simposio lettori copertina

simposio lettori copertina
Visualizzazione post con etichetta passione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta passione. Mostra tutti i post

martedì 28 luglio 2020

RECENSIONE: MARIOLINA VENEZIA - LA VOLPE MECCANICA


Sinossi:
Una donna racconta di sé. E della passione bruciante per un uomo più giovane di lei, che finalmente lascia il segno in un'esistenza grigia, imprigionata in un matrimonio deciso a sangue freddo. Descrive nei dettagli i loro incontri, i baci, i più riposti segreti della loro intimità. Lasciando sullo sfondo lo scenario in cui si svolge la storia, ripercorre la sua vita e le sue molte ombre alla ricerca del punto di non ritorno. Voleva fare l'attrice, un tempo, e ne avrebbe avuto tutti i numeri, se non fosse intervenuta a sbarrarle la strada un'inesorabile vocazione al fallimento. Testimoni o complici, la seguiamo nei labirinti della sua mente, attraverso le ambigue proiezioni dell'arte e dell'amore. Assistiamo come dal buco della serratura a giochi erotici sempre più mozzafiato, in uno sconcertante thriller dei sentimenti, all'inseguimento di una verità che trascende i fatti e diventa un'indagine esistenziale. Ma il giovane commissario incaricato di risolvere il caso nel quale la protagonista si trova coinvolta arriverà a conclusioni inattese. Mariolina Venezia costruisce un noir dal ritmo incalzante, con una scrittura precisa come una lama che seziona eventi e caratteri riducendoli all'osso, in un tango freddo e appassionato di amore e morte.

Commento:
La volpe meccanica è un racconto che tramortisce ed investe i sensi. È il monologo, trasognato e spietato, di una donna che racconta la sua storia, il suo disagio, i suoi fallimenti, la sensazione di essere nata per perdere, la ricerca della sconfitta, l'intorpidimento delle ambizioni, il risveglio e l'urgenza nell'amore famelico e travolgente per un uomo che al di là della conoscenza dei corpi, rimane a tutti gli effetti uno sconosciuto. Non è semplice descrivere le sensazioni vividissime che dà l'esperienza di lettura di questo breve, ma intensissimo racconto: si prende fiato alla prima riga e si resta col respiro mozzo, sospeso, fin quasi alla fine, in una corsa inarrestabile verso una catastrofe prevedibile quanto inevitabile. Sfiancati e svuotati di tutte le energie, si assiste ad un finale non scontato, beffardo eppure, in un certo senso, giusto e sperato. Non un racconto che si legge in un'ora scarsa, ma un'esperienza di lettura in piena regola, fisica, corporea, totalizzante.

Opera recensita: "La volpe meccanica" di Mariolina Venezia
Editore: Bompiani
Genere: racconto noir
Pagine: 94
Prezzo: 10,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


sabato 10 agosto 2019

RECENSIONE: YUKIO MISHIMA - SETE D'AMORE


Sinossi:
Rimasta vedova, e ridottasi ad accettare il ruolo di amante dell'anziano suocero per pigra condiscendenza, la giovane Etsuko si accende d'amore per l'innocente sensualità di Saburo. Ne nasce una passione erotica cieca e irragionevole, un'umiliante caricatura della felicità, che porterà solo al piacere sottile del dolore, alla punizione atroce, al totale annientamento.

Commento:
Con il modo lieve ed elegante di affrontare sentimenti e pulsioni che è tipicamente giapponese, Yukio Mishima racconta, in questo libro, la passione che travolge la giovane vedova Etsuko nei confronti del giovane Saburo, dipendente presso la casa del suocero dove anch'essa vive. Mentre accondiscende passivamente alle attenzioni del vecchio suocero, Etsuko si crogiola nella sua infelicità e si strugge, nemmeno tanto segretamente, di passione per il giovane e aitante Saburo. Purtroppo, però, la vicenda è destinata a non finire in modo felice, come lascia presagire una serie di indizi, comportamenti, reticenze descritte benissimo da Mishima; tutto si sviluppa quindi in un crescendo di tensione erotica fino a giungere ad un finale nonostante tutto inatteso e coinvolgente. Una seduzione fatta di sguardi, malintesi, toni di voce, schermaglie… l'erotismo di Mishima qui ha quell'eleganza, quella levità dal sapore antico che non svela, non lascia vedere più del necessario; la lettura è quindi scorrevole, piacevole come lucido raso liscio sulla pelle. Interessante, poi, il personaggio di Etsuko, passionale e controversa, capace di sentimenti forti e contrapposti e di repentini cambi di umore: anche solo il suo carattere meriterebbe un approfondimento a sé. Lettura consigliata, dunque: una ventata di refrigerio nonostante il tema… caldo.

