simposio lettori copertina

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sabato 22 settembre 2018

RECENSIONE: ANNA DALTON - L'APPRENDISTA GENIALE


Sinossi:
Andrea attraversa il cancello del college correndo, mentre la vista di Venezia si perde all’orizzonte. È in ritardo e ancora più maldestra del solito con il pesante borsone sulle spalle. In tasca stringe tra le mani un fogliettino di carta con su scarabocchiato scrivi, scrivi, scrivi. Tre semplici parole che la madre le ha insegnato quando era una bambina e che le danno sicurezza. Parole che, ancora adesso, la guidano verso il suo sogno: diventare una giornalista. Perché, dal giorno in cui è riuscita a tenere la penna in mano, Andrea ha riempito fogli e fogli scrivendo su tutto. Ora finalmente è entrata in una delle scuole di giornalismo più prestigiose. Ci è riuscita solo grazie a una borsa di studio per i suoi ottimi voti. Ma lì quello che ha imparato non basta. Perché tra quelle aule l’ambizione guida ogni cosa e gli studenti sono pronti a tutto per ostacolarla. Per fortuna, accanto a lei, ci sono tre amici che non si sono fermati davanti alla sua timidezza. C’è Marylin che veste sempre di nero, Andre che le sta dietro come la sua ombra. E soprattutto c’è l’enigmatico ragazzo che si fa chiamare Joker. Dietro il suo enorme sorriso si nasconde un segreto che il cuore di Andrea vorrebbe svelare. Con loro accanto si sente più decisa. Eppure la posta in gioco è molto alta. Diventare una giornalista per lei significa tutto. Adesso deve attaccarsi sempre più forte al suo desiderio. Perché non può deludere chi le fa fatto promettere di difenderlo.

Commento:
Andrea, 18 anni, una passione per il fantasy, un'attitudine innata per lo scrivere, una timidezza che la blocca e un grande sogno: quello di diventare una giornalista. E' questo sogno che la guida e la induce a superare qualunque difficoltà, presa in giro, umiliazione. E' questo sogno che la conduce nella laguna veneta, sull'Isola dei Santi, in un prestigioso college che, se lei dimostrerà di meritarlo, la farà diventare una professionista. Non sarà facile: essere brava non basta… bisognerà essere la migliore, bisognerà imparare ad affrontare le difficoltà – anche quelle che ci creiamo noi con le nostre paranoie, anche quelle ataviche che ci frenano da sempre – e cominciare a vivere davvero. E sarà proprio nel college che Andrea scoprirà che cosa vuol dire amicizia, amore, lavoro duro e vita vera. In questo libro frizzante, ma non banale, la chiave di tutto sono i personaggi, o meglio, le persone: Anna Dalton li caratterizza con perizia creando un microcosmo assolutamente realistico che ruota intorno alla protagonista, la arricchisce e la svela prima di tutto a se stessa e poi a noi. Il risultato è una storia semplice, ma d'impatto, specie per chi, come la sottoscritta, ha passato da poco la fase in cui oggi si trovano i protagonisti, ha vissuto in uno studentato e conosce le dinamiche e la competitività dell'ambiente universitario. Ambiente tutt'altro che facile se, come Andrea, non si ha la sfrontatezza necessaria a non lasciarsi sopraffare e veder distrutte autostima e speranze.
Libro consigliato, lettura piacevole che mi ha tenuto molta compagnia in una notte insonne. Buona la prima per questo esordio all'insegna dei sentimenti semplici, ma forti.

Opera recensita: "L'apprendista geniale" di Anna Dalton
Editore: Garzanti, 2018
Genere: narrativa italiana
Ambientazione: Venezia
Pagine: 270
Prezzo: 16,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.

giovedì 12 luglio 2018

RECENSIONE: CHIARA PARENTI - PER LANCIARSI DALLE STELLE


Sinossi:

Fai almeno una volta al giorno una cosa che ti spaventi e vedrai che troverai la forza per farne altre. Sono queste le parole che Sole trova nella lettera

che la sua migliore amica le ha scritto poco prima di ripartire per Parigi, subito dopo l’unico litigio della loro vita. Quel litigio di cui Sole si pentirà

per sempre, perché non rivedrà mai più Stella, la persona più importante per lei. Sole non smette di guardare quel foglio perché, anche se ha solo venticinque

anni, non c’è nulla di più difficile per lei che superare le proprie paure. Sa che, se le tiene strette a sé, non c’è nulla da rischiare: il lavoro sicuro

per cui ha rinunciato al sogno di fare l’università; il primo bacio mai dato perché è meno pericoloso immaginarlo tra le pagine di un libro che viverlo

