simposio lettori copertina

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lunedì 3 gennaio 2022

RECENSIONE: JULIE CAPLIN - AMORE, NEVE E CIOCCOLATO

Sinossi:

Se c'è una cosa di cui Mina è assolutamente sicura è che il cioccolato possa risolvere ogni problema. Così, quando si ritrova a fare i conti con una cocente delusione amorosa, non si perde d'animo: un viaggio sulle Alpi svizzere, ospite nello chalet della sua adorata madrina, è quello che ci vuole per curare un cuore spezzato. E così prepara le valigie, decisa a godersi la sana vita di montagna, aria frizzantina e panorami mozzafiato e, perché no, a farsi coccolare dal gusto irresistibile della cioccolata svizzera. Il suo lavoro di consulente alimentare le ha insegnato che le scoperte migliori sono quelle che avvengono in modo inaspettato, lasciandosi sorprendere dai sapori inattesi. Anche se ultimamente la sua vita professionale sembra essere incastrata su progetti monotoni e poco stimolanti, Mina sente che quel soggiorno le consentirà di ricaricare le batterie e ripartire al massimo. Tutte le sue certezze, però, sono destinate a vacillare quando, a bordo di un treno che si inerpica tra le cime innevate, si imbatte in un affascinante sconosciuto...

 

Commento:

A volte si ha proprio bisogno di leggerezza… sarà per questo che mi è piaciuto così tanto questo romanzo di Julie Caplin? O forse sarà perché si parla di cibo, di vacanze, di neve… di sentimenti che sbocciano, di donne intraprendenti ed esuberanti che affrontano una crisi e decidono di rimettersi in gioco? Sta di fatto che la storia di Mina, questa giovane tecnologa alimentare inglese con la passione per il cioccolato, a me è piaciuta molto. Ho trovato questo libro gradevole, una lettura leggera, senza pretese, ma ricca di spunti ed utile per impegnare un paio di pomeriggi di relax e dolce far niente invernale. Se vi venisse voglia di un romanzo rosa un po' prevedibile, ma comunque piacevole, questo ve lo consiglio.

 

Opera recensita: "Amore, neve e cioccolato" di Julie Caplin

Editore: Newton Compton, 2021

Traduttore: Alice Benassi

Genere: romanzo rosa

Ambientazione: Inghilterra, Svizzera

Pagine: 384

Prezzo: 9,90 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5.

          

lunedì 9 agosto 2021

RECENSIONE: CATENA FIORELLO - CINQUE DONNE E UN ARANCINO

            Sinossi:

Ogni trasloco è una fine. O un inizio. Ma sempre e comunque un intreccio di emozioni. Lo sa bene Rosa, che dopo la morte del marito decide di lasciare Milano per tornare nella sua terra di origine, lo sperduto paesino siciliano di Monte Pepe. Qui si rende ben presto conto che le donne del luogo (perfino le più giovani!) sembrano rassegnate a un monotono tran-tran. Eppure ci deve essere un modo per ravvivare le giornate e risvegliare le ambizioni delle signore di Monte Pepe. Così, una mattina, si alza punzecchiata da un’idea: aprire una rosticceria che offra i migliori arancini della regione, in un ambiente ospitale che attiri turisti e buongustai. Forte del suo passato di cuoca, Rosa tenta di coinvolgere quattro amiche: Giuseppa, vedova con qualche anno in più, le gemelle Maria e Nunziatina, appassionate di cucina dell’antica tradizione, e la bellissima Sarina, giovane in cerca della sua vocazione. Ma fin da subito si scontreranno con una difficoltà insormontabile: il paese è troppo isolato fra le montagne e i clienti scarseggiano. In mezzo a questi guai, nuovi amori nascono, altri finiscono, e altri ancora stentano a farsi strada. E proprio quando le cinque amiche cominciano a darsi per vinte, il loro destino sarà stravolto dall’apparizione di una misteriosa donna che le trasporterà in un’incredibile avventura a New York. Già, perché la vita non è scritta soltanto dalle nostre intenzioni. Talvolta può accadere che il caso ci metta lo zampino, sorprendendoci con la sua generosità…

 

Commento:

