simposio lettori copertina

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lunedì 16 dicembre 2019

RECENSIONE: STEPHEN KING, BEV VINCENT - ODIO VOLARE


Sinossi:
Curata da Stephen King insieme a Bev Vincent, suo amico e collaboratore da sempre, Odio volare è una raccolta di racconti horror che hanno un particolare filo conduttore: sono tutti ambientati ad alta quota, a bordo di un aereo. Ed essendo horror, naturalmente raccontano tutto quello che di orribile può succedere quando sei sospeso in aria a diecimila metri di altezza, chiuso in una scatola di metallo (e il riferimento non è per niente casuale) che sfreccia a più di 800 chilometri l'ora, insieme a decine di sconosciuti che potrebbero fare qualunque cosa. King, che sicuramente non ama viaggiare in aereo, ha fornito il suo personale contributo al volume aggiungendovi un'introduzione, le note a ogni storia e soprattutto un racconto originale L'esperto di turbolenze. Inoltre ha reclutato Joe Hill che ha scritto Siete liberi, altra storia ad hoc completamente inedita. Il resto del libro contiene un mix di storie nuove e già pubblicate di autori famosi e meno noti, tra cui Sir Arthur Conan Doyle, Richard Matheson, Ambrose Bierce, Dan Simmons, Ray Bradbury, e altri ancora.
King ha raccontato così le origini del libro: Allora, eravamo seduti a cena prima della proiezione de La Torre Nera a Bangor, e sapevamo che molte persone sarebbero arrivate in aereo per partecipare all'evento. Io ho confessato che odio volare e la conversazione si è concentrata su storie di aerei, alcune spaventose altre divertenti. Ho notato che non era mai stata pubblicata una raccolta di racconti horror sul volo, anche se me ne erano venuti in mente diversi sul tema. Qualcuno avrebbe dovuto farla. Bev Vincent, che è un incredibile pozzo di scienza, ha accettato di curarla con me e ora eccola qui. Bev e io pensiamo che sia una lettura ideale da aereo, specialmente durante gli atterraggi turbolenti.

Commento:
Odio volare è un'originale raccolta di racconti dell'orrore, curata da Stephen King e Bev Vincent, che raccoglie al suo interno storie edite ed inedite di grandi maestri come Conan Doyle, Ray Bradbury, Matheson, ma anche di autori meno noti e nuove promesse. Il risultato è una lettura godibilissima, ideale per i viaggi – lunghi o brevi che siano – in volo. Chi di noi, infatti, sapendo di dover prendere un aereo, non ha immaginato una disgrazia, un imprevisto, una semplice turbolenza, un viaggio movimentato per qualche motivo? Beh, qui c'è un nutrito campionario di possibilità con cui baloccarsi e, magari, esorcizzare l'inquietudine o la paura del volo. Poi, è chiaro, ciascuno preferirà un certo tipo di storie piuttosto che altre – io per esempio ho preferito quelle più realistiche e che non comprendevano creature soprannaturali – ma la scelta è piuttosto ampia.
In ogni caso, è una lettura che vi consiglio, sia che abbiate o non abbiate paura di volare.

Opera recensita: "Odio volare" di Stephen King e Bev Vincent
Editore: Sperling & Kupfer, 2019
Genere: horror, raccolta di racconti
Ambientazione: i cieli del mondo
Pagine: 352
Prezzo: 17,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


sabato 14 dicembre 2019

RECENSIONE: CARLO BONINI, GIANCARLO DE CATALDO - SUBURRA


Sinossi:
Una Roma lunare e sguaiata scenario di una feroce mattanza. Un Grande Progetto che seppellirà sotto una colata di cemento le sue periferie. Due vecchi nemici, un bandito e un carabiniere, che ingaggiano la loro sfida finale. Intanto, mentre l’Italia affonda, politici, alti prelati e amministratori corrotti sgomitano per partecipare all’orgia perpetua di questo Basso Impero criminale.
«Il Libanese era morto. Tanti altri erano morti, qualcuno era diventato infame, qualcuno si faceva la galera in silenzio, sognando di ricominciare, magari con un lavoretto senza pretese. Il Samurai era ancora là. L’antico nome di battaglia denunciava ormai soltanto sogni abbandonati. Ad affibbiarglielo era stato il Dandi, ma lui aveva cercato di esserne degno. E il potere, quello, era concreto, vivo, reale. Il Samurai era il numero uno».

Commento:
Beh, un libro conosciuto da molti, divenuto famoso sia per il film che per la serie Tv che ne sono stati tratti, che presentano, tuttavia, alcune differenze, se non altro di annualità. La vicenda raccontata qui si svolge nel 2011, sempre a Roma e sempre con – gira e volta – gli stessi attori protagonisti: cambieranno i personaggi, tra libro, film e serie TV, ma i protagonisti della corruzione – a Roma come ovunque – sono gli stessi, politici, mafiosi, ecclesiastici, affaristi di ogni risma e gente della strada. A combatterli le forze dell'ordine… non tutte, però. Suburra è un libro che descrive, con spietata lucidità, un mondo fatto di tante persone, un mondo col quale, volente o nolente, abbiamo tutti a che fare ogni giorno… perché magari anche il ristoratore dove andiamo a fare una cena elegante, anche il prelato che allieta le nostre celebrazioni, anche chi ci affabula con sogni e promesse da una tribuna, chi raccoglie la nostra denuncia può esserne invischiato. Il potere fa gola a tanti e tanti vogliono metterci le mani. Un romanzo che scorre agevolmente, nonostante non sia piccolissimo, ma dal quale mi aspettavo quel guizzo in più che non ho trovato. Probabilmente, però, è colpa mia che l'ho letto dopo aver visto sia il film che la serie Tv.


