simposio lettori copertina

simposio lettori copertina
Visualizzazione post con etichetta giovani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giovani. Mostra tutti i post

mercoledì 14 agosto 2019

RECENSIONE: JOHN DOS PASSOS - IL 42° PARALLELO


Sinossi:
Un romanzo che, al suo apparire, scosse gli Stati Uniti e il mondo. Mac, un tipografo politicamente impegnato che gira gli States in cerca di lavoro; J. Ward Moorehouse, un pubblicista che farà del conformismo la sua arma per ottenere il successo; Janey, la segretaria di Ward, attratta irresistibilmente dal fascino del potere; Eleanor Stoddard, una donna bella e raffinata; Charley Anderson, un meccanico dalle velleità rivoluzionarie... Ecco i principali protagonisti di questo romanzo che si spinge sino alla prima guerra mondiale.

Commento:
America, primo Novecento. Tra poco lascerà il posto alla fiamma della guerra e del patriottismo, ma per ora il sogno socialista è nel suo pieno rigoglio e sparge semi di rivoluzione infiammando gli animi di giovani squattrinati e meno giovani ancora disposti ad illudersi. E' nello spazio tra queste due fiamme che si muovono i tanti protagonisti di questo romanzo, chi con fare ganzo e spavaldo, chi con andatura ciondolante, tutti con la voglia di farcela, di sistemarsi con un lavoro che gli dia tranquillità, di formare famiglia, di impegnarsi nel Partito. Sono i giovani americani di quegli anni i veri protagonisti di questa storia, quelli che sognano la rivoluzione, ma non sanno come e dove arriveranno a fine giornata. Sono Mac, J. W. Moorehouse, Charly, Eleanor Stoddard, Janey, Evelyn, Ike, Maurice, Dottore, sono loro e i tanti come loro che rappresentano tutte le anime della società americana ancora in divenire. Guardando alle loro storie non è difficile scorgere il futuro di un Paese – gli Stati Uniti che conosciamo e da sempre mitizziamo - così sfaccettato e perciò grandioso nella sua diversità. Mi stupisce ogni volta constatare come i grandi romanzieri americani riescano sempre a raggiungere il loro obiettivo egregiamente: descrivono il loro modo di vedere l'America, lo fanno come sanno e ogni romanzo, ogni autore, ogni pagina parla delle tante facce dello stesso territorio. Steinbeck, Caldwell, Faulkner, più tardi Kerouaq e – scopro ora – anche Dos Passos, raccontano tutti il sogno americano e le tante, innumerevoli difficoltà per raggiungerlo. Il 42° parallelo è un romanzo che trasuda america ad ogni pagina, con la sperimentazione data dagli inserti di "Occhio fotografico" e "cinegiornale", con il racconto di tante vite diverse, di tanti tentativi di arrivare, di farcela. Passando al mio gusto personale, beh, se le storie dei protagonisti sono state interessanti ed invogliavano alla lettura, non posso dire lo stesso per quegli inserti nel testo che personalmente ho trovato disturbanti e francamente incomprensibili. Nel complesso il romanzo non mi ha coinvolto quanto avrei voluto, - perciò non gli darò una votazione altissima – ma è comunque stata una lettura interessante e poi si tratta, indiscutibilmente, di un ottimo libro. In definitiva, se apprezzate il buon romanzo americano, questo libro – e soprattutto quest'autore - non dovete perdervelo.


Opera recensita: "Il 42° parallelo" di John Dos Passos
Editore: Bur, prima ed. 1930, prima ed. italiana 1934 (Trad. di C. Pavese)
Genere: letteratura americana
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 492
Prezzo: 14,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 7,5.


martedì 9 luglio 2019

RECENSIONE: FEDERICO VAN STEGEREN - IL CARTELLO OLANDESE


Sinossi:
Milioni di giovani si recano ogni anno in Olanda alla ricerca dello sballo facile venduto legalmente nei coffee shop. Ma i coffee shop olandesi dove si riforniscono? Spesso dalla criminalità organizzata, ma anche dai “cartelli”, vere e proprie aziende in contatto con i signori della droga nelle montagne del Rif in Marocco, nella Valle della Beqa’ in Libano, sugli altopiani dell’Afghanistan, nelle Antille Olandesi e in Messico. La storia di questo libro è ambientata negli anni settanta-ottanta quando fare i trafficanti era ancora un mestiere romantico e la mitica barca a vela Avalon – veloce quanto imprendibile – solcava i mari del mondo con il suo “prezioso” carico e nelle serre di fiori alla periferia di Amsterdam il “Trio d’Oro” coltivava cannabis. I nomi li abbiamo cambiati ma è tutto successo veramente.

