simposio lettori copertina

simposio lettori copertina
Visualizzazione post con etichetta giornalismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giornalismo. Mostra tutti i post

mercoledì 18 dicembre 2019

RECENSIONE: FEDERICA ANGELI - A MANO DISARMATA


Sinossi:
Due spari nella notte, le finestre che si aprono e subito dopo un grido: «Tutti dentro, lo spettacolo è finito!» Siamo a Ostia, nel 2013, e tra gli abitanti di quei palazzi c’è anche Federica Angeli, cronista di nera per le pagine romane di «la Repubblica», che in quella periferia è nata e cresciuta. Da tempo si occupa dei clan locali e ha subìto gravi minacce. Sa quindi come è fatta la paura, ma crede che l’altra faccia della paura sia il coraggio. Se i vicini rientrano obbedienti al comando del boss, lei decide di denunciare ciò che ha visto. Dal giorno dopo la sua vita è stravolta: per la sua incolumità le è assegnata una scorta, eppure nessuna intimidazione fa vacillare la sua fede in un noi con cui condividere la lotta per la legalità. La storia giudiziaria di cui è protagonista fino alle più recenti sentenze ci parla di una possibile seppur faticosa vittoria, confermando che tutti insieme possiamo alzare la testa e cambiare in meglio. Federica Angeli ha ottenuto questa vittoria con l’unica arma che possiede, la penna, e in queste pagine ci racconta le tappe di una vera e propria sfida alla malavita, nel solco di un giornalismo nobile, illuminato di etica civile, che non compiace mai null’altro che la verità, con una coerenza a tratti severa. In un susseguirsi di colpi di scena, viviamo con lei le sue paure, a tratti la disperazione e i momenti di solitudine. La sua testimonianza puntuale, incalzante, senza respiro non dimentica mai la sua dimensione di donna, di madre e di moglie contesa alla serenità famigliare. Una serenità che, ispirata dalla Vita è bella di Benigni, Federica Angeli riesce magicamente a preservare, coinvolgendo i figli in un gioco alla guerra.

Commento:
Ho letteralmente divorato questo libro in un pomeriggio. In 384 pagine densissime di contenuti, lotta, vita, Federica Angeli condensa anni di impegno civile e sociale nella lotta alla mafia capitolina… sì, perché contrariamente a quanto volevano credere in molti, a Roma la mafia c'è, esiste, si sviluppa come ovunque, nel silenzio, all'ombra di uno Stato la cui assenza è troppo pesante, di una politica che distoglie lo sguardo e preferisce che ai bisogni dei cittadini pensino i mafiosi.
Erano anni che, da cronista che vive sul territorio, Federica Angeli si occupava dei clan lidensi, ma quando, quel giorno di maggio del 2013, va coi suoi cameramen ad intervistare il gestore di un locale, ritrovandosi davanti uno dei Boss del clan Spada, non immagina ancora in che inferno sta andando a cacciarsi. Non lo sa, ma lo intuisce quando, in quella prima conversazione, il Boss dimostra di conoscere lei e i suoi affetti più cari molto da vicino. Poteva desistere lì, Federica, invece no, lei si incaponisce, torna sul luogo, porta a termine l'inchiesta… e non sa che ancora questo non è niente. Perciò quando, nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2013, dal balcone di casa sua assiste alla sparatoria avvenuta dall'altro lato della strada, lei che quei volti li conosce tutti perché ci vive in quella città, non ha dubbi, va a denunciare l'accaduto. E' solo una delle tante denunce che farà negli anni, ma è forse quella che più di tutte le cambierà la vita: dal mattino dopo, Federica è sotto scorta, su di lei si scatena un'ondata di minacce, fango, demolizione professionale e mediatica non indifferente: è entrata nel mirino dei clan e non ne uscirà facilmente. Ha inizio così un tempo infinito di limitazioni, privazione della propria libertà, indipendenza, gestione della quotidianità; di tensioni familiari, di coppia, con i figli. Ma Federica, nonostante il peso crescente, non tentenna, non molla, non ha mai dubbi: lo fa per i suoi figli, perché domani non debbano più vivere con l'ombra incombente della mafia nella loro strada, sotto casa, nel bar o nel ristorante dove vanno a mangiare. Lo fa per tutti noi, Federica, ma lo fa soprattutto affinché siamo noi a prendere in mano il coraggio, ad attivarci, a difendere il nostro territorio dalla corruzione, delinquenza, dai soprusi, dall'ingiustizia. E' una giornalista, Federica, ma è prima di tutto una cittadina normale, una donna, moglie, madre, figlia… come lo siamo tutti.
Leggere A mano disarmata è stato non solo interessante dal punto di vista culturale, ma soprattutto è stato per me un costringermi a chiedermi "cosa sto facendo io? Cosa posso fare? Perché mi rassegno e non mi ribello più davanti ai soprusi, alle ingiustizie?" Non saranno la mafia, ma vale comunque, sempre, la pena di non cedere, di non voltarsi dall'altra parte, di non abbassare la testa e piegare la schiena. Perciò grazie a Federica Angeli e alle persone come lei, perché con il loro impegno ci ricordano che tutti possiamo… dobbiamo fare qualcosa, per noi stessi, per chi amiamo, per la nostra società.

