simposio lettori copertina

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sabato 31 agosto 2019

RECENSIONE: CARMINE MENZELLA, CARMEN CIRIGLIANO - LA NOTTE DEL B(R)UCO


Sinossi:
In una notte senza fine, scossa dal vento ed avvolta dai vapori acidi delle strade, un gruppo di amici si mette alla ricerca di qualcuno. Intrappolati nel cemento di una città consumata dal vizio e dalla droga, che sfuma tra le note cupe di un arpeggio e i lamenti della notte, scendono nell’abisso, come Orfeo alla ricerca di Euridice. La città di notte, con le sue stradine che si intersecano nel buio, è la stessa della loro interiorità, smarrita nel groviglio delle possibilità incerte. L’assassinio misterioso di un amico, a cui ne seguono altri, il ritrovamento di lettere che annunciano l’arrivo della morte, li spingono a cercare una meta, a fuggire dalla morte, ma allo stesso tempo a trovarla e guardarla negli occhi, nei due buchi neri sulla maschera del malinconico Pierrot, o dietro le lenti scure dell’uomo che si fa chiamare il Bruco. Trafitti da un’apatia bianca che ha il sapore di una noia amara, di un eterno e irrisolto conflitto con la vita, cercano se stessi nel vuoto, progettando un futuro che gli sfugge.

Commento:
Un incendio illumina la notte di bagliori sinistri: una pineta sta bruciando. E' con quest'immagine che preannuncia oscure suggestioni che si apre La notte del b-r-uco, il thriller bello e angosciante di Carmine Menzella e Carmen Cirigliano, edito da Eretica edizioni nel 2018.
Siamo a Pinera, una cittadina soporifera come ce ne sono tante, in cui la nebbia sembra avvolgere tutto, dai corpi ai sogni, alle speranze. I giovani cercano di sopravvivere in qualche modo a serate tutte uguali, lo fanno imbracciando una chitarra e suonando nei due pub, alcuni si bucano nei garages, qualcuno – come Debora – parla alla radio, qualcuno – come Luciano – la ascolta: è la sua unica compagnia nel bunker in cui si è rinchiuso… solo Deb, la Fender e lei, l'eroina che ormai gli è diventata insostituibile. Ma un evento nefasto viene a rompere la sua drammatica e volontaria chiusura al mondo: il suo amico Simone è stato trovato morto. Qualcuno parla di Overdose, ma non esiste l'overdose, Luciano lo sa, gliel'ha spiegato proprio Simone, quell'amico che gli ha fatto conoscere l'eroina e gli ha salvato la vita. E adesso tocca a lui, a Luciano, uscire dal suo covo per cercare chi l'ha ucciso. Con lui ci sono Claudio e Myriam, gli Others, e poi, inaspettatamente, c'è proprio lei, Deb. Mentre l'ombra nera della morte incombe sulla città mietendo inarrestabile le sue vittime, Luciano e gli altri dovranno cercare di scamparle e di scoprire chi si nasconde dietro il soprannome di Bruco… dovranno farlo insieme, a dispetto dei dissapori e delle recriminazioni, perché una cosa è sicura: "non ci si salva da soli".
Un thriller avvincente, ben scritto, con un finale inaspettato e personaggi borderline, ma credibili. Sotto un'apparente strato di fascinazione si nasconde una realtà cruda e realistica che ricorda molto quella della provincia italiana, delle periferie lasciate al proprio degrado, dalle quali uscire non è impossibile, ma è molto molto difficile. Ci vuole coraggio, forza di volontà, stimoli, motivazioni, ma soprattutto ci vuole la mano tesa di qualcuno che ci faccia capire che sì, vale la pena riappropriarsi della propria vita, per sé e per gli altri. E' questo il messaggio importante e profondo di questo libro: è difficile, ma si può sopravvivere; un'altra possibilità c'è, ma non ci si salva da soli; chiudersi al mondo non è mai la soluzione: gli altri possono aiutarci a trovare in noi stessi la forza per farcela. A noi non resta che provarci!


