simposio lettori copertina

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martedì 21 settembre 2021

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - IL VISITATORE NOTTURNO

        Sinossi:

La paura può trasformare il risveglio nel peggiore degli incubi. Questo il tipo di angoscia di cui si nutre lo psicopatico che ha tolto il sonno agli abitanti di Manhattan. Scivola negli appartamenti nel cuore della notte, sposta qualche oggetto, osserva la vittima dormire. Poi se ne va. I segni del suo passaggio sono quasi impercettibili: nessuna violenza fisica, solo lievi manomissioni dello spazio con cui si appropria dell'intimità altrui, sconvolgendola. Si fa chiamare il Fabbro, ed è in grado di violare qualsiasi serratura. Scassinare, per lui, è arte e ragione di vita. Un'ossessione al servizio di un gioco perverso che la polizia di New York non sa decifrare. E per calarsi nelle profondità impastate di follia di una mente criminale, ancora una volta, non c'è nessuno come Lincoln Rhyme, chiamato a investigare insieme ad Amelia Sachs, moglie e inseparabile collega. Ma le indagini subiscono una battuta d'arresto quando Rhyme, finito sotto accusa per errori commessi in un caso precedente, viene sollevato dall'incarico con effetto immediato. Ci vorrà ben altro, tuttavia, per tenere lontano dall'azione il miglior criminologo sulla piazza.

 

Commento:

Il visitatore notturno è il sedicesimo volume della saga di Lincoln Rhyme e Amelia Sachs ed arriva, tre anni dopo Il taglio di Dio, proprio al momento giusto, proprio quando stavamo cominciando a pensare – con tristezza e sconforto crescenti – che Deaver volesse concludere o abbandonare la serie, che stesse per perdere mordente. Sono particolarmente lieta di constatare che non è affatto così: quella di Rhyme è la mia serie preferita in assoluto e, dopo la prova – per quanto mi riguarda deludente – della nuova serie con Colter Shaw, anelavo un ritorno alle origini. Ebbene, Il visitatore notturno è stato proprio un ritorno a casa: ho ritrovato tutto ciò che mi appassiona in questa serie, la tensione continua, i colpi di scena dietro ogni angolo, la sensazione di non sapere mai cosa accadrà alla prossima pagina, l'astuzia e la genialità di Rhyme e del "cattivo" di turno che stavolta è il "fabbro", un Sosco sin troppo narcisista per i miei gusti, uno che, pur essendo bravo, si compiace troppo e commette degli errori… nulla a che vedere con l'Orologiaio. Rhyme e i suoi, invece, sono in grande spolvero e i meccanismi narrativi scorrono alla perfezione: è stato proprio un piacere ritrovarsi nella confort zone che credevo perduta ed ancor più piacevole è stato intuire che non sarà l'ultima volta che incontreremo Lincoln e gli altri. C'è ancora tanto da scoprire e da vivere, tanti criminali da scovare grazie alle prove scientifiche, al ragionamento logico, al lavoro di squadra e alle diverse abilità di un team affiatato e collaudato… Inoltre non ho ancora voglia di rinunciare al modo tutto speciale, lucido e perspicace, che Deaver ha di affrontare questioni sociali spinose, dibattute e spesso scottanti: è un maestro e non si smentisce mai, neanche quando parla di social, problemi di sicurezza e complottisti dell'ultima ora. Un ottimo ritorno, dunque, che fa ben sperare per il futuro.

 

Opera recensita: "Il visitatore notturno" di Jeffery Deaver

Editore: Rizzoli, 2021

Traduttore: Rosa Prencipe

Genere: thriller, seriale

Ambientazione: New York

Pagine: 464

Prezzo: 19,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 9.

      

sabato 26 dicembre 2020

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - VERITà IMPERFETTE

Sinossi:

La scienza investigativa a volte non basta. Anche al più esperto dei detective è capitato quel caso in cui ogni certezza si sgretola, le ipotesi si dissolvono. Per fortuna, però, ci sono uomini come il cacciatore di ricompense Colter Shaw, che arriva quando gli eventi stanno per precipitare, in missioni che parrebbero disperate, se non impossibili, e risolve. Lui non segue le regole, ma ha un prezioso decalogo ereditato dal padre che comprende la valutazione delle probabilità, i calcoli basati sulle percentuali e un largo uso delle tecniche di sopravvivenza. Questa volta lo vediamo in azione a Chicago, sulle tracce di una pittrice svanita nel nulla dopo un weekend lontano dal marito, e poi in Kansas, al fianco della polizia, a contrattare con un folle per la vita di un ostaggio. Due sfide insospettabilmente complesse per la mente inquieta di Colter, che dovrà ricorrere a tutte le sue risorse per setacciare il terreno d’indagine alla ricerca di una conclusione. Tra frammenti di verità imperfette, dove nulla è come appare.

 

Commento:

Quelli contenuti in Verità imperfette sono due racconti, brevi e tutto sommato gradevoli, con protagonista Colter Shaw, il cacciatore di ricompense, il nuovo (si fa per dire) personaggio creato da Deaver. Si sarà forse intuito, dal sarcasmo delle righe precedenti, che non amo particolarmente Colter Shaw e la serie a lui dedicata… questi racconti confermano la mia idea, sebbene – trattandosi di opere brevi – le incongruenze e le voragini che costellano i primi due romanzi della serie non si notano. Si tratta in definitiva di due lavori per Colter, uno a Chicago a ritrovare una moglie artista scomparsa nel nulla, l'altro nel Kansas, nell'America centrale, alla ricerca di una ragazzina scappata da casa. Mentre cerca quest'ultima fuggitiva, Shaw si imbatte in un altro caso per cui darà una mano alla polizia del luogo… ma lo farà a modo suo.

Due racconti gradevoli, ripeto, ma non propriamente il top per questo autore dalla fantasia inesauribile.

 

Opera recensita: "Verità imperfette" di Jeffery Deaver

Editore: Rizzoli, 2020

Genere: raccolta di racconti, seriale    

Ambientazione: Stati Uniti

Pagine: 128

Prezzo: 15,00 €

Consigliato: sì/no

Voto personale: 7,5.

          

martedì 14 luglio 2020

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - GLI ELETTI (COLTER SHAW 02)


Sinossi:
Persone da ritrovare, vite da salvare. Su questo è incentrata la carriera - o meglio, l'intera esistenza - del cacciatore di ricompense Colter Shaw. Per chi lo ingaggia rappresenta un'ottima alternativa alla polizia, ma ti devi fidare dell'uomo, uno allergico alle burocrazie e capace di sovvertire le regole del buon senso. Come accade in una giornata estiva di giugno. C'è stata una vittima, un ragazzo che Colter doveva riportare a casa e che aveva inseguito fino alla zona selvaggia nel nord dello Stato di Washington. Qui, al riparo tra le valli delle Montagne Rocciose, ha sede la Fondazione Osiride, che promette felicità a chi ha sofferto. Farsi accettare al suo interno riesce facile a Colter perché, in fondo, è vero: anche lui ha un segreto che non lo fa dormire, un ricordo che brucia. Ma ben presto scopre che, una volta entrati nella schiera degli eletti di Osiride, è quasi impossibile uscirne. O almeno, uscirne vivi.

