simposio lettori copertina

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venerdì 4 giugno 2021

RECENSIONE: PABLO TRINCIA - VELENO

        Sinossi:

Alla fine degli anni Novanta, in due paesi della Bassa Modenese separati da una manciata di chilometri di campi, cascine e banchi di nebbia, sedici bambini vengono tolti alle loro famiglie e trasferiti in località protette. I genitori sono sospettati di appartenere a una setta di pedofili satanisti che compie rituali notturni nei cimiteri sotto la guida di un prete molto conosciuto nella zona. Sono gli stessi bambini che narrano a psicologi e assistenti sociali veri e propri racconti dell'orrore. La rete dei mostri che descrivono pare sterminata, e coinvolge padri, madri, fratelli, zii, conoscenti. Solo che non ci sono testimoni adulti. Nessuno ha mai visto né sentito nulla. Possibile che in quell'angolo di Emilia viga un'omertà tanto profonda da risultare inscalfibile? Quando la realtà dei fatti emergerà sotto una luce nuova, spaventosa almeno quanto la precedente, per molti sarà ormai troppo tardi. Ma qualcuno, forse, avrà una nuova occasione.

 

Commento:

Ah, quant'è difficile! Quant'è difficile raccontare questo libro, quant'è difficile reggere l'urto emotivo delle enormità che, con professionalità ma anche con molta partecipazione, Pablo Trincia ci espone con cura e metodo. Eppure bisogna farlo, bisogna consigliare questa lettura, bisogna parlare di questa storia perché il rischio che casi come questo, errori giudiziari come quello che tra il 97 e il 98 coinvolse due paesi della Bassa modenese, si ripetano è pericolosamente e drammaticamente alto. La storia è più o meno nota, ma forse in troppo pochi si sono fermati a riflettere sulle implicazioni psicologiche, emotive, intime di chi questa storia l'ha vissuta da vittima. Genitori e familiari accusati ingiustamente, allontanati brutalmente dai loro figli, sottoposti a processo e prima ancora alla gogna, in qualche caso morti prima di vedersi assolti… ma qualcuno ha pensato ai danni che un errore, un approccio psicologico sbagliato ha provocato in queste persone? E ai figli, a quei bambini che oggi sono uomini e donne, qualcuno ci ha mai davvero pensato? E qualcuno ha pagato? Fa male leggere le testimonianze, i racconti, le dinamiche contenute ed approfondite in queste pagine… eppure è un male necessario, perché questo caso non cada nel dimenticatoio. Il libro in sé è

Appassionante, coinvolgente e l'autore – che ha fatto un lavoro immane per ricostruire questa storia – è molto bravo nel raccontare con obiettività, ma risultando comunque partecipe. Una cosa dobbiamo tenere a mente mentre leggeremo, è la premessa posta da Trincia prima di cominciare il racconto: è tutto vero, nulla è stato romanzato dall'autore. Fidatevi, durante la lettura vi ritroverete spesso a ricordarlo a voi stessi, tanto vi sembrerà atroce il dolore, assurdi alcuni comportamenti, profondo l'incubo in cui sono precipitate queste famiglie. È tutto paurosamente, drammaticamente, incredibilmente vero.

 

Opera recensita: "Veleno. Una storia vera" di Pablo Trincia

Editore: Einaudi, 2019

Genere: reportage

Ambientazione: Bassa modenese

Pagine: 296

Prezzo: 18,50 €

Consigliato: sì

Voto personale: 9.

