simposio lettori copertina

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sabato 28 dicembre 2019

RECENSIONE: ARISA - IL PARADISO NON è UN GRANCHè. STORIA DI UN MOTIVETTO ORECCHIABILE


Sinossi:
Questa è la storia di una ragazza che aveva un sogno, lo ha realizzato, però poi non è felice come credeva. Ma andiamo con ordine. Marisa viene dal Sud. Il Sud vero però, non quello di tarantelle e "deliziosi spaghetti ai ricci di mare" che si immaginano i milanesi. Il suo è un Sud di superstizioni, chiusure, ricatti morali e sensi di colpa coltivati con cura fin da bambini. E certi pesi, per quanto lontano tu possa volare, te li senti sempre appiccicati addosso. La passione per la musica porta Marisa a Roma, dove vive assieme al fidanzato Tano una vita che più che alla Bohème somiglia a un musicarello di Gianni Morandi. Come in un film poi arriva il successo, i soldi, i fan. Ma anche le incomprensioni, le delusioni, la solitudine. L'amara consapevolezza che non basta realizzare un sogno per essere felici. Per fortuna che Marisa ha una marcia in più, un modo tutto originale di guardare il mondo. Cantante e personaggio televisivo, con questo suo romanzo di esordio Arisa dimostra la freschezza e l'ironia che l'hanno resa celebre. La storia di Marisa, chiaramente fitta di spunti autobiografici, diventa così anche una parabola sulla difficoltà di trovare una propria strada, una propria dimensione, un posto, grande o piccolo, in cui essere finalmente felici.

Commento:
Beh… non c'è molto da dire su questo libro… è una lettura scorrevole, di intrattenimento, di evasione. Non aggiunge né toglie niente a ciò che sapevamo su Arisa, sulla precarietà del mondo d'oggi, specie per i giovani e specie per il mondo dello spettacolo; non aggiunge molto neanche su quello che sappiamo del Sud noi meridionali, per la verità. Ci sono, è innegabile, molte cose vere in queste pagine, ma in sostanza non è questo il libro che vi farà conoscere meglio il Sud, i giovani che emigrano per fare fortuna e qualche volta ci riescono, la birra tedesca o le colazioni internazionali. Però, a suo modo, in modo leggero come alcune sue canzoni, Arisa ci fa riflettere sulla società di oggi, sulla vita che tanti di noi conducono e su quella che immaginano di condurre, salvo poi voler tornare indietro se, per caso o per fortuna, riescono a raggiungerla. Lettura d'evasione, ripeto, per passare poche ore senza fatica, ma portandosi comunque dietro qualcosa a cui pensare.

Opera recensita: "Il paradiso non è un granché. Storia di un motivetto orecchiabile" di Arisa
Editore: Mondadori, 2012
Genere: narrativa italiana
Ambientazione: San Giovanni al Monte-Roma-Milano-Berlino
Pagine: 171
Prezzo: 16,00 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 7.


