simposio lettori copertina

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domenica 18 agosto 2019

RECENSIONE: TEA RANNO - L'AMURUSANZA


Sinossi:
Siamo in un piccolo borgo siciliano che, dall’alto di una collina, domina il mare: una comunità di cinquemila anime che si conoscono tutte per nome. Su un lato della piazza sorge la tabaccheria, un luogo magico dove si possono trovare, oltre alle sigarette, anche dolciumi e spezie, governato con amore da Costanzo e da sua moglie Agata. Sull’altro lato si affaccia il municipio, amministrato con altrettanto amore (ma per il denaro) dal sindaco “Occhi Janchi” e dalla sua cricca di “anime nere”, invischiata in diversi affari sporchi. Attorno a questi due poli brulica la vita del paese, un angolo di paradiso deturpato negli anni Cinquanta dalla costruzione di una grossa raffineria di petrolio.
Quando Costanzo muore all’improvviso, Agata, che è una delle donne più belle e desiderate del paese, viene presa di mira dalla cosca di Occhi Janchi, che, oltre a “fottere” lei, vuole fotterle la Saracina, il rigoglioso terreno coltivato ad aranci e limoni che è stato il vanto del marito. Ma la Tabbacchera non ha intenzione di stare a guardare. Attorno a lei si raccoglie, prima timida poi sempre più sfrontata, una serie di alleati: il professor Scianna, che in segreto scrive poesie e cova un sentimento proibito per la figlia di un amico, l’erborista Lisabetta, capace di preparare pietanze miracolose per la pancia e per l’anima, Lucietta detta “la piangimorti”, una zitella solitaria che nasconde risorse insospettate, e poi Roberto, Violante, don Bruno… una compagnia variopinta e ribelle di “anime rosse” che decide di sfidare il potere costituito a colpi di poesia, di gesti gentili e di buon cibo: in una parola, di amurusanze. Tra una tavolata imbandita con polpettine e frittelle afrodisiache e una dichiarazione d’amore capace di cambiare una fede, le sorti dei personaggi s’intrecciano sempre più, in un crescendo narrativo che corre impetuoso verso la deflagrazione.
Tea Ranno ha scritto il suo romanzo più solare, magico e sensuale: ha dato vita a una Dona Flor siciliana e l’ha calata in un’atmosfera fiabesca alla Chocolat; allo stesso tempo, con l’aiuto di un pizzico di realismo magico, ha raccontato una parabola attualissima di coraggio ed emancipazione, di una donna e di una comunità.

