simposio lettori copertina

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martedì 5 dicembre 2017

RECENSIONE: ROBERTO COSTANTINI - LA MOGLIE PERFETTA


Sinossi:

Nel maggio del 2001, a Roma, due coppie, il professore italoamericano Victor Bonocore e la moglie Nicole Steele, il pubblico ministero Bianca Benigni e

il marito Nanni. Due matrimoni come tanti, a volte felici, a volte meno. Tra loro una ventenne pericolosa, Scarlett, sorella di Nicole. Intorno, la terra

di mezzo del Sordomuto e del Puncicone, gli appalti pubblici, il gioco d'azzardo, l'usura, e la morte atroce di una ragazza, Donatella. Sembra essere l'ennesimo

atto di violenza patito da una donna per mano di un uomo violento, l'assassino viene scoperto e giustizia è fatta. O forse no? Quando viene ucciso Victor

Bonocore, Michele Balistreri dirige la terza sezione della squadra Mobile e indaga insieme al pm Bianca Benigni. La miscela è esplosiva, le modalità di

conduzione dell'indagine contro le sorelle Steele sono fuori dai confini della legge e l'esito è disastroso. L'arresto di Scarlett e Nicole incrina le

relazioni tra Italia e Stati Uniti. Tutto finisce male. Nel 2011 una rivelazione inattesa spinge Balistreri a riaprire quel caso rimasto senza colpevoli.

Ma se non è tardi per la giustizia, forse lo è per l'amore e per la vita. O forse no.

 

Commento:

“La moglie perfetta” è il quarto giallo nato dalla penna di Roberto Costantini. Anche questo libro, come i tre precedenti, ha come protagonista il commissario Michele (o Mike) Balistreri, ma la sua figura, così preponderante nei primi tre gialli, qui risulta in secondo piano, quasi in tono minore. Al centro della scena, infatti, ci sono altre persone e, soprattutto, altre tematiche: se finora, nella “Trilogia del male”, il racconto si era concentrato sulle vicende storiche tra Italia e Libia, sugli intrighi di Vaticano, politica, economia e mafia – il tutto magistralmente intrecciato con le vicende personali di Balistreri – qui questi temi restano sullo sfondo, per lasciare spazio all’amore, alla coppia, ai delicati equilibri tra passione e rinuncia, tra dovere e piacere.

Per affrontare questo tema spinoso, Costantini affida la narrazione a vari personaggi: accanto a Balistreri, che conduceva la narrazione nei precedenti romanzi, qui parlano anche Nanni Annibaldi, lo psicologo esperto di terapia di coppia, e sua moglie Bianca Benigni, vero perno del romanzo, pubblico ministero integerrimo e moglie perfetta che, a contatto con Balistreri dovrà rivedere il proprio concetto di ferrea applicazione delle regole. Così, sullo sfondo delle lotte di potere nella “terra di mezzo” che hanno riempito le cronache degli ultimi anni e che hanno ispirato libri, film e serie Tv, si inserisce una storia torbida fatta di tradimenti, mezze verità, vite che si sgretolano e coups de téatre. A districare questa complicata matassa, a distanza di anni, c’è sempre lui, l’antieroe Michele Balistreri che ci dimostrerà che la realtà è sempre un po’ più complicata di come appare.

Con questo libro Costantini ha evidentemente voluto discostarsi dalla “Trilogia del male”, senza abbandonare il suo Balistreri, ma tracciando per lui una via nuova, intrigante ma insidiosa. Le differenze tra questo libro e i precedenti sono, perciò, sostanziali: abbiamo già parlato delle tematiche e dell’introduzione della narrazione corale; inoltre lo stacco temporale è sempre presente, ma il “presente” in questo caso ha una funzione più ridotta, solo chiarificatrice e risolutiva, non un vero, nuovo filone di indagine. Infine lo stesso Balistreri sembra voler mettere la testa a posto: nella sua vita, infatti, c’è una consapevolezza nuova, una ragione per non voler morire, per continuare a vivere, che per sessant’anni della sua vita non c’era. “La moglie perfetta” è quindi lo spartiacque verso una nuova vita di Balistreri che, tuttavia, speriamo di ritrovare agguerrito ed anticonformista anche nei prossimi libri. Lettura consigliata, da affrontare successivamente alla “Trilogia del male”: i libri non sono e non possono essere letti come romanzi a sé.

 

Opera recensita: “La moglie perfetta” di Roberto Costantini

Editore: Marsilio, 2016

Genere: giallo

Ambientazione: Roma, 2001-2011

Pagine: 447

Prezzo: 19,00 €

Consigliato: sì.

