soprattutto ha un dono soprannaturale. Un dono che la mamma gli impone di tenere segreto, perché gli altri non capirebbero. Un dono che lui non ha chiesto e che il più delle volte non avrebbe voluto. Ma questo lo scoprirà solo molto tempo dopo. Perché la prima volta che decide di usarlo è ancora troppo piccolo per discernere, e lo fa per consolare un amico. E quando poi è costretto a usarlo lo fa per aiutare la mamma, lo fa per amore. Finché arriva quella dannata volta, in cui tutto cambia, e lui è già un ragazzino, che non crede più alle favole. Jamie intuisce già, o forse ne è addirittura consapevole, che bene e male non sono due entità distinte, che alla luce si accompagnano sempre le tenebre. Eppure sceglie, sceglie la verità e la salvezza. Ma verità e salvezza, scoprirà tempo dopo, hanno un prezzo. Altissimo.

 

Commento:

Later, "Tempo dopo" o semplicemente "dopo", è l'ultima fatica letteraria sfornata dal quantomai prolifico maestro Stephen King. Un romanzo che, se non si fosse fan di King, sarebbe anche gradevole da leggere come lettura di svago o d'intervallo tra un tomo e l'altro… se invece si è fan di King è inevitabile essere presi dallo sconforto. Il perché è presto detto: è una storia buffa e poco plausibile spacciata per storia dell'orrore quando di orrorifico non ha nulla; la trama è deboluccia e non brilla per originalità, in più ci sono una serie di idee, espedienti, suggestioni che King aveva già usato in altri libri e che qui ha semplicemente riproposto… Ecco, ora non vorrei che passasse il messaggio che ho demolito questo libro, ma di sicuro non posso paragonarlo neanche lontanamente ai capolavori universalmente riconosciuti di King. È tuttavia una storia gradevole da leggere che è, in qualche modo, riuscita a coinvolgermi e per questo la consiglio a chi non sia un fan sfegatato del Re. Sarà per il messaggio, sarà per la simpatia che mi ha suscitato Jamie, sarà che comunque la storia è ben raccontata… ma in qualche modo questo Later mi è piaciuto, nonostante tutto.

 

Opera recensita: "Later" di Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer, 2021

Genere: horror, paranormale

Ambientazione: New York

Pagine: 320

Prezzo: 19,90 €

        Consigliato: sì/no

Voto     personale: 7,5.

          

lunedì 13 aprile 2020

RECENSIONE: STEPHEN KING - THE MIST-LA NEBBIA


Sinossi:
La piccola cittadina di Bridgton, Maine, viene improvvisamente avvolta da una fitta nebbia. Iniziano così ad accadere cose strane: creature bizzarre e pericolose si aggirano non viste per le strade, facendo scomparire alcuni degli abitanti. Il supermercato, che inizialmente appare come l'unico luogo di salvezza, si rivela una pericolosa prigione. Le persone che hanno cercato riparo lì, infatti, non sono minacciate soltanto dai mostri nascosti nella nebbia, ma anche dalla follia che il terrore claustrofobico fa nascere tra i rifugiati.
Un racconto tratto da Scheletri

Commento:
Ecco, la quarta di copertina dà già un'idea sommaria ma plausibile della vicenda: in questo racconto di Stephen King, tratto dalla raccolta Scheletri ma acquistabile anche autonomamente, una cittadina del Maine viene colpita da un violento temporale che, con più scariche, devasta mezze città, fa saltare i collegamenti elettrici e provoca, di fatto, non pochi disagi alla popolazione. Se non che quei disagi stanno per essere decuplicati, anzi, semmai qualcuno potrà analizzare gli effetti dell'arco di tre giorni in cui è ambientato il racconto, i disagi portati dal temporale faranno parte delle concause. Il problema reale sarà lo strato di nebbia, opaco e lattiginoso, che sopraggiunge dopo la tempesta: una nebbia strana, da cui spuntano esseri multiformi e non ben identificabili che sembrano catturare chi finisca impigliato nel vortice. David, suo figlio Billy e tante altre persone, trovano rifugio nel supermercato della città: David e Billy erano solo usciti un attimo a fare scorta di spesa, lasciando Steph, rispettivamente moglie e madre, nella casa sul lago. Avrebbero dovuto impiegare pochi minuti, ma non sarà così perché la nebbia raggiunge il supermercato e la situazione precipita. Nessuno può uscire, tutti o quasi hanno famiglia a casa… il pandemonio è assicurato e non mancano neppure gli esagitati! Una storia che, com'è solito di King, ci cala nella vita quotidiana dei protagonisti e ci costringe a guardare l'imprevedibile e ciò che ci fa paura direttamente negli occhi. Perché ci sono fatti ai quali, sebbene inspiegabili, si può cercare di dare una soluzione; non c'è, invece, soluzione alcuna contro l'ignoranza e la malevolenza della gente. Consigliato? Non uno dei migliori di King, ma sì, è un bel racconto.


Opera recensita: "The mist" di Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer, ed. originale 1985, ed. attuale 2018
Genere: racconto, fantascienza
Ambientazione: Maine, Stati Uniti
Pagine: 196
Prezzo: 10,00 €
Consigliato: sì
Voto 8
Colonna sonora sperimentata: Air.


venerdì 20 dicembre 2019

RECENSIONE: GUIDO SARACENI - FUOCO è TUTTO CIò CHE SIAMO


Sinossi:
Davide Manfredi frequenta l'ultimo anno di un Liceo Scientifico romano, suona la chitarra elettrica, ama il cinema e la letteratura. A differenza della totalità dei suoi coetanei, ha scelto di non avere alcun profilo sui social network. Qualche volta la sua età gli sta stretta e lo rende insofferente nei confronti di un mondo che lo offende e lo irrita «come lana sulla pelle». Per fortuna può contare sugli amici, con cui, tra una situazione esplosiva e una partita di calcetto, prova a sopravvivere alla propria adolescenza. Soprattutto, può contare sul sorriso di Alice - la sua fidanzata - che lenisce ogni dolore, restituendogli, oltre ogni amarezza, una invincibile voglia di vivere. «Fare il professore di liceo è un gesto di puro autolesionismo», amava ripetere suo padre, ma Giulio Lisi non gli ha dato retta; così, ha trascorso metà della sua vita a insegnare, con passione e impegno. Molto attivo sui social, dove ormai sono in parecchi a seguirlo, il prof conserva verso i suoi studenti lo stesso «pudico stupore» che cerca di trasmettere loro nei confronti della vita. Oltre a fare lezione, gestisce un servizio di counseling dedicato agli studenti problematici: tre giorni a settimana riceve i ragazzi che, per svariate ragioni, hanno bisogno del suo serio, professionale e consapevole ascolto. Davide e Giulio sono volti di un dittico: insieme compongono un'immagine realistica e attuale della scuola di oggi. Le loro strade si incroceranno un lunedì di gennaio. Quel giorno, ciascuno avrà qualcosa di importante da insegnare all'altro.