realmente. Ma ora Sole non può più aspettare. Lo deve alla sua amica. Così per cento giorni affronta una paura alla volta: dal lanciarsi con il paracadute

al salire sulle montagne russe; dall’attraversare un bosco sotto il cielo stellato al fare un viaggio da sola a Parigi. Giorno dopo giorno, scopre il piacere

dell’imprevisto e dell’adrenalina che le fa battere il cuore. A sostenerla c’è Samanta, un’adolescente in lotta con il mondo che ha paura persino della

sua immagine riflessa. Rivedendosi in lei, Sole prova a smuovere la sua insicurezza e a insegnarle ciò che ha appena imparato: è normale avere paura, quello

che serve è solo un unico, singolo, magnifico istante senza di essa. Ma c’è un unico istante che Sole non è ancora pronta a vivere. L’istante in cui deve

confessare la verità al ragazzo di cui è da sempre innamorata. Una prova più difficile di tutte le altre. Perché anche l’amore può vestirsi d’abitudine

e confondere. E per amare davvero bisogna essere pronti a mettersi in gioco. Perché persino i sogni possono cambiare quando sono solo una favola.

Dopo il successo della Voce nascosta delle pietre, Chiara Parenti regala ai suoi lettori un nuovo romanzo che ci insegna a guardare dentro noi stessi.

Una storia sull’importanza di assaporare ogni attimo, di non perdere le occasioni della vita. Una storia sull’amicizia che quando è sincera scava dentro

anche se fa male. Una storia sul coraggio di guardare oltre la paura per toccare le stelle.

 

Commento:

La paura è un vestito troppo stretto che talvolta tiene caldi, ma talvolta soffoca. Lo sa bene Sole che con la paura ha convissuto per venticinque anni, e lo sa bene Stella, la sua migliore amica così diversa da lei e così vitale. Un bel giorno, per un motivo tutto sommato futile, Sole e Stella litigano, volano accuse pesanti e le due smettono di parlarsi. Qualche giorno dopo, però, Stella muore tragicamente e, tra il senso di colpa e il dolore di aver perso la persona cui più teneva al mondo, Sole legge la lettera che l’amica le aveva scritto in un tentativo di riappacificazione. Le toccanti parole dell’amica spingono Sole a provarci, a entrare dentro le proprie paure, a passarci attraverso e finalmente a liberarsene. Così, con l’aiuto di vecchi e nuovi amici, intraprende un progetto che la porterà ad affrontare sfide sempre nuove e ad ispirare altre persone.

Quella di Sole è una bella storia perché è un po’ la storia di tanti di noi: chi, infatti, non ha avuto, almeno una volta, paura di qualcosa? Da questa storia impariamo che le paure vanno affrontate facendo proprio ciò che le scatena; impariamo che un piccolo rischio a volte può schiudere mondi nuovi; impariamo che la vita va vissuta perché siamo vivi e perché non possiamo mai dirci “ho tempo”. Un libro intenso, una lettura gradevolissima che fa riflettere. Consigliato, senza dubbio, a tutti… ma specialmente a chi vive e soffre frenato dalle proprie – o dalle altrui – paure.

 

 

Opera recensita: “Per lanciarsi dalle stelle” di Chiara Parenti

Editore: Garzanti, 2018

Genere: narrativa italiana

Ambientazione: Molise-Parigi-Milano

Pagine: 345

Prezzo: 16,90 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5.

 

domenica 6 agosto 2017

RECENSIONE: IDRA NOVEY - LA DONNA CHE SPARì CON UN LIBRO


Sinossi:

È l’ora di pranzo in un piccolo parco della periferia di Copacabana. Una donna rotondetta con i capelli grigi legati sulla nuca si ferma sotto un mandorlo.

In mano ha una valigia e in bocca un sigaro. Sale su un ramo dell’albero e lentamente si inerpica fino in cima. Questa è l’ultima volta che Beatriz Yagoda,

famosa scrittrice brasiliana, è stata vista. Di lei non c’è più traccia. Emma Neufeld però, la sua traduttrice americana, non è convinta. La scena della

scomparsa ricorda troppo da vicino uno dei primi racconti della sua autrice. Una donna che non lascia mai niente al caso. Beatriz è per lei una seconda

madre, una maestra di vita. Non può essere semplicemente sparita. Deve trovarla, e l’unico modo è prendere il primo aereo per Rio de Janeiro e mettersi

sulle sue tracce. Lei è l’unica che può decifrare tutti gli indizi. Quando arriva in Brasile però Emma scopre di non essere sola. Alla disperata ricerca

di Beatriz ci sono anche i suoi due figli, Raquel e Markus, e Rocha, il suo editore, deciso ad approfittare il più possibile dell’attenzione dei media.