Commento:
Quando il tuo autore preferito sbaglia il colpo, pubblicando un libro che sarebbe stato meglio in un cassetto o nel cestino del computer e tu non puoi girarti dall'altra parte perché devi recensirlo, no, non sei felice. Se poi la defayance riguarda una serie, con un personaggio nebuloso, debole, inverosimile e dopo avergli dato fiducia, al secondo romanzo della serie capisci che non c'è speranza, beh, in quel caso non solo non sei felice, sei più che altro frustrata. Ecco con quale stato d'animo mi ritrovo seduta qui, in questo soffocante pomeriggio di luglio, a parlarvi de Gli eletti, il secondo romanzo della serie con protagonista il cacciatore di ricompense Colter Shaw, il temerario, survivalista, super intelligente, super osservatore, improbabilissimo Colter Shaw. Ci abbiamo provato, io ed altri recensori, a dargli fiducia quand'è uscito il primo capitolo, Il gioco del mai, ma già sentivamo che c'era qualcosa che non andava in Shaw: interessante, ma nebuloso, troppo vago il sostrato, troppo eterea la sua storia, troppo poco solida la base su cui si teneva in piedi… abbiamo sperato di saperne di più su di lui nel secondo romanzo, questo qui, ma purtroppo le informazioni che Deaver ha aggiunto sono scarse, poco concrete, sembrerebbe che le abbia inserite per fornirsi un aggancio facile alla prossima storia… ma non aggiungono nulla all'impianto narrativo del personaggio, non aggiungono solidità e concretezza ad un Colter Shaw che più che un uomo in carne e ossa sembra un ibrido, un'idea, un personaggio costruito su misura per questa serie. Se poi aggiungiamo che la trama del thriller in sé è alquanto prevedibile e che il tema affrontato, quello delle sette, è tutt'altro che innovativo… ahi… non ci siamo, e poco importa che la forma sia buona, che la lettura scorra, che tutto sommato la costruzione sia interessante. Se questo thriller l'avesse scritto un esordiente, un autore agli inizi, forse l'avrei incoraggiato, l'avrei consigliato, ma non se l'ha scritto uno che ha fatto decisamente di meglio, non se l'ha scritto uno come Deaver che, non per niente, è diventato il mio scrittore preferito in assoluto. Quindi, continuerò a leggere i prossimi romanzi della serie di Shaw perché non esiste che io non legga qualcosa che Deaver ha pubblicato, ma per ora, per me è no.

Opera recensita: "Gli eletti" di Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli, 2020
Genere: thriller, seriale
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 496
Prezzo: 20,00 €
Consigliato: no
Voto personale: 6.


venerdì 29 novembre 2019

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - MENTI PERICOLOSE. DODICI STORIE PER NON DORMIRE


Sinossi:
«Deaveriana» è l’aggettivo che meglio descrive questa raccolta dello scrittore americano, dove troviamo Lincoln Rhyme, Kathryn Dance, John Pellam e altri in una veste inedita in Italia. In Menti pericolose i killer, i terroristi, gli psicopatici, i criminali nella loro più variegata accezione prendono forma e corpo, tutti insieme, non come notizia strillata del quotidiano, ma come realtà vicina a ciascuno di noi. Nella paura e nell’angoscia che ci attanagliano, però, l’intelligenza di alcune donne e uomini saprà come farsi largo, usando ogni mezzo lecito della scienza investigativa per assicurare alla giustizia i malvagi. In un mondo dove il caso non esiste, nessuno sfugge alle meticolose trame della scrittura di Deaver. E i personaggi, buoni o cattivi che siano, da maschere di un palcoscenico della fantasia, abiteranno i nostri sogni, perché non saranno più «loro» i protagonisti, ma «noi».

Commento:
Come si suol dire, non tutte le ciambelle riescono col buco… è strano, visto che si tratta del mio scrittore preferito, ma questa raccolta di racconti brevi di Jeffery Deaver non mi ha entusiasmato… anzi, direi che ad un certo punto mi ha persino annoiato. L'idea di fondo era buona, ma la realizzazione meno: gli assassini, i "cattivi" di questa storia sono persone comuni, di quelle che capita di incontrare per strada, menti perverse, disturbate, avide, che uccidono per i motivi più disparati, ma comunque vicini alla quotidianità. Se, tuttavia, l'intento era mettere in luce perversioni od omicidi che fanno poca notizia, il risultato è stato un Deaver sottotono rispetto al solito, almeno per quanto mi riguarda.
Non posso neppure giustificare questa sensazione con il fatto di aver letto tantissimi suoi libri, perché bene o male, il buon Jeffery riesce sempre a stupirmi… qui, su dodici racconti, il colpo di scena, l'inatteso l'ho riscontrato troppo poco spesso per i canoni di Deaver. Mi dispiace… non è una raccolta da bocciare, ma, caro Jeffery, hai fatto di meglio: pur non amando in generale le raccolte di racconti, ho preferito di gran lunga Spirali.


Opera recensita: "Menti pericolose. Dodici storie per non dormire" di Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli, 2016
Genere: raccolta di racconti
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 571
Prezzo: 20,00 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 7.


venerdì 8 novembre 2019

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - PROMESSE


Sinossi:
Due gioielli perfetti dalla penna di un maestro del thriller, questi racconti trascinano il lettore in un entusiasmante giro sulle montagne russe, tra colpi di scena e geniali svolte narrative.
Come per il principio di Locard, secondo cui in ogni crimine si verifica un trasferimento di prove, per Lincoln Rhyme e Amelia Sachs sembra valere la legge per cui ovunque si trovino li aspetta un enigma che mette alla prova il loro talento da detective. La coppia ha scelto Bellagio, sul lago di Como, per sposarsi, insieme a un gruppo scelto di ami¬ci, ma la luna di miele si trasforma immediatamente in una investigazione privata con un finale sorprendente. Allo stesso modo in Florida, dove Rhyme ha appena finito un ciclo di lezioni di tecniche forensi, i due vengono coinvolti nel caso di un aereo inabissato nell’Oceano Atlantico per cause tutte da chiarire. Incidente tecnico o attentato? E cosa può inventarsi un criminologo se le eventuali prove giacciono, irraggiungibili, nella Fossa di Porto Rico, a otto chilometri di profondità? E una tempesta di quelle che si vedono solo in Florida ha spazzato via dalla pista di decollo ogni traccia? Due gioielli perfetti dalla penna di un maestro del thriller, questi racconti trascinano il lettore in un entusiasmante giro sulle montagne russe, tra colpi di scena e geniali svolte narrative. Nella misura breve Jeffery Deaver porta al virtuosismo la sua abilità di costruzione di trame e personaggi, con cui ha conquistato il cuore di milioni di lettori.

Commento:
Due "gioiellini", come dice la quarta di copertina, in cui Deaver ci dà un assaggio – semmai ce ne fosse bisogno – della sagacia e dell'arguzia di Lincoln Rhyme, il suo personaggio più famoso e longevo. Nel primo racconto Rhyme e Sachs si sono appena sposati a Bellagio, in provincia di Como, quando una donna – un'altra americana – chiede loro aiuto perché è preoccupata da alcuni comportamenti insoliti del marito… Nel secondo racconto, invece, siamo in Florida, in un hangar dal quale è partito un aereo privato che poi è esploso. Toccherà a Rhyme capire chi ha piazzato l'ordigno a bordo… senza analizzare l'aereo che si trova a otto chilometri di profondità nell'Atlantico, quindi… senza prove. Promesse non è il libro migliore di Deaver, questo è ovvio, ma per me è stato un ottimo modo di passare un pomeriggio in compagnia dei personaggi della mia saga preferita.

