simposio lettori copertina

simposio lettori copertina
Visualizzazione post con etichetta horror. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta horror. Mostra tutti i post

mercoledì 20 ottobre 2021

RECENSIONE: GABRIEL BERGMOSER - PREDE

    Sinossi:

Quattro sconosciuti, un'isolata stazione di servizio nel cuore dell'Australia, un unico terribile incubo a occhi aperti. Un romanzo che dà corpo ai mostri che vivono in mezzo a noi.

Non c'è un posto dove correre, né uno in cui nascondersi.

Frank è il proprietario di una stazione di servizio su un'autostrada poco frequentata nell'Australia rurale. Allie, sua nipote, viene mandata a stare con lui per l'estate per piegarne il comportamento ribelle, ma i due non parlano molto. Simon è un ragazzo sognatore e idealista, schiavo del fascino dell'esplorazione on the road e alla disperata ricerca di qualcosa. Maggie è la giovane donna che unirà i loro destini, qualcuno il cui viaggio personale porterà su tutti loro un terrore inimmaginabile.

 

Commento:

Si può nuocere ad altri, procurare dolore, uccidere per il semplice gusto di farlo, per mero divertissement? Sembra incredibile, eppure sì, è possibile e purtroppo, in certi contesti, accade. Il giovane e pluripremiato autore australiano Gabriel Bergmoser porta in un libro l'orrore che l'uomo può scatenare verso l'altro uomo in modo assolutamente immotivato, salvo che per l'unica ragione del suo divertimento turbato, negato, ostacolato. Quando un equilibrio consolidato, ma fragile, si spezza l'unica alternativa possibile è il caos, l'apocalisse, l'inferno. E in quella stazione di benzina nel nulla di un'Australia selvaggia, quello che accadrà è proprio questo: l'inferno in terra. Non lo immaginava Frank, il vecchio e burbero proprietario, quando quella mattina ha preparato la colazione per la nipote e l'ha lasciata sola in casa per andare ad aprire la stazione; non lo sospettava minimamente Allie, la nipote di Frank, quando l'ha raggiunto in tarda mattinata per pura noia e fame; non se l'aspettava di certo la giovane coppia fermatasi a fare rifornimento e mangiare qualcosa… non lo sapevano neppure Simon e Magge, quando le loro strade si sono incrociate dentro un pub. Eppure è accaduto e bisogna farci i conti. "Prede" è un romanzo duro, durissimo, grottesco, splatter, per stomaci forti. Per leggerlo c'è bisogno di lasciar andare la ragione e stare a vedere quel che succede alla prossima pagina, senza aspettarsi nulla, ma essendo pronti a tutto, perché quando la ragione lascia il campo alla follia, allora sì che può succedere davvero di tutto. Non piacerà a tutti, questo libro, alcuni lo troveranno esagerato, altri ripugnante, altri – come me – inverosimile, ma affascinante. Perché davanti all'orrore possiamo provare le sensazioni più diverse, ma difficilmente riusciremo a distogliere lo sguardo, perché l'orrore è parte delle nostre paure più profonde, è parte di noi.

 

Opera recensita: "Prede" di Gabriel Bergmoser

Editore: Sperling & Kupfer, 2021

Traduttore: Chiara Brovelli

Genere: horror, thriller

Ambientazione: Australia

Pagine: 288

Prezzo: 17,90 €

Consigliato: sì

Voto personale: 7,5.

  

sabato 17 aprile 2021

RECENSIONE: STEPHEN KING - LATER

        Sinossi:

Jamie Conklin ha proprio l'aria di un bambino del tutto normale, ma ci sono due cose che lo rendono invece molto speciale: è figlio di una madre single, Tia, che di mestiere fa l'agente letterario, e soprattutto ha un dono soprannaturale. Un dono che la mamma gli impone di tenere segreto, perché gli altri non capirebbero. Un dono che lui non ha chiesto e che il più delle volte non avrebbe voluto. Ma questo lo scoprirà solo molto tempo dopo. Perché la prima volta che decide di usarlo è ancora troppo piccolo per discernere, e lo fa per consolare un amico. E quando poi è costretto a usarlo lo fa per aiutare la mamma, lo fa per amore. Finché arriva quella dannata volta, in cui tutto cambia, e lui è già un ragazzino, che non crede più alle favole. Jamie intuisce già, o forse ne è addirittura consapevole, che bene e male non sono due entità distinte, che alla luce si accompagnano sempre le tenebre. Eppure sceglie, sceglie la verità e la salvezza. Ma verità e salvezza, scoprirà tempo dopo, hanno un prezzo. Altissimo.

 

Commento:

Later, "Tempo dopo" o semplicemente "dopo", è l'ultima fatica letteraria sfornata dal quantomai prolifico maestro Stephen King. Un romanzo che, se non si fosse fan di King, sarebbe anche gradevole da leggere come lettura di svago o d'intervallo tra un tomo e l'altro… se invece si è fan di King è inevitabile essere presi dallo sconforto. Il perché è presto detto: è una storia buffa e poco plausibile spacciata per storia dell'orrore quando di orrorifico non ha nulla; la trama è deboluccia e non brilla per originalità, in più ci sono una serie di idee, espedienti, suggestioni che King aveva già usato in altri libri e che qui ha semplicemente riproposto… Ecco, ora non vorrei che passasse il messaggio che ho demolito questo libro, ma di sicuro non posso paragonarlo neanche lontanamente ai capolavori universalmente riconosciuti di King. È tuttavia una storia gradevole da leggere che è, in qualche modo, riuscita a coinvolgermi e per questo la consiglio a chi non sia un fan sfegatato del Re. Sarà per il messaggio, sarà per la simpatia che mi ha suscitato Jamie, sarà che comunque la storia è ben raccontata… ma in qualche modo questo Later mi è piaciuto, nonostante tutto.

 

Opera recensita: "Later" di Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer, 2021

Genere: horror, paranormale

Ambientazione: New York

Pagine: 320

Prezzo: 19,90 €

        Consigliato: sì/no

Voto     personale: 7,5.

          

lunedì 16 dicembre 2019

RECENSIONE: STEPHEN KING, BEV VINCENT - ODIO VOLARE


Sinossi:
Curata da Stephen King insieme a Bev Vincent, suo amico e collaboratore da sempre, Odio volare è una raccolta di racconti horror che hanno un particolare filo conduttore: sono tutti ambientati ad alta quota, a bordo di un aereo. Ed essendo horror, naturalmente raccontano tutto quello che di orribile può succedere quando sei sospeso in aria a diecimila metri di altezza, chiuso in una scatola di metallo (e il riferimento non è per niente casuale) che sfreccia a più di 800 chilometri l'ora, insieme a decine di sconosciuti che potrebbero fare qualunque cosa. King, che sicuramente non ama viaggiare in aereo, ha fornito il suo personale contributo al volume aggiungendovi un'introduzione, le note a ogni storia e soprattutto un racconto originale L'esperto di turbolenze. Inoltre ha reclutato Joe Hill che ha scritto Siete liberi, altra storia ad hoc completamente inedita. Il resto del libro contiene un mix di storie nuove e già pubblicate di autori famosi e meno noti, tra cui Sir Arthur Conan Doyle, Richard Matheson, Ambrose Bierce, Dan Simmons, Ray Bradbury, e altri ancora.
King ha raccontato così le origini del libro: Allora, eravamo seduti a cena prima della proiezione de La Torre Nera a Bangor, e sapevamo che molte persone sarebbero arrivate in aereo per partecipare all'evento. Io ho confessato che odio volare e la conversazione si è concentrata su storie di aerei, alcune spaventose altre divertenti. Ho notato che non era mai stata pubblicata una raccolta di racconti horror sul volo, anche se me ne erano venuti in mente diversi sul tema. Qualcuno avrebbe dovuto farla. Bev Vincent, che è un incredibile pozzo di scienza, ha accettato di curarla con me e ora eccola qui. Bev e io pensiamo che sia una lettura ideale da aereo, specialmente durante gli atterraggi turbolenti.

