simposio lettori copertina

simposio lettori copertina
Visualizzazione post con etichetta Svezia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Svezia. Mostra tutti i post

giovedì 22 aprile 2021

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - IL GIOCO DELLA NOTTE

                                Sinossi:

Tradotta in sessanta Paesi, oltre venti milioni di copie vendute, Camilla Läckberg è il crime svedese.

 Mentre fuochi cadono come paracaduti colorati e girandole luminose esplodono in cielo, Max, Liv, Anton e Martina festeggiano tra di loro la fine dell’anno. Ragazzi ricchi, belli, viziati per il mondo indossano una maschera impeccabile, dietro cui però nascondono odio e dolore. Il catering serve aragoste, caviale, champagne e i quattro attingono anche alle bottiglie da collezione che sono in cantina. Amoreggiano, fumano, spiano i genitori nella casa vicina. E iniziano a giocare. Dapprima Monopoli, poi Obbligo o Verità. E ben presto un passatempo un po’ malizioso deflagra nell’occasione per mettersi a nudo e liberarsi, finalmente, del peso della verità.

 Quattro ragazzi, la notte di Capodanno. La festa, l’ebbrezza, un gioco in cui la posta diventa sempre più alta. Camilla Läckberg scandaglia magistralmente gli abissi dell’adolescenza e il luogo più oscuro e minaccioso che ci sia: la famiglia.

 Prima edizione mondiale.

 

Commento:

In questo suo ultimo libro, un romanzo breve e intenso di appena 120 pagine, Camilla Lackberg dà mostra di un suo grande talento che avevamo già avuto modo di apprezzare in altre sue opere: la capacità di analizzare e spiegare con parole semplici le dinamiche mentali degli adolescenti e le forme più o meno acute di disagio che vivono. Un disagio che è spesso causato dal loro rapporto con la società, con la famiglia, gli amici, la scuola, le aspettative altrui, i traumi inferti da adulti che dovrebbero proteggerli e invece non lo fanno. L'espediente utilizzato dalla Lackberg per porci di fronte a questi problemi è, in questo caso, la festa dell'ultimo dell'anno in due ville contigue di un quartiere bene di Stoccolma: in una ci sono quattro ragazzi, quattro amici alle soglie della maturità, nell'altra i loro genitori. In una corsa a precipizio verso il vuoto mascherata da gioco malizioso, assistiamo al disvelarsi di storie tanto disturbanti quanto comuni sulle quali, anche se vorremmo, non possiamo girare lo sguardo. Il finale è decisamente discutibile, ma beh, Camilla Lackberg non è un'autrice di romanzi rosa… è pur sempre un'autrice di crime. Non ci si aspetti da questo libro una storia complicata, salti nel tempo o particolari tecniche narrative: è un romanzo breve, ma intenso, come scrivevo all'inizio, che racconta storie semplici nella loro complessità. Non è un capolavoro, non fa parte di nessuna delle due serie già lanciate da quest'autrice… quali sono dunque i motivi per leggerlo? È un'occasione in più per riflettere sull'adolescenza, i suoi bisogni, l'impatto dei traumi e le responsabilità degli adulti; è scritto discretamente; è una storia breve che si fa leggere senza difficoltà. Consigliato per una lettura veloce, ma non banale.

 

Opera recensita: "Il gioco della notte" di Camilla Lackberg

Editore: Einaudi, 2021

Genere: narrativa straniera

Ambientazione: Svezia

Pagine: 120

Prezzo: 14,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 7,5.

                  

mercoledì 30 dicembre 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - DONNE CHE NON PERDONANO

        Sinossi:

Una donna tradita dall'uomo per il quale ha rinunciato alla sua carriera. Una donna che vive al limite, sfruttata, abusata. Una donna che subisce violenza proprio dal marito che tanto ha amato. Tre donne che il destino unisce per un fine comune. I conti, alla fine, si pagano.
«È vero, stava per uccidere un uomo, ma avrebbe anche liberato una donna. La somma algebrica delle sue azioni sarebbe stata uguale a zero. E poi un'altra persona avrebbe liberato lei.»
Una trama perfetta. Camilla Läckberg è una fuoriclasse.

 

Commento:

Bah… davanti a questo libro non posso non esprimere perplessità: non è scritto male, la trama ha un suo senso, ma ciò che mi lascia perplessa è la deriva "estremista" che la Lackberg ha preso negli ultimi tre romanzi, a cominciare proprio da questo. È stato proprio Donne che non perdonano, nel 2018, a dare la stura al filone eccessivamente femminista della Lackberg, proseguito poi con i due libri della serie di Faje Adelheim. Donne sorelle, donne che si liberano a vicenda, donne che si vendicano, donne che uccidono, quasi in un occhio per occhio, dente per dente, quasi che l'unica strada per fermare la violenza e la prevaricazione sia altra violenza… è questo messaggio eccessivamente forte, spinto all'estremo fino a diventare grottesco, surreale, distruttivo che mi disturba. Per il resto il romanzo è, lo ripeto, tutto sommato credibile e godibile – tanto più che è molto breve – però decisamente non mi sento di consigliarlo.

 

Opera recensita: "Donne che non perdonano" di Camilla Lackberg

Editore: Einaudi, 2018

Genere: thriller

Ambientazione: Svezia    

Pagine: 152

Prezzo: 14,50 €

Consigliato: no

Voto personale: 6,5.

  

giovedì 17 dicembre 2020

RECENSIONE: BO SVERNSTROM - VICTIMS

Sinossi:

Quando il corpo mutilato di un uomo viene trovato in un fienile a nord di Stoccolma, l'ispettore capo Carl Edson e la sua squadra si preparano per quella che – nonostante l'insolita e atroce crudeltà verso la vittima – sembrerebbe un'indagine per omicidio abbastanza semplice. Questa sensazione, però, dura molto poco: avvicinandosi al corpo, si rendono conto che l'uomo è ancora vivo. Ma anche questo, sfortunatamente, dura molto poco: trasportata d'urgenza in ospedale, la vittima muore in circostanze misteriose. Forse il killer è tornato a finire il lavoro? Sulla scena del crimine accorre prima di tutti gli altri colleghi Alexandra Bengtsson, tenace giornalista di cronaca nera, a caccia di notizie. Ed è proprio lei a fare una curiosa scoperta: un mazzo di chiavi che potrebbe essere collegato all'assassino e che la trascina al centro delle indagini. Mentre la polizia dà la caccia all'artefice del crimine, nuovi cadaveri vengono rinvenuti in circostanze analoghe al primo. Il team investigativo ora sa che il caso è tutt'altro che di routine e che è solo questione di tempo prima che il killer colpisca di nuovo, in modi sempre più efferati. Resta da capire, e in fretta, qual è lo schema che collega le vittime e chi le ha prese di mira. Carl e Alexandra sono risucchiati nel vortice delle indagini che porteranno alla luce un passato oscuro e violento, ponendo una domanda alla quale sembra impossibile rispondere: chi è la vittima e chi è davvero il criminale?

 

Commento:

Perplessità. È fondamentalmente questa la sensazione che ho provato durante quasi tutta la lettura di questo thriller svedese. Dico "quasi tutta" perché all'inizio ho provato noia: avevo l'impressione di leggere qualcosa di già letto, un copione trito e ritrito che immaginavo già dove sarebbe andato a parare. Il colpo di scena che ha fatto svoltare la storia c'è effettivamente stato, ma nulla che sia riuscito a risollevare le sorti di un thriller che non brilla mai, che non emoziona mai più del minimo sindacale… Victims non è scritto male, non è nemmeno un brutto thriller, ma semplicemente è un thriller che non coinvolge quanto dovrebbe. Per non parlare poi dei buchi narrativi (specialmente verso la fine) e della superficialità della caratterizzazione dei personaggi… incolori e stereotipati, tutti, assassino compreso. Non mi sento di bocciarlo del tutto, ma non è certamente tra i migliori che abbia letto. Si poteva fare di più.

 

Opera recensita: "Victims" di Bo Svernstrom

Editore: Longanesi, 2020

Genere: thriller

Ambientazione: Svezia

Pagine: 464

Prezzo: 19,60 €

Consigliato: sì/no

Voto personale: 6.

