simposio lettori copertina

simposio lettori copertina
Visualizzazione post con etichetta casa editrice Nord. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta casa editrice Nord. Mostra tutti i post

giovedì 24 settembre 2020

RECENSIONE: VALERIE PERRIN - IL QUADERNO DELL'AMORE PERDUTO

Sinossi:

La vita di Justine è un libro le cui pagine sono l’una uguale all’altra. Segnata dalla morte dei genitori, ha scelto di vivere a Milly – un paesino di cinquecento anime nel cuore della Francia – e di rifugiarsi in un lavoro sicuro come assistente in una casa di riposo. Ed è proprio lì, alle Ortensie, che Justine conosce Hélène. Arrivata al capitolo conclusivo di un’esistenza affrontata con passione e coraggio, Hélène racconta a Justine la storia del suo grande amore, un amore spezzato dalla furia della guerra e nutrito dalla forza della speranza. Per Justine, salvare quei ricordi – quell’amore – dalle nebbie del tempo diventa quasi una missione. Così compra un quaderno azzurro in cui riporta ogni parola di Hélène e, mentre le pagine si riempiono del passato, Justine inizia a guardare al presente con occhi diversi. Forse il tempo di ascoltare i racconti degli altri è finito, ed è ora di sperimentare l'amore sulla propria pelle. Ma troverà il coraggio d’impugnare la penna per scrivere il proprio destino? Una storia delicata e commovente, un'autrice capace di descrivere con efficacia e tenerezza ogni sfaccettatura dei sentimenti: sono questi gli elementi che hanno conquistato la critica e che rendono Il quaderno dell'amore perduto un romanzo destinato a restare a lungo nel cuore di tutti i lettori che credono nel potere dei ricordi e dell'amore.

 

Commento:

Il quaderno dell'amore perduto è un libro delicato, da leggere in autunno o in inverno, avvolti in un plaid con in mano una tazza di cioccolata fumante. È una storia dolceamara che racchiude a sua volta due storie dolci e amare: quella di Justine, ventunenne orfana che vive con i nonni e il fratello che in realtà è suo cugino, e quella di Helène, un'anziana signora residente nella casa di riposo dove Justine lavora. Queste due storie fatte di piccole gioie e sofferenze diverse, si intrecciano in una trama intricata resa avvincente da una scrittura fluida, partecipe ed emotiva. Valérie Perrin conferma la capacità, già dimostrata in Cambiare l'acqua ai fiori, di creare personaggi credibili e profondamente umani, nonché di saper raccontare le storie svelando il quadro a poco a poco, catturando l'attenzione del lettore. Questo libro, per la verità scritto nel 2016 quindi precedente al ben più noto Cambiare l'acqua ai fiori, a me è piaciuto leggermente meno dell'altro, non perché sia meno bello, ma probabilmente perché avevo alte aspettative e in questa storia qualcosa non mi ha del tutto convinta, non mi ha conquistata fino in fondo. Però lo consiglio, perché è una bella storia, intensa e delicata, che potrebbe piacervi.

 

Opera recensita: "Il quaderno dell'amore perduto" di Valérie Perrin

Editore: Nord, 2016

Genere: narrativa francese

Ambientazione: Francia

Pagine: 344

Prezzo: 16,90 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

  

sabato 30 maggio 2020

RECENSIONE: ELIZABETH BUCHAN - IL MUSEO DELLE PROMESSE INFRANTE


Sinossi:
Esiste un museo, a Parigi, dove le persone non fanno la fila per ammirare i capolavori dell’arte. Dove non sono custoditi né quadri né statue. Un museo creato per conservare emozioni. Ogni oggetto in mostra, infatti, è il simbolo di un amore perduto, di una fiducia svanita. Un cimelio donato da chi vorrebbe liberarsi dei rimorsi e andare avanti. Come la stessa curatrice, Laure, che ha creato il Museo delle Promesse Infrante per conservare il suo ricordo più doloroso: quello della notte in cui ha dovuto dire addio al suo vero amore. Quando Laure lascia la Francia e arriva a Praga, nell’estate del 1986, ha l’impressione di essere stata catapultata in un mondo in cui i colori sono meno vivaci, le voci meno squillanti, le risate meno sincere. Laure lo capisce a poco a poco dagli sguardi spaventati della gente, dalle frasi lasciate in sospeso: questo è un Paese che ha dimenticato cosa sia la libertà. Eppure ci sono persone che ancora non si rassegnano. Come Tomas. Laure lo incontra per caso, a uno spettacolo di burattini. Ed è un colpo di fulmine. Per lui, Laure è pronta a mentire, lottare, tradire. Ma ancora non sa di cosa è capace il regime, né fin dove dovrà spingersi per avere salva la vita. Laure si è pentita amaramente della scelta che ha dovuto compiere tanti anni prima ed è convinta che non avrà mai l’occasione per aggiustare le cose. Eppure ben presto scoprirà che il Museo delle Promesse Infrante non è un luogo cristallizzato nel passato. È un luogo che guarda al futuro, in cui le storie circolano e spiccano il volo verso mete inaspettate. A volte raggiungono luoghi lontanissimi, ricucendo i fili strappati del destino. E a volte possono perfino giungere alle orecchie di un uomo cui non importa nulla degli sbagli e dei rimpianti, ma che aspetta solo un indizio per ritrovare il suo amore perduto…