Commento:
E' difficile trovare un sinonimo che renda perfettamente il significato del termine Amurusanza… perché l'amurusanza è un sentimento fatto di mille cose, è l'insieme di gesti gentili, attenzioni, premure, affetto, conforto, considerazione per l'altro, chiunque esso sia; è una parola che sa di famiglia, di casa, che ricorda tempi, luoghi, sapori e profumi antichi, ma mai scordati.  L'amurusanza è uno stato d'animo. Lo sanno bene Costanzo e Agata, i tabbaccheri, che dall'interno del loro negozio infondono coraggio e spingono la gente a non piegarsi alle "lurderie" del sindaco, l'onnipresente e onnipotente avvocato Saverio Pallante, da tutti apostrofato come Eccellenza, ma segretamente denominato Occhi Janchi per quegli occhi da annegato che guardano solo con sentimenti malevoli e soggiogatori. E' contro di lui che la bella e giovane tabbacchera Agata dovrà combattere quando l'amatissimo marito Costanzo muore. E' contro l'uomo che ha strappato il cuore di suo marito nel tentativo di appropriarsi del suo terreno rigoglioso, la Saracina, che Agata dovrà lottare, ma contrariamente a quanto tutti avrebbero pensato, quella donna fiera e vulcanica non sarà sola. Le sue idee, il suo ardore, la sua bontà riusciranno a placare le lingue più affilati e lenire le ferite degli animi più provati dall'abbrutimento. E grazie a lei e ai suoi insperati nuovi amici, un nuovo volto per una comunità riunita e pacificata sarà forse possibile.
Sgorga travolgente e impetuoso, da queste pagine, l'entusiasmo di chi aggredisce la vita, di chi non ci sta ad essere comandato, soggiogato, sottomesso, di chi ha ancora tanto da dire e da dare, di chi ci crede che le cose possono cambiare davvero. Con quella luce abbagliante che permea ogni buon libro ambientato in questa terra, L'amurusanza ci offre una Sicilia viva, caparbia, volenterosa di liberarsi dalle corde che le stritolano il futuro. E solo con l'unione delle forze di tutti, è solo con la cultura, la solidarietà, il rispetto si potrà mettere fine una volta ancora al dispotico predominio dei tanti Occhi Janchi che ancora credono di poter spadroneggiare a spese della gente. L'amurusanza è un romanzo potente, sensuale, sanguigno, ma è anche dolcissimo e gustoso come un frutto maturo; ci regala sorrisi, ci fa emozionare, indignare, riflettere. A me è piaciuto tanto, ho fatto fatica a staccarmene, a chiuderlo, a lasciar andare Agata, Roberto, Franca, Violante, Scianna e tutti, tutti gli altri. E poi, come non restare abbagliati da questa scrittura così ricca, ricercata, delicata, perfetta? L'Amurusanza è uno di quei libri in cui la scrittura si fa presenza, personaggio, anima a se stante nel romanzo. Non conoscevo Tea Ranno prima di oggi se non di fama, ma ho adorato il suo modo sublime di raccontare una storia delicata, profonda e attualissima, perciò leggerò certamente altro di suo. Intanto, questo libro ve lo consiglio davvero caldamente.

Opera recensita: "L'amurusanza" di Tea Ranno
Editore: Mondadori, 2019
Genere: narrativa italiana
Ambientazione: Sicilia, 1994
Pagine: 360
Prezzo: 18,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 10.
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mercoledì 17 luglio 2019

RECENSIONE: ANDREA CEDROLA - CORPI DI PASSAGGIO


Sinossi:
Roma, 1953. Ines Astarelli è una ragazza come tante, figlia ventunenne di un falegname del Salario, prossima al matrimonio. Quando un giorno esce di casa senza dire dove va, nessuno si preoccupa, di certo sarà di ritorno entro l’ora di cena. Non vedendola rientrare, però, i famigliari cominciano a cercarla e poi avvisano Mariano Palumbo, il fidanzato poliziotto di stanza al Sud, che arriva appena in tempo per riconoscere un corpo ritrovato senza vita sulla spiaggia di Torvaianica, a pochi passi dalla riserva di caccia della Capocotta. Su quella riserva girano voci di festini a cui partecipano politici, uomini d’affari, attori, nobili e ragazze che si prostituiscono, festini a base di droga e sesso. Gerardo Conforti non è tra gli invitati, è solo l’autista di un principe, da quando è scappato a Roma per salvarsi dalla vendetta di Augusto Trovatore, aguzzino di suo padre nella Milano fascista. Non appena capisce che dietro la morte di Ines Astarelli potrebbe esserci proprio Augusto, il suo nemico giurato, Conforti comincia a raccogliere indizi per incastrarlo e liberarsi per sempre dalla sua ombra. Ambientato nella Roma degli anni Cinquanta, delle automobili di lusso, delle riviste patinate e delle prime star, di via Margutta e dei locali del centro, Corpi di passaggio dispiega un’indagine dettagliata e avvincente ispirata al caso Montesi, il primo caso giudiziario a rivelare nel nostro paese il legame tra soldi, potere e politica, un legame destinato a segnare il secondo Novecento. Dopo il successo della Collina, Andrea Cedrola torna a Gerardo Conforti, un personaggio imprevedibile che si muove decennio dopo decennio tra le pagine più oscure della storia italiana.