              

giovedì 3 dicembre 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - LA STREGA

    Sinossi:

Marie Wall, celebrata star di Hollywood, è tornata a Fjällbacka per le riprese di un film su Ingrid Bergman di cui è la protagonista, e in paese non si parla d'altro. Trent'anni prima, quando era ancora una ragazzina, Marie e la sua amica del cuore erano state accusate di aver ucciso la piccola Stella, una bambina di appena quattro anni, la cui morte aveva profondamente scosso l'intera comunità. Quando alle porte di Fjällbacka, dove ora riecheggiano i suoni dell'estate, un'altra bambina scompare misteriosamente nelle stesse circostanze, il ricordo di quei drammatici eventi riaffiora con forza. Può davvero essere una coincidenza? Per capire se esiste un collegamento tra passato e presente, Patrik Hedström e la sua squadra devono disseppellire verità taciute per lunghi anni. Ed Erica, che al caso Stella lavora già da un po', ha intenzione di fare di tutto per aiutare la polizia, mettendo a disposizione la sua principale abilità: quella di scavare a fondo nei vecchi casi di omicidio, cercando di scoprire che cos'è realmente accaduto e, soprattutto, perché. Intanto, intorno a loro cresce la paura, paura dell'ignoto e del diverso, che esaspera il clima di sospetto e alimenta un odio che arde come fuoco. In una rinnovata caccia alle streghe, quella stessa terra che secoli prima era stata illuminata da innumerevoli roghi, innalzati in nome di una folle lotta contro il demonio, minaccia di bruciare ancora, e di perdersi in un'immensa oscurità.

 

Commento:

La strega è un giallo moderno, crudo, toccante, con frequenti incursioni nel passato – com'è d'uso per Camilla Lackberg – e in questo caso tra il 1671 e il 1672. È in quegli anni che si fece più intensa e cruenta la caccia alle streghe che riguardò, come tutta Europa, anche la Svezia e in particolare la zona di Fjallbacka. La parte moderna della storia non ha direttamente a che fare con le streghe, ma a sua volta si snoda fra gli anni ottanta e i giorni nostri e porta con sé il suo bel carico di problemi. Se l'omicidio di una bambina – anzi due – non fosse abbastanza, in questo libro la Lackberg affronta temi caldi come l'immigrazione, il disagio giovanile, i sensi di colpa, le stragi e l'uso indiscriminato delle armi. Come sempre, l'autrice rivela una grande attenzione verso le problematiche e le evoluzioni della società e una grande sensibilità nell'affrontarne le paure e le contraddizioni. Qualche pagina e qualche ridondanza in meno avrebbero probabilmente giovato alla leggibilità del romanzo, ma La strega rimane comunque un'ottima opera capace di travalicare il genere letterario e di porre all'attenzione anche dei più reticenti problemi e contraddizioni presenti in Svezia come in tutto il mondo occidentale. A giudicare dal finale e dal fatto che non sono stati pubblicati volumi successivi a questo negli ultimi tre anni, sembrerebbe quasi che la Lackberg volesse chiudere qui la serie di Erica Falk e Patrik Edstrom… beh, sarebbe un peccato. Sarebbe bello se, dopo o contemporaneamente alla serie di Faye Adelheim, tornassero in libreria le storie di Erica, Patrik, Martin, Anna e tutti gli altri.

 

Opera recensita: "La strega" di Camilla Lackberg

Editore: Marsilio, 2017

Genere: giallo, seriale

Ambientazione: Svezia

Pagine: 688

Prezzo: 18,90 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

  

sabato 14 novembre 2020

RECENSIONE: LARS KEPLER - L'UOMO DELLO SPECCHIO

Sinossi:

Una ragazza è stata uccisa nel parco giochi di un quartiere residenziale di Stoccolma, in piena notte. Sulla scena del crimine restano i chiari segni di un’esecuzione in piena regola.
Ma chi può aver voluto infliggerle una morte così spettacolare e crudele?
Se lo chiede il commissario Joona Linna mentre scopre che la vittima era sparita nel nulla un pomeriggio di cinque anni prima, e da allora non si era più saputo nulla di lei.
Joona deve ricucire i pezzi di questa storia dai contorni sempre più inquietanti, trovare il colpevole e consegnarlo alla giustizia il prima possibile. Ma come fare? Da dove partire se nessuno sa, nessuno ha visto?
Eppure qualcuno deve avere visto, qualcuno che forse non vuole parlare o non riesce a parlare. Qualcuno che per qualche oscuro motivo dev’essere aiutato a ricordare, perché il segreto è imprigionato nel buio della sua mente. Ed è per questo che Joona, bloccato in un labirinto di specchi, decide di infrangere ancora una volta le regole della polizia. Perché sa di non avere altra scelta, deve ricorrere all’aiuto di un professionista che in passato gli ha fornito la chiave per arrivare alla verità: il dottor Erik Maria Bark, meglio conosciuto come l’Ipnotista...
Teso, veloce, beffardo. L’uomo dello specchio è il nuovo attesissimo romanzo della coppia più amata del thriller scandinavo.

 

Commento:

Non è mai facile recensire i thriller di Lars Kepler, perché… perché succedono così tante cose, tutte intrecciate, su vari piani… e poi perché sono sempre così tesi, incalzanti, al cardiopalma che davvero non si ha il tempo di metabolizzare un colpo di sceno che subito siamo al centro dell'azione. Però è sempre un gran piacere, per me che amo i thriller dinamici, attivi e imprevedibili, leggere Kepler e ritrovare il commissario Joona Linna, la sua Svezia, i casi cruenti, complicati e pericolosi in cui è implicato. Ero quindi molto contenta quando ho saputo dell'uscita di questo ottavo volume della serie a lui dedicata… così contenta che il libro è uscito il 12, l'altro giorno, ed io l'ho già terminato nonostante fossero 552 pagine. Ed ora, a fine lettura, posso dire che ancora una volta Lars Kepler, ossia i coniugi Ahndoril, non mi ha delusa: c'è tutto, l'azione, la crudezza, il fattore psicologico, quello sociale. Sì, perché non bisogna dimenticare che i thriller non sono mai una semplice caccia al colpevole, ma affrontano temi importanti che riguardano la società e il vivere civile. In questo caso, oltre alla miriade di temi secondari, quello chiave sono le donne, la loro libertà e soprattutto la loro costrizione, le violenze, gli abusi. Chi li compie li nasconde dietro qualunque giustificazione, Lars Kepler qui ne illumina alcune e lo fa a suo modo… d'impatto. Non consiglio questo libro a tutti: lo consiglio solo a chi abbia già letto gli altri sette volumi della serie ed a chi sia certo di poter/voler affrontare un certo tipo di narrazione che, davvero, non risparmia nessun dettaglio, neanche il più macabro.

 

Opera recensita: "L'uomo dello specchio" di Lars Kepler

Editore: Longanesi, 2020

Genere: thriller psicologico, seriale

Ambientazione: Svezia

Pagine: 552

Prezzo: 22,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 9.

      

mercoledì 7 ottobre 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - IL DOMATORE DI LEONI

Sinossi:

L'inverno è particolarmente gelido, e le vie di Fjällbacka sono quasi deserte: i ristoranti affollati, il porto brulicante di barche e i turisti a passeggio sono solo un ricordo. Mentre l'intero paesino che guarda al Mare del Nord sembra in letargo, una ragazza vaga confusa nel bosco carico di neve. È ferita, procede incespicando a piedi scalzi, gli occhi simili a due buchi neri in un viso bianchissimo. La sua fuga ha fine quando, raggiunta la strada, un'auto la investe, uccidendola. All'arrivo di Patrik Hedström e della sua squadra di investigatori, la giovane vittima è già stata identificata. Di lei si erano perse le tracce da quattro mesi. Ma il suo corpo porta i segni di un'inimmaginabile violenza che nessun incidente può spiegare, e il pensiero di Patrik corre subito alle altre adolescenti, così simili tra loro, misteriosamente scomparse negli ultimi due anni. Potrebbe davvero esserci un collegamento? Intanto, Erica Falck è alle prese con un nuovo libro. Sta facendo ricerche su un'oscura tragedia famigliare che ha portato alla morte di un uomo, una vecchia storia che, iniziata con il festoso arrivo di un circo, con il passare del tempo si è trasformata sempre più in una macabra leggenda senza risposte. Tra le due indagini potrebbe esistere un punto di contatto, un segreto custodito per amore che negli anni ha generato e sostenuto una spirale di odio incomprensibile: mai come questa volta Erica e Patrik dovranno scavare negli abissi del male più impenetrabile, diabolicamente protetto da un'apparente normalità.