Commento:
Seguo da tempo il professor Guido Saraceni e mi capita spesso, scorrendo la home di Facebook, di fermarmi a leggere i suoi interventi su politica, cronaca, diritto, quotidianità: li trovo spesso condivisibili, ma spesso non vuol dire sempre… Sono, perciò, arrivata a questo libro spinta dalla curiosità.
Cosa posso dire a fine lettura? … … … Sarò critica: non vi dirò se è bello o brutto, non vi dirò se mi è piaciuto oppure no… la verità? Non ho capito se questo libro è una genialata – scritto bene, profondo, alla portata di tutti (comunque tutte cose vere a prescindere dal mio giudizio) – o è un bel mappazzone alla Moccia/Volo (s'è capito che non mi piacciono?), con qualche concetto interessante sommerso tra gli stereotipi. Possibile essere così incerti su un libro? Sì, certo che sì. Perché la storia di Davide – adolescente sensibile, anticonformista, un po' introverso – e di Giulio – professore quarantenne, counselor didattico, social addicted – entrambi abbastanza incasinati e perciò normali, è una bella storia e tutto sommato realistica, però… l'idea, sebbene non originale, non è malvagia, ma la realizzazione è quantomeno dubbia. I punti che mi lasciano perplessa sono diversi: intanto basta con questa moda degli adolescenti troppo adulti e degli adulti in fase prepuberale… ok, gli adulti non sono tutti seri e bacchettoni e qualche volta sanno capire i giovani, i giovani a loro volta non sono tutti deficenti con un cellulare al posto della propuberanza del naso… però non bisogna nemmeno esagerare! Poi, altro punto dubbio: la moltitudine di temi trattati: è chiaro che i due temi portanti sono l'adolescenza e la scuola. I punti di vista su cui si sviluppa il romanzo sono, infatti, quello di un ragazzo al quinto anno di liceo – con tutti i problemi legati all'adolescenza sua e degli amici e con la percezione che la scuola non lo consideri veramente – e quello di un docente di filosofia al liceo, oberato dalla burocrazia e dalle scaramucce tra colleghi e stanco di non potersi dedicare pienamente al suo lavoro, ai suoi ragazzi. Ci sono, però, nel libro, una molteplicità di altri temi collaterali e non meno importanti che Saraceni ha trattato con consapevolezza, ma forse con troppa fretta: i social, i disturbi alimentari, l'utilità della filosofia, la malattia, i problemi dei genitori, la legalizzazione delle droghe, i cellulari (cito a memoria)… è come se l'autore avesse voluto parlare di troppe cose tutte insieme finendo per comprimerle in uno spazio in fin dei conti ristretto. Altro aspetto da considerare: la scrittura. Saraceni, lo sapevo già, ha un ottimo stile, dinamico, scorre, non annoia, ha una prosa alla portata di tutti, e questo può essere un bene o un male… in questo caso io non saprei dirlo, proprio in funzione delle cose che ho scritto più in alto.
In definitiva… non posso dire che questo libro non mi sia piaciuto, perché è stata una lettura gradevole, scorrevole, mi ha fornito degli spunti di riflessione… però per tutto il tempo della lettura mi sono ritrovata a chiedermi:"Ma cosa sto leggendo?". Non essendo riuscita a darmi una risposta chiara, vi dico… se vi va, provate a leggerlo e fatevi un'idea vostra!


Opera recensita: "Fuoco è tutto ciò che siamo" di Guido Saraceni
Editore: Sperling & Kupfer, 2019
Genere: narrativa italiana
Ambientazione: Roma
Pagine: 288
Prezzo: 16,90 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 7.



lunedì 16 dicembre 2019

RECENSIONE: STEPHEN KING, BEV VINCENT - ODIO VOLARE


Sinossi:
Curata da Stephen King insieme a Bev Vincent, suo amico e collaboratore da sempre, Odio volare è una raccolta di racconti horror che hanno un particolare filo conduttore: sono tutti ambientati ad alta quota, a bordo di un aereo. Ed essendo horror, naturalmente raccontano tutto quello che di orribile può succedere quando sei sospeso in aria a diecimila metri di altezza, chiuso in una scatola di metallo (e il riferimento non è per niente casuale) che sfreccia a più di 800 chilometri l'ora, insieme a decine di sconosciuti che potrebbero fare qualunque cosa. King, che sicuramente non ama viaggiare in aereo, ha fornito il suo personale contributo al volume aggiungendovi un'introduzione, le note a ogni storia e soprattutto un racconto originale L'esperto di turbolenze. Inoltre ha reclutato Joe Hill che ha scritto Siete liberi, altra storia ad hoc completamente inedita. Il resto del libro contiene un mix di storie nuove e già pubblicate di autori famosi e meno noti, tra cui Sir Arthur Conan Doyle, Richard Matheson, Ambrose Bierce, Dan Simmons, Ray Bradbury, e altri ancora.
King ha raccontato così le origini del libro: Allora, eravamo seduti a cena prima della proiezione de La Torre Nera a Bangor, e sapevamo che molte persone sarebbero arrivate in aereo per partecipare all'evento. Io ho confessato che odio volare e la conversazione si è concentrata su storie di aerei, alcune spaventose altre divertenti. Ho notato che non era mai stata pubblicata una raccolta di racconti horror sul volo, anche se me ne erano venuti in mente diversi sul tema. Qualcuno avrebbe dovuto farla. Bev Vincent, che è un incredibile pozzo di scienza, ha accettato di curarla con me e ora eccola qui. Bev e io pensiamo che sia una lettura ideale da aereo, specialmente durante gli atterraggi turbolenti.

Commento:
Odio volare è un'originale raccolta di racconti dell'orrore, curata da Stephen King e Bev Vincent, che raccoglie al suo interno storie edite ed inedite di grandi maestri come Conan Doyle, Ray Bradbury, Matheson, ma anche di autori meno noti e nuove promesse. Il risultato è una lettura godibilissima, ideale per i viaggi – lunghi o brevi che siano – in volo. Chi di noi, infatti, sapendo di dover prendere un aereo, non ha immaginato una disgrazia, un imprevisto, una semplice turbolenza, un viaggio movimentato per qualche motivo? Beh, qui c'è un nutrito campionario di possibilità con cui baloccarsi e, magari, esorcizzare l'inquietudine o la paura del volo. Poi, è chiaro, ciascuno preferirà un certo tipo di storie piuttosto che altre – io per esempio ho preferito quelle più realistiche e che non comprendevano creature soprannaturali – ma la scelta è piuttosto ampia.
In ogni caso, è una lettura che vi consiglio, sia che abbiate o non abbiate paura di volare.

