simposio lettori copertina

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giovedì 5 dicembre 2019

RECENSIONE: CARLOS GARCìA MIRANDA - IL CLUB DEI LETTORI ASSASSINI


Sinossi:
Angela è una giovane matricola dell’università di Madrid, timida, studiosa e con il naso sempre infilato tra le pagine di un romanzo. L’unico genere che non ama è l’horror, ma si sforza di vincere la paura quando il suo amico Sebas le chiede di leggere It per il neonato Club di lettura su Stephen King. È solo finzione, si dice Angela; sono cose che non possono accadere davvero. Ma non sa quanto si sbaglia. Perché quando la macabra morte di un professore sconvolge l’università, Angela e i suoi amici si rendono conto che c’è un assassino vicino a loro. O forse tra loro. Un assassino che si ispira a tutto il terrore raccontato da Stephen King, e che torna a colpire ancora e ancora. Senza potersi fidare di nessuno, Angela si trova prigioniera del più spaventoso racconto dell’orrore: quello che non puoi smettere di leggere. Puoi solo scegliere se essere la prossima vittima, o diventare il carnefice. Con un colpo di scena dopo l’altro, Il club dei lettori assassini è un omaggio appassionante e mozzafiato al re dell’horror, e a quello che ci insegna nei suoi capolavori: non si può scappare da ciò che ci fa più paura.

Commento:
In un'aula della facoltà di filologia dell'Università Complutense di Madrid (UCM) uno studente, Sebas, organizza un club di lettura con tema Stephen King. Il primo libro ad essere letto è It e al primo incontro del club si presenta un gruppo variegato di ragazzi, non tutti propriamente interessati all'horror e alla lettura: Angela, amica di Sebas e amante dei libri ma non di King, il suo fidanzato Nando che lavora al bar Campus; Sara, amica di Angela con l'ambizione di diventare un'attrice; il suo violento e inopportuno ragazzo Ray; Eva, studentessa dark tirocinante in biblioteca; Coldo, un booktuber costantemente alla ricerca di likes; Virginia, la più stralunata del gruppo, perennemente fatta. Il giorno dopo il club, un sabato mattina, ad Angela succede un episodio sgradevole che coinvolge un professore della facoltà. La voce, volente o nolente, si diffonde e gli amici più prossimi alla ragazza, ossia proprio i membri del club, si propongono di fare al docente lo scherzo che ultimamente impazza per la rete: prendendo ispirazione dal romanzo di King, ci si traveste da Pennywise e si spaventa il malcapitato. Dalla sera in cui i ragazzi travestiti da pagliacci assassini si presentano in facoltà, però, più niente sarà come prima: non solo lo scherzo è finito male, ma c'è qualcuno che scrive un romanzo a puntate su ciò che è accaduto. Purtroppo, però, The clown UCM, così si firma sul web, sembra non volersi limitare a scrivere una fan fiction, ma intende vendicarsi del gruppo: moriranno tutti, un capitolo per volta. Ma chi è The Clown UCM? Chi si nasconde dietro al pagliaccio assassino e pure hacker se non uno di loro? Tra diffidenza e terrore crescente, la storia prende una piega inaspettata ed originale: il novello Clown si ispira sfacciatamente ai libri di King, manovra le loro vite a piacimento e conosce tutto di Angela, anche cose che lei non ha rivelato ad anima viva. È chiaro: l'ultima vittima, quella designata è lei e la motivazione potrebbe non essere per niente scontata. Un libro che, più di tutto, è un omaggio a Stephen King e ai maestri dell'horror: chi scrive un horror deve necessariamente essere due cose, un profondo conoscitore dell'animo umano e delle sue paure, nonché un ottimo scrittore. L'idea di fondo, in questa storia tutto sommato semplice ed intuitiva, è che non ci si libera mai da ciò di cui si ha paura senza affrontarlo di petto. Le paure si generano sempre da qualcosa che non si conosce e ci si rifiuta di affrontare: così accade ad Angela, la protagonista di questa storia, che crede di soffrire di courofobia (paura dei pagliacci), ma che in fondo è vista come la più debole del gruppo proprio per via delle sue molte paure. Se non si affrontano, le paure sono destinate a crescere, a diventare mostri difficili da dominare.
A chi consigliare questo libro? Sicuramente a chi si sente insicuro, a chi vive male una propria paura e crede di non essere in grado di affrontarla; poi lo consiglierei a chi sarebbe intenzionato a cominciare a leggere qualcosa di King, perché potrebbe trarre qualche spunto interessante; non lo consiglio ai profondi conoscitori del maestro perché… perché l'originale è inimitabile! Si capisce che parlo da estimatrice? 😉


