simposio lettori copertina

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venerdì 23 ottobre 2020

RECENSIONE: BRUNO ARPAIA - IL PASSATO DAVANTI A NOI

Sinossi:

Forse le passioni di un'epoca non possono essere raccontate a un'altra. Eppure la voce che narra questa storia di ragazzi e ragazze che crescono negli anni Settanta in un paesino del Sud ha il timbro forte e consapevole di chi non può più tacere. È una nitida voce corale, quella di Alberto Malinconico, di Angelo Malecore e dei loro amici. Per loro, il punto di svolta è l'11 settembre 1973, quando il telegiornale trasmette le immagini del golpe in Cile. Come si fa a non esserne colpiti? Così, in quella stagione di lotte operaie, di austerità, di battaglie per la legge sul divorzio, tra le prime ragazze e le bravate con gli amici, matura la coscienza politica e la voglia di cambiare. E sono i volantini, i cortei, le interminabili discussioni in sezione, i concerti rock, le manifestazioni a Roma e a Bologna, gli scontri con la polizia, i viaggi in autostop a Londra, il vento del femminismo, la liberazione sessuale. Finché la lotta armata e la repressione dello Stato non chiudono bruscamente il futuro verso il quale quei ragazzi credevano che la Storia li sospingesse.

 

Commento:

Era da tanto che cercavo un romanzo che mi raccontasse in modo puntuale, approfondito ed accurato gli Anni di Piombo, che mi desse un punto di vista accorato su quel periodo, un punto di vista di chi quegli anni difficili li ha vissuti. Il passato davanti a noi di Bruno Arpaia è questo, è un romanzo – non obbligato quindi alla verità storica – che racconta con puntiglio e talvolta prolissità, ma di certo con ardimento e schiettezza gli eventi che avvennero in Italia e nel mondo dal 1972 al 1980. Lo fa dal punto di vista di un gruppo di giovani di un paesino del Sud, alle porte di Napoli, ai piedi del Vesuvio; giovani impegnati politicamente, attivi nella lotta e nella vita. A raccontare tutto, guidato dalla voglia di ripercorrere i ricordi, di tirar fuori il dolore e il male, di raccontare l'irraccontabile, è, a distanza di più di vent'anni, uno di loro, Alberto Malinconico. Lo fa con la disperazione di chi ha bisogno di esorcizzare il dolore, i dubbi, gli interrogativi, i tarli che si porta dentro da troppo tempo e che lo corrodono dall'interno. Così ripercorre i giri sulla Diane con gli amici, le ragazze, i concerti dei collettivi, l'attacchinaggio, le mille mila riunioni di cellula, l'impegno, i discorsi, i manifesti, i volantini ciclostilati… poi le cazzate, i viaggi all'avventura, i giorni e le notti senza orari, interminabili come sembrava la vita. E poi l'università, le agitazioni, la lotta armata, i morti e i sensi di colpa… e il futuro incerto, il sindaco e le sue manfrine, i treni sulla vesuviana, il femminismo… tutto insieme, tutto in ordine, tutto, proprio tutto.

Il passato davanti a noi è un libro importante, ma anche parecchio complesso: non è una lettura facile, ci sono tanti eventi che si susseguono rapidamente, c'è un bel carico emozionale e tanto, tantissimo su cui riflettere. Però è una lettura utile, oltre che appassionante, sia per chi quegli anni li ha vissuti, sia per chi li conosce solo de relato. Un libro pregevole che racconta con perizia una pagina oscura, eppure bellissima, della storia italiana, percorsa da quell'"inquietudine incurabile" che ha fatto tanto bene e tanto male al nostro Paese e che, in qualche modo, ne ha cambiato per sempre il futuro.