Catena Fiorello è un'autrice che apprezzo. Mi piace il suo modo di scrivere, le storie che racconta, la sua sensibilità, le ambientazioni e i personaggi dei suoi romanzi, molto spesso luoghi del cuore e donne volitive e coraggiose. Tuttavia questo suo Cinque donne e un arancino non è riuscito a conquistarmi… sebbene sia scritto discretamente, l'idea della storia sia interessante e i messaggi siano pregevoli, la storia non mi ha appassionata ed i personaggi – le cinque donne protagoniste soprattutto – non mi hanno conquistata, non ho empatizzato con nessuna di loro. Il tutto mi è sembrato poco originale, alquanto insipido ed estremamente prevedibile… sarà che di romanzi "al femminile" ne ho letti tanti, ma questo non è riuscito a distinguersi in nulla. Mi dispiace, ma sebbene abbia dei pregi indiscutibili (l'ambientazione, la scrittura), non mi sento di consigliarne la lettura.

 

Opera recensita: "Cinque donne e un arancino" di Catena Fiorello

Editore: Giunti, 2020

Genere: narrativa italiana

Ambientazione: Sicilia

Pagine: 336

Prezzo: 18,00 €

Consigliato: no

Voto personale: 6.

  

giovedì 21 marzo 2019

RECENSIONE: VALENTINA CEBENI - LA RICETTA SEGRETA PER UN SOGNO


Sinossi:
Il primo profumo che Elettra ricorda è quello del pane appena sfornato e dei biscotti speziati. Nella panetteria in cui è cresciuta ha imparato da sua madre che il cibo è il modo più semplice per raggiungere il cuore delle persone. Ma adesso che lei non può più occuparsi del negozio e ha lasciato tutto nelle mani di Elettra, i dolci non hanno più questo potere, e tutte le domande rimaste in sospeso tra loro non hanno una risposta, domande su un passato che la donna non ha rivelato a nessuno. Elettra non ha altro in mano che una collanina con inciso il nome di un'isola misteriosa, l'isola del Titano, un pezzo di terra sperduto nel Mediterraneo la cui storia si perde in mille leggende. Tocca a lei affrontare il viaggio per scoprire come mai il vento dell'isola porta con sé gli stessi sapori della cucina di sua madre, perché solo così potrà ritrovare sé stessa.

Commento:
Questo libro è rimasto chiuso, in attesa, nella mia libreria virtuale per molto tempo: sono sempre titubante quando si tratta di affrontare una storia come questa, incerta davanti al rischio di incappare nella solita storia rosa uguale a mille altre. In effetti "La ricetta segreta per un sogno" non brilla per originalità, la trama risulta anzi piuttosto prevedibile: una ragazza in crisi lavorativa e familiare che, in cerca di risposte sul suo passato, si mette in viaggio seguendo la scia lasciatale dalla madre in fin di vita. Ed è quello che succede ad Elettra che, in preda ai dubbi e all'incertezza, si mette in viaggio per l'isola del titano, in cerca di un convento dove presumibilmente sua madre, Edda, che ora è in coma, ha vissuto. Tuttavia c'è un qualcosa di "magico" che pervade molti eventi in queste pagine, la magia di alcuni luoghi, di alcuni odori e sapori, la magia di anime che si incontrano e si riconoscono. C'è qualcosa in questo racconto che lo rende speciale, diverso da tanti altri e meritevole di essere letto: è qualcosa che va al di là della razionalità, è la forza dell'unione, della solidarietà, dell'amicizia, del ritrovarsi e del dividere con altri i propri fardelli che non per questo scompaiono, ma sono di certo più sopportabili. Anche solo per questo, "La ricetta segreta per un sogno" val bene una lettura. E poi si parla di cibo… volete mettere?