Opera recensita: "Odio volare" di Stephen King e Bev Vincent
Editore: Sperling & Kupfer, 2019
Genere: horror, raccolta di racconti
Ambientazione: i cieli del mondo
Pagine: 352
Prezzo: 17,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


mercoledì 30 ottobre 2019

RECENSIONE: STEPHEN KING, JOE HILL - NELL'ERBA ALTA


Sinossi:
Un parcheggio abbandonato: esiste posto migliore dove ambientare una storia horror?
Due fratelli accostano al ciglio di una strada dopo aver sentito il pianto di un bambino che chiede aiuto, e si addentrano nell'erba alta. Pochi minuti e perdono il senso dell'orientamento, mentre la vegetazione s'infittisce sempre di più. Ben presto si trovano separati l'uno dall'altro, angosciati dal pianto sempre più disperato del bambino. Quel che segue è terrore puro.
Un racconto perfetto come Miglio 81, scritto a quattro mani con Joe Hill.

Commento:
Nell'erba alta è un racconto pubblicato in Italia nel 2013 da Sperling & Kupfer dal quale recentemente è stato tratto un film Netflix. Ho visto il film, non sono riuscita a capire il messaggio (che in King è sempre presente e importante) così ho letto il racconto... pessimo, davvero pessimo... e non ho trovato alcun messaggio recondito. Quando la finirà King di fare pubblicità associando il suo nome a chi non è degno di stargli neanche a due metri? Ok, l'altro scrittore è suo figlio, ma la differenza è abissale! No, per me questo non è un racconto da consigliare... c'è di meglio da leggere.

Opera recensita: "Nell'erba alta" di Joe Hill e Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer, 2013
Genere: racconto
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 49
Prezzo: 4,99 € (ebook)
Consigliato: no
Voto personale: 4.


mercoledì 16 ottobre 2019

RECENSIONE: STEPHEN KING - L'ULTIMO CAVALIERE (LA TORRE NERA 01)


Sinossi:
L'ultimo cavaliere è il primo romanzo della serie «La Torre Nera», che ha impegnato il genio creativo di Stephen King per oltre trent'anni: una saga fantastica, ambientata in un mondo di sinistre atmosfere e macabre minacce, che appare come lo specchio oscuro di quello reale. Scritto in età giovanile e completamente rivisto dall'autore prima della pubblicazione dei capitoli conclusivi del ciclo, questo romanzo mostra un nuovo, appassionante aspetto dello straordinario talento creativo di Stephen King. Qui, in uno sconfinato paesaggio apocalittico, l'eterno, epico scontro fra il Bene e il Male s'incarna in uno dei più evocativi personaggi concepiti dall'autore: il pistolero Roland di Gilead, l'ultimo cavaliere di un mondo «che è andato avanti», leggendaria figura di eroe solitario sulle tracce di un enigmatico uomo in nero, verso una misteriosa Torre al centro dell'universo.

Commento:
Da tempo rimando la lettura della saga de La torre nera perché, sinceramente, non sapevo cosa aspettarmi. Ora che ho deciso di cominciarla posso dire che davvero non si sa cosa aspettarsi anche mentre si legge: è una scrittura così strana, spiazzante, inconsueta che si fa davvero fatica a riconoscervi Stephen King… almeno sulle prime. Sì, sulle prime, perché poi lo si trova King, nei dettagli, in certe costruzioni della frase, nella folle genialità che lo contraddistingue, ma soprattutto nel tema chiave della vicenda: l'epico scontro tra bene e male che qui sembra spinto alla sua espressione massima.
Leggere L'ultimo cavaliere è stato come entrare in un'altra dimensione spazio-temporale, futura, avulsa da ciò che conosciamo, con personaggi che sembrano usciti dalle storie medievali ma che invece si muovono in un futuro molto lontano. È un'esperienza strana, ma piacevole e per chi resiste senza scoraggiarsi c'è il finale che spiega, chiarisce, apre ai successivi volumi ed invoglia a continuare. Io, ovviamente, continuerò! Ultima nota tecnica: la votazione che darò non è altissima, ma solo perché si tratta di un primo volume e non è stato facile adattarsi.


Opera recensita: "L'ultimo cavaliere" (La torre nera 01) di Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1982
Genere: Fantasy, seriale
Ambientazione: futuro, non definita nello spazio, probabilmente deserto americano
Pagine: 223
Prezzo: 13,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 7,5.


sabato 31 agosto 2019

RECENSIONE: STEPHEN KING - COSE PREZIOSE


Sinossi:
Quale evento turba questa volta la pace della tranquilla cittadina americana di Castle Rock? È l'arrivo di Leland Gaunt, un forestiero strano e sfuggente. Quest'individuo ambiguo apre un negozio, Cose Preziose, dove è possibile acquistare pezzi rari, curiosità, autentiche gioie per piccoli collezionisti. Gaunt sembra catturare i desideri più nascosti di ogni cliente, riuscendo a trovare per chiunque ciò che cercava o segretamente sognava da anni.

Commento:
Ha aperto un negozio nuovo in città, si chiama Cose preziose, la vetrina è allestita con gusto e strategia, il proprietario è affabile, ha una voce suadente ed occhi che catturano. I clienti non mancano e tutti, immancabilmente, ne escono felici oltre ogni dire e con qualcosa di prezioso sottobraccio. E, strano a dirsi, sembrano tutti aver fatto un affare. I prezzi, infatti, non sono esposti, ma sembrano sorprendentemente stracciati: sempre poco meno di quanto si possiede al momento e… una cosuccia, uno scherzetto innoquo ad un altro abitante della città… è quasi un prezzo ridicolo, visto che si è appena acquistata la cosa cui si tiene di più. Una preziosa canna da pesca che ricorda l'infanzia col padre, una foto che catapulta nel letto del proprio cantante preferito, la figurina introvabile che manca alla collezione, il rimedio per un dolore invalidante… Leland Gaunt, il proprietario, ha sempre la cosa giusta per tutti… e poi fare gli scherzi che chiede provoca una strana, piacevole e segreta eccitazione. Ben presto, però, la situazione diventa preoccupante perché, beh, forse quegli scherzi non sono proprio senza conseguenze…
Stephen King imbastisce una storia articolata su un'idea semplice: cosa saresti disposto a fare per ottenere ciò che vuoi di più? E' sorprendente osservare la trasformazione, l'esasperazione di alcune caratteristiche comportamentali, è impressionante vedere come da una scintilla, da un primo scherzo innocente, possa divampare un incendio incredibilmente distruttivo. Leland Gaunt nei suoi loschi commerci fa perno su sentimenti che fanno parte di tutti noi, anche se magari in percentuali diverse: orgoglio, egoismo, ambizione, avidità, rivalsa, sono queste alcune delle sue monete. E sono efficaci perché tutti possono pagarle. Un romanzo discreto, Cose preziose, si fa leggere nonostante i molti difetti: personaggi deboli, trama non proprio originale, narrazione un po' lenta e a tratti piatta. Salverei la parte sociologica: Cose preziose è comunque un buon esempio di come King sia maestro nell'alterare la quotidianità, la routine di una tranquilla cittadina, inserendo un elemento di disturbo. In questo caso gli effetti saranno particolarmente devastanti. Libro né promosso né bocciato, non lo consiglio a chi sia un esperto di King, ma magari può andar bene per un primo approccio non definitivo.