Trascinata dall’imprevedibile corso degli eventi, l’improbabile brigata si trova ben presto riunita in un albergo a Salvador de Bahia. Ma cercare di decifrare

le tracce che Beatriz ha disseminato nei suoi libri si rivela più pericoloso del previsto. Perché anche un pericoloso aguzzino sta cercando la famosa scrittrice

per un debito di gioco. E trovarla potrebbe anche significare ucciderla… La donna che sparì con un libro è l’esordio sublime di una voce unica nel suo

genere. Appena uscito negli Stati Uniti è stato celebrato come uno dei libri più originali e innovativi dalla critica più prestigios,a e il «New York Times»

l’ha definito la scoperta dell’anno. Idra Novey, scrittrice e poetessa, sa regalarci un’avventura letteraria densa e originale che mescola magia e mistero

con calibrate pennellate di stile. Un romanzo sui libri e chi ama scrivere, ma ancora di più per chi ama leggere.

 

Commento:

Prima prova romanzesca per una scrittrice e poetessa brasiliana, Idra Novey. “La donna che sparì con un libro” è un giallo che induce alla riflessione: è la storia di Beatriz, una scrittrice piena di debiti di gioco che decide di scomparire e lo fa in modo spettacolare, seguendo le scene descritte nei suoi libri.

La cercano in tanti e non tutti hanno fini pacifici: c’è anche chi, infatti, è disposto a uccidere per vedere soddisfatto il suo credito… perciò non è solo Beatriz ad essere in pericolo.

Il mio giudizio? Beh, questo libro prometteva bene, ma poi, a lettura ultimata, devo dire che mi ha un po’ delusa. Lo definirei un libro in fieri, un libro che forse avrebbe meritato qualche pagina in più, qualche dettaglio, approfondimento… andava reso più organico. La mia opinione, infatti, è che sia un libro potenzialmente ricco di contenuti che però restano accennati, nebulosi. Che sia una scelta dell’autrice? A me quest’aspetto non è piaciuto, perciò non lo consiglio né lo boccio… resta nel limbo. Un appunto di pregio deve essere fatto all’ambientazione: è il primo poliziesco ambientato in Brasile che mi capita di leggere e devo dire che mi ha incuriosita, mi piacerebbe saperne di più di questo Paese con tutte le sue controversie.

 

Opera recensita: “La donna che sparì con un libro” di Idra Novey

Editore: Garzanti, 2017

Genere: narrativa internazionale

Ambientazione: Brasile

Pagine: 246

Prezzo: 17,60 €

Consigliato: sì/no.

 

giovedì 27 luglio 2017

RECENSIONE: ALICE BASSO - NON DITELO ALLO SCRITTORE


Sinossi:

A Vani basta notare un tic, una lieve flessione della voce, uno strano modo di camminare per sapere cosa c’è nella testa delle persone. Una empatia innata

che Vani mal sopporta, visto il suo odio per qualunque essere vivente le stia intorno. Una capacità speciale che però è fondamentale nel suo mestiere.

Perché Vani è una ghostwriter. Presta le sue parole ad autori che in realtà non hanno scritto i loro libri. Si mette nei loro panni. Un lavoro complicato

di cui non può parlare con nessuno. Solo il suo capo sa bene qual è ruolo di Vani nella casa editrice. E sa bene che il compito che le ha affidato è più

di una sfida: deve scovare un suo simile, un altro ghostwriter che si cela dietro uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana. Solo Vani

può trovarlo, seguendo il suo intuito che non l’abbandona mai. Solo lei può farlo uscire dall’ombra. Ma per renderlo un comunicatore perfetto, lei che

ama solo la compagnia dei suoi libri e veste sempre di nero, ha bisogno del fascino ammaliatore di Riccardo. Lo stesso scrittore che le ha spezzato il

cuore, che ora è pronto a tutto per riconquistarla. Vani deve stare attenta a non lasciarsi incantare dai suoi gesti. Eppure ha ben altro a cui pensare.