Opera recensita: "Il club dei lettori assassini" di Carlos Garcìa Miranda
Editore: Dea Planeta libri, 2019
Genere: thriller
Ambientazione: Madrid
Pagine: 368
Prezzo: 17,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 7


sabato 17 agosto 2019

RECENSIONE: AYANTA BARILLI - UN MARE VIOLA SCURO


Sinossi:
Un bisnonno, Belzebù, dal nome improbabile e inquietante. E un luogo, Colorno, così carico di segreti e di orrore da non potersi evocare. Parte da qui, dagli ostinati silenzi e dalle invenzioni di una famiglia di saltimbanchi, bugiardi, scrittori, amazzoni e diavoli, il viaggio di Ayanta alla scoperta della sua verità.
Tre donne: Elvira, Angela, Caterina. Un secolo di Storia: la nostra. E poi Padova, Parma, Roma, Tellaro, Madrid. Per riannodare il filo contorto e spezzato della memoria, Ayanta si addentra nel labirinto ora spaventoso, ora traboccante di luce delle proprie radici, fruga nei vecchi cassetti, separa le favole dalla realtà, le leggende dalle bugie. Sveglia fantasmi a lungo sopiti, forza le stanze chiuse dei ricordi, traccia i frastagliati contorni di un dramma famigliare ma non domestico – anzi, universale – lungo tre generazioni. Perché sono le donne a custodire la memoria, lacune e omissioni comprese, delle generazioni passate e presenti. E sono sempre loro, le donne, a mettere le mani in quei cassetti, a trasformare i detriti in storie che pretendono di essere ascoltate. Storie così vive da riguardarci tutti.
Finalista del Premio Planeta e grande successo di vendite in Spagna, Un mare viola scuro è l’esordio di una scrittrice di talento, capace di affrontare i temi fondamentali – l’amore, la condizione femminile, la perdita, la scrittura – attraverso una lingua di rara sensibilità.

Commento:
Quando muore un parente stretto ci si stupisce sempre per quel dettaglio importante che non si conosce. Da quel dettaglio, però, spesso parte una serie di scoperte più o meno dolorose, fatte di ricordi, omissioni, dettagli mancanti, pieni e vuoti di cui non si sospettava neppure l'esistenza. E' un po' quello che succede ad Ayanta Barilli che, alla morte della nonna Angela, non conosce il vero nome del padre da indicare nel certificato. Tutti in casa lo chiamavano Belzebù, ma di certo non è questo il suo nome. E proprio quel nome, unito ad un altro, susciterà in Ayanta ricordi e nostalgie che le faranno venir voglia di scoprire la vera storia della sua famiglia. Sarà proprio indagando tra le carte, tra i ricordi, tra gli aneddoti veri o inventati, sarà tuffandosi nelle pagine scritte ed autopubblicate da Angela, che Ayanta scoprirà la storia di Elvira e della sua presunta follia, di Belzebù e delle sue insicurezze, di Angela e della sua forza, di Carlotta e Caterina così vicine eppure così diverse… e solo così riuscirà davvero a capire chi è lei, da dove viene e da cosa deve salvarsi. Un tuffo nei ricordi, un salto nel buio in un mare di sofferenza, cattiveria, menzogna, indifferenza o incapacità di comprendere. Un viaggio salvifico nella conoscenza di sé.
Un mare viola scuro, a metà tra autobiografia, saga familiare e memoir di famiglia, racconta una storia familiare, intima e universale, una storia che in molti punti tocca quelle di tante altre famiglie italiane del Novecento, di tante altre donne intrappolate in una scelta sbagliata e punite troppo duramente dalla vita per quell'unico sbaglio. La follia, la malattia, la famiglia, le donne e la loro capacità di rinascere e sopravvivere sempre, il succedersi delle generazioni, sono questi i temi portanti di questo romanzo così sincero e a tratti commovente, che porta con sé il sapore antico della sofferenza troppo spesso nascosta e soffocata. Una lettura non facile, sia per la portata dei temi affrontati, sia per lo stile che mescola pensieri dell'autrice, parti dei diari e delle lettere delle donne di cui traccia il vissuto. Sebbene il racconto sia armonico e tutto si incastri perfettamente nella narrazione, il leggero cambio di stile nonché il cambio di narratore può portare qualche attimo di spaesamento. Un'ottima lettura, comunque, che regala numerosi spunti di riflessione.