 

Commento:

Un'altra storia interessante nata dalla prolifica penna di Camilla Lackberg, un altro giallo ambientato nella cittadina di Fjallbacka, nel sud della Svezia, affacciata sul Mare del Nord; un altro giallo con Patrik Edstrom ed Erica Falk. Il domatore di leoni è un altro giallo in cui la Lackberg affronta la tematica della parità di genere e lo fa a modo suo, dimostrandone ancora una volta una latitanza se non inesistenza. Cinque ragazze scomparse, una ritrovata in fin di vita con lesioni terribili. Fin dove arriva la perversione, l'odio, la malvagità? Con questo libro non potremo che chiedercelo. Purtroppo, anche se la storia e buona e scritta in modo competente, con prosa sicura, il problema che riscontro in molti dei gialli di quest'autrice è la ripetitività del plot, che porta le storie ad appiattirsi, a risultare quasi prevedibili e un po' tutte simili. Però sono gialli che si fanno leggere e che suscitano curiosità, perciò continuo a consigliarli e soprattutto a leggerli.

 

Opera recensita: "Il domatore di leoni" di Camilla Lackberg

Editore: Marsilio, 2016

Genere: giallo, seriale

Ambientazione: Svezia

Pagine: 464

Prezzo: 12,00 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

      

domenica 6 settembre 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - TEMPESTA DI NEVE E PROFUMO DI MANDORLE


Sinossi:
Manca poco meno di una settimana a Natale. Adagiata contro le rocce grigie, con le sue casette di legno ammantate di neve, Fjallbacka regala uno spettacolo particolarmente suggestivo, un paesino fiabesco affacciato sul mare di ghiaccio. Martin Molin, collega di Patrik Hedstrom alla stazione di polizia di Tanumshede, ha raggiunto la fidanzata Lisette sulla vicina isola di Valo per una festa di famiglia. Mentre il vento infuria, durante la cena il vecchio patriarca dall'immensa fortuna muore improvvisamente. Nell'aria si avverte un vago aroma di mandorle amare, e a Martin Molin non resta che cercare di far luce su quella morte misteriosa. Intanto, la violenta tempesta che agita le acque gelide dell'arcipelago non accenna a placarsi, e ogni contatto con la terraferma è interrotto. Sulle orme di Agatha Christie, in occasione dei suoi primi dieci anni di carriera, Camilla Läckberg ha dato vita a una serie di racconti che, tema a lei caro, indagano le complesse dinamiche familiari, combinando scene d'intimità domestica all'inquietudine di oscuri segreti del passato.

Commento:
Tempesta di neve e profumo di mandorle è una raccolta di cinque racconti in cui sono racchiuse tutte le tematiche care a Camilla Lackberg. In Sognando Elisabeth si affronta il tema dell'incomprensione e del sospetto nelle relazioni di coppia; Il caffè delle vedove invece affronta il tema della violenza sulle donne e di metodi inconsueti ma efficaci per contrastarla, strizzando l'occhio, nemmeno troppo velatamente, alla ben più audace serie di Faye Adelheim; Una giornata infernale, il meno giallo di tutti, parla di bullismo e qui, tra l'altro, incontriamo Patrik Edstrom alla fine della sua relazione con l'ex moglie, prima di conoscere Erica; Una morte elegante e soprattutto Tempesta di neve e profumo di mandorle, il più corposo di tutti, affrontano il tema dei legami familiari. In tutti si trovano tratti distintivi della Lackberg, dal paesaggio marittimo e dal meteo avverso al cibo, costante rassicurante delle sue storie, fino all'arcipelago di Fjallbacka, alle citazioni letterarie e cinematografiche, ai finali agrodolci e a quell'ironia sottile che contraddistingue la penna elegante e concreta di quest'autrice moderna e profondamente calata nella realtà che descrive. Una buona sintesi della sua produzione, con qualche nota gradevole, come ad esempio il ruolo da protagonista di Martin Molin nell'ultimo racconto. Consigliato, sebbene non sia il meglio che la Lackberg può offrire.

Opera recensita: "Tempesta di neve e profumo di mandorle" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, 2015
Genere: giallo, raccolta di racconti
Ambientazione: Svezia
Pagine: 159
Prezzo: 8,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


martedì 4 agosto 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - IL SEGRETO DEGLI ANGELI


Sinossi:
Decisa a cominciare una nuova vita, Ebba fa ritorno a Valö, la splendida isola della sua infanzia affacciata sulle casette bianche e le rocce scoscese di Fjällbacka, nell'idillio dell'arcipelago svedese. Vuole rimettere a posto la colonia che le appartiene e che non ha più rivisto dal giorno in cui, una vigilia di Pasqua di molti anni prima, la sua famiglia scomparve nel nulla, lasciando dietro di sé solo una tavola apparecchiata a festa e una bambina di un anno che vagava smarrita. Nessuno li rivide più; nessuno fu mai in grado di stabilire cosa fosse realmente accaduto. Un mistero che da sempre stuzzica la curiosità di Erica Falck, ora entusiasta all'idea di poter riprendere in mano la sua personale indagine su quell'oscura storia. Sembra però che per Ebba non ci sia pace. Qualcuno vuole allontanarla, disposto a qualsiasi cosa per proteggere il segreto dell'isola. Dopo un incendio scoppiato nella notte, le minacce si fanno sempre più incalzanti: Ebba ha già perso tutto, eppure c'è ancora qualcuno che desidera la sua morte. A Erica e Patrik non resta che unire le forze per trovare le ragioni di un rancore che gli anni non hanno placato, cominciando da un debole indizio: vecchie tracce di sangue che i lavori di restauro hanno portato alla luce nella colonia di Valö. Una sorta di filo rosso che si snoda a ritroso, conducendo a un passato lontano quando, all'inizio del secolo scorso, Fjällbacka conobbe una misteriosa «fabbricante di angeli».

Commento:
Ottavo libro della serie I delitti di Fjallbacka, Il segreto degli angeli è un buon giallo che, come molti di questa serie, strizza l'occhio al noir: sono sempre più presenti le implicazioni socio-politiche nelle complesse trame architettate da Camilla Lackberg. In quest'ennesima storia ambientata nell'arcipelago di Fjallbacka, una storia di colpe e pesanti eredità familiari si intreccia a vicende politiche, segreti e dolorosi episodi recenti, in un mix complicato, ma tutto sommato piacevole. In questo più che in altri romanzi della serie ho avuto l'impressione di perdermi nel caos di trame e sottotrame, anche considerando quelle familiari e private dei poliziotti e di Erica Falk e Patrik Edstrom, ma come sempre la quadra si trova e tutte le tessere vanno al loro posto. Un buon giallo, sebbene forse non il migliore della serie.

Opera recensita: "Il segreto degli angeli" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, 2015
Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Svezia
Pagine: 480
Prezzo: 12,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


lunedì 20 luglio 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - IL GUARDIANO DEL FARO


Sinossi:
In una notte d’inizio estate, un’auto percorre a gran velocità la strada che collega Stoccolma alla costa occidentale. La donna al volante ha le mani sporche di sangue. Insieme al fi glio, Annie sta fuggendo verso Gråskär, nell’arcipelago di Fjällbacka. Quell’isola scabra, con il faro bianco e la vecchia casa del guardiano dove crescono le malvarose, appartiene alla sua famiglia, ed è l’unico posto in cui lei si sente al sicuro, lontano da tutto. La leggenda popolare vuole che lì si aggirino gli spiriti dei morti, ma questo non la turba, anzi, in quel luogo così solitario, dove il suo sguardo può spaziare solo su scogli e mare salato, ad Annie piace pensare che i fantasmi siano rimasti per farle compagnia. Intanto, a Fjällbacka, Erica Falck è totalmente assorbita dai suoi gemelli di pochi mesi, tanto più che Patrik, da poco rientrato in servizio, è alle prese con un’indagine piuttosto spinosa: il dirigente del settore fi nanze del comune è stato ucciso nel suo appartamento con un colpo di pistola alla nuca. Il movente dell’omicidio sfugge e la vittima, che poco prima di morire aveva fatto visita ad Annie all’isola degli spettri, sembra essere stato un uomo dai mille segreti. Sfi dando un muro di silenzi, la polizia di Tanum scava nel suo passato e trova un collegamento con un’associazione di sostegno a donne maltrattate. Una pista che permetterà a Patrik, sostenuto dal calore di una famiglia solida e sempre più numerosa, di portare alla luce i mondi calpestati di persone a cui la parola casa desta soltanto il ricordo di cicatrici, deboli ombre che solo nell’amore per un fi glio possono trovare la forza per continuare la loro fuga dal dolore che annienta ogni emozione, da caos e distruzione.