Il commissario Berganza, con cui collabora, è sicuro che lei sia l’unica a poter scoprire come un boss della malavita agli arresti domiciliari riesca comunque

a guidare i suoi traffici. Come è sicuro che sia arrivato il momento di mettere tutte le carte in tavola con Vani. Con nessun’altra donna riuscirà mai

a parlare di Chandler, Agatha Christie e Simenon come con lei. E quando la vita del commissario è in pericolo, Vani rischia tutto per salvarlo. Senza sapere

come mai l’abbia fatto. Forse perché, come ha imparato leggendo La lettera scarlatta e Cyrano de Bergerac, ogni uomo aspira a qualcosa di più grande, che

rompa ogni schema della razionalità e della logica. Vani è ormai uno dei personaggi più amati dai lettori italiani. Dopo il successo dell’Imprevedibile

piano della scrittrice senza nome e di Scrivere è un mestiere pericoloso, Alice Basso torna con la perfezione e l’originalità di uno stile che le ha portato

l’ammirazione della stampa più autorevole. Un nuovo romanzo, stesse caratteristiche imperdibili: libri, indagini, amore e una protagonista che diventerà

come un’amica un po’ strana che non riuscirete più ad abbandonare.

 

Commento:

Dopo “L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome” e “Scrivere è un mestiere pericoloso”, Alice Basso torna con il terzo, bellissimo volume delle avventure della ghostwriter più famosa d’Italia, l’istrionica, destabilizzante, argutissima Vani Sarca.

In questo nuovo libro ritroviamo Vani alle prese con un caso disperato: un professore di storia dalla penna formidabile, ma totalmente incapace di gestire le apparizioni pubbliche. Non sarà facile domare un uomo anticonformista con opinioni a dir poco dissacranti e renderlo accettabile e piacevole anche per la telecamera. Per questo compito Vani dovrà lavorare gomito a gomito con Riccardo Randi, l’ex fidanzato che, ravvedutosi e pentitosi amaramente dei suoi errori, le fa una corte spietata. E anche quest’elemento contribuisce a rendere il lavoro non facile, soprattutto se la nostra Vani è sempre più presa da altri pensieri… c’è un certo commissario Berganza, infatti, che sta diventando sempre più importante per la nostra Vani che “è una che capisce” quando si tratta di entrare nella mente degli altri, ma sembra perdere la sua perspicacia quando deve decifrare cose che la riguardano in prima persona. Ma… chissà… forse non tutto è perduto!

Beh, è inutile che vi ripeta quanto ormai mi sia affezionata a Vani ed a Berganza: l’ho detto e scritto ovunque. Ormai per me sono diventati degli amici… perciò… che dire? Leggete i primi due libri e poi questo… io mi sono emozionata come non mi capitava da tanto, come un’adolescente sdolcinata e iper sentimentale che non sa che nella vita le cose non sempre vanno come vorremmo… ma è questo che succede, anche nella vita reale,  quando ai nostri amici capita qualcosa di bello, no? E forse, ogni tanto, ci vuole anche un bel lieto fine per riaccendere la speranza… Leggete il libro, poi mi direte!

Io intanto mi chiedo… se Vani non può uscire dalle pagine per raccontarmi come si evolve la storia… come farò ad aspettare il quarto libro?

 

Opera recensita: “Non ditelo allo scrittore” di Alice Basso

Editore: Garzanti, 2017

Genere: narrativa italiana

Ambientazione: Torino

Pagine: 316

Prezzo: 16,90 €

Consigliato: sì.

 

giovedì 29 settembre 2016

RECENSIONE: BRUNELLA SCHISA - LA DONNA IN NERO


Sinossi:

EDOUARD MANET HA TRENTASEI ANNI ED È UNO DEI PIÙ AFFERMATI PITTORI DI FRANCIA QUANDO INCONTRA BERTHE MORISOT, VENTISETTENNE DALL'INQUIETA BELLEZZA ALLA RICERCA DI UN PROPRIO SPAZIO NEL MONDO DELL'ARTE. DA QUEL MOMENTO LE LORO VITE SONO UNITE DA UN LEGAME INDISSOLUBILE. SULLO SFONDO DI UN EPOCA IN CUI ESPLODONO CAMBIAMENTI RADICALI, BRUNELLA SCHISA, CON RIGORE STORICO E SENSIBILITÀ DI NARRATRICE, METTE IN SCENA UN TRAVOLGENTE RAPPORTO A DUE CHE SPRIGIONA IL PROFUMO DEI GRANDI ROMANZI D'AMORE, UNA PARTITA DI PASSIONI E DI INTELLIGENZE FATTA DI CORPI E IMMAGINI, DI LUCE E COLORE, DI PAROLE ED EMOZIONI, DI EROTISMO E TENSIONE. UN RAPPORTO CHE HA SEGNATO IN MODO INDELEBILE IL DESTINO DEI PROTAGONISTI: QUELLO DI UN UOMO E UN ARTISTA TORMENTATO E IMMORTALE, E QUELLO DI UNA DONNA LIBERA E ROMANTICA, CHE SAREBBE DIVENTATA LA PIÙ GRANDE PITTRICE DELL'OTTOCENTO.