 

mercoledì 16 agosto 2017

RECENSIONE: ROBERTO COSTANTINI - IL MALE NON DIMENTICA (TRILOGIA DEL MALE 03)


Sinossi:

Libia, 31 agosto 1969. La madre di Mike, Italia Balistreri, precipita da una scogliera, e quella notte Muammar Al Gheddafi rovescia la monarchia prendendo

il controllo del Paese. Suicidio o delitto? Per oltre quarant'anni la risposta a quella domanda rimarrà nascosta al centro di una rete inestricabile di

menzogne, tradimenti e lotte per il potere. Roma, estate 2011. Mentre la Primavera araba scuote il Medio Oriente e la Libia precipita nella guerra civile,

il feroce omicidio della giovane Melania Druc e di sua figlia fa rincontrare Michele Balistreri, ora commissario capo della Omicidi, e la giornalista Linda

Nardi, cinque anni dopo la conclusione della caccia all'Uomo Invisibile. Ma l'indagine, che Linda vuole e Michele no, finirà per travolgere la parvenza

di serenità conquistata da un uomo stanco di vivere, costringendolo ad affrontare un passato mai veramente sepolto. E questa finale discesa agli inferi,

che lo riporterà in una Tripoli devastata dalle bombe della Nato, sarà per Balistreri l'ultima occasione per guardare finalmente negli occhi il ragazzo

che era stato e una verità che ha inseguito e sfuggito per tutta la vita.

 

Commento:

“Il male non dimentica” è il terzo volume della “Trilogia del male” di Roberto Costantini, con protagonista il commissario Michele Balistreri. Dopo “Tu sei il male” nel quale si racconta la vita del commissario nel 1982 e del 2006 e “Alle radici del male” nel quale si racconta la sua infanzia in Libia, la giovinezza e la fuga verso l’Italia nonché i primi anni in polizia, in questo terzo libro il cerchio si chiude. L’occasione è fornita dal conflitto libico che portò alla morte di Gheddafi nel 2011, una guerra che riporta a galla un passato che Balistreri ha fatto di tutto per dimenticare. Ritroviamo, però, un personaggio chiave del primo volume, la giornalista Linda Nardi, che con Balistreri ha avuto un rapporto tormentato e troppo complesso, interrottosi bruscamente cinque anni prima. E’ proprio Linda, insospettabilmente, l’anello di congiunzione tra passato, presente e futuro e Michele (o Mike) Balistreri avrà delle grosse sorprese nel finale… e noi con lui.

Articolato, complesso, ben strutturato, anche questo terzo volume della “Trilogia del male” non delude. Il finale inaspettato poi è assolutamente ad effetto e, per la verità, difficile da metabolizzare. Ad ogni modo consiglio questo libro, ma consiglio la lettura dell’intera trilogia, dal primo all’ultimo volume: si tratta di thriller complessi e non banali, in cui vengono affrontate collusioni fra poteri forti e storie personali toccanti. Una lettura non facile, ma consigliata.

 

Opera recensita: “Il male non dimentica” di Roberto Costantini

Editore: Marsilio, 2014

Genere: thriller

Ambientazione: Libia-Roma

Pagine: 525

Prezzo: 19,00 €

Consigliato: sì.

 

domenica 2 luglio 2017

RECENSIONE: ROBERTO COSTANTINI - ALLE RADICI DEL MALE (TRILOGIA DEL MALE 02)


Sinossi:

Tripoli, anni Sessanta. Quella dell’irrequieto e ribelle Mike Balistreri è un’adolescenza tumultuosa come il ghibli che spazza il deserto. Sullo sfondo

di una Libia postcoloniale, preda degli interessi dell’Occidente per i suoi giacimenti petroliferi, gli anni giovanili di Mike sono segnati dalle morti

irrisolte della madre Italia e della piccola Nadia, da due amori impossibili, uno intessuto di purezza e uno intriso di desiderio e di rabbia, dal coinvolgimento

in un complotto contro Gheddafi, e da un patto di sangue che inciderà a fondo sia la pelle che l'anima a lui e ai suoi tre migliori amici. Roma, settembre

1982. Reduce dall’esito catastrofico del caso Sordi, il giovane commissario Balistreri di notte si stordisce con il sesso, l'alcol e il poker e di giorno

indaga svogliatamente sulla morte di Anita, una studentessa sudamericana assassinata subito dopo il suo arrivo nella Capitale. Per gratitudine verso chi

gli ha salvato la carriera, è anche costretto a vegliare sulla scapestrata Claudia Teodori, che agli albori della televisione commerciale sembra lanciata

verso una luminosa carriera di starlette. Ma Nadia, Anita e Claudia sono legate da un filo invisibile, seguendo il quale Michele Balistreri sarà costretto

a calarsi nelle zone più buie del suo passato, quei giorni "di sabbia e di sangue" con cui non ha mai chiuso del tutto i conti, in un cammino lungo il

quale l’amore, l’amicizia, i sogni e gli ideali si scontrano con la ricerca di verità dolorose, nell’impossibilità costante di distinguere chi tradisce

da chi è tradito. Alla fine sarà una ragazza, incompresa e coraggiosa, a condurlo per mano fino alle radici del Male.