Commento:
Ci sono luoghi in cui, una volta entrati, potremmo perderci ritrovandoci: sono luoghi in cui non ci stancheremmo mai di stare, in cui il tempo e lo spazio si fondono, le dimensioni si confondono, i ricordi trionfano. È così che immagino il Museo delle promesse infrante, come lo dipinge per noi Elizabeth Buchan: un luogo in cui provare a venire a patti con un dolore, provare a tirar fuori il rancore o il rimpianto e tentare a fatica di andare avanti. Perché le promesse infrante, sia che ad infrangerle siamo stati noi o che abbiamo subito la delusione, sono ferite che tardano a rimarginarsi, sono tarli che possono corrodere l'anima. Lo sa bene Laure, la curatrice di questo singolare museo di Parigi, Laure che l'ha infranta una promessa e da allora non è più riuscita a liberarsi del dolore che lei stessa ha provocato. Oggi chi Laure è una donna molto diversa dalla giovane ragazza alla pari che nell'86 lavorava a Praga, presso la famiglia di un importante collaboratore dello Stato, è molto diversa dalla ribelle straniera e scarmigliata che si innamorò, ricambiata, dell'affascinante Tomas, giovane cantante di un gruppo rock, là dove i gruppi rock erano proibiti e considerati sovversivi. Sovversivo era persino parlare in inglese, la lingua madre di Laure, in quella città dai colori detonalizzati; sovversivo era possedere una barretta di cioccolato, era esprimere dissenso, dire certe cose a voce troppo alta… ma Laure non sapeva nulla, al suo arrivo in città, non sapeva nulla di cosa significasse vivere sotto un regime totalitario. Non immaginava certo, Laura, quali potessero essere le conseguenze della ribellione, lei che, per metà inglese e per metà francese, veniva dall'Occidente civilizzato in cui tutti avevano pari diritti, pari dignità e la possibilità di pensare autonomamente. Lo imparò, Laure, lo imparò a sue spese in quell'estate dell'86 e non lo dimenticò più, come non dimenticò mai l'uomo che le conquistò il cuore.
Il museo delle promesse infrante racconta questa storia, lo fa partendo in sordina, sembra quasi un libro anonimo, senza pretese: aprendolo non sappiamo niente di ciò che ci svelerà, un po' come Laure che al suo arrivo a Praga, abituata ai colori dell'occidente, vede solo grigio, ma guardando meglio ne distingue toni, sfumature e, anche se sono ben nascosti, individua tutti  i colori della libertà. Una lettura che personalmente non mi ha convinta fino in fondo, ma che consiglio perché ogni storia che racconta il dissenso e che cerca di gettare luce su pagine di storia di cui si parla poco va consigliata.

Opera recensita: "Il museo delle promesse infrante" di Elizabeth Buchan
Editore: Casa editrice Nord, 2020
Genere: narrativa straniera
Ambientazione: Francia-Repubblica Ceca-Berlino
Pagine: 396
Prezzo: 18,60 €
Consigliato: sì
Voto personale: 7,5
Colonna sonora sperimentata: Rebirth di Finesse (in loop).