Commento:
Lo abbiamo pensato tutti, almeno una volta: "bella l'Olanda", terra dello sballo, libera, control free… e per averlo pensato non bisogna necessariamente essere frequentatori del quartiere a luci rosse o far uso di droghe; semplicemente, l'Olanda è oggi il simbolo di una gioventù interiore che non muore mai. Ma questa libertà in Olanda non è arrivata oggi: era già così negli anni Settanta, al tempo in cui è ambientata questa storia che, inciso non trascurabile, è una storia vera. E', più precisamente, la storia di tre giovani – meno che trentenni – che mettono in piedi una società che controlla una gran quantità di coffee shop, i luoghi in cui è possibile acquistare della droga. In realtà Gerry, Ian e Dennis – così si chiamano i nostri imprenditori – la commerciano, la droga, vanno a prenderla nei luoghi in cui si coltiva, trattano con interlocutori senza scrupoli di ogni parte del mondo, fanno affari con narcotrafficanti, politici, funzionari, sceicchi, polizia. La loro è una vita votata al rischio, al calcolo dell'imprevisto al massimo, è una vita di viaggi, dissoluzione, brivido, avventura. Dal Libano all'Afganistan, dal Marocco al Messico a bordo della loro Avalon, la barca inafferrabile, commerciano la droga per mezza Europa e oltre. Così sono diventati multimiliardari e, siccome sono giovani e possono permetterselo, si divertono pure un sacco! Però, dietro l'angolo, c'è sempre l'imprevisto che non avevi calcolato…
Il cartello olandese è un romanzo d'avventura, veloce, ricco di suspense, duro come la realtà che descrive. Non l'avrei detto ad inizio lettura, ma mi è piaciuto. L'autore è Federico Van Stegeren, l'Olandese volante, lo speaker radiofonico che da quasi cinquant'anni parla ai microfoni di tante radio italiane.


Opera recensita: "Il cartello olandese" di Federico Van Stegeren
Editore: Mondadori Electa, 2019
Genere: avventura
Ambientazione: mondo
Pagine: 192
Prezzo: 17,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


sabato 22 settembre 2018

RECENSIONE: ANNA DALTON - L'APPRENDISTA GENIALE


Sinossi:
Andrea attraversa il cancello del college correndo, mentre la vista di Venezia si perde all’orizzonte. È in ritardo e ancora più maldestra del solito con il pesante borsone sulle spalle. In tasca stringe tra le mani un fogliettino di carta con su scarabocchiato scrivi, scrivi, scrivi. Tre semplici parole che la madre le ha insegnato quando era una bambina e che le danno sicurezza. Parole che, ancora adesso, la guidano verso il suo sogno: diventare una giornalista. Perché, dal giorno in cui è riuscita a tenere la penna in mano, Andrea ha riempito fogli e fogli scrivendo su tutto. Ora finalmente è entrata in una delle scuole di giornalismo più prestigiose. Ci è riuscita solo grazie a una borsa di studio per i suoi ottimi voti. Ma lì quello che ha imparato non basta. Perché tra quelle aule l’ambizione guida ogni cosa e gli studenti sono pronti a tutto per ostacolarla. Per fortuna, accanto a lei, ci sono tre amici che non si sono fermati davanti alla sua timidezza. C’è Marylin che veste sempre di nero, Andre che le sta dietro come la sua ombra. E soprattutto c’è l’enigmatico ragazzo che si fa chiamare Joker. Dietro il suo enorme sorriso si nasconde un segreto che il cuore di Andrea vorrebbe svelare. Con loro accanto si sente più decisa. Eppure la posta in gioco è molto alta. Diventare una giornalista per lei significa tutto. Adesso deve attaccarsi sempre più forte al suo desiderio. Perché non può deludere chi le fa fatto promettere di difenderlo.