Opera recensita: "Sete d'amore" di Yukio Mishima
Editore: Guanda, prima ed. 1950
Genere: letteratura giapponese
Ambientazione: Giappone
Pagine: 269
Prezzo: 9,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 7,5.


giovedì 19 aprile 2018

RECENSIONE: JORGE AMADO - DONA FLOR E I SUOI DUE MARITI


Sinossi:

Il romanzo ruota attorno alla vedovanza di dona Flor e al suo lutto stretto, vissuto nel ricordo di Vadinho, delle loro ambizioni, del fidanzamento e dello

sposalizio. Coglie l'intimità della giovane vedova, il suo riserbo, le sue notti insonni e la sua insoddisfazione. Racconta di come arrivò onorata al suo

secondo matrimonio, quando il fardello del defunto cominciava a pesare sulle sue spalle, e di come visse in pace e armonia, senza dispiaceri né soprassalti,

con il suo bravo secondo marito, nel mondo della farmacologia e della musica. E mentre lei brilla nei salotti e il coro dei vicini le ricorda la sua felicità,

Vadinho, nel suo corpo astrale, la visita, la corteggia, le elargisce gioie eccezionali e consigli formidabili.

 

Commento:

Cosa vi viene in mente se dico “Brasile”? Beh, di certo i colori, i sapori, la sensualità, le feste, i bagordi… e in questo libro c’è tutto ciò che assoceremmo al Brasile e c’è molto, molto di più.

C’è la vivacità e quel perenne velo di malinconia di un Paese e di un popolo in cui convivono le anime più diverse, l’estrema povertà e l’estrema ricchezza, la lussuria, la perdizione ed anche una radicata cultura popolare fatta di buona cucina, superstizione e una buona dose di magia. E’ questa la ricetta che Jorge Amado ci fornisce nella cronaca della vita e dei patimenti della bella Flor, maestra di arte culinaria, dapprima sposata a Vadino, eclettico viveur, fedele amico della roulette e frequentatore assiduo di bische e case di piacere – poi vedova onesta e pudica squassata da notti insonni in preda a desideri ardenti ed inconfessabili, poi sposa felice e pacifica del buon dottor Teodoro, infine preda di fantasmi e vittima dell’eterna lotta tra corpo e spirito. Tutto questo ci dà Jorge Amado, tutto condito con quell’ironia mordace e burlona tipica di chi è abituato a vivere la vita fino in fondo, intensamente, ed è maestro nell’arte di arrangiarsi sempre e comunque. Pagine che traboccano di carnalità, passione sfrenata descritta senza inibizioni, cronaca dettagliata e goduriosa della vita della bella ed interessante Flor. Lettura piacevole e con parecchi spunti di approfondimento. Tutto bene, se non fosse che questo libro ha un unico, grande difetto: è davvero troppo, troppo, troppo lungo! La nota di demerito per quanto mi riguarda è proprio questa: tutto interessante, sì, ma oltre cinquecento pagine sono davvero troppe ed anche la penna virtuosa e irriverente di Amado alla lunga finisce per stancare… a fine lettura, giuro, non ne potevo più! Nonostante quest’handicap, tuttavia, consiglio la lettura di questo libro, perché è un’iniezione di buon umore e semplicità e permette di immergersi in una cultura completamente sui generis in tutte le sue sfaccettature. Bello, nonostante la lunghezza eccessiva in definitiva mi è piaciuto.

 

 

 

 

Opera recensita: “Dona Flor e i suoi due mariti” di Jorge Amado

Editore: Garzanti, prima ed. 1966

Genere: letteratura Sud Americana

Ambientazione: Bahia, Brasile

Pagine: 524

Prezzo: 19,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.