simposio lettori copertina

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martedì 30 aprile 2019

RECENSIONE: MASSIMO RECALCATI - L'ORA DI LEZIONE


Sinossi:
Periferia di Milano, anni Settanta. Gli anni del terrorismo e della droga, dei sogni di Oriente e di liberazione. Una mattina, nella classe di un Istituto Agrario, fa la sua apparizione Giulia, una giovane professoressa di lettere che parla di letteratura e di poesia con una passione sconosciuta. È quell’incontro a «salvare» Massimo Recalcati che, in questo libro dedicato alla pratica dell’insegnamento, riflette su cosa significa essere insegnanti in una società senza padri e senza maestri, svelandoci come un bravo insegnante sia colui che sa fare esistere nuovi mondi, che sa fare del sapere un oggetto del desiderio in grado di mettere in moto la vita e di allargarne l’orizzonte. È il piccolo miracolo che può avvenire nell’ora di lezione: l’oggetto del sapere si trasforma in un oggetto erotico, il libro in un corpo. Un elogio dell’insegnamento che non può accontentarsi di essere ridotto a trasmettere informazioni e competenze. Un elogio della stortura della vite che non deve essere raddrizzata ma coltivata con cura e riconquistata nella sua singolare bellezza.

Commento:
Avete letto la quarta di copertina qui sopra? Come me, l'avete trovata bellissima ed accattivante? Bene! Dimenticatevene! Se, come me, vi aspettavate un saggio sull'insegnamento e sulla scuola di oggi che fosse stimolante, con teorie accessibili a tutti ed affiancate alle esperienze di vita, beh, sappiate che di autobiografico ci saranno al massimo 30 pagine su 168 e che di accessibile questo saggio ha solo il prezzo. L'ora di lezione è un saggio psicologico, filosofico, comunque molto tecnico sull'insegnamento, la trasmissione del sapere, la trasformazione del libro in corpo; è scritto benissimo – ovviamente – ma con un registro linguistico alto, con continui riferimenti a filosofi, psicologi, sociologi che, se non studiati approfonditamente in precedenza, risultano difficili da seguire, inquadrare, assimilare. Una volta superata la sorpresa di trovarsi di fronte a qualcosa di totalmente diverso da ciò che ci si sarebbe aspettati, poi, i concetti sono anche interessanti e condivisibili, ma siamo già ben oltre la metà del libro e… bisogna arrivarci! Ora, probabilmente la colpa è mia, che non avendo mai letto nulla di Recalcati ho sottovalutato il fatto che si occupi di psicoanalisi e psicologia… mi aspettavo qualcosa di più accessibile, ma è anche vero che la sinossi ha contribuito non poco ad aumentare la mia confusione. In definitiva, si tratta di un buon libro, ma ve lo consiglio solo se davvero vi interessa l'argomento.


Opera recensita: "L'ora di lezione. Per un'erotica dell'insegnamento" di Massimo Recalcati
Editore: Einaudi, 2014
Genere: saggio
Ambientazione: Milano
Pagine: 168
Prezzo: 7,99 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 5,5.


lunedì 29 aprile 2019

RECENSIONE: JEAN-MARIE LE CLéZIO - DIEGO E FRIDA

Sinossi:
Quando nel 1929 la giovane pittrice messicana Frida Kahlo annuncia le sue nozze con Diego Rivera, nessuno accetta il matrimonio tra questa ragazza vivace ma di salute precaria e il genio dei muralisti messicani che ha il doppio dei suoi anni, il triplo del suo peso e una reputazione di orco e seduttore. Il loro passato travagliato, il loro incontro, la fede nella rivoluzione, il viaggio in America e il fascino inaspettato del capitalista Henry Ford, i rapporti con Breton e Trotskij sono raccontati in queste pagine, in cui lo stile del grande romanziere francese fa rivivere due icone del Novecento. Quella di Diego e Frida è una storia d'amore fuori dall'ordinario, attraversata da tradimenti e fughe, vivida e intensa come i colori della loro pittura.