      

venerdì 2 aprile 2021

RECENSIONE: FAUSTA FILBIER - AFRICA, DAGLI OCCHI AL CUORE

                    Sinossi:

I non vedenti possono vedere luoghi lontani? Sì, con il cuore. Grazie agli occhi di chi vede. E che poi li racconta, trasformandoli in immagini e fantasie. Fausta Filbier è partita da qui, dal desiderio di essere quegli occhi, quella voce. "Africa dagli occhi al cuore" è una sorta di comunione sentimentale, di condivisione di esperienze, pensieri, emozioni. È il racconto del Continente Nero liberamente tratto da alcuni reportage scritti da Fausta Filbier negli ultimi trent'anni e pubblicati sui più importanti giornali di viaggio italiani. Seguono un ordine cronologico e documentano tempi e luoghi passati, diventando anche memoria di Paesi ormai in macerie, o che non si possono più visitare. Il libro è una sgroppata da brivido, dall'Algeria al Sudan, dall'Etiopia al Malawi, dalla Mauritania al Marocco, passando per Libia, Egitto, Sudafrica, Namibia, Botswana, Benin, Niger, Ciad, Tanzania... E propone frammenti di viaggio, fatti di luoghi, incontri, impressioni, odori. Che danno corpo e voce al sogno africano di Fausta Filbier, al suo amore per quella terra e per quelle genti. Uno sguardo che dai suoi occhi vuole arrivare al cuore.

 

Commento:

Africa dagli occhi al cuore è un bellissimo libro che raccoglie alcuni reportages dei tanti viaggi che la giornalista Fausta Filbier ha fatto in Africa. E dov'è la particolarità di questo libro? Di reportages sull'Africa, anche ben fatti, ce ne sarebbero tanti, è vero, ma pochi riescono a far vedere l'Africa a chi non può materialmente vederla: per riuscirci ci vuole una grande capacità descrittiva e di immedesimazione, nonché un'acuta sensibilità e una competenza nell'osservare e selezionare ciò che può essere interessante oltre che importante. Questo libro riesce nell'impresa, grazie alle evidenti capacità descrittive, empatiche, di osservazione e alla sensibilità di Fausta Filbier che si intuisce sia dalle sue parole permeate di affetto e ammirazione per le popolazioni incontrate e i luoghi visitati, ma anche nell'aver voluto lasciare questi reportages così come li aveva scritti all'epoca dei suoi viaggi. Chiaramente da allora molte situazioni possono essere cambiate, ma qui leggiamo l'esperienza di viaggio così com'è avvenuta, quasi come se fossimo stati lì anche noi a vedere con i nostri occhi, a percepire con tutti i sensi. Così ci sembra quasi di sentirla sotto i piedi, la sabbia impalpabile del deserto che custodisce tesori, di assaporare anche noi il gusto sciropposo e forte del thè verde insieme ai Mauri, di percepire attorno a noi la maestosità degli elefanti, di sentirci addosso lo sguardo apparentemente non curante delle leonesse, di osservare anche noi la magnificenza delle sinuose dune ocra in continuo assestamento.

Una raccolta di esperienze ed emozioni in cui immergersi per conoscere un po' meglio un continente tanto misterioso e affascinante quanto vero.

 

Opera recensita: "Africa dagli occhi al cuore" di Fausta Filbier

Editore: Virginio Cremona editore, 2020

Genere: reportage

Ambientazione: Africa

Pagine: 173

Prezzo: 20,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5.

          

giovedì 1 ottobre 2020

RECENSIONE: VALENTINA BISTI - TUTTI I COLORI DELL'ITALIA CHE VALE

Sinossi:

