simposio lettori copertina

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lunedì 22 ottobre 2018

RECENSIONE: CRISTINA CABONI - LA STANZA DELLA TESSITRICE


Sinossi:
Bellagio è il luogo dove Camilla si è rifugiata per iniziare una nuova vita. Solo qui è libera di realizzare i suoi abiti capaci di infondere coraggio, creazioni che sono ben più di qualcosa da indossare e mostrare. Ma ora è costretta ad abbandonare tutto perché Marianne, la donna che l’ha cresciuta come una madre, ha bisogno del suo sostegno. È lei a mostrarle il contenuto di un antico baule, un abito che nasconde un segreto: vicino alle cuciture interne c’è un sacchetto che custodisce una frase di augurio per una vita felice. È l’unico indizio per ritrovare la sorella che Marianne non ha mai conosciuto. Camilla non ha mai visto nulla di simile, ma conosce la leggenda di Maribelle, una stilista che, all’epoca della seconda guerra mondiale, era famosa come «Tessitrice di sogni». Nei suoi capi erano nascosti i desideri e le speranze delle donne che li portavano. Maribelle è una figura che la affascina da sempre: si dice che sia morta nell’incendio del suo atelier parigino, circondata dalle sue creazioni. Camilla non sa quale sia il legame tra Maribelle e la sorella che Marianne vuole ritrovare. Ma sa che è disposta a fare di tutto per scoprirlo. Sente che la sua intuizione è giusta: Parigi è il luogo da dove iniziare le ricerche; stoffe, tessuti e bozzetti la strada da seguire. Una strada tortuosa, come complesso è ogni filo di una trama che viene da lontano. Perché i misteri da svelare sono a ogni angolo. Perché Maribelle ha lottato per affermare le proprie idee. Perché seguirne le orme significa per Camilla scavare dentro sé stessa, dove batte un cuore che anche l’ago più acuminato non può scalfire. Cristina Caboni è una delle voci più prestigiose e stimate del panorama letterario italiano. Con i suoi romanzi come, tra gli altri, Il sentiero dei profumi e La rilegatrice di storie perdute è entrata nel cuore dei lettori. Ora torna con un libro dove i fili del passato e del presente si intrecciano. Dove gli abiti sono pieni di significati misteriosi. Dove i destini di due donne si incontrano per far volare i sogni, senza paura.

Commento:
Come al solito, Cristina Caboni si conferma una garanzia in fatto di storie emozionanti. Le protagoniste dei suoi romanzi – Elena, Angelica, le Donati, Sofia, Clarice ed oggi Camilla, Marianne e Caterina – si fanno amare e ricordare perché sono donne intrepide e sensibili, coraggiose e delicate, racchiudono in loro l'essenza di ogni donna, sono come forse ognuna di noi sogna di essere. E poi è facile ritrovarsi nelle pagine scritte da Cristina Caboni perché gli "argomenti" che sfiora – i profumi, il miele, i fiori, i libri ed oggi i vestiti – sono fogli delicati del libro che sfogliamo ogni giorno, sono echi della parte più semplice e vera della nostra anima, sono frammenti della nostra vita. Un esempio? Vado sul personale: non sono mai stata una patita di moda, vestirmi glamour non è mai stato nelle mie priorità, però quando scelgo un capo d'abbigliamento amo sentire il tessuto sotto le dita, amo la sensazione di aderenza del tessuto al corpo, amo l'aspetto che l'abito mostra di me. Ebbene, è proprio di questo che parla "La stanza della tessitrice": parla di abiti, di tessuti, di fili che si intrecciano a tessere sogni, di donne che, al di là del tempo e delle avversità, si riconoscono tramite il loro coraggio di osare e di credere in se stesse… di crederci sempre, anche quando l'inadeguatezza, il senso di colpa, il terrore, l'incertezza sembrano soverchiarle.
Camilla e Caterina non si conoscono e non si conosceranno mai, eppure, attraverso Marianne, si riconoscono e si ritrovano in un tripudio di stoffe pregiate, seguendo il filo comune dellla loro storia. Un'altra emozione, dunque, altre donne, altre vicende, altre guerre dentro e fuori dall'anima… un altro libro in cui tuffarsi per ritrovare, ancora e ancora,  una parte di sé.