Commento:
Andrea, 18 anni, una passione per il fantasy, un'attitudine innata per lo scrivere, una timidezza che la blocca e un grande sogno: quello di diventare una giornalista. E' questo sogno che la guida e la induce a superare qualunque difficoltà, presa in giro, umiliazione. E' questo sogno che la conduce nella laguna veneta, sull'Isola dei Santi, in un prestigioso college che, se lei dimostrerà di meritarlo, la farà diventare una professionista. Non sarà facile: essere brava non basta… bisognerà essere la migliore, bisognerà imparare ad affrontare le difficoltà – anche quelle che ci creiamo noi con le nostre paranoie, anche quelle ataviche che ci frenano da sempre – e cominciare a vivere davvero. E sarà proprio nel college che Andrea scoprirà che cosa vuol dire amicizia, amore, lavoro duro e vita vera. In questo libro frizzante, ma non banale, la chiave di tutto sono i personaggi, o meglio, le persone: Anna Dalton li caratterizza con perizia creando un microcosmo assolutamente realistico che ruota intorno alla protagonista, la arricchisce e la svela prima di tutto a se stessa e poi a noi. Il risultato è una storia semplice, ma d'impatto, specie per chi, come la sottoscritta, ha passato da poco la fase in cui oggi si trovano i protagonisti, ha vissuto in uno studentato e conosce le dinamiche e la competitività dell'ambiente universitario. Ambiente tutt'altro che facile se, come Andrea, non si ha la sfrontatezza necessaria a non lasciarsi sopraffare e veder distrutte autostima e speranze.
Libro consigliato, lettura piacevole che mi ha tenuto molta compagnia in una notte insonne. Buona la prima per questo esordio all'insegna dei sentimenti semplici, ma forti.

Opera recensita: "L'apprendista geniale" di Anna Dalton
Editore: Garzanti, 2018
Genere: narrativa italiana
Ambientazione: Venezia
Pagine: 270
Prezzo: 16,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.

lunedì 20 agosto 2018

RECENSIONE: MARIO DESIATI - IL PAESE DELLE SPOSE INFELICI


Sinossi:
Puglia anni Ottanta, Domenico e Francesco, chiamati da tutti Zazà e Veleno, sono due ragazzini che giocano tra gravine e trulli con una banda di personaggi memorabili insieme a cui cresceranno. I due vengono da famiglie molto diverse: Zazà vive in un quartiere popolare, Veleno è un figlio di papà. Negli anni si imbatteranno in Annalisa, una ragazza dalla vita poco ordinaria e dalla bellezza fuori dal comune. Annalisa frequenta i matti del paese, si veste fuori moda, chiacchiera soltanto con uomini molto anziani e si porta addosso terribili dicerie che gli eventi paiono confermare drammaticamente con il passare del tempo. Eppure il suo fascino unico sembra perseguitare come una maledizione i due amici, cui la vita serba disavventure e svolte clamorose.

Commento:
E' la seconda volta che ho modo di confrontarmi con la scrittura di Mario Desiati e per la seconda volta non so dire se un suo romanzo mi sia piaciuto o no. In quest'occasione siamo a Martinafranca, a due passi da Taranto, nel periodo che va dagli anni 80 al 2006. Con la sicurezza di chi conosce il territorio, la sua cultura e la sua gente, Mario Desiati qui ci descrive la vita di due ragazzi di estrazione sociale diversa, le cui strade si congiungono nelle campagne del "paese delle spose infelici", tra il racconto di prodezze sessuali mandate in Tv a scopo propagandistico e di "aggregazione sociale" e una scorreria sui binari in cerca di approvazione e potere. Il racconto è affidato ad uno di loro, Veleno, il benestante, colui che in quella marmaglia di cani spiantati ci è andato volontariamente, attirato dalla forza della loro spregiudicatezza e dall'avvenenza di colei che è stata croce e delizia di generazioni, la regina delle bestie, la senatrice, la regina dei segreti, l'amore agoniato ma mai veramente conosciuto: Annalisa Defebo. Una storia reale e terrena, di istinti e passioni, di antiche sventure e nuove sconfitte. Un libro sanguigno e torbido che racconta l'evoluzione di mondi difficili e fra loro compenetrati più di quanto si oserebbe immaginare dal difuori.
Lettura che, al di là del mio gusto personale, consiglio, in ogni caso, perché descrive in modo preciso ed impietoso una realtà che è esistita e che è parte della storia e della vita di un territorio.

