simposio lettori copertina

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giovedì 14 gennaio 2021

RECENSIONE: DON WINSLOW - ULTIMA NOTTE A MANHATTAN

Sinossi:

Manhattan, alla fine degli anni Cinquanta, è all’apice del suo fulgore, il posto ideale per chi ha grandi ambizioni o vuole soltanto cambiare vita. Joe Keneally è un giovane senatore che mira alla presidenza. Walter Withers, invece, a New York ci è tornato. Ha lavorato a lungo per la Cia e adesso è un investigatore privato in una grande agenzia di sicurezza. Le loro parabole si intersecano quando a Withers viene chiesto di fare da scorta durante un party a Madeleine Keneally, l’affascinante e ricca moglie del senatore, la «principessa d’America» che sembra destinata a diventare First Lady. Un compito di routine, all’apparenza. Ma nello stesso albergo alloggia anche la giovane e bella amante del senatore. E il mattino dopo la ragazza viene trovata morta. Un suicidio, all’apparenza. L’unico a non crederci è Walter Whiters. Withers sa, per esperienza, che avvicinarsi troppo alla verità è pericoloso, in certi casi. Per salvarsi, e salvare chi ama, dovrà affrontare i suoi vecchi datori di lavoro e soprattutto l’Fbi di J. Edgar Hoover, che sono decisi a fermare l’ascesa di Keneally. E cosí si ritrova – lui, un maestro nell’incastrare gli altri – a essere, per la prima volta, in trappola.

 

Commento:

Questo, per me, sarà l'anno di Don Winslow: ho deciso di approfondire la sua conoscenza, visto che già so che è un autore che apprezzo. Ho voluto cominciare l'anno proprio con l'ultimo suo libro, pubblicato l'altro ieri da Einaudi.

Ultima notte a Manhattan è uno spy thriller di ambientazione storica: è ambientato a New York durante le feste natalizie del 1958, ai tempi della Guerra fredda. Le tensioni fra Russia e Stati Uniti si sentono tutte in questo romanzo, giacché il protagonista, Walter Withers è un ex agente della Cia tornato a New York dall'Europa perché stanco del suo lavoro e affetto da una forte nostalgia per la sua città che considera il posto più bello del mondo, l'unico dove vorrebbe essere. Ora passa le sue giornate lavorando come investigatore privato per un'importante agenzia di sicurezza, Forbes & Forbes, e vagando per i numerosi locali in cui canta la sua ragazza, la sensuale e talentuosa Anne Blanchard.

Proprio per lavoro Walter si ritroverà invischiato in un intrigo che tocca le alte sfere della politica e del bel mondo: la sua agenzia gli affida la sicurezza della moglie di un importante senatore democratico durante un party esclusivo all'hotel Plaza e tutti rimangono così soddisfatti del suo operato, della compostezza, dell'eleganza e della capacità di risolvere grane potenzialmente esplosive, che senza chiedere la sua opinione, lo scritturano per altri servigi. Quando, però, la disinibita amante del senatore viene ritrovata morta in una stanza registrata a suo nome, Walter capisce di essere, suo malgrado, in grossi guai. Da cacciatore a preda è un attimo ed ora sì che sono in tanti a volerlo finito o morto.

Ultima notte a Manhattan è una bella spy story di quelle che piacciono a me, con un protagonista umano, tensione ben dosata e tempi lenti ma non troppo. Non si può dire che sia un capolavoro, né il massimo dell'originalità, ma è gradevole e si legge con piacere.

 

Opera recensita: "Ultima notte a Manhattan" di Don Winslow

Editore: Einaudi, 2021

Genere: spy thriller, thriller storico

Ambientazione: New York, 1958

Pagine: 360

Prezzo: 18,50 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8.