Opera recensita: "La stanza della tessitrice" di Cristina Caboni
Editore: Garzanti, 2018
Genere: narrativa italiana
Ambientazione: Sardegna-Milano-Parigi-provincia di Como
Pagine: 304
Prezzo: 18,60 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.


domenica 15 ottobre 2017

RECENSIONE: CRISTINA CABONI - LA RILEGATRICE DI STORIE PERDUTE


Sinossi:

Ecco, il libro è quasi pronto. «Avete terminato?» Annuisce, gli occhi sul libro. «Sì, maestro.» Qualcosa di dolce si spande dentro di lei. «Adesso sono

una rilegatrice?» «La migliore.» Ma sa che quel mondo le è interdetto. Perché lei è solo una donna. Un giorno però tutto cambierà, ne è sicura.

La copertina finemente lavorata avvolge le pagine ingiallite dal tempo. Sofia con gesti delicati ed esperti sfiora la pelle e la carta per restaurare il libro e riportarlo al suo antico splendore. La legatoria è la sua passione. Solo così riesce a non pensare alla sua vita che le sta scivolando di mano

giorno dopo giorno. Quando arriva il momento di lavorare sulle controguardie, il respiro di Sofia si ferma: al loro interno nascondono una sorpresa. Nascondono

una pagina scritta a mano: è la storia di una donna, Clarice, appassionata di arte e di libri. Un’abile rilegatrice vissuta nel primo Ottocento, quando

alle donne era proibito esercitare quella professione. Una donna che ha lottato per la sua indipendenza. Alla luce fioca di una candela ha affidato a quel libro un messaggio lanciato nel mare del tempo, e una sfida che può condurre a uno straordinario ritrovamento chi la raccoglierà. Sofia non può credere

al tesoro che ha tra le mani. Quella donna sembra parlare al suo cuore, ai suoi desideri traditi. È decisa a scoprire chi sia, e quale sia il suo segreto.

Ad aiutarla a far luce su questo mistero sarà Tomaso Leoni, un famoso cacciatore di libri antichi ed esperto di grafologia. Insieme seguono gli indizi

che trovano pagina dopo pagina, riga dopo riga, città dopo città. Sono i libri a sceglierci, e quel libro ha scelto Sofia. Dopo più di duecento anni, solo

lei può ridare voce a Clarice. E solo la storia di Clarice può ridare a Sofia la speranza che aveva perduto. Perché la strada per la libertà di una donna è piena di ostacoli, ma non bisogna mai smettere di mirare all’orizzonte.

 

Commento:

Sofia è una giovane donna che sta attraversando un momento di profonda crisi interiore: il suo matrimonio è agli sgoccioli, lei trova intollerabile la vita con il marito Alberto e, soprattutto, non sopporta di non riconoscersi più. Per amore ha rinunciato ai suoi sogni, ai suoi tanti interessi, alle amicizie, ai suoi amati libri. Ed è proprio in una libreria che Sofia trova un appiglio per andare avanti: un vecchio libraio le regala un libro antico e malconcio che al suo interno nasconde un segreto. Sarà tra quelle pagine che Sofia incontrerà Clarice, un’anima affine alla sua, che ha una storia segreta ed emozionante da raccontare al mondo. A Sofia e a Tomaso, il grafologo che l’aiuterà in questa missione, il compito di portare alla luce un mondo di soprusi, violenze domestiche, ingiustizie sociali che per troppo tempo è rimasto celato.  In Clarice Sofia troverà un’amica, una confidente silenziosa, un esempio da seguire; in Tomaso, invece, troverà l’appoggio e la complicità che le sono sempre mancati… in tutta questa vicenda Sofia imparerà a percorrere senza incertezze il cammino verso se stessa.

Cristina Caboni è, ad oggi, una delle mie autrici italiane contemporanee preferite perché riesce a raccontare i sentimenti con la semplicità e la passione di chi li sente sulla sua pelle. Questo suo quarto romanzo, poi, è una chicca perché racchiude in sé tutto il fascino misterioso e senza tempo dei libri. Tra queste pagine si nasconde una storia intima che emoziona ed avvolge come una carezza… una carezza preziosa e potente come la carta che custodisce sempre nuove emozioni! Penso che chiunque ami i libri, antichi e moderni, non potrà non apprezzare questa lettura!

 

 

Opera recensita: “La rilegatrice di storie perdute” di Cristina Caboni

Editore: Garzanti, 2017

Genere: narrativa italiana

Ambientazione: Roma-Monaco-Vienna

Pagine: 296

Prezzo: 17,60 €

Consigliato: sì.