Opera recensita: "Suburra" di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo
Editore: Einaudi, 2013
Genere: narrativa italiana
Ambientazione: Roma, 2011
Pagine: 544
Prezzo: 15,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


mercoledì 11 dicembre 2019

RECENSIONE: YASUNARI KAWABATA - IMMAGINI DI CRISTALLO


Sinossi:
I cinque racconti di Immagini di cristallo, scritti intorno agli anni Trenta, rivelano già con il loro stile deciso e sensuale, il singolare universo narrativo di Kawabata. Vi dominano indimenticabili figure femminili di cui il grande scrittore ci racconta con una sensibilità estranea alla cultura occidentale, offrendoci varie situazioni pervase di un erotismo talvolta sottile e diffuso, talvolta cupo e violento.

Commento:
Nei cinque racconti contenuti in questa raccolta, originariamente scritti e pubblicati negli anni Trenta, Kawabata affronta ancora una volta un tema a lui caro: la bellezza femminile. Lo fa, qui come in altre opere, con una tensione erotica onnipresente, che varia di intensità e modalità ad ogni racconto, ma che è sempre viva e palpabile. Si intuisce chiaramente la linea che Kawabata voleva dare all'argomento: tutti i racconti possono essere "stagionalizzati", quasi a voler segnare un percorso di esplorazione spirituale – contemplazione quasi – della donna nella sua bellezza variabile, ma presente a tutte le età, in tutte le stagioni della vita.
Personalmente non posso dire di aver apprezzato tutti i racconti allo stesso modo, ma questo è soggettivo, dipende dalla sensibilità e dal gusto di ognuno. Resta il fatto che Immagini di cristallo è indubbiamente un'opera poco conosciuta, ma di grande valore letterario.

Opera recensita: "Immagini di cristallo" di Yasunari Kawabata
Editore: Einaudi, 2007 (prima ed. originale 1991)
Genere: raccolta di racconti, narrativa giapponese
Ambientazione: Giappone
Pagine: 128
Prezzo: 8,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


RECENSIONE: MARIOLINA VENEZIA - VIA DEL RISCATTO. IMMA TATARANNI E LE INCOGNITE DEL FUTURO


Sinossi:
Ma cos’ha di eccezionale Imma Tataranni, croce e delizia della Procura di Matera? Semplice! È una donna normale. Questa volta, a far ticchettare il suo tacco dodici sono una femme fatale dal profumo conturbante, due fratelli coltelli e una simpatica vecchia canaglia. Tra le mura di palazzo Sinagra giace il cadavere di un agente immobiliare, Antonello Ribba. Chi l’ha ucciso? Difficile essere sicuri di qualcosa, in un luogo popolato di antichi fantasmi come i Sassi di Matera. Tutto sembra inafferrabile, da quelle parti perfino la speculazione edilizia assume contorni quasi kafkiani. Quel che è certo è che ci sono in ballo sentimenti estremi, nei quali la nostra Piemme si identifica pericolosamente. Ma se il suo tribunale interno la dichiara colpevole, e lei si sente per un attimo un’Anna Karenina in salsa materana… non ha nessuna intenzione di gettarsi sotto un treno!
In un palazzo disabitato dalle parti di via del Riscatto, nell’inquietante stanza rossa decorata con i vizi capitali, viene trovato il cadavere di un agente immobiliare. L’indagine questa volta si snoda proprio nel cuore dei Sassi, fra antichi monasteri, madonne bizantine, grotte e mura seicentesche. Al quarto appuntamento, Imma Tataranni è piú insofferente e peggio vestita che mai. Con lei ritroviamo la colorata tribú che sempre l’accompagna. La suocera, che giocherà un ruolo nell’indagine, sperando di conquistare terreno nella Matera bene. La cognata, che sente i fantasmi. E il marito Pietro, che ha tanta pazienza, ma prima o poi la potrebbe perdere. Come in una partita a poker, la Piemme materana in tacco dodici dovrà capire, fra i tanti sospettati, chi è che bluffa. Ma anche tenere a bada il bel maresciallo Calogiuri, che sentendosi trattato come un toy boy le fa imbarazzanti scenate di gelosia. Per non parlare di sua figlia Valentina, che abbraccia ideologie estreme, e potrebbe mettere nei guai anche lei. In una Matera sospesa fra riscatto e speculazione edilizia, c’è chi si abbandona all’autocelebrazione, e chi sviluppa per la stessa un’antipatia tale da poter indurre all’omicidio…