Commento:
Come sto avendo modo di scoprire, su Frida Kahlo e Diego Rivera sono stati scritti libri di ogni genere, con tagli molto diversi. Questo libro, scritto dal premio Nobel francese Jean-Marie Le Clézio, è, a mio parere, molto utile – oltre che bello – perché riunisce la parte biografica a quella storica, senza peraltro tralasciare l'approfondimento artistico. Più di altri libri, infatti, questo saggio riassume la biografia di Diego e Frida, fornisce un'utile contestualizzazione storico-politica che in altri volumi è approssimativa, e si sofferma sul rapporto tra i due artisti descrivendone l'evoluzione con appassionata, ma asciutta organicità e sistematicità. Trovo, però, che non sia sufficiente, da solo, a descrivere le mille sfaccettature di queste due figure così complesse ed articolate: va, però, benissimo come lettura-corollario, come sintesi riepilogativa sull'argomento. Lo consiglio caldamente insieme, ad esempio, ad uno tra il romanzo di Alexandra Scheiman e la biografia di Hayden Herrera. Ad ogni modo, ottima lettura.

Opera recensita: "Diego e Frida. Un amore assoluto e impossibile sullo sfondo del Messico rivoluzionario" di Jean-Marie Le Clézio
Editore: Il Saggiatore, 2008
Genere: saggio
Ambientazione: Messico, Stati Uniti
Pagine: 187
Prezzo: 12,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.

domenica 28 aprile 2019

RECENSIONE: HAYDEN HERRERA - FRIDA. UNA BIOGRAFIA DI FRIDA KAHLO


Sinossi:
Alla fine degli anni Novanta, New York è tappezzata di manifesti che raffigurano i quadri di Frida Kahlo. Un suo autoritratto viene venduto da Sotheby's per oltre un milione e mezzo di dollari. A Hollywood si girano film sulla sua vita e i giornali di tutto il mondo la chiamano "la grande Frida" o "la regina di New York". Come se non bastasse, anche il mondo del glamour ne va pazzo: vengono stampate magliette, cartoline, poster con la sua immagine, abiti e gioielli che ne ricalcano lo stile. Ma chi era veramente Frida Kahlo e perché si parla ancora così tanto di lei? Nata nel 1910 a Coyoacan, in Messico, Frida sembra un personaggio uscito dalla penna di Gabriel García Márquez: piccola, fiera, sopravvissuta alla poliomielite a sei anni e a un brutto incidente stradale a diciotto che la lascerà invalida, con tremendi dolori alla schiena che la perseguiteranno fino alla morte. Nella vita privata e nella produzione artistica, Frida è combattuta tra due anime: il candore, da un lato, e la ferocia, dall'altro; la poeticità della natura contro la morte del corpo. La vita di Frida è un viaggio che affonda nella pittura tradizionale dell'800, nei retablos messicani, in Bosch e Bruegel, ma che subisce prepotentemente il fascino degli uomini più potenti del suo secolo: come il muralista Diego Rivera (marito fedifrago che le rimarrà accanto fino alla fine) o Trockij (di cui diverrà l'amante) o Pablo Picasso...

Commento:
Questo libro è, quasi certamente, l'opera più completta, obiettiva e dettagliata su Frida Kahlo. E' stato scritto nell'83 e da esso è stato tratto il famoso film Frida per la regia di Julie Taymor nel 2002. E' una biografia oggettiva e minuziosa che ripercorre la vita di Frida, ne analizza i dipinti e riporta pensieri e passi del suo diario nonché interviste e stralci di altri scritti su di lei, compresi quelli di Diego Rivera, suo marito. Si tratta, come ho scritto, di una biografia, non ha quindi nulla o quasi nulla di romanzato. Probabilmente è per questo che, pur apprezzandone il valore documentale e conoscitivo, io l'ho apprezzata meno di altri scritti più romanzati e magari fantasiosi: dal punto di vista conoscitivo non ha aggiunto molto a quanto avessi già letto prima, da quello emotivo mi ha lasciato ben poco. E' comunque un libro che consiglio a chi preferisca una lettura più realistica e sfrondata da tutto ciò che di fantastico il magnetismo e l'eclettismo di questa donna già suscita di per sé.