Nello studio televisivo di “Unomattina”, nei mesi di conduzione del programma, Valentina Bisti ha incontrato un’Italia che vale la pena raccontare. Sono le storie di persone che, ognuna a suo modo, hanno contribuito a rendere migliore il nostro Paese, ma anche testimonianze di chi ha avuto la forza di reagire alle sfide della vita, di chi si è reinventato, di chi si è speso per gli altri: personaggi noti, oppure donne e uomini speciali che vivono tra noi e spesso invisibili, le hanno parlato di sé, delle loro esperienze che possono rivelarsi d’esempio per tutti noi. In chiacchierate che non hanno mai mancato di approfondimento, che hanno saputo toccare le corde del cuore senza perdere di vista la realtà in cui viviamo, Valentina Bisti ha ragionato insieme ai suoi ospiti su come aiutare il prossimo, come affrontare le difficoltà dei giorni nostri, come risorgere quando tutto sembra perso, come realizzare i propri sogni. Tutto questo è diventato Tutti i co-lori dell’Italia che vale, un libro ricco di entusiasmo e positività che, attraverso l’esempio di chi vive la propria esistenza con uno scopo e con la voglia di fare sempre meglio, possa essere d’ispirazione per i suoi lettori. Dal coraggio di Paolo Borrometi e di Valeria Grasso alla forza e all’amore per la vita di Rachele Soma-schini e Manuel Bortuzzo; dal talento totale di Ezio Bosso alla lucida determi-nazione del neurochirurgo Giulio Maira; dall’abnegazione di Francesco Rocca della Croce Rossa Italiana a quella del comandante della Diamond Princess Gennaro Arma; dalla signora dei ghiacci Paola Rivaro al figlio del deserto Max Calderan. Queste e tante altre ancora sono le storie raccolte in questo libro, storie vere e importanti, storie da un Paese che guarda avanti.

 

Commento:

Tutti i colori dell'Italia che vale è un libro che fa riflettere, per varie ragioni: in primis perché è sorprendente vedere quanta gente valida c'è nel nostro Paese, sapendo peraltro che quelle racchiuse in queste pagine sono solo poche tra le tante storie che si potrebbero raccontare; in secondo luogo questo libro fa riflettere perché ognuna di queste persone, ogni singola storia, a suo modo, ci porta un esempio, ci induce a guardare alle nostre vite, alle nostre storie e, più che paragoni, ci sprona a fare di più e meglio. Mi ha stupito, leggendo queste pagine d'un fiato, constatare quante di queste storie non conoscevo; alcune mi hanno poi colpita più di altre, per esempio il coraggio del giornalista Paolo Borrometi nella sua lotta contro la mafia; l'energia di Rachele Somaschini che vive alla massima velocità ogni attimo in più concesso da una malattia invalidante; mi ha colpito e rassicurato la storia del professor Giulio Maira, luminare che studia e cura il cervello, persona stimabile che vorrei proprio conoscere; e poi l'umiltà e il senso del dovere di Gennaro Arma, la voglia di vivere di Manuel Bortuzzo, la temerarietà di Max Calderan che ha attraversato per primo il Quarto Vuoto, la tenacia della preside di ferro… tutte storie intense, importanti, in cui ho visto un pezzetto di me, del mio modo di concepire la vita, della mia voglia di vivere. Storie che mi hanno ricordato che, al di là dell'odio, dell'intolleranza, dell'ignoranza, ci sono tanti bei motivi per essere italiani, per continuare a credere e sperare per questo Paese martoriato; storie di profonda e vera umanità.

 

Opera recensita: "Tutti i colori dell'Italia che vale" di Valentina Bisti

Editore: Rai libri, 2020

Genere: reportage, testimonianza

Ambientazione: Italia

Pagine: 256

Prezzo: 18,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

              