 

lunedì 26 dicembre 2016

RECENSIONE: CRISTINA CABONI - IL GIARDINO DEI FIORI SEGRETI


Sinossi:

Londra, Chelsea Flower Show, la più grande mostra di fiori del mondo. Sotto gli archi carichi di rose, Iris Donati è felice: fra le piante si sente a casa.

Una casa vera, quella che non ha mai avuto, perché fin da piccola ha vissuto in giro per il mondo sola con il padre. Mentre si china per osservare meglio

una composizione, Iris rimane paralizzata. Si trova di fronte due occhi uguali ai suoi. Gli stessi capelli castani. Lo stesso viso. La ragazza che ha davanti

è identica a lei. Viola è il suo nome. Anche lei ama i fiori e i suoi bouquet sono fra i più ricercati di Londra. Tutte le certezze di Iris crollano in

un istante. Quella ragazza è la sua sorella gemella. Sono state divise da piccolissime, e per vent’anni nessuna delle due ha mai saputo dell’esistenza

dell’altra. Perché? Ora che sono di nuovo riunite, Iris e Viola devono scoprirlo. Il segreto si nasconde in Italia, a Volterra, dove sono nate. Tra viali

di cipressi e verdi declivi, sorge un’antica dimora circondata da un giardino sconfinato. È qui che i Donati vivono da generazioni. Ed è qui che Giulia

Donati, la loro nonna, le aspetta. Solo lei può spiegare davvero perché sono state separate e aiutarle a trovare il sentiero giusto per compiere il loro

destino. Iris e Viola non lo sanno, ma ogni coppia di gemelle della famiglia, da secoli, ha un compito da svolgere per salvaguardare la sopravvivenza del

giardino. Devono imparare cosa significa prendersene cura, e soprattutto devono capire il suo grande potere: quello di curare l’anima. Ma c’è un mistero

che affonda le radici nel passato della famiglia Donati, e che sta uccidendo il giardino. Solo Iris e Viola possono salvarlo. C’è una rosa nascosta che

può spiegare tutto: perché è attraverso le spine che nasce il cuore più prezioso. Dopo il grande successo di Il sentiero dei profumi e La custode del miele

e delle api, bestseller per settimane nelle classifiche italiane e straniere, Cristina Caboni ci trasporta in una nuova, indimenticabile storia tra i canali

di Amsterdam, i giardini londinesi e le lussureggianti colline toscane. Il giardino dei fiori segreti è la storia di un legame spezzato. Di due ragazze

che ritrovano le loro radici. Perché anche il bocciolo più indifeso può fiorire di petali pieni d’amore.

 

Sono stati scritti tanti libri sui fiori e su chi li coltiva e li ama, ma “il giardino dei fiori segreti” è il migliore fra quelli che ho letto finora perché è in grado di toccare il cuore con delicatezza, come fosse una brezza leggera.

Iris vive ad Amsterdam, ha un lavoro precario in una rivista e di notte pianta aiuole di nascosto in giro per la città. Ha girato il mondo seguendo il lavoro del padre, senza potersi fermare in un luogo per più di un anno: questo l’ha fatta diventare molto tollerante, ma non le ha consentito di avere amicizie stabili.

Viola vive a Londra con la madre, fa la flower designer, è impulsiva, insicura e diffidente.

Iris e Viola sono identiche, due gocce d’acqua: sono gemelle, ma non sanno nulla l’una dell’altra. Sono state separate quand’erano molto piccole e subiscono le scelte pesanti dei loro genitori. Per un caso, un incontro fortuito le due ragazze si conoscono, sono sconvolte dalla loro somiglianza e non riescono a non pensare l’una all’altra, non possono non farsi e fare domande a Francesco e Claudia, i loro genitori che, loro malgrado, sono così costretti a riaprire vecchie ferite. Quando, complice la malattia della nonna paterna, le due ragazze si incontrano, comincia un percorso accidentato fatto di scoperte, rivelazioni, segreti taciuti, ma soprattutto di fiori e giardini da salvare. Iris e Viola, infatti, sono le discendenti dei Donati, un’importante famiglia che da sempre si dedica ai fiori, ai giardini, al soccorso dei viandanti attraverso dei semi di cui prendersi cura. E’ a Volterra, alla Spinosa, che Iris e Viola si conoscono, è lì che devono cercare le radici di una famiglia che non sapevano di avere, è lì che le loro mani serviranno a salvare il giardino, quel famoso giardino un tempo fiorito e rigoglioso ed ora spoglio e morente.