Commento:
Roma, aprile 1953. Il corpo di una ragazza viene ritrovato sulla spiaggia di Torvaianica. Non si sa come sia morta, non si sa se si sia suicidata o se qualcuno l'abbia uccisa, non si conoscono i motivi di questa morte. Il corpo è di Ines Astarelli, giovane, proveniente da una famiglia normale – divisa ma non più e non meno di molte altre -, fidanzata con Mariano Palumbo, poliziotto d'istanza a Potenza, il primo a sostenere che la giovane sia stata ammazzata. Di Ines sappiamo poco altro, le poche certezze che abbiamo su di lei affogano nell'ondata di congetture, illazioni, pontificazioni seguite al ritrovamento del suo corpo. Tuttavia ben presto crescono le voci che collegano questa morte alla Capocotta, una riserva di caccia vicina al luogo del ritrovamento del cadavere, nella quale spesso si ritrova una masnada di personaggi tanto illustri quanto dubbi: l'equivoco marchese Sparagna, l'inconsistente Piero Piccioni – l'ennesimo figlio di politico – e ancora l'imprenditore di dubbia fama Augusto Trovatore. Proprio su di lui ha dei sospetti – forse un po' tendenziosi, bisogna ammetterlo – Gerardo Conforti, l'autista di un principe che, convinto della colpevolezza di Trovatore, comincia a raccogliere indizi, fa pedinamenti, incontra persone, rischia la vita, il futuro e gli affetti. E' grazie a lui che oggi conosciamo questa vicenda: nel 2012, in occasione di un evento luttuoso, Conforti ormai vecchio racconta la storia alla nipote Katia con cui a sua volta ha un rapporto controverso. Tanti furono i sospettati per la morte di Ines Astarelli, incluso un ambiguo zio, come tanti furono i depistaggi, gli sviamenti provenienti dall'alto, espressione di una corruzione e un malcostume radicati e imperituri. Liberamente ispirandosi ad un reale caso giudiziario, il caso Montesi, Andrea Cedrola ci racconta una vicenda torbida, in cui soldi, potere, politica intrappolano le vite di chi vi si trova invischiato, rendendo le persone dei semplici corpi, un'accozzaglia di figure vuote, private della loro personalità, mere marionette, corpi di passaggio, pesci presi all'amo e trascinati nelle maglie di un sistema più grande e complesso. Leggendo la trama mi sarei aspettata un thriller adrenalinico, invece ho trovato un giallo dai tempi dilatati, elegante, sottile. Non posso dire che il cambio di velocità e di sottogenere mi sia dispiaciuto, perché la lettura si è trasformata in una sfida: nulla, in questo libro, è convenzionale. Non lo è il linguaggio sempre ricercato, non lo è lo stile cangiante e controverso, non lo sono i molti flash-back che rendono la lettura enigmatica e di non immediata comprensione. Corpi di passaggio è un giallo che non facilita il lettore distratto o superficiale, è un libro che per essere portato a termine necessita attenzione, come il migliore degli enigmi, dei rebus… o dei casi irrisolti. Lo consiglio a chi non si accontenta di un giallo da ombrellone, ma vuole andare in fondo alle cose.

Opera recensita: "Corpi di passaggio" di Andrea Cedrola
Editore: Fandango, 2019
Genere: giallo
Ambientazione: Roma, 1953-Cilento, 2012
Pagine: 332
Prezzo: 18,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 7,5.


martedì 5 dicembre 2017

RECENSIONE: ROBERTO COSTANTINI - LA MOGLIE PERFETTA


Sinossi:

Nel maggio del 2001, a Roma, due coppie, il professore italoamericano Victor Bonocore e la moglie Nicole Steele, il pubblico ministero Bianca Benigni e

il marito Nanni. Due matrimoni come tanti, a volte felici, a volte meno. Tra loro una ventenne pericolosa, Scarlett, sorella di Nicole. Intorno, la terra

di mezzo del Sordomuto e del Puncicone, gli appalti pubblici, il gioco d'azzardo, l'usura, e la morte atroce di una ragazza, Donatella. Sembra essere l'ennesimo

atto di violenza patito da una donna per mano di un uomo violento, l'assassino viene scoperto e giustizia è fatta. O forse no? Quando viene ucciso Victor

