simposio lettori copertina

simposio lettori copertina

giovedì 26 settembre 2019

RECENSIONE: MELANIA MAZZUCCO - VITA


Sinossi:

Commento:
Lessi questo libro un bel po' di anni fa, quindi non ne conservo ricordi nitidi. Ciò che, a distanza di anni, mi è rimasto impresso è l'angoscia, la desolazione, la durezza delle condizioni di chi, arrivando da lontano, si ritrovò in un Paese sconosciuto. Ancora ricordo, come fossero immagini, i passi del sull'arrivo in America, lo smistamento, i primi periodi, il vivere tutti insieme, la precarietà, l'arrabattarsi. Un'altra cosa che ricordo, però, è la sensazione di pesantezza, di difficoltà nella lettura causata non tanto dai contenuti, quanto dallo stile dell'autrice. Questo è ciò che mi frena dal rileggerlo.

Opera recensita: "Vita" di Melania Mazzucco
Editore: Einaudi
Genere: romanzo storico
Ambientazione: Stati Uniti
Pagine: 472
Prezzo: 14,00 €
Consigliato: sì/no.


RECENSIONE: FRANK GARDNER - CRISIS


Sinossi:
Luke Carlton è un ex marine delle forze armate britanniche ora sotto contratto con l’MI6, dove porta a termine missioni ad alto rischio. Inviato nella giungla colombiana per indagare sull’omicidio di un ufficiale dei servizi segreti britannici, Luke si ritrova in breve tempo avvolto nelle spire di un complotto di terrificanti dimensioni internazionali. Qualcuno gli sta dando la caccia. Catturato e sottoposto a orribili torture, Luke riesce fortunosamente a fuggire dalla morsa di uno dei più potenti e spietati cartelli della droga del Sudamerica e dal suo leader assetato di vendetta. Stremato dalla prigionia, deve raccogliere tutte le proprie forze per prevenire un disastro senza precedenti. Il bersaglio è nientemeno che Londra, l’arma sembra fra le più diaboliche mai concepite e il piano che si va scoprendo appare tanto ingegnoso da indurre alla resa... Ma la corsa contro il tempo è appena iniziata e Luke non può sottrarsi.
In questo romanzo, che segna il suo esordio nella narrativa, Frank Gardner mette a frutto la lunga esperienza di inviato di guerra e di esperto di sicurezza internazionale. Combinando le conoscenze da insider, la tecnologia più avanzata e un senso della suspense non comune, dà linfa a un thriller rapido, denso di azione, cinematografico e terribilmente attuale.

Commento:
Quasi quasi mi dispiace per questo povero thriller capitato sul mio iPad proprio mentre sono alle prese con la trilogia di Art Keller di Don Winslow: purtroppo l'argomento è lo stesso è non posso non fare paragoni. Il paragone, in questo caso è impietoso e va tutto a danno di Gardner: Crisis, il libro di cui parliamo, è una spy story ambientata tra la Colombia e l'Inghilterra. Luke Carlton, Marine in servizio all'MI6 – cellula dei servizi segreti britannici – deve scoprire cos'è accaduto nella giungla colombiana, perché un altro agente dei servizi è stato ucciso, su cosa indagava e qual è la misteriosa arma in viaggio verso il Regno Unito. Per farlo rischierà di farsi uccidere da uno dei più pericolosi cartelli della droga, Los Inocentes, capeggiati da El Pobrecito, uno stereotipato capo sanguinario, crudele, grasso, viziato, incapace di far nulla senza i suoi luogotenenti. Intanto l'Inghilterra è sempre più in pericolo. Ok, trama avvincente – direte voi – almeno sulla carta. Sì, peccato che il tutto venga sviluppato con una prevedibilità abbastanza sconcertante: non c'è stato un momento, durante la lettura, in cui sia rimasta sorpresa in positivo per una scelta, un'evoluzione della trama, una caratteristica innovativa dei personaggi… tutto va, immancabilmente, secondo copione. E chi ama questo genere di storie sa che questo non è mai, assolutamente, un bene: chi legge spy stories, thriller d'azione, thriller in generale, ama farsi scioccare, restare colpito dalla storia, ama sentire scorrere fiumi di adrenalina nelle vene… di sicuro non vuole leggersi più di cinquecento pagine sapendo già cosa succederà!
A peggiorare il quadro già non proprio positivo ci sono altri due-tre aspetti dubbi: in primis una lentezza atavica che l'autore – dopo essersi perso tra luoghi comuni e scelte narrative che finiscono nel nulla - riesce a scrollarsi solo nell'ultima parte di romanzo (e vorrei ben vedere); poi, è chiaro, a furia di girare la chiave e premere l'acceleratore il motore si accende, l'azione alla fine decolla… però che fatica! Altro aspetto da analizzare è una scarsa caratterizzazione dei personaggi… Avete presente quando ad una cena si dice "Assaggio poco di tutto" e poi si finisce per non aver mangiato nulla o quantomeno a non essersi saziati? Ecco, più o meno questa è la sensazione che ho provato pensando ai personaggi di questo libro, il protagonista in testa: sappiamo poco di tutti, ma niente, realmente, di nessuno.
Altro particolare degno di nota: l'autore non è un novellino, non è uno che si è improvvisato scrittore ieri ed oggi ha pubblicato una spy story. E' un inviato di guerra nonché esperto di sicurezza nazionale, quindi l'argomento lo conosce bene, dall'interno… E dunque, cos'è successo qui? Personalmente non saprei, ma di sicuro so che semmai dovesse esserci un secondo volume, semmai questa dovesse diventare una serie, io non leggerei oltre. E ripeto, mi dispiace, perché c'erano buone premesse, il libro in sé non è brutto, è forse un po' troppo prevedibile… non lo boccerò completamente, perché in fondo si fa leggere, ma non me la sento di consigliarlo.