          

sabato 7 dicembre 2019

RECENSIONE: LARA PRESCOTT - NON SIAMO MAI STATI QUI


Sinossi:
Mosca, 1949. È notte fonda quando Olga Ivinskaja viene prelevata dall’angusta cella che divide con altre prigioniere. Quello che gli uomini in nero vogliono sapere – e che Olga rifiuta ostinatamente di confessare – è se davvero il grande Pasternak stia lavorando a un’opera sovversiva in grado di gettare cattiva luce sul regime sovietico. Ma invece di mettere nero su bianco le informazioni che l’interrogatore prova a estorcerle, Irina impugna la penna per raccontare la sua storia. La storia di un amore proibito più tenace persino della prigionia. E di un romanzo, Il dottor Živago, più forte di ogni censura. A Washington, intanto, presso la sede centrale della CIA, la giovane Irina viene arruolata come dattilografa e presto promossa al ruolo di spia. In piena Guerra Fredda, tra i suoi obiettivi c’è quello, delicatissimo, di aggirare il bando che vieta la pubblicazione di Živago in Unione Sovietica, e risvegliare la sete di libertà della popolazione sfruttando l’arma più micidiale e sottovalutata che esista: il potere delle parole. Epico, appassionato e più attuale che mai, Non siamo mai stati qui è il racconto a più voci di un’epoca travagliata e di una formidabile avventura umana, sentimentale e letteraria. Un vibrante omaggio a un tempo in cui “credevamo che i libri potessero cambiare la Storia”.

Commento:
«Un’indimenticabile storia di spie, amori proibiti e letteratura.». Questa definizione, data dal Publishers Weekly, è quella che, a parer mio, calza meglio a questo romanzo perché ne sintetizza perfettamente i tratti salienti. Non siamo mai stati qui, l'esordio narrativo di Lara Prescott, però, è molto di più. Innanzitutto è una storia di fantasia basata su fatti ed eventi reali: è reale il divieto di pubblicazione del Dottor Zivago in Russia e in tutto il mondo, è reale il modo in cui lo ottenne e lo pubblicò per primo Giangiacomo Feltrinelli, sono reali le persecuzioni subite da Pasternak e soprattutto da Olga Ivinskaja, la sua amante, la donna che più di chiunque altro in Russia si prodigò, rischiò e pagò per questo libro. Quello tra Olga e Boris Pasternak fu un amore struggente, duraturo e fortissimo, più forte del carcere, più forte del campo di costrizione in cui fu rinchiusa lei, più dell'amore coniugale, pure importante, di Boris con Zinaida. Ma quello tra Olga e Boris non è l'unico amore presente in questo libro. Andiamo con ordine e torniamo, per un momento, al centro del romanzo, ossia al Dottor Zivago: se, infatti, questo libro in Russia era vietato e lo Stato fece di tutto per impedirne pubblicazione e diffusione, in Occidente ed in particolare in America, al di là della Cortina, c'era chi vi vedeva un'opera in grado di risvegliare il sentimento antisovietico, la voglia di libertà, la forza di ribellarsi all'oppressione. Alla Cia e alle sue spie, quindi, il compito delicatissimo e rischiosissimo di recuperarne delle copie, farle tradurre e girare per il mondo. Fu creata – e questo è accaduto davvero – una vera e propria Missione Zivago i cui rapporti sono stati resi pubblici dalla Cia nel 2014 e proprio le lacune su di essi hanno dato all'autrice di questo libro l'idea di creare una storia fantastica in grado di riempire i vuoti. E qui entrano in gioco le dattilografe, ossia le donne che battevano a macchina, ogni giorno, instancabilmente, i rapporti segreti. Fra di loro c'era Irina, una giovane americana che parla fluentemente il russo: lei in Russia non ci è mai stata, ma i suoi genitori – o meglio, sua madre – erano originari della Madrepatria. Inutile dire che, per nascita e vicissitudini familiari, Irina – con la sua vocazione innata per scomparire – era la spia perfetta. E infatti a lei, tra gli altri, fu affidato il compito di procurarsi e diffondere il libro di Pasternak. Al suo fianco… Sally Forrester, spia di lungo corso, appariscente, sveglia, omosessuale in un tempo in cui esserlo era proibito. Sally è, senza dubbio, il mio personaggio preferito in questo libro… perché? Leggete e lo scoprirete! 😊
Scherzi a parte, Non siamo mai stati qui è, fra le mie tante letture del 2019, una di quelle che ricorderò con più piacere. Spy story, romanzo storico, storia d'amore, omaggio ai libri e alla loro funzione socioculturale… cosa volere di più? E sta anche per diventare un film! Piccola postilla: per leggere questo libro non è necessario aver letto Zivago… quindi non ci sono scuse, libro da leggere sicuramente. E magari, per chi – come la sottoscritta – non l'ha ancora fatto, dopo una lettura di Zivago non guasterebbe!