Opera recensita: "A mano disarmata" di Federica Angeli
Editore: Baldini & Castoldi, 2018
Genere: autobiografia, narrativa italiana, testimonianza
Ambientazione: Ostia, Roma, 2013-2018
Pagine: 384
Prezzo: 17,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.


martedì 2 luglio 2019

RECENSIONE: DARIO CORRENTI - IL DESTINO DELL'ORSO


Sinossi:
In una valle svizzera, un giorno di luglio, un industriale milanese viene sbranato vivo da un orso. Marco Besana, giornalista di nera con troppi anni di lavoro alle spalle e altrettanta disillusione addosso, è costretto controvoglia a occuparsi di quella strana morte. Sarebbe facile archiviare il caso come un incidente di montagna se Ilaria Piatti, giovanissima reporter, perennemente precaria, non fosse convinta di avere davanti un serial killer. Molto più feroce di qualunque animale. Ilaria e Marco, accompagnati dal cane Beck's, lasciano Milano e partono per l'Engadina. E lì scoprono una catena di morti orribili e misteriose, tutte apparentemente accidentali: un uomo caduto in un crepaccio, uno carbonizzato nel suo aereo privato, un altro mummificato in un bosco. La sequenza non può essere casuale. Anche se la polizia locale non collabora e in redazione nessuno crede in loro, i due cronisti non si danno per vinti. Sono sicuri di avere di fronte un soggetto molto pericoloso, che uccide le sue vittime con armi non convenzionali, in modi originali e sofisticati. E sembra ispirarsi alla più famosa avvelenatrice seriale del Settecento, Giovanna Bonanno, conosciuta come la Vecchia dell'Aceto. Il racconto trascina il lettore in un labirinto di false piste e colpi di scena, ai piedi di splendide montagne che, impassibili e sinistre, osservano dall'alto le mosse di un assassino diabolico, sfuggente. Torna l'indimenticabile coppia di Nostalgia del sangue , caso editoriale internazionale, in un thriller altrettanto sorprendente e serrato, un meccanismo a orologeria reso ancora più perfetto dal talento di Dario Correnti nel costruire personaggi densi, pieni di chiaroscuri, debolezze e coraggio. Personaggi destinati a rimanere nel cuore di tutti noi.

Commento:
Può un giallo risultare leggero e contemporaneamente interessante e denso di mistero? Sì, ce lo dimostra Il destino dell'orso, secondo giallo di Dario Correnti - pseudonimo che nasconde l'identità di due autori - in uscita oggi, 2 luglio 2019, per Mondadori.
Nella redazione di un noto giornale milanese, competitiva e sempre più in crisi, arriva la notizia che Achille D'ambrosio, un noto bancarottiere amico del direttore, è stato ucciso da un orso in Svizzera. Il compito di scrivere un articolo sul "caso" è assegnato a Marco Besana, cronista di nera in pensione, esperto ma disilluso dalla professione e dalla vita,  che continua a collaborare col giornale ed al quale ultimamente vengono sempre assegnate notizie quantomeno astruse. Ad affiancarlo c'è il suo alterego, Ilaria Piatti detta Piattola, una giovane cronista sempre precaria, fragile nel privato ma un vero segugio nel lavoro. E' grazie alla perseveranza ed all'intuito della ragazza che una notizia macabra, ma tutto sommato "ordinaria", si trasforma in un caso internazionale: sarà Ilaria, nonostante lo scetticismo e il sarcasmo dei colleghi tra i quali lo stesso Besana, a capire che forse non è stata tutta colpa dell'orso, che forse dietro quella morte c'è una mano diversa e che, forse, D'ambrosio non è stato l'unico a morire di morte non naturale. Tra i favolosi paesaggi dell'Engadina, tra vicissitudini pregresse, un presente turbolento e incerto e nuove ed altrettanto dubbie conoscenze, Marco e Ilaria sbroglieranno una matassa intricata, fatta di rancori nascosti sotto una pelliccia di visone, di trame recondite ordite sorseggiando Champagne… e ancora una volta un finale sorprendente ci svelerà che niente e nessuno è mai come sembra, che dietro il luccichio dell'apparenza spesso c'è un sostrato di risentimento che avvelena l'anima, troppo difficile da mandar giù.
Il destino dell'orso è un ottimo giallo, ben scritto e congegnato, che parte leggero, quasi scanzonato, ma prosegue in un climax ascendente di tensione, cupezza e mistero, fino a giungere al finale in cui la facciata glamour e frivola dell'ambiente snob in cui ruotano i personaggi è stata completamente sostituita da uno scenario di squallore, sotterfugi e recriminazioni che portano ad una trama criminale sottile e invisibile… come il più potente dei veleni. Punti di particolare merito: l'ambientazione suggestiva e i due protagonisti, Marco e Ilaria, che con le loro fragilità e la loro forza risultano difficili da dimenticare. Lettura assolutamente consigliata.