martedì 21 gennaio 2020

RECENSIONE: KATE QUINN - FIORI DALLA CENERE


Sinossi:
La guerra è finita da due anni e Charlie St Clair non ha ancora notizie della cugina Rose, dispersa in Francia. Stanca di quell’incertezza e dell’atteggiamento rassegnato della famiglia, per cui l’intraprendenza di Rose è sempre stata motivo d’imbarazzo, Charlie scappa di casa per andare a cercarla. Con sé ha un unico indizio: l’indirizzo di una donna di Londra. Tuttavia Eve Gardiner si rifiuta di collaborare. Sta per mettere alla porta quella ragazzina insolente, quando Charlie fa il nome di René, l’uomo per cui lavorava Rose. Allora Eve ci ripensa. Perché, cercando Rose, potrebbe finalmente trovare la vendetta che aspetta da trent’anni… Nel 1915, Eve Gardiner arriva a Lille con un documento falso e con l’entusiasmo dei suoi diciassette anni. Con quel faccino innocente, è la spia perfetta. Infatti viene subito assunta in un bistrot e gli ufficiali tedeschi che lo frequentano non si fanno remore a discutere i loro piani davanti a lei. L’unico che sembra accorgersi della sua presenza è il proprietario, René Bordelon, un collaborazionista scaltro e spregevole, che inizia a corteggiarla. Eve ancora non lo sa, ma René segnerà il suo trionfo e la sua rovina…
Charlie ed Eve sono molto diverse, eppure condividono la stessa determinazione, lo stesso coraggio nel combattere per quello in cui credono. Facendo affidamento l’una sull’altra, intraprenderanno un cammino costellato di tradimenti e di segreti e, insieme, riusciranno finalmente a scoprire la verità e, così, a trovare la pace.

Commento:
Sta prendendo piede sempre di più un nuovo filone narrativo che unisce romanzo storico a spy story: un modo nuovo ed inedito di raccontare aspetti e personaggi poco noti di importanti periodi storici. Anche Fiori dalla cenere di Kate Quinn rientra a pieno titolo in questo genere di romanzi che magari non brilleranno per originalità o perfezione stilistica, magari presenteranno qualche lacuna su entrambi i lati della medaglia (non hanno l'accuratezza della ricerca storica né il ritmo forsennato delle vere spy stories), ma assolvono a un compito utile: ci presentano sotto una luce appassionante fatti e persone che altrimenti non avremmo conosciuto.
Fiori dalla cenere, in particolare, si sofferma attorno a due figure importanti e spesso trascurate nelle storie di guerra: le spie e i delatori. Le prime, molto spesso donne, da sempre svolgono una funzione chiave nelle azioni di guerra: famose per le loro capacità mimetiche, per l'improvvisazione e il sangue freddo, sono pedine importanti per chi svolge l'attività di pianificazione e combattimento vero e proprio, poiché con le loro informazioni può prevenire le mosse del nemico, organizzare attacchi mirati o sventarne altri ai propri danni. I secondi, i delatori o collaboratori, sono tra le figure più odiate di ogni guerra: sono i "normali" e "tranquilli" cittadini che familiarizzano col nemico per proprio tornaconto e non esitano a denunciare anche per pretesti futili. Il coraggio delle spie si contrappone sempre alla codardia dei delatori e lo fa prepotentemente anche nelle pagine accorate di questo romanzo: la giovane Charlie St Clair, alla disperata ricerca della cugina Rose, giunge in Inghilterra dove incontra la disillusa, segnata e burbera Eve Gardiner. Dopo le diffidenze iniziali, la donna, un'ex spia, scopre di avere in comune con Charlie molto più di quanto sembrava: in comune c'è René, l'uomo spregevole che le ha letteralmente distrutto la vita oltre trent'anni prima, durante la Prima guerra mondiale. Da questo momento in poi, non senza peripezie e colpi di scena, la storia si sviluppa in Francia, dove veniamo a conoscenza degli effetti di due guerre sulle città, sulla popolazione, ma soprattutto conosciamo la storia di Eve e di altre coraggiose eroine come lei che hanno rischiato la vita e l'hanno persa per la patria proprio come i soldati uomini, figure di cui si parla poco, ma che sono state un immenso valore aggiunto durante la guerra. La storia di Eve è molto più di questo: è la storia di una ragazza che, per via di un problema fisico, veniva ritenuta un'idiota e che ha cercato di superarlo sfruttandolo per servire il proprio Paese; è la storia di una vendetta dettata dal senso di colpa e dal dolore, sentimenti che non si spengono perché non si spegne l'affetto per chi ne ha patito le conseguenze. Poi c'è la storia di Charlie, anche questa importante, con i problemi di una ragazza americana ricca, ma diversa dalle altre, non disposta ad accontentarsi di una vita disegnata per lei. Una ragazza intelligente che porta su di sé gli effetti di un'altra guerra, la Seconda guerra mondiale, non meno devastanti della prima.
Un libro interessante, appassionante, forse con qualche pecca, ma sicuramente una lettura non banale.