Opera recensita: "Non siamo mai stati qui" di Lara Prescott
Editore: Dea Planeta, 2019
Genere: romanzo storico, spy story
Ambientazione: Russia-Stati Uniti, 1949-1965
Pagine: 448
Prezzo: 18,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.


lunedì 21 ottobre 2019

RECENSIONE: JOHN BUCHAN - I TRENTANOVE SCALINI


Sinossi:
Tra i classici del giallo, I trentanove scalini è certo uno dei più grandi. Lo testimoniano le tre riduzioni cinematografiche, di grande successo: la prima, classica, diretta da Alfred Hitchcock nel 1935 e le altre del 1959 (Ralph Thomas) e del 1978 (Don Sharp). L’intreccio è un vero modello di suspence: Richard Hannay, da poco trasferitosi a Londra dal Sudafrica, incontra per caso un americano, Scudder, e apprende da lui di un’infernale macchinazione per far scoppiare una guerra tra Germania e Russia. Una volta fatte le sue rivelazioni al giovane Hannay, Scudder viene ucciso: spetterà pertanto allo stesso Hannay tentare di sventare il complotto. Ma solo dopo una serie di pericolose avventure il giovane scoprirà il mistero dei trentanove scalini.

Commento:
Chiunque pensasse che la spy story sia da attribuirsi ai giorni nostri, beh, si sbaglia di grosso. Perché? Per capirlo basta leggere questo libro e, ve l'assicuro, è molto meglio di molte spy stories moderne. Ancora, perché? Perché è molto più lineare, scorrevole, chiaro delle pretenziose storie confezionate oggi, fatte di organi interstatali, agenti sotto copertura che non sanno neanche loro per chi lavorano e sigle incomprensibili. Qui non c'è niente del genere, perciò si capisce quasi tutto. Un giovane inglese, Richard Hannay, che ha viaggiato molto per il mondo e che è reduce da un impiego come ingegnere in Rodesia, si affligge nell'apatia londinese quando, sul pianerottolo di casa, viene intercettato e bloccato da uno scaltro e misterioso americano, Scudder, che, tacquino alla mano, circospetto come una volpe, gli si installa in casa e gli racconta una storia che coinvolge ministri, politici esteri, nemici non meglio precisati. Qualche giorno dopo Scudder viene ucciso e la patata bollente passa ad Hannay: toccherà lui sventare il colpo che comprometterebbe i delicati equilibri politici minando la pace nel mondo. La prima cosa da fare, tanto per cominciare, è sparire. Così Richard intraprende l'avventura dell'inseguito nelle colline e vallate della Scozia, incontra alleati fortuiti ed inseguitori scaltrissimi, creando una rete fittissima di avventure e storie tutte concatenate. La tensione è, insospettabilmente dato il periodo, decisamente alta; la storia è raccontata in prima persona da Hannay e la cosa non fa che renderla più chiara e al contempo più avvincente per chi la legge. Insomma, una vera scoperta questa chicca thriller in un periodo di gialli.

Opera recensita: "I trentanove scalini" di John Buchan
Editore: Newton Compton, prima ed. 1915
Genere: thriller, spy story
Ambientazione: Gran Bretagna, 19 maggio-15 giugno
Pagine: 160
Prezzo: 7,90 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.


giovedì 26 settembre 2019

RECENSIONE: FRANK GARDNER - CRISIS


Sinossi:
Luke Carlton è un ex marine delle forze armate britanniche ora sotto contratto con l’MI6, dove porta a termine missioni ad alto rischio. Inviato nella giungla colombiana per indagare sull’omicidio di un ufficiale dei servizi segreti britannici, Luke si ritrova in breve tempo avvolto nelle spire di un complotto di terrificanti dimensioni internazionali. Qualcuno gli sta dando la caccia. Catturato e sottoposto a orribili torture, Luke riesce fortunosamente a fuggire dalla morsa di uno dei più potenti e spietati cartelli della droga del Sudamerica e dal suo leader assetato di vendetta. Stremato dalla prigionia, deve raccogliere tutte le proprie forze per prevenire un disastro senza precedenti. Il bersaglio è nientemeno che Londra, l’arma sembra fra le più diaboliche mai concepite e il piano che si va scoprendo appare tanto ingegnoso da indurre alla resa... Ma la corsa contro il tempo è appena iniziata e Luke non può sottrarsi.
In questo romanzo, che segna il suo esordio nella narrativa, Frank Gardner mette a frutto la lunga esperienza di inviato di guerra e di esperto di sicurezza internazionale. Combinando le conoscenze da insider, la tecnologia più avanzata e un senso della suspense non comune, dà linfa a un thriller rapido, denso di azione, cinematografico e terribilmente attuale.