Opera recensita: "Promesse" di Jeffery Deaver
Editore: Solferino, 2019
Genere: raccolta di racconti
Ambientazione: Italia-Stati Uniti
Pagine: 119
Prezzo: 12,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


sabato 7 settembre 2019

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - IL GIOCO DEL MAI (COLTER SHAW 01)


Sinossi:
Colter Shaw non è un poliziotto né un militare. È un tracker, un localizzatore, uno che per vivere cerca persone scomparse, a bordo di un furgone, da una parte all'altra degli States. Allenato dal padre fin da bambino a contare solo su se stesso quando lì fuori si mette male, Shaw è un vero talento nel seguire gli indizi, anche i più indecifrabili. Sa come sopravvivere in ogni situazione, anche la più estrema, perché sa quali regole rispettare e quali comportamenti non assumere. Mai. Oggi il nuovo ingaggio lo porta in California: è sparita una studentessa universitaria. Colter si mette sulle tracce del rapitore e dei suoi inquietanti messaggi che si rifanno a quelli di un popolare videogioco. Fuggi, se puoi è il primo. Ma sul sentiero di caccia cade più di una vittima e Colter viene risucchiato nel cuore nero della Silicon Valley, che non è solo ricchezza, potere, modernità scintillante. È anche un tritacarne, un ingranaggio programmato per sbriciolare chi non sa tenere il passo. È solo qui che qualcuno potrebbe concepire il gioco sadico e mortale in cui le vittime vengono lasciate in un luogo isolato, con cinque oggetti per salvarsi. Un rebus che, se non viene risolto, porta con sé l'ultimo messaggio dell'Uomo che Sussurra: Muori con dignità.

Commento:
E' già da un po' che noi fans di Deaver attendiamo qualcosa di nuovo: negli ultimi anni lo scrittore statunitense ha scritto qualche stand-alone e portato avanti le sue serie già avviate, in testa quella di Lincholn Rhyme; pur apprezzandole, da più parti serpeggiava un po' di insoddisfazione per il mancato rinnovamento di un autore tanto prolifico quanto poliedrico. Ebbene, Deaver ci ha accontentati: Il gioco del Mai è il primo libro di una nuova serie, il cui protagonista è Colter Shaw.
Solitario, enigmatico, riservato, anticonformista, Colter Shaw è un cercatore di ricompense, uno che si guadagna da vivere cercando persone scomparse in cambio di denaro. Non è, però, un cacciatore di taglie o un mercenario, Colter Shaw ha una sua morale, delle regole di comportamento e di vita che lo rendono peculiare ed unico. Molte di queste regole gli derivano dagli insegnamenti dei genitori, in particolare del padre Ashton Shaw, un survivalista convinto che ha addestrato i propri figli a sopravvivere in ogni situazione. Ecco perché Colter sa scalare, combattere, sparare, individuare pericoli, conosce la natura, rispetta gli animali, è il miglior segugio della famiglia (questo però lo diceva sua madre). La famiglia ha un peso importante nella vita di Shaw, specie nel suo passato: deve dissipare alcune ombre, alcuni misteri che gli tolgono la serenità. E' per questo che si trova in California, nella Silicon Valley, quando intercetta la richiesta d'aiuto – con relativa ricompensa – di Frank Mulliner: la figlia, Sophie, è scomparsa e la polizia non sembra star compiendo alcuna ricerca. Non sarà difficile per Colter capire che la ragazza è stata rapita e che chi l'ha sequestrata non si fermerà. E' un individuo pericoloso che sta tentando di riprodurre nella realtà i livelli di un gioco online che consiste proprio nel lasciare solo un soggetto con cinque oggetti, una sola possibilità di segnalare la propria posizione e due alternative: provare a fuggire o morire con dignità. E' L'uomo che sussurra, un videogioco prodotto da una piccola azienda della Silicon Valley. Ma chi è il misterioso giocatore che sta mettendo a repentaglio tante vite? E cosa c'è dietro a questo gioco infernale? Per scoprirlo, Shaw e la detective Standish si inoltreranno in un mondo a loro semisconosciuto, quello del gaming online, quello delle missions finte e della competizione vera, e apprenderanno che la tecnologia non è solo virtuale, ma ha tante ripercussioni nel mondo reale. Come in un gioco serrato, se non stai al passo potresti soccombere.
Deaver torna con questa nuova serie e soprattutto con questo nuovo personaggio… interessante, ma ancora contornato da troppe ombre. Sono perplessa, mi aspettavo qualcosina in più da Shaw, è ancora troppo ibrido… ma il mio non è assolutamente un giudizio negativo, è piuttosto un'attesa cauta e carica di aspettative. Vedremo come evolverà nei prossimi casi.


Opera recensita: "Il gioco del mai" (Colter Shaw 01) di Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli, 2019
Genere: thriller, seriale
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 496
Prezzo: 20,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


sabato 24 agosto 2019

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - SOLITUDE CREEK (KATHRYN DANCE 04)


Sinossi:
Al Solitude Creek sta per iniziare un concerto rock. Le luci si abbassano, la batteria dà il tempo. Un paio di canzoni, e qualcosa non va. Nel piccolo locale affollato si addensa del fumo, e non c'è tempo di chiedersi cosa stia succedendo. La gente balza in piedi rovesciando sgabelli e tavoli, corre, cade, si ammassa alle uscite di sicurezza. Trovandole chiuse. Bloccate. Non tutti ne usciranno vivi. Siamo a Monterey, nella calda California centrale affacciata sull'oceano: l'assassino indossa gemelli Tiffany e scarpe Vuitton, è millimetrico nella sua ossessione, feroce nella lucidità, e si diverte a scatenare con freddezza l'inferno. Sceglie un luogo, pianifica nei dettagli l'attacco, si apposta: quello che vuole è stare a guardare le persone prese in trappola, vederle soccombere, come animali, all'istinto di sopravvivenza. Più nessuno d'ora in poi, che sia dentro un cinema, o in un ristorante, o nello spazio angusto della cabina di un ascensore, può ritenersi al sicuro. Ecco il nuovo caso del detective Kathryn Dance: una letale partita a scacchi che non consente la minima distrazione. Un impegno arduo, proprio ora che la donna è stata sospesa da un incarico importante, è alle prese con due figli adolescenti e le faccende del cuore sono sempre più impellenti.

Commento:
Lo dicono sempre gli esperti: il panico fa più vittime dell'evento che l'ha generato. E' proprio questo che il killer di questo quarto caso per Kathryn Dance sfrutta: solo che lui il panico lo crea ad arte. E' bravissimo a pianificare attacchi a luoghi affollati, crea ad arte scenari potenzialmente apocalittici e resta a godersi la scena. Ne ha bisogno, ha bisogno di guardare la morte per calmarsi, per saziare il mostro famelico che si porta dentro. E toccherà a Kathry Dance occuparsene, nonostante sia presa da un'altra task force pericolosa e importante e nonostante i suoi figli accusino tutti i perigliosi sintomi dell'adolescenza. Fortuna che ad aiutarla ci sono Michail O'Neil, John Bowling, Tj Scannon e tutti gli altri.
Questo quarto e ultimo romanzo della fortunata saga di Kathryn Dance si è rivelato interessante per aspetti come il trattamento e gli effetti del panico e per l'aspetto personale della vita di Dance; nel complesso, però, il caso mi ha coinvolto meno… mi ha entusiasmato meno. Comunque, sempre di buon libro si tratta, intendiamoci, Deaver è una garanzia.

Opera recensita: "Solitude Creek" (Kathryn Dance 04) di Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli, 2015
Genere: thriller, seriale
Ambientazione: California, Stati Uniti
Pagine: 511
Prezzo: 19,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


sabato 27 luglio 2019

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - SARò LA TUA OMBRA (KATHRYN DANCE 03)


Sinossi:
Kayleigh Towne, famosa cantante, riceve una chiamata da un numero sconosciuto. La strofa d'apertura di "Your Shadow", la sua ultima hit, è il solo contenuto della telefonata, prima che un irrevocabile click giunga a troncare la comunicazione. Poco tempo dopo, durante le prove di un concerto, Bobby, road manager ed ex amante della bella Kayleigh, muore schiacciato da un riflettore. A indagare sull'accaduto è l'agente del California Bureau of Investigation ed esperta di cinesica Kathryn Dance, con l'aiuto del geniale criminologo tetraplegico Lincoln Rhyme. Ben presto Dance concentra i propri sospetti su Edwin Sharp, un fanatico ammiratore che da tempo tempesta Kayleigh di mail ed è convinto che "Your Shadow" contenga una velata richiesta d'aiuto rivolta soltanto a lui. Mentre le morti si susseguono e il cerchio si stringe intorno alla star e al suo entourage, si fa strada l'ipotesi che i versi di quella canzone possano condurre alla vera identità dell'assassino. Perché la passione divenuta ossessione di un fan dalla personalità disturbata non è sufficiente a spiegare i tanti misteri e le ombre di un caso che si fa d'ora in ora più pericoloso e intricato.