domenica 16 febbraio 2020

RECENSIONE: LISA TADDEO - TRE DONNE


Sinossi:
Il desiderio ci emoziona e ci tormenta. Controlla i nostri pensieri ed è tutto ciò per cui viviamo. È una forza primordiale, bruciante, che sconvolge la banalità delle nostre vite quotidiane e ne cambia il corso, ma è rimasto fino a ora in larga misura un continente inesplorato. Nel corso degli ultimi otto anni, la scrittrice Lisa Taddeo ha attraversato da un capo all’altro gli Stati Uniti ben sei volte proprio per ascoltare a fondo le storie di donne comuni e del loro desiderio. Il frutto di questa appassionata ricerca, Tre donne, non è solo un indimenticabile ritratto del desiderio, ma si è imposto come uno dei libri più importanti dell’anno, capace di dar voce ai bisogni insoddisfatti, ai pensieri inespressi, alle delusioni, alle speranze e alle ossessioni inesorabili.
Lina è casalinga, madre di due figli: il suo matrimonio, dopo un decennio, ha perso la passione. Per cui si trova a trascorrere le sue giornate cucinando e facendo pulizie per un uomo che si rifiuta di baciarla sulla bocca. Affamata di affetto, Lina è quotidianamente in balia di attacchi di panico. Finché un giorno non riallaccia una relazione con un suo ex attraverso i social media.
Maggie è una studentessa di diciassette anni che affida le sue confidenze a un affascinante insegnante di inglese sposato. A quanto racconta Maggie, i loro messaggi notturni e le telefonate si trasformano in una relazione clandestina finché lui non la lascia all’improvviso. Qualche tempo dopo, Maggie viene a sapere che è stato nominato Insegnante dell’Anno e decide di rendere pubblico l’accaduto, finendo in tal modo per scontrarsi con la diffidenza degli ex compagni di scuola e della giuria del tribunale che esamina il suo caso.
Infine, incontriamo Sloane, bella e raffinata proprietaria di un ristorante di successo, felicemente sposata con un uomo a cui piace vederla fare sesso con altri. Per anni, si è chiesta dove finisce il desiderio di suo marito e inizia il suo. Finché un giorno si vede costretta a confrontarsi con le dinamiche che alimentano la loro vita di coppia.
Basato su anni di paziente raccolta di testimonianze e raccontato con sorprendente immediatezza, Tre donne è un ritratto rivoluzionario del desiderio oggi, che mette in luce la fragilità, la complessità e la disuguaglianza del desiderio femminile con una profondità e una forza senza precedenti. Queste pagine liriche e potenti, facendoci conoscere a fondo tre protagoniste indimenticabili, finiscono per illuminare il mistero essenziale ed elementare di cosa significhi essere donne nel mondo oggi.

Commento:
Come nascono i tabù, i pregiudizi, le paure? Dalla non conoscenza, dalla paura di conoscere, dalla vergogna di parlare. È così che si è radicato, per esempio, il tabù del desiderio femminile: c'è, ma non bisogna parlarne; colei che ne fa mostra, che vi cede, che non si uniforma ai canoni della ragazzina pura, dell'educanda innocente tutta sorrisi acqua e sapone, della donna morigerata, repressa e regina del focolare, va ostracizzata, condannata, disprezzata, isolata perché immorale, infetta, virulenta. E non importano le motivazioni, la fragilità, il vissuto, le sofferenze che conducono una donna a certe scelte: conta solo che non disturbi il comune senso del buongusto, del socialmente tollerato, che non intacchi gli altri con la peste che si porta addosso. E nessuno che pensi, per un attimo, che è tutto normale, naturale, fisiologico. Nessuno che pensi, per esempio, al perché dei continui attacchi di panico di Lina, che pur di portare a termine una giornata di incombenze domestiche si imbottisce di pillole contro il dolore e si tormenta la faccia; nessuno che pensi che le abitudini sessuali di Sloane sono dettate dalle voglie eccentriche di suo marito e che, pur di stare con lui, lei si tura il naso ed acconsente a cose che altrimenti non farebbe, e diventa un'altra donna, si adatta alla perfezione che le viene richiesta da sempre; nessuno che pensi mai che Maggie, la giovane Maggie, era davvero innamorata del suo professore di inglese e non ha cercato di sedurlo: nessuno che la ascolti davvero, tutti lì a pensare che è impossibile che un uomo così abbia irretito una ragazzina bruttina e problematica come Maggie…
Siamo, sempre, tutti troppo presi dai nostri parametri di giudizio per fermarci ad ascoltare le storie altrui, tutti pronti a condannare senza appello e nessuno che si sforzi di pensare come pensano loro, le accusate, le donne. Lisa Taddeo, in quest'opera che non è un romanzo bensì un reportage romanzato ma reale, racconta tre storie vere, le storie di tre delle tante donne che ha incontrato. Per farlo è stata con loro per molto tempo, le ha frequentate, ascoltate, ha parlato con conoscenti, amici, parenti, ha scartabellato nei documenti, negli atti giudiziari… Non pretende di raccontare verità, ma solo il punto di vista delle donne, quello che altri non hanno voluto ascoltare. Sostenere che il desiderio femminile esista, condizioni le scelte, contribuisca al pari di altre variabili a cambiare il percorso di vita di una donna non è un'eresia: è così, è fisiologico, fa parte dell'essere donna, di più, dell'essere persona. Parlarne in un libro, sebbene in modo romanzato, è un modo per far sì che ci si liberi dai preconcetti e si cambi modo di guardare certe scelte.
La giornalista Lisa Taddeo scrive Tre donne in modo accorato, intenso, a tratti molto molto esplicito, ma efficace. È un libro che consiglio agli uomini, anche ai puritani… ma lo consiglio soprattutto alle donne – che spesso sono le più acerrime nemiche delle altre donne, le giurate più severe - perché si sveglino, perché si liberino da retaggi retrogradi: la parità, tanto cercata, passa anche da questo, dal parlare di certi argomenti, dallo sfatare certi tabù, dal guardare ai bisogni ed alle scelte altrui con mente aperta e senza preconcetti.