Opera recensita: "Frida. Una biografia di Frida Kahlo" di Hayden Herrera
Editore: Neri Pozza, prima ed. originale 1983, ed. italiana 2016
Genere: biografia illustrata
Ambientazione: Messico, Stati Uniti
Pagine: 415
Prezzo: 18,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


mercoledì 24 aprile 2019

RECENSIONE: ALEXANDRA SCHEIMAN - IL DIARIO PERDUTO DI FRIDA KAHLO


Sinossi:
Un piccolo altare con mazzi di fiori gialli di tagete, pani zuccherati, fotografie piene di nostalgia, incensi dalle fragranze mistiche, candele e pietanze prelibate. Nell'esotica Casa Azul di calle de Londres, a Coyoacàn, tutto è pronto per ricevere il misterioso messaggero che, ogni anno il due di novembre, puntuale viene a far visita a Frida Kahlo. Ma la pittrice ha deciso: questa sarà l'ultima volta, l'ultimo incontro con colui che, in cambio di quelle elaborate pietanze, da troppo tempo rimanda l'appuntamento di Frida con la Morte. Perché l'artista prodigiosa, donna fragile e indomita, rivoluzionaria, amica e amante di personaggi straordinari come André Breton, Tina Modotti, Lev Trotsky, era destinata a morire a diciotto anni, nel drammatico incidente che invece, in virtù di un patto fin qui scrupolosamente onorato, la restituì alla vita e alla sua arte. Solo per inchiodarla - con la schiena a pezzi e le ossa rotte - al letto in cui trascorrerà anni interi a dipingere autoritratti e a osservare la propria immagine riflessa nello specchio sopra il baldacchino. Frida, la donna minuta, appassionata e sofferente che amava la vita e si augurava di uscirne "gioiosa e di non tornare mai più", rivive in questo romanzo colorato, sensuale e sorprendente come i suoi quadri.

Commento:
Una bellissima, intensa e coinvolgente biografia romanzata della vita di Frida Kahlo. Una donna minuta, un'esplosione di fascino e magnetismo, un'amante vorace e appassionata, innamorata di Diego Rivera, ma golosa di cibo e di vita. Tra superstizione, fatalismo, passione e arte, questo libro ci illustra una donna poliedrica, sensuale e prorompente che, nonostante le sofferenze, ha respinto la morte con tutta se stessa. Un bellissimo racconto di vita e di arte. Consigliato.

Opera recensita: "Il diario perduto di Frida Kahlo" di Alexandra Scheiman
Editore: Rizzoli, 2013
Genere: biografia, narrativa straniera
Ambientazione: Messico, Stati Uniti, Parigi
Pagine: 321
Prezzo: 17,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.

domenica 21 aprile 2019

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - L'ADDESTRATORE


Sinossi:
Ryan Kessler, un poliziotto frustrato con un'eccessiva propensione all'alcol e il grilletto facile. Joanna, sua moglie, una donna anonima e fin troppo riservata. Maree, la sorella di quest'ultima, affascinante e instabile, irresistibilmente attratta da uomini e situazioni a rischio. Come nel più crudele dei reality, i tre si ritrovano rinchiusi in un luogo inaccessibile e segreto, mentre un cacciatore di informazioni professionista, l'efferato e implacabile Henry Loving, tenta con ogni mezzo di rintracciarli per estorcere loro i dati riservati richiesti da una misteriosa "Fonte". Ben presto, però, nella struttura sorvegliata che dovrebbe garantire la protezione dei tre innocenti - o presunti tali - si risvegliano vecchi rancori e verità inattese cominciano ad affiorare. Chi è davvero la Fonte? Un prete sospetto che usa i risparmi dei suoi sprovveduti fedeli per finanziare il terrorismo islamico? Un senatore repubblicano in corsa per le prossime presidenziali? O un pericoloso psicopatico già amante di Maree? E ancora, che cosa sa Amanda, la figlia diciassettenne del poliziotto Ryan? È possibile che sia lei il vero obiettivo di Loving? Corte, l'agente federale incaricato di gestire il programma di protezione, che con Loving ha in sospeso una partita personale, per Incastrarlo si affida alle sofisticate risorse tecnologiche di un'agenzia di sicurezza governativa. E parallelamente, da appassionato di giochi di logica e di intelligenza, studia con puntiglio le mosse del suo avversario.