giovedì 1 agosto 2019

RECENSIONE: LUDOVICO DE BONIS - MADONNA: IL CUORE RIBELLE CHE HA RIVOLUZIONATO LA MUSICA POP


Sinossi:
Il saggio "Madonna - Il cuore ribelle che ha rivoluzionato la musica pop" ruota intorno a tre concetti complementari: il fandom, la cultura popolare e l'identità complessa di Madonna. Ciò che rende avvincente il lavoro di Ludovico De Bonis rispetto ad altri libri dedicati all'artista, sta nel fatto che nessuno ha analizzato il fenomeno dal punto di vista delle audience focalizzando l’attenzione sul fandom dell’artista, sulla sua identità complessa (come donna, come madre e come icona internazionale) e sulla scoperta che, la performer artist Madonna, secondo diversi sociologi ed esperti del settore, sia l’emblema della cultura popolare. Quello che solitamente viene raccontato teoricamente viene testato e narrato dalla voce di testimoni privilegiati, ovvero i fan, attraverso una ricerca empirica svolta con la tecnica dell’intervista qualitativa. Ludovico De Bonis, Comunicatore e Social Media Strategist, Co-Fondatore dell’Associazione Culturale FantasyEra, sita in Casarano (Lecce) in cui svolge le seguenti attività: curatore area social, pubbliche relazioni, curatore settore musica, promozione e marketing, analista dei prodotti televisivi fantasy, recensione dei libri di genere fantasy e copywriter. È stato un giornalista freelance per la testata online H-ermes, in collaborazione con l’Università del Salento, per cui ha effettuato l’analisi critica delle recensioni di libri dedicati alla musica, alla letteratura ed alla televisione. Ha svolto uno stage presso Believe Digital S.r.l., Milano (Italia) dove si è occupato del Catalogo e dell’aggiornamento archivio della Multimedia San Paolo s.r.l. e della sua relativa distribuzione sui principali store digitali. Nel periodo in cui era in procinto di laurearsi in “Industria Culturale e Comunicazione Digitale”, ha effettuato sia un tirocinio pratico presso “l'Ufficio Tesi” de "La Sapienza" di Roma, in cui era responsabile delle pubbliche relazioni ed intratteneva rapporti telefonici di front/back office con docenti e studenti; durante il percorso di studi della Laurea triennale in “Scienze della Comunicazione” ha svolto un tirocinio pratico presso “Salento Web TV” di Lecce per cui ha realizzato la stesura di articoli e l’aggiornamento del database redazionale. Ha conseguito il Master in "Management, Marketing e Comunicazione della Musica" di I Livello QEQ presso l’Università "La Sapienza" di Roma che gli ha permesso di acquisire una conoscenza approfondita di settori specifici riguardanti l'industria musicale: il live, la produzione, la discografia, il booking, la comunicazione digitale e social media management, marketing e promozione del prodotto musicale e artista. Esperto dell'arte del collezionismo: vanta una collezione di 1700 pezzi che include tutta la discografia di Madonna, suddivisa nei differenti formati (Cd album, cd singolo, 3”, 7” 12”, digipack, cardsleeve, musicassette, VHS, DVD e i relativamente recenti Blu-ray, libri e riviste di tutto il mondo e memorabilia) che includono diverse nazionalità (Germany, E.U., Usa, UK, Australia, Giappone, Taiwan, Singapore, Ucraina e molte altre).Colleziona anche discografia e memorabilia dell’artista Marco Mengoni e del gruppo a cappella dei Pentatonix. Inoltre, si definisce un "telefilm addicted", infatti colleziona diverse serie tv e ne guarda tantissime.

Commento:
Eclettica, determinata, istrionica, camaleontica… su Madonna è stato detto e scritto di tutto. Il libro di cui vi parlo, però, è a suo modo peculiare: non è una semplice biografia fredda ed asettica, non è un saggio documentaristico che analizza l'artista e la sua carriera con piglio da Super Quark, non è neppure un prevedibile elogio di un fan. Eppure, come traspare chiaramente già dalla biografia, Ludovico De Bonis è, indiscutibilmente, un fan di Madonna… e proprio da fan moderno e capace di discernimento, analizza l'artista, le sue scelte e la sua carriera dal punto di vista tecnico dell'esperto di comunicazione, ossia con un occhio critico e attento ai destinatari del "prodotto" Madonna. Il saggio, puntuale e ben strutturato, parte dall'analisi del concetto di Fan, la sua evoluzione, il rapporto con la convergenza dei media; in seguito si dedica ad approfondire il concetto di Popular culture o cultura Pop di cui la Ciccone è regina indiscussa da ben quattro decadi. Ma è il terzo capitolo, dedicato al "caso di studio-Madonna", quello più corposo, intenso e denso di concetti ed emozioni. Sì, emozioni, perché – in barba a chi crede che dai saggi i sentimenti siano banditi – Ludovico De Bonis analizza con passione e competenza l'evolversi del pensiero e dell'arte di Madonna attraverso il connubio di musica, testo e soprattutto i video che tanto hanno contribuito a renderla distinguibile nel panorama musicale in continuo mutamento. Dopo questa lunga, ma interessantissima disamina, c'è ovviamente ancora spazio per la voce di coloro cui l'artista si rivolge, coloro che in fin dei conti determinano il suo successo: i Fan. Attraverso alcune interviste mirate a cogliere le differenze di percezione tra diversi target di fan, Ludovico De Bonis compara quattro differenti fasce generazionali che hanno in comune l'interesse per quest'artista poliedrica e capace di sperimentare, rinnovarsi, influenzare in modo positivo il pensiero del mondo, in particolare delle donne.
Madonna non è mai stata solo musica: le sue canzoni sono messaggi compositi, espressi con la voce, le parole, la ritmica, il video, il live show; i suoi album non sono mai accozzaglie di brani gettati a riempire alla rinfusa: sono concept album in cui la donna-madre-professionista-artista-icona sensuale si rivolge alle sue simili e a chi è anche molto diversa da lei. Non è un'anticonformista: è una che va contro le regole quando le regole non sono applicate a tutti! Non provoca per il mero scopo di farlo o solo per fare scena: dietro ogni suo azzardo, eccesso, scelta c'è un messaggio ad osare, ad essere se stesse senza preconcetti o barriere mentali autoimposte. Tutto questo lo sanno i suoi fan, quelli che la seguono da sempre e quelli – più giovani – che si affacciano al suo eclettismo come una promessa di libertà. E lo sa e lo scrive Ludovico De Bonis in questo saggio che unisce la competenza derivante da studio e approfondimento all'interesse personale intenso e duraturo che motiva poi quello professionale.
Un ottimo saggio, godibile e ben scritto, su un'artista che ha detto molto e molto altro ha ancora da dire: lo dimostra anche l'ultimo album, uscito pochi mesi fa, in cui ancora una volta, la donna senza età non ha remore a sperimentare e mettersi, una volta di più, in gioco.