Opera recensita: "Fiori dalla cenere" di Kate Quinn
Editore: Nord, 2019
Genere: romanzo storico, spy story
Ambientazione: Francia, Inghilterra, 1915-1947
Pagine: 464
Prezzo: 19,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


giovedì 28 marzo 2019

RECENSIONE: JAMES ROLLINS - LA CITTà SEPOLTA (SIGMA FORCE 01)


Sinossi:
L'esplosione che ha distrutto la Galleria Kensington del British Museum sembra non avere spiegazioni. Le ultime immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano una sfera di luce che, entrando in contatto con un antico manufatto, innesta una reazione devastante. Nessuno riesce a capire cosa abbia scatenato quel bizzarro fenomeno naturale, eppure Safia al-Maaz, la brillante curatrice della collezione araba, scopre tra le macerie un oggetto sorprendente, rimasto nascosto per millenni, un cuore di ferro con inciso un nome leggendario: Ubar, la città perduta della regina di Saba... Anche Painter Crowe, agente segreto della Sigma, partecipa alle indagini per individuare l'origine dell'esplosione. Ma quella che sembra un'affascinante sfida scientifica diventa improvvisamente una missione mortale quando una misteriosa organizzazione tenta d'impadronirsi del cuore di ferro: perché quell'oggetto è il primo indizio che conduce a un'immensa fonte d'energia, forse proprio la causa della scomparsa di Ubar, l'Atlantide del deserto, che secondo le leggende è stata sepolta da un'imponente tempesta di sabbia... Da Londra al golfo Persico, da Washington al deserto arabo, Painter e Safia dovranno affrontare non solo gli enigmi e i misteri del passato, ma anche un nemico implacabile, in una corsa contro il tempo per scongiurare una catastrofe senza precedenti.

Commento:
Ho sempre creduto, affermato e scritto che non mi piacciono i romanzi d'avventura. Bene, è arrivato il momento di ricredermi: questo romanzo, il primo dei 13 della serie di avventure della Sigma Force, mi è piaciuto ed anche parecchio. Certo, ci sono elementi che ritengo un po' troppo fantascientifici e nel complesso l'avventura ha dei tratti che la rendono inverosimile, motivo per cui preferirò sempre un buon thriller… però ciò non toglie che questa storia sia a suo modo credibile, ben scritta e molto affascinante.
Un'esplosione insolita e devastante colpisce la galleria araba del British Museum, di proprietà di Lady Kara Kensinton. La presenza di insoliti fenomeni elettrici e la scoperta di un antico cuore di ferro incastonato in una statua di arenaria suscitano l'interesse di molte forze in campo: la Sigma Force che invia due agenti sotto copertura, ma anche una misteriosa organizzazione ben più spietata ed insidiosa. Una storia di avventura e spionaggio che coniuga magistralmente azione, mistero, cultura e sentimenti.
Affascinanti sono le ambientazioni – in questo caso l'Oman con le sue bellezze, la cultura così diversa e misteriosa, il deserto e la natura selvaggia e maestosa – ma affascinanti sono qui soprattutto i personaggi: Painter Crowe, innanzitutto, il protagonista della serie, agente segreto della Sigma Force, un distaccamento della difesa degli Stati Uniti con il compito di difendere il Paese da qualsiasi minaccia tecnologica, antica o moderna che sia. Poi, affascinante è Safia Al-Maaz, la curatrice della collezione araba del British Museum, nonché archeologa competente e coraggiosa e donna dall'animo impavido sebbene fragile; ma anche gli "antagonisti", i "cattivi" in questa storia sono interessanti… per non parlare delle misteriose popolazioni omanite. Beh, che dire… è stata una lettura appassionante che mi indurrà a continuare la serie, specie perché – lo ammetto, ho dato una sbirciatina – alcuni personaggi ci sono anche nei libri successivi, e non parlo solo di Painter Crowe.