Opera recensita: "Un mare viola scuro" di Ayanta Barilli
Editore: Dea Planeta, 2019
Genere: autobiografia, saga familiare
Ambientazione: Italia-Spagna, 1883-2018
Pagine: 400
Prezzo: 17,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


lunedì 12 agosto 2019

RECENSIONE: DOV ALFON - SARà UNA LUNGA NOTTE


Sinossi:
Quando il commissario Jules Léger, della polizia giudiziaria di Parigi, arriva al Terminal 2 dell’aeroporto Charles de Gaulle, il mal di testa è in agguato e la situazione già piuttosto complicata: Yaniv Meidan, venticinquenne israeliano sbarcato dal volo El Al 319 proveniente da Tel Aviv e innocuo responsabile marketing di un’azienda di software, è appena scomparso da uno dei luoghi più sicuri di Francia.
I filmati delle videocamere sorveglianza mostrano Meidan salire in ascensore in compagnia di una bionda e subito dopo… sparire nel nulla. Il colonello Zeev Abadi, responsabile fresco di nomina dell’unità 8200 dei Servizi segreti israeliani, si trova a Parigi “per caso”. Sempre che uno al caso ci creda. E adesso pretende di ficcare il naso nelle indagini di un sempre più diffidente Léger. Mentre al quartier generale di Tel Aviv gli aggiornamenti di intelligence sul caso Meidan si succedono a ritmo vertiginoso, un secondo cittadino israeliano reduce dal volo El Al 319 viene prelevato con la forza da un commando cinese. Trasformando quello che pareva un caso di polizia in un inquietante garbuglio su scala internazionale.
Ambientato nell’arco di ventiquattro, concitatissime ore tra Parigi, Tel Aviv, Washington e Macao, e scandito da un numero impressionante di cadaveri e colpi di scena, Sarà una lunga notte è un thriller intelligente dall’intreccio straordinariamente efficace e venato di tagliente ironia. In grado di illuminare, grazie all’esperienza sul campo del suo autore, gli aspetti più opachi e paradossali del mondo in cui viviamo. Con 60.000 copie vendute e 24 settimane in testa alle classifiche in Israele, Sarà una lunga notte è un caso editoriale in corso di traduzione in 12 paesi, destinato a diventare una serie tv prodotta dai creatori di Hatufim, la serie che ha ispirato Homeland.

Commento:
Beh, che dire? Questo thriller forse difetterà di sentimenti, ma trasuda efficienza da tutti pori, anzi da tutte le pagine! Che l'autore, Dov Alfon, non improvvisi lo si capisce subito: è un ex ufficiale dell'Unità 8200 dell'Intelligence militare israeliana – proprio quella coinvolta nel romanzo – e conosce bene Parigi e Tel Aviv perché vi è cresciuto… non si può negare che abbia esperienza sul campo. Sarà una lunga notte è un thriller convulso, un racconto corale in cui luoghi, persone, mansioni si confondono in un affascinante groviglio d'acciaio. L'avrebbe mai detto il commissario Leger che quella ordinaria mattina all'aeroporto di Parigi avrebbe cambiato per sempre ciò che restava della sua carriera? L'avrebbe mai detto il tenente Oriana Talmor che si sarebbe ritrovata temporaneamente a capo di una delle unità più segrete dell'Intelligence israeliana e avrebbe dovuto gestire la nomina del suo prossimo superiore, questo colonnello Habadi che al telefono sembrava così simile a lei eppure era  odiato da tutti e contemporaneamente un'intricata, nebulosa e rischiosa indagine che coinvolge diverse potenze internazionali? E l'avrebbe detto lui, il Colonnello Zeev Abadi, che proprio mentre era in ferie a Parigi avrebbe dovuto occuparsi di quello che da un rapimento avrebbe finito per diventare un caso spinoso che coinvolgeva, tra i tanti,  un altro militare israeliano? Beh, chissà perché, ma sono qualcosa mi dice che proprio lui l'avesse previsto. Tra tecnologie all'ultimo grido, armi precise e di ultima generazione, misteriosi commandi cinesi, politici e militari avvezzi ai giochi di potere e uomini d'affari senza scrupoli, questo thriller al cardiopalma si snoda con sorprendente rapidità e sicurezza negli anfratti più bui della politica e dell'economia mondiale, senza dimenticare di inserire, tra le righe, interrogativi più che giustificati sull'uso della tecnologia e dei dati da parte dei reparti di sicurezza internazionali. Oggi qualunque nostra azione che abbia a che fare con la tecnologia e il web è tracciabile, controllata e spesso utilizzata. Ma che uso viene fatto davvero dei nostri dati, movimenti, operazioni quotidiane?
All'inizio della lettura il racconto sembra frammentato e non è facile entrare nel giro di personaggi, uffici, gradi, ma poi ciò che prima era apparentemente slegato ci appare in tutta la sua complessità e l'intrico è più chiaro a ogni passo. Tanti sono ancora i punti oscuri, specialmente quelli inerenti i legami solo accennati tra Oriana e Abadi, ma la sensazione è che ci sia tanto ancora da scoprire… quindi perché non sperare in un seguito o magari in una serie?