Opera recensita: "Madonna: il cuore ribelle che ha rivoluzionato la musica Pop" di Ludovico De Bonis
Editore: Edizioni Virgilio, 2019
Genere: saggio
Pagine: 169
Prezzo: 14,74 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


sabato 27 luglio 2019

RECENSIONE: JEFFERY DEAVER - SARò LA TUA OMBRA (KATHRYN DANCE 03)


Sinossi:
Kayleigh Towne, famosa cantante, riceve una chiamata da un numero sconosciuto. La strofa d'apertura di "Your Shadow", la sua ultima hit, è il solo contenuto della telefonata, prima che un irrevocabile click giunga a troncare la comunicazione. Poco tempo dopo, durante le prove di un concerto, Bobby, road manager ed ex amante della bella Kayleigh, muore schiacciato da un riflettore. A indagare sull'accaduto è l'agente del California Bureau of Investigation ed esperta di cinesica Kathryn Dance, con l'aiuto del geniale criminologo tetraplegico Lincoln Rhyme. Ben presto Dance concentra i propri sospetti su Edwin Sharp, un fanatico ammiratore che da tempo tempesta Kayleigh di mail ed è convinto che "Your Shadow" contenga una velata richiesta d'aiuto rivolta soltanto a lui. Mentre le morti si susseguono e il cerchio si stringe intorno alla star e al suo entourage, si fa strada l'ipotesi che i versi di quella canzone possano condurre alla vera identità dell'assassino. Perché la passione divenuta ossessione di un fan dalla personalità disturbata non è sufficiente a spiegare i tanti misteri e le ombre di un caso che si fa d'ora in ora più pericoloso e intricato.

Commento:
Sarò la tua ombra è il terzo dei quattro volumi che (finora) compongono la serie di Kathryn Dance, l'agente del CBI esperta di cinesica e linguaggio del corpo. Questa volta lo scenario e la trama che ci viene presentata è leggermente diversa da quella dei primi due volumi: Dance stavolta è in trasferta a Fresno. Si sta godendo una vacanza assecondando la sua passione per la ricerca di talenti musicali, quando la sua amica Kayleigh Towne, giovane star della musica Country, sembra avere un problema. C'è un fan che la perseguita con mail, lettere, gadget, appostamenti. Quando il suo amico e collega Bobby viene ucciso da un riflettore, Kathryn e la giovane cantante capiscono che il problema è ben più grave di quel che sembrava. Kathryn Dance si ritrova ad indagare il corpo e le parole di un uomo che è un autentico enigma: è impenetrabile, a momenti sembra sincero e altri sembra proprio lui il killer… ma può la passione per un'artista condurre al punto di uccidere per lei? E' fondamentalmente questo che si chiederà Kathryn Dance per buona parte del libro, ma è soprattutto questo che si chiede Kayleigh che vede sconvolta la sua già precaria famiglia e la sua stessa vita.
Basato fondamentalmente sulla musica e sullo Stalking, Sarò la tua ombra è leggermente più lento e statico rispetto agli altri thriller della serie e di Deaver in generale; ciò non toglie che sia un buon thriller, specialmente con quella gradita, seppur frettolosa, ingerenza di Rhyme e Amelia, così, estemporanei ma risolutivi. Tutto sommato un libro da leggere per progredire con la saga, ben scritto ma qualche volta un po' lento e salterino, però va bene così: è comunque una buona lettura.