Opera recensita: "La città sepolta"-Sigma Force 01, Di James Rollins
Editore: Nord, 2004
Genere: avventura, serie
Ambientazione: Inghilterra-Stati Uniti-Oman
Pagine: 528
Prezzo: 18,60 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


lunedì 17 settembre 2018

RECENSIONE: SILVIA ZUCCA - IL CIELO DOPO DI NOI


Sinossi:
Alberto, il padre di Miranda, è scomparso. Da dodici anni lei non ha contarti con la famiglia e quella notizia è come un fulmine in un cielo che si è sempre rifiutata di guardare e che, adesso, la chiama a sé con prepotenza. Così, frugando tra le carte del padre, trova una lettera datata 18 novembre 1944: è una lettera d'amore destinata alla nonna, Gemma. Ma chi è l'uomo che promette a Gemma di tornare da lei e da Alberto? Possibile che quel mistero sia collegato all'improvvisa scomparsa del padre? C'è solo un modo per scoprirlo: andare a Sant'Egidio dei Gelsi, il paese in cui lui e Gemma si erano rifugiati durante la guerra. E, sotto il cielo idilliaco della campagna piemontese, Miranda raccoglierà i frammenti di una storia solo apparentemente dimenticata; la storia di un ragazzino senza padre, costretto a crescere troppo in fretta, e di una donna obbligata a prendere una decisione terribile, che segnerà la sua vita per sempre. Una storia che la condurrà infine da Alberto, ma che soprattutto le permetterà di alzare gli occhi e capire che il futuro - il cielo dopo di noi - si rasserena solo se si ha il coraggio di cancellare le nubi del passato e di aprirsi all'amore.

Commento:
"Il cielo dopo di noi" è un romanzo intenso e corposo, dal sapore antico, di terra, di bosco, ma senza essere troppo dolce, proprio come un buon vino. E di vino, di terra, di storia, di ricordi, di guerra, d'amore, parla questo libro che ci regala un intenso bouquet di emozioni e sensazioni da assaporare con la giusta tranquillità.
E' la storia di Miranda, una figlia incapace di affrontare il proprio risentimento; di Alberto, suo padre, che cova nel passato ricordi che non riesce a decifrare; di nonna Gemma, così amata ma così poco conosciuta; di Francesco, Elvira, Luce, Antonio che rischiano di perdersi senza essersi parlati col cuore… E' la storia di un paesino che si è rialzato dopo aver vissuto l'orrore della guerra, che è andato avanti, ma non ha dimenticato niente. E' una vicenda che riporta a galla orrori troppo forti da mandar giù e amori mai vissuti davvero e per questo mai dimenticati. E' una storia che si sviluppa in due tempi, il 1944 e i giorni nostri, apparentemente lontani, ma in realtà intrecciati indistricabilmente nella memoria e nel vissuto di una comunità.
E ritrovare l'origine del dolore, guardarlo in faccia, affrontarne conseguenze e implicazioni, può aiutare a ritrovare se stessi.
Quella che troviamo in questo libro è una Silvia Zucca diversa dal suo precedente "Guida astrologica per cuori infranti", qui certamente più sicura, consapevole e pronta a tirar fuori dal cuore e dalla penna storie più forti, complesse, mature e forse più sentite.
Ed il sentimento, l'importanza di una storia vissuta prima che scritta, qui si sente tanto: i personaggi, i luoghi, le storie non restano eterei nelle pagine, ma assumono una dimensione reale, terrena. Consiglio senza riserve questo libro: davvero un'ottima, appassionante lettura.

Opera recensita: "Il cielo dopo di noi" di Silvia Zucca
Editore: Nord, 2018
Genere: narrativa italiana-romanzo storico
Ambientazione: Milano-Piemonte
Pagine: 468
Prezzo: 18,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


lunedì 22 gennaio 2018

RECENSIONE: ABBY FABIASCHI - IL NOSTRO TEMPO NEL MONDO


Sinossi:

Ho trovato la moglie ideale per mio marito.

Non sarà una moglie tradizionale

come lo sono stata io, ma questo è un bene.

È la mia occasione per sistemare le cose.

La mia famiglia merita di più

di quello che mi sono lasciata alle spalle.

