simposio lettori copertina

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Visualizzazione post con etichetta Virginia Woolf. Mostra tutti i post
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domenica 2 agosto 2020

RECENSIONE: ELISABETTA BRICCA - CERCANDO VIRGINIA


Sinossi:
Cortona, 1976. La luce è flebile, ma a Emma, rannicchiata nel fienile, basta per immergersi nelle pagine dei libri che è costretta a leggere di nascosto. Lontano dagli occhi del padre che la vorrebbe impegnata nelle faccende domestiche. Finora è riuscita a proteggere il suo segreto. Ma quando si rende conto di non poter più continuare, preferisce andarsene e accettare un posto da cameriera offertole da una ricca aristocratica di origini inglesi che si fa chiamare "signora Dalloway". Per Emma quel lavoro rappresenta l’occasione unica di conquistare l’indipendenza. Ciò che non si aspetta è di trovare nella signora Dalloway un mentore, oltre che un’amica fidata. Fin dai primi giorni di servizio, la donna si accorge della curiosità che accende l’animo di Emma. È per questo che decide di proporle delle ore di lettura condivisa alla scoperta di una delle prime scrittrici femministe della storia: Virginia Woolf. Così, sfogliando «Una stanza tutta per sé«, «Le tre ghinee», «Diario di una scrittrice», Emma si nutre delle parole illuminate di Virginia e inizia a coltivare il sogno di una vita in cui è lei a scegliere il proprio destino. Ma per realizzarlo deve prima combattere contro chi tenta in ogni modo di ostacolarla e tenerla lontano dai libri. Solo così potrà davvero trovare la sua personale Virginia e, in lei, la voce per esprimere ciò che sente dentro. Elisabetta Bricca ci consegna uno straordinario romanzo di formazione che è un inno al potere salvifico della letteratura. E insieme un elogio al coraggio di tutte le donne che sono disposte a sacrificare anche gli affetti e la stabilità di un’esistenza convenzionale per combattere l’ingiustizia e vedere riconosciuti e rispettati i propri diritti.

Commento:
Emma Stefani, la protagonista di questo bellissimo romanzo, è un fiore, un bocciolo che, con l'indirizzo giusto, la cura giusta, può diventare un fiore splendido, sgargiante e deciso. Emma è cresciuta subendo le vessazioni del padre, l'impotenza della madre che ha già rinunciato a combattere prima ancora di iniziare, le occhiate libidinose degli uomini. Solo in suo fratello Settimio Emma troverà una spalla e un aiuto. E sarà proprio lui, quando la situazione diventerà gravissima per Emma, ad aiutarla a fuggire da un ambiente che, invece di proteggerla e spalleggiarla, le era ostile: la porta in paese, a Cortona, da un'amica, una donna di origini inglesi, molto ricca e misteriosa, che si fa chiamare Signora Dalloway. Sarà questa donna la vera salvezza dell'anima libera, pervicace e appassionata di Emma: osservandola, la donna comprenderà il suo amore per i libri e la sua refrattarietà ad ogni costrizione, così comincia a leggere con lei e le fa conoscere quella che ben presto diverrà una musa ispiratrice condivisa, Virginia Woolf. Le parole illuminate della scrittrice inglese saranno la guida per i pensieri abbozzati e ancora confusi di Emma e le daranno la forza di affrontare una realtà scomoda e difficile, permettendole di scoprirsi donna forte, indipendente e volitiva, proprio come in passato era la sua mentore, la signora Dalloway. Ma saranno tante le sfide che Emma dovrà affrontare ancora e noi con lei… a fine lettura, davvero, stenterete a riconoscere la ragazza fiera ma dimessa che era partita dalle letture clandestine nel fienile di casa. Elisabetta Bricca racconta una storia verosimile, intensa, piena di energia; una storia che è un inno alla forza delle donne, al potere che ciascuna ha dentro di sé che ha bisogno solo di un po' di incoraggiamento per esplodere in tutta la sua potenza. È un inno ad unirsi, parlarsi, confrontarsi, leggere, impegnarsi, non piegare la testa, non concedere più di ciò che si vuole concedere, non permettere a nessuno – uomo o donna che sia – di giudicarci o di condizionare le nostre scelte. Un bel romanzo per le donne e sulle donne, che ha come guida una voce illustre, quella della coraggiosa Virginia.