 

Parigi, seconda metà dell’Ottocento. Tra mostre d’arte, correnti pittoriche diverse, caffè e salotti dove si discute di cultura e di politica, nasce l’amicizia e poi l’amore tra due artisti accomunati da un temperamento forte e tenace e da un’anima tormentata ed insoddisfatta.

Si tratta di Edouard Manet, l’artista più denigrato dell’epoca, irriverente, testardo, passionale, geniale, e Berte Morisot, bruna affascinante ed altera, personalità apparentemente algida e scostante, ma in realtà romantica ed altrettanto tormentata.

Sono loro le due figure in primo piano in questo romanzo: il pittore e la sua modella, l’uomo e la donna. Sullo sfondo di una Parigi che in poco tempo si ritrova dal lusso elegante dei salons alla desolazione infernale della guerra, il rapporto tra Berte ed Edouard cresce indipendentemente dalla loro volontà, fino ad avvolgerli in un legame indissolubile al quale sarà difficile sottrarsi. La figura chiave del libro è indiscutibilmente Berte: bella, inaccessibile e tenace nel perseguire il suo obiettivo di diventare una pittrice. Berte non ha paura di ribellarsi alle convenzioni sociali che le imporrebbero di cercare marito e sposarsi: preferisce impegnarsi con tutta se stessa nel lavoro finchè non avrà trovato un uomo che ama e che ricambia il suo amore. Questo, almeno, è ciò che dice a se stessa ed alla famiglia… ma la realtà è un’altra: Berte è innamorata di un uomo sposato, di un donnaiolo impenitente, di un artista pazzo e geniale, del suo amico Edouard Manet. Lei ha paura della forza del sentimento che prova per il pittore e cerca di sottrarvisi, ma non sa che la paura è reciproca: anche l’uomo combatte contro l’amore travolgente che prova per la sua musa, la sua donna in nero. I due si cercano e si respingono in un crescendo di passione e tensione erotica che esplode in un amore travolgente e totalizzante.

Con una prosa delicata ed impalpabile come i tocchi di Berte, Brunella Schisa tratteggia questa storia a tinte contrapposte: i colori tenui ed eleganti della Parigi bene si contrappongono al nero intenso, simbolo della femminilità e della passione proibita, intervallati dal grigio della guerra e della distruzione. Lo fa indugiando nelle descrizioni dell’ambientazione e nella narrazione particolareggiata degli avvenimenti quotidiani, permettendoci di conoscere i protagonisti da una prospettiva più intima, senza mai sconfinare nella volgarità o nell’indiscrezione.

All’inizio e per buona parte del libro si ha l’impressione di osservare una storia che scivola via senza intoppi e si ha perfino il timore che il tutto si riduca a mero fumo senza mai arrivare ad una svolta. Tuttavia, pagina dopo pagina, si impara ad affezionarsi a questi personaggi e ci si ritrova coinvolti nella spirale delle emozioni di Berte, fino al momento in cui il romanzo sboccia con sensualità dirompente. Lettura consigliata a chi ama i romanzi storici che parlano d’arte e che non si limitano ad una fredda esposizione dei fatti, ma che mescolano la realtà storica all’immaginazione. Una bella storia d’altri tempi che profuma d’amore.

 

Opera recensita: “la donna in nero” di Brunella Schisa

Editore: Garzanti, 2006

Genere: romanzo storico

Ambientazione: Parigi 1868-1872

Pagine: 235

Prezzo: 15,60 €

Consigliato: sì.

 

mercoledì 8 giugno 2016

RECENSIONE: CRISTINA CABONI - LA CUSTODE DEL MIELE E DELLE API


Sinossi:

Angelica non è mai riuscita a mettere radici. Non ha mai voluto legarsi a niente e nessuno, sempre pronta a fuggire da tutto per paura. C'è un unico posto dove si sente a casa, ed è tra le sue api. Avvolta dal quieto vibrare delle loro ali e dal profumo intenso del miele che cola dalle arnie, Angelica sa di essere protetta e amata. È un'apicultrice itinerante e il miele è la sola voce con cui riesce a far parlare le sue emozioni. Perché il miele di lavanda può calmare un animo in tempesta e quello di acacia può far ritrovare il sorriso. E Angelica sa sempre trovare quello giusto per tutti, è il suo dono speciale. A insegnarglielo è stata Margherita, la donna che le ha fatto da madre durante l'infanzia, quando viveva su un'isola spazzata dal vento al largo della Sardegna. Dopo essere stata portata via da lì, Angelica ha chiuso il suo cuore e non è più riuscita a fermarsi a lungo in nessun luogo.
Ma adesso il destino ha deciso di darle un'altra possibilità. C'è un'eredità che la aspetta là dove tutto è cominciato, su quell'isola dove è stata felice. C'è una casa che sorge fra le rose più profumate, un albero che nasconde un segreto prezioso e un compito da portare a termine. E c'è solo una persona che può aiutarla: Nicola. Un uomo misterioso, ma che conosce tutte le paure che si rifugiano nei grandi occhi di Angelica. Solo lui può curare le sue ferite, darle il coraggio e, finalmente, farle ritrovare la sua vera casa. L'unico posto dove il cuore può essere davvero libero.
Dopo lo strabiliante successo del Sentiero dei profumi, un bestseller adorato dai lettori e dalla stampa, venduto in tutto il mondo e che ha conquistato la vetta di tutte le classifiche italiane e straniere, Cristina Caboni ci regala un nuovo prezioso gioiello. Un romanzo emozionante e pieno di vita. Una storia che ci prende la mano e ci porta dove i nostri sogni possono aprire la porta all'amore.

 

Come promesso, eccomi qui a parlarvi de “La custode del miele e delle api”, secondo romanzo della scrittrice sarda Cristina Caboni. Ho appena terminato la lettura e sono ancora immersa nelle tante emozioni che queste pagine così intense mi hanno lasciato. Il primo romanzo, “il sentiero dei profumi” mi era piaciuto per l’interesse suscitato in me dal tema (i profumi, appunto) e perché era ambientato tra Firenze e Parigi, due città che mi affascinano; questo secondo libro, invece, mi ha colpito perché l’ho sentito più vivo, più reale. Se ricordate, infatti, avevo descritto “il sentiero dei profumi” come una bella fiaba perché la storia di Elena era bellissima, ma forse troppo fiabesca, appunto, per essere vissuta nei nostri giorni. In “La custode del miele e delle api”, invece, si sente tutta l’amarezza della realtà del nostro mondo, quello fatto di abusi, interessi economici e logiche di potere contro cui bisogna lottare ogni giorno per impedire che prevalgano sulle nostre radici, sulla storia del nostro territorio, qualunque esso sia. La storia di Angelica, infatti, è ambientata ad Abbadulche, un piccolo villaggio su un’isola della Sardegna, nelle cui vicissitudini possiamo vedere ciò che accade, purtroppo, in tanti posti della nostra bella Italia.

Ma “La custode del miele è delle api” racconta la storia di tante donne tenaci, che con coraggio riescono ad emergere dal loro buio interiore, lottando contro la prevaricazione che viene da fuori e l’ombra più grande e minacciosa che viene dal loro interno. E’ questo che fanno Angelica, Maria, Sofia, Pina, Gigliola e tutte le protagoniste di questo splendido libro. Ed è quello che fa anche Nicola, bello e tormentato, che deve ritrovare il suo equilibrio e fare ordine nei suoi sentimenti. Ci riusciranno lui ed Angelica? Riusciranno a guardare al passato senza paura, a dissipare le ombre e sciogliere il ghiaccio che imprigiona il loro cuore? Sarà più forte il loro legame o gli ostacoli, le incomprensioni, l’orgoglio?

Ci sono, a ben guardare, dei punti in comune con il primo romanzo: le due protagoniste, per esempio, si somigliano. Entrambe sono restie a fidarsi degli altri, a lasciarsi amare; entrambe hanno problemi con il loro passato: non vorrebbero affrontarlo, ma non riescono a lasciarselo alle spalle. E poi sia in “il sentiero dei profumi” sia in “la custode del miele e delle api” si sente il legame con il passato, con la tradizione, le radici, la storia. E tutto è condito da un profumo di fiori, di acqua, di terra. Nei suoi romanzi Cristina Caboni ci dona il suo, personale, amore per la natura che ci avvolge, cura e protegge e che, allo stesso tempo, va amata e salvaguardata. In questo romanzo, in particolare, l’autrice ci porta nella sua Sardegna e nel suo mondo, quello delle api e del miele, ci guida alla scoperta dei poteri di questo nettare dolce che dà coraggio, forza, sostegno, felicità. Cosa dire di più? Leggetelo, è bellissimo!

 

Opera recensita: “la custode del miele e delle api” di Cristina Caboni

Editore: Garzanti, narratori moderni, 2015

Genere: narrativa italiana

Ambientazione: Sardegna

Pagine: 360

Consigliato: sì.