Opera recensita: "Sarò la tua ombra" (Kathryn Dance 03) di Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli, 2012
Genere: thriller, seriale
Ambientazione: California, Stati Uniti
Pagine: 553
Prezzo: 10,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


venerdì 10 maggio 2019

RECENSIONE: VALENTINA D'URBANO - ISOLA DI NEVE


Sinossi:
2004. A ventotto anni, Manuel sente di essere già al capolinea: un errore imperdonabile ha distrutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile. L’unico luogo disposto ad accoglierlo è Novembre, l'isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida – l’isoletta del vecchio carcere abbandonato –, Novembre sembra a Manuel il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull’isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant’anni: la storia di Andreas von Berger – violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida – e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo inestimabile violino. Del destino di Andreas e del suo prezioso e antico strumento si sa pochissimo.L’unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di una donna: Tempesta. 1952. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull’isola di Novembre, senza alcuna possibilità di fuggire. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l’unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. Sull’isola non si fa che parlare del nuovo prigioniero, ma la sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata sui cui è proibito attraccare. È proprio lì che sbarca Neve, contravvenendo alle regole, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. È bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell’isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella di Andreas, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei. Sullo sfondo suggestivo e feroce di un’isola tanto bella quanto selvaggia, una storia indimenticabile. Con la travolgente forza espressiva che da sempre le è propria, Valentina D’Urbano intreccia passato e presente in un romanzo che esalta il valore e la potenza emotiva dei ricordi, e invita a scoprire che, per essere davvero se stessi, occorre vivere il dolore e l’amore come due facce di una stessa medaglia.

Commento:
Quella di Neve, Andreas, Libero, Livia è una storia dura e toccante, una storia che poteva attecchire davvero solo su un'isola chiusa in se stessa, spigolosa come le sue rocce, corrosa come il mare che la lambisce, le dà da vivere e regola i ritmi dei suoi abitanti. E' proprio quel mare, che separa l'isola di Novembre dalle promesse della terraferma, a diventare ponte tra due persone, Neve e Andreas, che più diverse non potrebbero essere. E quello che fu lo sussuravano in tanti, ma nessuno poteva saperlo davvero o anche solo provare a capirlo. Ci è voluta l'ostinazione di una giovane ragazza tedesca, Edith, e del provato e sconvolto Manuel, più di cinquant'anni dopo, per smuovere la polvere e far risuonare di nuovo la melodia di due anime. Questa potrebbe essere una storia comune, piena di musica, sì, ma non particolarmente originale, se a scriverla non fosse stata un'autrice con la determinazione, l'acume e la forza narrativa di Valentina D'urbano: solo la ruvida lucidità del suo stile impedisce a questa storia di scadere nel melodrammatico e le dà la tempra giusta per risultare non solo credibile, ma anche commovente. La scrittura di Valentina D'urbano è cresciuta, si sente in questo libro tutta la sua maturità, tuttavia qui, a mio parere, manca qualcosa: manca quel graffio che, sin dal primo libro, ha sempre reso inconfondibile la penna tagliente di Valentina D'urbano. Ecco perché personalmente non posso annoverare Isola di Neve tra i migliori libri di quest'autrice, sebbene sia un ottimo libro scritto benissimo. I personaggi – pochi, ben delineati e con una caratterizzazione forte -, l'ambientazione, la musica, però, li ricorderò a lungo… lettura, comunque, assolutamente consigliata.


Opera recensita: "Isola di Neve" di Valentina D'urbano
Editore: Longanesi, 2018
Genere: narrativa italiana
Ambientazione: Isola di Novembre
Pagine: 320
Prezzo: 19,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