Commento:
Dovevo riappacificarmi con quest'autrice dopo la débagle del secondo romanzo della serie con Faye Adelheim, quindi sono tornata al porto sicuro e accogliente della serie di Erica e Patrik.
Dopo il drammatico finale del romanzo precedente, ritroviamo tutti i personaggi che tanto abbiamo a cuore, ormai, in questa serie, tutti alle prese con gli strascichi legati all'aver chiesto troppo a se stessi. Mentre Patrik si riprende dal malore che l'aveva colpito, Erica cerca di godersi i suoi gemelli, non senza sensi di colpa per quanto accaduto alla sorella Anna che sta vivendo un altro momento difficile. In questo trantràn familiare si inserisce un'indagine che, come sempre, non coinvolge solo Patrik, ma tutta la famiglia. Mats Sverin, giovane e solitario dirigente finanziario del Comune di Fjallbacka di recente tornato in città da Goteborg, è stato trovato morto nel suo appartamento, ucciso da un colpo di pistola nella nuca. Trovare l'assassino si rivela oltremodo complesso, giacché dell'uomo si sa veramente pochissimo: i suoi pochi effetti personali, così come le sue frequentazioni, rivelano quel tanto che basta per farsi un'immagine abbastanza buona di lui, ma chi può dirlo? Sono tanti gli elementi sconosciuti della vita di Mats. Si sa, però, che conosceva Annie, la giovane donna recentemente tornata sull'isola di Graskar – a due passi da Fjallbacka – con il figlioletto di cinque anni. Nel silenzio dell'isola, la donna si sta chiedendo perché Matte, con cui era legatissima in passato e con cui, dopo la sua visita recente, sembrava aver ritrovato la perduta intimità,  se ne sia andato in piena notte senza neppure salutarla. Tante le domande, i dubbi, i punti interrogativi. Di che natura era, realmente, il motivo che aveva riportato Mats a Fjallbacka? Che attività lo legava all'associazione che si occupa di donne maltrattate per cui lavorava? Troppe ombre che, come al solito, toccherà a Patrik e ai suoi colleghi dissipare… con qualche ostacolo dall'interno e qualche buon aiuto dall'esterno.
Un giallo ben costruito, lento ed equilibrato come al solito, ma più interessante e piacevole dei precedenti della serie. Una lettura interessante e godibile, nonostante gli argomenti trattati non suggeriscano certo leggerezza. Ad ogni modo, un buon modo per ridare corpo ad una serie che stava rischiando di appiattirsi su se stessa.


Opera recensita: "Il guardiano del faro" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, 2014
Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Svezia
Pagine: 446
Prezzo: 18,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


mercoledì 8 luglio 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - ALI D'ARGENTO


Sinossi:
Grazie a un piano raffinato e crudele, Faye si è lasciata alle spalle il tradimento e le umiliazioni inflitte dall'ormai ex marito Jack e sembra aver ripreso in mano le redini della propria esistenza: è una donna autonoma, si è rifatta una vita all'estero, Jack è in prigione e la società da lei fondata, la Revenge, va a gonfie vele. Ma nuove sfide potrebbero incrinare la sua serenità così faticosamente conquistata. Sull'azienda e sul lancio del marchio Revenge negli Stati Uniti pesa una grave minaccia, tanto che Faye è costretta a rientrare a Stoccolma. Non può e non vuole rischiare di perdere tutto quello per cui ha tanto lottato. Questa volta, però, la determinazione non basta, e per risorgere dalle ceneri e riprendere il controllo della situazione ci vuole un piano ancora più diabolico. Così, con l'aiuto di un gruppo sceltissimo di donne, Faye torna a combattere per difendere ciò che è suo, e per proteggere se stessa e i propri cari.

Commento:
Eh no, mi dispiace, ma stavolta la cara Camilla ha esagerato… questo libro, mio malgrado, non mi sento di consigliarlo, lo metto in chiaro subito così posso spiegare con calma perché.
Ali d'argento è il secondo libro della serie che vede come protagonista la bella, affascinante, intelligente, passionale, enigmatica, tenace Faye Adelheim che avevamo già conosciuto in La gabbia dorata, uscito per Marsilio l'anno scorso. Se quest'ultimo, sebbene a tratti molto estremo, mi era sembrato tutto sommato credibile e mi era piaciuto, in Ali d'argento la Lackberg esagera rendendo il tutto quasi grottesco, irrealistico, non più credibile e, peraltro, estremamente prevedibile. Ed è un vero peccato perché quanto alla struttura il libro è decisamente ben scritto, piacevole, godibile nonostante la crudezza di alcune scene… in più l'autrice non aggiunge molti nuovi personaggi approfondendone alcuni già presenti ne La gabbia dorata e permettendoci di familiarizzare con loro; inoltre conosciamo meglio il passato della protagonista, ciò che ha dovuto subire e fare quand'era una ragazzina, il che ci porta a comprenderla meglio. Peccato, ripeto, per i contenuti che, davvero, impediscono di considerare realistico questo noir e quindi, per quanto mi riguarda, di consigliarlo. Mi sbilancerò, la storia di Faye e di tutte le donne come lei andava raccontata, ma io mi sarei fermata a un solo libro… questo secondo mi sembra tirato per i capelli… non bisogna creare per forza una serie da qualunque romanzo… o no?
Comunque, la mia valutazione non è del tutto negativa… l'impianto narrativo, alcune suggestioni, lo stile, la prosa, fanno di Ali d'argento un libro comunque gradevole e piacevole da leggere… a patto, però, di non volersi soffermare su molte scelte della trama.

Opera recensita: "Ali d'argento" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, 2020
Genere: noir
Ambientazione: Svezia
Pagine: 416
Prezzo: 19,90 €
Consigliato: no
Voto personale: 6.


martedì 19 maggio 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - LA SIRENA


Sinossi:
Un mazzo di gigli bianchi e una busta con un biglietto. L'ennesimo. Impegnato nel lancio del suo romanzo d'esordio, Christian Thydell riconosce sul cartoncino bianco che gli viene recapitato prima di una presentazione la stessa calligrafia elaborata che da oltre un anno lo perseguita, e finisce per crollare. A Erica Falck, sua preziosa consulente nella stesura del libro, confessa di ricevere da tempo oscure lettere anonime. Uno sconosciuto lo minaccia di morte, e il pericolo si fa sempre più vicino. Quando dal ghiaccio lungo la costa viene ripescato il corpo di un vecchio amico di Christian misteriosamente scomparso tre mesi prima, l'ispettore Patrik Hedström si convince che tra i due episodi ci sia una relazione e comincia a indagare. Intanto Erica, in faticosa attesa di due gemelli, decide di seguire una pista tutta sua. Chi meglio di lei conosce la psicologia di uno scrittore? Sa bene che, quando si scrive, si finisce sempre per infilare nella trama anche qualcosa della propria vita. Il presente di Fjällbacka torna a intrecciarsi a drammi che hanno la loro origine in tempi lontani, una fumosa e tormentata concatenazione di cause ed effetti che si trascina negli anni, a conferma che i segreti non si lasciano mai seppellire per sempre e che il passato, inesorabilmente, finisce coll'agguantarti.

Commento:
Sesto romanzo della serie di Erica Falk e Patrik Edstrom, La sirena più che un giallo sembra quasi un noir. Nel volume precedente, avevamo già incontrato di sfuggita Christian Thydell, il bibliotecario di Fjallbacka in procinto di pubblicare il suo primo libro, ma di certo non potevamo immaginare i segreti e i traumi che si portava dentro. Segreti e traumi che erompono prepotentemente sulla scena trascinando Fjallbacka e alcuni suoi abitanti nel delirio più nero. Alcune inquietanti lettere anonime vengono recapitate ad alcuni amici di Christian, uno dei quali viene ritrovato morto dopo che era scomparso da tre mesi. La causa del terrore va cercata lontano, nell'infanzia e nell'adolescenza dei protagonisti, perché per quanto a fondo lo seppelliamo, il passato rimane con noi e qualche volta irrompe nel presente. Un altro giallo di Camilla Lackberg che apre diversi scenari possibili per il futuro: soprattutto nella parte finale ci interroghiamo sulla salute di Patrik che per tutto il libro è apparso stanco e sempre più affaticato e messo alla prova. L'ultima scena con cui il romanzo si chiude, poi, getta un'ombra nefasta su Erica e la sorella. Vedremo, anzi leggeremo nel prossimo volume della serie.