Commento:
L'addestratore è uno dei thriller "singoli" di Jeffery Deaver, uno stand-alone, che non appartiene a nessuna delle sue saghe. Eppure, credo io, sul funzionario Corte si potrebbe tranquillamente reggere un'intera saga di thriller, tanto è particolare ed appassionante il suo lavoro e tanto è avvincente il suo modo di ragionare. Corte è un funzionario preciso e meticoloso con molte passioni (sport, orienteering, storia…) sulle quali domina quella per i giochi di logica e intelligenza che, peraltro, lo aiutano molto nel suo lavoro: per una mente matematica che ama barcamenarsi fra scacchi, morra cinese, Go e mille altri rompicapo, diventa una sfida all'ultima mossa individuare la tattica del killer – in questo caso il temibile cacciatore di informazioni Henry Loving – che minaccia la sorte dei "bersagli" affidati alla sua custodia. E' tutto un gioco di tempi, concentrazione e intelligenza, nonché di alleati validi, efficenti e veloci e Corte in questo caso è equipaggiato benissimo. Così, quando si ritrova a combattere l'avversario più duro ed ambito della sua carriera nel proteggere una famiglia che ha più segreti di quel che sembra, Corte ingaggia una lotta appassionante in cui niente deve essere trascurato e in cui ci si può fidare solo di se stessi.
Un altro thriller psicologico che è anche spy-story; un duello di inttelligenza e nervi saldi in cui, come al solito per Deaver, nulla è scontato e niente è mai come sembra. Unica pecca, se così vogliamo chiamarla, è l'eccessiva lentezza del romanzo che mi impedisce di considerare questo buon thriller un buonissimo thriller… ma d'altra parte è pur vero che in una lotta di intelligenza, come nel miglior gioco di ruolo, la lentezza e la concentrazione sono d'obbligo. Consigliatissimo, comunque.


Opera recensita: "L'addestratore" di Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli, 2011
Genere: thriller
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 607
Prezzo: 14,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


venerdì 19 aprile 2019

RECENSIONE: VICTOR HUGO - NOTRE-DAME DE PARIS


Sinossi:
Quasimodo, il "gobbo di Notre-Dame", ed Esmeralda, la bellissima zingara di cui tutti si innamorano, sono i personaggi del romanzo che hanno maggiormente suggestionato generazioni di lettori. A queste due figure, e in particolare al "gobbo", si sono ispirati numerosi film di successo come anche il recente musical di Riccardo Cocciante. Ma nel popolarissimo romanzo di Victor Hugo cronaca fantastica dell'"autunno del Medioevo" - a dominare la narrazione appassionante, più che i singoli personaggi, è la folla brulicante di Parigi, sono i mendicanti della Corte dei Miracoli, i preti, gli scudieri del re e soprattutto la misteriosa, labirintica macchina della cattedrale.