Commento:
Sarò la tua ombra è il terzo dei quattro volumi che (finora) compongono la serie di Kathryn Dance, l'agente del CBI esperta di cinesica e linguaggio del corpo. Questa volta lo scenario e la trama che ci viene presentata è leggermente diversa da quella dei primi due volumi: Dance stavolta è in trasferta a Fresno. Si sta godendo una vacanza assecondando la sua passione per la ricerca di talenti musicali, quando la sua amica Kayleigh Towne, giovane star della musica Country, sembra avere un problema. C'è un fan che la perseguita con mail, lettere, gadget, appostamenti. Quando il suo amico e collega Bobby viene ucciso da un riflettore, Kathryn e la giovane cantante capiscono che il problema è ben più grave di quel che sembrava. Kathryn Dance si ritrova ad indagare il corpo e le parole di un uomo che è un autentico enigma: è impenetrabile, a momenti sembra sincero e altri sembra proprio lui il killer… ma può la passione per un'artista condurre al punto di uccidere per lei? E' fondamentalmente questo che si chiederà Kathryn Dance per buona parte del libro, ma è soprattutto questo che si chiede Kayleigh che vede sconvolta la sua già precaria famiglia e la sua stessa vita.
Basato fondamentalmente sulla musica e sullo Stalking, Sarò la tua ombra è leggermente più lento e statico rispetto agli altri thriller della serie e di Deaver in generale; ciò non toglie che sia un buon thriller, specialmente con quella gradita, seppur frettolosa, ingerenza di Rhyme e Amelia, così, estemporanei ma risolutivi. Tutto sommato un libro da leggere per progredire con la saga, ben scritto ma qualche volta un po' lento e salterino, però va bene così: è comunque una buona lettura.

Opera recensita: "Sarò la tua ombra" (Kathryn Dance 03) di Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli, 2012
Genere: thriller, seriale
Ambientazione: California, Stati Uniti
Pagine: 553
Prezzo: 10,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


sabato 29 giugno 2019

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - LA STRADA DELLE CROCI (KATHRYN DANCE 02)


Sinossi:
Kathryn Dance, l'agente del California Bureau of Investigation specializzata nella lettura del linguaggio corporeo, deve fermare un potenziale assassino che annuncia i suoi delitti piantando croci con la data del giorno seguente lungo una strada della penisola di Monterey. Ben presto i sospetti si appuntano sul giovane Travis Brigham, oggetto di attacchi feroci su un blog, The Chilton Report, dove è accusato di essere il responsabile di un incidente stradale in cui sono morte due sue amiche. E tutte le vittime sembra vengano scelte proprio a causa dei loro interventi sul blog. Ma Travis scompare, e Kathryn, insieme allo sceriffo Michael O'Neil e al consulente informatico John Boling, deve impegnarsi in una frenetica lotta contro il tempo per scoprire la verità.

Commento:
La seconda, appassionante indagine della serie che vede protagonista Kathryn Dance, la "lettrice del corpo", espressione efficace usata da uno dei coprotagonisti di questo libro. Stavolta l'esperta di cinesica dovrà confrontarsi con un mondo a lei totalmente sconosciuto, quello del web, della blogosfera e dei giochi di ruolo online. C'è un killer, infatti, che annuncia i propri omicidi lasciando una croce per strada, con incisa la data del giorno seguente o dello stesso giorno in cui si svolge la storia, un mazzo di rose rosse e vari elementi disseminati lì attorno. E' un assassino sfuggente, ma sempre presente, come un messaggio nell'etere, come uno dei tanti commentatori nascosti dietro un nickname che affollano i blog in rete, tuttologi, maestri nello spargere voci ed alimentare congetture e violenza.
E proprio attorno ad un blog ruota l'intera storia narrata in questo libro, The Chilton Report, il blog del noto giornalista denunciatore di misfatti James Chilton. E' là che si concentra la maggior parte dei commenti su Travis Brigam, il diciassettenne accusato dell'incidente in cui sono rimaste uccise due ragazze e ferita una terza. Su di lui si concentra l'odio della rete e tutto fa pensare che sia lui il "killer delle croci". Ma, come al solito con Deaver, niente e nessuno è mai davvero come sembra… questo caso riserverà molte sorprese per noi e per Kathryn Dance, impegnata a schivare attacchi dalle alte sfere, nonché molto provata sul piano personale. Il caso precedente, quello che aveva portato all'arresto del pericoloso Daniel Pell, ha lasciato strascichi tanto inattesi quanto dolorosi per lei e la sua famiglia. Non un buon momento per la nostra bravissima, ma umana e fallibile agente del CBI… fortuna che accanto ha una squadra di prim'ordine: Tj, All Stemple, Rey Carraneo, ma soprattutto la sua bella famiglia, lo sceriffo Michael O'Neil – schivo, enigmatico, ma sempre presente – e il consulente informatico John Boling, intervenuto per questo caso ma che presumibilmente ci terrà ancora piacevole compagnia.
Questo caso, oltre ad essere avvincente come thriller, è interessante anche per la sua attualità e i suoi risvolti sociali: attraverso l'analisi del web, del mondo dei blog e dei giochi di ruolo online, non è difficile trovare spunti di riflessione sull'odio e sulla disinformazione che dilaga in rete e sulle loro conseguenze per la vita di chi è bersagliato; inoltre Deaver ci fa sottilmente notare quanto profonde possono essere le ripercussioni per chi vive perso nel mondo "sintetico", quello delle realtà virtuali, lasciando che questo sconfini e prenda il posto del mondo reale… tutti temi interessanti ed attuali che ancora una volta rivelano l'attenzione di Deaver per le problematiche sociali e culturali che ci affliggono. Vicenda appassionante, dunque, forse più della prima del ciclo di Kathryn Dance.

Opera recensita: "La strada delle croci" di Jeffery Deaver
Editore: Bur, 2010
Genere: thriller, seriale
Ambientazione: California, Stati Uniti
Pagine: 498
Prezzo: 10,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


venerdì 31 maggio 2019

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - LA BAMBOLA CHE DORME (CICLO DI KATHRYN DANCE 01)


Sinossi:
California, 1999. Daniel Raymond Pell per i media è il "figlio di Manson": affascinante e sinistramente carismatico, al pari del suo predecessore ha incantato, sedotto e plagiato i giovani adepti della sua setta. E con la complicità di uno di essi ha sterminato un'intera famiglia. Nessuno dei due però si è accorto che la notte del massacro, confusa in mezzo alle bambole, una bambina dormiva tranquilla nel suo lettino. Otto anni dopo Pell sta scontando la condanna a vita in un carcere di massima sicurezza per l'efferata carneficina e deve essere processato di nuovo perché vari indizi lo collegano a un altro delitto del passato rimasto irrisolto. Condotto in tribunale, è interrogato dall'agente del California Bureau of Investigation Kathryn Dance, esperta in cinesica. Kathryn è uno dei pochi poliziotti in grado di interpretare il linguaggio non verbale e di capire se testimoni e sospetti dicono la verità. E non sbaglia mai. Questa volta, però, il suo compito è davvero arduo, perché deve confrontarsi con un osso duro, un killer dall'intelligenza quasi sovrumana, un abile manipolatore della volontà altrui. E quando, dopo un sottile gioco di parole, sguardi, gesti, Kathryn scalfisce l'assoluta compostezza di Pell e intuisce un diabolico trucco, è troppo tardi: il "figlio di Manson" è evaso dal tribunale. Comincia la caccia.