Commento:
Odio volare è un'originale raccolta di racconti dell'orrore, curata da Stephen King e Bev Vincent, che raccoglie al suo interno storie edite ed inedite di grandi maestri come Conan Doyle, Ray Bradbury, Matheson, ma anche di autori meno noti e nuove promesse. Il risultato è una lettura godibilissima, ideale per i viaggi – lunghi o brevi che siano – in volo. Chi di noi, infatti, sapendo di dover prendere un aereo, non ha immaginato una disgrazia, un imprevisto, una semplice turbolenza, un viaggio movimentato per qualche motivo? Beh, qui c'è un nutrito campionario di possibilità con cui baloccarsi e, magari, esorcizzare l'inquietudine o la paura del volo. Poi, è chiaro, ciascuno preferirà un certo tipo di storie piuttosto che altre – io per esempio ho preferito quelle più realistiche e che non comprendevano creature soprannaturali – ma la scelta è piuttosto ampia.
In ogni caso, è una lettura che vi consiglio, sia che abbiate o non abbiate paura di volare.

Opera recensita: "Odio volare" di Stephen King e Bev Vincent
Editore: Sperling & Kupfer, 2019
Genere: horror, raccolta di racconti
Ambientazione: i cieli del mondo
Pagine: 352
Prezzo: 17,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


giovedì 5 dicembre 2019

RECENSIONE: CARLOS GARCìA MIRANDA - IL CLUB DEI LETTORI ASSASSINI


Sinossi:
Angela è una giovane matricola dell’università di Madrid, timida, studiosa e con il naso sempre infilato tra le pagine di un romanzo. L’unico genere che non ama è l’horror, ma si sforza di vincere la paura quando il suo amico Sebas le chiede di leggere It per il neonato Club di lettura su Stephen King. È solo finzione, si dice Angela; sono cose che non possono accadere davvero. Ma non sa quanto si sbaglia. Perché quando la macabra morte di un professore sconvolge l’università, Angela e i suoi amici si rendono conto che c’è un assassino vicino a loro. O forse tra loro. Un assassino che si ispira a tutto il terrore raccontato da Stephen King, e che torna a colpire ancora e ancora. Senza potersi fidare di nessuno, Angela si trova prigioniera del più spaventoso racconto dell’orrore: quello che non puoi smettere di leggere. Puoi solo scegliere se essere la prossima vittima, o diventare il carnefice. Con un colpo di scena dopo l’altro, Il club dei lettori assassini è un omaggio appassionante e mozzafiato al re dell’horror, e a quello che ci insegna nei suoi capolavori: non si può scappare da ciò che ci fa più paura.

Commento:
In un'aula della facoltà di filologia dell'Università Complutense di Madrid (UCM) uno studente, Sebas, organizza un club di lettura con tema Stephen King. Il primo libro ad essere letto è It e al primo incontro del club si presenta un gruppo variegato di ragazzi, non tutti propriamente interessati all'horror e alla lettura: Angela, amica di Sebas e amante dei libri ma non di King, il suo fidanzato Nando che lavora al bar Campus; Sara, amica di Angela con l'ambizione di diventare un'attrice; il suo violento e inopportuno ragazzo Ray; Eva, studentessa dark tirocinante in biblioteca; Coldo, un booktuber costantemente alla ricerca di likes; Virginia, la più stralunata del gruppo, perennemente fatta. Il giorno dopo il club, un sabato mattina, ad Angela succede un episodio sgradevole che coinvolge un professore della facoltà. La voce, volente o nolente, si diffonde e gli amici più prossimi alla ragazza, ossia proprio i membri del club, si propongono di fare al docente lo scherzo che ultimamente impazza per la rete: prendendo ispirazione dal romanzo di King, ci si traveste da Pennywise e si spaventa il malcapitato. Dalla sera in cui i ragazzi travestiti da pagliacci assassini si presentano in facoltà, però, più niente sarà come prima: non solo lo scherzo è finito male, ma c'è qualcuno che scrive un romanzo a puntate su ciò che è accaduto. Purtroppo, però, The clown UCM, così si firma sul web, sembra non volersi limitare a scrivere una fan fiction, ma intende vendicarsi del gruppo: moriranno tutti, un capitolo per volta. Ma chi è The Clown UCM? Chi si nasconde dietro al pagliaccio assassino e pure hacker se non uno di loro? Tra diffidenza e terrore crescente, la storia prende una piega inaspettata ed originale: il novello Clown si ispira sfacciatamente ai libri di King, manovra le loro vite a piacimento e conosce tutto di Angela, anche cose che lei non ha rivelato ad anima viva. È chiaro: l'ultima vittima, quella designata è lei e la motivazione potrebbe non essere per niente scontata. Un libro che, più di tutto, è un omaggio a Stephen King e ai maestri dell'horror: chi scrive un horror deve necessariamente essere due cose, un profondo conoscitore dell'animo umano e delle sue paure, nonché un ottimo scrittore. L'idea di fondo, in questa storia tutto sommato semplice ed intuitiva, è che non ci si libera mai da ciò di cui si ha paura senza affrontarlo di petto. Le paure si generano sempre da qualcosa che non si conosce e ci si rifiuta di affrontare: così accade ad Angela, la protagonista di questa storia, che crede di soffrire di courofobia (paura dei pagliacci), ma che in fondo è vista come la più debole del gruppo proprio per via delle sue molte paure. Se non si affrontano, le paure sono destinate a crescere, a diventare mostri difficili da dominare.
A chi consigliare questo libro? Sicuramente a chi si sente insicuro, a chi vive male una propria paura e crede di non essere in grado di affrontarla; poi lo consiglierei a chi sarebbe intenzionato a cominciare a leggere qualcosa di King, perché potrebbe trarre qualche spunto interessante; non lo consiglio ai profondi conoscitori del maestro perché… perché l'originale è inimitabile! Si capisce che parlo da estimatrice? 😉


Opera recensita: "Il club dei lettori assassini" di Carlos Garcìa Miranda
Editore: Dea Planeta libri, 2019
Genere: thriller
Ambientazione: Madrid
Pagine: 368
Prezzo: 17,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 7


sabato 31 agosto 2019

RECENSIONE: STEPHEN KING - COSE PREZIOSE


Sinossi:
Quale evento turba questa volta la pace della tranquilla cittadina americana di Castle Rock? È l'arrivo di Leland Gaunt, un forestiero strano e sfuggente. Quest'individuo ambiguo apre un negozio, Cose Preziose, dove è possibile acquistare pezzi rari, curiosità, autentiche gioie per piccoli collezionisti. Gaunt sembra catturare i desideri più nascosti di ogni cliente, riuscendo a trovare per chiunque ciò che cercava o segretamente sognava da anni.