Opera recensita: "Sarà una lunga notte" di Dov Alfon
Editore: Dea Planeta Libri, 2019
Genere: thriller, spy-story
Ambientazione: Parigi-Tel Aviv
Pagine: 496
Prezzo: 17,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.

domenica 8 aprile 2018

RECENSIONE: ALESSANDRO MILAN - MI VIVI DENTRO


Sinossi:

Tutto comincia alle sei di mattina, in radio, dove due giornalisti assonnati si danno il turno. Lui è appena arrivato e cerca di svegliarsi con un caffè,

lei sta correndo a casa dopo aver lavorato tutta la notte. E succede che nella fretta i due si scambiano per errore i cellulari. Si rivedono qualche ora

più tardi, e da un dialogo surreale nasce un invito al cinema, poi una mostra, un aperitivo, una gita in montagna. Francesca è bassina, ha i capelli biondi

sparati, due occhioni azzurri che illuminano il mondo. È una forza della natura, sempre in movimento, sempre allegra. Alessandro è scherzoso e un po' goffo,

si lascia travolgere da Francesca e dall'amore che presto li lega. E da lei impara, giorno dopo giorno, a vivere pienamente ogni emozione, a non arretrare

di fronte alle difficoltà, a capire il significato della resilienza. E così anni dopo, insieme, con il sorriso sulle labbra, si troveranno a combattere

la più terribile delle battaglie. Senza arrendersi mai.

 

Commento:

La cosa più dura da sopportare nella lettura di questo libro non è la malattia, non è la sofferenza, non è la morte. E’ che, leggendo, si sa che questa è una storia vera e che chi l’ha scritta è chi la vissuta in prima persona.

E’ la storia di Francesca che per sei anni affronta un tumore e perde la battaglia con la malattia. E’ la storia di Alessandro che le sta accanto giorno dopo giorno, rinunciando a una parte di se stesso per lei; è la storia dei loro due bambini Angelica e Mattia, delle loro famiglie, dei loro amici… amici veri, pronti a farsi in quattro per aiutare, per stare vicino, per sorreggere, per far sorridere. Francesca, alla fine, ha perso la battaglia con il tumore, sì, ma insieme a tutti loro ha vinto la battaglia della resilienza: ha vissuto fino all’ultimo, ha viaggiato, ha scritto libri, ha parlato della sua vicenda in Tv per dimostrare al mondo che ogni giorno vale la pena di essere vissuto, vale la pena di provare un’emozione, sempre, anche se dovesse essere l’ultima. Questa è una storia di sopravvivenza, anche se sembra assurdo, è una storia d’amore contro la morte. E il libro è stato evidentemente scritto per questo, per raccontare al mondo la storia di Francesca e della sua forza, per proseguire il suo racconto. E’ una lettura breve, ma intensa e difficile che, comunque, consiglio.

 

Opera recensita: “Mi vivi dentro” di Alessandro Milan

Editore: Dea Planeta Libri, 2018

Genere: narrativa italiana

Ambientazione: Milano

Pagine: 260

Prezzo: 17,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5.