Opera recensita: "Crisis" di Frank Gardner
Editore: Longanesi, 2019
Genere: thriller, spy story
Ambientazione: Colombia-Inghilterra
Pagine: 544
Prezzo: 22,00 €
Consigliato: no
Voto personale: 6.

lunedì 23 settembre 2019

RECENSIONE: FABIO GEDA - NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI


Sinossi:
Se nasci in Afghanistan, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, può capitare che, anche se sei un bambino alto come una capra, e uno dei migliori a giocare a Buzul-bazi, qualcuno reclami la tua vita. Tuo padre è morto lavorando per un ricco signore, il carico del camion che guidava è andato perduto e tu dovresti esserne il risarcimento. Ecco perché quando bussano alla porta corri a nasconderti. Ma ora stai diventando troppo grande per la buca che tua madre ha scavato vicino alle patate. Così, un giorno, lei ti dice che dovete fare un viaggio. Ti accompagna in Pakistan, ti accarezza i capelli, ti fa promettere che diventerai un uomo per bene e ti lascia solo. Da questo tragico atto di amore hanno inizio la prematura vita adulta di Enaiatollah Akbari e l’incredibile viaggio che lo porterà in Italia passando per l’Iran, la Turchia e la Grecia. Un’odissea che lo ha messo in contatto con la miseria e la nobiltà degli uomini, e che, nonostante tutto, non è riuscita a fargli perdere l’ironia né a cancellargli dal volto il suo formidabile sorriso.
Enaiatollah ha infine trovato un posto dove fermarsi e avere la sua età. Questa è la sua storia. Quanto a Enaiatollah Akbari, la sua biografia è nelle pagine di questo libro.

Commento:
Questa è una storia vera, vera, drammatica e bellissima. A raccontarcela, in un dialogo con Fabio Geda, è proprio colui che l'ha vissuta, Enaiatollah, Enaiat.
Quando sua madre lo ha lasciato da solo in Pakistan, in un luogo e con persone sconosciute, Enaiat aveva appena dieci anni, era un bambino intelligente e perspicace, ma comunque un bambino, per giunta solo e mai uscito dal suo paesino dell'Afganistan. Il piccolo Enaiat è spaesato e comincia a chiedere in giro dove sia sua madre; quando gli spiegano cos'è accaduto, ossia che la madre l'ha accompagnato lì per salvargli la vita, e poi l'ha lasciato per tornare dai suoi fratelli, Enaiat prova un dolore sconosciuto, la loro immagine gli si tatua negli occhi, ma sa che non può perdersi d'animo. Comincia a cercare lavoro, tenta sempre di avere un posto dove dormire la notte e cerca di non farsi nemici. Da qui, dalle strade malsicure del Pakistan comincia la sua clandestinità, la sua odissea verso un posto dove fermarsi, una casa, un posto dove stare bene. Ciò che attraversa, le prove che deve superare sono a dir poco indicibili per chiunque, figurarsi per un bambino della sua età. Enaiat deve diventare uomo presto per aiutarsi da solo e far fronte a ciò che lo aspetta, ma non perde, nonostante tutto, la voglia di migliorarsi, di mantenere la sua dignità, di imparare e guadagnarsi da vivere onestamente. Quando giunge in Italia, più di quattro anni dopo essere partito dal Pakistan, non gli sembra vero di potersi fermare, di trovarsi bene e soprattutto di avere finalmente una prima forma di accoglienza.
Questa è una storia commovente perché reale, importante perché sincera, da leggere per capire e non dimenticare. Una lettura consigliata a tutti, perché tutti abbiamo bisogno delle parole di questo ragazzo.