Opera recensita: "Tre donne" di Lisa Taddeo
Editore: Mondadori, 2020
Genere: reportage
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 360
Prezzo: 19,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.

domenica 13 ottobre 2019

RECENSIONE: SERENA MARCHI - PINK TANK. DONNE AL POTERE, POTERE ALLE DONNE


Sinossi:
Emanuela Baio, Paola Binetti, Laura Boldrini, Emma Bonino, Mara Carfagna, Luciana Castellina, Monica Cirinnà, Anna Finocchiaro, Mariapia Garavaglia, Elisabetta Gardini, Cécile Kyenge, Marianna Madia, Giorgia Meloni, Rosa Menga, Irene Pivetti, Daniela Santanchè, Elly Schlein e Livia Turco.
La lista di Pink Tank, un serbatoio di pensiero finora inesplorato, è lunga ma per fortuna non esaustiva della rappresentanza politica femminile. Abbastanza però da proporre uno spaccato fondamentale della realtà del nostro paese e capace di indicare una strada verso un futuro che diventa sempre più prossimo.
Da oltre settant’anni le cittadine italiane attendono che la nostra Repubblica esprima finalmente una Presidente del Consiglio o una Presidente della Repubblica, che i partiti riescano a nominare una Segretaria generale (per ora l’unica segretaria di partito è Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia) e che finalmente in Parlamento siedano un numero rappresentativo e congruo di donne. Qual è il motivo di un tale ritardo che fa precipitare l’Italia agli ultimi posti in Europa (e non solo) quando si tratta di rappresentanza politica delle donne? Quali sono le difficoltà che incontrano le donne italiane quando decidono di impegnarsi in politica? E cosa si aspettano? Serena Marchi lo ha chiesto direttamente a loro: deputate, senatrici, firmatarie di leggi, Presidenti della Camera, attiviste e militanti. Ha incalzato e riflettuto con loro sulla condizione delle donne e della leadership al femminile nel Belpaese. Non è stato facile convincerle a parlare di come hanno iniziato a fare politica, di cosa sognavano quando erano bambine, di come hanno dovuto combattere per farsi largo in un mondo che non le aveva considerate.