Commento:
Ha aperto un negozio nuovo in città, si chiama Cose preziose, la vetrina è allestita con gusto e strategia, il proprietario è affabile, ha una voce suadente ed occhi che catturano. I clienti non mancano e tutti, immancabilmente, ne escono felici oltre ogni dire e con qualcosa di prezioso sottobraccio. E, strano a dirsi, sembrano tutti aver fatto un affare. I prezzi, infatti, non sono esposti, ma sembrano sorprendentemente stracciati: sempre poco meno di quanto si possiede al momento e… una cosuccia, uno scherzetto innoquo ad un altro abitante della città… è quasi un prezzo ridicolo, visto che si è appena acquistata la cosa cui si tiene di più. Una preziosa canna da pesca che ricorda l'infanzia col padre, una foto che catapulta nel letto del proprio cantante preferito, la figurina introvabile che manca alla collezione, il rimedio per un dolore invalidante… Leland Gaunt, il proprietario, ha sempre la cosa giusta per tutti… e poi fare gli scherzi che chiede provoca una strana, piacevole e segreta eccitazione. Ben presto, però, la situazione diventa preoccupante perché, beh, forse quegli scherzi non sono proprio senza conseguenze…
Stephen King imbastisce una storia articolata su un'idea semplice: cosa saresti disposto a fare per ottenere ciò che vuoi di più? E' sorprendente osservare la trasformazione, l'esasperazione di alcune caratteristiche comportamentali, è impressionante vedere come da una scintilla, da un primo scherzo innocente, possa divampare un incendio incredibilmente distruttivo. Leland Gaunt nei suoi loschi commerci fa perno su sentimenti che fanno parte di tutti noi, anche se magari in percentuali diverse: orgoglio, egoismo, ambizione, avidità, rivalsa, sono queste alcune delle sue monete. E sono efficaci perché tutti possono pagarle. Un romanzo discreto, Cose preziose, si fa leggere nonostante i molti difetti: personaggi deboli, trama non proprio originale, narrazione un po' lenta e a tratti piatta. Salverei la parte sociologica: Cose preziose è comunque un buon esempio di come King sia maestro nell'alterare la quotidianità, la routine di una tranquilla cittadina, inserendo un elemento di disturbo. In questo caso gli effetti saranno particolarmente devastanti. Libro né promosso né bocciato, non lo consiglio a chi sia un esperto di King, ma magari può andar bene per un primo approccio non definitivo.

Opera recensita: "Cose preziose" di Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1991
Genere: horror, soprannaturale
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 774
Prezzo: 12,90 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 6,5.


domenica 28 luglio 2019

RECENSIONE: RICHARD BACHMAN (ALIAS STEPHEN KING) - L'OCCHIO DEL MALE


Sinossi:
Un tremendo sortilegio gitano incatena a una sorte da incubo Billy Halleck, noto e influente avvocato: dopo aver investito e ucciso con la sua auto una zingara, è stato infatti assolto da tribunale, ma non dal padre della vittima, che gli ha scagliato addosso un terribile anatema. A Billy resta solo un'ultima mossa per salvarsi: affrontare quel vecchio accecato dall'odio in una partita disperata dove ogni mossa è lecita, ma in cui un destino beffardo giocherà il ruolo di protagonista, riservando un'atroce sorpresa...

Commento:
L'occhio del male è l'ultimo romanzo pubblicato da Stephen King con lo pseudonimo di Richard Bachman. E' una storia dell'orrore con risvolti nel paranormale: Billy, grasso avvocato quasi quarantenne, investe ed uccide una vecchia zingara mentre è in auto con la moglie. Il processo è praticamente già deciso, il giudice Crossinton è un amico come anche il poliziotto che fa i rilievi del caso, Billy viene assolto. All'uscita dal tribunale, però, Billy incontra il vecchio padre della morta che lo sfiora e pronuncia una sola parola: Dimagra. Da quel momento Billy comincia inesorabilmente a perdere peso e, tra sospetti di malattia che sfociano in sospetti di follia, si avvia verso un declino inglorioso e annunciato. Ma Billy non ha intenzione di rinunciare a combattere.
Che si firmi Bachman o King, c'è una cosa che al maestro è sempre piaciuta e riuscita: inserire nel quotidiano un elemento disturbante che spariglia le carte e cambia il destino. Qui, però, manca mordente: manca, per tutta la durata del libro e della vicenda, qualcosa di inatteso, originale, che susciti la curiosità e mantenga alta la tensione. L'occhio del male non è un brutto libro, ma scivola via senza troppe pretese di memoria. Ho apprezzato il personaggio di Ginelli, l'amico italiano di Billy che non va tanto per il sottile, ma non può bastare per sollevare le sorti di un libro che tramonta come sembra tramontare la vita del protagonista: tanto delirio, un bel carico di stereotipi e poco altro. Non mi sento di bocciare completamente questa storia, ma neppure di esaltarla… senza infamia e senza lode.

Opera recensita: "L'occhio del male" di Richard Bachman (alias Stephen King)
Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1984
Genere: horror, paranormale
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 302
Prezzo: 9,90 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 6.


venerdì 12 luglio 2019

RECENSIONE: STEPHEN KING - 4 DOPO MEZZANOTTE


Sinossi:
Passata la mezzanotte qualcosa succede al tempo: si piega, si allunga, si assottiglia, torna indietro o si spezza... e talvolta la realtà subisce le stesse distorsioni. E che cosa mai accade all'osservatore sbigottito quando la finestra che separa le realtà dall'irrealtà s'infrange e le schegge di vetro schizzano ovunque tutt'intorno? Seguendo il ritmico, inesorabile ticchettio dell'orologio, King presenta quattro incubi.

Commento:
Ognitanto decido di superare il mio pregiudizio verso le raccolte di racconti… e quando lo faccio con King è sempre una buona scelta. In 4 dopo mezzanotte Stephen King ci conduce, con passo esperto, in un viaggio nel tempo e lo fa, come sempre, a modo suo. Ci sono, in questi quattro racconti, molti dei temi cari al Re: i viaggi temporali, la scrittura, la lotta tra bene e male, la famiglia, gli animali e le loro "mutazioni". Tra i tanti richiami a vecchi e nuovi romanzi c'è, al di sopra di tutto, il concetto che ad ogni azione corrisponde sempre una conseguenza, una reazione, a volte prevedibile, a volte no… ma a prescindere dalla previsione, chi compie un'azione deve sempre prendersene la responsabilità, anche quando da essa dipende la vita propria o di altri: non ci si può tirare indietro. In questa raccolta coabitano racconti molto diversi, ma con due cose in comune: sono tutte storie dell'orrore, qualcuna più, qualcuna meno, ed hanno tutti a che fare con il tempo. Il mio preferito è I langolieri, sebbene anche Il poliziotto della biblioteca abbia il suo perché.
In realtà, vista la lunghezza e la completezza, più che racconti questi sono veri e propri romanzi, ma se apprezzate le raccolte, questa potrebbe essere un'ottima scelta. Libro molto bello, ho apprezzato molto sia la prefazione, sia le note ai singoli racconti in cui King ci parla un po' di sé e di come sono nate le storie che andremo a leggere. Consigliato.