Commento:
Primo del ciclo che vede come protagonista l'agente Kathryn Dance, questo thriller dimostra ancora una volta la versatilità e la competenza narrativa di Jeffery Deaver. Anche a voler tralasciare i suoi stand-alone e concentrarci solo sui seriali, è sorprendente vedere con quale perizia Deaver riesce a spostarsi da prove scientifiche, indizi, microscopi ed armamentari degni del miglior laboratorio, ad un campo totalmente diverso, quello del corpo umano con tutti i suoi gesti, volontari e non. Se Lincholn Rhyme era il re della scienza, Kathryn Dance è un'esperta di cinesica, un asso nell'interpretare i comportamenti e le reazioni di chi ha di fronte e non si tratta solo di capire se l'interrogato sta mentendo o sviando l'attenzione, ma di entrare – talvolta non invitata – nell'inferno privato del suo interlocutore. Non è sempre facile e talvolta può incontrare criminali con capacità affini alle sue, come Daniel Pell, l'antagonista di questo libro, con le sue manie di controllo, sottomissione, ma anche con le sue debolezze. Un caso in cui i colpi di scena sono dietro l'angolo, in cui il confine tra vittima e colpevole non è mai stato così labile. Un thriller veloce, con una protagonista umana nella sua forza o forse forte proprio per la sua umanità: Kathryn Dance è madre, vedova, ama la musica e i cani, è capace di coordinare una difficile indagine e starsene a bere birra con un caro amico imbracciando una chitarra. E' una donna forte, ma che non rinuncia ad una vita privata con tutte le difficoltà che comporta conciliarla con un lavoro rischioso. Una serie, questa, che forse non sarà sbalorditiva come quella di Rhyme – almeno per la sottoscritta – ma che comunque è interessante ed appassionante… oltre ad essere ottimamente congegnata, ma questo era ovvio: è scritta da Deaver!

Opera recensita: "La bambola che dorme" di Jeffery Deaver
Editore: Bur, 2007
Genere: thriller, serie
Ambientazione: California, Stati Uniti
Pagine: 503
Prezzo: 10,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


domenica 21 aprile 2019

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - L'ADDESTRATORE


Sinossi:
Ryan Kessler, un poliziotto frustrato con un'eccessiva propensione all'alcol e il grilletto facile. Joanna, sua moglie, una donna anonima e fin troppo riservata. Maree, la sorella di quest'ultima, affascinante e instabile, irresistibilmente attratta da uomini e situazioni a rischio. Come nel più crudele dei reality, i tre si ritrovano rinchiusi in un luogo inaccessibile e segreto, mentre un cacciatore di informazioni professionista, l'efferato e implacabile Henry Loving, tenta con ogni mezzo di rintracciarli per estorcere loro i dati riservati richiesti da una misteriosa "Fonte". Ben presto, però, nella struttura sorvegliata che dovrebbe garantire la protezione dei tre innocenti - o presunti tali - si risvegliano vecchi rancori e verità inattese cominciano ad affiorare. Chi è davvero la Fonte? Un prete sospetto che usa i risparmi dei suoi sprovveduti fedeli per finanziare il terrorismo islamico? Un senatore repubblicano in corsa per le prossime presidenziali? O un pericoloso psicopatico già amante di Maree? E ancora, che cosa sa Amanda, la figlia diciassettenne del poliziotto Ryan? È possibile che sia lei il vero obiettivo di Loving? Corte, l'agente federale incaricato di gestire il programma di protezione, che con Loving ha in sospeso una partita personale, per Incastrarlo si affida alle sofisticate risorse tecnologiche di un'agenzia di sicurezza governativa. E parallelamente, da appassionato di giochi di logica e di intelligenza, studia con puntiglio le mosse del suo avversario.

Commento:
L'addestratore è uno dei thriller "singoli" di Jeffery Deaver, uno stand-alone, che non appartiene a nessuna delle sue saghe. Eppure, credo io, sul funzionario Corte si potrebbe tranquillamente reggere un'intera saga di thriller, tanto è particolare ed appassionante il suo lavoro e tanto è avvincente il suo modo di ragionare. Corte è un funzionario preciso e meticoloso con molte passioni (sport, orienteering, storia…) sulle quali domina quella per i giochi di logica e intelligenza che, peraltro, lo aiutano molto nel suo lavoro: per una mente matematica che ama barcamenarsi fra scacchi, morra cinese, Go e mille altri rompicapo, diventa una sfida all'ultima mossa individuare la tattica del killer – in questo caso il temibile cacciatore di informazioni Henry Loving – che minaccia la sorte dei "bersagli" affidati alla sua custodia. E' tutto un gioco di tempi, concentrazione e intelligenza, nonché di alleati validi, efficenti e veloci e Corte in questo caso è equipaggiato benissimo. Così, quando si ritrova a combattere l'avversario più duro ed ambito della sua carriera nel proteggere una famiglia che ha più segreti di quel che sembra, Corte ingaggia una lotta appassionante in cui niente deve essere trascurato e in cui ci si può fidare solo di se stessi.
Un altro thriller psicologico che è anche spy-story; un duello di inttelligenza e nervi saldi in cui, come al solito per Deaver, nulla è scontato e niente è mai come sembra. Unica pecca, se così vogliamo chiamarla, è l'eccessiva lentezza del romanzo che mi impedisce di considerare questo buon thriller un buonissimo thriller… ma d'altra parte è pur vero che in una lotta di intelligenza, come nel miglior gioco di ruolo, la lentezza e la concentrazione sono d'obbligo. Consigliatissimo, comunque.


Opera recensita: "L'addestratore" di Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli, 2011
Genere: thriller
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 607
Prezzo: 14,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


sabato 23 marzo 2019

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER IL TAGLIO DI DIO


Sinossi:
Diamond District, Manhattan. Jatin Patel, maestro tagliatore di diamanti, giace esanime sul pavimento del suo laboratorio. Pochi metri più in là, una giovane coppia di fidanzati. Hanno caviglie e polsi legati, la gola tagliata. La scena che la squadra di Lincoln Rhyme si trova di fronte, un sabato mattina qualunque nelle stanze della Patel Designs, ha tutti i numeri della classica rapina finita male. Ma per Amelia Sachs qualcosa non torna. I diamanti lavorati non sono stati portati via, e l’assassino si è accanito sulle vittime con una brutalità che suggerisce un movente diverso. Per sposare definitivamente la tesi che dietro all’omicidio si nasconda altro, basta leggere il messaggio sgrammaticato e delirante che il killer ha inviato alla stampa. Non è la prima volta che Rhyme deve entrare nella mente allucinata di un assassino. Se non fosse che la follia del Promittente, così si è firmato, è eguagliata da un’abilità e una lucidità fuori dal comune. Per quanto un errore l’abbia già commesso, un errore che lo potrebbe incastrare. Jeffery Deaver lancia la sua sfida, una duplice caccia all’uomo nello spietato mondo del commercio dei diamanti, e si diverte a mettere alla prova il formidabile intuito di Lincoln e Amelia con svolte improvvise e deviazioni di percorso. Nelle pagine dell’ultimo Rhyme, il suo autore ci offre qualcosa di nuovo e inaspettato, l’ingrediente segreto per un thriller perfetto.