Commento:
Di solito, quando termino la lettura di un libro, scrivo la recensione subito, quasi di getto. Per i libri ricchi e non banali, invece, mi serve sempre qualche ora in più, quasi volessero restare lì a decantare, a farmi riflettere. Mi è accaduto per ognuno dei quattro libri con Imma Tataranni, anche con quest'ultimo, proprio come accade ad Imma quando si appresta a chiudere un caso: le serve tempo, approfondimento, deve rimuginare, essere sicura, convinta, ascoltare le voci, ciò che dicono e non dicono le persone, deve far quadrare il cerchio senza possibilità di dubbio. Accade così anche in quest'ultimo omicidio ambientato proprio tra i sassi: Antonello Ribba, agente immobiliare con moglie e un figlio, è stato ritrovato ucciso da un colpo di pistola proprio in un palazzo che avrebbe dovuto vendere. Chi lo ha ucciso? Ah, i colpevoli si sprecano, "fanno a gara"! L'ha ucciso l'avvocatessa so tutto io che se n'è venuta fresca fresca da Roma? L'ha ucciso il figlio del proprietario del palazzo? O forse c'entra Domenico, quello che l'aveva fatto entrare in agenzia e che per colpa sua aveva perso il posto? E cosa c'entra la donna che Imma ha incontrato all'ora del delitto mentre passeggiava lì attorno?
Tanti, troppi interrogativi che, se uniti a quelli personali… farebbero venire un mal di testa a chiunque. Che fare, infatti, con Calogiuri che si sente trattato come un toy boy (e me lo sento nelle orecchie, da buon salentino, mentre rimugina "toy bboy, eh? Toy bboy!")? E Pietro, suo marito, cos'ha capito? E Valentina in che cosa si starà infilando? Un nuovo scottante caso per la PM più temuta del Centro Sud, una nuova indagine tutta da scoprire.

Opera recensita: "Via del riscatto. Imma Tataranni e le incognite del futuro" di Mariolina Venezia
Editore: Einaudi, 2019
Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Matera
Pagine: 256
Prezzo: 17,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


martedì 10 dicembre 2019

RECENSIONE: MARIOLINA VENEZIA-RIONE SERRA VENERDì. IMMA TATARANNI E LE TRAPPOLE DEL PASSATO (IMMA 03)


Sinossi:
Il quartiere di Serra Venerdí fu progettato per portarci gli abitanti dei Sassi, il cuore antico di Matera, dopo l’esodo forzato degli anni ’50. Ma le utopie degli urbanisti si scontrano con la realtà, e Serra Venerdí diventa Rione Apache: l’omicidio di una coetanea della Piemme Tataranni, seguito da altri fatti sconcertanti, punta il dito su una Storia che sembra passare sempre sulla testa dei piú deboli. Con l’immancabile tacco dodici, Imma percorre la Basilicata per ricostruire un episodio del periodo postunitario, lasciandosi stregare dai paesaggi e ritrovandosi a fare i conti con i propri lati oscuri. Il marito Pietro e la figlia Valentina le sono accanto come sempre. Ma stavolta la dottoressa rischia di perdere quanto ha di piú caro. E forse c’è lo zampino del bel maresciallo Calogiuri…
La dottoressa Tataranni è alle prese con un omicidio che affonda le radici nel passato. E se lei stessa avesse contribuito inconsapevolmente alla morte di Stella Gallicchio? L’indagine, oltre che negli spettacolari scenari delle Dolomiti Lucane, e nei «vicinati» dei Sassi, si svolge negli angoli bui dei suoi ricordi. «La memoria, spesso, è una dannazione. Tira fuori episodi imbarazzanti, dettagli inutili quando cerchi qualcosa di essenziale, ti ripropone una frase o un viso che vorresti cancellare, condanna all’oblio chi non se lo merita. La memoria, lei, l’avrebbe condannata senza sconti di pena». In una Matera impaziente di concedersi a un turismo sempre piú invadente, un passato di miseria torna come un fantasma. Fra rampolli di nobili famiglie, ragazzini che custodiscono innominabili segreti, grotte preistoriche e villaggi abbandonati, Imma indaga fianco a fianco al maresciallo Calogiuri, che non è piú il ragazzo soggiogato dal suo carisma, e se lei diventa troppo autoritaria, arriva a ribellarsi. Improvvisamente, Imma vede in lui l’uomo, e sta per succedere l’irreparabile. Cosa ne sarà dell’amorevole Pietro, e dell’adolescente Valentina, che si comporta col fidanzato come se fossero una vecchia coppia? Cederà la dottoressa all’attrazione per il bel maresciallo, mettendo in pericolo la sua famiglia? E poi… esiste un mostro che si aggira nelle strade di Matera? Qualcuno, in ufficio, fa il furbo? Troppe domande per una donna sola! Fortuna che Imma Tataranni non si dà per vinta, e se inciampa si rialza. Una nuova avventura della Piemme piú chiacchierata del Centro Sud, dopo Come piante tra i sassi e Maltempo.

Commento:
La memoria, dannazione e salvezza, è una delle poche armi, oltre alla incrollabile tenacia, di cui Imma Tataranni è ben provvista. La memoria, inopportuna, infida, da condannare senza sconti di pena, è la chiave per risolvere questo caso che viene dal passato. È morta Stella, una ex compagna di liceo di Imma, una delle pochissime con cui aveva legato. Ed è morta in circostanze strane, con troppe persone attorno, lei che ne aveva sempre avute poche.
Cosa sa il nobile e spiantato De Nardis? Cosa ha visto la sarta Staffieri dalla sua postazione? Che confidenze avrà raccolto l'estetista Marchitella tra una ceretta e una gonfiatina alle labbra? E cos'ha visto Stacchiuccio, il bambino con la giacca rosa shocking che sa tutto dei Sassi e delle grotte di Matera? In un quartiere nato per ospitare l'élite e diventato rifugio per gli ultimi, è morta una donna che stava provando a prendersi dalla vita quello che non le era toccato in sorte, una che aveva finalmente deciso di superare la timidezza e provare a ritagliarsi un'ora di felicità. Ma, come succede sempre, tra chi sa e non dice e chi non sa e parla troppo, Imma non riesce a venire a capo di nulla. Non le resta che seguire le intuizioni, scandagliare tutte le piste e scavare nel passato, nel suo e in quello in comune con la compagna. Peccato che ci si metta pure Calogiuri a non facilitarle il compito… scostante, sfuggente, il neo promosso maresciallo non è più al suo servizio… e tra la famiglia che dà i suoi pensieri e questo qualcosa che le frulla dentro quando vede – o non vede – il maresciallo, Imma dovrà decidersi… tanto, vada come vada, qualcosa da perdere c'è comunque.