Opera recensita: "La sirena" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, 2014
Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Svezia
Pagine: 446
Prezzo: 18,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


martedì 31 marzo 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - L'UCCELLO DEL MALAUGURIO


Sinossi:
Fjällbacka sta per lasciarsi alle spalle un altro dei suoi lunghi inverni silenziosi, e nella Giunta cittadina c'è chi è ansioso di attirare l'attenzione sul piccolo centro della costa. Quale occasione migliore di un reality show, con telecamere piazzate dovunque a riprendere luoghi e persone che entreranno nelle case di decine di migliaia di telespettatori? La proposta è approvata, i riflettori puntati, ma l'arrivo del cast crea non poco scompiglio, tanto più che il produttore, consapevole che gli scandali aumentano l'audience, si diverte ad alimentare le tensioni tra i concorrenti. Ma il trambusto mediatico rischia di assorbire anche le risorse della polizia, e il vicecommissario Patrik Hedström, già distratto dai preparativi per il suo matrimonio con Erica, è in affanno: le indagini su una donna morta in circostanze sospette vanno a rilento. Cercando faticosamente di mettere insieme i pezzi di un caso dai mille colpi di scena, tra minacce, segreti e sterili menzogne, Patrik trova un diario e vecchi ritagli di giornale che potrebbero contenere indizi preziosi. E anche un collegamento con un caso molto simile avvenuto solo qualche anno prima. Non gli resta che insistere, per arrivare ad aprire una breccia nel muro di silenzio che la piccola comunità di Fjällbacka erge a difesa della propria immagine, che vuole conservare irreprensibile.

Commento:
Quarto caso della serie dei Delitti di Fjallbacka, con protagonisti Erica Falk e Patrik Edstrom, questa volta presi dai preparativi del matrimonio. Nuove dinamiche familiari prendono forma nell'antica proprietà delle sorelle Falk, mentre in città la situazione è alquanto effervescente, dapprima per l'arrivo dei partecipanti ad un osceno reality show, in seguito per i guai da questi creati, nonché per due omicidi atroci e apparentemente scollegati. Toccherà a Patrik e alla squadra del commissariato di Tanum Shede, non senza difficoltà, venire a capo di un intrigo che si fa di ora in ora più inestricabile.
Che dire…? Di sicuro dal punto di vista familiare e della relazione tra Erica e Patrik la serie procede bene, anche grazie al recupero della sfortunata Anna e delle nuove prospettive che si aprono. Anche l'indagine, anzi le indagini, risultano interessanti ed è sempre da apprezzare l'impegno notevole che la Lackberg profonde per toccare ogni volta temi importanti… però, c'è un però… man mano che procedo con la lettura della serie, non posso non notare che il plot finisce sempre per ripetersi… il tutto risulta sempre un po' troppo uguale a se stesso… non saprei spiegarlo meglio, è una sensazione che però mi porto dietro durante la lettura. Stavolta, poi, avevo addirittura intuito il colpevole molto tempo prima della fine… insomma… Proseguirò comunque nella lettura della serie che ad ogni modo è piacevole ed ovviamente ve ne darò conto.

Opera recensita: "L'uccello del malaugurio" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, 2012
Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Svezia
Pagine: 462
Prezzo: 18,50 €
Consigliato: sì
Voto personale: 7,5.


mercoledì 19 febbraio 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - LO SCALPELLINO


Sinossi:
Al largo di Fjällbacka, nella nassa di un pescatore a caccia di aragoste rimane impigliato il corpo senza vita di una bambina. Nei suoi polmoni ci sono tracce d'acqua dolce e sapone: qualcuno l'ha annegata in una vasca da bagno prima di gettarla in mare. Mentre Erica, mamma da poche settimane, è completamente assorbita da una neonata che tutto le offre fuorché le "gioie deliranti della maternità" che si aspettava, Patrik guida le indagini. Ma chi può aver voluto la morte della piccola Sara? Il paese è alla ricerca di un capro espiatorio, la gente bisbiglia, i conflitti nutriti negli anni si fanno più aspri: dentro le case dalle facciate perfette affiorano drammi famigliari che il tempo non ha saputo placare. Al terzo romanzo della sua serie pubblicata in trentadue paesi, Camilla Làckberg, con occhio attento agli esseri umani e alla loro psicologia, intreccia le colpe del passato agli effetti devastanti sul presente, tracciando il ritratto lacerante di una psiche femminile sfrenata, affascinante, e mostruosa.

Commento:
Davanti ad un obiettivo le persone si comportano sostanzialmente in due modi: ci sono quelle che si accontentano di guardarlo da lontano sognando il miraggio e compiangendosi per non poterlo raggiungere finendo per restare ferme, arenate al punto di partenza, bloccate dal loro stesso vittimismo; poi ci sono quelle che fanno letteralmente di tutto per ottenere ciò che vogliono e tendono a diventare sempre più ambiziose ed insaziabili. È questo il fulcro da cui guardare a Lo scalpellino, il terzo romanzo di Camilla Lackberg per la serie con protagonisti Erica e Patrik: c'è chi si accontenta e subisce, poi c'è chi non si accontenta ed agisce. Posso aggiungere poco altro sulla trama rispetto a quanto già contenuto nel risvolto di copertina, però posso dirvi che continuo a trovare disturbante l'eccessiva lentezza dei romanzi della Lackberg: non l'avevo notato particolarmente nel primo, La principessa di ghiaccio, mentre ne Il predicatore già avevo sottolineato questa caratteristica. Di base non ho problemi con i gialli, per natura più lenti dei thriller, a patto però che i tempi dilatati siano riempiti con qualcosa di innovativo o comunque davvero interessante… troppo spesso qui questo non succede: pagine e pagine in cui l'autrice si dilunga in descrizioni che francamente avrei ridotto. Un'altra pecca di questo romanzo, almeno in una fase iniziale, sono stati i troppi personaggi introdotti in uno spazio (di pagine) breve e frammentato. Per un po' mi sono ritrovata spaesata e mi è risultato non facile seguire la narrazione.
Tuttavia la trama è interessante, come anche le dinamiche familiari e i salti temporali dagli anni Venti agli anni Cinquanta che a piccoli passi aiutano a chiarire la dinamica della storia. Il colpevole è facilmente intuibile, tuttavia i ragionamenti e la conduzione dell'indagine in generale merita di essere seguita. Consigliato, anche se non il migliore letto finora.

Opera recensita: "Lo scalpellino" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, 2011
Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Fjallbacka, Svezia
Pagine: 572
Prezzo: 19,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 7,5.


giovedì 9 gennaio 2020

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - IL PREDICATORE (I DELITTI DI FJALLBACKA VOL. 2)


Sinossi:
Da più di vent'anni una dolorosa faida lacera la famiglia Hult: Ephraim, il predicatore che infiammava le folle promettendo guarigione e salvezza, ha lasciato ai suoi discendenti un'eredità molto controversa. Il peso del sospetto continua a gravare su un ramo del clan, coinvolto suo malgrado nella sparizione di due ragazze risalente a molti anni prima. Una vicenda che nel delizioso paesino di Fjallbacka, sulla costa occidentale della Svezia invasa dai turisti per la bella stagione, torna a essere sulla bocca di tutti dopo l'omicidio di una giovane donna, quando in una splendida gola naturale, sotto quel corpo martoriato, la polizia scopre anche i resti di due scheletri. La calda estate di Erica Falck e Patrik Hedstròm, che presto avranno un bambino, viene cosi sconvolta da un'indagine che, in un'angosciosa lotta contro il tempo, cerca di sviscerare i meccanismi della seduzione del potere, sfidando la malevolenza di una piccola comunità di provincia carica di segreti. In questo secondo episodio della serie di Erica Falck, Camilla Lackberg si conferma maestra nel tessere gli intrighi di una società chiusa, dove l'apparenza conta sopra ogni cosa e scoprire cosa accade realmente nella vita degli altri si rivela un'impresa alquanto complessa.

