simposio lettori copertina

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venerdì 1 gennaio 2021

RECENSIONE: MARY ANN SHAFFER - IL CLUB DEL LIBRO E DELLA TORTA DI BUCCE DI PATATA DI GUERNSEY

    Sinossi:

È il 1946 e Juliet Ashton, giovane giornalista londinese di successo, è in cerca di un libro da scrivere. All'improvviso riceve una lettera da Dawsey Adams - che per caso ha comprato un volume che una volta le era appartenuto - e, animati dal comune amore per la lettura, cominciano a scriversi. Quando Dawsey le rivela di essere membro del Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, in Juliet si scatena la curiosità di saperne di più e inizia un'intensa corrispondenza con gli altri membri del circolo. Mentre le lettere volano avanti e indietro attraverso la Manica con storie della vita a Guernsey sotto l'occupazione tedesca, Juliet scopre che il club è straordinario e bizzarro come il nome che porta. Una commedia brillante (anche se nel corso della narrazione emergono tradimenti, bassezze, vigliaccherie) che parla di amore per i libri, di editori, scrittori e lettori, e poi di coraggio di fronte al male, di lealtà e amicizia, e di come i libri ti possano salvare la vita.

 

Commento:

Mi era capitato, un paio d'anni fa, di vedere il film (omonimo) tratto da questo libro e l'avevo trovato davvero carino e ben fatto, tanto che mi ero ripromessa, prima o poi, di leggere il romanzo. Ora che l'ho fatto devo dire che… che mi dispiace perché so che il mio giudizio e il mio gusto personale risente del fatto che avevo già visto il film, cosa che non mi ha fatto apprezzare pienamente il libro. Quest'ultimo, infatti, mi è risultato più incolore rispetto alla trasposizione cinematografica; ho fatto fatica ad abituarmi alla scrittura scarna, minimalista, apparentemente superficiale della Shaffer prima di apprezzare la storia che, peraltro, già conoscevo. Anche questa è un'ulteriore differenza con il film che, invece, mi aveva presa da subito. Detto ciò, comunque, la storia è bella, vale decisamente la pena di essere letta perché parla di guerra, di libri, di sacrifici e amicizie per la vita. Tuttavia sarebbe meglio se leggeste questo libro prima di guardare il film. Mi è dispiaciuto apprendere che questo è l'unico libro della Shaffer, morta nel 2008, un anno dopo la pubblicazione: avrei voluto leggere altro di suo senza il condizionamento del cinema.

 

Opera recensita: "Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey" di Mary Ann Shaffer

Editore: Astoria, 2017

Genere: romanzo epistolare

Ambientazione: Guernsey-Londra, 1946

Pagine: 292

Prezzo: 17,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 7,5.

      

lunedì 7 gennaio 2019

RECENSIONE: DANIEL GLATTAUER - LE HO MAI RACCONTATO DEL VENTO DEL NORD?


Sinossi:
Un'email all'indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti scatta la scintilla. Come in una favola moderna, dopo aver superato l'impaccio iniziale, tra Emmi Rothner - 34 anni, sposa e madre irreprensibile dei due figli del marito - e Leo Leike - psicolinguista reduce dall'ennesimo fallimento sentimentale - si instaura un'amicizia giocosa, segnata dalla complicità e da stoccate di ironia reciproca, e destinata ben presto a evolvere in un sentimento ben più potente, che rischia di travolgere entrambi. Romanzo d'amore epistolare dell'era Internet, "Le ho mai raccontato del vento del Nord" descrive la nascita di un legame intenso, di una relazione che coppia non è, ma lo diventa virtualmente. Un rapporto di questo tipo potrà mai sopravvivere a un vero incontro?