Commento:
Fra diamanti, pericolosi criminali messicani e strane perdite di gas, il nuovo thriller di Jeffery Deaver, l'ultimo pubblicato finora della fortunata serie di Lincoln Rhyme, è l'ennesima indagine intricata e al cardiopalma. Una sola è la certezza: qui, più che in altri thriller di Deaver, niente è come sembra e non si può dare un giudizio finché non si è girata l'ultima pagina. Ancora una volta, con perizia e sicurezza, Deaver ci conduce in mondi particolari, con le loro regole e i loro codici, ci porta a svelare interessi nascosti, nemici invisibili e pericolosi che manovrano dietro le quinte, piani che mettono in pericolo la sicurezza della gente comune a fronte di interessi e trame senza scrupoli. Tutto nella vitale, caotica, poliedrica New York. Che dire? Grazie Jeffery per questa ennesima, attesissima, dose di brivido!

Opera recensita: "Il taglio di Dio" di Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli
Genere: thriller
Ambientazione: New York
Pagine: 525
Prezzo: 20,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.


sabato 16 febbraio 2019

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - IL RE DEI MORTI


Sinossi:
Un uomo viene ucciso in un vicolo di Manhattan e l'unico testimone è il figlio di otto anni. La vittima è un corriere con solide amicizie nelle gang di New York. Che cosa stava trasportando? Per chi lavorava? E soprattutto: possibile che al ritrovamento del cadavere il furgone fosse vuoto? Sono questi i primi interrogativi ai quali Amelia Sachs e Lincoln Rhyme devono rispondere. Ma quando si ritrovano davanti una scena del crimine con centinaia di reperti da analizzare, Rhyme capisce di dover attingere a tutta la sua sagacia per scovare, in mezzo a quel caos, gli indizi che lo condurranno all'assassino. Per Sachs, intanto, diventa essenziale proteggere il bambino da chi vuole farlo tacere per sempre. Come se la caveranno i due tra genitori affidatari, false testimonianze e piste ingannevoli? La posta in gioco è alta e il Re dei Morti aspetta solo di essere incoronato.

Commento:
Conosco l'abilità di Deaver con i racconti – nella sua raccolta "Spirali" ve ne sono di stupendi – perciò mi sento di affermare che questo qui non è tra i migliori… bah, per la verità mi chiedo se ci fosse davvero la necessità di inserirlo in una serie già collaudata e di successo come quella di Lincoln Rhyme. Poi, che il racconto sia comunque godibile e che faccia sempre piacere incontrare – sia pur per breve tempo – Lincoln, Amelia e gli altri non è in dubbio… però il racconto in sé l'ho trovato "inutile", semplicemente. E' incentrato sul traffico di armi e droga ed è in pratica una versione molto ridotta del classico thriller della serie di Rhyme. Carino, appena passabile, ma nulla di trascendentale.

Opera recensita: "Il re dei morti" di Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli, 2016
Genere: thriller, racconto
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 106
Prezzo: 10,00 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 7,5.


lunedì 14 gennaio 2019

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - IL VALZER DELL'IMPICCATO


Sinossi:
Un uomo viene prelevato con la forza a pochi isolati da Central Park e caricato su un’automobile. Unica testimone una bambina, unico indizio un cappio abbandonato sul marciapiede, realizzato con una corda per strumenti musicali. Lincoln Rhyme e Amelia Sachs avrebbero altro a cui pensare, visto che stanno per sposarsi e partire per la luna di miele, ma c’è una vita da salvare. La squadra si mette subito al lavoro e in poche ore lo sconosciuto sequestratore ha un profilo: per il Compositore, così lo ha battezzato Rhyme, la tortura delle vittime è lo spartito di una macabra melodia. La caccia all’uomo ha inizio, una ricerca serrata che da un vecchio capannone di New York conduce il criminologo e la detective fin nei vicoli di Napoli, nei cunicoli che solcano il sottosuolo della città, a stretto contatto con gli investigatori italiani, tra scontri di competenze, collaborazioni clandestine e indagini scientifiche sempre più sofisticate. Il tempo stringe, e lo stesso cappio che Rhyme e Sachs hanno trovato sulla scena del crimine ora deve fermare la mano di un killer spietato e inafferrabile. Ci sono tutti gli ingredienti del miglior Jeffery Deaver: ritmo, azione, paesaggi inusuali. Il valzer dell’impiccato mostra tutto l’affetto che il suo autore nutre per i lettori italiani e per il nostro Paese e consegna al pubblico degli appassionati un nuovo capitolo sorprendente e imperdibile della saga di Lincoln Rhyme, il criminologo più famoso del thriller internazionale.

Commento:
Chi è l'uomo che, da New York a Napoli, rapisce le sue vittime e poi registra un video in cui sembra impiccarle mentre suona un valzer? Sappiamo che conosce e ama la musica, ma perché agisce? Come sceglie le sue vittime? Scoprirlo sarà il compito di un gruppo assortito di inquirenti italiani e dei nostri ben noti amici Rhyme e Sachs, che dovranno destreggiarsi tra un'ambientazione semi-sconosciuta e comunque inconsueta, sgambetti e musi duri di chi vede usurpato il proprio territorio, rallentamenti e depistaggi in puro stile Deaver. Leggendo questo thriller si ha ancora una volta la percezione, come sempre accade con quest'autore, che nulla è mai come sembra. Ciò che mi piace nei thriller di Deaver è proprio questo: tutto si sa, tutto alla fine si scopre, anche il dettaglio più insignificante, anche dopo molte pagine. E intanto la tensione narrativa è altissima, qui attenuata dall'ambientazione più che suggestiva: Napoli, la sua gente, le sue bellezze e la sua cucina. Un altro ottimo thriller di colui che ormai è diventato il mio autore preferito, che stavolta tocca temi straordinariamente attuali come l'immigrazione, il terrorismo, il fondamentalismo islamico e - perché no? – chi cerca di marciarci su. Ovvio che lo consiglio, non prima, però, di aver letto tutti gli altri della serie.


Opera recensita: "Il valzer dell'impiccato" di Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli, 2017
Genere: thriller
Ambientazione: New York-Napoli
Pagine: 512
Prezzo: 22,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


sabato 29 dicembre 2018

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - LA FIGLIA SBAGLIATA


Sinossi:
Megan Collier è una ragazzina "difficile": timida, solitaria, piena di rabbia. Rabbia soprattutto nei confronti dei genitori, Bett e Tate, divorziati da poco e troppo presi da se stessi per accorgersi di lei. Fortuna che ora c'è il dottor Peters, il suo nuovo psicanalista. Gli sono bastate poche sedute per stregare Megan: con il suo sguardo magnetico e la voce ferma e suadente, è il solo che riesca a far crollare le barriere della ragazza. Finché un giorno, all'improvviso, Megan scompare. Adesso i suoi genitori dovranno per forza accorgersi di quella figlia che non si erano mai preoccupati di conoscere, e che forse ha voluto fuggire proprio da loro. Ma Megan non è scappata: ben presto, infatti, dietro la sua sparizione si profila una lucida trama di ricatto e vendetta, ordita da qualcuno in grado di tenere in scacco Megan, e abilissimo a scavare nel passato della famiglia Collier. Se vogliono salvare la figlia, e scoprire chi li ricatta e perché, Tate e la sua ex moglie dovranno scendere negli inferi del proprio passato, camminando loro stessi, insieme al misterioso ricattatore, in bilico sul sottile confine tra realtà e follia.