Opera recensita: "Rione Serra Venerdì. Imma Tataranni e le trappole del passato" di Mariolina Venezia
Editore: Einaudi, 2018
Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Basilicata
Pagine: 288
Prezzo: 17,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


lunedì 9 dicembre 2019

I CONSIGLI DEL SIMPOSIO: 30 (+1) LIBRI DA REGALARE E REGALARSI A NATALE!


Mancano solo quindici giorni a Natale, è tempo di pensare ai regali e… cosa c'è di più bello, dolce, significativo che regalare – o regalarsi - un libro?
Certo, la scelta è tutt'altro che facile, visto che – oltre a ciò che piace a noi – bisogna valutare ciò che può piacere a chi quel libro lo riceverà e, si spera, lo leggerà. Così ho pensato di venirvi in aiuto consigliandovi i migliori libri usciti nel 2019 tra quelli che ho letto. Mi limiterò alle uscite di quest'anno – o al massimo del 2018 - sia perché altrimenti dovrei consigliarvi mezza libreria e sarebbe tutto inutile, sia perché magari, regalando un'uscita recente, diminuisce il rischio di doppioni e aumenta la possibilità di far felice il destinatario che – magari – quel libro avrebbe voluto comprarlo.
Bando alle ciance e cerchiamo di orientarci insieme in questo marasma di proposte editoriali.