Opera recensita: "Cose preziose" di Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1991
Genere: horror, soprannaturale
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 774
Prezzo: 12,90 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 6,5.


domenica 28 luglio 2019

RECENSIONE: RICHARD BACHMAN (ALIAS STEPHEN KING) - L'OCCHIO DEL MALE


Sinossi:
Un tremendo sortilegio gitano incatena a una sorte da incubo Billy Halleck, noto e influente avvocato: dopo aver investito e ucciso con la sua auto una zingara, è stato infatti assolto da tribunale, ma non dal padre della vittima, che gli ha scagliato addosso un terribile anatema. A Billy resta solo un'ultima mossa per salvarsi: affrontare quel vecchio accecato dall'odio in una partita disperata dove ogni mossa è lecita, ma in cui un destino beffardo giocherà il ruolo di protagonista, riservando un'atroce sorpresa...

Commento:
L'occhio del male è l'ultimo romanzo pubblicato da Stephen King con lo pseudonimo di Richard Bachman. E' una storia dell'orrore con risvolti nel paranormale: Billy, grasso avvocato quasi quarantenne, investe ed uccide una vecchia zingara mentre è in auto con la moglie. Il processo è praticamente già deciso, il giudice Crossinton è un amico come anche il poliziotto che fa i rilievi del caso, Billy viene assolto. All'uscita dal tribunale, però, Billy incontra il vecchio padre della morta che lo sfiora e pronuncia una sola parola: Dimagra. Da quel momento Billy comincia inesorabilmente a perdere peso e, tra sospetti di malattia che sfociano in sospetti di follia, si avvia verso un declino inglorioso e annunciato. Ma Billy non ha intenzione di rinunciare a combattere.
Che si firmi Bachman o King, c'è una cosa che al maestro è sempre piaciuta e riuscita: inserire nel quotidiano un elemento disturbante che spariglia le carte e cambia il destino. Qui, però, manca mordente: manca, per tutta la durata del libro e della vicenda, qualcosa di inatteso, originale, che susciti la curiosità e mantenga alta la tensione. L'occhio del male non è un brutto libro, ma scivola via senza troppe pretese di memoria. Ho apprezzato il personaggio di Ginelli, l'amico italiano di Billy che non va tanto per il sottile, ma non può bastare per sollevare le sorti di un libro che tramonta come sembra tramontare la vita del protagonista: tanto delirio, un bel carico di stereotipi e poco altro. Non mi sento di bocciare completamente questa storia, ma neppure di esaltarla… senza infamia e senza lode.

Opera recensita: "L'occhio del male" di Richard Bachman (alias Stephen King)
Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1984
Genere: horror, paranormale
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 302
Prezzo: 9,90 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 6.


venerdì 12 luglio 2019

RECENSIONE: STEPHEN KING - 4 DOPO MEZZANOTTE


Sinossi:
Passata la mezzanotte qualcosa succede al tempo: si piega, si allunga, si assottiglia, torna indietro o si spezza... e talvolta la realtà subisce le stesse distorsioni. E che cosa mai accade all'osservatore sbigottito quando la finestra che separa le realtà dall'irrealtà s'infrange e le schegge di vetro schizzano ovunque tutt'intorno? Seguendo il ritmico, inesorabile ticchettio dell'orologio, King presenta quattro incubi.

Commento:
Ognitanto decido di superare il mio pregiudizio verso le raccolte di racconti… e quando lo faccio con King è sempre una buona scelta. In 4 dopo mezzanotte Stephen King ci conduce, con passo esperto, in un viaggio nel tempo e lo fa, come sempre, a modo suo. Ci sono, in questi quattro racconti, molti dei temi cari al Re: i viaggi temporali, la scrittura, la lotta tra bene e male, la famiglia, gli animali e le loro "mutazioni". Tra i tanti richiami a vecchi e nuovi romanzi c'è, al di sopra di tutto, il concetto che ad ogni azione corrisponde sempre una conseguenza, una reazione, a volte prevedibile, a volte no… ma a prescindere dalla previsione, chi compie un'azione deve sempre prendersene la responsabilità, anche quando da essa dipende la vita propria o di altri: non ci si può tirare indietro. In questa raccolta coabitano racconti molto diversi, ma con due cose in comune: sono tutte storie dell'orrore, qualcuna più, qualcuna meno, ed hanno tutti a che fare con il tempo. Il mio preferito è I langolieri, sebbene anche Il poliziotto della biblioteca abbia il suo perché.
In realtà, vista la lunghezza e la completezza, più che racconti questi sono veri e propri romanzi, ma se apprezzate le raccolte, questa potrebbe essere un'ottima scelta. Libro molto bello, ho apprezzato molto sia la prefazione, sia le note ai singoli racconti in cui King ci parla un po' di sé e di come sono nate le storie che andremo a leggere. Consigliato.

Opera recensita: "4 dopo mezzanotte" di Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. originale 1990
Genere: raccolta di racconti, horror/fantascienza
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 848
Prezzo: 12,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


mercoledì 29 maggio 2019

RECENSIONE: STEPHEN KING - LE NOTTI DI SALEM


Sinossi:
Una casa abbandonata, un paesino sperduto, vampiri assetati di sangue. Quando il giovane Stephen King decise di trapiantare Bram Stoker nel New England sapeva che la sua idea, nonostante le apparenze, era buona, ma forse neanche la sua fervida immaginazione avrebbe saputo dire quanto. Era il 1975 e, da allora, il racconto dell'avvento del Male a Jerusalem's Lot, meglio conosciuta come 'Salem's Lot, non ha mai cessato di terrorizzare milioni di lettori, consacrando il suo autore come maestro dell'horror. Protagonista della storia è Ben Mears, uno scrittore che torna ai luoghi della sua infanzia – la buona, vecchia provincia americana – per esorcizzare una terribile esperienza avuta da ragazzino a Casa Marsten, il tetro e minaccioso edificio che domina il villaggio. Ora la spettrale dimora l'accoglie a occhi aperti, o meglio, a finestre illuminate. Ma chi è il sedicente signor Barlow, il nuovo proprietario? Perché la sua presenza è percepibile solo dopo il tramonto? E che cosa sta succedendo ai pacifici abitanti del Lot? Un geniale connubio tra orrore soprannaturale e quotidianità, un omaggio alle nostre paure più profonde, sconfinate e irrazionali e, come i mostri sotto il letto, così improbabili ma così... reali. 

