simposio lettori copertina

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sabato 17 aprile 2021

RECENSIONE: STEPHEN KING - LATER

        Sinossi:

Jamie Conklin ha proprio l'aria di un bambino del tutto normale, ma ci sono due cose che lo rendono invece molto speciale: è figlio di una madre single, Tia, che di mestiere fa l'agente letterario, e soprattutto ha un dono soprannaturale. Un dono che la mamma gli impone di tenere segreto, perché gli altri non capirebbero. Un dono che lui non ha chiesto e che il più delle volte non avrebbe voluto. Ma questo lo scoprirà solo molto tempo dopo. Perché la prima volta che decide di usarlo è ancora troppo piccolo per discernere, e lo fa per consolare un amico. E quando poi è costretto a usarlo lo fa per aiutare la mamma, lo fa per amore. Finché arriva quella dannata volta, in cui tutto cambia, e lui è già un ragazzino, che non crede più alle favole. Jamie intuisce già, o forse ne è addirittura consapevole, che bene e male non sono due entità distinte, che alla luce si accompagnano sempre le tenebre. Eppure sceglie, sceglie la verità e la salvezza. Ma verità e salvezza, scoprirà tempo dopo, hanno un prezzo. Altissimo.

 

Commento:

Later, "Tempo dopo" o semplicemente "dopo", è l'ultima fatica letteraria sfornata dal quantomai prolifico maestro Stephen King. Un romanzo che, se non si fosse fan di King, sarebbe anche gradevole da leggere come lettura di svago o d'intervallo tra un tomo e l'altro… se invece si è fan di King è inevitabile essere presi dallo sconforto. Il perché è presto detto: è una storia buffa e poco plausibile spacciata per storia dell'orrore quando di orrorifico non ha nulla; la trama è deboluccia e non brilla per originalità, in più ci sono una serie di idee, espedienti, suggestioni che King aveva già usato in altri libri e che qui ha semplicemente riproposto… Ecco, ora non vorrei che passasse il messaggio che ho demolito questo libro, ma di sicuro non posso paragonarlo neanche lontanamente ai capolavori universalmente riconosciuti di King. È tuttavia una storia gradevole da leggere che è, in qualche modo, riuscita a coinvolgermi e per questo la consiglio a chi non sia un fan sfegatato del Re. Sarà per il messaggio, sarà per la simpatia che mi ha suscitato Jamie, sarà che comunque la storia è ben raccontata… ma in qualche modo questo Later mi è piaciuto, nonostante tutto.

 

Opera recensita: "Later" di Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer, 2021

Genere: horror, paranormale

Ambientazione: New York

Pagine: 320

Prezzo: 19,90 €

        Consigliato: sì/no

Voto     personale: 7,5.

          

domenica 28 luglio 2019

RECENSIONE: RICHARD BACHMAN (ALIAS STEPHEN KING) - L'OCCHIO DEL MALE


Sinossi:
Un tremendo sortilegio gitano incatena a una sorte da incubo Billy Halleck, noto e influente avvocato: dopo aver investito e ucciso con la sua auto una zingara, è stato infatti assolto da tribunale, ma non dal padre della vittima, che gli ha scagliato addosso un terribile anatema. A Billy resta solo un'ultima mossa per salvarsi: affrontare quel vecchio accecato dall'odio in una partita disperata dove ogni mossa è lecita, ma in cui un destino beffardo giocherà il ruolo di protagonista, riservando un'atroce sorpresa...