Opera recensita: "La notte del B-r-uco" di Carmine Menzella e Carmen Cirigliano
Editore: Eretica, 2018
Genere: thriller
Pagine: 128
Prezzo: 13,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


RECENSIONE: STEPHEN KING - COSE PREZIOSE


Sinossi:
Quale evento turba questa volta la pace della tranquilla cittadina americana di Castle Rock? È l'arrivo di Leland Gaunt, un forestiero strano e sfuggente. Quest'individuo ambiguo apre un negozio, Cose Preziose, dove è possibile acquistare pezzi rari, curiosità, autentiche gioie per piccoli collezionisti. Gaunt sembra catturare i desideri più nascosti di ogni cliente, riuscendo a trovare per chiunque ciò che cercava o segretamente sognava da anni.

Commento:
Ha aperto un negozio nuovo in città, si chiama Cose preziose, la vetrina è allestita con gusto e strategia, il proprietario è affabile, ha una voce suadente ed occhi che catturano. I clienti non mancano e tutti, immancabilmente, ne escono felici oltre ogni dire e con qualcosa di prezioso sottobraccio. E, strano a dirsi, sembrano tutti aver fatto un affare. I prezzi, infatti, non sono esposti, ma sembrano sorprendentemente stracciati: sempre poco meno di quanto si possiede al momento e… una cosuccia, uno scherzetto innoquo ad un altro abitante della città… è quasi un prezzo ridicolo, visto che si è appena acquistata la cosa cui si tiene di più. Una preziosa canna da pesca che ricorda l'infanzia col padre, una foto che catapulta nel letto del proprio cantante preferito, la figurina introvabile che manca alla collezione, il rimedio per un dolore invalidante… Leland Gaunt, il proprietario, ha sempre la cosa giusta per tutti… e poi fare gli scherzi che chiede provoca una strana, piacevole e segreta eccitazione. Ben presto, però, la situazione diventa preoccupante perché, beh, forse quegli scherzi non sono proprio senza conseguenze…
Stephen King imbastisce una storia articolata su un'idea semplice: cosa saresti disposto a fare per ottenere ciò che vuoi di più? E' sorprendente osservare la trasformazione, l'esasperazione di alcune caratteristiche comportamentali, è impressionante vedere come da una scintilla, da un primo scherzo innocente, possa divampare un incendio incredibilmente distruttivo. Leland Gaunt nei suoi loschi commerci fa perno su sentimenti che fanno parte di tutti noi, anche se magari in percentuali diverse: orgoglio, egoismo, ambizione, avidità, rivalsa, sono queste alcune delle sue monete. E sono efficaci perché tutti possono pagarle. Un romanzo discreto, Cose preziose, si fa leggere nonostante i molti difetti: personaggi deboli, trama non proprio originale, narrazione un po' lenta e a tratti piatta. Salverei la parte sociologica: Cose preziose è comunque un buon esempio di come King sia maestro nell'alterare la quotidianità, la routine di una tranquilla cittadina, inserendo un elemento di disturbo. In questo caso gli effetti saranno particolarmente devastanti. Libro né promosso né bocciato, non lo consiglio a chi sia un esperto di King, ma magari può andar bene per un primo approccio non definitivo.

Opera recensita: "Cose preziose" di Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer, prima ed. 1991
Genere: horror, soprannaturale
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 774
Prezzo: 12,90 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 6,5.


giovedì 29 agosto 2019

RECENSIONE: LEONARDO PALMISANO - NESSUNO UCCIDE LA MORTE (MAZZACANI 02)