Opera recensita: "Cercando Virginia" di Elisabetta Bricca
Editore: Garzanti, 2020
Genere: narrativa italiana
Ambientazione: Toscana-Inghilterra
Pagine: 240
Prezzo: 17,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


lunedì 20 aprile 2020

RECENSIONE: VIRGINIA WOOLF - LA CROCIERA


Sinossi:
Opera che racchiude le grandi prove narrative a venire, La crociera è stata definita la «storia di un rito di passaggio», un romanzo di formazione al femminile in cui la protagonista s’inoltra in un viaggio – la crociera del titolo, appunto – che è al tempo stesso scoperta della propria identità di donna e d’artista e confronto con il mondo. Primo vero romanzo dell’autrice inglese, scritto e riscritto più volte e accompagnato, nella revisione finale, da un drammatico tentativo di suicidio, anticipa già molti dei motivi che si ritroveranno nella narrativa della maturità: il tema dell’artista e del suo rapporto col mondo, lo scarto tipicamente modernista tra il piano dell’esperienza esterna e quello dell’avventura interiore, l’ironia nei confronti delle convenzioni sociali. Sul piano formale, con La crociera ha inizio la ricerca intrapresa dalla Woolf per colmare il vuoto lasciato da convenzioni narrative ormai incapaci di esprimere una nuova visione del mondo, e vengono proposte nuove forme d’espressione più idonee a rappresentare la coscienza inquieta del soggetto moderno.

Commento:
Un'assortita, ma pure esigua, compagnia di personaggi si ritrova a bordo di una nave mercantile in viaggio da Londra al Sud America: si tratta dei coniugi Helen e Ridley Ambrose, di una cameriera, della giovane Rachel – figlia dell'armatore della nave -, dello stesso armatore e di un uomo saccente e scontroso chiamato William Pepper. Gli Ambrose e la famiglia dell'armatore si conoscono già, intercorrono tra loro rapporti di parentela ed amicizia, per questo non deve stupire il fatto che Helen Ambrose decida di prendere con sé la giovane e inesperta Rachel così da educarla e prepararla al mondo mentre il padre proseguirà il viaggio. Una serie di altri personaggi compariranno e, sia fugacemente, sia in modo stabile, si uniranno al viaggio e al soggiorno sull'isola di Santa Marina, in un'atmosfera mista tra giovialità, noia, intraprendenza, nuove conoscenze e nuovi sentimenti che sbocciano. Ma il torpore della vacanza nelle assolate terre d'America è destinato ad essere interrotto da un fulmine a ciel sereno, da un temporale estivo, freddo e violento che, dopo il suo passaggio, lascerà la terra uguale a se stessa eppure profondamente mutata.
La crociera è un'opera che per i suoi tre quarti risulta "normale", comune, ben scritta, piacevole, ma tutto sommato prevedibile; nell'ultimo quarto, invece, Virginia Woolf sorprende e getta una luce completamente diversa a quanto si è raccontato dando nuovo valore all'intero romanzo. Tanti i temi trattati, sebbene in modo fugace e nebuloso; uno, invece, il messaggio soverchiante e centralissimo della storia: che senso ha fare piani, progetti, brigare e arrampicarsi per acquisire una migliore posizione sociale, una vita migliore, se basta un niente per spazzare via tutto, inesorabilmente? Cos'è l'uomo di fronte al dolore e all'ineluttabilità della vita e della morte? Quanto mai potrà, egli, essere preparato ad affrontare il destino che gli viene incontro? Un libro da leggere, foss'anche solo per la struttura e la maestria con cui è condotta la storia.


Opera recensita: "La crociera" di Virginia Woolf
Editore: vari, prima ed. originale 1915
Genere: letteratura inglese
Ambientazione: Inghilterra, Sud America
Pagine: 374 (ed. Bur 1974)
Consigliato: sì
Voto personale: 8
Colonna sonora sperimentata: Chet Baker.

sabato 29 settembre 2018

RECENSIONE: VIRGINIA WOOLF - LA SIGNORA DALLOWAY


Sinossi:
13 giugno 1923. Clarissa Dalloway, una signora dell'alta borghesia londinese, esce a comprare i fiori per la festa che sta organizzando per la sera. Passeggia per le strade di Londra, sfiora la vita di tanti sconosciuti, ma non ha il fare allegro di chi si prepara a qualcosa di lieto, il suo incedere è incerto e continuamente ostacolato da pensieri che le affollano la mente, da ricordi che si intrecciano con la nostalgia di ciò che è sfuggito e mai potrà tornare. Desideri, angosce e paure della solitudine, della morte ma anche della vita, si rincorrono in un flusso incessante di parole che aprono ad altre parole. Con "La signora Dalloway", qui proposta in una nuova traduzione, Virginia Woolf ci regala un grande romanzo lirico, capace di rivelare tutta la precarietà degli esseri umani, feriti dalle circostanze, inermi di fronte alle correnti della sofferenza e della gioia. Introduzione di Antonella Anedda.