Per la narrativa consiglio:
1.       Addio Fantasmi di Nadia Terranova, Einaudi: è un libro cerebrale che, pur parlando di sentimenti anche molto forti, non cede mai a facili sentimentalismi. L'assenza qui diventa presenza costante ed ingombrante, il dolore si frappone tra Ida e la vita, le ottunde la vista e le impedisce di vedere il dolore degli altri. Ma sarà lei a dovergli impedire di traboccare sommergendola. Spetta solo a lei decidere cosa lasciar andare.
2.       L'amore finché resta di Giulio Perrone, Harper Collins: un buon libro, scritto in modo scorrevole e schietto, che ci mostra come si possa ripartire dopo una falsa partenza (che nel caso di Tommaso sembra più una debagle) e che nei rapporti umani – tutti diversi e unici - non serve trincerarsi dietro inutili stereotipi, ma vivere come viene, in modo vero, spontaneo, perché se qualcuno conta veramente sarà il coraggio dei sentimenti a guidarci.
3.       Elevation di Stephen King, Sperling & Kupfer: un inno all'accettazione dell'altro, alla sana convivenza, al buon vivere civile lasciandosi alle spalle i pregiudizi, l'odio e il rancore. Un King che non sembra King, ma che lo è, profondamente.
4.       Tutte le volte che ho pianto di Catena Fiorello, Giunti: è la storia bellissima di una giovane madre che dovrà comprendere che il dolore è inevitabile, ma ci rende più forti e che da esso qualche volta può nascere anche qualcosa di buono. In Tutte le volte che ho pianto, Catena Fiorello affronta con tatto, sensibilità e decisione temi importanti come l'amore, la morte, gli errori giovanili, l'adolescenza, la malattia, la famiglia, la vecchiaia, l'omosessualità, la perdita di una persona cara. In una Sicilia bellissima, ammantata di modernità eppure intrisa di saggezza popolare, spicca la figura di Flora che ha concesso poco a se stessa e tanto alla vita, di una madre, moglie, amica, imprenditrice, ma soprattutto donna, con la paura di sbagliare, di togliere agli altri, di fare passi avventati, di tornare ad amare.
5.       La malalegna di Rosa Ventrella, Mondadori: un romanzo potente, caldo e aspro come la terra in cui è ambientato; con parole che avvincono ed ammaliano, Rosa Ventrella crea un canto malinconico e antico che ha la forza dei lamenti e delle nenie lente cantate dalle donne nei campi.  Questo canto di fatica, rassegnazione e speranza narra la storia di una famiglia, di un paese, di una terra costretta a piegarsi, ma sempre viva e pulsante anche sotto la fatica, la fame della guerra, del lavoro, della rivolta. La malalegna è un omaggio alla forza delle donne, una storia che cattura dalle prime pagine, con personaggi forti e memorabili – soprattutto quelli femminili – nei quali tante donne che hanno affrontato la guerra e il dopoguerra potranno ritrovarsi; e sarà facile anche per figlie e nipoti ritrovare fra queste pagine i racconti tramandati di madre in figlia, di un passato non lontano, di una saggezza popolare mescolata con miti e leggende che costituiscono parte della cultura del nostro Paese.
6.       La luce del domani di Roxanne Velezos, Nord: un romanzo storico struggente, realistico e perciò ancora più potente; con eleganza e delicata fermezza Roxanne Veletzos traccia la scia di una violenza sorda e ignobile che squarciò irreparabilmente famiglie, persone, vite in un Paese, la Romania, stretto tra due mondi, piegatodall'interno ed infine lasciato a se stesso con l'anima a brandelli. Questo libro commovente è un inno alla resilienza, all'estrema voglia di vivere e di riprendersi la propria vita a dispetto di qualunque sopruso, bruttura, colpo inferto dalla vita. Un libro intenso e commovente che consiglio senza remore, ancor più prezioso perché tratto da una storia vera, conosciuta intimamente e sentita dall'autrice.
7.       Jalna di Mazo De la Roche, Fazi: Immaginate di camminare immersi in una natura soverchiante e rigogliosa e, lungo il percorso, di incontrare una casa rossa, antica e bellissima, e di fermarvi a chiedere ristoro. Vi si aprirà un mondo. E' ciò che succede al lettore che, incuriosito da un titolo esotico ed enigmatico e da una sinossi accattivante, si ritrovi catapultato direttamente nel Canada degli anni Venti, con la pittoresca e strampalata famiglia Whitehoak, a Jalna… ve l'assicuro, è un'esperienza da provare!
8.       Zucchero e catrame di Giacomo Cardaci, Fandango: una batosta, un colpo secco, un romanzo cupo, claustrofobico, intenso, lucido, profondo, necessario, perché senza clamori, con parole dirette ed esplicite, chiamando le cose col loro nome e parlando il linguaggio della gente, ci mette davanti a ciò verso cui di solito voltiamo lo sguardo. Non lo consiglio a chi non sa guardare oltre la sua moralità, a chi si assolve sempre e comunque, a chi direbbe "Io non c'entro", a chi "Eh ma questi ragazzi"… a tutti gli altri, buona lettura!
9.       L'amurusanza di Tea Ranno, Mondadori: è un romanzo potente, sensuale, sanguigno, ma è anche dolcissimo e gustoso come un frutto maturo; ci regala sorrisi, ci fa emozionare, indignare, riflettere. A me è piaciuto tanto, ho fatto fatica a staccarmene, a chiuderlo, a lasciar andare Agata, Roberto, Franca, Violante, Scianna e tutti, tutti gli altri. E poi, come non restare abbagliati da questa scrittura così ricca, ricercata, delicata, perfetta? L'Amurusanza è uno di quei libri in cui la scrittura si fa presenza, personaggio, anima a se stante nel romanzo.
10.   Danzando sull'orlo dell'abisso di Grégoire Delacourt, Dea Planeta: Una storia di scelte, desiderio, dolore, amore, famiglia, incidenti, amicizia, vita, morte. Poi c'è la dimensione della scrittura: sì, perché una storia diventa tanto più bella quanto più chi la racconta sa far emozionare. E Grégoire Delacourt qui non solo emoziona, ma crea empatia, crea poesia. Tutto il libro è venato di un lirismo profondo, intenzionale e intrinseco, naturale, mai spocchioso o contraffatto. E tra un bicchiere di vino, un'ostrica e un'antidolorifico tutto diventa più intenso, anche la sofferenza ci sembra più vivida se raccontata così. E perciò è ovvio che, anche se è difficile da leggere perché non distoglie lo sguardo davanti ai sentimenti e al dolore, io ve lo consiglio lo stesso questo libro… perché la vita va affrontata sempre, qualsiasi calice ci ponga davanti.
11.   Non siamo mai stati qui di Lara Prescott, Dea Planeta: è, fra le mie tante letture del 2019, una di quelle che ricorderò con più piacere. Spy story, romanzo storico, storia d'amore, omaggio ai libri e alla loro funzione socioculturale… cosa volere di più? E sta anche per diventare un film!

Tra le storie – vere – di donne raccontate da donne ricordo:
12.   Lontano da casa di Pinar Selek, Fandango: Una lettura breve, ma intensissima che trasmette tutta la forza di chi lotta per ciò in cui crede, anche rischiando la vita e la libertà. Davvero consigliato.
13.   Donne in apnea di Mariapia Romano, Il grillo editore: Dieci donne, un solo respiro che sa di coraggio. Sono le donne raccontate da Maria Pia Romano, con la sua penna sinuosa, ammiccante, lucida; sono quelle donne che, provate dalla vita, hanno trovato in se stesse il coraggio di rialzarsi, di riprenderne in mano le redini. Da questi racconti accorati in cui è impossibile non ritrovare una parte di sé, è evidente lo sforzo, il sacrificio… perché è più facile mollare, lasciarsi andare e più dura alzare la testa e rimboccarsi le maniche. Però si vede ancor di più la volontà di farcela per se stesse, di non smettere mai di affondare i denti nelle opportunità che si presentano.  
14.   L'ora del destino di Victoria Shorr, Sem: Jane Austen, Mary Shelley, Giovanna D'Arco, tre donne anticonformiste giudicate con la severità dell'ottusità. L'ora del destino, in cui sono raccolte le storie di queste tre donne vittoriose, è un libro bellissimo perché unisce i fatti e il cuore: con un mirabile lavoro di documentazione, studio, ricerca, Victoria Shorr modula la storia, aggiunge la passione e ripaga tardivamente queste donne dell'ingiustizia che hanno subito in vita regalandoci un romanzo accorato e di valore che è un piacere leggere.
15.   Morgana di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri, Mondadori: una raccolta di biografie di donne sapientemente scelte perché a loro modo uniche ed esemplari. Ci troviamo, qui, davanti a dieci donne che non hanno accettato di piegarsi agli stereotipi o ai pregiudizi: né donne "angeli del focolare", sottomesse e remissive, ma neppure Wonder Women, migliori degli uomini semplicemente inquanto donne.
16.   Pink tank di Serena Marchi, Fandango: donne e politica: com'è la situazione in Italia? Serena Marchi lo ha chiesto direttamente a loro, le donne di cui seguiamo le performances in Tv o sui giornali, ma che troppo spesso non abbiamo il tempo o la possibilità di conoscere. Chi erano prima di diventare personaggi pubblici? Qual è il loro background e la loro provenienza familiare? Cosa le ha portate ad entrare in politica? Cosa pensano di se stesse e delle altre donne? Come sono i rapporti tra donne e le differenze con gli uomini in politica? Cosa pensano delle quote rosa? Come definirebbero un leader? Tutte domande semplici all'apparenza, ma che forniscono spunti a risposte diverse, ma tutte a loro modo interessanti. Ed è sorprendente vedere come in questi racconti lo schieramento, l'appartenenza a questo o quel partito finiscono per essere mitigate o in qualche caso annullate. Testimonianze forti, sicure, accorate, personali, importanti, specchio di una società in evoluzione, di un pensiero moderno ma fortemente consapevole e radicato nella storia di ieri.