 

Opera recensita: "Il passato davanti a noi" di Bruno Arpaia

Editore: Guanda, 2006

Genere: narrativa italiana

Ambientazione: Campania, anni 70

Pagine: 507

Prezzo: 15,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

  

giovedì 21 novembre 2019

RECENSIONE: DIMITRI DELIOLANES - COLONNELLI


Sinossi:
Assalti squadristici, brogli elettorali, assassini politici, attacchi terroristici e stragi di civili sono i meccanismi di governo nella Grecia degli anni Cinquanta e Sessanta. Questo clima di terrore fa da sfondo al colpo di Stato dei colonnelli del 21 aprile 1967. Una delle pagine più nere della storia del dopoguerra europeo. Qual è stata l’influenza del regime militare greco sulla fragile democrazia italiana degli anni Sessanta? Quali i legami fra le diverse correnti politiche? Quale il ruolo dei militari nella sanguinosa stagione degli anni di piombo? A queste e altre numerose domande risponde con Colonnelli Dimitri Deliolanes, autore da sempre interessato alle relazioni, presenti e passate, dei paesi di cui si sente cittadino: Grecia e Italia. Non solo un libro di storia, quindi. Accanto alla disamina delle cause e delle conseguenze dell’ascesa dei militari in Grecia, Deliolanes tratteggia i fili dei rapporti tra i gruppi di estrema destra greci e quelli italiani e la costruzione del meccanismo spionistico e terroristico del regime in Italia. Nel libro sono state raccolte, arricchite e collocate in un preciso contesto strategico le testimonianze sul coinvolgimento greco nella strage di piazza Fontana: le mire aggressive del regime – si scopre – vanno oltre la reazione all’espulsione della Grecia dei colonnelli dal Consiglio d’Europa decretata da Moro il 12 dicembre 1969. Impressionante la rivelazione di una serie di attacchi terroristici ordinati da Atene, proprio per il 12 dicembre, contro le basi britanniche a Cipro. In un mondo dove il fascismo e l’autoritarismo sembrano riaffacciarsi prepotentemente, Colonnelli ci aiuta a non dimenticare un passato fin troppo recente, che però sembra essere stato sepolto da anni di revisionismo.

Commento:
Sì, magari saranno complicati da leggere, non immediati da comprendere e metabolizzare, ma i saggi – ne sono convinta – sono molto utili a chi non si accontenta di vivere in modo passivo e vuole, invece, informarsi, quale che sia l'argomento. Quelli storici, come quello di cui parliamo qui, servono a capire meglio le dinamiche politiche, sociali, culturali, economiche che hanno portato al presente. Dimitri Deliolanes analizza in questo saggio il golpe militare dei Colonnelli, attuatosi il 21 aprile 1967, una delle pagine più nere della storia europea del Novecento. Con precisione, metodo e competenza, l'autore chiarisce le origini del golpe, la condizione politica che vi ha condotto la Grecia, le ingerenze straniere e i tanti legami che i greci avevano con l'Italia, il nostro Paese, legami cruciali per gli anni di piombo e la cosiddetta strategia del terrore.
Un saggio, Colonnelli, non proprio immediato soprattutto per via della presenza di moltissimi nomi di politici, militanti e personaggi di varia collocazione, ma interessantissimo e tutto sommato scorrevole. La lettura, per quanto l'argomento sia specifico, appassiona e non annoia, certo, a patto che si sia realmente interessati ad approfondire questa importante pagina storica.
A chi lo fosse, io non posso che consigliare quest'opera: trarrete certamente spunti interessanti anche per letture successive o raffronti con altre opere. Per i riferimenti storici, i collegamenti con la politica e la militanza di altri Stati, Colonnelli sarà molto utile a chi voglia approfondire, in modo trasversale, sia il secondo dopoguerra che gli Anni di Piombo.