Commento:
Ve lo immaginereste voi che in Svezia possa fare caldo? Ebbene, è questa la prima cosa che ci colpisce sin dalle prime pagine di Il predicatore di Camilla Lackberg: in questo secondo episodio della serie di Erica Falck e Patrik Hedstrom ambientata a Fjallbacka, imperversa un luglio opprimente e un caldo spossante. Spossante è anche, per Erica, l'invasione di parenti che le affollano la casa a ondate in cerca di vacanze gratis; spossante è per lei anche l'apatia di non poter fare nulla con un pancione ingombrante e un bimbo in arrivo. Spossante e lacerante è, per il suo compagno Patrik, l'indagine che lo strappa alle ferie e lo costringe a ore ed ore di lavoro e a non pochi foschi pensieri: una ragazza è stata ritrovata morta con fratture multiple alle ossa e tagli sul corpo; accanto a lei due scheletri di donne risalenti a decenni prima; un'altra ragazza, ad indagine in corso, scompare. Dietro a tutto quest'orrore inconsueto per un paesino turistico come Fjallbacka, c'è indubbiamente un legame con la controversa famiglia Hult… ma qual è questo legame? Si limita al passato o si estende pericolosamente anche all'oggi? E nel frattempo, dov'è la ragazza scomparsa?
Un'asfissiante e disarmante corsa contro il tempo tra colleghi poco collaborativi, strani guaritori ed insondabili segreti di famiglia è quella che impegna Patrik Hedstrom in questo giallo con cui Camilla Lackberg consolida e imprime una direzione a questa fortunata serie. C'è Erica – che ufficialmente resta la protagonista -, ma c'è soprattutto tanto Patrik che, contrariamente a quanto avremmo immaginato leggendo La principessa di ghiaccio, è ben lungi dall'essere relegato in un ruolo marginale. Una serie ben avviata, dunque, che continuerò a leggere senza dubbio durante questo lungo 2020.

Opera recensita: "Il predicatore" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, ed. originale 2004, ed. italiana 2010
Genere: giallo, seriale
Ambientazione: Fjallbacka, Svezia
Pagine: 462
Prezzo: 19,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


lunedì 9 settembre 2019

RECENSIONE: MALIN PERSSON GIOLITO - SABBIE MOBILI. TRE SETTIMANE PER CAPIRE UN GIORNO


Sinossi:
«C’è puzza di uovo marcio. L’aria è grigia e densa di fumo di polvere da sparo. Hanno tutti almeno una pallottola in corpo, a parte me. Io non ho neanche un livido».
Stoccolma, il quartiere più elegante. Nella classe di un liceo cinque persone sono a terra, colpite da una raffica di proiettili. Accanto a loro, Maja Norberg: diciotto anni appena compiuti, brava studentessa, popolare, ragazza di buona famiglia. Tra le vittime ci sono il suo fidanzato, Sebastian Fagerman, il figlio dell’imprenditore più ricco di Svezia e la sua migliore amica, Amanda.
Nove mesi dopo, il processo sta per cominciare. Maja è accusata della strage e ha trascorso un lungo periodo in custodia cautelare. I giornali non le hanno dato tregua, nessuno crede alla sua innocenza, la ragazza della porta accanto si è trasformata nella teenager più odiata di Svezia. Peder Sander, l’avvocato difensore, ha il difficile compito di mettere in discussione quello che ormai sembra scontato per tutti, la colpevolezza della ragazza, e di fare emergere la verità di Maja. Che cosa ha fatto? O, forse, è quello che non ha fatto ad averla condotta a questo punto? Attraverso la voce di Maja, irriverente, dura, unica, ripercorriamo i fatti fino ad arrivare a quel terribile giorno. L’incontro con Sebastian, un amore malato e totalizzante, feste, tradimenti. E, mentre il racconto prosegue, si sgretola la facciata rassicurante di una comunità agiata in cui gli adulti si voltano dall'altra parte per non vedere i loro figli che – tra violenza, tensioni razziali e problemi di droga – affondano sempre di più nelle sabbie mobili. Un crime avvincente e fuori dagli schemi, ma non solo. Sabbie mobili è un romanzo che dipinge con cruda acutezza i risvolti più bui della società occidentale di oggi.
Dopo il grande successo in Svezia, verrà presto pubblicato in 28 Paesi. Da questo romanzo è stata tratta la serie televisiva Netflix, Quicksand.

Commento:
C'è stata una sparatoria in una classe di un liceo di Stoccolma. L'insegnante e tre ragazzi sono morti, uno è ferito e privo di conoscenza, un'altra è illesa. E' Marja Norberg, Maja, in mano ha un'arma. Nove mesi dopo, il processo che stabilirà se Maja è colpevole di aver organizzato la sparatoria e di aver istigato il suo fidanzato Sebastian a farlo con lei sta per cominciare, ma Maja è già stata condannata. L'hanno condannata i giornali che su di lei hanno scritto articoli su articoli ogni giorno; l'ha condannata la gente che non c'era e che non sa, ma parla, influenzata dai media e convinta di sapere tutto; l'ha già condannata il procuratore "Chiamami Lena" che, insieme alla polizia, ha rovistato nella sua vita, fin nell'intimo, senza chiedere permesso e che per questo crede di conoscere tutto di lei. Hanno parlato e scritto tutti, tutti tranne lei, Maja l'assassina, Maja la stronza ragazzina ricca, l'egoista, insoddisfatta, drogata, viziata Marja Norberg che tutti etichettano, additano, accusano, ma che nessuno conosce. Nessuno conosce cos'è stato, per lei, innamorarsi del ragazzo più perfetto ed esserne ricambiata; nessuno sa cos'è stato averlo accanto mentre stava male per la droga e l'alchool, vederlo spavaldo e sbruffone con tutti e completamente sottomesso ad un padre detestabile. Nessuno sa cos'ha voluto dire, per Maja, non poter fuggire dalla trappola che le è scattata intorno. Tutti dicono che la cosa più grande è l'amore, che Maja ha ucciso per amore di Sebastian… ma non sanno che non è così. E Maja è qui per raccontarlo, per parlare, finalmente. La sua voce è dura, adulta, lucida, scava e lacera nelle nostre certezze preconfezionate, pianta dubbi duri come chiodi nelle menti di chi preferisce non guardare, girare la testa, non farsi domande; ferisce, affilata come una lama chi si erge a giudice implacabile di ciò che non ha mai voluto conoscere. Con chirurgica accuratezza ed sicurezza di chi conosce ciò di cui parla, l'ex avvocatessa scrittrice Malin Persson Giolito lancia una bomba contro una società perbenista, rassicurante, ipocrita. E la deflagrazione squarcia la cortina di indifferenza e satura l'aria. Un legal thriller da brivido che scardina ogni preconcetto su temi importanti come l'adolescenza, l'amore, l'approccio dei genitori nella società occidentale dei giorni nostri, troppo improntata all'apparenza, troppo impegnata a ben pensare e a fare la cosa giusta per preoccuparsi davvero di ascoltare e capire gli altri.
Sabbie mobili è un libro che non si dimentica, scritto magistralmente, duro, sincero, un muro contro le scappatoie e le scusanti. Assolutamente da leggere.

Opera recensita: "Sabbie mobili. Tre settimane per capire un giorno" di Malin Persson Giolito
Editore: Salani, 2017
Genere: legal thriller
Ambientazione: Svezia
Pagine: 449
Prezzo: 16,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9,5.


giovedì 5 settembre 2019

RECENSIONE: DAVID LAGERCRANTZ - LA RAGAZZA CHE DOVEVA MORIRE (MILLENNIUM #6)


Sinossi:
isbeth Salander è scomparsa. Ha svuotato e venduto il suo appartamento in Fiskargatan, a Stoccolma, e nessuno sa dove si nasconda. Neppure dal suo computer arrivano segnali di vita, e ora Mikael Blomkvist, alle prese con una deludente inchiesta sul crollo delle borse destinata al prossimo numero di Millennium, ha bisogno del suo aiuto. Sta cercando di risalire all’identità di un senzatetto trovato morto in un parco, a Tantolunden, con in tasca il suo numero di telefono. Per quale ragione quel barbone alcolizzato che non compare in alcun registro ufficiale voleva mettersi in contatto con lui? E perché farneticava ossessivamente di Johannes Forsell, il discusso ministro della Difesa, al centro di una feroce campagna mediatica? Lisbeth, però, ha ben altro per la testa: la ragazza che odia gli uomini che odiano le donne è sulle tracce di Camilla, la sorella gemella con cui vuole regolare i conti una volta per tutte. Ma mentre cerca di chiamare a raccolta il desiderio di vendetta che l’anima da sempre, il passato torna a mettersi in mezzo, con il suo seguito di violenza e distruzione.
Nell’ultimo, folgorante capitolo della saga Millennium, in una caccia dove le parti continuano a invertirsi e, tra sorprendenti scoperte genetiche e misteriose fabbriche di troll, un filo di fuoco unisce le vette dell’Everest agli abissi della rete criminale russa, l’indomita hacker con il drago tatuato sulla schiena intende mettere finalmente a tacere quelle ombre, e bruciare il male alla radice.