Per chi ama la poesia, il mio consiglio è:
17.   Geografie minime di Maria Pia Romano, Il grillo editore: Una raccolta di poesie che coinvolge l'anima e i sensi, proprio come i luoghi, i paesaggi, le atmosfere, le situazioni, i ricordi che racconta. Geografie minime è un viaggio spazio-temporale nei luoghi e nelle fasi della vita; ogni poesia è un piccolo cristallo lucente attraverso il quale guardiamo con occhi diversi ciò che ci circonda e ciò che viviamo.

Un'altra opera che, a parer mio, va al di là dei generi – poesia, narrativa, teatro… - è:
18.  Autodifesa di Caino di Andrea Camilleri, Sellerio: un libro-scritto per il teatro-sulla possibilità di scegliere. Leggere Autodifesa di Caino, pubblicato pochi giorni fa da Sellerio e quindi postumo, è un'esperienza di reviviscenza: rivive Caino nelle parole scritte per lui, rivivono le storie antiche, le immagini create dalla suggestione narrativa; rivive Camilleri nelle nostre orecchie, nella testa, nel cuore.

Per la letteratura di viaggio abbiamo:
19.   Il filo infinito di Paolo Rumiz, Feltrinelli: Come ha fatto l'Europa a mantenersi in vita passando indenne crisi peggiori di questa? Attraverso la preghiera e il lavoro continuo, fisico, reale, e attraverso rispetto, ascolto e condivisione che hanno indotto tutti ad aprirsi, a sentirsi parte di una comunità, di un micromondo nel mondo, quale è proprio un'abbazia. Un libro affascinante e molto toccante, anche per chi non abbia una fede fervente. Un libro interessante e profondo che serva da monito all'Europa di oggi, con molti più problemi che in passato, ma tutta completamente divisa e individualista.

Per gli amanti dei saggi, due titoli tra loro diversissimi:
20.   Madonna-il cuore ribelle che ha rivoluzionato la musica Pop di Ludovico De Bonis, Virgilio editore: Il saggio, puntuale e ben strutturato, parte dall'analisi del concetto di Fan, la sua evoluzione, il rapporto con la convergenza dei media; in seguito si dedica ad approfondire il concetto di Popular culture o cultura Pop di cui la Ciccone è regina indiscussa da ben quattro decadi. Ma è il terzo capitolo, dedicato al "caso di studio-Madonna", quello più corposo, intenso e denso di concetti ed emozioni. Sì, emozioni, perché – in barba a chi crede che dai saggi i sentimenti siano banditi – Ludovico De Bonis analizza con passione e competenza l'evolversi del pensiero e dell'arte di Madonna attraverso il connubio di musica, testo e soprattutto i video che tanto hanno contribuito a renderla distinguibile nel panorama musicale in continuo mutamento.
21.   Colonnelli di Dimitri Deliolanes, Fandango: Deliolanes analizza in questo saggio il golpe militare dei Colonnelli, attuatosi il 21 aprile 1967, una delle pagine più nere della storia europea del Novecento. Con precisione, metodo e competenza, l'autore chiarisce le origini del golpe, la condizione politica che vi ha condotto la Grecia, le ingerenze straniere e i tanti legami che i greci avevano con l'Italia, il nostro Paese, legami cruciali per gli anni di piombo e la cosiddetta strategia del terrore.