Bonocore, Michele Balistreri dirige la terza sezione della squadra Mobile e indaga insieme al pm Bianca Benigni. La miscela è esplosiva, le modalità di

conduzione dell'indagine contro le sorelle Steele sono fuori dai confini della legge e l'esito è disastroso. L'arresto di Scarlett e Nicole incrina le

relazioni tra Italia e Stati Uniti. Tutto finisce male. Nel 2011 una rivelazione inattesa spinge Balistreri a riaprire quel caso rimasto senza colpevoli.

Ma se non è tardi per la giustizia, forse lo è per l'amore e per la vita. O forse no.

 

Commento:

“La moglie perfetta” è il quarto giallo nato dalla penna di Roberto Costantini. Anche questo libro, come i tre precedenti, ha come protagonista il commissario Michele (o Mike) Balistreri, ma la sua figura, così preponderante nei primi tre gialli, qui risulta in secondo piano, quasi in tono minore. Al centro della scena, infatti, ci sono altre persone e, soprattutto, altre tematiche: se finora, nella “Trilogia del male”, il racconto si era concentrato sulle vicende storiche tra Italia e Libia, sugli intrighi di Vaticano, politica, economia e mafia – il tutto magistralmente intrecciato con le vicende personali di Balistreri – qui questi temi restano sullo sfondo, per lasciare spazio all’amore, alla coppia, ai delicati equilibri tra passione e rinuncia, tra dovere e piacere.

Per affrontare questo tema spinoso, Costantini affida la narrazione a vari personaggi: accanto a Balistreri, che conduceva la narrazione nei precedenti romanzi, qui parlano anche Nanni Annibaldi, lo psicologo esperto di terapia di coppia, e sua moglie Bianca Benigni, vero perno del romanzo, pubblico ministero integerrimo e moglie perfetta che, a contatto con Balistreri dovrà rivedere il proprio concetto di ferrea applicazione delle regole. Così, sullo sfondo delle lotte di potere nella “terra di mezzo” che hanno riempito le cronache degli ultimi anni e che hanno ispirato libri, film e serie Tv, si inserisce una storia torbida fatta di tradimenti, mezze verità, vite che si sgretolano e coups de téatre. A districare questa complicata matassa, a distanza di anni, c’è sempre lui, l’antieroe Michele Balistreri che ci dimostrerà che la realtà è sempre un po’ più complicata di come appare.

Con questo libro Costantini ha evidentemente voluto discostarsi dalla “Trilogia del male”, senza abbandonare il suo Balistreri, ma tracciando per lui una via nuova, intrigante ma insidiosa. Le differenze tra questo libro e i precedenti sono, perciò, sostanziali: abbiamo già parlato delle tematiche e dell’introduzione della narrazione corale; inoltre lo stacco temporale è sempre presente, ma il “presente” in questo caso ha una funzione più ridotta, solo chiarificatrice e risolutiva, non un vero, nuovo filone di indagine. Infine lo stesso Balistreri sembra voler mettere la testa a posto: nella sua vita, infatti, c’è una consapevolezza nuova, una ragione per non voler morire, per continuare a vivere, che per sessant’anni della sua vita non c’era. “La moglie perfetta” è quindi lo spartiacque verso una nuova vita di Balistreri che, tuttavia, speriamo di ritrovare agguerrito ed anticonformista anche nei prossimi libri. Lettura consigliata, da affrontare successivamente alla “Trilogia del male”: i libri non sono e non possono essere letti come romanzi a sé.

 

Opera recensita: “La moglie perfetta” di Roberto Costantini

Editore: Marsilio, 2016

Genere: giallo

Ambientazione: Roma, 2001-2011

Pagine: 447

Prezzo: 19,00 €

Consigliato: sì.