Commento:
Quasi quasi mi dispiace per questo povero thriller capitato sul mio iPad proprio mentre sono alle prese con la trilogia di Art Keller di Don Winslow: purtroppo l'argomento è lo stesso è non posso non fare paragoni. Il paragone, in questo caso è impietoso e va tutto a danno di Gardner: Crisis, il libro di cui parliamo, è una spy story ambientata tra la Colombia e l'Inghilterra. Luke Carlton, Marine in servizio all'MI6 – cellula dei servizi segreti britannici – deve scoprire cos'è accaduto nella giungla colombiana, perché un altro agente dei servizi è stato ucciso, su cosa indagava e qual è la misteriosa arma in viaggio verso il Regno Unito. Per farlo rischierà di farsi uccidere da uno dei più pericolosi cartelli della droga, Los Inocentes, capeggiati da El Pobrecito, uno stereotipato capo sanguinario, crudele, grasso, viziato, incapace di far nulla senza i suoi luogotenenti. Intanto l'Inghilterra è sempre più in pericolo. Ok, trama avvincente – direte voi – almeno sulla carta. Sì, peccato che il tutto venga sviluppato con una prevedibilità abbastanza sconcertante: non c'è stato un momento, durante la lettura, in cui sia rimasta sorpresa in positivo per una scelta, un'evoluzione della trama, una caratteristica innovativa dei personaggi… tutto va, immancabilmente, secondo copione. E chi ama questo genere di storie sa che questo non è mai, assolutamente, un bene: chi legge spy stories, thriller d'azione, thriller in generale, ama farsi scioccare, restare colpito dalla storia, ama sentire scorrere fiumi di adrenalina nelle vene… di sicuro non vuole leggersi più di cinquecento pagine sapendo già cosa succederà!
A peggiorare il quadro già non proprio positivo ci sono altri due-tre aspetti dubbi: in primis una lentezza atavica che l'autore – dopo essersi perso tra luoghi comuni e scelte narrative che finiscono nel nulla - riesce a scrollarsi solo nell'ultima parte di romanzo (e vorrei ben vedere); poi, è chiaro, a furia di girare la chiave e premere l'acceleratore il motore si accende, l'azione alla fine decolla… però che fatica! Altro aspetto da analizzare è una scarsa caratterizzazione dei personaggi… Avete presente quando ad una cena si dice "Assaggio poco di tutto" e poi si finisce per non aver mangiato nulla o quantomeno a non essersi saziati? Ecco, più o meno questa è la sensazione che ho provato pensando ai personaggi di questo libro, il protagonista in testa: sappiamo poco di tutti, ma niente, realmente, di nessuno.
Altro particolare degno di nota: l'autore non è un novellino, non è uno che si è improvvisato scrittore ieri ed oggi ha pubblicato una spy story. E' un inviato di guerra nonché esperto di sicurezza nazionale, quindi l'argomento lo conosce bene, dall'interno… E dunque, cos'è successo qui? Personalmente non saprei, ma di sicuro so che semmai dovesse esserci un secondo volume, semmai questa dovesse diventare una serie, io non leggerei oltre. E ripeto, mi dispiace, perché c'erano buone premesse, il libro in sé non è brutto, è forse un po' troppo prevedibile… non lo boccerò completamente, perché in fondo si fa leggere, ma non me la sento di consigliarlo.