Sinossi:
È quasi Natale quando Elia Colucci, camorrista malato di Sla, sparisce mentre sta andando a incontrare in una valle della Calabria gli 'ndranghetisti, con cui deve discutere del futuro di Tamburi, il rione di Taranto di cui è a capo, l'unico rimasto fedele alle famiglie napoletane. Ad accompagnarlo il suo giovane fidanzato Matteo Maltempo che in Valle d'Itria gestisce un commercio illegale di alcolici sotto la copertura di una comunità spirituale. Dopo quell'incontro, di Colucci si perdono le tracce, mentre di Maltempo viene ritrovato il cadavere che porta i segni inequivocabili di una tortura violenta, quasi si fosse trattato di un omicidio rituale. Carlo Mazzacani è stato costretto a rimanere in Sardegna, lontano dal suo compare Luigi Mascione, ma alla notizia della scomparsa di Elia decide di tornare: Elia è un amico, quando il bandito è stato in pericolo lo ha sempre aiutato. Mentre camorristi e 'ndranghetisti cercano di spartirsi la Valle d'Itria e la procuratrice Buonamica collabora con la Pm di Catanzaro per venire a capo dell'assassinio di Maltempo, Mazzacani si mette alla ricerca di Elia, determinato a trovarlo prima dei suoi molti nemici e prima delle forze dell'ordine. Ma qualcosa in quello che scopre non lo convince, la chiave per risolvere questo caso è nascosta tra i trulli della comunità con cui faceva affari Maltempo e tra i segreti della sua guida spirituale, una misteriosa vecchia signora di nome Alina Desiati. Con «Nessuno uccide la morte» Leonardo Palmisano ci regala la seconda avventura del bandito più scorretto, più ricercato e più leale della letteratura italiana. Un thriller su amore e amicizia.

Commento:
L'ultima volta che l'avevamo incontrato, in estate, Carlo Mazzacani era in Sardegna, tra le braccia di Isabella Udda. E lì lo ritroviamo qualche mese dopo, in mano una bottiglia di vino rosso invece che bianco, inquieto ed annoiato, impossibilitato a lasciare l'isola per le restrizioni che gli ha posto la procuratrice Buonamica. Se vuole rimanere libero, Mazzacani deve restare lontano da Mascione, il Gigante, il suo socio, quindi non può tornare in Puglia. Ma davanti al richiamo dell'amicizia, per Mazzacani non c'è divieto che tenga: quando scopre che si sono perse le tracce di Elia Colucci, il suo amico fraterno a capo del clan che domina Taranto, Mazzacani torna in Puglia e si mette alla sua ricerca. Ma sono in tanti a cercare Colucci e quando viene ritrovato il cadavere trucidato del suo giovane compagno, Matteo Maltempo, gli interrogativi si fanno ingombranti. La situazione è instabile, la piazza è molto ambita, la faida tra napoletani e calabresi per il dominio su Taranto e sui traffici di droga sull'Adriatico è apertissima, le cosche locali sgomitano prepotentemente, gli equilibri sono instabili e polizia e procura devono muoversi in fretta. Ma a Carlo Mazzacani il potere non interessa, lui i Boss li ritiene infidi e ottusi, lui tiene solo alla libertà e agli amici. Non lo capiscono, l'agente Carlucci e la procuratrice Buonamica, che a lui interessa solo questo. Lo sa bene, invece, il Gigante, Luigi Mascione, che sarà al suo fianco in questa ricerca serrata e pericolosa. E sembra banale da dire, ma è bella questa saga che ha per protagonista un bandito, un indipendente, uno corretto tra gente che non si fa scrupoli a fare sgambetti, scavalcare, forzare, ingannare, uccidere per il potere. E' bella perché Leonardo Palmisano è riuscito nella difficile impresa di raccontare con lucido disincanto un mondo duro e implacabile, senza però tralasciare il territorio, i personaggi con le loro fragilità, i valori che guidano le loro scelte. E non si può non parteggiare, non legarsi – in qualche modo – a questa coppia di banditi leali e con un codice di valori personali che li identifica e che li distingue dagli altri. E pazienza se la parte dei "cattivi" - o quantomeno antipatici - la fanno i tutori dell'ordine e della legge.
Ha tanto da dire, Mazzacani, perciò non vedo l'ora di leggere ancora di lui, di Mascione, della mia Puglia e… perché no, anche della Buonamica che (mannaggia a iddhra) mi fa sempre venire voglia di dolce! 😊

