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lunedì 16 novembre 2020

RECENSIONE: ISABEL ALLENDE - DONNE DELL'ANIMA MIA

Sinossi:

Con leggerezza e ironia, Isabel Allende rievoca momenti del passato e indugia sul presente per raccontarci le ragioni del suo femminismo. L’autrice parte dalle origini, dalla sua infanzia e adolescenza passate nella cornice di una rigida struttura patriarcale. L’istinto di ribellione è una sorta di reazione naturale al maschilismo imperante che genera in lei l’attitudine che negli anni l’ha portata a schierarsi sempre con i deboli, gli emarginati e tutte le donne che ancora lottano per l’emancipazione. Isabel ci racconta le tappe del suo cammino, a partire dal raggiungimento dell’indipendenza economica, le relazioni tra sessi, la sua biografia sentimentale e professionale. E poi la terza età, ciò che significa per lei, donna pienamente liberata e convinta che i modelli imposti portino a una forma di pregiudizio contro la vecchiaia non dissimile dagli atteggiamenti sessisti e razzisti.

 

Commento:

Se volessimo trovare un sottotitolo a questo nuovo libro di Isabel Allende, potremmo senz'altro scrivere "Autobiografia ragionata e riflessioni sparse di una femminista ante litteram". Sarebbe, credo io, un'ottima sintesi delle pagine in cui l'autrice cilena si racconta, parla della sua infanzia, degli anni di lotta, della vecchiaia e dell'amore. Lo fa non semplicemente per parlare di sé, ma come pretesto per parlare, in modo concreto e ragionato, di femminismo. Ne parla lei che femminista lo è da prima che il femminismo attecchisse nella sua mente pronta, lei che è stata una femminista sin da bambina, una bambina ribelle, un maschiaccio, molto lontana dall'ideale di ragazza e di donna sottomessa, obbediente e discreta che ci si aspettava. Ma Isabel non parla solo di sé, assolutamente: parla di donne, di femministe che l'hanno ispirata, che ha conosciuto, a cui ha affiancato il suo impegno; parla (tanto) di sessualità, amore, accettazione, testardagine e un pizzico di follia che spinge ad osare, a dire di sì alla vita e poi si vedrà. Parla anche molto di amore e di amori, di uomini, del loro modo di vedere la donna, delle loro paure… cita dati, studi, statistiche… In queste pagine di vita reale che sembrano quasi un romanzo, Isabel dimostra la sua ben consolidata bravura di scrittrice, unisce in un perfetto equilibrio fatti personali ed analisi sociale, dimostrandosi un'analista acuta, attenta, consapevole del femminismo di ieri e di oggi e della società in cui esso si contestualizza. Un libro davvero gradevole che regala ottimi spunti letterari e di riflessione. Consigliato.

 

Opera recensita: "Donne dell'anima mia" di Isabel Allende

Editore: Feltrinelli, 2020

Genere: autobiografia, narrativa internazionale

Pagine: 176

Prezzo: 15,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5.

          

giovedì 30 agosto 2018

RECENSIONE: VIRGINIA WOOLF - UNA STANZA TUTTA PER Sé


Sinossi:
Scritto tra il 1928 e il 1929 in seguito a una serie di conferenze sul tema "donne e romanzo", questo testo costituisce uno dei più eloquenti trattati femministi del Novecento: partendo da un tema apparentemente secondario e cioè che una donna, per scrivere, debba avere del denaro e "una stanza tutta per sé", Virginia Woolf porta alla luce le restrizioni imposte nel corso dei secoli alla creatività femminile dalla società, dalle leggi e dalle convenzioni. Attraverso riflessioni arricchite da sentimenti e storie personali, la Woolf dà vita a una forma ibrida tra saggio e racconto che come descritto nella chiara introduzione di Egle Costantino - le permette di universalizzare le esperienze narrate in un testo lucido e stimolante, divenuto un punto di riferimento imprescindibile per approfondire e comprendere la questione femminile.

Commento:
Metà saggio, metà racconto, "Una stanza tutta per sé" è una controversa presa di posizione sulla condizione femminile, scritta in un periodo (fine anni 20) in cui l'argomento era molto spinoso e dibattuto.
Virginia Woolf prende le mosse dal tema – scarno e lapidario, perciò infido – che le è stato affidato nelle conferenze a cui deve relazionare: "Le donne e il romanzo". Dopo una profonda riflessione, Virginia è giunta alla conclusione che una donna, per scrivere romanzi, deve avere denaro e una stanza tutta per sé. Piuttosto che fornire al lettore quest'assunto come se fosse una verità, l'autrice preferisce rifare con lui il percorso che l'ha condotta a questa conclusione e per farlo deve spogliarsi della sua personalità ed identità e rendersi anonima: non è Virginia che parla, ma una qualsiasi donna, una donna che, per esempio, si trovi a camminare nei pressi di una nota università. Tutto in questo libro è una metafora: l'università è l'origine dell'esclusione della donna dalla letteratura e quindi, in un certo senso, anche dalla società. La protagonista del libro non può visitare l'università se non è accompagnata da un uomo; è ridotta al silenzio perché la società in cui vive è patriarcale, maschilista e questo silenzio carico di rabbia passa anche dal linguaggio.
Questi, in estrema sintesi, sono alcuni dei concerti d'avanguardia che Virginia Woolf espone ed analizza in quest'opera. Una lettura estremamente interessante e a suo modo attuale, sebbene non sempre agevole.

Opera recensita: "Una stanza tutta per sé" di Virginia Woolf
Editore: Vari, prima ed. originale 1929
Genere: saggio/racconto
Ambientazione: Inghilterra (ma non è rilevante)
Pagine: 224 (ed. Bur 2013)
Prezzo: 10,00 € (ed. Bur 2013)
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.