Opera recensita: "Crisis" di Frank Gardner
Editore: Longanesi, 2019
Genere: thriller, spy story
Ambientazione: Colombia-Inghilterra
Pagine: 544
Prezzo: 22,00 €
Consigliato: no
Voto personale: 6.

venerdì 12 aprile 2019

RECENSIONE: FLAVIO FIRMO - IL VELO DI AISHA


Sinossi:
«Al-Baghdadi vuole lanciare un’onda di attentati a livello globale. Hanno centinaia di cellule dormienti e integrate, possono colpire in ogni momento e in ogni luogo. Però non sono stupidi. Sanno che si scatenerebbe la nostra reazione e del loro sedicente Stato non rimarrebbe altro che deserto. Il Presidente preferisce rimanere su posizioni neutrali, ma una parte del consiglio inizia a premere. Io stesso sarei dell’idea di radere al suolo quei bastardi e toglierci il pensiero una volta per tutte. Eppure sappiamo che non è così facile, ne faremmo dei martiri globali.».
«L’Isis ha richiesto un incontro segreto. Vogliono una trattativa privata, un accordo di pace sotterraneo. Loro non ci attaccano sul nostro territorio e noi peroriamo la causa del loro stato presso le Nazioni Unite. Niente di strano, non ho accesso agli atti storici della CIA, ma ho l’impressione che non sia la prima volta che vengono stipulati questi accordi.»

Commento:
Elena è una giovane donna molto bella, ma soprattutto molto intelligente: è la migliore analista di uno dei più grossi sistemi di spionaggio del mondo; tutto per lei si concentra nelle informazioni che ricava dai minimi dettagli e che le servono a conoscere chi ha difronte e prevedere le sue azioni. Gli Stati Uniti e il mondo hanno bisogno della sua intelligenza e competenza nel difficile e rischioso incontro richiesto dallo Stato Islamico: un errore, uno sguardo storto, una parola fuoriposto e le sorti del mondo vengono compromesse per sempre. Elena è brava, tutto sembra andare per il meglio, ma all'ultimo momento qualcosa di indipendente da lei va storto… l'unica strada percorribile è collaborare. Così arabi e americani, Elena e Rajavi, Sommers e Tarik devono mettere in campo astuzia, intelligenza, conoscenza, tradizione, fede contro quello che diventa il nemico comune.
Una storia ricca di suspense, azione e adrenalina, ma anche di spunti di riflessione sulla cultura islamica e sul suo rapporto con l'occidente: nulla è scontato, non c'è niente di bianco o nero, ci sono punti comuni e approcci possibili… basta solo volerli cercare. Un ottimo romanzo scritto con la maturità che deriva dalla conoscenza: si avverte, tra queste pagine, lo studio, l'approfondimento, la volontà di capire prima e di spiegare poi. Lo consiglio a chi vuole avvicinarsi ad un tema tanto controverso senza tralasciare il brivido dell'avventura. Davvero un ottimo libro.

Opera recensita: "Il velo di Aisha" di Flavio Firmo
Editore: Youcanprint, 2017
Genere: azione/avventura, thriller, spy story
Ambientazione: New York-Sarajevo-Milano
Pagine: 246
Prezzo: 15,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.


sabato 12 gennaio 2019

RECENSIONE: MARIA DUEñAS - LA NOTTE HA CAMBIATO RUMORE


Sinossi:
Un tradimento e due guerre distruggono il suo passato, una nuova identità segreta la proietterà nel suo futuro: Sira Quiroga è una giovane sarta nella Madrid del 1935 quando si innamora di un carismatico impresario e, prima dello scoppio della Guerra Civile, lascia la Spagna per trasferirsi con lui a Tangeri. Rimasta presto sola e piena di debiti, si sposta a Tetuàn e con l'aiuto di qualche oscuro personaggio riesce ad aprire un atelier di alta moda, che diventa presto il punto di riferimento delle signore più ricche e influenti del Protettorato spagnolo. Tra queste Rosalinda Fox, un'affascinante donna inglese, amante del ministro degli Esteri del regime franchista. Per Sira è l'inizio di una doppia vita, come sarta e come spia al servizio del governo britannico. E così, alla vigilia della Seconda guerra mondiale, accetterà di spingersi sotto falsa identità fino a Lisbona, per cercare di scoprire un segreto di vitale importanza...