Opera recensita: "4 dopo mezzanotte" di Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. originale 1990
Genere: raccolta di racconti, horror/fantascienza
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 848
Prezzo: 12,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


mercoledì 29 maggio 2019

RECENSIONE: STEPHEN KING - LE NOTTI DI SALEM


Sinossi:
Una casa abbandonata, un paesino sperduto, vampiri assetati di sangue. Quando il giovane Stephen King decise di trapiantare Bram Stoker nel New England sapeva che la sua idea, nonostante le apparenze, era buona, ma forse neanche la sua fervida immaginazione avrebbe saputo dire quanto. Era il 1975 e, da allora, il racconto dell'avvento del Male a Jerusalem's Lot, meglio conosciuta come 'Salem's Lot, non ha mai cessato di terrorizzare milioni di lettori, consacrando il suo autore come maestro dell'horror. Protagonista della storia è Ben Mears, uno scrittore che torna ai luoghi della sua infanzia – la buona, vecchia provincia americana – per esorcizzare una terribile esperienza avuta da ragazzino a Casa Marsten, il tetro e minaccioso edificio che domina il villaggio. Ora la spettrale dimora l'accoglie a occhi aperti, o meglio, a finestre illuminate. Ma chi è il sedicente signor Barlow, il nuovo proprietario? Perché la sua presenza è percepibile solo dopo il tramonto? E che cosa sta succedendo ai pacifici abitanti del Lot? Un geniale connubio tra orrore soprannaturale e quotidianità, un omaggio alle nostre paure più profonde, sconfinate e irrazionali e, come i mostri sotto il letto, così improbabili ma così... reali. 

Commento:
L'ho già scritto tante volte: ciò che mi piace dei libri di Stephen King è che, per quanto siano terrorifici, folli, assurdi, apparentemente irrealistici, sono sempre calati in una profonda, verace quotidianità. King, per quanto sembri assurdo, è l'autore che meglio ha saputo dipingere la normalità squarciata da eventi fuori dall'ordinario e tracciarne le conseguenze. Lo fa anche qui, in questo libro in cui un paesino normale della provincia americana viene ridotto al silenzio, in un tempo sorprendentemente rapido, dall'accadere di strani fenomeni. Dall'arrivo in paese di alcuni nuovi inquilini, una serie di sparizioni turbano la superficie di Salem's lott e la scuotono gradualmente fino alle fondamenta. Sono in pochi a capire ciò che sta accadendo e, sebbene cerchino di opporsi, c'è una forza antica e assetata con cui è molto difficile combattere… Un romanzo sul male, sulla fede, sulla tentazione… ma anche sulla facilità con cui si dimentica, ci si volta dall'altra parte finché le cose finiscono per precipitare. Ma d'altronde il paese sa mantenere i suoi segreti, esso può vivere o morire, ripiegarsi su se stesso e rinascere, e i suoi segreti saranno sempre lì, in attesa che qualcuno li risvegli.

Opera recensita: "Le notti di Salem" di Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1975
Genere: Horror
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 672
Prezzo: 12,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


mercoledì 10 aprile 2019

RECENSIONE: STEPHEN E OWEN KING - SLEEPING BEAUTIES


Sinossi:
Dooling è una piccola città fortunata del West Virginia, con una splendida vista sui monti Appalachi e lavoro per tutti. È a Dooling, infatti, che qualche anno fa è stato costruito un carcere all’avanguardia destinato solo alle donne, che siano prostitute o spacciatrici, ladre o assassine, o ancora tutte queste cose insieme. Ed è una di loro, in una notte agitata, ad annunciare l’arrivo della Regina Nera. Per il dottor Norcross, lo psichiatra della prigione, è routine, un sedativo dovrebbe sistemare tutto. Per sua moglie Lila, lo sceriffo di Dooling, poteva essere un presagio. Perché poche ore dopo, da una collina lì vicina, arriva una chiamata al 911, ed è una ragazza sconvolta a urlare nel telefono che una donna mai vista ha ammazzato i suoi due amici, con una forza sovrumana. Il suo nome è Evie Black. Intorno a lei svolazzano strane falene marroni e sembra venire da un altro mondo. Lo stesso, forse, dove le donne a poco a poco finiscono, addormentate da un’inquietante malattia del sonno che le sottrae agli uomini. Un sonno dal quale è meglio non svegliarle. Anonymous Content (casa di produzione di True Detective e Mr. Robot in TV e di Revenant e Spotlight al cinema) si è assicurata i diritti di Sleeping Beauties, per farne una serie con la collaborazione di Stephen e Owen King.

Commento:
E' difficile descrivere questo romanzo, spacciato per "favola nera", "ritorno in grande stile", "romanzo epico" eccetera, eccetera. E' difficile descriverlo perché, a fine lettura, le emozioni – nessuna delle quali positiva – sono tante: c'è la delusione per un libro che non sarebbe completamente da buttare, ma che avrebbe potuto essere molto, ma molto migliore; c'è la disillusione e anche un filo di sdegno per la lampante operazione di marketing che vede Stephen King associare il suo nome a quello del figlio Owen che non conoscevo prima di oggi, ma che evidentemente ha bisogno di pubblicità; c'è, però, soprattutto una potentissima, svilente noia. Ok, non tutte le ciambelle riescono col buco, anche se ti chiami Stephen King, però se una storia risulta appena accettabile dal punto di vista stilistico e per il resto è banale, prevedibile e noiosa, su 652 pagine queste sensazioni si spalmano meglio, si avvertono di più, la lunghezza fa da cassa di risonanza. Così un buco nell'acqua travestito da caso editoriale – che se fosse stato più breve si sarebbe potuto considerare un passabile incidente di percorso - diventa un libro da non consigliare assolutamente, né ai neofiti del Re, né ai suoi affezionati come la sottoscritta. Troppi personaggi, una lentezza esasperante, una trama sfruttata male e resa troppo poco inverosimile e priva di mordente, troppe troppe pagine… allungare il brodo a volte non serve, anzi è controproducente. Sarebbe potuto essere un buon libro, avrebbe potuto fornire molti spunti sul femminismo e sull'eterna diatriba uomo/donna, ma il tutto è affogato in una storia davvero mal gestita. Mi dispiace molto, ma stavolta King (Stephen) ha toppato… e non mi è venuta voglia di leggere il figlio.

Opera recensita: "Sleeping beauties" di Stephen e Owen King
Editore: Sperling & Kupfer, 2017
Genere: horror, fantascienza
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 652
Prezzo: 21,90 €
Consigliato: no.
Voto personale: 5.


venerdì 29 marzo 2019

RECENSIONE: STEPHEN KING - UNICO INDIZIO LA LUNA PIENA


Sinossi:
A Tarker’s Mills infuria una tormenta di neve, ma non è una novità in questo periodo dell’anno. Il segnalatore ferroviario Arnie Westrum è stato costretto a fermarsi e a rifugiarsi nella baracca degli attrezzi. Inganna il tempo giocando con poca convinzione a carte. Il vento infuria prepotente fuori dalla porta e ha il sinistro suono di un ululato. Vento o ululato? Ad Arnie non importa, finché un rumore sordo lo distrae dalle carte e dal maltempo. Il rumore si ripete ancora. Una, due, tre volte. Alla fine la porta cede e tra le schegge di legno appare una figura inquietante e spaventosa: un lupo gigantesco contro il quale Arnie può soltanto vibrare il piccone, prima di essere massacrato e fatto a pezzi. È una notte di luna piena, e la bestia non ha intenzione di fermarsi qui…