Opera recensita: "Il destino dell'orso" di Dario Correnti
Editore: Mondadori, 2019
Genere: giallo
Ambientazione: Milano-Svizzera
Pagine: 408
Prezzo: 19,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


sabato 22 settembre 2018

RECENSIONE: ANNA DALTON - L'APPRENDISTA GENIALE


Sinossi:
Andrea attraversa il cancello del college correndo, mentre la vista di Venezia si perde all’orizzonte. È in ritardo e ancora più maldestra del solito con il pesante borsone sulle spalle. In tasca stringe tra le mani un fogliettino di carta con su scarabocchiato scrivi, scrivi, scrivi. Tre semplici parole che la madre le ha insegnato quando era una bambina e che le danno sicurezza. Parole che, ancora adesso, la guidano verso il suo sogno: diventare una giornalista. Perché, dal giorno in cui è riuscita a tenere la penna in mano, Andrea ha riempito fogli e fogli scrivendo su tutto. Ora finalmente è entrata in una delle scuole di giornalismo più prestigiose. Ci è riuscita solo grazie a una borsa di studio per i suoi ottimi voti. Ma lì quello che ha imparato non basta. Perché tra quelle aule l’ambizione guida ogni cosa e gli studenti sono pronti a tutto per ostacolarla. Per fortuna, accanto a lei, ci sono tre amici che non si sono fermati davanti alla sua timidezza. C’è Marylin che veste sempre di nero, Andre che le sta dietro come la sua ombra. E soprattutto c’è l’enigmatico ragazzo che si fa chiamare Joker. Dietro il suo enorme sorriso si nasconde un segreto che il cuore di Andrea vorrebbe svelare. Con loro accanto si sente più decisa. Eppure la posta in gioco è molto alta. Diventare una giornalista per lei significa tutto. Adesso deve attaccarsi sempre più forte al suo desiderio. Perché non può deludere chi le fa fatto promettere di difenderlo.

Commento:
Andrea, 18 anni, una passione per il fantasy, un'attitudine innata per lo scrivere, una timidezza che la blocca e un grande sogno: quello di diventare una giornalista. E' questo sogno che la guida e la induce a superare qualunque difficoltà, presa in giro, umiliazione. E' questo sogno che la conduce nella laguna veneta, sull'Isola dei Santi, in un prestigioso college che, se lei dimostrerà di meritarlo, la farà diventare una professionista. Non sarà facile: essere brava non basta… bisognerà essere la migliore, bisognerà imparare ad affrontare le difficoltà – anche quelle che ci creiamo noi con le nostre paranoie, anche quelle ataviche che ci frenano da sempre – e cominciare a vivere davvero. E sarà proprio nel college che Andrea scoprirà che cosa vuol dire amicizia, amore, lavoro duro e vita vera. In questo libro frizzante, ma non banale, la chiave di tutto sono i personaggi, o meglio, le persone: Anna Dalton li caratterizza con perizia creando un microcosmo assolutamente realistico che ruota intorno alla protagonista, la arricchisce e la svela prima di tutto a se stessa e poi a noi. Il risultato è una storia semplice, ma d'impatto, specie per chi, come la sottoscritta, ha passato da poco la fase in cui oggi si trovano i protagonisti, ha vissuto in uno studentato e conosce le dinamiche e la competitività dell'ambiente universitario. Ambiente tutt'altro che facile se, come Andrea, non si ha la sfrontatezza necessaria a non lasciarsi sopraffare e veder distrutte autostima e speranze.
Libro consigliato, lettura piacevole che mi ha tenuto molta compagnia in una notte insonne. Buona la prima per questo esordio all'insegna dei sentimenti semplici, ma forti.

Opera recensita: "L'apprendista geniale" di Anna Dalton
Editore: Garzanti, 2018
Genere: narrativa italiana
Ambientazione: Venezia
Pagine: 270
Prezzo: 16,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.