 

 

domenica 5 giugno 2016

RECENSIONE: SARA RATTARO - NON VOLARE VIA


Sinossi:

Per essere straordinari non è necessario nascere perfetti.
Matteo ama la pioggia, adora avvertire quel tocco leggero sulla pelle. È l'unico momento in cui è uguale a tutti gli altri, in cui smette di sentirsi diverso. Perché Matteo è nato sordo.
Oggi è giorno di esercizi. La logopedista gli mostra un disegno con tre uccellini. Uno vola via. Quanti ne restano? La domanda è continua, insistita. Ma Matteo non risponde, la voce non esce, e nei suoi occhi profondi c'è un mondo fatto soltanto di silenzio. All'improvviso la voce, gutturale, dice: «Pecché vola via?».
Un uccellino è volato via e Matteo l'ha capito prima di tutti. Prima della mamma, Sandra. Prima della sorella, Alice. È il padre a essere volato via, perché ha deciso di fuggire dalle sue responsabilità.
All'inizio non era stato facile crescere il piccolo Matteo. Eppure tutti si erano fatti forza in nome di un comandamento inespresso: restare uniti grazie all'amore. Ma è stato proprio l'amore a travolgere Alberto, un amore perduto e sempre rimpianto. Uno di quei segreti del passato che ti sconvolgono la vita quando meno te l'aspetti. Lo fa quando credi di essere al sicuro, perché sei adulto e sai che non ti può succedere. E poi ti trascina nell'impeto di inseguire i tuoi sogni.
Ma adesso Alberto ha una famiglia che ha bisogno di lui. Sandra, la donna che ha sacrificato tutto per il figlio. Alice, la figlia adolescente che sta diventando grande troppo in fretta. Ma soprattutto ha bisogno di lui Matteo, che vorrebbe gridare: «Papà, non volare via».

Questa è una storia che parla di tutti noi, che parla di un amore grande e imperfetto.
Questo è il romanzo di un bambino coraggioso, di un padre spaventato e di una ragazza con i piedi per terra. Ma anche quello di una madre che non ha dimenticato di essere una donna.

 
Ogni scrittore ha un suo stile narrativo, ognuno a suo modo cerca di trasmettere qualcosa al lettore attraverso le sue parole… ma sono pochi gli autori che riescono a far passare le emozioni attraverso le parole creando altre, nuove, emozioni. E Sara Rattaro è una di questi. E lo fa in modo semplice, naturale, diretto… lei racconta storie normali eppure straordinarie, di quelle che colpiscono dritto al cuore.
Questa, per esempio, è la storia di una famiglia normale, come ce ne sono tante, che si trova alle prese con una situazione inaspettata ed ineluttabile: la sordità di uno dei suoi componenti: Matteo, il figlio minore di Alberto e Sandra, il fratellino di Alice.
Con sorprendente empatia, Sara Rattaro ci racconta la paura di Alberto che si sente sempre inadeguato e si rifugia in un amore passato, ma mai dimenticato; ci parla di Sandra, forte e combattiva, in grado di essere madre premurosa, ma anche donna lucida e spietata quando scopre il tradimento; e poi ci presenta Alice, che nonostante la giovane età è una donna intelligente, controllata e responsabile, molto più dei suoi genitori.
“Non volare via” racconta la storia di una famiglia che è sull’orlo del baratro, ma trova la forza per incollare i cocci; parla di due persone, Sandra ed Alberto, che riescono a riprendere le redini delle loro vite uscendo più forti da un tunnel buio ed insidioso; e poi ci mostra come due ragazzi, Alice e Matteo, riescano ad insegnare molto più di qualunque medico, psicologo, logopedista o terapeuta, perché la crescita può avvenire solo insieme, alla continua ricerca di se stessi, della propria identità familiare e del proprio equilibrio.
Perché come ci dice l’autrice, “non volare via” è soprattutto la storia di Matteo, un ragazzino che ci insegna che per essere straordinari non è assolutamente necessario nascere perfetti, ma che si ha bisogno di avere accanto qualcosa o qualcuno di cui essere fieri.
Un libro da leggere d’un fiato, immedesimandosi il più possibile nei personaggi, nelle loro incertezze e paure, proprio come fa Sara Rattaro in modo tanto magistrale e sorprendente.
Lettura assolutamente consigliata.

 

Opera recensita: “non volare via” di Sara Rattaro

Editore: Garzanti 2014

Genere: narrativa italiana

Ambientazione: una città italiana, Parigi;

Pagine: 224

Consigliato: decisamente sì

Consigli correlati:

Libri: “niente è come te” di Sara Rattaro

Film: “la criptonite nella borsa” (non so perché, ma mi è venuto in mente leggendo)

Consiglio musicale: “a bocca chiusa” di Silvestri.