Commento:
A metà tra romanzo storico e spy-story, questa lunga storia ambientata tra gli anni che precedono la guerra civile spagnola e la fine della seconda guerra mondiale appassiona e coinvolge. E' un racconto di guerra, d'amore, di sopravvivenza, di adattamento, tutto intessuto al femminile: è Sira, la protagonista, a raccontarci la sua storia tra il sogno d'amore che la spinge a lasciare avventatamente Madrid e il suo lavoro da sarta, la delusione e il terrore di ritrovarsi da sola e senza più nulla in Marocco, una terra straniera che imparerà ad amare, il ritorno a Madrid e la puntata a Lisbona sotto altre spoglie e per un altro incarico ben più pericoloso. Il collante di tutto questo è proprio la sua abilità come sarta che la metterà in contatto con persone di tutte le nazionalità e la renderà custode di informazioni cruciali in un periodo in cui un'informazione può salvare vite o provocarne la perdita. "La notte ha cambiato rumore", titolo a mio parere più suggestivo ma meno calzante dell'originale "il destino fra le cuciture", è un lungo romanzo che, sebbene non abbia fraternizzato con nessuno dei personaggi in particolare, ha finito per coinvolgermi al punto che alla fine non avrei voluto staccarmene. Molto interessanti i risvolti storici, ma soprattutto quelli culturali ai quali il romanzo apre. In definitiva, è stata una lettura gradevole ed a tratti appassionante che consiglio a chi ama le atmosfere esotiche, i romanzi al femminile, senza rinunciare al contenuto.

Opera recensita: "La notte ha cambiato rumore" di Maria Dueñas
Editore: Mondadori, 2010
Genere: romanzo storico
Ambientazione: Spagna, Marocco, Portogallo
Pagine: 660
Prezzo: 20,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8,5.


martedì 3 aprile 2018

RECENSIONE: KEN FOLLETT - LA CRUNA DELL'AGO


Sinossi:

1944. Mancano poche settimane al D-Day. Per sviare l'attenzione dei tedeschi dalle coste della Normandia, dove avverrà lo sbarco, gli Alleati hanno radunato

una finta armata nella regione dell'East Anglia. Il depistaggio sembra funzionare, ma un agente tedesco scopre la messinscena. Senza che il Sservizio segreto

britannico si sia mai accorto della sua pericolosa presenza, sono ormai parecchi anni che vive a Londra in incognito. Il suo nome in codice è l'Ago ed

è stato scelto personalmente dal Fürher.

 

Commento:

Cosa non può fare un bravo scrittore… Anche portarti dove non avresti mai pensato di andare. Io non avrei mai pensato, ad esempio, di poter parteggiare per una spia tedesca al servizio di Hitler, eppure… “La cruna dell’ago” è il primo libro che leggo di Follett e l’ho trovato davvero molto interessante: non è facile, infatti, creare una spy story che sembri realistica partendo da un fatto realmente accaduto e circostanziato come la preparazione dello sbarco in Normandia durante la seconda guerra mondiale.

E’ questo, infatti, il punto di partenza e di arrivo di questo thriller storico dall’alto potenziale adrenalinico. Durante la guerra, oltre all’attività al fronte, molti importanti risultati vengono raggiunti, si sa, dai servizi di Intelligence, come li chiamiamo oggi. Durante la prima e la seconda guerra mondiale gli uomini che si occupavano di questa rete di comunicazioni erano definiti semplicemente spie; c’era così lo spionaggio ed il controspionaggio, in una fitta rete di persone, contatti, messaggi cifrati e uomini costretti a fare il doppiogioco per sopravvivere. Molte spie dilettanti venivano catturate e costrette a trasmettere messaggi sbagliati ai loro “datori di lavoro” per avere salva la vita. Ma ciò non accadeva con le spie di professione, ben più addentrate nel sistema e molto più pericolose e difficili da stanare. Il migliore delle spie di professione fra le fila dei tedeschi era Faber, Dienabel, “Stiletto”. Faber è una spia tedesca professionista, infiltrata in Inghilterra sotto varie coperture già da anni. Quando l’Intelligence britannica si accorge della sua presenza e si mette in moto per stanarlo, lui ha un vantaggio di anni di esperienza, preparazione, intelligenza, nervi saldi… ma anche le spie, infondo, molto infondo, sono persone. E proprio quando un’importante scoperta gli permetterebbe di salvare il suo Paese dalla débagle, proprio nell’ultimo, estremo tentativo di difendere la sua patria, sarà un’unica esitazione a minacciare il suo lavoro e la sua vita… un’esitazione bellissima, nascosta sotto informi abiti da pescatore, ma con folti riccioli e un corpo flessuoso e pronto ad offrirsi.