Commento:
Mettere la parola fine, in qualunque modo, una volta per tutte. E' questo che vuole ora Lisbeth Salander: ha fatto perdere le sue tracce perché deve concentrarsi su una missione, trovare ed uccidere Camilla, sua sorella. Ma anche Camilla, animata dallo stesso obiettivo, è pronta ad accoglierla. Qualcosa, però, rimanda lo scontro e Lisbeth, sempre più braccata, decide di mettere le sue competenze di hacker al servizio del suo amico Mikael Blomkvist, giornalista d'inchiesta della rivista Millennium, impegnato in una strana vicenda che coinvolge il ministro della difesa svedese – vittima di una campagna d'odio e disinformazione – e un mendicante morto con in tasca il suo numero di telefono. Inaspettatamente, però, i suoi interessi e quelli di Blomkvist sembrano convergere prendendo una piega pericolosa e definitiva. Lo scontro – familiare, di intelligenza, di rabbia – sarà devastante, ma inevitabile e Lisbeth scoprirà, ancora una volta, qualcosa di sé che non sa, una caratteristica positiva che lei non vede, ma pochi altri – Blomkvist in testa – sì.
L'ultimo, avvincente volume della saga Millennium, cominciata da Stieg Larsson ed egregiamente proseguita da David Lagerkrantz, chiude i tanti conti in sospeso con l'appassionante storia di questa ragazza dal carattere a dir poco difficile, dai modi bruschi e dalla vita complicata. Si possono avere perplessità sul finale, ma, per quanto non lo volessimo, era necessario chiudere la serie: proseguire ancora le avrebbe fatto perdere di epicità. Quel che è certo è che Lisbeth, Mikael e tutti gli altri occuperanno un posto d'onore nella nostra memoria e nel nostro immaginario per molto, molto tempo.

Opera recensita: "La ragazza che doveva morire" (Millennium #6) di David Lagerkrantz
Editore: Marsilio, 2019
Genere: thriller
Ambientazione: Svezia-Nepal
Pagine: 409
Prezzo: 19,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.


martedì 6 agosto 2019

RECENSIONE: HAKAN OSTLUNDH - L'INVERNO DEL PROFETA


Sinossi:
Un hotel di lusso a Sarajevo. Una missione di pace e una cena di gala. Una relazione clandestina, come tante altre, tra due diplomatici svedesi. Un attentato nella hall dell’albergo. Tra le vittime c’è il padre di Elias, studente svedese di ventiquattro anni. Nel giro di pochi giorni tutto il suo mondo crolla: non solo il padre è morto, ma deve anche convivere con la terribile possibilità di un tumore al cervello. È in questo frangente drammatico che il giovane conosce Ylva, capo nonché amante di suo padre, decisa tanto quanto lui a far luce sui misteri di quella morte violenta. Così i due uniscono le loro forze per scoprire i responsabili, e si ritrovano in mezzo a un intrigo internazionale che coinvolge partiti politici, forze diplomatiche e ricche aziende private in un vortice di interessi personali e sete di potere. Un thriller carico di suspense, che contraddice l’immagine tradizionale della Svezia come paese “virtuoso”, mostrando che lo scandalo e la corruzione esistono, spesso celati e protetti anche dal governo. Håkan Östlundh immerge i suoi lettori nel vivo dell’azione e li accompagna fra colpi di scena e rivelazioni, proiettili e codici cifrati, mantenendo alta la tensione con la sua abilità di scrittore affilato come un coltello.

Commento:
C'è qualcosa nei thriller nordici che mi affascina in modo particolare e che distingue questo sottogenere dal resto dei thriller rendendolo peculiare. Sarà il freddo, il rigore e la chirurgica precisione con cui tutti gli ingranaggi girano nel modo giusto, dalle cose piccole e quotidiane agli affari di Stato, sarà che diffido sempre delle cose troppo perfette perché spesso è solo apparenza e quando si scopre la prima falla poi si finisce per restare spiazzati, ma trovo che i thriller ambientati nei Paesi nordici, in particolare in Svezia, abbiano in sé una percentuale di mistero e imprevedibilità più alta del normale. Questa spy-story non fa eccezione.
Che la Svezia non sia il Paese fantasmagorico che tutti millantano lo sapevamo già, basti pensare alla Trilogia Millennium in cui Stieg Larsson ce ne rende oltremodo edotti. Ma se Larsson si dilunga in discorsi tecnici usando periodi lunghi e talvolta tortuosi, qui troviamo un'immediatezza che rende tutto molto più crudo: l'autore, con frasi brevi e taglienti come stilettate, ci conduce attraverso un intricato reticolo di agenzie, società, sedi staccate, organismi più o meno segreti, tutti afferenti alle alte sfere statali, in cui nessuno sembra chi dice di essere. L'antefatto è semplice: è esplosa una bomba in un hotel di Sarajevo; un uomo, Anders Krantz, un funzionario dell'ambasciata svedese in missione diplomatica è rimasto ucciso; Ylva Grey, sua amante nonché suo capo presso la SIDA – organismo per la cooperazione internazionale – era presente, è spaesata, ma molte cose non le tornano, così comincia ad indagare. Anche Elias, il figlio ventiquattrenne del funzionario, non è persuaso di come stiano procedendo le indagini sulla morte del padre: troppe cose non dette, troppi punti oscuri. Appena Ylva torna in Svezia è inevitabile che i due si uniscano nell'indagine parallela, ma non possono neppure immaginare quanto grande e pericoloso sia il vespaio che stanno per smuovere. Un thriller adrenalinico e incisivo, una bella spy-story che, mettendo a nudo l'ambizione e l'avidità umana, ancora una volta ci rivela che dietro la maschera di rigida perfezione c'è ben più di uno scheletro da nascondere. Consigliata, ottima come lettura d'evasione, per qualche brivido in quest'estate torrida.


Opera recensita: "L'inverno del profeta" di Hakan Ostlundh
Editore: SEM-Società editrice milanese, 2019
Genere: thriller
Ambientazione: Stoccolma-Sarajevo-Bruxelles
Pagine: 383
Prezzo: 18,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


mercoledì 15 maggio 2019

RECENSIONE: CAMILLA LACKBERG - LA GABBIA DORATA


Sinossi:
Faye sembra avere tutto. Un marito perfetto, una figlia adorabile e un lussuoso appartamento nel quartiere più elegante di Stoccolma. Ma, al di là della superficie scintillante, è una donna tormentata dai ricordi legati al suo oscuro passato a Fjällbacka, una donna che sempre più si sente prigioniera di una gabbia dorata. Un tempo era forte e ambiziosa. Poi è arrivato Jack, il marito, e lei ha rinunciato alla sua vita. Jack non è un uomo fedele, però, e quando Faye lo scopre, il suo mondo va in pezzi. Non le resta più niente, è distrutta. Fino al momento in cui decide di passare al contrattacco e di vendicarsi in modo raffinato e crudele... Faye non è certo la prima donna al mondo a essere stata umiliata dal marito, trattata come una stupida e costretta a lasciare il posto a una più giovane e piacente. Ma per lei è arrivato il momento di dire basta: «Unite siamo forti, non ci rassegneremo mai più al silenzio».

Commento:
A prima vista, questo libro potrebbe sembrare scontato, la classica storia al femminile di donne che si ribellano e trovano se stesse. Beh, in linea di massima è di questo che si parla, ma, fidatevi, c'è di più. Faye è tutto tranne che una donna convenzionale e Camilla Lackberg è riuscita a tirar fuori una protagonista credibile nel suo tormento. Sì, tormento, perché al di là della vita agiata, del bel mondo, della patina di madre giovane e solo un po'  appesantita, Faye rivela da subito qualcos'altro, qualcosa di oscuro, che sin dal suo approdo a Stoccolma per l'università, lei farà di tutto per celare… ma che riguarda il suo passato a Fjallbacka, la sua famiglia e le tenebre che, ognittanto, tornano ad avvolgerla. Le scoprirà presto anche Jack, suo marito, colui per il quale lei ha rinunciato alla propria indipendenza, realizzazione, femminilità, dignità… colui che ora vorrebbe gettarla via come un calzino bucato per un'altra più giovane… lo scoprirà, Jack, cosa succede quando la rabbia covata per anni erompe con forza distruttiva… specialmente se, oltre che bella, una donna è molto intelligente ed in grado di coinvolgere altre donne.
La gabbia dorata è un libro molto piacevole, nonostante sia un noir con tratti di grande crudezza; è scritto molto bene: Camilla Lackberg ha saputo imprimere alla vicenda ed ai personaggi un grado di realismo che, sebbene molte cose siano portate all'estremo, rende la storia credibile e per questo ancora più toccante. E' un libro che consiglio alle donne perché, anche se non ai livelli di Faye, è capitato a tutte di vivere situazioni – anche piccole o occasionali - di pressione, sfruttamento, violenza fisica o psichica, e di non riuscire ad uscirne. Ma lo consiglio anche agli uomini… può essere un ottimo modo per osservare i rapporti con l'altro sesso in modo differente e forse porsi in modo più obiettivo verso il proprio vissuto personale.