 

giovedì 19 maggio 2016

RECENSIONE: CLARA SANCHEZ - LA MERAVIGLIA DEGLI ANNI IMPERFETTI


Sinossi:

La luna illumina d'argento la stanza. Fran ha sedici anni e vuole fuggire da quelle mura, da sua madre che non si è mai occupata di lui. Nel piccolo sobborgo di Madrid in cui è cresciuto passa le sue giornate con l'amico Eduardo e sua sorella Tania, di cui è perdutamente innamorato. I due ragazzi non potrebbero essere più diversi da lui. Figli di una famiglia benestante, frequentano le scuole e gli ambienti più esclusivi. Eppure Fran sente che dietro quell'apparenza dorata si nasconde qualcosa. Quando Tania sposa all'improvviso un uomo dal passato oscuro, i dubbi si trasformano in certezze. Eduardo comincia a lavorare per il cognato e tutto cambia. È sempre più solitario e nulla sembra interessargli. Fran ha bisogno di sapere come stanno veramente le cose. Ma la risposta non è mai stata così lontana. Perché Eduardo gli consegna una chiave misteriosa da custodire chiedendogli di non parlarne con nessuno. E pochi giorni dopo scompare. Da quel momento Fran ha un solo obiettivo: deve sapere cosa è successo. Deve scoprire cosa apre quella chiave. Il suo amico si è fidato di lui. La ricerca lo porta a svelare segreti inaspettati. Lo porta su una strada in cui è sempre più difficile trovare tracce di Eduardo. Perché ci sono indizi che devono rimanere celati e a volte il silenzio dice molto di più di tante parole.
Clara Sánchez è un'autrice da un milione e mezzo di copie vendute in Italia. Nel suo paese è l'unica ad aver vinto i tre più importanti premi letterari: Alfaguara, Nadal e Planeta. Con il suo primo libro, Il profumo delle foglie di limone, è da anni in classifica. I lettori e la stampa più prestigiosa la adorano. La meraviglia degli anni imperfetti è un romanzo sulla forza e il coraggio di un ragazzo che scopre come tutto intorno a lui stia cambiando.
Crescere vuol dire anche accettare che non esistono verità assolute, che la vita mette sempre davanti all'imprevisto. Ma non bisogna mai perdere la voglia di sapere, di scoprire, di domandare. Anche se può far paura.

 

 
Fin dal primo post su questo blog vi ho promesso onestà e chiarezza. E’ per questo motivo che non analizzo solo i libri che mi piacciono, ma provo a recensire tutto ciò che leggo, indistintamente.
Perciò stasera mi ritrovo qui a parlarvi di un libro che proprio non mi è piaciuto: si tratta de “La meraviglia degli anni imperfetti”, l’ultimo attesissimo romanzo di Clara Sanchez.
Premetto che questo è solo il mio personalissimo giudizio, magari a qualcun altro questo libro potrà suscitare grandi emozioni… emozioni che io proprio non ho trovato! Se dovessi definirlo direi che questo romanzo è grigio… grigio come il cielo in una giornata di pioggia. E’ assolutamente piatto e noioso, non succede praticamente nulla per 220 di 224 pagine… Anche laddove ci sarebbero degli spunti di azione, di cambiamento nella storia, tutto risulta affogato in una pozzanghera di parole vuote. Anche i rari flashback finiscono per perdersi nella monotonia del racconto e si finisce per leggere senza entusiasmo.
I personaggi, poi, sono poco definiti e contribuiscono a rendere il tutto molto nebuloso; lo stesso protagonista, Fran, risulta apatico sia nel vivere che nel descrivere le proprie sensazioni, emozioni, pensieri. L’amico scompare e lui dimostra un grado di preoccupazione pari a 0, la sua ricerca si limita ad andare a curiosare nell’appartamento del mal capitato dove, dopo qualche tentativo, incontra casualmente la ragazza dell’amico. Anche in questo caso non dimostra affatto nervi saldi: prima afferma con assoluta certezza “non la toccherò mai” e un attimo dopo vorrebbe letteralmente mangiarsela… La stessa apatia la dimostra davanti alle continue stranezze della madre o alla sorte tragica toccata al suo vicino di casa… no, proprio non ci siamo!
Per quanto mi riguarda non lo consiglio e non è un libro che ricorderò!

 
Opera recensita: “la meraviglia degli anni imperfetti” di Clara Sanchez

Editore: Garzanti (narratori moderni) 2016

Genere: narrativa spagnola
Ambientazione: Spagna
Pagine: 224

Consigliato: no.