Commento:
L'occhio del male è l'ultimo romanzo pubblicato da Stephen King con lo pseudonimo di Richard Bachman. E' una storia dell'orrore con risvolti nel paranormale: Billy, grasso avvocato quasi quarantenne, investe ed uccide una vecchia zingara mentre è in auto con la moglie. Il processo è praticamente già deciso, il giudice Crossinton è un amico come anche il poliziotto che fa i rilievi del caso, Billy viene assolto. All'uscita dal tribunale, però, Billy incontra il vecchio padre della morta che lo sfiora e pronuncia una sola parola: Dimagra. Da quel momento Billy comincia inesorabilmente a perdere peso e, tra sospetti di malattia che sfociano in sospetti di follia, si avvia verso un declino inglorioso e annunciato. Ma Billy non ha intenzione di rinunciare a combattere.
Che si firmi Bachman o King, c'è una cosa che al maestro è sempre piaciuta e riuscita: inserire nel quotidiano un elemento disturbante che spariglia le carte e cambia il destino. Qui, però, manca mordente: manca, per tutta la durata del libro e della vicenda, qualcosa di inatteso, originale, che susciti la curiosità e mantenga alta la tensione. L'occhio del male non è un brutto libro, ma scivola via senza troppe pretese di memoria. Ho apprezzato il personaggio di Ginelli, l'amico italiano di Billy che non va tanto per il sottile, ma non può bastare per sollevare le sorti di un libro che tramonta come sembra tramontare la vita del protagonista: tanto delirio, un bel carico di stereotipi e poco altro. Non mi sento di bocciare completamente questa storia, ma neppure di esaltarla… senza infamia e senza lode.

Opera recensita: "L'occhio del male" di Richard Bachman (alias Stephen King)
Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1984
Genere: horror, paranormale
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 302
Prezzo: 9,90 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 6.


sabato 9 settembre 2017

RECENSIONE: STEPHEN KING - CARRIE


Sinossi:

Carrie è un'adolescente presa di mira dai compagni, ma ha un dono. Può muovere gli oggetti con il potere della mente. Le porte si chiudono. Le candele

si spengono. Un potere che è anche una condanna. E quando, inaspettato, arriva un atto di gentilezza da una delle sue compagne di classe, un'occasione

di normalità in una vita molto diversa da quella dei suoi coetanei, Carrie spera finalmente in un cambiamento. Ma ecco che il sogno si trasforma in un

incubo, quello che sembrava un dono diventa un'arma di sangue e distruzione che nessuno potrà mai dimenticare. Dal romanzo è tratto il film "Lo sguardo

di Satana".

 

Commento:

“Carrie” è il primo romanzo di Stephen King e si direbbe che con questo libro il Re abbia voluto fare le prove per i romanzi successivi: è abbastanza breve considerati i canoni di King, ma ha tutte le carte in regola per essere un buon libro.

Come al solito King prende una cittadina normale del Maine e pone al suo interno una scheggia impazzita, una ragazzina di sedici anni oggetto degli scherzi, sberleffi, umiliazioni di ogni genere da parte dei suoi compagni e, soprattutto, delle sue compagne sin dalle elementari. Un giorno la situazione precipita, lo scherzo sfocia in una crisi e qualcosa in Carrie si rompe: il suo antico potere latente, la telecinesi, torna a manifestarsi e cresce col passare dei giorni: più cresce la rabbia più cresce il potere. Una delle principali cause della drammatica situazione sociale di Carrie è proprio sua madre, Margareth, la cui profonda religiosità sfocia in uno sfrenato fanatismo che la induce a trattare la figlia come il frutto del peccato, la “progenie del demonio”. E quando, a seguito di un ultimo terribile scherzo, la rabbia di Carrie esploderà, si rivolgerà anche, inesorabilmente, contro di lei. Carrie è la vittima che diventa carnefice, è la personificazione del desiderio distruttivo di chiunque abbia subito un’umiliazione tale da ferire nel profondo. Chi, infatti, sottoposto ad una pressione insostenibile, vedendosi deriso, incompreso e maltrattato, non ha immaginato azioni distruttive? In questo libro King mette per iscritto, con una trama semplice e delle scene affascinanti e spaventose, proprio questi pensieri reconditi che si annidano in ognuno di noi… è questa, ormai lo sappiamo, l’arma segreta del suo successo e della sua bravura.

Libro, inutile dirlo, altamente consigliato.