Maddy aveva una vita serena. Era una moglie amorevole e una madre meravigliosa, il pilastro della famiglia. O almeno così credevano Brady, il marito, ed

Eve, la figlia, prima che Maddy si gettasse dal tetto della biblioteca. Adesso, nessuno dei due sa cosa pensare. E poi Brady non ha idea di come mandare

avanti una casa, né tantomeno come comunicare con la figlia adolescente. Anche per Eve non è facile avvicinarsi al padre e nemmeno convivere col senso

di colpa per tutte le volte in cui, per egoismo o superficialità, non ha dimostrato alla madre l'affetto che meritava. Eppure Brady ed Eve non sono soli:

Maddy è ancora lì, accanto a loro, e non ha perso un briciolo della sua vitalità e caparbietà. E anche del suo senso pratico: quello non è certo il momento

di piangersi addosso e naufragare nei rimpianti. Meglio agire e indirizzare in qualche modo i suoi familiari. E così si sforza d’introdurre nella loro

vita Rory, una dolce e sorridente maestra elementare, che Maddy spera possa diventare una buona amica per Eve e una nuova moglie per Brady. In effetti,

grazie all'influenza benefica di Rory, a poco a poco Brady ed Eve imparano a farsi forza a vicenda e, insieme, troveranno il coraggio di cercare le risposte

alle domande che li tormentano. Scoprendo che, a volte, la verità è molto più sorprendente di quanto non ci si aspetti…

 

Commento:

Maddy è una donna dal profondo senso pratico, intelligente, diretta, una moglie attenta e una madre presente, una che va sempre dritto al sodo e non ha paura di dire ciò che pensa con convinzione. Maddy è una che non lesina consigli saggi, affetto ed aiuto a chi ne ha bisogno. E’ proprio per questa sua mania di aiutare tutti che suo marito Brady e sua figlia Eve non si spiegano perché si sia suicidata gettandosi dal tetto di una biblioteca lasciandoli soli quando avevano più bisogno di lei. Sì, Maddy è morta inspiegabilmente, lasciando un vuoto che prima nessuno avrebbe mai pensato di avvertire: nessuno si era mai davvero reso conto di quanto importante fosse la sua presenza, non solo nel risolvere i problemi esistenziali dell’adolescenza di Eve o nel curare i suoi rapporti con il padre, ma anche e soprattutto nelle piccole cose di ogni giorno, nei dettagli come preparare una valigia o cucinare un hamburger.

Ma, direte voi, se Maddy è morta, perché continui a parlarne al presente? Perché lei è ancora presente, accanto alla sua famiglia, ad osservare come un fantasma buono le loro vite, a dirigerne i passi incerti, a cercare di correggerne il tiro lasciando, come sempre, tutto in ordine. E’ grazie a lei che Eve e Brady incontrano Rory, che secondo Maddy sarebbe la candidata perfetta a sostituirla, è grazie a lei che Brady riesce in qualche modo a trovare la chiave giusta per intavolare un rapporto decente con la figlia; è sempre grazie a lei che, quando scoprirà una verità inaspettata, Eve riuscirà a perdonare chi le ha causato tanto dolore.

 Questo è un libro che parla di vita e di morte, di elaborazione del lutto, di adolescenza, di rapporti familiari non facili. La trama forse non brillerà per originalità, ma la storia offre molti insegnamenti profondi travestiti da consigli lasciati cadere lì per caso. Questo libro non vuole dare lezioni di comportamento, eppure ci dà una testimonianza importante sulla maniera giusta di affrontare le difficoltà. La narrazione è affidata ai tre protagonisti di questa storia: Maddy, ormai spirito che ha un tempo limitato per sistemare ciò che ha lasciato in sospeso nelle vite dei suoi cari; Brady, il marito e padre super impegnato nel lavoro che non si accorge di nulla finché le cose non gli vengono sbattute in faccia; Eve, la figlia diciassettenne che da un giorno all’altro deve prendere coscienza che la vita non è il cellulare, la festa, il ballo, il ragazzo. Probabilmente è lei il personaggio che, per la profonda evoluzione subita, risulta più interessante di tutto il libro.

Non è un “mattone”, ma nemmeno un libro leggero: a volte fa sorridere, ma mette anche un bel po’ di tristezza perché invita a riflettere. Unica pecca, forse l’ho trovato un po’ troppo lungo ed avrei “accorciato” alcune parti, ma nel complesso una buona lettura.