Commento:
L'ho già scritto tante volte: ciò che mi piace dei libri di Stephen King è che, per quanto siano terrorifici, folli, assurdi, apparentemente irrealistici, sono sempre calati in una profonda, verace quotidianità. King, per quanto sembri assurdo, è l'autore che meglio ha saputo dipingere la normalità squarciata da eventi fuori dall'ordinario e tracciarne le conseguenze. Lo fa anche qui, in questo libro in cui un paesino normale della provincia americana viene ridotto al silenzio, in un tempo sorprendentemente rapido, dall'accadere di strani fenomeni. Dall'arrivo in paese di alcuni nuovi inquilini, una serie di sparizioni turbano la superficie di Salem's lott e la scuotono gradualmente fino alle fondamenta. Sono in pochi a capire ciò che sta accadendo e, sebbene cerchino di opporsi, c'è una forza antica e assetata con cui è molto difficile combattere… Un romanzo sul male, sulla fede, sulla tentazione… ma anche sulla facilità con cui si dimentica, ci si volta dall'altra parte finché le cose finiscono per precipitare. Ma d'altronde il paese sa mantenere i suoi segreti, esso può vivere o morire, ripiegarsi su se stesso e rinascere, e i suoi segreti saranno sempre lì, in attesa che qualcuno li risvegli.

Opera recensita: "Le notti di Salem" di Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1975
Genere: Horror
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 672
Prezzo: 12,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


mercoledì 10 aprile 2019

RECENSIONE: STEPHEN E OWEN KING - SLEEPING BEAUTIES


Sinossi:
Dooling è una piccola città fortunata del West Virginia, con una splendida vista sui monti Appalachi e lavoro per tutti. È a Dooling, infatti, che qualche anno fa è stato costruito un carcere all’avanguardia destinato solo alle donne, che siano prostitute o spacciatrici, ladre o assassine, o ancora tutte queste cose insieme. Ed è una di loro, in una notte agitata, ad annunciare l’arrivo della Regina Nera. Per il dottor Norcross, lo psichiatra della prigione, è routine, un sedativo dovrebbe sistemare tutto. Per sua moglie Lila, lo sceriffo di Dooling, poteva essere un presagio. Perché poche ore dopo, da una collina lì vicina, arriva una chiamata al 911, ed è una ragazza sconvolta a urlare nel telefono che una donna mai vista ha ammazzato i suoi due amici, con una forza sovrumana. Il suo nome è Evie Black. Intorno a lei svolazzano strane falene marroni e sembra venire da un altro mondo. Lo stesso, forse, dove le donne a poco a poco finiscono, addormentate da un’inquietante malattia del sonno che le sottrae agli uomini. Un sonno dal quale è meglio non svegliarle. Anonymous Content (casa di produzione di True Detective e Mr. Robot in TV e di Revenant e Spotlight al cinema) si è assicurata i diritti di Sleeping Beauties, per farne una serie con la collaborazione di Stephen e Owen King.

Commento:
E' difficile descrivere questo romanzo, spacciato per "favola nera", "ritorno in grande stile", "romanzo epico" eccetera, eccetera. E' difficile descriverlo perché, a fine lettura, le emozioni – nessuna delle quali positiva – sono tante: c'è la delusione per un libro che non sarebbe completamente da buttare, ma che avrebbe potuto essere molto, ma molto migliore; c'è la disillusione e anche un filo di sdegno per la lampante operazione di marketing che vede Stephen King associare il suo nome a quello del figlio Owen che non conoscevo prima di oggi, ma che evidentemente ha bisogno di pubblicità; c'è, però, soprattutto una potentissima, svilente noia. Ok, non tutte le ciambelle riescono col buco, anche se ti chiami Stephen King, però se una storia risulta appena accettabile dal punto di vista stilistico e per il resto è banale, prevedibile e noiosa, su 652 pagine queste sensazioni si spalmano meglio, si avvertono di più, la lunghezza fa da cassa di risonanza. Così un buco nell'acqua travestito da caso editoriale – che se fosse stato più breve si sarebbe potuto considerare un passabile incidente di percorso - diventa un libro da non consigliare assolutamente, né ai neofiti del Re, né ai suoi affezionati come la sottoscritta. Troppi personaggi, una lentezza esasperante, una trama sfruttata male e resa troppo poco inverosimile e priva di mordente, troppe troppe pagine… allungare il brodo a volte non serve, anzi è controproducente. Sarebbe potuto essere un buon libro, avrebbe potuto fornire molti spunti sul femminismo e sull'eterna diatriba uomo/donna, ma il tutto è affogato in una storia davvero mal gestita. Mi dispiace molto, ma stavolta King (Stephen) ha toppato… e non mi è venuta voglia di leggere il figlio.

Opera recensita: "Sleeping beauties" di Stephen e Owen King
Editore: Sperling & Kupfer, 2017
Genere: horror, fantascienza
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 652
Prezzo: 21,90 €
Consigliato: no.
Voto personale: 5.


domenica 14 ottobre 2018

RECENSIONE: STEPHEN KING - GLI OCCHI DEL DRAGO


Sinossi:
Dalla straordinaria penna del "re del brivido", una storia fantasy di eroi, principi e stregoni, una favola suadente destinata a conquistare i lettori di ogni età. Nel regno di Delain, il vecchio re Roland vive i suoi ultimi giorni con la certezza di lasciare il trono nelle fidate mani di Peter, il figlio primogenito, bello, valoroso e leale. Ma il malvagio Flagg, mago di corte, da secoli aspetta di prendere il potere e, morto misteriosamente Roland, imprigiona Peter con l'orrenda accusa di aver avvelenato il padre...