Commento:
E' sabato mattina e Megan parcheggia la sua Tempo per recarsi a quell'inutile seduta con lo psicoterapeuta che sostituisce il suo medico consueto. E' convinta che sarà una perdita di tempo come i precedenti incontri, ma ben presto capisce che forse qualcosa di diverso e di buono c'è: ad accoglierla nello studio c'è un giovane medico dalla voce straordinaria: suadente, consolatoria, rassicurante. Un medico molto diverso dal vecchio e noioso predecessore, che sembra scavarle nei pensieri, sembra riuscire a tirar fuori la sua rabbia e soprattutto sembra conoscerla meglio di chiunque altro. Ma la realtà non è mai rosea come può sembrare: ormai, quando Megan si accorge che quest'uomo l'ha drogata, è troppo tardi. Riusciranno Beth e Tate, i suoi genitori separati, a capire che non è scappata come potrebbe sembrare e a trovarla in tempo? E soprattutto… chi l'ha rapita? E perché?
Un thriller psicologico non originalissimo, ma ansiogeno sin dalla prima pagina. Non è uno dei libri migliori di Deaver, ma è comunque ben scritto e ben congegnato. Come dico sempre: è comunque un libro di Deaver! Lo consiglio come lettura "leggera", se avete voglia di qualche buon brivido e comunque di una morale: sì, perché anche i thriller – checché ne pensino alcuni – insegnano qualcosa, e qui si parla di incomunicabilità tra genitori e figli e dell'importanza vitale delle parole.

Opera recensita: "La figlia sbagliata" di Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli, 2010
Genere: thriller psicologico
Ambientazione: Virginia-Stati Uniti
Pagine: 358
Prezzo: 18,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


mercoledì 26 dicembre 2018

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - IL GIARDINO DELLE BELVE


Sinossi:
New York, 1936. L'America e il mondo intero guardano con apprensione l'inarrestabile ascesa di Hitler. A Paul Schumann, killer di origine tedesca, è stato catturato dall'FBI e gli viene fatta una strana proposta: le autorità federali gli offrono l'immunità per i suoi crimini in cambio dell'omicidio di Reinhard Ernst, uomo di fiducia del Führer. Paul ha quarantotto ore per individuare il suo obiettivo, eliminarlo, e intanto difendersi dall'apparato di sicurezza nazista. Intanto a Berlino, il detective Willy Khol lavora per fermare la scia di sangue che Schumann si lascia alle spalle.

Commento:
Quando uno scrittore di thriller può davvero definirsi "bravo"? A mio parere quando scrive un romanzo accurato, dettagliato, appassionante riuscendo ad adattare la sua scrittura al contesto in cui si svolge la vicenda; quando riesce ad essere pressocché perfetto, ma anche solo credibile, in un contesto diverso da quello che tratta abitualmente; quando riesce a far parteggiare il lettore per il "cattivo", senza fargli detestare il "buono". Stando a questi personalissimi parametri di giudizio, non posso che affermare che Jeffery Deaver non è solo bravo: è magnificamente geniale.
"Il giardino delle belve" è un appassionante thriller storico ambientato fra l'America e la Germania nazista poco prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale. Paul Schumann è un sicario tedesco-americano che viene assoldato dal Bureau per uccidere un alto papavero del Reich, il colonnello responsabile del riarmo, un essere tanto intelligente quanto spregevole. Sulla sua strada, però, Schumann incontrerà di tutto: SS, SA, giovani della gioventù hitleriana, traditori che credeva collaboratori, poliziotti molto zelanti come l'ispettore Khol, un bravissimo membro della Cripo che a sua volta si rivelerà una vittima del sistema. E incontrerà anche degli amici, come Kate e Otto… e dovrà improvvisare, mantenere il suo cuore di ghiaccio, fare delle scelte talvolta vitali. Tutto questo in un Paese in continua, rapida evoluzione, in cui la malattia più grave sembra essere la cecità mentale. Un thriller davvero ben scritto, a tratti un po' lento, ma questa lentezza invece che demotivare fa pregustare le scene di tensione narrativa.
Come al solito Deaver rivela la sua maestria nel sorprendere, dosare la tensione, colpire con uno stravolgimento: nei suoi romanzi nulla e nessuno è mai ciò che sembra; i buoni non sono mai completamente buoni, i cattivi mai troppo cattivi e comunque tutti sono dotati di un grado di intelligenza ed astuzia invidiabili che non permettono mai all'attenzione di calare. Un altro romanzo che vale la pena leggere… Deaver colpisce ancora!


Opera recensita: "Il giardino delle belve" di Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli, 2008
Genere: thriller storico
Ambientazione: New York-Berlino, 1936
Pagine: 485
Prezzo: 10,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.


sabato 22 dicembre 2018

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - IL BACIO D'ACCIAIO


Sinossi:
Amelia Sachs è sulle tracce di un killer. Lo ha individuato, anche se ancora non ne conosce l'identità, e lo sta cercando in un affollato centro commerciale di Brooklyn. Pochi, pochissimi istanti prima che la detective entri in azione, però, accade qualcosa: il pannello di una delle scale mobili cede improvvisamente, un uomo cade tra gli ingranaggi e muore stritolato dai denti metallici. Mentre Sachs si precipita in aiuto della vittima, il killer riesce a fuggire. Si è trattato davvero di una fatalità? Lincoln Rhyme, dimessosi dopo una missione andata storta, torna al lavoro nel tentativo di aiutare la famiglia della vittima a ottenere un risarcimento. Le indagini confluiranno però in un unico caso: un killer sabota i dispositivi di controllo di macchinari industriali ed elettrodomestici di uso comune, trasformandoli in armi letali. Come prevedere le prossime mosse dell'assassino? Mentre la conta delle vittime minaccia di aumentare, Sachs e Rhyme devono correre contro il tempo per svelare l'identità dell'uomo e scoprire quale sia il suo obiettivo ultimo. A coadiuvare la coppia di detective c'è anche Juliette Archer, affascinante tirocinante del celebre criminologo, come lui costretta su una sedia a rotelle. Con le sue intuizioni Juliette offrirà un contributo decisivo alla soluzione del caso.

Commento:
Un altro caso per Lincoln Rhyme, stavolta non consulente del NYPD, ma coadiutore di un avvocato per un risarcimento in una causa civile… almeno all'inizio. Stavolta il caso riguarda l'"internet delle cose", ossia l'utilizzo dei dispositivi intelligenti o integrati che tanto vanno di moda ai giorni nostri: bello, bellissimo poter controllare a distanza i nostri dispositivi elettronici, accendere il riscaldamento poco prima di tornare a casa, mettere a scaldare la cena sul nostro piano di cottura I-tech, controllare cosa fa nostra figlia a due case di distanza tramite il baby monitor… ma siamo davvero certi di avere il pieno controllo su questi dispositivi e, conseguentemente, sulla nostra vita? Deaver immagina uno scenario verosimile nel quale un killer akera il controller di alcuni dispositivi integrati e provoca morti atroci e dolorose. Come al solito, quindi, ci ritroviamo a fare i conti con le dinamiche della nostra società, caratteristica peculiare di tutti i thriller di Deaver. Tante sono, però, le situazioni parallele, professionali e private, che si intrecciano al caso e al lavoro dei nostri detectives. In particolare, questo thriller vede un bel po' di tensione fra Lincoln e Amelia, in parte provocata dalle dimissioni di Rhyme dal lavoro con la polizia, in parte causata dalla comparsa di due personaggi finora marginali nella vita di Amelia e di una nuova tirocinante di Rhyme, Juliette Archer, molto competente ed attiva, che sembra avere un ottimo feeling con il criminalista.
Venendo alle considerazioni personali, ho trovato questo thriller un po' sottotono rispetto agli standard cui Deaver ci ha abituati, in particolare nelle scelte linguistiche: non so se sia un "problema" di traduzione, ma ho provato più volte, durante la lettura, un senso di smarrimento, quasi di decadimento del linguaggio sempre preciso, accurato e mordace nei precedenti thriller della serie. Questo particolare, unito a qualche ridondanza nella storia, mi ha fatto apprezzare meno questo libro rispetto ad altri… sebbene, come dico spesso, si tratti sempre di Deaver, quindi parliamo sempre di ottimi thriller. In ogni caso… che il nostro Jeffery fosse un po' stanco? Vedrò nel prossimo caso e vi saprò dire presto.