 

Commento:

Divorato in soli due giorni, il secondo libro della “trilogia del male” mi è piaciuto più del primo. Roberto Costantini ci porta in Libia, a Tripoli, all’inizio degli anni Sessanta, quando gli italiani contavano molto e godevano di molti privilegi. E il più importante fra gli italiani era proprio Salvatore Balistreri, ingegnere, affarista di successo, ben introdotto negli ambienti che contano a Roma e a Tripoli, nonché padre di Michele Balistreri, il commissario che abbiamo già conosciuto in “Tu sei il male”. Qui però Michele è adolescente, si chiama Mike ed ha tre amici, un altro siciliano e due libici, con i quali stringe un patto di sangue che durerà per molto, moltissimo tempo. E’ proprio da quel patto di sangue e sabbia che comincia questa storia complessa ed affascinante che ci porta dal lusso della Tripoli degli anni Sessanta alla guerra del Cairo, agli intrighi di potere fra Democrazia Cristiana, comunisti e banche, fino alla Roma degli anni Ottanta con Vaticano, Servizi segreti ed altre forze nascoste in gioco. E tutto passa per un omicidio avvenuto una domenica d’agosto a Tripoli, sotto la furia del Gybli, il vento che porta la sabbia del deserto e riduce la visibilità. Quest’omicidio sembra non interessare a nessuno, viene risolto frettolosamente, ma sarà proprio Michele Balistreri tredici anni dopo a risolverlo insieme ad altre strane morti.

Costantini ci regala un thriller estremamente armonico, con una struttura ed una trama solide, con personaggi ben delineati e con richiami storici pertinenti e perfettamente integrati nel testo. La storia d’Italia e di Libia costituiscono un elemento importante di questo libro, ancor più rispetto al primo volume della trilogia. In questo secondo volume conosciamo meglio Balistreri, il suo passato, la sua arroganza, le motivazioni che l’hanno portato a diventare il poliziotto che ritroviamo nel primo volume. E questo commissario, nonostante la sua arroganza, il suo senso di superiorità e spregiudicatezza, i suoi modi tutt’altro che diplomatici, ci piace, forse proprio perché non è perfetto, anzi sono tante le cose da nascondere nel suo turbolento passato. E’ una lettura che consiglio vivamente, perché si tratta di un thriller storico davvero bello ed avvincente. Ovviamente consiglio di leggere prima il primo volume, “tu sei il male” di cui vi ho già parlato a questo link: http://ilsimposiodeilettori.blogspot.com/2016/11/recensione-roberto-costantini-tu-sei-il.h

Beh, che altro dirvi se non… buona lettura?

Opera recensita: “Alle radici del male” di Roberto Costantini

Editore: Marsilio, 2012

Genere: thriller

Ambientazione: Libia-Egitto-Italia

Pagine: 702

Prezzo: 19,50 €

Consigliato: sì.

 

venerdì 18 novembre 2016

RECENSIONE: ROBERTO COSTANTINI - TU SEI IL MALE


Sinossi:

Roma, 11 luglio 1982. La sera della vittoria italiana al Mundial spagnolo Elisa Sordi, giovane impiegata di una società immobiliare del Vaticano scompare

nel nulla. L'inchiesta viene affidata a Michele Balistreri, giovane commissario di Polizia dal passato oscuro. Arrogante e svogliato, Balistreri prende

sottogamba il caso, e solo quando il corpo di Elisa viene ritrovato sul greto del Tevere si butta a capofitto nelle indagini. Qualcosa però va storto e

il delitto rimarrà insoluto. Roma, 6 luglio 2006. Mentre gli azzurri battono la Francia ai Mondiali di Germania, Giovanna Sordi, madre di Elisa, si uccide

gettandosi dal balcone. Il commissario Balistreri, ora a capo della Sezione Speciale Stranieri della Capitale, tiene a bada i propri demoni a forza di

antidepressivi. Il suicidio dell'anziana donna alimenta i suoi rimorsi, spingendolo a riaprire l'inchiesta. Ma rendere finalmente giustizia a Elisa Sordi

dopo ventiquattro anni avrà un prezzo ben più alto del previsto. Balistreri dovrà portare alla luce una verità infinitamente peggiore del cumulo di menzogne

sotto cui è sepolta, e affrontare un male elusivo quanto tenace, che ha molteplici volti uno più spaventoso dell'altro.