 

 

Opera recensita: “Il nostro tempo nel mondo” di Abby Fabiaschi

Editore: Nord, 2018

Genere: narrativa straniera

Ambientazione: Stati Uniti

Pagine: 366

Prezzo: 16,90 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

 

mercoledì 19 luglio 2017

RECENSIONE: SILVIA ZUCCA - GUIDA ASTROLOGICA PER CUORI INFRANTI


Sinossi:

"Trent'anni passati da un po', single (NON per scelta) e con un impiego che offre ben poche prospettive di carriera, Alice Bassi accoglie la notizia del

matrimonio del suo indimenticato ex come il proverbiale colpo di grazia. Se non fosse ancora abbastanza, nella piccola rete televisiva per cui lei lavora

arriva Davide Nardi. Sguardo magnetico e sorriso indecifrabile, Davide sarebbe il sogno proibito di Alice… peccato sia stato assunto come «tagliatore di

teste». Insomma: non ce n'è una che vada per il verso giusto. Ma poi Alice incontra Tio, un attore convinto di conoscere il segreto per avere successo:

l'astrologia. Non quella spacciata sui giornali, bensì una «vera» lettura delle stelle, che esistono proprio per segnalarci i giorni più favorevoli per

la sfera professionale o per farci trovare l'anima gemella. Seppur scettica, Alice decide di provare e inizia a uscire con uomini compatibili col suo segno

zodiacale. Però, stranamente, l'affinità astrale non le impedisce di collezionare incontri sbagliati, fallimenti imbarazzanti e sorprese di cui avrebbe

fatto volentieri a meno. Come non impedisce a Davide di diventare sempre più attraente. Tuttavia a lui Alice non osa chiedere di che segno sia. Perché

ha paura che la risposta la deluda o, peggio, che la illuda. E perché, in fondo, spera che l’amore non abbia bisogno delle stelle per trovare la sua strada.

 

In corso di traduzione in 15 Paesi, «Guida astrologica per cuori infranti» racconta con brio e pungente ironia i successi e i disastri di una donna piena

di vita, di contraddizioni, di speranze. Una donna come noi. Perché anche se non crediamo nelle stelle, non possiamo fare a meno di guardarle.".

 

Commento:

Sin da quando uscì, circa due anni fa, questo libro destava in me molta curiosità mista a perplessità: non sapevo, in definitiva, cosa aspettarmi. Avrei trovato un manuale di astrologia con spiegazioni tecniche su strane conformazioni stellari oppure un romanzetto difficile da finire perché troppo banale? Insomma, la speranza di beccare un buon libro era bassina… ovviamente non sto qui a dirvi che sono la solita donna di poca fede! “Guida astrologica per cuori infranti” è una lettura leggera, gradevole, divertente e che fa riflettere. Racconta la storia di Alice, milanese, trent’anni superati da un po’, bilancina D.O.C., con evidenti e crescenti problemi amorosi, impacciata e insicura… una ragazza normale, insomma.

Un bel giorno Alice incontra Tio, un attore esperto di astrologia che le trasmette quella che per lei diventerà una vera ossessione: la droga dell’oroscopo. Più crescono i fallimenti in amore e le insicurezze, più cresce la dipendenza di Alice dal quadro astrologico di ogni persona che incontra, come se l’astrologia fosse l’unico mezzo per prevenire le cantonate. Nel frattempo, però, il cuore di questa ragazza un po’ imbranata ma molto tenera si infiamma per il bel Davide e, nonostante il quadro astrale sfavorevole, il sentimento sembra essere corrisposto, ma… Saranno, i nostri bilancia e leone, destinati a stare insieme o Alice dovrà tirar fuori le unghie e ricostruire da zero la sua vita?

Un bel romanzo d’amore, di vita e di speranza, scritto in tono spigliato, sexy, divertente ma anche, a volte paradossale. Mi è piaciuto molto, l’ho letto in un baleno e ve lo consiglio se avete voglia di qualcosa di non impegnativo, ma gradevole.

 

Opera recensita: “Guida astrologica per cuori infranti” di Silvia Zucca

Editore: Nord, 2015

Genere: narrativa italiana

Ambientazione: Milano-Parigi-Roma

Pagine: 468

Prezzo: 16,40 €

Consigliato: sì.

 

sabato 2 luglio 2016

RECENSIONE: J. D. ROBB (NORA ROBERTS) - CODICE CINQUE


Sinossi:

New York, 2058. Eve Dallas, tenente del dipartimento di polizia e sicurezza, si trova ad affrontare un caso scottante. Una prostituta d'alto bordo, Sharon DeBlass, nipote di un senatore ultraconservatore, viene brutalmente uccisa all'interno di un elegante palazzo. Il delitto è accompagnato da un biglietto inquietante e minaccioso: "Una di sei." L'arma che ha ucciso la donna è una Smith & Wesson, un vero pezzo d'antiquariato che può appartenere solo a un facoltoso collezionista. Decisa, coraggiosa, sprezzante, Eve arriverà presto a una lista di indiziati, in cui il sospettato numero uno è il proprietario di una collezione di armi antiche nonché del palazzo in cui la vittima è stata uccisa, il miliardario irlandese Roarke. Un uomo ironico, sexy, brillante, che sembra non avere passato, capace di far breccia anche nel cuore ormai indurito di Eve. Proprio lei, che ha sempre potuto contare su un infallibile intuito, ora si trova a fare i conti con qualcosa di altrettanto istintivo, ma decisamente destabilizzante. Un'indagine serrata, una detective determinata, un sospettato affascinante ed enigmatico. La strada verso la verità nasconde la più pericolosa delle insidie: l'attrazione.