Commento:
Quando, al liceo, studiavo letteratura inglese, la mia professoressa diceva sempre che i romanzi della Woolf erano noti per il caratteristico "Stream of conshousness" – flusso di coscienza. Beh, eccone una chiara, lampante dimostrazione: qui la trama è debolissima, quasi inesistente, eppure la Woolf riesce comunque a raccontare lo svolgersi di una giornata ed a darci un'immagine chiara, seppur sommaria, delle vite dei protagonisti. Lo fa passando da un personaggio all'altro, da un pensiero all'altro, con estrema padronanza e, oserei dire, naturalezza. Il "problema" è nostro che dobbiamo seguirla, comprendere ciò che vuol trasmetterci, superare le nostre reticenze e lasciarci guidare, coinvolgere dal flusso, senza star troppo a pensare alla trama. Personalmente non credo d'esserci riuscita completamente: ho apprezzato il romanzo nel complesso, ne intuisco la profondità, ma non mi ci sono calata, non sono riuscita a decodificarlo come avrei voluto. Da qui la mia cautela nel consigliarlo: non è una lettura facile, anche se si è già letto altro della Woolf, però ritengo che sia un'esperienza di lettura da fare. Personalmente credo che lo rileggerò tra qualche tempo, forse tra qualche anno… sono certa che ne comprenderò meglio sfumature ed implicazioni.


Opera recensita: "La signora Dalloway" di Virginia Woolf
Editore: Einaudi, prima ed. originale 1925
Genere: letteratura inglese
Ambientazione: Londra, 1923
Pagine: 196
Prezzo: 10,00 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 7.


giovedì 30 agosto 2018

RECENSIONE: VIRGINIA WOOLF - UNA STANZA TUTTA PER Sé


Sinossi:
Scritto tra il 1928 e il 1929 in seguito a una serie di conferenze sul tema "donne e romanzo", questo testo costituisce uno dei più eloquenti trattati femministi del Novecento: partendo da un tema apparentemente secondario e cioè che una donna, per scrivere, debba avere del denaro e "una stanza tutta per sé", Virginia Woolf porta alla luce le restrizioni imposte nel corso dei secoli alla creatività femminile dalla società, dalle leggi e dalle convenzioni. Attraverso riflessioni arricchite da sentimenti e storie personali, la Woolf dà vita a una forma ibrida tra saggio e racconto che come descritto nella chiara introduzione di Egle Costantino - le permette di universalizzare le esperienze narrate in un testo lucido e stimolante, divenuto un punto di riferimento imprescindibile per approfondire e comprendere la questione femminile.

Commento:
Metà saggio, metà racconto, "Una stanza tutta per sé" è una controversa presa di posizione sulla condizione femminile, scritta in un periodo (fine anni 20) in cui l'argomento era molto spinoso e dibattuto.
Virginia Woolf prende le mosse dal tema – scarno e lapidario, perciò infido – che le è stato affidato nelle conferenze a cui deve relazionare: "Le donne e il romanzo". Dopo una profonda riflessione, Virginia è giunta alla conclusione che una donna, per scrivere romanzi, deve avere denaro e una stanza tutta per sé. Piuttosto che fornire al lettore quest'assunto come se fosse una verità, l'autrice preferisce rifare con lui il percorso che l'ha condotta a questa conclusione e per farlo deve spogliarsi della sua personalità ed identità e rendersi anonima: non è Virginia che parla, ma una qualsiasi donna, una donna che, per esempio, si trovi a camminare nei pressi di una nota università. Tutto in questo libro è una metafora: l'università è l'origine dell'esclusione della donna dalla letteratura e quindi, in un certo senso, anche dalla società. La protagonista del libro non può visitare l'università se non è accompagnata da un uomo; è ridotta al silenzio perché la società in cui vive è patriarcale, maschilista e questo silenzio carico di rabbia passa anche dal linguaggio.
Questi, in estrema sintesi, sono alcuni dei concerti d'avanguardia che Virginia Woolf espone ed analizza in quest'opera. Una lettura estremamente interessante e a suo modo attuale, sebbene non sempre agevole.

Opera recensita: "Una stanza tutta per sé" di Virginia Woolf
Editore: Vari, prima ed. originale 1929
Genere: saggio/racconto
Ambientazione: Inghilterra (ma non è rilevante)
Pagine: 224 (ed. Bur 2013)
Prezzo: 10,00 € (ed. Bur 2013)
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.