martedì 2 aprile 2019

RECENSIONE: FRANCESCA PALUMBO - LA TUA PELLE CHE NON C'è


Sinossi:
Daniel è un adolescente, vive a Londra e non ha mai conosciuto suo padre. Dopo la morte della madre, è stato affidato a uno zio, assolutamente incapace di fargli da genitore.
Vittima di episodi di bullismo, il ragazzo cade nella trappola di un uomo che lo trascina in un mondo torbido e pericoloso, una dimensione di vuoto totale, carnalità e vizio. Solo nel blu della piscina dove ogni mattina all’alba va a nuotare, Daniel riesce a evadere da quella realtà: lì, sott’acqua, con la musica nelle orecchie, i mostri non ci sono più e si può rinascere, puliti e trasparenti.
La voglia di sfogare il proprio disagio e di reagire, per Daniel passa anche dalla rete, dove affida i suoi pensieri a un blog e dove un giorno – inviando una richiesta di amicizia su facebook – riesce a mettersi in contatto con Fran, una vecchia amica di sua madre che oggi vive a New York e fa la discografica. Davanti a uno schermo e a una tastiera, Daniel e Fran si scambiano ricordi e confessioni e, nel raccontarsi, gli anni, i chilometri, le assenze si azzerano, mentre ognuno dei due è lì per restituire qualcosa, per colmare un tassello che manca nella vita dell’altro.
Un romanzo pieno di musica (quella degli Afterhours), che fa da colonna sonora a un’amicizia capace di superare distanze geografiche e generazionali.

Commento:
Mentre leggevo, dopo un anno di fervida attesa, questo libro, mi sono spesso ritrovata a pensare: "Cosa scriverò alla fine? Come racconterò la storia, le sensazioni che ho provato, il legame profondo che fra queste pagine ritrovo con la mia vita, con la mia esperienza personale, con la musica, con Francesca, con gli Afterhours? Come imprimerò tutto questo sulla carta?". Ci sto ancora pensando, un po' più commossa di qualche ora fa, e intanto scrivo… mi affido alle parole, proprio come fanno Daniel e Fran… loro sapranno trovare la strada.
La storia la leggerete dalla quarta di copertina, è l'incontro catartico e curativo tra Fran - una donna over 50 che, partita da Bari negli anni 80, è approdata a Londra dove ha trovato un'amica speciale ed ha creduto di trovare casa nella musica e che invece ora vive vedova a New York, occupandosi sempre di musica – e Daniel, un adolescente londinese rimasto orfano, solo e perduto. Due anime in cerca di equilibrio, di affetto, di condivisione che, annullando il tempo e lo spazio, si incontrano grazie ad un social network. Cosa li unisce? Cosa accomuna due vite e due mondi così distanti? Le storie comuni, il ricordo di una donna che per entrambi è stata importante, e soprattutto la musica. La musica che  da sempre è stata faro nella vita di Fran, le sarà utile quando, grazie ad una richiesta d'amicizia su facebook, raccoglierà la muta richiesta d'aiuto di quel ragazzo senza più punti di riferimento, di quel ragazzo che non conosce ma che la riporta di colpo ai suoi vent'anni e a quell'amica con cui ha condiviso tutto, di quel ragazzo che sta precipitando in un abisso di perdizione dal quale, pur volendolo con tutto se stesso, non riesce ad uscire. Saranno le cose che Fran gli racconta su sua madre e sulla loro amicizia a restituire a Daniel un po' di quella donna che ha perduto; saranno i testi degli Afterhours, che lei gli invia, saranno quelle parole come squarci nel buio a guidare Daniel fuori dal fango che lo stava stritolando. E Fran? Anche a lei quest'incontro fa bene: è un ciclo che si chiude, è una sorella che le viene restituita attraverso il figlio, è un figlio non suo che può essere aiutato, che può essere salvato… è la vita che dà e che toglie, che addolora e sorprende… è vita che scorre, è balsamo, cura e sollievo. I temi affrontati in questo libro sono tantissimi, la malattia, la morte, l'abuso nelle sue tante forme, tutte distruttive… e latecnologia che non è sempre il male assoluto, ma che se usata bene può essere fonte di incontro, di conoscenza, di arricchimento. E sopra a tutto questo c'è la potenza delle parole, quelle dei testi, prima quelli scritti da Fran e poi quelli di Manuel Agnelli; quelle profonde, dolorose, rabbiose con cui Daniel nel suo blog descrive lo schifo in cui è caduto; quelle che Fran scrive a Daniel per raccontare, lenire, confortare… quelle parole che Francesca Palumbo plasma e modella abilmente e che nelle sue mani sono ingredienti per creare bellezza. La conosco personalmente da anni, Francesca. I pochi momenti che abbiamo trascorso insieme fisicamente mi sono sembrati sempre troppo brevi, è una di quelle persone con cui parleresti di tutto all'infinito, con cui nasce un'empatia a pelle, un'energia condivisa che non vorresti spezzare mai. Proprio grazie a quel social network che nel suo libro fa da ponte fra due mondi, la seguo assiduamente e leggo con ammirato stupore i suoi pensieri: adoro il suo modo di scrivere, di pensare, di essere, perciò vi lascio immaginare la gioia quando ho scoperto che avrebbe scritto un libro che parlava di musica e, di più, in cui c'erano gli Afterhours che adoro. Cosa poteva venirne fuori se non una perla? Bene, se è vero che esistono i libri del cuore, La tua pelle che non c'è è uno dei miei. Si è capito che ve lo consiglio?