Opera recensita: "Nessuno uccide la morte. Mazzacani sulle tracce di Colucci" di Leonardo Palmisano
Editore: Fandango, 2019
Genere: noir
Ambientazione: Puglia
Pagine: 286
Prezzo: 17,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


RECENSIONE: AMY BLOOM - DUE DONNE ALLA CASA BIANCA


Sinossi:
Corre l’anno 1945 e la radio americana annuncia che la vittoria è imminente. Franklin Delano Roosevelt, venuto a mancare da pochi giorni, non ha vissuto abbastanza per vederla con i suoi occhi. In un appartamento di New York suona il campanello: è una donna, gli occhi bordati di rosso e l’aria di chi non ha mai sorriso in vita sua; un cappotto nero troppo grande, le calze in filo di Scozia allentate. È Eleanor Roosevelt, la First Lady. Ha appena perso il marito e si rifugia nell’appartamento del suo vero amore, la giornalista Lorena Hickok. Da qui inizia il racconto della relazione amorosa fra le due donne, una relazione trentennale cominciata all’epoca in cui Lorena viene incaricata di seguire la campagna elettorale di Roosevelt e si insedia così alla Casa Bianca. Molto diverse per provenienza e inizialmente diffidenti l’una verso l’altra, le due donne si scoprono col tempo anime gemelle. Il loro amore è un segreto in realtà notoa tutti, del quale in queste pagine viene messa in scena la dimensione più intima e privata: «Dicevamo sempre: non siamo due bellezze, perché era impossibile dire la verità. A letto invece eravamo due bellezze. Eravamo dee. Le ragazzine che non eravamo mai state: amate, impertinenti, felici e deliziose». Sullo sfondo di questa grande storia d’amore, i fasti della vita presidenziale, le cene con i personaggi di spicco dell’epoca e le grandi contraddizioni di Roosevelt, uomo affascinante e fine stratega, ma nel privato spesso freddo e a tratti crudele.
Con grande delicatezza Amy Bloom ci racconta la difficile e intensa storia d’amore fra Eleanor Roosevelt e l’amica giornalista Lorena Hickok sullo sfondo degli anni della presidenza Roosevelt: un complesso intreccio domestico all’interno della cornice di un’epoca che non smette di affascinare.


Commento:
Come ci svela la stessa Amy Bloom in una nota, questo è "un romanzo di fantasia, da cima a fondo". Non lo è, invece, la bellissima storia che ci racconta, ossia l'amore trentennale tra la giornalista Lorena Hickok e una delle donne più famose ed apprezzate della storia americana, la First Lady Eleanor Roosevelt.
Diverse per temperamento, carattere, vissuto, Eleanor e Lorena si amarono intensamente, ma il loro non fu un rapporto semplice, in primis perché negli anni Trenta intrattenere una relazione con qualcuno del proprio stesso sesso era considerato contronatura; in secondo luogo non si può ignorare che, come First Lady, Eleanor avesse addosso gli occhi del mondo, oltre che di servitori e collaboratori. Controverso fu, poi, il rapporto tra le due donne e il presidente, Franklyn Delano Roosevelt: Eleanor lo amava, ma se anche avesse voluto lasciarlo per le sue numerose e plateali infedeltà, non se la sarebbe mai sentita perché moglie del Presidente e vincolata a lui almeno per la durata del mandato; Lorena, benché lo adorasse per il suo operato politico, non poteva tollerare di dover dividere Eleanor con lui e arrivò – apprendiamo dalla Bloom – quasi a detestarlo. Un amore osteggiato, dunque, quello tra "Hick" ed Eleanor, un segreto di pulcinella, necessario e conveniente per molti… non per Lorena, però, che tra le due donne era, forse la più innamorata, quella che per Eleanor ci sarebbe stata sempre, quella da cui tornare quando l'ennesimo colpo l'avrebbe prostrata, quella da cui svincolarsi senza poi tanti rimorsi.
In questo romanzo, Amy Bloom affida proprio a Hick il compito di raccontarci in prima persona trent'anni d'amore per Eleanor. Lo fa con uno stile scarno, disincantato, forse con voce stanca e prostrata dalle tante lotte per mantenerlo in vita, quell'amore. E mentre le sfilano davanti mille notti, tanti incontri pubblici, tante occasioni mancate, tante storie occasionali… e mentre le torna in mente l'infanzia fatta di degrado e violenza, l'adolescenza fatta di espedienti, la maturità che l'ha portata da una redazione giornalistica alla Casa più osservata e invidiata del mondo e infine nel letto di una delle donne più benvolute d'America… Hick per quella donna c'è ancora, se ne prende cura, cerca di decifrarne sentimenti, voglie, stato d'animo, aspettando che ancora una volta sia lei a decidere.
Un romanzo interessante, una lettura che apre uno spiraglio su una storia poco conosciuta eppure appassionante. Un ottimo punto di partenza per chi voglia approfondire la conoscenza di queste due donne, del loro e di altri amori celebri e non facili.