Commento:
Questo romanzo breve o racconto lungo è una delle opere meno note di King, eppure, a ben guardare, è indicativa: rivela la bravura di King – notoriamente conosciuto per romanzi corposi – nel confezionare una storia credibile e agghiacciante anche in poche pagine. Questo libro in origine avrebbe dovuto avere la forma di un calendario illustrato, con un delitto al mese per 12 mesi. Nella sua stesura definitiva è diventato un romanzo breve in cui è rimasta la ciclicità del calendario, sono rimasti i delitti, ma c'è anche una storia alle spalle. Tutto si verifica nel paesino di Tarker's Mills nell'arco di un anno. Ogni mese, nella notte del plenilunio, qualcuno muore, ucciso da una bestia tanto crudele quanto misteriosa, uno strano lupo mannaro dalle fattezze vagamente umane. Nessuno sopravvive per raccontare come sia fatto, nessuno tranne Marty, un ragazzino paraplegico che, testardo e incurante del pericolo, in una notte di luna piena si ritrova fuori di casa. La bestia appare e gli si avventa contro, ma tra paura e coraggio, Marty riesce a sopravviverle e a riconoscerla. Da questo momento Marty è deciso a svelarne l'identità.
Un romanzo breve in cui manca molta della suspense e del pathos delle storie del Re, ma in cui si possono scorgere, sebbene accennati, i suoi tratti salienti. Al momento sembra fuori catalogo, io l'ho scovato in una collezione di libri presi da tempo – ma se riuscite a trovarlo, ve lo consiglio.

Opera recensita: "Unico indizio, la luna piena" di Stephen King
Editore: Longanesi, prima ed. 1983
Genere: fantascienza, horror
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 144
Prezzo: al momento fuori catalogo
Consigliato: sì
Voto personale: 7,5.


lunedì 25 giugno 2018

RECENSIONE: STEPHEN KING - ROSE MADDER


Sinossi:

Rose fugge. Fugge da quattordici anni di soprusi, da un marito violento e da una vita che non promette più nulla. Ricominciare da capo è l'unica via d'uscita.

Una città sconosciuta, una nuova occupazione e un nuovo compagno: finalmente tutto sembra girare per il verso giusto. La donna si imbatte anche in uno

strano dipinto. Una crosta senza valore, o molto, molto di più? Il legame tra il quadro e Rose si fa sempre più stretto, quasi morboso, e quando il suo

sadico marito si farà rivedere non troverà più la debole e indifesa mogliettina di un tempo, ma qualcuno o qualcosa che stenterà a riconoscere.

 

Commento:

Impaurita, disperata, annichilita. E’ questa la donna che, di punto in bianco, una mattina decide di fuggire di casa, di scappare da Norman, il marito poliziotto che da quattordici anni la sopraffà con violenza e sadismo inauditi. La donna che Norman, qualche mese dopo, si troverà a fronteggiare, però, è completamente diversa. Cosa le dà la forza di combattere? Una ritrovata fiducia in se stessa, un gruppo di amiche che l’hanno accolta ed aiutata, un uomo che per la prima volta le dona affetto senza riserve… e un quadro, un misterioso quadro che ha cambiato il corso della sua vita e che le fa vivere un’esperienza assolutamente fuori dall’ordinario.

Tra horror e Fantasy, Stephen King ci racconta una storia tragicamente reale eppure avulsa dalla normalità: com’è suo solito, King è maestro nell’inserire elementi di disturbo, deviazioni, nella quotidianità. In questo caso, però, è andato oltre: oltre alla follia ed alla pericolosità di Norman che già di per sé sarebbe sufficientemente disturbante ed inquietante, King ha inserito una forte deriva fantasy alla storia che si può apprezzare e non apprezzare ma che comunque risulta tollerabile ai fini narrativi.

Personalmente ho trovato memorabile la parte realistica di questa storia – con tutti i riferimenti alla violenza sulle donne – e meno gradevole la parte fantasy, ma questo – lo ripeto – fa parte dei gusti personali. Pur con quest’unica pecca che lo rende poco realistico specie nel finale, si tratta comunque di un buon libro che consiglio perché affronta tematiche importanti a livello sociale.

 

Opera recensita: “Rose Madder” di Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1995

Genere: horror, fantasy

Ambientazione: Stati Uniti

Pagine: 510

Prezzo: 11,90 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

 

lunedì 19 marzo 2018

RECENSIONE: BRAM STOKER - DRACULA


Sinossi:

Scritto da Bram Stoker nel 1897 in forma di stralci di diari e di lettere, "Dracula" è uno degli ultimi, se non l'ultimo, tra i grandi romanzi gotici.

Creatura potente e inquietante, apparentemente immortale, in grado di padroneggiare poteri inimmaginabili, il conte-vampiro Dracula è un personaggio che

dalla storia è passato direttamente al mito. Quella che lo vede protagonista, impegnato nel tentativo di reclutare un esercito di non-morti nella popolosa

Londra di fine Ottocento, è una vicenda dominata da atmosfere cupe e da personaggi oscuri, in cui l'orrore e la minaccia, sempre ben presenti, assillano

i protagonisti in un crescendo di emozioni che li conduce alle soglie dell'incubo. Prefazione di Vittorino Andreoli.

 

Commento:

Una delle caratteristiche che apprezzo di più nei romanzi inglesi dell’Ottocento è il fatto che molti siano scritti in forma autobiografica o di diario o corrispondenza. Questo stile di scrittura consente all’autore di trasmetterci le sensazioni dei personaggi in una forma più intensa e potente di quanto consenta la terza persona. Questo è accaduto anche con “Dracula” di Bram Stoker, pubblicato per la prima volta nel 1897. La storia è arcinota: il giovane avvocato inglese Jonathan Arker viene inviato dal suo capo in Transilvania per curare gli interessi del facoltoso e misterioso conte Dracula che ha un castello in quella regione e che sembra interessato a trasferirsi a Londra. Ben presto Arker, intelligente ed arguto, comincia a notare svariate stranezze e col passare dei giorni capisce di trovarsi solo e prigioniero del conte. Ancora non lo sa, ma da questo suo viaggio si origineranno dolori e sciagure alle quali bisogna porre fine. Per farlo sarà necessario il coraggio e la sapienza di uomini e donne intrepidi che si uniranno in un’avventura che porterà certamente alla morte e alla fine di qualcuno… resta solo da capire di chi! L’eterna lotta tra bene e male, tra Dio e diavolo, tra la luce del giorno e l’oscurità della notte…

Un classico stupendo, un romanzo senza tempo che, anche a distanza di secoli, terrorizza e appassiona. Un bellissimo esempio di letteratura gotica nonché una fonte di ispirazione continua per registi e scrittori di horror. Lettura scorrevole e coinvolgente, unica pecca una certa frettolosità nel finale che, dopo tante peregrinazioni ed elucubrazioni, avrei immaginato più corposo. Ad ogni modo, classico certamente consigliato!

 

Opera recensita: “Dracula” di Bram Stoker

Editore: Bur-Feltrinelli-Einaudi-Newton Compton, prima ed. 1897

Genere: romanzo gotico, letteratura inglese

Ambientazione: Transilvania (Romania)-Inghilterra

Pagine: 499 (ed. Bur 2014)

Prezzo: 9,50 € (ed. Bur 2014)

Consigliato: sì

Voto personale: 9

 

lunedì 18 dicembre 2017

RECENSIONE: STEPHEN KING - SHINING


Sinossi:

L'Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito

forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d'inverno quando l'albergo chiude e resta isolato per la neve.

Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all'Overlook ed è allora

che le forze del male si scatenano. Dinanzi a Danny, che è dotato di potere extrasensoriale, lo shine, si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle

stanze dell'albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima.

 

Commento:

Jack ha da poco perso il lavoro di insegnante a causa di alcuni suoi comportamenti dettati dal vizio dell’alchool, il suo lavoro di scrittore stenta a decollare ed ha una moglie – Wendy – e un figlio di cinque anni – Danny – da mantenere. Così accetta il lavoro di guardiano invernale e si trasferisce con la famiglia all’Hotel Overlook che dovrà custodire da ottobre ad aprile. L’Hotel, isolato dal mondo e situato in cima alle montagne del Colorado che d’inverno si coprono di neve, non gode di buona fama nel circondario: sebbene sia un posto di lusso, un resort esclusivo per celebrità, vanta un passato costellato di eventi macabri, delitti, suicidi, fatti di sangue che non sembrano essere del tutto risolti. Qualcosa si cela nell’albergo e Danny, il figlio di Jack e Wendy, lo sa ancora prima di arrivarci. Perché? Perché Danny capisce le cose, le vede, le sente, prima degli altri: come dice il cuoco dell’albergo, Danny irradia, ha l’aura ed è proprio a lui che punta l’Overlook.

Danny, insieme al cuoco Dick Allorann, è il personaggio più interessante – ma non il più inquietante – del libro: è soggetto a frequenti fenomeni di precognizione di forte intensità, ha un’intelligenza acutissima e una proprietà di linguaggio sorprendente per un bambino della sua età. E’ coraggioso, troppo adulto per i suoi anni e non ci si può non affezionare a lui. Il destino che il suo potere gli ha riservato non è dei più facili ed è costellato di perdite e sofferenze, ma lui è forte e ce la farà, specie se accanto avrà un amico come Dick.

Un libro bellissimo, un thriller-horror inquietante dal quale è difficile staccarsi. La proverbiale capacità di King di descrivere la quotidianità qui non può esprimersi al meglio perché i personaggi non sono moltissimi, ma è compensata da un’immaginazione scatenata che rende “Shining” ai livelli più alti fra le opere di King per suspense ed intreccio narrativo. Bello ed avvincente, lo consiglio agli amanti del genere. Ottimo libro dal quale nel 1980 è stato tratto anche un film diretto da Stanley Kubrick.

 

Opera recensita: “Shining” di Stephen King

Editore: Bompiani, prima ed. 1977

Genere: horror

Ambientazione: Stati Uniti

Pagine: 588 (ed. 2014)

Prezzo: 13,00 €

Consigliato: sì.

 

domenica 10 dicembre 2017

RECENSIONE: ROBERT LOUIS STEVENSON - LO STRANO CASO DEL DOTTOR JEKYLL E DEL SIGNOR HYDE


Sinossi:

Il dottor Jekyll, medico stimato e rispettabile, ultimamente ha un comportamento strano: rifugge la compagnia degli amici di sempre e frequenta un certo

signor Hyde, individuo di estrema malvagità e aspetto ripugnante. Ma perché il medico fa testamento in suo favore? Chi è davvero il misterioso Hyde? Ambientata

in una Londra allucinata e circospetta - in città è attivo Jack lo Squartatore - questa fantasia nera di Stevenson ha dato corpo e nome all'idea della

doppia personalità. Lo sventurato Jekyll, che con le sue polveri e i suoi alambicchi cerca la possibilità di darsi al vizio senza sentire rimorso, è simbolo

e vittima dell'ipocrisia sociale. Introduzione, traduzione e note di Oreste Del Buono.

 

Commento:

Un medico rispettabile, con amici rispettabili, in una Londra vittoriana avvolta da una nebulosa patina di rispettabilità, è convinto che l’uomo, ogni uomo, non sia unico, ma duplice. Da tempo egli crede che in ognuno di noi convivano due nature, una dignitosa e l’altra malvagia, perciò compie una serie di esperimenti per dimostrare questo principio. Tali esperimenti lo portano ad una pozione in grado di trasformarlo in un'altra persona, sia fisicamente che moralmente, così il rispettabile, alto, robusto e muscoloso Dottor Herry Jekyll diventa il magro, basso, malvagio Mr Hyde.

Due persone in una sola, due metà della stessa anima, una altruista e filantropa, l’altra in grado di soccombere alle passioni più smodate, ai desideri più turpi, agli istinti più beceri. Ma accade un imprevisto, la parte malvagia continua a crescere e Jekyll perde il controllo del suo esperimento…

Un romanzo gotico breve e fulminante che racconta con straordinaria incisività un aspetto importante della natura umana, il concetto del doppio, che verrà approfondito da molti autori in futuro. Lettura consigliata, un paio d’ore decisamente ben spese.

 

Opera recensita: “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” di Robert Louis Stevenson

Editore: Bur, prima ed. 1886

Genere: classico horror

Ambientazione: Londra, fine Ottocento

Pagine: 109

Prezzo: 6,90 €

Consigliato: sì.

 

martedì 17 ottobre 2017

RECENSIONE: STEPHEN KING - IL GIOCO DI GERALD


Sinossi:

In una casa isolata su un lago, Jessie si piega all'ennesima fantasia sessuale del marito Gerald, che questa volta l'ammanetta al massiccio letto in legno.

Ma quando umiliata, lei lo allontana con un calcio, l'uomo si affloscia inerte, stroncato da un infarto. Il tempo passa e Jessie, immobilizzata e dolorante,

sembra votata a una morte lenta, resa ancora più atroce dalla comparsa di un affamato cane randagio e da un'ombra misteriosa e irreale che fa capolino

nella stanza...

 

Commento:

E’ autunno inoltrato, ma il noto avvocato Gerald Burlingame e sua moglie Jessie decidono di staccare un po’ dalla routine passando una giornata all’isolata casa estiva sul lago. Gerald ha in mente un gioco erotico ed ammanetta la moglie ai montanti del letto, ma lei non ci sta e gli sferra due calci. La situazione degenera, Gerald muore disteso ai piedi del letto e Jessie non ha alcuna possibilità di liberarsi dalle manette ed alzarsi. E’ qui che comincia il folle percorso di Jessie su e giù per i suoi ricordi passati, complici alcune voci che la sua mente in subuglio ricollega a persone che in qualche modo sono state importanti per lei. Per oltre venti ore Jessie entra ed esce dal presente e combatte tra il terrore di ciò che sta vivendo, con tanto di cane randagio che banchetta in casa ed ombre minacciose che si affacciano con il calar della notte, e l’atrocità di ciò che ha vissuto da bambina e che l’ha segnata per sempre. Ma sarà proprio la paura della morte, in tutte le sue forme, a permetterle di riscuotersi e di provare con tutte le sue forze a liberarsi.

Non so bene cosa mi aspettassi da questo libro… ciò che posso dire è che non è male, ma non è neppure tra i migliori di King: a mio parere qui troviamo un ottimo percorso psicologico ed anche una buona dose di brivido, ma manca quel guizzo di originalità che ha portato altri libri di quest’autore ad essere considerati dei capolavori. Il libro ruota quasi esclusivamente attorno al personaggio di Jessie e possiamo sostenere che King è riuscito nell’ardua impresa di portare in porto una storia che avrebbe potuto non stare in piedi; tuttavia questo libro non mi ha convinta fino infondo e se dovessi consigliarlo avrei qualche perplessità… se avete già letto altro di King potreste rimanere delusi, ma se siete neofiti potrebbe essere un modo per “soft” per cominciare… Libro non male, dunque, ma non di alto livello. Peccato.