 

Opera recensita: “Carrie” di Stephen King

Editore: Bompiani, prima ed. 1974

Genere: horror, paranormale

Ambientazione: Maine, Stati Uniti

Pagine: 211

Prezzo: 14,00 €

Consigliato: sì.

 

lunedì 28 agosto 2017

RECENSIONE: STEPHEN KING - PET SEMATARY


Sinossi:

In una limpida giornata di fine estate, la famiglia Creed si trasferisce in un tranquillo sobborgo residenziale di una cittadina del Maine. Non lontano

dalla loro casa, al centro di una radura, sorge Pet Sematary, il cimitero dei cuccioli, un luogo dove i ragazzi del circondariato, secondo un'antica consuetudine,

usano seppellire i propri animaletti. Ma ben presto la serena esistenza dei Creed viene sconvolta da una serie di episodi inquietanti e dall'improvviso

ridestarsi di forze oscure e malefiche.

 

Commento:

Il dottor Louis Creed si trasferisce con la moglie e i due figli in un paesino del Maine, proprio nei pressi della statale 15: qui dirigerà l’infermeria dell’Università. Sin da subito Hellie, la figlioletta in età scolare, mostra curiosità e timore per un luogo ai confini della loro proprietà nel quale sono seppelliti tutti gli animali del villaggio. In tutta la famiglia, a dire il vero, quel luogo desta un timore profondo che riporta a galla pensieri e ricordi di morte, nonché traumi non ancora superati. Ma è quando, a pochi mesi dal trasferimento, Church, il gatto dei Creed viene investito che Louis, il razionale e controllato dottor Louis, fa una scoperta che cambierà la sua vita e quella della sua famiglia… irreparabilmente.

Una storia ben congegnata,  con un livello di tensione narrativa in costante crescita; un libro che apre molti spunti di riflessione su argomenti non facili come la morte, la fede, il paranormale e soprattutto l’eterna diatriba tra chi crede che la vita sia già scritta da un piano imperscrutabile e chi afferma che tutto può cambiare in base alle nostre scelte. Il punto di vista di King in merito sembra chiaro: le nostre scelte influiscono su ciò che può accaderci, ma il destino gioca la sua parte importante, ad esempio mettendo sulla nostra strada persone che potrebbero influenzare quelle scelte.

 Insomma, “Pet sematary” non è solo una storia ben scritta e molto macabra, ma è un’occasione andare al di là e riflettere su ciò in cui crediamo. Ovviamente consiglio questo libro, ma sappiate che, proprio perché sembra così normale… fa abbastanza spavento!

 

Opera recensita: “Pet sematary” di Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1983

Genere: horror, paranormale

Ambientazione: Maine, Stati Uniti

Pagine: 424

Prezzo: 16,47 €

Consigliato: sì.

 

venerdì 2 settembre 2016

RECENSIONE: VALENTINA D'URBANO - ACQUANERA


Sinossi:

È un mattino di pioggia gelida, che cade di traverso e taglia la faccia, quello in cui Fortuna torna a casa. Sono passati dieci anni dall'ultima volta, ma Roccachiara è rimasto uguale a un tempo: un paesino abbarbicato alle montagne e a precipizio su un lago, le cui acque sembrano inghiottire la luce del sole. Fortuna pensava di essere riuscita a scappare, di aver finalmente lasciato il passato alle spalle, spezzato i legami con ciò che resta della sua famiglia per rinascere a nuova vita, lontano. Ma nessun segreto può resistere all'erosione dell'acqua nera del lago. A richiamarla a Roccachiara è un ritrovamento, nel profondo del bosco, che potrebbe spiegare l'improvvisa scomparsa della sua migliore amica, Luce. O forse, a costringerla a quel ritorno è la forza invisibile che ha sempre unito la sua famiglia: tre generazioni di donne tenaci e coraggiose, ognuna a suo modo...

 

“Acquanera”… che dire? Valentina D’Urbano riesce sempre a sorprendermi: ho adorato il suo primo romanzo, “Il rumore dei tuoi passi”, un po’ meno sconvolgente ma comunque bello “quella vita che ci manca”, ma questo… questo “acquanera” non saprei classificarlo. Mi è piaciuto? Credo di sì… di sicuro mi ha scosso e raggelato!