Opera recensita: "Nel mare ci sono i coccodrilli" di Fabio Geda
Editore: Baldini e Castoldi
Genere: autobiografia
Ambientazione: Afganistan-Pakistan-Iran-Turchia-Grecia-Italia
Pagine: 160
Prezzo: 12,00 €
Voto personale: 8,5.


sabato 21 settembre 2019

RECENSIONE: DON WINSLOW - IL POTERE DEL CANE


Sinossi:
Art Keller è un poliziotto ambizioso, con una mentalità da crociato, deciso a combattere in prima fila la guerra che gli Stati Uniti hanno lanciato contro il traffico internazionale di droga. Miguel Ángel Barrera è il boss della Federación, il cartello che riunisce tutti i narcos messicani, e i suoi nipoti, Adán e Raúl, smaniano all’idea di ereditarne l’impero. Nora Hayden, dopo un’adolescenza complicata, è diventata una prostituta d’alto bordo, sempre in bilico tra il cinismo piú spinto e un insolito senso morale. Padre Parada è un sacerdote cresciuto in mezzo al popolo, potente quanto incorruttibile. Sean Callan è un ragazzo irlandese di Hell’s Kitchen che si è trasformato quasi per caso in un killer spietato, al soldo della mafia. Sono tutti, in modo diverso, coinvolti nel mondo feroce del narcotraffico messicano: una guerra che coinvolge sicari senza scrupoli e politicanti corrotti, i servizi segreti americani e la mafia, tra inganni e vendette spietate. Una guerra dove non esiste innocenza possibile, e dove è sempre in agguato, pronto a esplodere, il male assoluto: quella demoniaca crudeltà di uomini e cose cui una millenaria tradizione ha saputo dare un solo nome, evocativo quanto misterioso. Il potere del cane.

Commento:
E' difficile recensire un romanzo così corposo, articolato, ricco di avvenimenti e personaggi… ma bisogna farlo. Bisogna farlo perché, se vi piacciono i thriller d'azione ed in particolare quelli che parlano di criminalità, narcotraffico, cartelli, famiglie ecc. dovreste proprio leggere questo libro, anzi, questa trilogia.
Il potere del cane è il primo, emozionante libro della trilogia di Art Keller scritta da Don Winslow e pubblicata in Italia da Einaudi. La trilogia – che continua con Il cartello e termina con Il confine (Einaudi 2019) – tratta la guerra senza quartiere intrapresa da un agente della DEA, Art Keller, ai cartelli del narcotraffico attivi in Messico dal 1975 al 2000 (almeno per questo primo volume).
Tutto comincia quando, nel 75, un inesperto quanto entusiasta Art Keller aiuta il poliziotto Miguel Angel Barrera (detto Tio) ad abbattere il cartello del Sinaloa. Art non sa ancora che ciò che Tio vuole in realtà è liberarsi di un concorrente e fondare una Federaciòn, un'unificazione dei cartelli della droga del Messico, e diventarne il Patròn, il capo. Il piano gli riesce, ma Art Keller non riesce ad accettare il fatto di averlo aiutato e di essere stato ingannato. Quando Art sta per assestare un duro colpo agli affari di Tio, però, un suo valido collega viene rapito, torturato e ucciso per via di un'operazione architettata da Art. Da questo momento l'agente della Dea non avrà più pace: la sua guerra non conoscerà ostacoli, sarà pronto anche a scendere a pericolosi compromessi pur di dar seguito alla sua ossessione: catturare i Barrera – tutti – e assicurarli alla giustizia… oppure ucciderli.
Tra poliziotti e politici corrotti, gangster dal cuore tenero, prostitute d'alto bordo con più moralità di una suora, parroci coraggiosi e intrepidi, Il potere del cane ci porta in una terra di mezzo in cui non esiste la legalità, la giustizia è quella delle pistole e la legge cambia come cambiano i movimenti di denaro. Un appassionante storia ispirata a figure realmente esistite, il che rende il tutto molto più realistico e grottesco. Davvero un libro da leggere, ma che consiglio solo agli appassionati del genere: più di settecento pagine di dietrologie, sparatorie, inganni, tattiche non sarebbero facili da reggere per chi non ama questo tipo di storie. Per quanto mi riguarda, leggerò prestissimo anche gli altri due libri.