Opera recensita: "Due donne alla casa bianca" di Amy Bloom
Editore: Fazi, 2019
Genere: narrativa americana
Ambientazione: Stati Uniti, anni Trenta e Quaranta
Pagine: 399
Prezzo: 18,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 7,5.


lunedì 26 agosto 2019

RECENSIONE: LEONARDO PALMISANO - TUTTO TORNA. LA PRIMA INDAGINE DEL BANDITO MAZZACANI


Sinossi:
Maria, l’adorata nipotina del boss di Sacra Corona Unita Nino De Guido, detto ‘Zi Nino, è stata rapita. Un solo uomo può ritrovarla, uno a cui non è rimasto niente da perdere perché ha già perso tutto, un fantasma. Mazzacani è un bandito, un cane sciolto, uno che non si è mai affiliato alla Sacra Corona, e per questo è stato punito. La sua banda è stata massacrata e lui è fuori dal giro.
Sulle tracce della bambina, c’è anche un losco commissario che tiene in scacco Mazzacani e che lo costringe a lavorare per lui come prezzo per la sua scomoda libertà. Ad affiancare Mazzacani nella sua ricerca, un membro della sua vecchia banda, il Gigante, e una giovane Pm che nella storia vuole vederci chiaro, a costo di scontrarsi con pezzi deviati della giustizia. La bambina è probabilmente finita nelle maglie del traffico pedopornografico. Durante la lunga ricerca, il bandito incrocia e scappa da pezzi interi della criminalità organizzata del sud Italia – la Sacra corona unita, la Camorra, la ‘Ndrangheta, la Mafia albanese e l’Anonima sequestri, incontra le cosche in guerra che si spartiscono il territorio con la connivenza dei politici e gli affari, soprattutto quelli legati alla legalizzazione della marijuana.
La prima indagine del bandito Mazzacani inaugura l’esordio alla narrativa di uno dei giornalisti d’inchiesta più talentuosi del paese. Leonardo Palmisano unisce le sue competenze di giornalista di cronaca giudiziaria e malavita con il piacere e il piglio del racconto d’azione. Un romanzo che guarda alla grande serialità televisiva americana, da Breaking bad a True detective, passando per le nostrane Montalbano e Suburra. Mazzacani non è un eroe, non è un giusto, e per questo riuscirà a portare il lettore dove nessun commissario lo ha mai portato prima.