Opera recensita: "Il paese delle spose infelici" di Mario Desiati
Editore: Mondadori, 2008
Genere: narrativa italiana
Ambientazione: provincia di Taranto, anni 80
Pagine: 221
Prezzo: 9,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 7.


mercoledì 15 agosto 2018

RECENSIONE: FRANCESCO TARGHETTA - LE VITE POTENZIALI

Sinossi:
Al centro di questo romanzo ci sono tre vite, tre visioni del mondo, tre modi diversi e complementari di sopravvivere alla contemporaneità. Il loro spazio è la Albecom, azienda informatica che sorge alla periferia di Marghera; l’ha fondata, ancora giovanissimo, Alberto, “trentaquattro anni, apprezzata abilità nell’assemblare mobili Ikea, una passione per la buona tavola e il culto della chiarezza”. Tra i programmatori che lavorano per lui c’è Luciano, con cui Alberto condivide l’amore per internet fin dai tempi del liceo. Ma, a differenza dell’amico, Luciano si trova a suo agio dietro le quinte: schivo e paralizzato dalla propria scarsa avvenenza, si rifugia nel lavoro e nel rifocillamento dei gatti randagi di Marghera, tormentato solo, di tanto in tanto, dal desiderio di avere qualcuno da rendere felice. A completare il triangolo c’è Giorgio, il pre-salesdell’azienda, procacciatore di nuovi clienti: “percorso da un brivido di elettricità sempre”, tiene nel cruscotto della macchina L’arte della guerra di Sun Tzu, che consulta come un oracolo.
E così, mentre Luciano allaccia con Matilde, barista della tavola calda di fronte alla Albecom, un’amicizia presto caricata di nuove speranze e Giorgio riceve una proposta sottobanco da un vecchio collega, le giornate dei tre amici si intrecciano in un groviglio di segreti e tradimenti che si dipana tra la provincia veneta e le città di mezza Europa e che li costringerà, infine, a compiere scelte sofferte e decisive.

Commento:
Cosa succederebbe se, in uno dei meandri della vita, decidessimo di scegliere una strada piuttosto che un'altra? Cos'accadrebbe a noi, ai nostri legami col mondo, alle nostre scarse certezze, se decidessimo di non fermarci a ciò che abbiamo conquistato, ma di osare, di fare quel passo verso l'ignoto, di accettare quella proposta rischiosa? Sono questi gli interrogativi a cui sono sottoposti, più o meno volontariamente, Alberto, Giorgio e Luciano. Sono tutti e tre giovani della provincia veneta, capaci nel loro lavoro, chi nel campo dell'informatica, chi nel dirigere un'azienda, chi nel procacciare clienti. Ma il loro atteggiamento nei confronti della vita non potrebbe essere più diverso. Eppure tutti e tre, nella desolazione di una provincia operosa ma spoglia, dovranno fare i conti con le loro fragilità, con le insicurezze ataviche che ciascuno si porta dentro. E anche in questo caso, il loro modo di affrontarle e di reagire sarà diverso. Tutti e tre, però, troveranno il modo di farcela.
Un libro che parla del mondo di oggi, della fatica che i giovani fanno ogni giorno per emergere, per affermarsi, della voglia di non accontentarsi, delle difficoltà del vivere quotidiano.
Con taglio a tratti struggente e con stile elegante nel quale si evince tutta la sua familiarità con la poesia, Francesco Targhetta ci traccia un ritratto della società attuale interessante e molto realistico che si legge con piacere, malgrado la tematica trattata sia tutt'altro che piacevole, specie per chi si ritrova a viverla.
Una buona lettura che consiglio.