Opera recensita: "La tua pelle che non c'è" di Francesca Palumbo
Editore: Besa, 2018
Genere: narrativa italiana
Ambientazione: Londra-Stati Uniti, anni 80-giorni nostri
Pagine: 184
Prezzo: 16,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 10.


mercoledì 10 maggio 2017

RECENSIONE: CARLO LUCARELLI - ALMOST BLUE


Sinossi:

Nessuno vuole ammetterlo, ma a Bologna c'è un assassino seriale: è l'Iguana, che assume di volta in volta l'identità delle sue vittime, per sfuggire alle

«campane dell'inferno» che gli risuonano nelle orecchie. Tocca a Grazia cercare di prenderlo, e piú delle sofisticate tecnologie che usa, le servirà l'intuito

e la capacità di ascolto di Simone, cieco dalla nascita. Mentre cacciatore e preda si scambiano continuamente i ruoli, vediamo la scena ora con gli occhi

attenti e ansiosi di Grazia, ora con lo sguardo febbricitante e doloroso dell'Iguana, o la percepiamo come un concerto di suoni e di voci, un complicato

e fantastico arabesco mentale, quando la soggettiva è di Simone. E la città che cosí prende forma sotto i nostri occhi, fitto reticolo di trame e di ossessioni,

è insieme la sorprendente megalopoli italiana che si stende su tutta l'Emilia, e anche il teatro magico dove tutte le storie possono accadere. Un thriller

nervoso e impeccabile, una storia d'amore e solitudine, una scrittura che sa dosare tensione emotiva e colpi di scena.

 

Commento:

Grazia, Simone, l’Iguana. Sono questi tre personaggi a raccontarci questa storia macabra ed affascinante. E’ la storia di un uomo che vuole fuggire da se stesso, di un’ispettrice di polizia che cerca di catturarlo e di un ragazzo cieco che sente la città attraverso i suoi scanner. E’ proprio lui, Simone, che sentirà la voce del killer e, per questo, diventerà il suo bersaglio prioritario. In una Bologna fatta di eccessi, popolata dalla gente più varia e più diversa, fra traffico, vicoli nascosti ed appartamenti abitati da non si sa chi, si snoda questo noir breve ma intenso, incalzante e, per giunta, quasi privo di violenza. O meglio, la violenza c’è, ma Lucarelli è così bravo a nasconderla, ad accennarla, a lasciarcela intuire, che quasi non la vediamo, tranne in momenti in cui è indispensabile. E così, leggendo questo noir,  ho conosciuto l’ispettore Negro, che di nome fa Grazia e che viene da Nardò, quindi dalla mia terra… e poi ho conosciuto Simone, non vedente o cieco come me, che non esce quasi mai di casa ma che conosce Bologna attraverso lo scanner, sempre acceso nella sua mansarda a captare conversazioni, fruscii, con l’immancabile sottofondo musicale di Almost Blue di Chet Baker, la sua canzone preferita. Simone è un personaggio particolare che, a dire la verità, non mi ha convinto fino in fondo, così come Grazia: lui è un po’ troppo stereotipato per i miei gusti, anche se ha una capacità di descrivere suoni, voci e persone davvero ammirevole e singolare; lei istintivamente mi è simpatica, ma non sono riuscita ad inquadrarla bene… anche se, francamente, avrei ridotto un po’ i riferimenti al suo ciclo!