Opera recensita: "La ricetta segreta per un sogno" di Valentina Cebeni
Editore: Garzanti, 2016
Genere: narrativa italiana
Ambientazione: isola del Mediterraneo
Pagine: 345
Prezzo: 16,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


venerdì 2 dicembre 2016

RECENSIONE: SVEVA CASATI MODIGNANI - IL DIAVOLO E LA ROSSUMATA


Sinossi:

in un universo rurale, dove ha inizio il suo apprendistato alla vita. La bambina protagonista di questo libro è Sveva Casati Modignani, la quale affida

per la prima volta a un racconto autobiografico i ricordi della sua infanzia, che si intrecciano con la memoria di cibi e sapori. Sono anni di fame, di

mercato nero e di succedanei. Le donne si ingegnano a cucinare con fantasia i pochi ingredienti di cui dispongono. Nel racconto i ricordi dell'infanzia

spaziano tra ricette golose e le attività solitarie della bambina che osserva silenziosa il mondo degli adulti sempre indaffarati: tra questi una nonna

amorevole e un po' ruvida, che la crede posseduta dal Diavolo, e una mamma che, incapace di esprimere altrimenti il suo amore, cuce per lei abitini raffinati

e cucina cibi gustosi. Il libro include un ricettario, con i piatti della cucina lombarda rivisitati dalle consuetudini di famiglia, tutti singolarmente

commentati dall'autrice che rievoca con rara autenticità una cultura gastronomica radicata nel territorio, in un mondo di tradizioni e sapori dimenticati.

"Il Diavolo e la rossumata" è un racconto personale, intenso, ironico, al quale non mancano tuttavia momenti intimi e a tratti drammatici, in cui Sveva

Casati Modignani svela ai suoi lettori qualcosa di sé.

 

Una lettura scorrevole, veloce e piacevole, adatta a trascorrere qualche ora in allegria. In questo breve racconto Sveva Casati Modignani recupera la sua

infanzia, vissuta durante la guerra, divisa tra la campagna dei nonni e la casa di Milano. E' un'infanzia fatta di ricordi, episodi più o meno divertenti,

alcuni anche esilaranti, tutti inestricabilmente legati al cibo. Così l'autrice ci parla di sé seguendo il filo dei ricordi e dei cibi che hanno allietato

quegli anni difficili.

Ma cibo vuol dire anche rapporti sociali! Così mentre ci parla delle sue giornate alla Cascina Mezzetta o nella casa di Milano, l’autrice ci racconta della sua famiglia, della nonna e della madre che quei cibi succulenti li preparavano con quello che c’era in dispensa, coi prodotti dell’orto e, qualche volta, con ciò che si riusciva a trovare alla borsa nera con tanti sacrifici.

Un libro semplice e divertente, nulla di impegnativo o strappalacrime, consigliato per qualche ora di svago. A me ha fatto tornare in mente i cibi che mangiavo da piccola e che associo

a ricordi felici.

 

Opera recensita: “il diavolo e la rossumata” di Sveva Casati Modignani

Editore: Mondadori, 2013

Genere: narrativa italiana

Ambientazione: Lombardia

Pagine: 169

Consigliato: sì.

 

domenica 15 maggio 2016

RECENSIONE: RICHARD C. MORAIS - AMORE, CUCINA E CURRY


Sinossi:

HASSAN HAJI, SECONDOGENITO DI SEI FIGLI, è NATO SOPRA IL RISTORANTE DI SUO NONNO, IN NAPEAN SEA ROAD A BOMBAY, VENT'ANNI PRIMA CHE FOSSE RIBATTEZZATA MUMBAI. ED è CRESCIUTO GUARDANDO LA FIGURA ESILE DI SUA NONNA CHE SFRECCIAVA A PIEDI NUDI SUL PAVIMENTO DI TERRA BATTUTA DELLA CUCINA, PASSAVA SVELTA LE FETTINE DI MELANZANA NELLA FARINA DI CECI, DAVA UNO SCAPPELLOTTO AL CUOCO, GLI ALLUNGAVA UN CROCCANTE DI MANDORLE E RIMPROVERAVA A GRAN VOCE LA ZIA. TUTTO NEL GIRO DI POCHI SECONDI. E HA CAPITO INFINE COME VA IL MONDO OSSERVANDO SUO PADRE, IL GRANDE ABBAS, GIRARE TUTTO IL GIORNO PER IL SUO LOCALE A BOMBAY COME UN PRODUTTORE DI BOLLYWOOD, GRIDANDO ORDINI, MOLLANDO SCAPPELLOTTI SULLA TESTA DEGLI SCIATTI CAMERIERI E ACCOGLIENDO COL SORRISO SULLE LABBRA GLI OSPITI. NATURALE CHE QUANDO L'INTERA FAMIGLIA HAJI SI TRASFERISCE, DOPO LA TRAGICA SCOMPARSA DELLA MADRE DI HASSAN, PRIMA A LONDRA E POI A LUMIèRE, NEL CUORE DELLA FRANCIA, SIA PROPRIO LUI, HASSAN, A PRENDERE IL POSTO DELLA NONNA AMMI AI FORNELLI DELLA MAISON MUMBAI, IL RISTORANTE APERTO A VILLA DUFOUR DAL GRANDE ABBAS. UN LOCALE MAGNIFICO PER GLI HAJI, CON UN'IMPONENTE INSEGNA A GRANDI LETTERE DORATE SU UNO SFONDO VERDE ISLAM, E LA MUSICA TRADIZIONALE INDOSTANA CHE RIECHEGGIA DAGLI ALTOPARLANTI DI FORTUNA CHE ZIO MAYUR HA MONTATO IN GIARDINO. PECCATO CHE ABBIA DI FRONTE UN ALBERGO A DIVERSE STELLE, LE SAULE PLEUREUR, LA CUI PROPRIETARIA, UNA CERTA MADAME MALLORY, SIA ANDATA A PROTESTARE DAL SINDACO PER LA PRESENZA DI UN BISTRò INDIANO.