Commento:
Noir cruento, giallo italiano, thriller ricco di suspense, possibile sceneggiatura per una serie Crime… non è facile classificare questo primo caso di Carlo Mazzacani, perché probabilmente va al di là di sottogeneri e sottocategorie. E per la verità anche parlare di "caso" forse in questo frangente è improprio: Carlo Mazzacani non è un tutore della legge, non è un magistrato, non è un "buono" nel senso universale del termine. Mazzacani è un bandito, un cane sciolto, uno che non ha mai voluto affiliarsi alla Sacra Corona Unita perché ama la libertà, vuole agire per proprio conto, si muove nei meandri, nella zona grigia tra cosche e Stato, tra la banda dei Santi e la DRAP – la procura antimafia di Puglia. E' qui che lo troviamo all'inizio del romanzo, tirato di nuovo in mezzo alla mischia  da colui che lo tiene in scacco, il corrottissimo commissario Curiale che ha bisogno di lui perché Mazzacani sa molte cose. Accanto a lui c'è il Gigante, Luigi Mascione, ex pugile socio del bandito: sarà a loro che si rivolgerà Zi Nino de Guido per ritrovare Maria, la sua nipotina rapita e sequestrata. Tra agguati e trappole, tra un bicchiere di bianco e un tiro al piattello, con le cosche nemiche e la procura alle calcagna, Mazzacani dovrà brigare molto per sapere dove si trova la ragazzina e anche qualora la trovi… beh, nulla è detto e mai niente e nessuno è ciò che sembra. Un noir crudo, duro e realistico, ambientato tra le province di Brindisi e Bari, nella terra di mezzo in cui Camorra, 'Ndrangheta e mafie estere puntano al dominio. Un libro che avvince e cattura, forse per il linguaggio spesso indurito da espressioni in dialetto anche stretto, forse per la tensione crescente, forse per la particolarità che contraddistingue il romanzo, ossia il fatto che qui non ci sono personaggi "buoni", ma tutti cattivi, alcuni meno di altri… persino la golosa e ambiziosa procuratrice Buonamica non si fa scrupoli ad usare, quando serve,  metodi rischiosi e spregiudicati a danno di altri. Con sicurezza e competenza Leonardo Palmisano affronta l'intricata rete dei rapporti tra famiglie e clan della SCU in una terra che troppo spesso ne dimentica la presenza silenziosa, ma efficace. E tra equilibri fragili e regole antichissime che cedono il posto a nuovi metodi, ancora una volta Mazzacani scopre che la libertà si paga a caro prezzo e che nessuno, per quanto sia potente, frega la morte… e che tutto torna nella vita, anche l'amore.


Opera recensita: "Tutto torna. La prima indagine del bandito Mazzacani" di Leonardo Palmisano
Editore: Fandango, 2018
Genere: noir
Ambientazione: Puglia
Pagine: 223
Prezzo: 16,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


sabato 24 agosto 2019

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - SOLITUDE CREEK (KATHRYN DANCE 04)


Sinossi:
Al Solitude Creek sta per iniziare un concerto rock. Le luci si abbassano, la batteria dà il tempo. Un paio di canzoni, e qualcosa non va. Nel piccolo locale affollato si addensa del fumo, e non c'è tempo di chiedersi cosa stia succedendo. La gente balza in piedi rovesciando sgabelli e tavoli, corre, cade, si ammassa alle uscite di sicurezza. Trovandole chiuse. Bloccate. Non tutti ne usciranno vivi. Siamo a Monterey, nella calda California centrale affacciata sull'oceano: l'assassino indossa gemelli Tiffany e scarpe Vuitton, è millimetrico nella sua ossessione, feroce nella lucidità, e si diverte a scatenare con freddezza l'inferno. Sceglie un luogo, pianifica nei dettagli l'attacco, si apposta: quello che vuole è stare a guardare le persone prese in trappola, vederle soccombere, come animali, all'istinto di sopravvivenza. Più nessuno d'ora in poi, che sia dentro un cinema, o in un ristorante, o nello spazio angusto della cabina di un ascensore, può ritenersi al sicuro. Ecco il nuovo caso del detective Kathryn Dance: una letale partita a scacchi che non consente la minima distrazione. Un impegno arduo, proprio ora che la donna è stata sospesa da un incarico importante, è alle prese con due figli adolescenti e le faccende del cuore sono sempre più impellenti.