Opera recensita: "Il bacio d'acciaio" di Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli, 2016
Genere: thriller
Ambientazione: New York
Pagine: 559
Prezzo: 20,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


mercoledì 19 settembre 2018

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - L'OMBRA DEL COLLEZIONISTA


Sinossi:
Delle sue vittime lui non vuole il corpo, vuole solo la pelle: per marchiarla a morte. È un novembre gelido, a New York, e nelle strade spazzate dal vento e dalla neve si aggira un serial killer. È scaltro, feroce, implacabile. Aggredisce donne e uomini nei seminterrati, li trascina nelle gallerie buie e umide che si allargano labirintiche nel sottosuolo, li tatua con un inchiostro al veleno lasciando loro sulla pelle incomprensibili messaggi fatti di numeri e lettere; poi li abbandona a un'agonia lenta e straziante. Chi è e cosa vuole? E il tatuaggio che porta sul braccio, un centopiedi rosso con zanne e un volto umano, ha un significato? A esaminare i primi indizi, il killer sembra ispirarsi al collezionista di ossa, il famigerato criminale che più di dieci anni prima aveva gettato nel terrore la città e messo a dura prova il brillante talento deduttivo di Lincoln Rhyme. Questa volta, spalleggiato dalla fidata Amelia Sachs e da tutta la squadra, il criminologo più famoso d'America sarà costretto a districarsi in un oscuro ginepraio di false piste e colpi di scena, in lotta contro il tempo per sventare un piano folle e diabolico. Perché il passato non muore mai, e il nemico non è mai così lontano.

Commento:
Veloce, preciso, disturbante, ossessionato. E' il tatuatore, l'uomo del sottosuolo, il collezionista della pelle. E' lui il killer con cui Rhyme e Sachs dovranno misurarsi in questo appassionante caso. Come il collezionista di ossa, il primo caso congiunto di Rhyme e Sachs, aveva l'ossessione per le ossa, questo killer adora la pelle, la pizzica, la saggia, la riempie di significati… non necessariamente positivi. Una serie di omicidi tutti volti ad un unico obiettivo: sterminare l'incarnazione del male. Ma chi è davvero il killer? Agisce da solo o dietro di lui c'è qualcuno? E sarà forse qualcuno che conosciamo?
Un thriller fantastico, adrenalinico ed avvincente. Mi è piaciuto molto il finale… che non svelerò. Ovviamente lo consiglio, ma non prima di aver letto i precedenti dieci libri della saga di Lincoln Rhyme!

Opera recensita: "L'ombra del collezionista" di Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli, 2014
Genere: thriller
Ambientazione: New York
Pagine: 492
Prezzo: 13,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.


martedì 28 agosto 2018

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - LA STANZA DELLA MORTE


Sinossi:
Lincoln Rhyme torna in scena, sulla scena del crimine, naturalmente: che questa volta si trova alle Bahamas ed è la stanza d'albergo in cui un cecchino ha ucciso Robert Moreno, cittadino americano, noto attivista a favore dei diritti dei popoli del Sud America. L'omicidio è stato commissionato dal governo degli Stati Uniti per sventare i piani terroristici dell'uomo, ma i primi accertamenti rivelano che Moreno stava preparando una manifestazione pacifica e non un attentato. Per Nance Laurel, rigida viceprocuratore distrettuale animata da una totale, quasi fanatica dedizione al suo mestiere, l'organizzazione che ha eliminato Moreno e altri due innocenti deve essere inchiodata alle sue responsabilità. Rhyme e la sua partner Amelia Sachs indagano seguendo la scienza e l'intuito, com'è loro abitudine. Ma ai Caraibi le tracce lasciate dal cecchino svaniscono appena prima che Rhyme le riesca ad analizzare, e la polizia locale non sembra ansiosa di collaborare. Rimasta a New York, Amelia Sachs segue una pista parallela ripercorrendo gli ultimi giorni di Moreno da vivo: e le sue intuizioni si rivelano così esatte da farle correre pericoli sempre più alti. Nelle pieghe del caso si annida anche un killer con la passione per l'alta cucina, che sa usare da virtuoso i suoi sofisticati coltelli; e intanto nella Stanza della Morte vengono prese decisioni che ancora una volta rischiano di confondere colpevoli e innocenti.

Commento
Beh, cosa dire…? Strana, stranissima indagine quella che troviamo nel decimo caso di Lincoln Rhyme e Amelia Sachs. Strana perché, per un bel pezzo, non ci sono prove fisiche, non c'è griglia da analizzare e soprattutto i piani d'azione da monitorare sono almeno tre: quello delle indagini, quello dell'assassino e quello del suo mandante… e non è detto che nel corso della storia non ne spuntino altri!
Dopo un inizio un po' barcollante che farebbe presagire un clamoroso flop, il nostro Jeffery risolleva la storia portandola su binari più consueti e a lui congeniali e regalandoci un'altra superba indagine. La tensione cresce con lo scorrere delle pagine, anche se non raggiunge mai picchi vertiginosi che abbiamo visto in altri libri; il tutto, in definitiva, sembra (e nonostante tutte le spiegazioni di Rhyme, rimane fino alla fine) un po' troppo "fumoso": sarà l'argomento ostico, saranno i servizi segreti con i loro obiettivi e le loro dinamiche contorte, ma non arriviamo mai, in questa storia, a diradare definitivamente il fumo.
Comunque si tratta di un buon libro, di un'indagine ben scritta e ben pianificata, nonostante qualche tentennamento iniziale. Consigliato, ovviamente, come tutti i libri di Rhyme e, in generale, di Deaver!

Opera recensita: "La stanza della morte" di Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli, 2013
Genere: Thriller
Ambientazione: New York-Bahamas
Pagine: 591
Prezzo: 14,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


martedì 14 agosto 2018

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - I CORPI LASCIATI INDIETRO


Sinossi:
Lago Mondac, Wisconsin. Una strana telefonata arriva al distretto di polizia nel cuore della notte. Proviene dall'isolata villa dei Feldman, sul limitare del bosco. L'agente Brynn McKenzie, giunta sul posto per un controllo, si trova davanti a una scena agghiacciante: Emma e Steven Feldman giacciono senza vita sul pavimento. E in casa c'è ancora qualcuno. Due uomini, forse gli assassini, accerchiano e minacciano Brynn, a cui non resta che fuggire nel fitto della foresta. Ma nell'oscurità dei boschi sta scappando anche qualcun altro: la misteriosa Michelle, amica dei Feldman, unica testimone di quanto è accaduto alla villa. La fuga delle due donne si trasforma per Brynn in una sottile indagine nel passato di Michelle. Chi è la vera preda, chi il cacciatore?

Commento:
Un altro romanzo singolo di Jeffery Deaver ambientato in luoghi aperti, boschi, laghi, nel cuore degli Stati Uniti. Un'altra indagine sorprendente nella quale nulla può essere dato per scontato, fino all'ultima pagina. Un thriller che forse non brilla per originalità – anche se forse il mio giudizio è dovuto al fatto che ormai ne ho letti tanti – ma che comunque evidenzia dei miglioramenti rispetto ai precedenti simili: si sa che Deaver dà il meglio di sé nelle saghe e, comunque, nei luoghi metropolitani (vedi la saga di Rhyme), tuttavia in questo romanzo ho notato molta più sicurezza e scorrevolezza rispetto, ad esempio, a "Pietà per gli insonni", che pure è molto affine. Belli i personaggi femminili, bello anche il legame mentale e la sfida di intelligenza che si crea tra la detective e il killer.
Un ottimo thriller che consiglierei anche a chi fosse digiuno di quest'autore: un buon modo per cominciare a conoscerlo.

Opera recensita: "I corpi lasciati indietro" di Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli, 2010
Genere: thriller
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 461
Prezzo: 11,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.