 

 

Oggi vi parlo della mia ultima scoperta, “Codice cinque”, il primo bellissimo libro della serie “In death” pubblicata da J. D. Robb. Chi è J. D. Robb? E’ presto detto: è uno dei vari pseudonimi utilizzati dalla famosissima e prolifica scrittrice Nora Roberts, autrice statunitense che ha pubblicato più di 150 libri. La serie “In death” ne conta 39, solo cinque finora pubblicati in italiano, e a quanto si vocifera la scrittrice ha ancora molta voglia di portarla avanti!

I protagonisti, come già si può capire da questo primo libro, sono il tenente Eve Dallas e Roarche, un uomo tanto ricco quanto affascinante, che si innamora della fredda e controllata Eve sin dal primo incontro.

Ma andiamo con ordine, parliamo un po’ di questo “codice cinque”. Siamo a New York city nel 2058. Il tenente Eve Dallas si trova di fronte ad un omicidio contrassegnato dal codice cinque, ossia riservatissimo. Ad essere stata assassinata è Sharon De Blas, elegante, sofisticata, avida professionista del sesso e… nipote di un senatore arciconservatore. L’assassino, che per ucciderla ha usato un’arma da fuoco (che per il 2058 è un raro oggetto da collezione), ha lasciato un messaggio inquietante: 1/6. Eve dovrà cercare di scoprire chi è ed impedirgli di commettere gli altri 5 omicidi. Per una serie di ragioni, in cima alla lista degli indiziati c’è Roarche, un multimiliardario di origini irlandesi, un uomo affascinante, elegante, gentile e privo di passato, proprio come lei.

I due si incontrano, si piacciono e, nonostante le tante resistenze di Eve, instaurano un rapporto quantomeno inusuale tra un poliziotto ed un sospettato di omicidio. Tra intrighi politici, lotte di potere a vari livelli e strane fughe di notizie l’assassino commette altri due delitti, che programma meticolosamente ed esegue senza intoppi… Ma la tenacia di Eve, l’aiuto di Roarche ed un provvidenziale colpo di fortuna porteranno a scoprire l’inaspettato colpevole.

“Codice cinque” mi ha emozionato perché, oltre alla tensione crescente dovuta ai delitti ed alle indagini, tratta temi importanti come gli abusi sui minori e la prostituzione. E poi… c’è una componente importante in questo libro, che difficilmente si trova nei thriller in misura così rilevante: l’amore, l’amore quello vero, intenso, passionale, che occupa una parte importante della storia.

Confesso che all’inizio della lettura ero un po’ titubante: lo stile della Roberts non mi prendeva, troppo stringato, freddo, asettico… ma poi con lo scorrere delle pagine il ritmo è cresciuto, la trama si è fatta interessante, il linguaggio più caldo come l’atmosfera e le vicende vissute dai personaggi! Insomma… alla fine mi ha conquistata e non avrei più voluto staccarmene! Direi proprio che si tratta di un buon libro, assolutamente consigliato a chi ama il thriller, ma non disdegna i romanzi rosa!

Una piccola annotazione: il fatto che il libro sia ambientato nel futuro è rilevante, ma non disturba il lettore. L’ambientazione è abbastanza vicina al presente, salvo alcune curiose differenze: il caffè è un lusso per pochi, lo zucchero ha un costo esorbitante, le armi da fuoco sono oggetti da collezione, i computer rispondono ai comandi vocali togliendo agli esseri umani tante piccole incombenze quotidiane…insomma ci si abitua in fretta ed il tutto risulta anche piuttosto divertente!

 

Opera recensita: “Codice cinque” di J. D. Robb (Nora Roberts)

Editore: Nord, 2004

Genere: romantic suspense-futuristic thriller

Ambientazione: New York, anno 2058

Pagine: 351

Consigliato: sì.