Opera recensita: "Il potere del cane" di Don Winslow
Editore: Einaudi, prima ed. originale 2005, prima ed. italiana 2009
Genere: thriller
Ambientazione: Stati Uniti-Messico-Centro e Sud America
Pagine: 719
Prezzo: 17,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 9.


lunedì 16 settembre 2019

RECENSIONE: SANDOR MARAI - LE BRACI


Sinossi:
Dopo quarantun anni due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l’altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null’altro contava, per loro. Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare. Tutto converge verso un «duello senza spade» – e ben più crudele. Tra loro, nell’ombra, il fantasma di una donna. E il lettore sente la tensione salire, riga dopo riga, fino all’insostenibile.

Commento:
Due uomini, un Generale ed un Ufficiale della Guardia, ma prima ancora due amici, due fratelli, due compagni di vita. Tra di loro quarantuno anni di lontananza e tanti conti in sospeso… in primis uno che riguarda una donna.
Amore, tradimento, intrigo, amicizia. Di questo parla, in estrema sintesi, Le braci. E Marai ci mette tutta la maestria di cui è capace nel descrivere i sentimenti, per far immedesimare chi legge al punto da ritrovarsi in quella stessa stanza, ad ascoltare il monologo del padrone di casa, il sussurro dell'ospite che si accomiata, a fissare rapito le braci che rischiarano appena una notte particolarmente buia.
E' carico di suggestioni, Le braci, di pathos, di sentimenti, di curiosa attesa… per questo e per altri mille motivi è considerato un capolavoro della letteratura europea del Novecento.
Però non mi ha preso. Lo so, è incredibile e di certo è colpa mia, credo di non averlo letto al momento giusto… però è così, gli ho preferito di gran lunga La donna giusta, altro bellissimo libro di Marai che, a differenza di questo, mi avvinse da subito.
A voi, però, lo consiglio perché, al netto delle mie impressioni personali, è un'opera che merita ed alcuni passi, specie dopo la metà del libro, sarebbero da copiare ed incorniciare.

Opera recensita: "Le braci" di Sandor Marai
Editore: Adelphi, prima ed. originale 1949
Genere: letteratura europea
Ambientazione: Austria, Ungheria
Pagine: 125
Prezzo: 11,00 €
Consigliato: sì/no
Voto personale: 7.


venerdì 13 settembre 2019

RECENSIONE: MARIA PIA ROMANO - DONNE IN APNEA


Sinossi:
Siamo tutte così diverse, eppure tutte così uguali nel nostro unico, vero inconfessato bisogno: essere accolte. Speriamo che gli altri capiscano, senza che ci sia bisogno di parlare, invece il più delle volte questo non accade e restiamo mute, con il nostro groviglio di dissapori nella pancia, che ci fa male più di un attacco di colite.
C'è la quarantenne che è precaria da una vita e tenta di sfruttare la sua laurea presentandosi al concorso per un Dottorato di Ricerca; la donna fresca di separazione che ritrova la gioia di vivere iscrivendosi all'Associazione podistica del suo paese; la donna che studia per i 24 CFU perché vuole fare il Concorso a Cattedra nel miraggio del posto fisso; quella che trova gli amori in chat e quella che vive accostando parole, di notte, perché la scrittura è salvezza. C'è la madre mancata e quella che soffre, perché il figlio adolescente rimane chiuso nel silenzio della sua cameretta. C'è la donna di cinquant'anni che ha scelto di rifarsi il seno e poi c'è l'estetista che raggiunge il marito muratore in Germania e manda le foto sul gruppo Whatsapp della famiglia. C'è anche la ragazza di diciassette anni che va in vacanza da sola con le amiche per la prima volta nella sua vita. E non solo. Chi arriverà fino in fondo scoprirà dell'altro...