Commento:
Emmi deve disdire l'abbonamento alla rivista locale Like. Manda una, due, tre mail ma l'abbonamento non viene disdetto. Le giunge in risposta, però, una mail da un certo Leo Leike che le fa capire di aver sempre sbagliato indirizzo. Da qui comincia questa corrispondenza digitale che dapprima è un piacevole passatempo, una scaramuccia per sorridere un po', poi diventa un'isola felice dalle preoccupazioni personali e familiari, poi diventa altro… fino a trasformarsi in un amore non più solo virtuale, ma mentale, emozionale, ossessivo e totalizzante. Emmi e Leo si sfiorano, ma non si incontrano realmente, eppure il loro legame sembra indistruttibile e destinato a durare. Ma Emmi è sposata e Leo esce da una relazione tormentata. Come potrà evolversi il loro rapporto così singolare? Il finale è più che mai incerto.
Più volte, mentre leggevo questo libro, mi sono chiesta: "Ma è possibile? Sarebbe possibile arrivare a questo punto?". Ho fatto fatica a darmi una risposta scevra dal coinvolgimento delle pagine, ma in fin dei conti sì, credo che si possa effettivamente arrivare ad un livello di coinvolgimento mentale verso una persona che non si è mai incontrata tale da portarci ad estraniarci da noi stessi e dal mondo intorno. Può una mail ricevuta per errore cambiarci la vita? Ognuno, a seconda del personale modo di sentire, si darà la risposta che crede… io ritengo di sì. Questa storia comincia con un piglio ironico, a tratti divertente, quasi comico; prosegue in una dimensione emozionale intensa, romantica, sensuale; termina, per quanto mi riguarda, con un senso di angoscia e di distruzione pregnanti. Non so dire se questo romanzo mi sia piaciuto, all'inizio sì, ma poi c'è stato qualcosa che ad un certo punto mi ha disturbato. Lo consiglio, comunque, perché permette di confrontarsi con una realtà plausibile, con una storia verosimile che un giorno potrebbe capitare a noi. Ho letto che esiste un seguito di questo libro… francamente, al momento, non so dire se lo leggerò.


Opera recensita: "Le ho mai raccontato del vento del Nord?" di Daniel Glattauer
Editore: Feltrinelli, 2010
Genere: romanzo epistolare
Ambientazione: non definita, presumibilmente Austria
Pagine: 192
Prezzo: 16,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


sabato 9 dicembre 2017

RECENSIONE: ALICE WALKER - IL COLORE VIOLA


Sinossi:

Violentata dall'uomo che credeva essere suo padre, privata dei due figli, sposata a un uomo che odia, Celie, una giovane donna di colore, viene separata

anche dall'amata sorella Nattie, che finirà missionaria in Africa. Per trent'anni Nettie scriverà a Celie lettere che questa non riceverà mai, mentre Celie,

oppressa dalla vergogna della sua condizione, riesce a scrivere solo a Dio. Sarà l'amante del marito, una affascinante cantante di blues, a cambiare il

colore della sua vita, insegnandole a ridere, giocare, amare.

 

Commento:

“Il colore viola”, libro che valse ad Alice Walker il premio Pulitzer per la narrativa nel 1983, è un libro che si legge d’un fiato, ma che si assimila lentamente ed altrettanto lentamente si dimentica.

Personaggi tratteggiati con spietata chiarezza, storie raccontate con la fredda lucidità di chi ha un obiettivo preciso: raccontare tutto, far conoscere la realtà, senza sconti né edulcorazioni.

La vicenda si apre con le violenze subite da Celie, una ragazzina timida, ingenua e volenterosa, che subisce gli abusi del padre ed è costretta a sposare un vedovo per badare ai suoi figli e alla sua casa. Questi avrebbe preferito sposare Nettie, la sorella di Celie che, grazie ad una serie di eventi favorevoli, riesce a scappare facendo perdere le proprie tracce e tuttavia promettendo alla sorella di scriverle. Celie, umiliata nella propria condizione di donna di colore, stupida, ignorante, buona solo a servire il marito, sprofonda sempre di più in un’apatica rassegnazione fino al giorno in cui incontra Shug, l’affascinante, decisa, esuberante amante del marito che sarà la sua salvezza. Sarà la vicinanza di questa donna ed in particolare una drammatica scoperta riguardante la sorella Nettie a portare Celie al punto di svolta ed al radicale cambiamento della sua vita.

Una storia di razzismo, grettezza, ignoranza, ma anche di riscatto, forza d’animo, voglia di cambiamento. Una riflessione a tutto tondo sulla condizione delle persone di colore, delle differenze con i bianchi in America ed in Africa dove si trova Nettie, un’analisi sulla condizione femminile, sulla religione, sull’amore tra persone dello stesso sesso. Un libro complesso e completo che va letto e riletto perché lascia dentro tante, troppe sensazioni contrastanti e difficili da interiorizzare.

Una lettura consigliata a tutti, come consigliato è anche il film diretto da Spielberg che è molto fedele al libro e trasmette altrettante emozioni.

 

 

 

Opera recensita: “Il colore viola” di Alice Walker

Editore: Sperling & Kupfer-Frassinelli, prima ed. originale 1982, prima ed. italiana 1984

Genere: romanzo storico, romanzo epistolare

Ambientazione: America, prima metà del Novecento

Pagine: 313

Prezzo: 9,50 €

Consigliato: sì.