E veniamo finalmente al mio genere preferito: gialli, thriller, noir, spy stories e chi più ne ha più ne metta! I miei consigli qui sono variegati:
22.  La gabbia dorata di Camilla Lackberg, Marsilio: un libro molto piacevole, nonostante sia un noir con tratti di grande crudezza; è scritto molto bene: Camilla Lackberg ha saputo imprimere alla vicenda ed ai personaggi un grado di realismo che, sebbene molte cose siano portate all'estremo, rende la storia credibile e per questo ancora più toccante. E' un libro che consiglio alle donne perché, anche se non ai livelli di Faye, è capitato a tutte di vivere situazioni – anche piccole o occasionali - di pressione, sfruttamento, violenza fisica o psichica, e di non riuscire ad uscirne. Ma lo consiglio anche agli uomini… può essere un ottimo modo per osservare i rapporti con l'altro sesso in modo differente e forse porsi in modo più obiettivo verso il proprio vissuto personale.
23.   Pizzica amara di Gabriella Genisi, Rizzoli: con il piglio diretto di chi non le manda a dire, Gabriella Genisi riesce a tratteggiare, con i tempi giusti di chi vuole fare le cose per bene e ad una storia vuole dare la giusta attenzione, i contorni di una terra non facile da decifrare, con tutte le sue sfaccettature e le sue mille anime. Tra macare e macarie, simbolismi, leggende, delitti e tarantate, un mondo di empatia, superstizione, magia viene fuori da queste pagine con tutta la forza dirompente delle sue radici antiche. E nei colori di un tramonto a picco sul mare, tutto si confonde, e vita e morte, magia e realtà, amore e sacrificio non hanno più contorni così netti. Pizzica amara è un libro affascinante ed appassionante, che fa rabbrividire di sgomento e traboccare l'anima di calore: il racconto di una terra magica attraverso una guida amorevole e per questo severa e determinata. Stupendo, davvero consigliato a chi vuole conoscere qualcosa che non sia solo mare, rustici e pasticciotti.
24.   Una favolosa estate di morte di Piera Carlomagno, Rizzoli: siamo a Matera, con la dottoressa Viola Guarino. Tra gli interessi suscitati dal riconoscimento di Capitale europea 2019 e l'atavico immobilismo tutto meridionale di chi si crogiola nelle sue bellezze e non accetta il cambiamento, la giornalista Piera Carlomagno ci regala un noir potente, strettamente radicato nella terra che descrive e connesso all'anima dei personaggi delineati, specialmente quelli femminili. Un ottimo libro, in fondo meno cruento di quanto potrebbe suggerire il titolo; una bella lettura, ottima per i caldi pomeriggi d'estate, che ci permette di conoscere meglio una terra meravigliosa e schiva, in bilico – un po' come tutto il nostro amato Sud - tra superstizione e materialismo.
25.   Sabbia nera e La logica della lampara di Cristina Cassar Scalia, Einaudi: Ecco, questo è uno dei due casi di serie che vi consiglio. Il vicequestore Vanina Guarrasi, una poliziotta tenace, intelligente e con la passione per il buon vecchio cinema italiano, è proprio da conoscere. Perciò è d'obbligo un giro nella Sicilia di Sabbia nera e poi – ne sono sicura – di La logica della lampara.
26.   Fiori sopra l'inferno e Ninfa dormiente di Ilaria Tuti, Longanesi: e questo è il secondo caso. Anche il commissario Teresa Battaglia, con i suoi modi bruschi, la sua esperienza e il suo bagaglio di debolezze e tormenti interiori deve essere conosciuta… perciò vale la pena di spostarsi in Friuli prima con Fiori sopra l'inferno e poi con Ninfa dormiente.
27.   Non ti lascerò di Chevy Stevens, Fazi: Chi l'ha detto che i polizieschi non affrontano problemi sociali? Questo thriller, per esempio, ne affronta molti. E' una triste, ma purtroppo comune, storia di violenza domestica causata dall'alcolismo di Andrew, marito di Lindsey e padre di Sophie, che degenera in qualcosa di più. Si parla di alcolismo, di violenza domestica, ma si parla anche di rapporto tra genitori e figli, situazioni problematiche, adolescenza, fiducia reciproca. Un libro che consiglio proprio perché, oltre ad essere molto ben scritto, si colloca perfettamente al centro dei problemi della nostra società e li affronta in modo dignitoso, senza vittimismi o toni eccessivamente severi o magnanimi. C'è, di fondo, un grande senso di responsabilità in tutti i personaggi: chi sbaglia, qualunque sia l'errore, se ne assume la responsabilità. Molto intelligente l'idea di inserire questo concetto spesso dimenticato in un thriller.
28.   L'uomo dei sussurri di Alex North, Mondadori: Claustrofobico, inquietante, questo thriller ambientato in una tranquilla cittadina inglese ci riporta prepotentemente alle atmosfere cupe e minacciose dei romanzi di Stephen King. Qui, però, l'horror e il paranormale c'entrano meno di quanto si possa pensare: tutto, in queste pagine, è costruito per sembrare drammaticamente realistico, anzi… reale. Un thriller serrato, adrenalinico e molto coinvolgente. L'azione si sviluppa su due piani distinti: quello delle indagini, freddo, tormentato, urgente, e quello del rapporto tra genitore e figlio, tenero, fatto di silenzi troppo lunghi, di barriere difficili da superare, ma anche di voglia di riprovarci sempre e della consapevolezza che, qualunque cosa succeda, il bene reciproco resterà. E' difficile dirlo di un thriller, ma ho trovato qui qualcosa che in molti altri ottimi libri del genere manca: una grande, forte empatia, un bisogno d'amore e di accettazione.
29.   L'inverno del profeta di Hakan Ostlundh, Sem: Un thriller adrenalinico e incisivo, una bella spy-story che, mettendo a nudo l'ambizione e l'avidità umana, ancora una volta ci rivela che dietro la maschera di rigida perfezione c'è ben più di uno scheletro da nascondere. Consigliata, ottima come lettura d'evasione.
30.   Sarà una lunga notte di Dov Alfon, Dea Planeta: Tra tecnologie all'ultimo grido, armi precise e di ultima generazione, misteriosi commandi cinesi, politici e militari avvezzi ai giochi di potere e uomini d'affari senza scrupoli, questo thriller al cardiopalma si snoda con sorprendente rapidità e sicurezza negli anfratti più bui della politica e dell'economia mondiale, senza dimenticare di inserire, tra le righe, interrogativi più che giustificati sull'uso della tecnologia e dei dati da parte dei reparti di sicurezza internazionali. Oggi qualunque nostra azione che abbia a che fare con la tecnologia e il web è tracciabile, controllata e spesso utilizzata. Ma che uso viene fatto davvero dei nostri dati, movimenti, operazioni quotidiane?