Commento:
Dieci donne, un solo respiro che sa di coraggio. Sono le donne raccontate da Maria Pia Romano, con la sua penna sinuosa, ammiccante, lucida; sono quelle donne che, provate dalla vita, hanno trovato in se stesse il coraggio di rialzarsi, di riprenderne in mano le redini. Da questi racconti accorati in cui è impossibile non ritrovare una parte di sé, è evidente lo sforzo, il sacrificio… perché è più facile mollare, lasciarsi andare e più dura alzare la testa e rimboccarsi le maniche. Però si vede ancor di più la volontà di farcela per se stesse, di non smettere mai di affondare i denti nelle opportunità che si presentano. Dieci donne come tante, dieci voci eccezionali si raccontano in prima persona in questa raccolta che sa di casa, di poesia, di sacrificio, di vita vera. Maria Pia Romano racconta qui le donne, le loro sfaccettature, la loro essenza… parla di noi, di tutte noi. Da leggere… per le donne.

Opera recensita: "Donne in apnea" di Maria Pia Romano
Editore: Il grillo, 2019
Genere: raccolta di racconti
Pagine: 104
Prezzo: 14,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.


giovedì 12 settembre 2019

RECENSIONE: MARIA DUEñAS - LE FIGLIE DEL CAPITANO


Sinossi:
New York, 1936. Sulla Quattordicesima Strada, nel cuore della comunità spagnola della Grande Mela, viene inaugurato il piccolo ristorante El Capitán. La morte accidentale del proprietario, Emilio Arenas, costringe le sue tre figlie ventenni a lasciare la Spagna per prendere le redini dell’azienda di famiglia. Catapultate nella nuova realtà americana, le indomite ragazze saranno costrette a combattere per riuscire a integrarsi in una terra straniera piena di contraddizioni: inizia così l’avventura di Victoria, Mona e Luz Arenas, giovani coraggiose, determinate a farsi strada tra grattacieli, compatrioti, avversità e amori, spinte dal desiderio di trasformare in realtà il sogno di una vita migliore. Vero e proprio fenomeno editoriale in Spagna, questo romanzo conferma lo straordinario talento di María Dueñas: Le figlie del Capitano racconta la storia meravigliosa di tre giovani ragazze costrette ad attraversare un oceano per trovare la propria strada. Un omaggio indimenticabile a tutti coloro che hanno dovuto abbandonare la propria terra alla ricerca di un futuro migliore e al coraggio di quelle donne che non si arrendono mai.

Commento:
Quattro donne – una madre e tre figlie – con altrettante storie di comune, quotidiana, straordinaria sopravvivenza. Sono loro le protagoniste di questo nuovo romanzo di Maria Dueñas, tutto al femminile. La spaurita e provata Remedios e le sue altezzose figlie sono da poco arrivate a New-York da Malaga quando Emilio Arenas, il loro marito e padre, muore in seguito ad un incidente. Completamente spaesate e sole in una terra straniera, senza saper parlare una parola di inglese e senza conoscere niente del mondo, le donne sono combattute tra tornare in Spagna, alla relativa sicurezza di ciò che conoscono, e restare lì, negli States, a cercare un'opportunità. Ma quando, grazie alla loro intraprendenza, le cose sembrano sul punto di svoltare, la cupidigia e la cattiveria di qualcuno che cerca vendetta le fa precipitare di nuovo in un baratro. Ma è proprio quando la sorte si presenta più avversa che le sorelle Arenas devono dimostrare il loro valore e soprattutto devono tornare ad essere unite, anche nella sventura.
Le figlie del capitano è un romanzo sull'immigrazione, su chi lascia la propria terra per cercare fortuna, per reinventarsi da un'altra parte; ma questa è soprattutto una storia di resilienza, quella capacità di sopravvivere agli urti e rimettersi in marcia più forti di prima che solo le persone coraggiose hanno. Maria Dueñas ci conduce in un mondo lontano per epoca storica, ma vicino, vicinissimo per tematiche e difficoltà che i suoi personaggi devono affrontare. Difficile non appassionarsi all'intraprendenza di Mona, alla scaltra sicurezza di Tony il bolitero, alla presenza importante di Luciano Barona, alle lagnanze immotivate di Remedios, ai colpi di testa di Luz… sfogliare queste pagine è come tuffarsi nell'album fotografico di una grande famiglia, capace di attraversare momenti di profonda sventura e di ritrovarsi ancora più unita e pronta per una nuova battaglia. Un romanzo per chi ha paura di lasciarsi dietro una situazione pesante, perché ne tragga il coraggio e la forza di affrontare ciò che sarà.


Opera recensita: "Le figlie del capitano" di Maria Dueñas
Editore: Mondadori, 2019
Genere: romanzo storico
Ambientazione: New York, 1936
Pagine: 588
Prezzo: 22,00 €
Consigliato: sì
Voto personale: 8.