Commento:
Da tempo aspettavo di leggere/ascoltare questo libro: mi è sempre piaciuto leggere un pensiero, un modo di pensare, dalla viva voce del suo proprietario. In questo caso l'argomento sono le donne in politica ed a parlarne sono loro, le donne che fanno politica nel nostro Paese. Non tutte, certo, perché molte hanno rifiutato recisamente, altre hanno dissimulato, altre ancora non hanno risposto per niente all'invito, ma quelle che Serena Marchi intervista in questo libro danno testimonianze decise, forti, molto personali e d'impatto. Serena Marchi, dal canto suo, è stata bravissima a non intaccare con riflessioni o considerazioni il pensiero delle sue intervistate, facendoci però gustare il piacere, l'ambientazione, il contorno dell'intervista e dando così più risalto alla dimensione personale ed unica di ciascuna donna invitata a parlare. Non solo parole, quindi, ma un pensiero contestualizzato. Contesto arricchito dalle storie di queste donne di cui seguiamo le performances in Tv o sui giornali, ma che troppo spesso non abbiamo il tempo o la possibilità di conoscere. Chi erano prima di diventare personaggi pubblici? Qual è il loro background e la loro provenienza familiare? Cosa le ha portate ad entrare in politica? Cosa pensano di se stesse e delle altre donne? Come sono i rapporti tra donne e le differenze con gli uomini in politica? Cosa pensano delle quote rosa? Come definirebbero un leader? Tutte domande semplici all'apparenza, ma che forniscono spunti a risposte diverse, ma tutte a loro modo interessanti. Ed è sorprendente vedere come in questi racconti lo schieramento, l'appartenenza a questo o quel partito finiscono per essere mitigate o in qualche caso annullate. Testimonianze forti, sicure, accorate, personali, importanti, specchio di una società in evoluzione, di un pensiero moderno ma fortemente consapevole e radicato nella storia di ieri.
Dal canto mio, beh, non dirò quali donne ho preferito perché tutte mi hanno lasciato qualcosa, un impressione, un dettaglio, una sensazione più o meno incisiva. Mi ha stupito, però, trovarmi d'accordo con persone di partiti lontani da quelli che sostengo e perfino con persone che in TV detesto sentir parlare. Incredibile la potenza della parola: se prese in un contesto intimo, rilassato, fuori dalla bolgia mediatica, con tutte queste donne si può dialogare, confrontarsi, dissentire o concordare. Oserei dire che leggere Pink tank è stato…istruttivo e corroborante. Ovvio, quindi, che lo consiglio.


Opera recensita: "Pink tank. Donne al potere, potere alle donne" di Serena Marchi
Editore: Fandango, 2019
Genere: reportage
Ambientazione: Italia
Pagine: 204
Prezzo: 16,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.


martedì 20 agosto 2019

RECENSIONE: LEONARDO PALMISANO - ASCIA NERA. LA BRUTALE INTELLIGENZA DELLA MAFIA NIGERIANA


Sinossi:
Leonardo Palmisano continua a indagare la nuova criminalità e lo fa con il suo stile lucido e implacabile come le mafie che incontra nel suo viaggio all’inferno. Per questo nuovo libro ha deciso di affrontare la schiavitù sessuale e la tratta degli esseri umani incontrando una delle organizzazioni più pericolose degli ultimi anni. La chiamano Black Axe, Ascia Nera, ed è nata negli anni Settanta all’università di Benin City, in Nigeria, come una confraternita di studenti. All’inizio è una gang a metà tra un’associazione religiosa (li chiamano culti) e una banda criminale, che stabilisce riti d’iniziazione e impone ai suoi affiliati di portare un copricapo, un basco con un teschio e due ossa incrociate, come il simbolo dei corsari. Oggi invece è una nuova mafia e i tentacoli di questa organizzazione sono arrivati anche in Italia, dove i boss nigeriani hanno iniziato a dettare legge nei sobborghi delle nostre città. Dopo Ghetto Italia e Mafia Caporale Leonardo Palmisano conclude la sua trilogia sullo sfruttamento con Ascia Nera, un’inchiesta sul campo fatta di incontri e interviste alle vittime e ai carnefici di un’organizzazione spietata che sta diventando una delle minacce più concrete alla sicurezza del nostro paese.