 
L’estate è alle porte e tra poco scatterà la caccia ai libri da portare sotto l’ombrellone, ma noi siamo previdenti e cominciamo ad organizzarci sin d’ora!
Per esempio, se vi piacciono i romanzi non molto impegnativi, che scorrono via tranquilli strappando qualche risata e qualche spunto di emozione, potreste leggere questo “Amore, cucina e curry”, dove il cibo la fa da padrone.
Il libro racconta la storia di Hassan Agi, un bambino nato e cresciuto nella cucina del ristorante di famiglia all’estrema periferia di Bombay, sotto gli occhi di un padre eccentrico, di una super nonna e della ricca Malabar Hill, luogo simbolo di un’India in rapido ed inesorabile cambiamento. Dall’India la famiglia Agi si trasferisce prima a Londra, poi a Lumière, un paesino del Giura francese. Qui gli Agi cercano finalmente di superare il grave lutto che hanno subito in India e di ambientarsi in un luogo sconosciuto facendo ciò che sanno fare meglio: cucinare. Ma non tutti gli abitanti di Lumière sono disposti a sopportare un rumoroso ristorante indiano che disturba la quiete, il decoro e le consolidate abitudini del paese. La ricca e famosa chef Madame Mallory darà parecchio filo da torcere ad Hassan ed alla sua famiglia. Tuttavia questa anziana donna sarà una figura fondamentale nella formazione professionale di Hassan che, grazie ai suoi consigli, diventerà un grande chef.
Lo so, detta così la storia sembra un po’ contraddittoria, ma in effetti lo è: questo libro è pieno di contraddizioni. I quartieri di Bombay a cavallo dei quali sorge il ristorante degli Agi sono quanto di più contrastante possa esistere; la bianca tranquillità di Lumière contrasta con il colorato caos del Maison Mumbay, le origini asiatiche di Hassan contrastano con lo stereotipo dello chef simbolo dell’alta cucina francese… ma il libro, a parer mio, è bello proprio per questo. Chi ha detto che due realtà apparentemente molto diverse fra loro non possano convivere completandosi e migliorandosi a vicenda?
Vi dirò che all’inizio il libro può sembrare un po’ statico e noioso, ma via via che si conoscono meglio i personaggi ci si appassiona alle loro storie e si cerca di capirne i comportamenti. In definitiva, non si tratta certamente di un libro trascendentale o di un capolavoro della letteratura, ma di sicuro è una lettura piacevole e non impegnativa. E poi ha quel respiro multiculturale che a me piace tanto!

 
Opera recensita: “amore, cucina e curry” di Richard C. Morais

Editore: Neri Pozza (Le tavole d’oro) 2014

Genere: narrativa internazionale
Ambientazione: Bombay, Londra, Lumière, Parigi
Pagine: 288

Consigliato: direi di sì, ma per lettura non impegnativa

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Libri sullo stesso stile: “Profumo di spezie proibite” di Priya Basil.