Opera recensita: "La gabbia dorata" di Camilla Lackberg
Editore: Marsilio, 2019
Genere: noir
Ambientazione: Svezia
Pagine: 410
Prezzo: 19,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


domenica 6 gennaio 2019

RECENSIONE: LARS KEPLER - LAZARUS


Sinossi:
La polizia di Oslo indaga sull’omicidio di un ladro di cadaveri: nel suo appartamento sono stati ritrovati i resti di corpi a diversi stadi di decomposizione, compreso il cranio della moglie del commissario della polizia criminale svedese Joona Linna. La tomba della donna, morta di cancro qualche anno prima e sepolta in Finlandia, è stata profanata. Le cose si complicano quando a Rostock, in Germania, viene scoperto il cadavere di uno stupratore: nel suo telefono compare il numero di Joona Linna. Due giorni prima di essere ucciso l’uomo ha chiamato il commissario, che ora da Stoccolma giunge sulla scena del crimine per partecipare alle indagini. Il tratto che accomuna entrambe le vittime dall’oscuro passato – il profanatore di Oslo, lo stupratore di Rostock – è la presenza di segni di flagellazione sulla schiena: la firma di Jurek Walter, il peggior serial killer della storia europea. Ma non è possibile, perché Jurek Walter è morto da tempo. Saga Bauer, commissario dei Servizi segreti svedesi e grande amica di Joona, gli ha sparato tre colpi al petto al termine di un lungo inseguimento. Il corpo è finito in mare, ma in seguito la perizia medico-legale ha confermato tutto. Il DNA non mente. E un serial killer non può tornare in vita come Lazzaro. Ma il dubbio si è ormai insinuato nella mente di Joona Linna, mentre cresce vertiginosamente il numero delle vittime marchiate con la stessa, identica firma.

Commento:
"Ristabilire l'ordine": era questo l'obiettivo del serial killer Jurek Walter, un uomo geniale e diabolico con una spiccata propensione alla menzogna, alla sopraffazione, alla violenza, all'indagine nelle tenebre degli altri. Ma Jurek Walter è morto. Lo dicono tutti, ma Joona Linna, il commissario che per anni gli ha dato la caccia sacrificando la vita sua e dei suoi cari, non ne è più così sicuro. Troppe morti sospette sembrano ricollegarsi a lui, troppi cadaveri portano i segni del suo passaggio… c'è di sicuro un complice, ma Jurek è davvero stato ucciso? O sarà forse riuscito a sopravvivere con l'ennesima astuzia? Joona cerca di proteggere la figlia fuori dalla Svezia, ma chi rimane a combattere Walter sarà altrettanto pronto a non cadere nei suoi maligni sotterfugi? Quasi seicento pagine di tensione narrativa a livelli vertiginosi rendono questo sesto caso della fortunata saga di Joona Linna perfettamente all'altezza delle aspettative. Nulla è scontato, non c'è lieto fine qui e non c'è fine alla violenza e alla sofferenza. Chi legge Lars Kepler ed ha letto i precedenti thriller già lo sa e se è arrivato a questo punto ha accettato l'escalation di crudezza che sembra aumentare ad ogni episodio. E' una discesa agli inferi che non lascia tregua e non fa sconti, per chi vuole davvero guardare la crudeltà senza scandalizzarsi e girare il capo. Consigliato ad appassionati del thriller con la T maiuscola, per stomaci forti.


Opera recensita: "Lazarus" di Lars Kepler
Editore: Longanesi, 2018
Genere: thriller
Ambientazione: Svezia-Olanda
Pagine: 576
Prezzo: 22,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.


martedì 4 settembre 2018

RECENSIONE: LARS KEPLER - IL PORTO DELLE ANIME


Sinossi:
Jasmin è una donna, una madre, un soldato dell’esercito svedese di stanza in Kosovo. Vive per l’amore del figlio Dante, che ha avuto da un suo commilitone, un uomo poco affidabile che cerca di affogare nell’alcol e nella droga gli orrori della guerra. Jasmin in Kosovo è stata ferita gravemente, e durante il ricovero in ospedale, mentre lottava tra la vita e la morte, la sua anima si è trovata per qualche giorno in un’affollata e misteriosa città portuale dove tutti i cartelli sono scritti in cinese e dove ha visto imbarcarsi, per non tornare mai più, uno dei suoi uomini. Ma Jasmin è forte e sa come tornare dalla città misteriosa, sa che si deve stare molto attenti a non farsi rubare la targhetta d’argento che ti mettono al collo quando arrivi nella città misteriosa, perché è il lasciapassare per il ritorno. Due anni dopo la prima esperienza nella città dei morti, Jasmin ci ritorna di nuovo con il figlio: hanno avuto un incidente d’auto e solo lei riesce ad allontanarsi per tornare di nuovo nel mondo dei vivi, lontano dal porto delle anime. Dante è molto più grave, dev’essere operato, e Jasmin non può abbandonarlo nella città misteriosa: deve tornare, lottare per quello che ha di più caro, in un terribile gioco di morte che rischia di vederla sconfitta.

Commento:
Dove andiamo quando moriamo? Al di là delle convinzioni religiose di ciascuno, nessuno può veramente dirlo con certezza. Tuttavia coloro che sono stati in coma o hanno subito un arresto cardiaco non fatale raccontano di luci, persone, luoghi mai visti.
E' da questi racconti che prende le mosse "Il porto delle anime", il primo thriller di Lars Kepler non appartenente alla saga di Joona Linna. E' la storia di Jasmin che, per varie ragioni, ha avuto contatto più volte con la "città portuale", il luogo di transizione dove approda chi si trova tra la vita e la morte. Quando ritorna in sé e racconta ciò che ha visto, però, Jasmin viene creduta pazza, internata, allontanata temporaneamente dal figlio Dante. Tuttavia, proprio in occasione di un pauroso incidente stradale che rischia di costare la vita al figlio, Jasmin riesce a dimostrare – prima a se stessa e poi ad altri – che ciò che vede nel coma è reale, esiste davvero e non è un semplice sogno o il frutto di una psicosi. Anche il mondo intermedio, però, presenta i suoi misteri, al contrario di ciò che immaginiamo essere un luogo idilliaco e di pace assoluta. Spetterà a Jasmin risolverne alcuni se vorrà riportare alla vita suo figlio.
Soffermandoci per un momento sulle questioni stilistiche, questo libro è diverso da ciò a cui ci ha abituato Lars Kepler: freddezza, razionalità, colpi di scena… Eppure si trovano, nel corso della storia, elementi famigliari come il ritmo serrato, la tattica militare, la padronanza delle armi, l'elevata capacità descrittiva.
Passando ora alle considerazioni personali… beh, sono confusa. Mai come in questo caso non so dire se questo libro mi sia piaciuto o meno: non mi piace la scarsa aderenza con la realtà, non mi piace l'atmosfera surreale che pervade tutte le pagine, sono stata tentata di abbandonarlo ancor prima di arrivare a metà… però poi l'incalzare della storia mi ha coinvolta mio malgrado, mi sono ritrovata immersa in un thriller a quelli cui sono abituata, sebbene ambientato in un mondo incorporeo e irragiungibile se non con una morte temporanea (almeno stando a quanto si dice qui, poi chi può dire quale sia la realtà?). Quindi… non mi sento, in coscienza, di consigliarlo, ma se questa storia in qualche modo vi ha incuriosito… perché no? Non è brutto o mal scritto… è solo un po' troppo inverosimile per i miei gusti. Magari non lo è per i gusti di qualcun altro!


Opera recensita: "Il porto delle anime" di Lars Kepler
Editore: Longanesi, 2015
Genere: thriller
Ambientazione: Svezia-"città portuale"
Pagine: 360
Prezzo: 16,90 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 6,5.