 

“La verità è un cerchio”. Ecco la citazione che sintetizza meglio la trama e la struttura di “Tu sei il male”, primo libro della trilogia del male, con protagonista il commissario Michele Balistreri.

La storia si apre domenica 11 luglio 1982, a poche ore dalla finale del Mundial di Spagna disputata da Italia e Germania e molto attesa dagli italiani. Mentre il commissario Balistreri guarda la partita e pregusta una serata di bagordi, il suo amico Angelo Dioguardi riceve una telefonata dal cardinale per cui lavora. Il potente prelato gli annuncia la scomparsa della giovane Elisa Sordi, una dipendente di Dioguardi. Sia in quella circostanza che nei giorni successivi all’accaduto, il commissario Balistreri, troppo preso da se stesso e convinto di possedere un istinto infallibile, sottovaluta la scomparsa della giovane finchè questa non si rivela ben più che una bravata giovanile, ma un barbaro omicidio con tanto di annegamento nel Tevere. A questo punto l’impetuoso ed arrogante Balistreri è convinto di avere il colpevole in tasca, ma le sue azioni innescano una serie di bugie e disgrazie alla luce delle quali il caso risulterà irrisolto. Ventiquattro anni dopo, il ben più assennato e tormentato commissario è a capo di un’importante sezione della polizia, quella che si occupa dei reati in cui sono coinvolti stranieri. E’ per questo che Balistreri si ritrova ad indagare su un’escalation di omicidi di giovani donne, nei quali sono coinvolti degli immigrati rom e rumeni,  tutti legati tra loro e, come si scoprirà poi, con origini proprio in quel lontano 1982, fra i palazzi della Roma bene, tra un’aristocrazia in apparente declino ma in realtà molto influente, e la benevola ala protettrice del Vaticano. Tutto, alla fine, si concluderà in un cerchio di intrighi, vendetta, brama di potere, morte ed ineluttabilità. La stessa ineluttabilità di cui è pervaso tutto il romanzo, quel senso di impotenza che sente Balistreri di fronte ad un piano già scritto, geniale, ad un’ombra sfuggente che osserva e tesse la sua tela, ad un uomo invisibile, al male personificato.

In “tu sei il male” siamo di fronte ad una trama intricatissima che, più si va avanti nella lettura, più sembra irrisolvibile e si ha come l’impressione di girare intorno ad una verità inafferrabile. Ma alla fine, sebbene dopo molte peripezie, tutti i nodi vengono al pettine, tutti i tasselli vanno al loro posto e si ottiene un quadro triste, dove gli attori si usano l’un l’altro per soddisfare la loro malefica sete di vendetta e di potere. E poi ci sono i buoni: ci sono Corvu e Piccolo, i due vice di Balistreri, pazienti, efficenti, coraggiosi ed anche un po’ folli; c’è Linda Nardi, la giornalista inavvicinabile che dentro ha una storia tutta da scoprire; ci sono Angelo ed Alberto, così vicini a Balistreri eppure così diversi… e poi c’è proprio lui, il commissario con un passato oscuro, prima così superficiale, arrogante e così insopportabilmente pieno di sé e poi così prudente, controllato e profondamente tormentato dai fantasmi di un passato sempre troppo presente.

Davvero un buon thriller, questo di Costantini: vale decisamente la pena di leggere queste 668 pagine fitte di intrighi, crudeltà, razzismo, pregiudizi e segreti. Vale la pena sopportare il primo, presuntuoso Balistreri per scoprire chi ha ucciso Elisa, Samanta, Nadia e le altre donne; per capire se i preconcetti si possono superare e per risolvere il rebus delle lettere incise sulla pelle… Ma non vi svelo di più: dovete leggerlo! Un merito va a Roberto Costantini che ha costruito una storia labirintica ed ingarbugliata in grado di tenere incollati alle pagine senza mai cadere nel banale e senza mai far calare l’attenzione del lettore. Davvero una bella lettura!

 

 Opera recensita: “Tu sei il male” di Roberto Costantini

Editore: Marsilio, 2011

Genere: thriller

Ambientazione: Roma

Pagine: 668

Consigliato: sì.