Commento:
Piccola, importante premessa: non essendo io un'esperta né un'amante del genere Fantasy, questo giudizio sarà assolutamente personale e parziale, quindi prendetelo per quel che vale.
Pubblicato nel 1984, "Gli occhi del drago" è uno dei pochi romanzi fantasy scritti da King. E' la storia di re Roland e dei suoi due figli, Peter e Thomas, così diversi tra loro eppure così importanti per le sorti del regno di Delain. C'è infatti un mago, Flagg, che si aggira nel palazzo in veste di consigliere del re, ma col reale obiettivo di distruggere il regno. Solo l'intelligenza, l'astuzia, la perseveranza, la collaborazione e l'amore di verità potranno salvare il regno e il suo popolo.
"Gli occhi del drago" è una favola, niente di più e niente di meno: ha una trama tutto sommato prevedibile, è basata su elementi triti e ritriti (battaglia tra bene e male, poteri occulti che cercano di modificare l'andamento della storia a proprio vantaggio, ma che poi vengono vinti dal coraggio e dall'intelligenza; amicizie più forti di tutto)… c'è tutto questo in questa storia. Ma c'è anche altro: c'è, a mio parere, l'abilità di rendere appassionante e gradevolissima una storia che non avrebbe nulla di speciale, abilità che solo i grandi scrittori hanno e King, credo io, è uno di loro. E' riuscito a condurre in porto egregiamente un libro che non è del suo solito genere, l'ha fatto con onestà perché questa storia non pretende di essere un capolavoro, e in più ha lasciato ben visibile la sua impronta: chi abbia letto altro di quest'autore troverà di certo elementi caratteristici di King che si trovano in quasi tutti i suoi libri.
Perciò mi sento di consigliare la lettura di questo fantasy sia a chi non ama il genere, sia a chi non ama King: tranquilli, non è horror, però appassiona!


Opera recensita: "Gli occhi del drago" di Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1984
Genere: fantasy
Ambientazione: Regno di Delain (immaginaria)
Pagine: 448 (ed. 2014)
Prezzo: 9,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


lunedì 25 giugno 2018

RECENSIONE: STEPHEN KING - ROSE MADDER


Sinossi:

Rose fugge. Fugge da quattordici anni di soprusi, da un marito violento e da una vita che non promette più nulla. Ricominciare da capo è l'unica via d'uscita.

Una città sconosciuta, una nuova occupazione e un nuovo compagno: finalmente tutto sembra girare per il verso giusto. La donna si imbatte anche in uno

strano dipinto. Una crosta senza valore, o molto, molto di più? Il legame tra il quadro e Rose si fa sempre più stretto, quasi morboso, e quando il suo

sadico marito si farà rivedere non troverà più la debole e indifesa mogliettina di un tempo, ma qualcuno o qualcosa che stenterà a riconoscere.

 

Commento:

Impaurita, disperata, annichilita. E’ questa la donna che, di punto in bianco, una mattina decide di fuggire di casa, di scappare da Norman, il marito poliziotto che da quattordici anni la sopraffà con violenza e sadismo inauditi. La donna che Norman, qualche mese dopo, si troverà a fronteggiare, però, è completamente diversa. Cosa le dà la forza di combattere? Una ritrovata fiducia in se stessa, un gruppo di amiche che l’hanno accolta ed aiutata, un uomo che per la prima volta le dona affetto senza riserve… e un quadro, un misterioso quadro che ha cambiato il corso della sua vita e che le fa vivere un’esperienza assolutamente fuori dall’ordinario.

Tra horror e Fantasy, Stephen King ci racconta una storia tragicamente reale eppure avulsa dalla normalità: com’è suo solito, King è maestro nell’inserire elementi di disturbo, deviazioni, nella quotidianità. In questo caso, però, è andato oltre: oltre alla follia ed alla pericolosità di Norman che già di per sé sarebbe sufficientemente disturbante ed inquietante, King ha inserito una forte deriva fantasy alla storia che si può apprezzare e non apprezzare ma che comunque risulta tollerabile ai fini narrativi.

Personalmente ho trovato memorabile la parte realistica di questa storia – con tutti i riferimenti alla violenza sulle donne – e meno gradevole la parte fantasy, ma questo – lo ripeto – fa parte dei gusti personali. Pur con quest’unica pecca che lo rende poco realistico specie nel finale, si tratta comunque di un buon libro che consiglio perché affronta tematiche importanti a livello sociale.

 

Opera recensita: “Rose Madder” di Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1995

Genere: horror, fantasy

Ambientazione: Stati Uniti

Pagine: 510

Prezzo: 11,90 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

 

venerdì 27 aprile 2018

RECENSIONE: ROBERTA DE FALCO - NESSUNO E' INNOCENTE. IL PRIMO CASO DEL COMMISSARIO BENUSSI.


Sinossi:

Chi era davvero Ursula Cohen, la signora dagli occhi di ghiaccio? E soprattutto: perché tutti la volevano morta? Ci sono molte cose che Ettore Benussi,

commissario quasi in pensione della squadra mobile di Trieste, proprio non sopporta: i tipi che chiudono le telefonate con "ciaociaociao" ripetuto all'infinito;

gli edifici anni Sessanta che rovinano l'urbanistica triestina; quella gran rompiscatole di sua figlia; la propria ingombrante pancia (motivo per cui ha

appena cominciato, speranzoso, la dieta Dukan). E poi non tollera i casi complicati, e nemmeno quei due ragazzotti che lavorano con lui, gli idealisti

e fin troppo zelanti ispettori Valerio Gargiulo, detto Napoli, ed Elettra Morin. È per questo che Benussi preferirebbe ritirarsi e scrivere, tra un sorso

di grappa e l'altro, le vicende di un commissario che assomiglia a Montalbano. E invece no: sempre nuove gatte da pelare. Come il caso che tanto appassiona

i suoi due sottoposti: la morte della vecchia Ursula Cohen, trovata senza vita nelle acque triestine. Per Benussi è chiaro, la signora è scivolata e annegata.

Ma che ci faceva una novantenne a passeggio sulle Rive, in una notte di bora? E come mai - gli insinua il dubbio quella precisina dell'ispettrice Morin

- chiunque la conoscesse ne ricorda solo l'infinita cattiveria, e sembra avere ottimi motivi per rallegrarsi della sua morte? Tutti tranne l'amica di una

vita Renate Stein: la sola a sapere dell'orrendo segreto che Ursula Cohen si portava dentro...

 

Commento:

Durante una corsetta mattutina, il giovane Romeo Rocco nota un biancore nelle acque del Molo Audace: dapprima pensa a una busta o a un sacco, ma poi si rende conto che si tratta di lunghi capelli bianchi. Nelle acque del suo mare, della sua bella Trieste, c’è un corpo disteso a faccia in giù. E’ il cadavere dell’ultranovantenne Ursula Cohen, inspiegabilmente morta la sera prima. Il commissario Ettore Benussi, con la sua atavica pigrizia e la sua consueta fretta di chiudere i casi per evitare rogne, propenderebbe per il suicidio, ma varie cose non quadrano. Glielo fa notare, come sempre, la brava ed introversa ispettrice Morin e il suo collega Valerio le dà man forte. Così ben presto si scopre che, fra intrighi e intrecci, fra passione e avidità, sono in molti ad avere dei motivi di rancore nei confronti della vecchia e irascibile Ursula. Ma cosa si nasconde dietro i modi a dir poco burberi della defunta? In una Trieste elegante e fiera dal passato presente ed ingombrante, si sviluppa questo giallo dalle tinte tenui, che per certi versi ricorda le trame e gli approcci di Camilleri. Anche qui, infatti, troviamo quella vena spassosa ed ironica - che non è mai sciatteria o superficialità – che però dietro l’angolo cela un risvolto importante per la sua connotazione storica e sociale: in questo caso il risvolto in questione ci riporta all’Olocausto, ancora tanto presente nella storia e nei ricordi di Trieste.