E, come in ogni Natale che si rispetti c'è sempre un regalo inaspettato, anche in questa già lunga lista c'è un bonus: La misura del tempo di Gianrico Carofiglio, Einaudi. È solo l'ultimo caso di una serie, è vero, ma se non conoscete ancora l'avvocato barese Guido Guerrieri… beh, questa potrebbe essere l'occasione giusta. Personalmente è una serie che adoro e in quest'ultimo libro Carofiglio ha superato se stesso.

Ovviamente di tutti i libri citati qui trovate la recensione dettagliata sul sito, così se avete dubbi o siete indecisi vi basterà cercare nel blog.
Altra precisazione: sebbene avrei avuto di che consigliarvi, per facilitare la scelta ho volutamente evitato i libri che fanno parte di serie o saghe; i pochi che ho indicato fanno parte di serie di appena due libri (ancora in evoluzione quindi), così vi basterà prendere il primo e, se piacerà, il destinatario potrà facilmente sapere qual è il successivo.
Detto questo, non mi resta che invitarvi a segnalarmi nei commenti le vostre uscite preferite di quest'anno, quelle che voi vorreste consigliare, a prescindere dal Natale.
Grazie e… buoni regali a tutti!


domenica 8 dicembre 2019

RECENSIONE: DANIELE DEL GIUDICE - ORIZZONTE MOBILE


Sinossi:
Mentre narra la propria spedizione antartica, Daniele Del Giudice ripercorre i taccuini di quelle coraggiose spedizioni altrimenti sconosciute ai più, con naufragi, navi imprigionate mesi e mesi tra i ghiacci, equipaggi indomiti, marinai sull'orlo della disperazione o annientati dalla follia: sono gli ultimi veri racconti d'avventura, che hanno fissato il mito e la memoria di questa Terra Incognita. Con un lavoro di intarsio, al confine tra vita e letteratura, l'autore ricostruisce una "iperspedizione" che collega fra loro episodi di viaggi storicamente realizzati, ripercorrendoli sui sentieri del mondo e su quelli della scrittura. Giocando sulla diversità delle prospettive e delle voci, ci offre un "orizzonte mobile" nello spazio e nel tempo ma stabile e duraturo nei sentimenti che suscita. Un viaggio fuori dal tempo, dentro un paesaggio ipnotico e indifferente all'uomo, di sublime bellezza: dal giallo ocra delle pampas ai ghiacciai che colano in acqua, tra cime rocciose, nevi eterne e precipizi. Davanti agli occhi, un orizzonte di ghiaccio e luce, sempre sfuggevole. Sono luoghi, storie, giorni, anni, ere geologiche che resistono alla prospettiva lineare del semplice raccontare. Una millenaria geometria naturale che ogni cosa stratifica, ogni memoria cristallizza. Un mondo simultaneo di cui questo libro è il canto.

Commento:
Questo è il primo libro che leggo di Daniele Del Giudice, autore molto stimato ed osannato dalla critica. Ovvio che, avendo letto solo questo libro, non esprimerò giudizi sull'autore, però posso dire che Orizzonte mobile a me proprio non è piaciuto. Ho fatto veramente fatica a finirlo: una serie di narrazioni di viaggi – alcune dell'autore e altre precedenti, che non coinvolgono né emozionano. Nonostante la proprietà di linguaggio e l'evidente padronanza stilistica, davvero non mi era mai capitato di restare mortificata dal modo in cui un autore ha (mal)trattato quanto descritto: paesaggi che avrebbero dovuto mozzare il fiato per la loro bellezza, esperienze potenzialmente da brivido che non hanno destato in me alcuna emozione. Parole belle, ma fredde; frasi eleganti, ma grige e impersonali. Stando a quello che ho letto qui, Del Giudice sa scrivere, indubbiamente… però allora le cose sono due: o questa ciambella non gli è riuscita col buco o io e lui proprio non concordiamo sul concetto di emozione. Mi riservo di esprimere un giudizio più consono dopo la lettura di qualcos'altro di suo. Devo dire, infatti, che ex post, a fine lettura, sono andata a curiosare sul web tra le recensioni a questo libro, tanto per capire se fossi solo io a non essere sulla stessa lunghezza d'onda dell'autore. Ho dedotto che questo specifico libro ha deluso molti, anche tra chi Del Giudice lo conosce e lo apprezza. Quindi… che abbia sbagliato la scelta del primo libro? Di sicuro io, però, questo non lo consiglio. Spiacente.


Opera recensita: "Orizzonte mobile" di Daniele Del Giudice
Editore: Einaudi, 2009
Genere: narrativa di viaggio
Ambientazione: Antartide
Pagine: 140
Prezzo: 16,50 €
Consigliato: no
Voto personale: 4.