Opera recensita: "Colonnelli" di Dimitri Deliolanes
Editore: Fandango, 2019
Genere: saggio
Ambientazione: Grecia-Italia
Prezzo: 22,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


martedì 13 febbraio 2018

RECENSIONE: ROBERTO COSTANTINI - BALLANDO NEL BUIO


Sinossi:

1974. Sono gli anni di piombo, e Mike “Africa” Balistreri è un ventiquattrenne idealista e pieno di rabbia. Studia all’università e si mantiene insegnando

karate in una palestra frequentata dall’estrema destra romana. Insieme a Ringo, Benvenuti e Boccino milita in Ordine nuovo, fino allo scioglimento per

decreto dell’organizzazione. Crollano allora molte convinzioni di Africa: poter cambiare il mondo facendo a botte coi rossi e la polizia, distinguere nettamente

i traditori dai traditi, capire quale tra le due ragazze che frequenta è quella giusta. Sarà una P38 a dividere definitivamente i loro destini. 1986. Nel

giorno in cui la mano de Dios di Maradona affossa gli inglesi ai mondiali, la mano della P38 abbatte Ringo, il vecchio compagno di militanza che ha fatto

carriera nella Dc. Michele Balistreri, ora commissario della Omicidi, viene chiamato a indagare, nonostante il suo coinvolgimento personale nel caso. Una

lunga scia di sangue lo riporterà sul ciglio di quell’abisso del 1974. I nemici che deve affrontare sono tanti, e il peggiore è Africa, quel ragazzino

che il Balistreri adulto ha sepolto sotto un cumulo di alcol, tabacco, donne e cinismo. Ma quando l’odio e l’amore si risvegliano e le due ragazze di allora

– quella giusta e quella sbagliata – si riaffacciano nella sua vita, non può più voltarsi e fuggire. Per individuare l’assassino dovrà guardare in faccia

Africa e il suo passato e mettere in discussione molte delle sue certezze.

 

Commento:

Nel quinto volume con protagonista Michele Balistreri, Roberto Costantini approfondisce una fase controversa della vita del nostro commissario tutt’altro che perfetto, il periodo della militanza in Ordine Nuovo, il periodo delle botte con i rossi e delle scorribande che portarono Balistreri a un passo dal perdersi definitivamente.

Ma Balistreri non era soddisfatto neanche allora, non gli interessava colpire nel mucchio, lui voleva colpire – e colpire duro – chi lo meritava, al contrario dei suoi soci Boccino, Benvenuti, Dracula e Ringo. E quando dodici anni dopo proprio Ringo viene ucciso quella fase della sua vita si riapre portando con sé tutto ciò che era rimasto irrisolto e conducendo Balistreri alla resa dei conti, questa volta, però, in veste di commissario, dall’altra parte della barricata.

Ancora una volta, come accadeva già nei precedenti libri, le vicende di Balistreri ci insegnano che non basta accantonare i problemi, perché questi torneranno sempre ad inquietarci: bisogna risolverli e capire tutto ciò che c’è da capire, distinguendo tra amici e nemici. E Balistreri ci insegna anche che il primo nemico da affrontare, quello più duro ed inarrestabile, è dentro di noi.

Leggermente meno avvincente e più confuso dei precedenti, questo libro è comunque un crescendo di adrenalina: più ingarbugliati si fanno gli intrighi, più grande è il rischio, più cresce la tensione e poi lo sappiamo, con Balistreri il colpo di scena – o di testa – è dietro l’angolo. E così abbiamo un altro pezzo del puzzle degli anni neri di Balistreri, un altro tassello nella vita del commissario anti-eroe che tanto ci piace. Un altro bel thriller ambientato nella Roma della politica, degli affari loschi, dei giochi di potere e delle vendette piccole e grandi. Lettura consigliata, non prima, però, di aver letto i precedenti quattro volumi, utili per capire bene il personaggio e il vissuto complesso di Balistreri.

 

Opera recensita: “Ballando nel buio” di Roberto Costantini

Editore: Marsilio, 2017

Genere: thriller

Ambientazione: Roma, 1974-1986

Pagine: 480

Prezzo: 19,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.