Un libro che parte un po’ in sordina, quasi “in incognito”, portandoci nelle vite e nel passato dei protagonisti, per poi tessere senza più requie la ragnatela che ci intrappolerà nelle pagine. Un’ottimo thriller storico, una spy story emozionante, che tiene col fiato sospeso fino all’ultimo. Mi sembra un buon punto di partenza per chi, come me, voglia cominciare a conoscere l’autore senza affrontare da subito i suoi romanzi storici certamente più impegnativi. Consigliato, dunque, a tutti!

 

 

 

Opera recensita: “La cruna dell’ago” di Ken Follett

Editore: Mondadori, prima ed. 1978

Genere: spy story-thriller storico

Ambientazione: Inghilterra, Seconda guerra mondiale

Pagine: 363

Prezzo: 12,50 €

Consigliato: sì

Voto personale: 8,5.

 

lunedì 19 giugno 2017

RECENSIONE: STIEG LARSSON - LA REGINA DEI CASTELLI DI CARTA (MILLENNIUM #3)


Sinossi:

La giovane hacker Lisbeth Salander è di nuovo immobilizzata in un letto d'ospedale, anche se questa volta non sono le cinghie di cuoio a trattenerla, ma

una pallottola in testa. È diventata una minaccia: se qualcuno scava nella sua vita e ascolta quello che ha da dire, potenti organismi segreti crolleranno

come castelli di carta. Deve sparire per sempre, meglio se rinchiusa in un manicomio. La cospirazione di cui si trova suo malgrado al centro, iniziata

quando aveva solo dodici anni, continua. Intanto, il giornalista Mikael Blomkvist è riuscito ad avvicinarsi alla verità sul terribile passato di Lisbeth

ed è deciso a pubblicare su "Millennium" un articolo di denuncia che farà tremare i servizi di sicurezza, il governo e l'intero paese. Non ci saranno compromessi.

L'ultimo capitolo della trilogia di Stieg Larsson è ancora una volta una descrizione della società contemporanea sotto forma di thriller. Un romanzo di

trame occulte e servizi segreti deviati, che cattura il ritmo del nostro tempo e svela a cosa possono condurre le perversioni di un sistema malato. Una

storia che, fedele all'anima del suo autore, narra di violenza contro le donne, e di uomini che la rendono possibile.

 

Commento:

Mi avevano detto che, man mano che si proseguiva con i volumi, la trama della trilogia “Millennium” si sfalda… nulla di più falso! Il terzo volume, “la regina dei castelli di carta” è assolutamente all’altezza dei primi due, con la differenza che oltre ad essere un thriller è anche un po’ spy story.

Avevamo lasciato la nostra Lisbeth Salander abbastanza mal ridotta nella casa di Gosseberga dopo l’incontro-scontro con Zala e Niederman. La ritroviamo in ospedale mentre viene operata d’urgenza alla testa. Nel conseguente periodo di isolamento succederanno molte cose intorno a lei, sia a Goteborg che a Stoccolma. In molti ordiranno ancora trame per farle del male, ma molti altri si muoveranno per difenderla e ricostruire la sua storia di soprusi e segreti sin dall’inizio. Questo comporterà un’indagine approfondita e molto segreta nei meandri della polizia segreta svedese, per scoprire ciò che pochi conoscono.

Un libro stupendo, con un ritmo altalenante, forse un po’ appesantito in alcuni punti dai dettagliati racconti sulla “Sezione”, ma molto, molto interessante. Larsson ha una scrittura chiara, puntuale, descrittiva dove serve, incisiva nei punti giusti; sa creare la suspense e non trascura mai nessun dettaglio: i suoi libri hanno tutti un’architettura perfetta nonostante il gran numero di dettagli che vi inserisce… non lascia nulla al caso insomma. Consiglio la lettura, oltre che di questo libro, anche dei precedenti, fondamentali per comprendere la storia. Personalmente credo che mi cimenterò anche nella lettura del successivo volume, scritto però da un autore differente.

 

Opera recensita: “la regina dei castelli di carta” di Stieg Larsson

Editore: Marsilio, 2009

Genere: thriller-spy story

Ambientazione: Svezia

Pagine: 857

Prezzo: 21,00 €

Consigliato: sì.