 

Opera recensita: “Il gioco di Gerald” di Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1992

Genere: horror

Ambientazione: Maine, Stati Uniti

Pagine: 384

Consigliato: sì/no.

 

sabato 9 settembre 2017

RECENSIONE: STEPHEN KING - CARRIE


Sinossi:

Carrie è un'adolescente presa di mira dai compagni, ma ha un dono. Può muovere gli oggetti con il potere della mente. Le porte si chiudono. Le candele

si spengono. Un potere che è anche una condanna. E quando, inaspettato, arriva un atto di gentilezza da una delle sue compagne di classe, un'occasione

di normalità in una vita molto diversa da quella dei suoi coetanei, Carrie spera finalmente in un cambiamento. Ma ecco che il sogno si trasforma in un

incubo, quello che sembrava un dono diventa un'arma di sangue e distruzione che nessuno potrà mai dimenticare. Dal romanzo è tratto il film "Lo sguardo

di Satana".

 

Commento:

“Carrie” è il primo romanzo di Stephen King e si direbbe che con questo libro il Re abbia voluto fare le prove per i romanzi successivi: è abbastanza breve considerati i canoni di King, ma ha tutte le carte in regola per essere un buon libro.

Come al solito King prende una cittadina normale del Maine e pone al suo interno una scheggia impazzita, una ragazzina di sedici anni oggetto degli scherzi, sberleffi, umiliazioni di ogni genere da parte dei suoi compagni e, soprattutto, delle sue compagne sin dalle elementari. Un giorno la situazione precipita, lo scherzo sfocia in una crisi e qualcosa in Carrie si rompe: il suo antico potere latente, la telecinesi, torna a manifestarsi e cresce col passare dei giorni: più cresce la rabbia più cresce il potere. Una delle principali cause della drammatica situazione sociale di Carrie è proprio sua madre, Margareth, la cui profonda religiosità sfocia in uno sfrenato fanatismo che la induce a trattare la figlia come il frutto del peccato, la “progenie del demonio”. E quando, a seguito di un ultimo terribile scherzo, la rabbia di Carrie esploderà, si rivolgerà anche, inesorabilmente, contro di lei. Carrie è la vittima che diventa carnefice, è la personificazione del desiderio distruttivo di chiunque abbia subito un’umiliazione tale da ferire nel profondo. Chi, infatti, sottoposto ad una pressione insostenibile, vedendosi deriso, incompreso e maltrattato, non ha immaginato azioni distruttive? In questo libro King mette per iscritto, con una trama semplice e delle scene affascinanti e spaventose, proprio questi pensieri reconditi che si annidano in ognuno di noi… è questa, ormai lo sappiamo, l’arma segreta del suo successo e della sua bravura.

Libro, inutile dirlo, altamente consigliato.

 

Opera recensita: “Carrie” di Stephen King

Editore: Bompiani, prima ed. 1974

Genere: horror, paranormale

Ambientazione: Maine, Stati Uniti

Pagine: 211

Prezzo: 14,00 €

Consigliato: sì.

 

lunedì 28 agosto 2017

RECENSIONE: STEPHEN KING - PET SEMATARY


Sinossi:

In una limpida giornata di fine estate, la famiglia Creed si trasferisce in un tranquillo sobborgo residenziale di una cittadina del Maine. Non lontano

dalla loro casa, al centro di una radura, sorge Pet Sematary, il cimitero dei cuccioli, un luogo dove i ragazzi del circondariato, secondo un'antica consuetudine,

usano seppellire i propri animaletti. Ma ben presto la serena esistenza dei Creed viene sconvolta da una serie di episodi inquietanti e dall'improvviso

ridestarsi di forze oscure e malefiche.

 

Commento:

Il dottor Louis Creed si trasferisce con la moglie e i due figli in un paesino del Maine, proprio nei pressi della statale 15: qui dirigerà l’infermeria dell’Università. Sin da subito Hellie, la figlioletta in età scolare, mostra curiosità e timore per un luogo ai confini della loro proprietà nel quale sono seppelliti tutti gli animali del villaggio. In tutta la famiglia, a dire il vero, quel luogo desta un timore profondo che riporta a galla pensieri e ricordi di morte, nonché traumi non ancora superati. Ma è quando, a pochi mesi dal trasferimento, Church, il gatto dei Creed viene investito che Louis, il razionale e controllato dottor Louis, fa una scoperta che cambierà la sua vita e quella della sua famiglia… irreparabilmente.

Una storia ben congegnata,  con un livello di tensione narrativa in costante crescita; un libro che apre molti spunti di riflessione su argomenti non facili come la morte, la fede, il paranormale e soprattutto l’eterna diatriba tra chi crede che la vita sia già scritta da un piano imperscrutabile e chi afferma che tutto può cambiare in base alle nostre scelte. Il punto di vista di King in merito sembra chiaro: le nostre scelte influiscono su ciò che può accaderci, ma il destino gioca la sua parte importante, ad esempio mettendo sulla nostra strada persone che potrebbero influenzare quelle scelte.

 Insomma, “Pet sematary” non è solo una storia ben scritta e molto macabra, ma è un’occasione andare al di là e riflettere su ciò in cui crediamo. Ovviamente consiglio questo libro, ma sappiate che, proprio perché sembra così normale… fa abbastanza spavento!

 

Opera recensita: “Pet sematary” di Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1983

Genere: horror, paranormale

Ambientazione: Maine, Stati Uniti

Pagine: 424

Prezzo: 16,47 €

Consigliato: sì.

 

sabato 5 agosto 2017

RECENSIONE: STEPHEN KING - DOLORES CLAIBORNE


Sinossi:

Raccontata in prima persona la tormentata vicenda e insieme la confessione di Dolores Claiborne, una donna di fatica del Maine: la misteriosa scomparsa

del diabolico marito, le angherie inflittele da una proprietaria terriera senza cuore, le violenze subite dalla giovane figlia e inoltre una sorpresa finale,

in puro stile King.

 

Commento:

Nell’arco di una notte, davanti alla polizia, Dolores Claiborne ripercorre con lucida follia la storia della sua vita: ha 66 anni, è vedova da trenta e madre di tre figli e fino al giorno prima lavorava a servizio da MRS Vera Donovan. Solo che ora la vecchia datrice di lavoro è morta e Dolores era lì con lei quand’è accaduto. E’ per questo che si ritrova a raccontare agli agenti particolari inediti e surreali della sua vita. Racconta, in particolare, del rapporto controverso con il defunto marito e di come questo sia giunto al termine una notte, la notte della famosa eclissi del 1963… e quella notte è legata in qualche modo a quella appena trascorsa in cui Vera Donovan è morta… ma no, non è stata Dolores ad ucciderla.

Cosa dire di questo libro? Direi che è visionario, folle e fuori dall’ordinario proprio alla maniera di King. Tuttavia, probabilmente perché ormai ne ho letti tanti, non mi ha particolarmente impressionata. Direi che, sebbene gli episodi raccontati non scorrano proprio a cuor leggero, è una lettura di media difficoltà, resa più gradevole dal modo in cui la donna racconta la sua storia, pieno di modi di dire, verbi coniugati male, diretto e sincero.