Venendo ad aspetti poco più tecnici, se dovessi collocare questo libro nel vasto mondo della narrativa poliziesca contemporanea, direi che è nel mezzo: non è un thriller duro e tecnico e non è neppure un giallo ironico e scanzonato; non fa salire mai l’adrenalina né fa morir dal ridere. Personalmente non ho fraternizzato con nessuno dei personaggi, il commissario Benussi non mi piace, non mi riesce simpatico neanche un po’… nel complesso il libro non mi è dispiaciuto, ma nemmeno mi ha convinta fino infondo. Lo consiglio a chi vuole leggere un giallo d’evasione, tranquillo ma non banale, con risvolti storici d’interesse, ma senza aspettarsi grandi brividi o grandi emozioni. Personalmente, fra un po’ di tempo, credo che darò un’altra possibilità a questa saga.

 

 

Opera recensita: “Nessuno è innocente. Il primo caso del commissario Benussi” di Roberta De Falco

Editore: Sperling & Kupfer, 2013

Genere: giallo

Ambientazione: Trieste

Pagine: 302

Prezzo: 16,90 €

Consigliato: sì/no

Voto personale: 7.

 

sabato 9 dicembre 2017

RECENSIONE: ALICE WALKER - IL COLORE VIOLA


Sinossi:

Violentata dall'uomo che credeva essere suo padre, privata dei due figli, sposata a un uomo che odia, Celie, una giovane donna di colore, viene separata

anche dall'amata sorella Nattie, che finirà missionaria in Africa. Per trent'anni Nettie scriverà a Celie lettere che questa non riceverà mai, mentre Celie,

oppressa dalla vergogna della sua condizione, riesce a scrivere solo a Dio. Sarà l'amante del marito, una affascinante cantante di blues, a cambiare il

colore della sua vita, insegnandole a ridere, giocare, amare.

 

Commento:

“Il colore viola”, libro che valse ad Alice Walker il premio Pulitzer per la narrativa nel 1983, è un libro che si legge d’un fiato, ma che si assimila lentamente ed altrettanto lentamente si dimentica.

Personaggi tratteggiati con spietata chiarezza, storie raccontate con la fredda lucidità di chi ha un obiettivo preciso: raccontare tutto, far conoscere la realtà, senza sconti né edulcorazioni.

La vicenda si apre con le violenze subite da Celie, una ragazzina timida, ingenua e volenterosa, che subisce gli abusi del padre ed è costretta a sposare un vedovo per badare ai suoi figli e alla sua casa. Questi avrebbe preferito sposare Nettie, la sorella di Celie che, grazie ad una serie di eventi favorevoli, riesce a scappare facendo perdere le proprie tracce e tuttavia promettendo alla sorella di scriverle. Celie, umiliata nella propria condizione di donna di colore, stupida, ignorante, buona solo a servire il marito, sprofonda sempre di più in un’apatica rassegnazione fino al giorno in cui incontra Shug, l’affascinante, decisa, esuberante amante del marito che sarà la sua salvezza. Sarà la vicinanza di questa donna ed in particolare una drammatica scoperta riguardante la sorella Nettie a portare Celie al punto di svolta ed al radicale cambiamento della sua vita.

Una storia di razzismo, grettezza, ignoranza, ma anche di riscatto, forza d’animo, voglia di cambiamento. Una riflessione a tutto tondo sulla condizione delle persone di colore, delle differenze con i bianchi in America ed in Africa dove si trova Nettie, un’analisi sulla condizione femminile, sulla religione, sull’amore tra persone dello stesso sesso. Un libro complesso e completo che va letto e riletto perché lascia dentro tante, troppe sensazioni contrastanti e difficili da interiorizzare.

Una lettura consigliata a tutti, come consigliato è anche il film diretto da Spielberg che è molto fedele al libro e trasmette altrettante emozioni.

 

 

 

Opera recensita: “Il colore viola” di Alice Walker

Editore: Sperling & Kupfer-Frassinelli, prima ed. originale 1982, prima ed. italiana 1984

Genere: romanzo storico, romanzo epistolare

Ambientazione: America, prima metà del Novecento

Pagine: 313

Prezzo: 9,50 €

Consigliato: sì.

 

martedì 14 novembre 2017

RECENSIONE: STEPHEN KING - 22/11/63


Sinossi:

Jake Epping ha trentacinque anni, è professore di inglese al liceo di Lisbon Falls, nel Maine, e arrotonda lo stipendio insegnando anche alla scuola serale.

Vive solo, ma ha parecchi amici sui quali contare, e il migliore è Al, che gestisce la tavola calda. È proprio lui a rivelare a Jake il segreto che cambierà

il suo destino: il negozio in realtà è un passaggio spaziotemporale che conduce al 1958. Al coinvolge Jake in una missione folle - e follemente possibile:

impedire l'assassinio di Kennedy. Comincia così la nuova esistenza di Jake nel mondo di Elvis, James Dean e JFK, delle automobili interminabili e del twist,

dove convivono un'anima inquieta di nome Lee Harvey Oswald e la bella bibliotecaria Sadie Dunhill. Che diventa per Jake l'amore della vita. Una vita che

sovverte tutte le regole del tempo conosciute. E forse anche quelle della Storia.

 

Commento:

Chi di noi, di fronte ad un evento triste o sconvolgente, non ha detto o pensato frasi come “Ah, se potessi cambiare il passato”, “Ah, se potessi tornare indietro nel tempo” o “Ah, come vorrei cambiare il mondo”… Il giovane professore di inglese Jake Epping, un matrimonio con una moglie alcolista alle spalle ed un bel po’ di tempo a disposizione per il futuro, ha questa possibilità. Il suo amico Al Templeton, in fin di vita per un tumore ai polmoni, gli mostra un modo per viaggiare nel tempo e gli affida una missione: fermare Lee Harvey Oswald, l’uomo che il 22/11/63 sparò al presidente J. F. Kennedy a Dallas. Per farlo, però, Jake dovrà trascorrere alcuni anni nel passato e costruirsi una nuova vita, così incontrerà nuove persone, alcune delle quali, come Sadie, diventeranno molto importanti per lui. Ma il passato ritrova sempre se stesso e non vuole essere cambiato, perciò combatterà contro ogni cambiamento che Jake cercherà di operare. Ogni azione di Jake corrisponde ad una reazione in qualche parte del mondo, a qualche cambiamento che inesorabilmente gli si ritorcerà contro… perciò salvare Kennedy comporterà più di una rinuncia.