Commento:
Interessante ed inconsueto questo saggio-inchiesta dello scrittore e sociologo pugliese Leonardo Palmisano che affronta lo spinoso e poco conosciuto argomento della mafia nigeriana in Italia. Negli anni Settanta, all'università di Benin City, in Nigeria, nasce un movimento studentesco, il Neo Black Movement, che in modo rapido ed efficace diventa un'organizzazione mafiosa internazionale: è quella che oggi conosciamo come Black Axe, Ascia nera, una delle più floride, radicate, estese e pericolose espressioni della mafia moderna. E' un'organizzazione invisibile, tentacolare, tecnologicamente avanzata; si crea una larga base di consenso in patria "prendendosi cura" dei suoi appartenenti, pagando spese legali e andando a trovare chi è in carcere, pensando alle famiglie, aiutando i giovani a studiare ed inserendoli poi lavorativamente nell'organizzazione. La sua forza? E' priva di qualunque carattere familiaristico, è meritocratica – chi fa bene e dimostra solidità, affidabilità, testa fa carriera -, investe sui giovani ma fa conto sugli adepti della prima ora per acquisire consenso e rispettabilità. Incredibilmente, sembrerebbe un buon sistema economico, avanzato e accorto, se non fosse volto al crimine e allo sfruttamento di esseri umani. Sì, perché ogni attenzione, ogni favore dell'organizzazione non fa altro che accrescere il già smisurato debito – economico oltre che di gratitudine – che già grava dalla nascita su ogni africano. Ed è così che i giovani partono, diretti verso l'Italia, l'Europa, l'Asia; prostitute e spacciatori, commercianti, riciclatori, agenti di "cambio", informatici… una gerarchia in continuo mutamento, una rete capillare e funzionale, un sistema intelligente ed organizzato, chirurgico e invisibile e per questo terribilmente pericoloso e implacabile. Non si fugge da una trappola del genere, non c'è via di scampo.
Ma i tentacoli di Ascia nera non si limitano certo al "piccolo crimine": se le cose vanno così bene, perché non estendersi, perché non commerciare voti, armi, diamanti, petrolio, articoli infinitamente più redditizi delle persone? E così l'organizzazione si procura contatti con i luoghi dello smercio, politici, ma anche altri mafiosi. Quella nigeriana è una mafia nuova, che ha avuto bravi maestri e li ha superati come succede ad ogni ottimo allievo. Leonardo Palmisano ce la descrive qui in un racconto appassionante, fatto di interviste ai diretti interessati, vittime e carnefici che sempre sono a loro volta vittime, ma qualche volta sono anche compiaciuti della "bravura" dei loro capi e della funzionalità del sistema cui appartengono. Questo non è per niente un saggio demagogico o teorico: questo è uno scritto importante perché diretto, partecipato, comprensibile, di forte impatto umano e sociale. Ho apprezzato molto lo stile di Palmisano che mi ha ricordato un altro saggio meraviglioso, La frontiera del compianto Alessandro Leogrande: anche qui ritrovo la competenza unita alla partecipazione personale e soprattutto alla franchezza di chi sa e vuole farsi leggere e capire da tutti. Leonardo Palmisano non è nuovo alla trattazione di questi temi: tra le sue molte pubblicazioni, prima di Ascia Nera, aveva scritto Ghetto Italia e Mafia caporale, quindi questo è solo l'ultimo libro di un'ideale e triste trilogia sullo sfruttamento degli esseri umani nel nostro Paese. Per quanto mi riguarda, recupererò presto gli altri suoi libri.


Opera recensita: "Ascia nera. La brutale intelligenza della Mafia nigeriana" di Leonardo Palmisano
Editore: Fandango, 2019
Genere: saggio, inchiesta
Pagine: 218
Prezzo: 16,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.