Un buon libro, nel complesso, che consiglio.

 

Opera recensita: “Dolores Claiborne” di Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1993

Genere: horror

Ambientazione: Maine, Stati Uniti

Pagine: 288 (ed. 2010)

Prezzo: 9,90 € (ed. 2010)

Consigliato: sì.

 

sabato 24 giugno 2017

RECENSIONE: STEPHEN KING - CHRISTINE, LA MACCHINA INFERNALE


Sinossi:

Tre amici vivono la loro adolescenza in una tranquilla cittadina di provincia. Le novità sono poche, finché non compare Christine, un'auto - una Playmouth

del 1958 - che Arnie, uno dei ragazzi, vuole a ogni costo rimmettere a nuovo. Un'impresa disperata, che per lui si trasforma in un'ossessione, mentre la

macchina inizia a manifestare un'inquietante vita propria. E nelle buie strade del paese la gente comincia a morire.

 

Commento:

Siamo a Libertyville, la classica cittadina americana né troppo grande né troppo piccola, con famiglie medio-borghesi, figli adolescenti alle soglie dell’università, brutti ceffi sempre in agguato, fast food e quello strato di neve che rende tutto più soft.. o più crudele, chissà…

E’ questa l’ambientazione in cui ci caliamo con questo romanzo di King, un’ambientazione estremamente normale, come al solito. Perché è proprio nell’inserimento di fattori straordinari nella normalità che King dà il meglio di sé. Nel caso di questo libro il fattore straordinario è nel titolo: è Christine, la macchina infernale. E’ una macchina bianca e rossa alla quale, se la vedessimo girare per strada, non daremmo più di un’occhiata scettica o divertita. Ma Christine non è una macchina normale: è come se avesse un’anima, una sua vita, è come se pensasse ed agisse con volontà propria… con volontà omicida! Lo sventurato ragazzo del quale si servirà per le sue malefatte è Arnie Cunningam, un diciassettenne con ottimi voti a scuola, ma un perdente, uno un po’ sfigato per quanto riguarda tutto il resto. Da quando l’ha vista parcheggiata davanti a casa di Roland Lebay, Arnie non è più riuscito a staccarsi da quell’auto che è diventata la sua ossessione e la sua fine. Da allora Arnie è cambiato, è come se fosse un’altra persona…La storia ci viene raccontata con dovizia di particolari da Dennis, l’unico fraterno amico di Arnie… prima che arrivasse Christine.

Nonostante la crudeltà di alcune scene, mi sento di consigliare questo libro perché è ben scritto, ha una trama coerente, sebbene un po’ fantasiosa, e vale le 640 pagine che conta. La lettura scorre via piacevole e la storia non può non catturare, tanto più che fino all’ultimo non si sa come andrà a finire. Chi l’avrà vinta? Christine o Petunia? Dennis o Lebay? E Arnie che fine farà?

Non sarà uno dei capolavori di King, ma è comunque un’ottima lettura d’evasione. Consigliato, dunque!

 

Opera recensita: “Christine. La macchina infernale” di Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer, 1983

Genere: horror

Ambientazione: Libertyville, Stati Uniti

Pagine: 640

Prezzo: 11, 60 €

mercoledì 15 febbraio 2017

RECENSIONE: STEPHEN KING - IT


Sinossi:

In una ridente e sonnolenta cittadina americana, un gruppo di ragazzini, esplorando per gioco le fogne, risveglia da un sonno primordiale una creatura

informe e mostruosa: It. E quando, molti anni dopo, It ricompare a chiedere il suo tributo di sangue, gli stessi ragazzini, ormai adulti, abbandonano la

famiglia e il proprio lavoro per tornare a combatterlo. E l'incubo ricomincia. Un viaggio illuminante lungo l'oscuro corridoio che conduce dagli sconcertanti

misteri dell'infanzia a quelli della maturità.

 

 

E’ sempre difficile recensire un libro complesso ed articolato e lo è ancor di più quando gode della (meritatissima) fama di capolavoro. E’ così anche per “It”, quello che da molti è considerato il capolavoro di Stephen King.

E’ il 1985 e siamo a Derry, nel Maine. Un gruppo di persone, residenti in varie parti degli Stati Uniti, viene, suo malgrado, distolto dalla sua vita normale per tornare nella città natale, Derry per l’appunto, ad onorare un’antica promessa. Ci sono vite da salvare, c’è un nemico da sconfiggere, un nemico subdolo che si nasconde ed ama assumere le forme più diverse. Chi è? Cos’è? E’ lui, esso, la cosa… IT! Può essere sconfitto? Se sì, chi può farlo? E come? Tanti interrogativi che necessitano una risposta da cercare nel passato, fra i ricordi sopiti… ma bisogna agire alla svelta perché… It è tornato!

Lo so, non vi ho detto molto, ma ho cercato di spoilerare il meno possibile perché questo è un libro da scoprire pagina dopo pagina, è un libro che ti entra in testa e, una volta cominciato, non lo lasceresti più. E’ una storia che ha a che fare con le paure, con il buio che abbiamo dentro, con la forza della mente e con il potere dell’amicizia. Ma “It” non è solo questo: è anche l’emblema di una società gretta e fondata sull’apparenza, che non vuole vedere, che si gira dall’altra parte davanti a ciò che è strano ed incomprensibile, una società che preferisce sonnecchiare invece di affrontare i suoi problemi, che preferisce non parlare di ciò di cui ha paura. E così la paura cresce, si annida negli anfratti più bui, avvolge tutto come una coltre di nuvole. Nell’indifferenza generale, però, qualcuno vede, osserva, pensa, si oppone alla paura. E chi può farlo se non un gruppo di bambini?

King ci ha abituati a descrizioni minuziose, a lunghi flash-back nel passato, a frasi ad effetto buttate lì in un ambiente apparentemente calmo. Il suo stile di scrittura, a ben guardare, rispecchia quello che raccontano i suoi libri: una cittadina come tante in cui succede qualcosa di straordinario, un gruppo di persone normali (nessun super eroe o mostro d’intelligenza) che affronta l’anormale. Questo è ciò che accade, elevato alla massima potenza, anche in questo libro: King non ha paura delle pagine, ne scrive quasi 1300 per regalarci un gioiello dell’architettura narrativa, con personaggi caratterizzati nei minimi dettagli, con più storie nella storia strutturate con maestria, abilità, tecnica sopraffina. Ecco perché ritengo che la fama di “capolavoro” sia ampiamente meritata. E’ un’opera monumentale che non si può non conoscere. Lo consiglio? Beh, King in questo libro ci parla delle paure e ci insegna come sconfiggerle. E se lui non ha avuto paura di scrivere 1300 pagine, perché noi dovremmo aver paura di leggerle? Fidatevi, vale la pena!

Solo un’ultima raccomandazione: se non avete mai letto nulla di King, forse non è il caso di cominciare da questo libro… necessita di una conoscenza dello stile dell’autore e di una maturità di lettura che consenta di cogliere gli innumerevoli indizi disseminati in ogni pagina… perciò magari prima leggete altro, poi però tornate: It vi aspetta!

 

Opera recensita: “It” di Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1986

Genere: horror, fantasy, noir,

Ambientazione: Stati Uniti

Pagine: 1248

Prezzo: 12,90 €

Consigliato: sì.