In questo lungo thriller in bilico tra passato e futuro, troviamo un King in splendida forma che ci conduce con guida esperta nel passato, mostrandoci che il cambiamento che tutti aneliamo potrebbe portare a conseguenze inattese e forse molto peggiori di ciò che abbiamo cambiato. E’ questo, infondo, il messaggio del libro, al di là di Kennedy e di Oswald. La storia in sé poggia sul falso presupposto che si possa tornare indietro nel tempo e cambiare ciò che non ci piace, quindi potrebbe risultare inverosimile. Ma se si superano le perplessità iniziali e si prende la storia per quello che è, una mera simulazione di un viaggio spazio-temporale, tutto risulterà più realistico e, ve l’assicuro, veramente godibile. Non si potrà, con l’andare della trama, non affezionarsi sempre di più a Jake ed ai tanti protagonisti di questa storia strampalata, ma assolutamente gradevole. E poi, diciamocelo: la maestria di King nel raccontare la quotidianità con precisione chirurgica vale da sola il prezzo del biglietto.

Lettura consigliata, a patto che, lo ripeto, si superi il pregiudizio verso una storia non reale, ma appena verosimile.

 

Opera recensita: “22/11/63” di Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer, 2011

Genere: thriller

Ambientazione: Stati Uniti

Pagine: 767

Prezzo: 23,90 €

Consigliato: sì.

 

martedì 17 ottobre 2017

RECENSIONE: STEPHEN KING - IL GIOCO DI GERALD


Sinossi:

In una casa isolata su un lago, Jessie si piega all'ennesima fantasia sessuale del marito Gerald, che questa volta l'ammanetta al massiccio letto in legno.

Ma quando umiliata, lei lo allontana con un calcio, l'uomo si affloscia inerte, stroncato da un infarto. Il tempo passa e Jessie, immobilizzata e dolorante,

sembra votata a una morte lenta, resa ancora più atroce dalla comparsa di un affamato cane randagio e da un'ombra misteriosa e irreale che fa capolino

nella stanza...

 

Commento:

E’ autunno inoltrato, ma il noto avvocato Gerald Burlingame e sua moglie Jessie decidono di staccare un po’ dalla routine passando una giornata all’isolata casa estiva sul lago. Gerald ha in mente un gioco erotico ed ammanetta la moglie ai montanti del letto, ma lei non ci sta e gli sferra due calci. La situazione degenera, Gerald muore disteso ai piedi del letto e Jessie non ha alcuna possibilità di liberarsi dalle manette ed alzarsi. E’ qui che comincia il folle percorso di Jessie su e giù per i suoi ricordi passati, complici alcune voci che la sua mente in subuglio ricollega a persone che in qualche modo sono state importanti per lei. Per oltre venti ore Jessie entra ed esce dal presente e combatte tra il terrore di ciò che sta vivendo, con tanto di cane randagio che banchetta in casa ed ombre minacciose che si affacciano con il calar della notte, e l’atrocità di ciò che ha vissuto da bambina e che l’ha segnata per sempre. Ma sarà proprio la paura della morte, in tutte le sue forme, a permetterle di riscuotersi e di provare con tutte le sue forze a liberarsi.

Non so bene cosa mi aspettassi da questo libro… ciò che posso dire è che non è male, ma non è neppure tra i migliori di King: a mio parere qui troviamo un ottimo percorso psicologico ed anche una buona dose di brivido, ma manca quel guizzo di originalità che ha portato altri libri di quest’autore ad essere considerati dei capolavori. Il libro ruota quasi esclusivamente attorno al personaggio di Jessie e possiamo sostenere che King è riuscito nell’ardua impresa di portare in porto una storia che avrebbe potuto non stare in piedi; tuttavia questo libro non mi ha convinta fino infondo e se dovessi consigliarlo avrei qualche perplessità… se avete già letto altro di King potreste rimanere delusi, ma se siete neofiti potrebbe essere un modo per “soft” per cominciare… Libro non male, dunque, ma non di alto livello. Peccato.

 

Opera recensita: “Il gioco di Gerald” di Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1992

Genere: horror

Ambientazione: Maine, Stati Uniti

Pagine: 384

Consigliato: sì/no.

 

lunedì 28 agosto 2017

RECENSIONE: STEPHEN KING - PET SEMATARY


Sinossi:

In una limpida giornata di fine estate, la famiglia Creed si trasferisce in un tranquillo sobborgo residenziale di una cittadina del Maine. Non lontano

dalla loro casa, al centro di una radura, sorge Pet Sematary, il cimitero dei cuccioli, un luogo dove i ragazzi del circondariato, secondo un'antica consuetudine,

usano seppellire i propri animaletti. Ma ben presto la serena esistenza dei Creed viene sconvolta da una serie di episodi inquietanti e dall'improvviso

ridestarsi di forze oscure e malefiche.

 

Commento:

Il dottor Louis Creed si trasferisce con la moglie e i due figli in un paesino del Maine, proprio nei pressi della statale 15: qui dirigerà l’infermeria dell’Università. Sin da subito Hellie, la figlioletta in età scolare, mostra curiosità e timore per un luogo ai confini della loro proprietà nel quale sono seppelliti tutti gli animali del villaggio. In tutta la famiglia, a dire il vero, quel luogo desta un timore profondo che riporta a galla pensieri e ricordi di morte, nonché traumi non ancora superati. Ma è quando, a pochi mesi dal trasferimento, Church, il gatto dei Creed viene investito che Louis, il razionale e controllato dottor Louis, fa una scoperta che cambierà la sua vita e quella della sua famiglia… irreparabilmente.

Una storia ben congegnata,  con un livello di tensione narrativa in costante crescita; un libro che apre molti spunti di riflessione su argomenti non facili come la morte, la fede, il paranormale e soprattutto l’eterna diatriba tra chi crede che la vita sia già scritta da un piano imperscrutabile e chi afferma che tutto può cambiare in base alle nostre scelte. Il punto di vista di King in merito sembra chiaro: le nostre scelte influiscono su ciò che può accaderci, ma il destino gioca la sua parte importante, ad esempio mettendo sulla nostra strada persone che potrebbero influenzare quelle scelte.

 Insomma, “Pet sematary” non è solo una storia ben scritta e molto macabra, ma è un’occasione andare al di là e riflettere su ciò in cui crediamo. Ovviamente consiglio questo libro, ma sappiate che, proprio perché sembra così normale… fa abbastanza spavento!

 

Opera recensita: “Pet sematary” di Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1983

Genere: horror, paranormale

Ambientazione: Maine, Stati Uniti

Pagine: 424

Prezzo: 16,47 €

Consigliato: sì.