Ma le ragazze non possono fare nulla senza l’aiuto di Giulia, la loro nonna, da sempre rinchiusa in quella tenuta, troppo orgogliosa o troppo spaventata per permettere ad altri di avvicinarsi al suo segreto. Ma cosa succede, davvero, al giardino della Spinosa? E qual è il segreto di Giulia? E chi è la misteriosa Bianca Donati? Cosa le è successo?

Come già ne “il sentiero dei profumi” e ne “la custode del miele e delle api”, Cristina Caboni ci conduce alla scoperta della natura, della sua bellezza e dei suoi mille piccoli segreti e lo fa con la consueta delicatezza e maestria. E’ così che nascono storie fantastiche in grado di trasportarci in un mondo parallelo, al contempo reale e fatato, in cui la forza dei sentimenti e la purezza delle anime possono superare ogni difficoltà. Anche in questo caso la scrittura è leggiadra ed insieme intensa, come un petalo profumato che sorprende per la sua leggerezza ed impressiona per la fragranza che custodisce. E’ con questa delicatezza che ci avviciniamo, quasi in punta di piedi, alle storie di Iris, Viola, Bianca, Francesco e di tutta la famiglia Donati. Storie che ci entrano dentro e che non scorderemo più.

Lettura consigliata, questo è ovvio. Libro letto in una notte e finito troppo in fretta… perché ognittanto si ha proprio bisogno di immergersi in un po’ di dolcezza.

 

Opera recensita: “il giardino dei fiori segreti” di Cristina Caboni

Editore: Garzanti, 2016

Genere: narrativa italiana

Ambientazione: Amsterdam – Londra – Volterra

Pagine: 360

Prezzo: 16,90 €

Consigliato: sì.

 

mercoledì 8 giugno 2016

RECENSIONE: CRISTINA CABONI - LA CUSTODE DEL MIELE E DELLE API


Sinossi:

Angelica non è mai riuscita a mettere radici. Non ha mai voluto legarsi a niente e nessuno, sempre pronta a fuggire da tutto per paura. C'è un unico posto dove si sente a casa, ed è tra le sue api. Avvolta dal quieto vibrare delle loro ali e dal profumo intenso del miele che cola dalle arnie, Angelica sa di essere protetta e amata. È un'apicultrice itinerante e il miele è la sola voce con cui riesce a far parlare le sue emozioni. Perché il miele di lavanda può calmare un animo in tempesta e quello di acacia può far ritrovare il sorriso. E Angelica sa sempre trovare quello giusto per tutti, è il suo dono speciale. A insegnarglielo è stata Margherita, la donna che le ha fatto da madre durante l'infanzia, quando viveva su un'isola spazzata dal vento al largo della Sardegna. Dopo essere stata portata via da lì, Angelica ha chiuso il suo cuore e non è più riuscita a fermarsi a lungo in nessun luogo.
Ma adesso il destino ha deciso di darle un'altra possibilità. C'è un'eredità che la aspetta là dove tutto è cominciato, su quell'isola dove è stata felice. C'è una casa che sorge fra le rose più profumate, un albero che nasconde un segreto prezioso e un compito da portare a termine. E c'è solo una persona che può aiutarla: Nicola. Un uomo misterioso, ma che conosce tutte le paure che si rifugiano nei grandi occhi di Angelica. Solo lui può curare le sue ferite, darle il coraggio e, finalmente, farle ritrovare la sua vera casa. L'unico posto dove il cuore può essere davvero libero.
Dopo lo strabiliante successo del Sentiero dei profumi, un bestseller adorato dai lettori e dalla stampa, venduto in tutto il mondo e che ha conquistato la vetta di tutte le classifiche italiane e straniere, Cristina Caboni ci regala un nuovo prezioso gioiello. Un romanzo emozionante e pieno di vita. Una storia che ci prende la mano e ci porta dove i nostri sogni possono aprire la porta all'amore.