Commento:
La mia personale definizione di capolavoro è quella di un'opera che, per costruzione narrativa, stile, vastità di contenuti, spunti di riflessione, capacità di superare il tempo e il luogo in cui è stata scritta, sia pregevole e meritevole di essere letta e conosciuta da tutti. In questo senso, Notre-Dame de Paris è un capolavoro. E' un romanzo scritto nell'Ottocento, ambientato nel Medioevo, letto ed apprezzato fino ai giorni nostri; a parte un paio di passi, è scorrevole – molto più di quanto pensassi – e la storia cattura ed appassiona il lettore d'ogni epoca ed estrazione sociale. Non arriva, sempre a mio parere, alla complessità narrativa dei Miserabili, ma poco ci manca. E' un romanzo popolare, in cui la vera protagonista è la società parigina dell'epoca, i borghesi, il clero, la nobiltà ma più di tutti il popolo e, in modo particolare, la sua componente più disgraziata e derelitta. Tutti, borghesi, nobili, chierici, malfattori, "egiziane", agiscono e vivono sotto l'occhio imponente e vivo della misteriosa Notre-Dame.
In questo romanzo Hugo ci fornisce un catalogo esaustivo delle miserie umane e degli effetti che hanno sull'uomo quando vi soccombe; ci mostra, Hugo, cosa può provocare il pregiudizio, l'ignoranza, la rabbia, il malcontento e cosa, invece, possono amore e devozione. La storia di Quasimodo, Claude Frollo, Esmeralda, Febus, Pierre Gringoire e tutti gli altri è monito ed esempio a noi che viviamo nell'oggi, perché le loro vicende sono adattabilissime a qualunque realtà, poiché sono l'espressione della varietà dei comportamenti umani che non cambiano nel tempo.
Un'opera da leggere, senza dubbio.

Opera recensita: "Notre-Dame de Paris" di Victor Hugo
Editore: vari, prima ed. 1831
Genere: romanzo storico, letteratura francese
Ambientazione: Parigi, 1482
Pagine: 416 (ed. Newton Compton, 2016)
Prezzo: 4,90 € (ed. Newton Compton 2016)
Consigliato: sì
Voto personale: 10.


lunedì 15 aprile 2019

RECENSIONE: STEPHEN KING & RICHARD CHIZMAR - LA SCATOLA DEI BOTTONI DI GWENDY


Sinossi:
Che cosa accomuna una ragazza che non si arrende e un seducente uomo in nero? Una cosa preziosa: una scatola in mogano coperta da una serie di bottoni colorati. Ma che cosa ottenere premendoli dipende solo da lei. Gwendy Peterson ha dodici anni e vive a Castle Rock, una cittadina piccola e timorata di Dio. È cicciottella e per questo vittima del bullo della scuola, che è riuscito a farla prendere in giro da metà dei compagni. Per sfuggire alla persecuzione, Gwendy corre tutte le mattine sulla Scala del Suicidio (un promontorio sopraelevato che prende il nome da un tragico evento avvenuto anni prima), a costo di arrivare in cima senza fiato. Ha un piano per l'estate: correre tanto da diventare così magra che l'odioso stronzetto non le darà più fastidio. Un giorno, mentre boccheggia per riprendere il respiro, Gwendy è sorpresa da una presenza inaspettata: un singolare uomo in nero. Alto, gli occhi azzurri, un lungo pastrano che fa a pugni con la temperatura canicolare, l'uomo si presenta educatamente: è Mr. Farris, e la osserva da un pezzo. Come tutti i bambini, Gwendy si è sentita mille volte dire di non dare confidenza agli sconosciuti, ma questo sembra davvero speciale, dolce e convincente. E ha un regalo per lei, che è una ragazza tanto coscienziosa e responsabile. Una scatola, la sua scatola. Un bell'oggetto di mogano antico e solido, coperto da una serie di bottoni colorati. Che cosa ottenere premendoli dipende solo da Gwendy. Nel bene e nel male.

Commento:
Un incontro inatteso sconvolge la vita della dodicenne Gwendy Peterson: in un giorno d'estate, mentre sta correndo per perdere peso ed evitare gli sbeffeggiamenti dei coetanei, un uomo la ferma e le dona una scatola misteriosa e prodigiosa. Spetterà a lei usarla con giudizio e preservarla: la scatola può fare del bene, ma è anche molto pericolosa… e Gwendy avrà modo di sperimentare entrambi i lati della medaglia.
Un romanzo breve sull'adolescenza e sull'importanza delle scelte che hanno sempre delle conseguenze. Leggero e scorrevole, appassiona e fa riflettere. Consigliato.

Opera recensita: "La scatola dei bottoni di Gwendy" di Stephen King e Richard Chizmar
Editore: Sperling e Kupfer, 2018
Genere: romanzo breve
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 240
Prezzo: 17,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.