E’ ambientato a Roccachiara, un paesino apparentemente senza tempo, abbarbicato sulle montagne, dove l’inverno è freddo ed innevato e dove la vita ruota intorno ad un lago, un lago dalle rive fangose e dalle acque fredde e nere, in cui è meglio non fare il bagno. Sono proprio le acque del lago che Elsa, giovane cameriera in casa del sindaco, vede nei suoi sogni… ma invece che nere, le acque sono trasparenti e questo è segno di sciagura e di morte. E’ da qui che parte la storia familiare raccontata magistralmente da Valentina D’Urbano: è la storia di tre donne, Elsa, Onda e Fortuna, madre, figlia e nipote, che hanno doni particolari, conoscono le erbe, quelle buone e quelle cattive, sentono le presenze e vedono le anime dell’Aldilà. Questo le isola dal resto del paesino: gli altri le guardano con diffidenza, le emarginano per poi ricorrere al loro aiuto in casi particolari. Ciò che non si conosce fa paura ed insieme affascina, ed è questo che devono scontare queste donne: il disprezzo e la solitudine che contribuisce ad avvolgere loro, la loro casa e il lago in un alone di mistero. Questi doni condizionano le loro vite, gli sguardi sfuggenti, le maldicenze, le umiliazioni segnano le loro anime rendendole ancora più tormentate, folli e sole. Ma Fortuna, la più piccola, la figlia di Onda, lei sembra diversa. Lei sembra non avere poteri paranormali e questo restituisce la speranza a sua nonna Elsa, speranza che aumenta quando finalmente Fortuna trova un’amica, Luce, la figlia del becchino… ma c’è davvero qualcosa in cui sperare? L’amicizia con Luce si trasforma in qualcosa di morboso, quasi malato, quasi… letale. E’ un rapporto in bilico su segreti sconosciuti o inespressi… ma prima o poi tutto viene a galla e ciò che siamo può travolgerci… non si sfugge a ciò che siamo.

Sembra essere questa la lezione che l’autrice vuole lasciarci alla fine di questa storia tetra, a volte macabra e un po’ surreale… noi siamo ciò che abbiamo vissuto, il posto da cui veniamo, le braccia che ci hanno cullato. Ciò che ci circonda, anche quando tentiamo di respingerlo, finisce sempre per condizionare noi e chi ci sta intorno.

“Acquanera” è un libro strano, diverso dagli altri della stessa autrice: Valentina D’Urbano ci ha abituato a storie di disagio, di emarginazione e degrado. Ma qui si spinge oltre, nel terreno fangoso delle tradizioni popolari, delle dicerie di paese, dei rimedi di streghe e fattucchiere, creando un’ambientazione cupa che odora di freddo come le acque di un lago ghiacciato, di umido come il muschio dei boschi, e di un odore ancestrale di paura e di morte, come quello che si sente in un cimitero deserto.

Consiglierei questo libro? Sì, se non cercate qualcosa di allegro o romantico e se volete leggere un romanzo che non sia thriller o fantasy, ma che un pochino vi si avvicini. E sì, se in voi c’è ancora una piccola parte irrazionale che crede alle vecchie storie popolari, storie di cose inspiegabili, di donne con il capo coperto che sanno rimestare le erbe per donare o per togliere.

Ancora una volta, comunque, complimenti a Valentina D’Urbano che non ha paura di allontanarsi dal seminato per raccontarci storie sempre nuove con il suo stile diretto ed essenziale. Valentina… però, la prossima volta magari qualche morto in meno? J

 

Opera recensita: “acquanera” di Valentina D’Urbano

Editore: Longanesi, 2013

Genere: narrativa italiana

Ambientazione: Roccachiara

Pagine: 357

Prezzo: 14,90 € (rilegato); 6,99 € (ebook)

Consigliato: sì.