Commento:
Lo dicono sempre gli esperti: il panico fa più vittime dell'evento che l'ha generato. E' proprio questo che il killer di questo quarto caso per Kathryn Dance sfrutta: solo che lui il panico lo crea ad arte. E' bravissimo a pianificare attacchi a luoghi affollati, crea ad arte scenari potenzialmente apocalittici e resta a godersi la scena. Ne ha bisogno, ha bisogno di guardare la morte per calmarsi, per saziare il mostro famelico che si porta dentro. E toccherà a Kathry Dance occuparsene, nonostante sia presa da un'altra task force pericolosa e importante e nonostante i suoi figli accusino tutti i perigliosi sintomi dell'adolescenza. Fortuna che ad aiutarla ci sono Michail O'Neil, John Bowling, Tj Scannon e tutti gli altri.
Questo quarto e ultimo romanzo della fortunata saga di Kathryn Dance si è rivelato interessante per aspetti come il trattamento e gli effetti del panico e per l'aspetto personale della vita di Dance; nel complesso, però, il caso mi ha coinvolto meno… mi ha entusiasmato meno. Comunque, sempre di buon libro si tratta, intendiamoci, Deaver è una garanzia.

Opera recensita: "Solitude Creek" (Kathryn Dance 04) di Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli, 2015
Genere: thriller, seriale
Ambientazione: California, Stati Uniti
Pagine: 511
Prezzo: 19,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


mercoledì 21 agosto 2019

RECENSIONE: S. S. VAN DINE - L'ULTIMA AVVENTURA DI PHILO VANCE


Sinossi:
Quando il procuratore distrettuale Markham invita Philo Vance a trascorrere con lui un periodo di vacanza nella splendida tenuta del vecchio Carrington Rexon, Vance sospetta subito che quello sia un invito interessato: forse il vecchio Rexon si trova in una situazione difficile, e desidera avere presso di sé un buon investigatore. Vance non s'inganna: come Markham sa bene, la splendida collezione di smeraldi di Rexon è in grave pericolo... Naturalmente Vance accetta l'invito, e presto si trova a dover risolvere uno dei casi più intricati della sua lunga carriera. È questo l'ultimo romanzo scritto da Van Dine, ed è considerato uno dei più impeccabili.

Commento:
Come apprendo dall'antefatto presente nella mia edizione, la stesura di ogni opera di Van Dine si componeva di tre fasi: una prima fase in cui si delineava lo schema base completo di personaggi; una seconda in cui si delineava la trama completa con dialoghi e descrizioni accennate; una terza che completava lo scritto riempiendolo con tutto ciò che siamo abituati a trovare in un giallo di Van Dine.
Questo romanzo, l'ultimo della fortunata serie di Philo Vance, purtroppo manca dell'ultima fase che la morte dell'autore ha purtroppo reso impossibile da aggiungere. Perché dico questo? Perché, purtroppo, sebbene il romanzo sia completo nella trama, l'assenza di questo lavoro di limatura e approfondimento si sente e pesa. La vicenda riguarda il pericolo di furto di una splendida collezione di smeraldi di proprietà di un anziano e ricco possidente. Molte cose, in verità, differenziano questo romanzo dagli altri: in primis l'ambientazione – Vance non è a New York, ma è invitato presso il proprietario degli smeraldi, amico del procuratore Marcham -, inoltre mancano il sergente Heat, lo stesso Marcham, il dottor Doremus e tutti gli altri agenti della polizia di New York, tutti personaggi costanti e attivi in tutta la serie; inoltre, proprio per effetto delle mancanze di cui sopra, dialoghi e descrizioni sono troppo diretti, stringati, manca appunto quella limatura che avrebbe conferito al romanzo la classica raffinatezza di Van Dine. In definitiva, mio malgrado, dovrò dare una valutazione tiepida poiché quest'ultima indagine di Philo Vance non mi ha soddisfatto.


Opera recensita: "L'ultima avventura di Philo Vance" di S. S. Van Dine
Editore: Newton Compton
Genere: giallo classico
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 100
Prezzo: 7,90 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 7.