 

Come promesso, eccomi qui a parlarvi de “La custode del miele e delle api”, secondo romanzo della scrittrice sarda Cristina Caboni. Ho appena terminato la lettura e sono ancora immersa nelle tante emozioni che queste pagine così intense mi hanno lasciato. Il primo romanzo, “il sentiero dei profumi” mi era piaciuto per l’interesse suscitato in me dal tema (i profumi, appunto) e perché era ambientato tra Firenze e Parigi, due città che mi affascinano; questo secondo libro, invece, mi ha colpito perché l’ho sentito più vivo, più reale. Se ricordate, infatti, avevo descritto “il sentiero dei profumi” come una bella fiaba perché la storia di Elena era bellissima, ma forse troppo fiabesca, appunto, per essere vissuta nei nostri giorni. In “La custode del miele e delle api”, invece, si sente tutta l’amarezza della realtà del nostro mondo, quello fatto di abusi, interessi economici e logiche di potere contro cui bisogna lottare ogni giorno per impedire che prevalgano sulle nostre radici, sulla storia del nostro territorio, qualunque esso sia. La storia di Angelica, infatti, è ambientata ad Abbadulche, un piccolo villaggio su un’isola della Sardegna, nelle cui vicissitudini possiamo vedere ciò che accade, purtroppo, in tanti posti della nostra bella Italia.

Ma “La custode del miele è delle api” racconta la storia di tante donne tenaci, che con coraggio riescono ad emergere dal loro buio interiore, lottando contro la prevaricazione che viene da fuori e l’ombra più grande e minacciosa che viene dal loro interno. E’ questo che fanno Angelica, Maria, Sofia, Pina, Gigliola e tutte le protagoniste di questo splendido libro. Ed è quello che fa anche Nicola, bello e tormentato, che deve ritrovare il suo equilibrio e fare ordine nei suoi sentimenti. Ci riusciranno lui ed Angelica? Riusciranno a guardare al passato senza paura, a dissipare le ombre e sciogliere il ghiaccio che imprigiona il loro cuore? Sarà più forte il loro legame o gli ostacoli, le incomprensioni, l’orgoglio?

Ci sono, a ben guardare, dei punti in comune con il primo romanzo: le due protagoniste, per esempio, si somigliano. Entrambe sono restie a fidarsi degli altri, a lasciarsi amare; entrambe hanno problemi con il loro passato: non vorrebbero affrontarlo, ma non riescono a lasciarselo alle spalle. E poi sia in “il sentiero dei profumi” sia in “la custode del miele e delle api” si sente il legame con il passato, con la tradizione, le radici, la storia. E tutto è condito da un profumo di fiori, di acqua, di terra. Nei suoi romanzi Cristina Caboni ci dona il suo, personale, amore per la natura che ci avvolge, cura e protegge e che, allo stesso tempo, va amata e salvaguardata. In questo romanzo, in particolare, l’autrice ci porta nella sua Sardegna e nel suo mondo, quello delle api e del miele, ci guida alla scoperta dei poteri di questo nettare dolce che dà coraggio, forza, sostegno, felicità. Cosa dire di più? Leggetelo, è bellissimo!

 

Opera recensita: “la custode del miele e delle api” di Cristina Caboni

Editore: Garzanti, narratori moderni, 2015

Genere: narrativa italiana

Ambientazione: Sardegna

Pagine: 360

Consigliato: sì.

 

 

mercoledì 18 maggio 2016

RECENSIONE: CRISTINA CABONI - IL SENTIERO DEI PROFUMI


Sinossi:

ELENA NON SI FIDA DI NESSUNO. HA PERSO OGNI CERTEZZA E NON CREDE PIù NELL'AMORE. SOLO QUANDO CREA I SUOI PROFUMI RIESCE AD ALLONTANARE TUTTE LE INSICUREZZE. SOLO AVVOLTA DALLE ESSENZE DEI FIORI, DEI LEGNI E DELLE SPEZIE SA COME SCONFIGGERE LE SUE PAURE. I PROFUMI SONO IL SUO SENTIERO VERSO IL CUORE DELLE PERSONE. PARLANO DEI PENSIERI PIù PROFONDI, DELLE SPERANZE PIù NASCOSTE: L'IRIS REGALA FIDUCIA, LA MIMOSA DONA LA FELICITà, LA VANIGLIA PROTEGGE, LA GINESTRA AIUTA A NON DARSI PER VINTI MAI. ED ELENA DA SEMPRE HA IMPARATO A ESSERE FORTE. DAL GIORNO IN CUI LA MADRE SE N'è ANDATA VIA, ABBANDONANDOLA QUANDO ERA SOLO UNA RAGAZZINA IN CERCA DI AFFETTO E CAREZZE. DA ALLORA HA POTUTO CONTARE SOLO SU Sé STESSA. DA ALLORA HA CHIUSO LE PORTE DELLE SUE EMOZIONI. ADESSO CHE HA VENTISEI ANNI IL DESTINO CONTINUA A METTERLA ALLA PROVA, MA IL SUO DONO SPECIALE LE INDICA LA STRADA DA SEGUIRE. UNA STRADA CHE LA PORTA A PARIGI IN UNA DELLE MAGGIORI BOTTEGHE DELLA CITTà, DOVE LE FRAGRANZE SI PREPARANO ANCORA SECONDO L'ANTICA ARTE DEI PROFUMIERI. LE SUE CREAZIONI IN POCO TEMPO CONQUISTANO TUTTI. ELENA HA UN MODO UNICO DI CAPIRE ED ESAUDIRE I DESIDERI: è IN GRADO DI REALIZZARE IL PROFUMO GIUSTO PER RICONQUISTARE UN AMORE PERDUTO, PER SUPERARE LA TIMIDEZZA, PER RITROVARE LA SERENITà. MA NON è ANCORA RIUSCITA A CREARE L'ESSENZA PER FARE PACE CON IL SUO PASSATO, PER AVERE IL CORAGGIO DI PERDONARE. C'è UN'UNICA PERSONA CHE HA LA CHIAVE PER ENTRARE NELLE PIEGHE DELLA SUA ANIMA E GUARIRE LE SUE FERITE: CAIL. Cail che conosce la fragilità di un fiore e sa come proteggerlo e amarlo. Perché anche il seme più acerbo, quando il sole arriva a riscaldarlo, trova la forza di sbocciare.
Il sentiero dei profumi è un debutto italiano che è già un fenomeno editoriale internazionale. Conteso in patria dagli editori, è stato venduto in tutta Europa. Cristina Caboni è un'autrice che conquista ed emoziona, che commuove e stupisce. E lo fa con una storia indimenticabile sulle insicurezze dell'animo umano e sul coraggio per affrontarle. Sulle cicatrici del passato che solo l'amore più profondo può rimarginare.

Bello, bello bello! Questo libro è una fiaba profumata, una storia sospesa tra antico e moderno, tra i profumi standardizzati dell’industria moderna e quelli personalissimi, che sanno di altri tempi.
Con grande maestria, Cristina Caboni, in questo romanzo d’esordio, ci conduce in punta di piedi in un mondo delicato, che si regge su un equilibrio in continuo mutamento, come l’essenza di un profumo: un soffio di vento potrebbe cambiare tutto. Ed è così che impariamo a conoscere Elena Rossini, la protagonista di questa bella storia. Elena è insicura, indecisa, ma anche testarda; discende da una famiglia di profumiere fiorentine, tutte impegnate a cercare la “ricetta” del profumo perfetto. Per tanto tempo Elena ha rinnegato il suo talento, ma la vita ha un sentiero già tracciato per ognuno di noi e quello di Elena è riconoscere, analizzare, creare il profumo. La storia si sviluppa tra Firenze e Parigi, due città di per sé magiche che danno proprio l’impressione di vivere tra presente e passato. Tutto parte dal momento in cui Elena scopre di essere stata tradita dal suo ex. Per risollevarle il morale la sua migliore amica le offre un alloggio e un lavoro a Parigi proprio come profumiera. Da qui comincerà per Elena un periodo difficile, come ce ne sono nella vita di ognuno di noi, fatto di alti e bassi, di montagne da scalare, di armi da affilare, ma anche di momenti belli, di sentimenti da coltivare, da trattare con cura perché sono fragili come petali di rosa.
Se leggiamo questo libro con gli occhi disillusi di chi vive nel nostro tempo, la fiaba di Elena potrà anche sembrare troppo bella per essere vera… ma in fin dei conti i libri sono fatti anche per farci sperare. Quindi… cosa ci impedisce di sognare un po’? Grazie a Cristina Caboni per questa bella fiaba moderna! E presto vi parlerò anche del suo ultimo romanzo, “La custode del miele e delle api” che si preannuncia altrettanto emozionante!

 

 
Opera recensita: “il sentiero dei profumi” di Cristina Caboni

Editore: Garzanti (Narratori moderni), 2014

Genere: narrativa italiana
Ambientazione: Firenze, Parigi
Pagine: 400

Consigliato: sìììì!