Opera recensita: "Le vite potenziali" di Francesco Targhetta
Editore: Mondadori, 2018
Genere: narrativa italiana
Ambientazione: Veneto-Europa
Pagine: 252
Prezzo: 19,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.

domenica 5 agosto 2018

RECENSIONE: FRANCESCO MUZZOPAPPA - HEIDI


Sinossi:
Hotel da incubo, Malattie imbarazzanti, Non sapevo di essere incinta e Sepolti in casa non bastano. Ormai la tv chiede sempre nuovi format, sempre più paradossali, sempre più surreali. Succede anche in Videogramma, un’azienda di contenuti in cui da anni lavora Chiara, trentacinquenne milanese, direttrice casting, single, irrisolta, piena di paure e ossessioni. Il nuovo capo, detto lo Yeti, chiamato anche per operare dei tagli, costringerà tutti i dipendenti a proporre format innovativi, pena il licenziamento immediato. Ma la situazione per Chiara si complica quando suo padre, Massimo Lombroso, un vecchio critico letterario del «Corriere della Sera» malato di demenza selettiva, viene cacciato dall’ospizio in cui è ricoverato perché ormai ingestibile. In attesa di trovare una nuova sistemazione, Chiara lo terrà in casa con sé. La convivenza però non sarà facile: lui la scambia da sempre per Heidi, il cartone animato che seguivano insieme quando lei era piccola. Tutto il suo mondo è popolato di caprette, monti e Peter. E Peter verrà ribattezzato anche il ragazzo trovato da Chiara per stare col padre quando lei è al lavoro, un giovane premuroso e preparatissimo che si prenderà cura dell’uomo fino a diventare insostituibile. Quando Chiara si troverà in difficoltà alla Videogramma, per le pressanti e impossibili richieste dello Yeti, sarà proprio questa sua nuova strampalata famiglia a darle una mano e, come per magia, tutto si risolverà per il meglio, non senza inaspettati e imprevedibili sviluppi.

Commento:
Una lettura leggera, ironica, a tratti esilarante, ma non per questo banale o priva di spunti di riflessione.
Chiara, la protagonista di questa storia, è una giovane come oggi ce ne sono tanti: 35 anni, di Milano, single, completamente risucchiata dal lavoro e schiava del tempo indeterminato. Non ha più vita sociale, lavora oltre dodici ore al giorno e quando arriva a casa ha solo la forza di tramortirsi di farmaci ed indursi un sonno forzato. La sua routine faticosamente costruita precipita quando nella sua vita arrivano due eventi inattesi e nefasti: lo Yeti, il suo borioso e ignorante capo, minaccia di licenziare chiunque non proponga un format assolutamente accattivante per l'azienda in cui Chiara lavora come selezionatrice di talenti; secondo evento, il padre di Chiara viene cacciato dall'ospizio perché è diventato un ingestibile lanciatore di oggetti. La sua demenza selettiva, infatti, gli blocca la memoria lasciando vividi i ricordi solo di una specifica parte di vita e confondendo gli altri. Perciò il noto ex critico letterario implacabile ricorda a menadito le citazioni letterarie ma scambia la figlia per Heidi, il cartone animato che vedevano insieme, unico momento di affetto tra padre e figlia.
Quando Chiara è costretta a tenere il padre con sé e insieme a lavorare il triplo per evitare il licenziamento, si rende conto di non farcela. Thomas, il ragazzo che viene mandato come infermiere per il padre di Chiara, sarà la sua autentica salvezza…
Un libro leggero, sì, ma che rispecchia fedelmente la società di oggi, la generazione dei trentenni sempre in bilico tra sfruttamento e disoccupazione, la Tv sempre più trash e meno ricca di contenuti, gli anziani e i loro problemi, l'anaffettività ai tempi dei social. Tutto questo viene raccontato qui con freschezza, ironia, in un tono giovanile e spigliato che mi è piaciuto molto. Lettura consigliata, adatta al periodo estivo.

Opera recensita: "Heidi" di Francesco Muzzopappa
Editore: Fazzi, 2018
Genere: narrativa italiana
Ambientazione: Milano
Pagine: 238
Prezzo: 15,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.