Nel complesso, comunque, questo libro mi è piaciuto… devo riflettere su quanto mi sia piaciuto, ma comunque ve lo consiglio caldamente: si legge in un pomeriggio e vale la pena, non fosse altro che per la colonna sonora di tutto rispetto citata fra le pagine. Ah, a proposito, se qualcuno riesce a capire qual è la versione di Summertime cui si fa riferimento, per favore me lo dica! E’ tutto il giorno che la cerco, ma non riesco a decidere quale sia! Ad ogni modo, lo ribadisco: leggetelo perché è un libro sui generis, quindi è un’esperienza da provare!

 

Opera recensita: “Almost blue” di Carlo Lucarelli

Editore: Einaudi, prima ed. 1997

Genere: noir

Ambientazione: Bologna

Pagine: 194

Prezzo: 12,50 €

Consigliato: sì.

 

martedì 9 maggio 2017

RECENSIONE: BLANCA BUSQUETS - LA VITA IN OGNI RESPIRO


Sinossi:

A volte la musica è quel filo invisibile in grado di unire i cuori di tutti. L’unica lingua con cui si può spezzare il silenzio. Sono passati dieci anni

dalla morte di Karl T., grandissimo direttore d’orchestra. Il figlio Mark, anch’egli musicista, decide di omaggiarlo organizzando un concerto a Berlino,

città natale del padre. Per l’occasione, chiama in Germania le tre donne che Karl ha amato di più: Maria, Anna e Teresa. Tre donne che hanno intessuto

negli anni rapporti diversi ma ugualmente intensi con Karl, ai tempi in cui la sua casa di Barcellona era aperta a tutti e sempre inondata di musica. Tre

donne unite, oltre che dalla passione per la musica, anche da un prezioso oggetto che apparteneva a Karl e che è finito ora nelle mani di Anna: un violino

Stainer, che nel concerto commemorativo Anna suonerà in un assolo, chiudendo il cerchio dei ricordi. Ma non tutto andrà come dovrebbe, e il violino si

rivelerà essere di qualcun altro...

 

Commento:

“La vita in ogni respiro” racconta una storia che parla di musica, di donne, di vita. Tutto ruota intorno a Karl T., l’importante direttore d’orchestra e musicista che da Berlino Est si è trasferito a Barcellona negli anni precedenti alla caduta del Muro. Tutto ruota, dunque, intorno a lui, al suo amore per la musica e per le donne, e ad un violino Stainer. Tre donne, in particolare, hanno suonato quel violino magico e tutte e tre hanno amato, a loro modo, Karl e la musica e ne sono state riamate. Sono Teresa, Anna e Maria, tre donne che più diverse non si potrebbe, ma che si ritrovano in momenti diversi nel corso della loro vita e che finiscono, loro malgrado, per avere un ruolo importante nelle rispettive vite e in quella di Karl. E poi c’è Mark, figlio di Karl, che ha il compito di raccogliere la sua pesante eredità e di riunire queste donne in un concerto, in memoria dell’amato padre, a dieci anni dalla sua morte proprio nella sua Berlino.

Una trama articolata, questa, che si svela pian piano dai racconti dei protagonisti: il libro, infatti, è scritto sottoforma di racconto corale. La narrazione è affidata a Teresa, violinista e maestra di violino che ha avuto una vita difficile e che mette l’anima quando suona, ad Anna che è una violinista eccezionale ma ha molti problemi con la sua anima, ed a Maria, la fedele domestica di Karl che ha vissuto con lui per quarant’anni e che ha tante storie da raccontare, oltre ad un orecchio eccezionale e anima da vendere… ed anche a Mark che si ritrova invischiato in questo romanzo al femminile.

Che dire? Semplicemente, mi aspettavo di più: questo libro non è brutto, anzi tutt’altro! Parla di musica e di donne molto diverse fra loro… ma non mi ha emozionato, non mi ha convinto, quindi il mio non è un sì pieno. Tuttavia a qualcuno, magari, potrebbe suscitare emozioni diverse dalle mie, ecco perché, comunque, vi consiglio di provare a leggerlo… non è bocciato, ma neppure promosso a pieni voti! Un merito, però, devo riconoscerlo a queste pagine: mi hanno fatto venire voglia di fare una scorpacciata di musica classica e di immergermi, una volta di più, nelle note calde e vibranti del violino!

 

Opera recensita: “La vita in ogni respiro” di Blanca Busquets

Editore: Piemme, 2014

Genere: narrativa straniera

Ambientazione: Barcellona-Berlino

Pagine: 266

Prezzo: 15,50 €

Consigliato: sì/no.